Home page > Interviste e racconti > Europa > Italia
Io non sono un ladro di fiori, io stesso mi son fatto rosa (dal taccuino di Zaher Rezai, dicembre 2008)

Quando il suo corpo è stato ritrovato, a Mestre, in via Orlanda, il 10 dicembre 2008, il documento che portava in tasca ha permesso la sua identificazione: Zaher Rezai, cittadino afghano, 13 anni. Sulla dinamica della morte non c’erano molti dubbi: per eludere i controlli portuali doveva essersi legato sotto il tir che l’aveva schiacciato a quell’incrocio, a 8 chilometri dal porto di Venezia, ormai superato. Qualche dubbio, invece, sul taccuino che potava in tasca, insieme al documento, e sul suo contenuto. Alcuni disegni o schizzi e qualche foglio scritto nella sua lingua.

Francesca Grison, mediatrice culturale del Comune di Venezia, ha chiesto al regista afghano Hamed Mohamad Karim di tradurre quelle parole: versi di poesie che Zaher aveva annotato durante il suo lungo viaggio, dall’Afghanistan all’Iran, e poi la Turchia, la Grecia e l’imbarco verso l’Italia.

Li pubblica ora con un commento sul sito di Melting Pot, mentre, di fronte ai continui respingimenti alle frontiere portuali, l’associazione Tuttiidirittiumanipertutti si appella agli enti chiamati a gestire il servizio di accoglienza al porto di Venezia affinché pongano come condizione della loro partecipazione al servizio la richiesta della garanzia che i diritti dei migranti e dei richiedenti asilo vengano effettivamente e concretamente tutelati.

Dal taccuino di Zaher Rezai, dicembre 2008

Un giorno Cacciari mi ha chiesto (di Hamed Mohamad Karim, dicembre 2008)

Il progetto
Français
English

Interviste e racconti
Africa
Europa
Nord America
Sud America
Australia
Asia

Politiche migratorie e dispositivi di controllo
Interviste e documenti
Cronologia

Immagini e Video
Video
Immagini

Links
scritture migranti
escrituras migrantes
Passaparole Milano

Iscriviti alla Newsletter