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Che ci faccio io qui? Storie di donne migranti, Roma 2007 (a cura di Asinitas Onlus)

“CHE CI FACCIO QUI? - STORIE DI DONNE MIGRANTI-” A CURA DI ASINITAS ONLUS

“Che ci faccio qui? - storie di donne migranti -” è un programma radiofonico nato dalla collaborazione tra asinitas onlus e radio tre. Con un gruppo di donne straniere che hanno partecipato in vari modi alle attività dell’ associazione, abbiamo deciso di creare un percorso di interviste a tema da raccogliere per un programma radiofonico. I temi sono stati ragionati all’interno di questo gruppo misto, così come le interviste sono state condotte sia all’interno del gruppo, che con donne straniere che non ve ne fanno parte.

La domanda di partenza era: che cosa vi sembra che le persone non conoscono della vostra esperienza? Su cosa vi piacerebbe che le persone riflettessero rispetto all’esperienza della migrazione? Esistono delle specificità femminili che dovrebbero emergere nell’opinione pubblica? Questo lavoro ovviamente non è affatto esaustivo rispetto alla complessità del tema in questione, ma crediamo con queste piccole finestre che abbiamo voluto aprire, di aver contribuito a creare una visione più vicina alla realtà di alcuni aspetti della migrazione femminile. Il linguaggio è stato mantenuto fedele a quello delle interviste, ci scusiamo se alcune volte, alcune frasi potrebbero non essere chiarissime, ma rimaniamo sempre molto colpite da come si possa usare in maniera efficace, anche una lingua con cui non si ha totale dimestichezza, quando si vogliano esprimere contenuti importanti per la persona.

Si ringraziano le donne del progetto “Miguelim” per l’entusiasmo, la partecipazione e l’impegno e Daria Corrias collaboratrice di radio3 per l’incredibile sostegno tecnico e umano.

[Asinitas onlus, è un associazione di promozione sociale che si occupa delle fasce più vulnerabili della popolazione straniera: i rifugiati politici e le donne migranti. L’attività principale sono le due scuole di italiano, portate avanti con i metodi dell’educazione attiva e centrate sull’accoglienza alla persona e sulla creazione di un contesto educante che possa funzionare da solida base affettiva per la riformulazione di un progetto di vita nel paese ospite. Le persone possono fare anche richiesta di un sostegno psicologico individuale. L’associazione promuove anche l’auto aiuto per l’orientamento nei servizi socio sanitari e culturali della città.]

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