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Vite sgomberate (a cura di Greta Persico e Stefano Pasta)
Approfondimenti
Cronologia degli sgomberi dei campi rom a Milano

Vite sgomberate

“Vite sgomberate” è una rubrica che racconta un piccolo pezzo della complessità del mondo rom e sinti in Italia, concentrando l’attenzione sulla città di Milano ed in particolare sulle storie che descrivono il “ciclo degli sgomberi”. E’ un tentativo di strappare alle frequenti generalizzazioni il tema dei rom e dei sinti.

Vite sgomberate

“Vite sgomberate” è una rubrica che racconta un piccolo pezzo della complessità del mondo rom e sinti in Italia, concentrando l’attenzione sulla città di Milano ed in particolare sulle storie che descrivono il “ciclo degli sgomberi”. E’ un tentativo di strappare alle frequenti generalizzazioni il tema dei rom e dei sinti.

Contare gli sgomberi significa elencare la ricorsività dei luoghi sgomberati, illusoriamente “restituiti alla città” (Comunicato Stampa del Comune di Milano, 19/11/2009 - sgombero di via Rubattino). Le aree e le persone sgomberate sono sempre le stesse: occorre dare concretezza ad una politica che spreca ingenti risorse pubbliche che potrebbero, al contrario, servire per un reale superamento delle baraccopoli o un miglioramento delle stesse.

La sezione cronologia permette di consultare l’elenco degli sgomberi effettuati nella città di Milano e hinterland di cui è stato possibile trovare traccia in comunicati stampa, articoli e dichiarazioni pubbliche delle amministrazioni locali. Vi è poi uno spazio dedicato ad alcuni approfondimenti dove trovano voce le storie delle persone direttamente coinvolte dagli sgomberi, rom e gagè (non rom).

Il 21 Maggio 2008, il Governo Italiano emana il Decreto Emergenza Nomadi riguardante le Regioni Lazio, Campania e Lombardia (poi esteso a Piemonte e Veneto) con il quale dichiara lo Stato di Emergenza ( legge 225 del 1992 che prevede lo Stato di Emergenza per “una calamità, una catastrofe” o anche altri eventi “ che per intensità ed estensione debbano essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari); a seguito di tale decreto, sulla base di tre Ordinanze Presidenziali emanate il 30 Maggio 2008, i Prefetti di Napoli, Roma e Milano vengono nominati Commissari Straordinari per l’Emergenza Nomadi, poiché, si legge nel preambolo del Decreto “[…] la situazione non è fronteggiabile con gli strumenti previsti dalla normativa ordinaria”. Sono emanate una serie di misure straordinarie nei confronti dei cittadini rom e sinti, attuate su base etnica. Una delle prime e più chiare condanne arriva da Amos Luzzato, già presidente dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane, che dichiara: “Timbrati ed esclusi come noi ebrei”( Luzzatto: "C’è un segno razzista timbrati ed esclusi come noi ebrei", in la Repubblica, 26/06/2008).

A Milano, in Lombardia la politica attuata per fronteggiare la questione rom segue due direzioni, una relativa alle “Aree di sosta autorizzata destinate ai nomadi”, ovvero gli undici campi regolari del Comune di Milano stesso e l’altra che riguarda gli insediamenti definiti “campi abusivi”.

Le risorse a disposizione della città di Milano e vincolate all’implementazione di azioni rivolte ai cittadini rom e sinti arrivano a circa 13.000.000 di euro destinati dal Ministero dell’Interno nel Luglio 2009 per fronteggiare “l’emergenza nomadi”. Del totale circa 4.000.000,00 euro sono destinati ad attività sociali da realizzare all’interno dei campi regolari, il resto, ovvero circa 9.000.000 euro, vengono spesi per azioni volte a migliorare la sicurezza urbana e tutelare l’ordine pubblico, azioni che si concretizzano principalmente negli sgomberi forzati dei campi abusivi.

Il presente contributo vuole fornire sinteticamente alcuni elementi relativi alle politiche di sgombero attuate come unica misura di gestione degli insediamenti abusivi, ovvero insediamenti di varie dimensioni (da poche persone fino a 600 abitanti come accadde nel campo di Piazzale Alfieri alla Bovisa nel 2008) che sorgono spontaneamente su terreni privati o pubblici, palazzi abbandonati, aree verdi etc…e abitati nella quasi totalità dei casi, da cittadini rom di origine romena presenti sul territorio nazionale da ormai alcuni anni.
La complessità della realtà rom e il suo declinarsi come questione socio-politica infatti necessiterebbe di un approfondimento che non è possibile esaurire in poche righe.

Nelle sue dichiarazioni pubbliche, il vice sindaco De Corato ha più volte ribadito la volontà di eliminare la totalità degli insediamenti abusivi allontanandone gli abitanti dal territorio milanese. Dal 2007 ad oggi la soluzione proposta è dunque quella dello sgombero continuativo di tali insediamenti con una frequenza che è andata intensificandosi fino a raggiungere la media di circa uno o più sgomberi al giorno.
Sempre nelle dichiarazioni pubbliche dei politici interessati viene registrato un significativo abbassamento delle presenze dei rom sul territorio cittadino, numeri smentiti dai censimenti ufficiali realizzati dalla Questura nonché dalle informazioni diffuse dalle agenzie di ricerca sociale e dagli enti del terzo settore attivi a Milano ed hinterland.
Altro dato interessante che emerge da un’analisi diacronica della politica degli sgomberi è che la stessa concorre in modo primario al riprodursi dei campi stessi e in modo frequente all’interno di aree già ripetutamente sgomberate, all’aumento del numero degli insediamenti abusivi, al peggioramento delle condizioni di vita degli abitanti rom, all’interruzione di percorsi di scolarizzazione dei minori, di inserimento lavorativo degli adulti e di tutela sanitaria di minori e donne con particolare attenzione alle donne in gravidanza.

Le modalità di sgombero forzato adottate, oltre che violare il diritto ad un alloggio adeguato, non tengono conto di nessuna delle procedure di garanzia individuate dal Comitato sui Diritti Economici, Culturali e Sociali e delle Nazioni Unite (CESCR) quali:

a) L’opportunità di una reale consultazione con gli interessati
b) Un adeguato e ragionevole preavviso per tutte le persone interessate prima della data prevista per lo sgombero
c) Informazioni sugli sgomberi previsti e ove possibile sull’utilizzo successivo del terreno o delle abitazioni, dovrebbero essere rese disponibili in tempi ragionevoli a tutti coloro interessanti dai provvedimenti;
d) In particolare, quando sono coinvolti gruppi di persone, funzionari governativi o loro rappresentanti dovrebbero essere presenti durante lo sgombero,
e) Tutte le persone che effettuano lo sgombero dovrebbero essere correttamente identificate
f) Gli sgomberi non dovrebbero aver luogo in condizioni climatiche particolarmente avverse o di notte a meno che le persone coinvolte non ne diano il consenso,
g) Dovrebbero essere forniti strumenti di ricorso legale e
h) dove possibile, assistenza legale alle persone che lo richiedono qualora volessero ricorrere alla giustizia

Di seguito sono indicati i principali sgomberi effettuati dal 31.08.2010 al 30.09.2010 di cui è possibile trovare traccia in comunicati stampa, articoli e dichiarazioni pubbliche.

A titolo di esempio si segnala la situazione del campo abusivo di Via Rubattino sgomberato lo scorso 19 Novembre 2009 (300 persone) nonostante la mobilitazione dell’intero quartiere che voleva preservare i percorsi di integrazione scolastica e sociale di 36 minori e delle loro famiglie. Le insegnanti, i genitori dei compagni di classe, le associazioni del terzo settore, a seguito dello sgombero si sono mobilitate per collocare alcune delle famiglie.
Il 7 Settembre 2010 Via Rubattino arriva a contare nuovamente circa 200 presenze. All’appello mancano le circa 80 persone, tra adulti e minori, che sono state inserite in percorsi di autonomia abitativa, inserimento lavorativo grazie alla rete di solidarietà creata dai cittadini del quartiere e dalle associazioni.
Tutti gli abitanti presenti al campo sono persone pluri- sgomberate che nei giorni seguenti subiranno una vera e propria “caccia all’uomo”.

(Greta Persico e Stefano Pasta, settembre 2010)

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