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Settembre 2011:

1 settembre: Libia. L’Ong Medici senza frontiere lancia un allarme sulla situazione dei migranti africani in Libia. Secondo l’Ong sono circa 1200 i migranti africani a Tripoli che vorrebbero essere trasferiti altrove perché temono di essere scambiati per mercenari di Gheddafi. Dalle testimonianze raccolte, alcuni di loro sono feriti o ammalati ma non osano andare all’ospedale per paura degli spostamenti. Anche un servizio dell’emittente televisiva Al Jazeera racconta la situazione critica in cui si trovano i migranti.

1 settembre: Francia. La compagnia di trasporti pubblici francese Rapt ha messo a disposizione un tram per evacuare alcuni cittadini bulgari e romeni Rom da un campo di fortuna nei pressi di Saint-Denis. La compagnia si giustifica affermando che il tram è stato messo a disposizione dopo lo sgombero del campo per evitare ritardi e problemi durante l’evacuazione. Interpellato dall’opposizione a tal proposito, il ministro degli interni francese, Claude Guéant, afferma di non essere stato messo al corrente dell’episodio.

1 settembre: UE-Frontex. È stato pubblicato l’ultimo report trimestrale di Frontex, redatto dalla Risk Analysis Unit (RAU), relativo al periodo aprile-giugno 2011. Il documento rileva che “il numero degli ingressi irregolari e delle domande di asilo in Europa è nettamente aumentato rispetto all’ultimo trimestre e che queste cifre non si riscontravano dal 2008”. Gli ingressi dei rifugiati afgani attraverso il confine terrestre tra Grecia e Turchia da un lato, e gli arrivi dalla Libia a causa del conflitto armato dall’altro, sono stati i due elementi chiave che hanno caratterizzato questo incremento. In seguito alla firma dell’accordo bilaterale tra Italia e Tunisia, prosegue il documento, gli arrivi dei tunisini sulle coste italiane sono diminuiti del 75%. Il report istituisce inoltre un nesso stretto tra “immigrazione irregolare e narcotraffico” accomunandoli sotto la voce “attività illegali alla frontiera” e facendo un confronto tra rotte migratorie e rotte del mercato della droga. In secondo luogo, ciò che il documento intende fare emergere è che la droga arriva in Europa attraverso network di criminalità organizzata costituiti da persone provenienti da Paesi terzi.

1 settembre: Australia. Vengono resi noti i dati dell’inchiesta sui suicidi nei diciannove centri di detenzione australiani per richiedenti asilo: nei i primi sei mesi del 2011 ci sono stati 1.100 casi di auto-lesionismo, più di 1.500 persone sono state ricoverate all’ospedale per gravi condizioni di salute di cui 732 persone (compresi 17 bambini) per problemi derivanti da prolungati scioperi della fame e 72 persone per problemi psichiatrici. Denunciati anche gravissimi abusi nei quattro centri su Christmas Island dove, dal giugno 2010 al giugno 2011, si sono registrati 620 casi di autolesionismo. L’inchiesta ha anche riguardato la Serco, l’azienda inglese che gestisce i centri australiani. Dalle indagini risulta che gli impiegati Serco siano dotati di coltelli e che in una circolare del 20 maggio vengono allertati di fare attenzione al “comportamento anormale” (“abnormal behaviour”) dei richiedenti asilo: secondo la circolare “i clienti stanno creando una cultura di auto-lesionismo”. La Serco è stata più volte denunciate per incompetenza e abusi sia dalle associazioni per i diritti dei migranti che da ex dipendenti (8 maggio e 2 giugno 2011).

1 settembre: USA - El Salvador, Repubblica Domenicana, Costa Rica, Salvador, Messico, Guatemala, Nicaragua. Accordi tra il Ministero del Lavoro statunitense e i governi di El Salvador, Repubblica Domenicana, Costa Rica, Salvador, Messico, Guatemala, Nicaragua per promuovere l’informazione dei lavoratori stranieri rispetto ai loro diritti negli Stati Uniti e facilitare le denunce di abusi da parte dei datori di lavoro. Il Ministro del Lavoro statunitense Hilda Solis ha precisato che i trattati sono mirati a proteggere i diritti di tutti i lavoratori migranti, con o senza permesso di soggiorno. Negli Stati Uniti abitano tra i 10 e gli 11 milioni di migranti senza permesso di soggiorno e almeno 7 milioni di loro lavorano in nero.

1 settembre: USA. Alabama. Viene sospesa l’entrata in vigore, prevista per oggi, della legge sull’immigrazione approvata in Alabama lo scorso 10 giugno. La legge rende reato il non avere il permesso di soggiorno e introduce pesanti restrizioni al diritto all’istruzione dei migranti senza permesso di soggiorno. Dopo la causa intentata dal governo federale contro lo stato del primo agosto, il giudice federale ha stabilito la sospensione della legge fino al 29 settembre, per dare tempo alla corte di analizzare il caso e prendere una decisione definitiva.

1 settembre: Sri Lanka. Nuove basi navali e di guardia costiera in Sri Lanka dove le forze di mare sono in continua espansione (da 33mila nel 2005 a 55mila nel 2011). L’espansione è stata presentata come una misura contro la pirateria e l’immigrazione clandestina.

1 settembre: USA. Texas. Entra in vigore una legge che rende possibile rilasciare sotto condizionale e deportare gli stranieri che abbiano ricevuto condanne nello stato. Prima dell’entrata in vigore di questa legge, i migranti avrebbero necessariamente dovuto scontare la pena nelle prigioni del Texas, prima di essere deportati per mancanza del permesso di soggiorno. Ora invece una commissione potrà decidere di dare la condizionale e procedere alla deportazione.

2 settembre: Polonia. In base alla nuova legge nazionale che entrerà in vigore il primo gennaio 2012, gli immigrati senza permesso di soggiorno presenti nel Paese dal dicembre 2007, e coloro ai quali è stata negata la domanda di asilo, saranno regolarizzati. La regolarizzazione prevede la possibilità di fare domanda per ottenere la residenza nel Paese per un periodo di due anni, e un permesso di lavoro. La maggioranza dei migranti senza permesso di soggiorno attualmente presenti nel Paese sono ucraini e ceceni.

2 settembre: Consiglio d’Europa. Tineke Strik, portavoce dell’Assemblea parlamentare al Consiglio d’Europa, incaricata dell’inchiesta sulle responsabilità per i naufragi e le morti nel Mediterraneo dei migranti in fuga dalla Libia, effettuerà un visita a Roma il 6 e il 7 settembre per incontrare alcuni migranti sopravvissuti ai naufragi, i dirigenti delle guardia coste italiane e dei rappresentati delle Ong e dell’Alto Commissariato. L’inchiesta intende stabilire in quale modo le imbarcazioni che hanno fatto naufragio siano state intercettate dalle guardia coste operative nel Mediterraneo e dalle navi militari Nato.

2 settembre: Regno Unito. È stato aperto un nuovo “centro di accoglienza pre-partenza” per famiglie, dopo quello di Tinsley House, nonostante le numerose proteste, e nonostante la dichiarazione del ministro per l’immigrazione Damain Green di voler ridurre il numero dei minori tenuti in stato di detenzione perché sprovvisti del permesso di soggiorno. Il nuovo centro, che si trova nella località di Pease Pottage, nel sud dell’Inghilterra, potrà ospitare fino a una massimo di 11 famiglie, per un totale di 44 persone. Due di questi appartamenti verranno usati come dei veri e propri spazi di confinamento, che serviranno a separare i soggetti giudicati socialmente pericolosi dal resto dei familiari. Sarà la compagnia privata GS4 a gestire il centro, in cooperazione con l’associazione Barnardo che lavora per la protezione dell’infanzia. Di fronte alle polemiche che il coinvolgimento di Barnardo nella gestione aveva scatenato, l’associazione si è difesa affermando l’importanza della loro presenza nel centro per garantire il rispetto dei diritti dei minori. L’apertura del centro si inserisce nella politica di ciò che l’United Kingdom Border Agency (UKBA) definisce “un approccio compassionevole nei confronti dei rimpatri delle famiglie”. La legge inglese prevede infatti che le famiglie a cui è stato intimata l’espulsione debbano uscire dal Paese con i propri mezzi; se questo non avviene lo Stato inglese mette a disposizione dei voli per le famiglie, che se rifiutano di essere rimpatriate vengono a quel punto arrestate e detenute nei centri in questione, per un lasso di tempo che va dalle 72 ore agli 8 giorni.

2 settembre: Nigeria-Libia. Il governo nigeriano chiede alle autorità di transizione (Cnt) in Libia di mettere fine all’arresto dei migranti subsahariani in Libia e qualifica come inquietanti le notizie che si hanno a tal proposito.

2 settembre: Algeria. 14 migranti che erano partiti nei giorni scorsi dal littorale di Aïn Témouchent non hanno dato notizie di sé ai parenti dal giorno della partenza. Intanto, continuano gli arresti dei migranti algerini fermati dalle guardia coste algerine nelle acque nazionali.

3 settembre : Grecia. Rivolta al centro di detenzione di Fylakio (Evros), dove i migranti hanno appiccato il fuoco ai materassi. Uno dei migranti è stato trasferito con l’ambulanza all’ospedale. L’ong Medici senza frontiere denuncia inoltre che da più di un mese nel centro non era operativo nessun medico.

3 settembre: Grecia. Nel naufragio avvenuto al largo dell’isola di Cefalonia hanno perso la vita 4 migranti. Undici i sopravvissuti, uno dei quali trasportato all’ospedale è in condizioni molto critiche.

4 settembre: Libia. Anche l’ong Human Rights Watch richiama l’attenzione sulla condizioni dei migranti subsahariani in Libia e sui rastrellamenti effettuati nei loro confronti da parte del Consiglio Nazionale provvisorio (Cnt).

4 settembre: Regno Unito. Centinaia di lavoratori domestici immigrati, coordinati dal gruppo “Justice 4 domestic workers” hanno protestato davanti al Parlamento contro la nuova legge britannica sull’immigrazione relativa al rilascio dei visti, che limita radicalmente la possibilità finora presente di cambiare lavoro senza perdere il proprio status di immigrato.

4 settembre: Australia. Sei richiedenti asilo tentano il suicidio (cinque persone il 5 settembre e una il 6) nel centro di Darwin e un gruppo di 30 persone organizza un’ora di protesta all’interno del centro.

5 settembre: Olanda. Uno show televisivo che coinvolge i richiedenti asilo che saranno espulsi per il rigetto della loro domanda ha sollevato polemiche nel Paese. Il gioco prevede che i concorrenti, tutti immigrati in procinto di essere espulsi, rispondano a domande che vanno a testare il livello di integrazione della persona nella cultura e nella società olandese; al vincitore saranno dati 4000 euro, inviati direttamente nel Paese di origine. L’ideatore del programma ha spiegato che obiettivo del gioco è sensibilizzare i cittadini olandesi nei confronti della tematica migratoria, mostrando loro l’ormai elevato livello di integrazione dei migranti.

5 settembre: Regno Unito. Il governo ha inaugurato un “sistema anti-terrorismo” rivolto specificatamente ai giovani, che prende il nome di “Prevent strategy”: a partire dal prossimo anno accademico, le università britanniche e le organizzazioni studentesche (Student Unions) avranno l’obbligo di segnalare alle forze di polizia i nominativi degli studenti di religione islamica individuati come “soggetti vulnerabili”, in quanto “potrebbero venir coinvolti in attività di radicalismo e fanatismo religioso”. I docenti dovranno prestare attenzione a quei soggetti che mostrano sintomi depressivi, o che manifestano un distaccamento patologico rispetto al proprio nucleo familiare o che, infine, consultano siti internet “estremisti”. Queste persone, secondo il documento pubblicato dal governo, sono “a rischio di radicalismo”.

5 settembre: Spagna. Diverse ong spagnole stanno cercando da settimane di impedire l’espulsione di cinque migranti senegalesi che si trovano nel Cie di Aluche a Madrid. Le istituzioni hanno previsto il rimpatrio con un volo sul quale viaggeranno molti altri connazionali presenti in altri Centri del paese, un’operazione che le ong hanno definito una ’deportazione di massa’ e che va a sommarsi alle preoccupanti condizioni alle quali i migranti dei Cie spagnoli sono costretti.

5 settembre: Francia. Nella riunione degli ambasciatori francesi a Parigi, il ministro degli interni Claude Guéant ha denunciato la scarsa partecipazione di 8 paesi nella collaborazione ai rimpatri: Mali, Repubblica democratica del Congo, Congo, Angola, Mauritania, Pakistan, Bangladesh e Senegal. Guéant ha ricordato che è stato creato un piano specifico per “fare delle pressioni” a tali paesi. “Per allontanare gli stranieri” ha affermato Guéant, “dipendiamo dalla buona volontà dei paesi di origine – spesso vicini a noi politicamente – nel rilasciare il lasciapassare consolare. Una questione non secondaria, perché condiziona almeno in parte l’efficacia del nostro sforzo per limitare l’immigrazione clandestina”.

5 settembre: Belgio. Alcune associazioni per i diritti dei migranti denunciano il fatto che dal 2008 in Belgio la FEDASIL, l’Agenzia federale per l’accoglienza dei richiedenti asilo, ha rifiutato a più di 10.000 persone il diritto all’accoglienza, tra le quali la maggioranza è composta da richiedenti asilo e minori privi di titolo di soggiorno. Tali persone non hanno potuto beneficiare di alcun programma di aiuto sociale, giuridico e medico.

6 settembre: Svizzera-Nigeria. Nel quadro della cooperazione in materia di migrazione tra la Svizzera e la Nigeria nei prossimi giorni partirà un progetto pilota che prevede 3 stage in tre cantoni diversi a cui parteciperanno poliziotti nigeriani. L’obiettivo è di arrivare a un maggior scambio di informazioni tra i due paesi per una migliore cooperazione.

6 settembre : Ue. Il 13 settembre verranno presentate nei dettagli le proposte elaborate dalla Commissione europea per una riforma del funzionamento dello spazio Schengen elaborata su pressione di alcuni paesi la scorsa primavera, anche in seguito all’arrivo dei migranti tunisini in Italia e alla frontiera con la Francia. La riforma prevede la possibilità di reintrodurre i controlli alle frontiere interne soprattutto in caso di pressioni migratorie “forti” e inattese. Secondo le prime indicazioni, la proposizione dettagliata prevede che gli stati non possano decidere autonomamente, come avviene attualmente per i casi autorizzati, ma che, per una durata superiore di cinque giorni, debbano fare domanda alla Commissione, giustificandola, e attendendo l’approvazione a maggioranza qualificata. Secondo il portavoce della Commissaria per gli affari interni, Cecilia Malmström, “la situazione attuale è che un dominio di interesse comune dipende da una decisione individuale, e questo deve cambiare. Se vogliamo migliorare Schengen, bisogna mettere più Europa in Schengen”. Molti stati, però, non sono d’accordo con tale proposta. La Commissione propone inoltre di rafforzare le capacità di intervento dell’Ue quando un paese di frontiera esterna Schengen dimostra una scarsa capacità di controllare le sue frontiere.

6 settembre: Regno Unito. L’Osservatorio Migrazioni ha pubblicato il dossier “Deportations, removals and voluntary departures from the Uk”. La categoria dei “rimpatri volontari” chiarisce il documento “non si riferisce alla volontarietà della decisione a rientrare effettuata dal migrante, ma alle modalità con cui il rimpatrio avviene”. Nel 2010 in totale, tra rimpatri forzati e volontari, sarebbero stati deportati 39 000 migranti privi di permesso di soggiorno, cifra che indica un incremento del 3% rispetto al 2009 e del 37% rispetto al 2005. Al contrario, le deportazioni dei richiedenti asilo si sono praticamente dimezzate, passando dalle 19 000 del 2009 ,alle 9 000 dello scorso anno. Il report rende noti anche i costi di queste operazioni: l’Agenzia britannica per le frontiere (UKBA) ha speso 28 milioni di sterline nel biennio 2009-2010, mentre il costo medio complessivo di ogni singola deportazione si aggira intorno alle 11 00 sterline. La cifra si abbassa considerevolmente, invece, nel caso dei cosiddetti “rimpatri volontari” (1100 £).

6 settembre: Australia. Il leader dell’opposizione Toby Abbott dichiara che si opporrà a qualsiasi tentativo di impugnare la decisione della corte suprema del 31 agosto scorso contro l’accordo Australia-Malaysia (3 giugno scorso) che stabiliva il trasferimento di richiedenti asilo arrivati in Australia in cambio dell’accoglienza in Australia di rifugiati presenti in Malaysia le cui richieste erano già state approvate. Contemporaneamente Tony Abbott invita il governo a riaprire il centro di detenzione offshore sullo stato insulare di Nauru, chiuso nel 2007 e soprannominato “Burning Cage” per le torture psicologiche e i traumi subiti dai richiedenti asilo che vi hanno soggiornato. I centri di Nauru e Papa Nuova Guinea sono i simboli della contestatissima Pacific Solution siglata 10 anni fa, secondo la quale i richiedenti asilo sbarcati in Australia dovevano essere trasferiti lontano dall’Australia continentale, in attesa che le loro richieste d’asilo venissero analizzate.

6 settembre: Australia. Inaugura un nuovo centro di detenzione per richiedenti asilo nella città di Pontville, sull’isola di Tasmania. Il centro è costato 15,8 milioni di dollari, potrà ospitare fino a 400 persone ed è dotato di strutture da prigione di massima sicurezza.

6 settembre: Honduras-USA. Durante un forum sull’immigrazione tenutosi a Tegucigalpa, le autorità dell’Honduras esprimono preoccupazione per l’alto numero di deportazioni effettuate dall’Amministrazione Obama: durante il mese di agosto circa 2.300 cittadini dell’Honduras sono deportati dagli Stati Uniti, un numero che supera abbondantemente la media di 1.500/1.600 deportazioni al mese.

7 settembre: USA. North Carolina. Manifestazione di duecento Dreamers nella cittadina di Charlotte (i Dreamers sono il movimento dei giovani senza permesso di soggiorno residenti negli Stati Uniti fin da piccoli che chiedono che gli venga riconosciuta la cittadinanza). Nel corso del sit-in in una delle strade del centro dieci attivisti sono stati arrestati dopo che avevano pubblicamente dichiarato di essere senza permesso di soggiorno. Da marzo 2011 il North Carolina aderisce al programma Secure Communities per la deportazione dei migranti senza permesso di soggiorno con precedenti penali: gli organizzatori temono la deportazione dei ragazzi.

7 settembre: Messico. Alcuni agenti messicani hanno sparato contro un furgone sul quale viaggiavano 43 migranti provenienti dal Guatemala e tre nepalesi. Dopo aver fermato il mezzo in prossimità dello stato del Chiapas, a 40 chilometri dal confine guatemalteco, il conducente si è dato alla fuga, mentre la polizia ha iniziato a sparare ai pneumatici in modo da impedire ogni possibilità fuga. Gli spari hanno colpito hanno colpito due persone che viaggiavano nascoste nella parte sottostante del mezzo. Il consiglio statale dei diritti umani (CEDH) ha dichiarato che ci sarebbero gli estremi per dichiarare l’accaduto come una violazione della legge poiché “nessun agente municipale può aprire il fuoco in assenza di un reale pericolo di vita”, secondo quando sostiene Mauricio Mendoza, rappresentante dell’ente.

7 settembre: Ue – Mediterraneo. Pubblicata una nuova mappa relativa alle morti dei migranti ai confini dell’Europa a partire dall’inizio delle rivolte arabe. Secondo quanto riportato dalla mappa, sarebbero oltre 2000 le persone che hanno perso la vita in questi ultimi sei mesi nel tentativo di raggiungere l’Europa.

7 settembre: Regno Unito. Secondo quanto denunciato dall’associazione “Children’s society” 6000 immigrati di minore età rischiano di non poter beneficiare dell’assistenza medica e sanitaria, come conseguenza dei tagli alla spesa pubblica effettuati dal governo. Per quanto il governo abbia garantito che i bambini non saranno soggetti ad alcuna diminuzione dei servizi necessari statali in base a quanto previsto dallo schema di fondi eccezionali, i minori immigrati non rientrano in tale schema di emergenza, e resteranno pertanto esclusi da ogni forma di assistenza.

7 settembre : Belgio. A partire dalla settimana prossima la polizia della città di Ostenda arresterà 20 migranti privi di soggiorno al giorno per detenerli 12 ore e poi rilasciarli. Il progetto prevede anche l’allestimento delle celle in alcuni garage e ha lo scopo di dissuadere i migranti privi di permesso di soggiorno diretti in Gran Bretagna a passare per la città di Ostenda.

7 settembre : Francia. Il dipartimento di la Seine-Saint-Denis fa sapere che non ha più finanziamenti a sufficienza per accogliere i minori non accompagnati che arrivano sul suo territorio. Si tratta dei minori che arrivano all’aeroporto di Roissy-Charles de Gaulle e che per questo sono di competenza del dipartimento di Seine-Saint-Denis: nel 2010 sono stati 943. Il Dipartimento chiama dunque lo stato francese a farsene carico. In Francia ci sono circa 6000 minori stranieri non accompagnati, dunque un fenomeno molto limitato denuncia France Terre d’asile rispetto ai 250.000 minori che beneficiano di un aiuto sociale, mentre lo stato, secondo l’Ong, è del tutto assente nei finanziamenti per la loro presa in carico.

7 settembre : Consiglio d’Europa. Nella sua visita a Roma, Tineke Strik, portavoce dell’Assemblea parlamentare al Consiglio d’Europa, incaricata dell’inchiesta sulle responsabilità per i naufragi e le morti nel Mediterraneo dei migranti in fuga dalla Libia, ha incontrato padre Moses Zerai per raccogliere la sua testimonianza relativa all’imbarcazione con 72 migranti subsahariani a bordo, dalla quale aveva ricevuto una telefonata di richiesta di soccorso. Zerai aveva poi denunciato il fatto che nonostante le sue numerose allerte alle autorità e nonostante il fatto che l’imbarcazione fosse stata avvistata da alcune navi della Nato nessuno avesse prestato soccorso ai migranti. Tineke Strik ha inoltre incontrato alcuni sopravvissuti, oltre che rappresentanti della Nato e dirigenti della guardia costiera italiana. Secondo la portavoce del Consiglio d’Europa sarebbero 2000 le persone morte nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno.

7 settembre: Consiglio d’Europa-Italia. Il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, pubblica oggi un dossier sul caso italiano, relativo alle sue visite in Italia compiute nel mese di maggio, in cui esprime preoccupazione per il non rispetto dei diritti umani dei rom e dei migranti. "Per l’Italia è arrivato il momento di sviluppare con vigore le disposizioni del codice penale relative ai reati di matrice razzista per arginare il continuo uso di slogan razzisti da parte dei politici", si legge nel rapporto, che sottolinea come gli sgomberi dei campi dei rom e dei sinti siano avvenuti “a volte in violazione dei diritti umani" e abbiano avuto "un impatto negativo sulla fruizione non solo del diritto alla casa, ma anche di altri diritti umani, compreso il diritto dei bambini all’istruzione". Il Commissario richiama anche le autorità italiane ad “agire in conformità alle norme internazionali e del Consiglio d’Europa sul fronte delle abitazioni e degli sfratti e a riportare la situazione in linea con la carta sociale europea".

8 settembre: Consiglio d’Europa. Il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, ha affermato che la non chiarezza tra l’Italia e Malta sulle reciproche responsabilità in caso di soccorso dei migranti in mare mette a rischio la loro vita. “In modo più generale, riteniamo difficile accettare che persone in pericolo in mare nell’area del Mediterraneo possano trovare la morte, soprattutto ora che l’area è attraversata da un vasto numero di navi militari” ha affermato Hammarberg.

8 settembre: Marocco. Il Collettivo delle comunità sub-sahariane in Marocco condanna le retate che sono state attuate in questi ultimi due giorni dalle forze dell’ordine marocchine contro i migranti sub-sahariani in alcuni quartieri popolari di Rabat. Durante i rastrellamenti sono stati arrestati circa 80 migranti che in seguito, come d’abitudine da parte del Marocco, sono stati deportati a Oujda, alla frontiera con l’Algeria.

8 settembre: Olanda - Tibet. 50 richiedenti asilo tibetani la cui domanda è stata respinta in quanto non potevano provare di essere perseguitati dalle autorità cinesi, non possono fare ritorno nel loro Paese in quanto i loro documenti sono stati sequestrati dall’ambasciata cinese. Di conseguenza, i 50 tibetani sono costretti per il momento a rimanere in Olanda senza la possibilità di usufruire di un alloggio.

8 settembre: USA. Illinois. Da oggi lo sceriffo della contea di Cook (di cui fa parte Chicago) può ignorare le richieste delle autorità federali, competenti in materia di immigrazione, di fare indagini nelle prigioni locali sul permesso di soggiorno dei detenuti. Fino a prima dell’ordinanza che entra in vigore oggi, invece, i Federali potevano ottenere il trattenimento di un prigioniero per 48 ore oltre la prevista data di scarcerazione (per completamento della pena o pagamento di cauzione) per effettuare controlli sui documenti di immigrazione. Alle autorità dell’immigrazione federali è comunque lasciata l’opzione di trattenere i carcerati dietro pagamento delle spese ($143 al giorno a persona). La Contea prevede di risparmiare $15.7 milioni l’anno grazie all’ordinanza.

8 settembre: USA. Secondo un rapporto del National Immigration Law Center 160.000 migranti hanno acconsentito al “rimpatrio volontario” senza rappresentanza legale, senza venire informati delle gravi conseguenze in caso di re-ingresso senza permesso di soggiorno negli Usa e credendo fosse l’unico modo per evitare un lungo periodo di detenzione negli Usa.
9 settembre: USA. 19 migranti domenicani e uno cubano vengono deportati a Santo Domingo dopo essere stati intercettati in mare dalla Guardia Costiera al largo dell’isola di Porto Rico, il territorio non incorporato degli Stati Uniti, situato tra la Repubblica Domenicana e le Isole Vergini.

9 settembre : Giornata di azione globale. Il Forum Sociale Mondiale di Dakar, raccogliendo le proposte del Forum Sociale Mondiale delle Migrazioni realizzato a Quito (Ecuador) e quelle del Forum Mondiale di Dakar e della Carta Mondiale dei Migranti firmata a Gore il 4 febbraio 2011, propone una giornata d’azione globale il 18 dicembre 2011 contro il razzismo e per i diritti, l’uguaglianza e la dignità dei migranti, dei rifugiati e degli sfollati. Nell’appello lanciato in questi giorni si può leggere: “Sappiamo che è molto difficile realizzare un’iniziativa a livello mondiale ma, più che mai siamo convinti che la situazione attuale lo richiede. Gli stati, potenze economiche e strutture politiche estranee alla vita quotidiana delle donne e degli uomini impongono loro, con la forza della violenza o di leggi ingiuste, le proprie scelte arbitrarie: succede con i programmi di “dislocazione”, deportazione e “delocalizzazione umana”, ma succede anche con gli infiniti ostacoli frapposti alla migrazione dei lavoratori e delle loro famiglie e al loro diritto di soggiorno nei paesi in cui decidono di immigrare. Loro fanno politiche internazionali, il nostro movimento deve essere sempre più globale . Per ciò, quello che unirà ognuna di queste attività sarà la volontà di affermare il diritto a migrare, il diritto a stabilirsi nel luogo che si sceglie e il diritto a non essere sfollato forzatamente dal proprio territorio”.

9 settembre: Regno Unito – Giamaica-Nigeria. Secondo il report pubblicato dall’Ispettorato per le prigioni dell’Inghilterra e del Galles (IHM Prisons) gli ufficiali di sicurezza privata, incaricati di effettuare e presiedere ai rimpatri forzati, avrebbero commesso abusi sui migranti, ammanettando le persone per lungo tempo senza che queste opponessero resistenza e in generale ricorrendo all’uso della forza. Il report fa riferimento in particolare a deportazioni verso la Jamaica e la Nigeria avvenute nel mese di marzo 2011 da parte dell’Agenzia britannica per le frontiere (UKBA) in collaborazione con la compagnia privata GS4, colosso imprenditoriale della gestione dei centri di detenzione nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Australia.

9 settembre: Australia. Cresce il numero dei richiedenti asilo che partecipa alle proteste nel centro di Darwin: fino a 70 persone il 9 settembre; aumenta anche il numero delle azioni: alla protesta di metà giornata si aggiunge la protesta dalle 6 alle 7 di sera sui tetti dell’edificio da cui i migranti mostrano cartelli con le seguenti scritte: “Siamo prigionieri in una terra di libertà”, “Siamo esseri umani, smettete di giocare con le nostre vite e con il nostro futuro”, “I trafficanti di esseri umani e la DIAC (Dipartimento australiano di immigrazione e cittadinanza) sono la stessa cosa: entrambi giocano con le nostre vite”. Il gruppo è composto da iraniani, iracheni, afgani, burmesi e Ahwazi (la minoranza arabofona iraniana). La Serco, la società inglese che gestisce i centri australiani – trovata colpevole di gravi abusi dall’inchiesta governativa del 29 agosto – ha risposto alle proteste offrendo cambiamenti nel menu del centro (più frutta) e intrattenimento musicale (lezioni di danza e spettacoli).

10 settembre: Australia. Cresce a 36 il numero di tentati suicidi registrati nell’ultima settimana dagli attivisti che lavorano con i richiedenti asilo del centro di Darwin. Le autorità dell’immigrazione, invece, riportano solo tre casi di tentativi di autolesionismo.

10 settembre: Olanda. I centri di detenzione “galleggianti” che si trovano nel porto di Zandaam sono diventati fuori legge, in quanto è scaduto il permesso che consentiva alle navi di assolvere la funzione detentiva. Numerose proteste sono dunque state organizzate da attivisti nel porto della cittadina olandese, contro queste pratiche illegali di detenzione.

11 settembre: Sri Lanka. Arrestati 44 Tamil che viaggiavano su un’imbarcazione al largo della costa est del paese da cui erano partiti nel tentativo di raggiungere l’Australia.

11 settembre: Svizzera. La Commissione nazionale per la prevenzione della tortura denuncia, in seguito a una serie di ispezioni effettuate in alcuni dei 28 centri di detenzione del Paese, le condizioni in cui le persone vengono detenute nei centri: la mancanza di spazio sufficiente e l’impossibilità di uscire all’aperto sono considerate dal documento violazioni nel momento in cui la detenzione si prolunga per un periodo superiore alle due settimane.

12 settembre: Francia. Il prefetto di polizia di Parigi, Michel Gaudin, emana una misura “antimendicità” valida per la città di Parigi: sui Champs-Elysées sarà interdetta la mendicità e forme assimilate. La misura resterà in vigore per sei mesi ed è rivolta soprattutto ai giovani romeni che chiedono la carità. Presentando la misura, il ministro degli interni francese, Claude Guéant, ha affermato che il 10% delle persone che passano per un tribunale francese sono di nazionalità romena.

12 settembre: USA. Si apre a Pilsen, nel quartiere latino di Chicago, la campagna di informazione sulla sospensione delle deportazioni per 300mila migranti senza precedenti penali annunciata dall’Amministrazione il 18 agosto. Di fronte a 300 persone nella scuola Benito Juarez di Pilsen, il senatore democratico Luis Gutierrez ha illustrato i casi che hanno diritto alla sospensione (chi è arrivato negli Usa da bambino, coniugi di militari, donne incinte e persone in gravi condizioni di salute) e ha invitato chi rientrasse in queste categorie a servirsi del supporto degli attivisti presenti per compilare documenti in cui fare presente all’Amministrazione il proprio caso.

12 settembre: Usa-Libia. La portavoce del Dipartimento di Stato statunitense Victoria Nuland ha espresso preoccupazione per gli abusi contro i migranti sub-sahariani in Libia da parte dei ribelli.

12 settembre: Spagna. Negli ultimi mesi stanno aumentando i casi di sin papeles che si presentano volontariamente negli uffici Immigrazione di Valencia per essere rimpatriati. Secondo dichiarazioni del SUP, il sindacato unico della polizia spagnola, essi non riescono a trovare lavoro a causa della crisi economica e non hanno le possibilità per pagare il biglietto aereo di rientro. Tale dichiarazione è stata confermata anche da Blanca Mery Orozco, presidente dell’associazione dei colombiani a Valencia (Acolval), da Edgar Constante, rappresentante dell’Associazione ecuadoriana Juan Montalvo. “Si tratta di lavoratori provenienti, nella maggior parte dei casi, dall’America latina. Disoccupati e senza sussidio di disoccupazione non hanno altra opportunità se non il ritorno”, dichiara la Orozco. Diversa è la versione di Betty Tola, funzionaria della Segreteria nazionale per la Migrazione dell’Ecuador, secondo cui in realtà il ritorno nel Paese d’origine è ancora un caso minoritario tra la popolazione migrante latina in Spagna. Molti, ad esempio, valuterebbero piuttosto di trasferirsi in altri paesi europei, come il Regno Unito. Tuttavia resta confermato il fatto che, mediamente, solo un terzo dei 100 mila lavoratori ecuadoriani residenti in Spagna percepisca il sussidio di disoccupazione.

12 settembre: Panama. Panama riattiverà dal 3 al 7 ottobre le pratiche di regolarizzazione per risolvere la situazione amministrativa di 3 mila stranieri nel paese, secondo dichiarazioni del direttore del servizio nazionale di migrazione, Javier Carrillo. Il funzionario ha segnalato che tale operazione è stata sollecitata dall’Organizzazione internazionale delle migrazioni (OIM) e ha come obiettivo quello di concedere permessi di soggiorno a condizione che i singoli mostrino il timbro di entrata nel paese. Durante le precedenti sanatorie sono stati concessi permessi di soggiorno a 12.758 persone, tra le quali emerge una maggioranza di cittadini colombiani, seguiti da nicaraguensi e domenicani.

12 settembre: Haiti. Sono stati rinvenuti i corpi senza vita di 10 persone nelle acque britanniche delle isole caraibiche di Turcas e di Caicos. I dieci migranti di origine haitiana viaggiavano su una nave coinvolta nel contrabbando e furono costretti dal capitano a continuare il viaggio su una piccola e precaria imbarcazione di legno che si trovava vicino agli scogli vicino alla costa. I migranti sarebbero annegati proprio durante quell’ultimo tratto di mare verso la costa.

13 settembre: Spagna. La guardia civil spagnola ha informato dell’arresto di un cittadino marocchino, accusato di avere causato la morte di un migrante e di aver messo a rischio la vita di un’altra persona mentre trasportava i due passeggeri a bordo di una moto ad acqua verso la costa spagnola di Tarifa. Per sfuggire ai controlli della guardia costa spagnola, l’uomo avrebbe spinto in acqua i due migranti. Uno dei due uomini gettati in mare è riuscito a raggiungere la costa a nuoto, ma il suo compagno è deceduto per annegamento.

13 settembre: Ue Il Parlamento europeo riunitosi per la regolamentazione dell’Agenzia europea per il management della cooperazione operativa ai confini esterni ha precisato l’uso della terminologia appropriata relativa all’immigrazione: le istituzioni europee, ha stabilito il Parlamento dovrebbero adottare una terminologia neutrale nei testi legislativi, per cui anziché ricorrere alle espressioni “immigrazione illegale” o “migranti illegali” impiegare quelle di “immigrazione irregolare” e “migranti irregolari”.

13 settembre: Nepal. Arrestati 23 tibetani per ingresso senza permesso di soggiorno. Erano arrivati dalla Cina dopo 17 giorni di cammino. Non è ancora chiaro se verranno deportati in Tibet o in India. Intanto verranno portati in un centro di detenzione a Katmandu.

13 settembre: Ue-Frontex. Il parlamento europeo ha approvato oggi la riforma dell’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea istituita il 26 ottobre del 2004 (Frontex) . Si prevede una maggiore autonomia dell’Agenzia nell’acquisto dei mezzi tecnici per le sue operazioni, mentre gli stati membri dell’Ue dovranno rispettare i propri impegni, concordati annualmente, nel fornire attrezzature all’agenzia e alcuni agenti come guardie di frontiera. Le squadre europee di guardie di frontiera saranno formate da guardie nazionali assegnate dagli Stati membri per le operazioni comuni. Il Parlamento ha inoltre inserito nel mandato di Frontex una serie di provvedimenti relativi al rispetto dei diritti umani nelle operazioni dell’Agenzia. Frontex designerà un “responsabile per i diritti fondamentali” e dovrà creare un "forum consultivo sui diritti fondamentali" di cui faranno parte inoltre l’Agenzia per i diritti fondamentali dell’UE e l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo, l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati e specialisti di ONG del settore. Nel caso di violazioni dei diritti umani da parte dell’Agenzia le sue missioni potrebbero essere sospese. Frontex dovrà predisporre codici di condotta per garantire la conformità ai diritti umani di tutte le missioni, incluse le operazioni di rimpatrio. Secondo il diritto internazionale, nessuno potrà essere fatto sbarcare o rimpatriato in un paese in cui la sua vita o la sua libertà possano essere lese. Secondo il testo concordato, l’agenzia rispetterà il principio di "non respingimento" in ogni circostanza. Ulteriore compito dell’Agenzia sarà quello di fornire assistenza agli Stati membri in situazioni che potrebbero coinvolgere emergenze umanitarie e soccorsi in mare. La riforma deve ora essere approvata dal Consiglio europeo ed entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Europea con effetto previsto per la fine del 2011.

14 settembre: Australia. Mentre continuano le due azioni di protesta giornaliere delle ultime due settimane al centro di detenzione di Darwin, oggi 14 richiedenti asilo si seppelliscono in un buco nel terreno del compound South 2 dove resteranno per 24 ore. Nel frattempo la mensa viene boicottata e alcuni richiedenti asilo riportano di essere stati avvicinati da agenti della Serco e delle autorità australiane per fare da informatori. La Serco ha anche impedito che un ragazzo afgano in sciopero della fame sul tetto venisse assistito dai compagni con acqua e cibo – non si conoscono le sue condizioni di salute.

15 settembre: Australia. azioni di protesta sul tetto a Darwin. La DIAC intanto ha promesso date sicure per la risposta alle domande di asilo dei migranti che si erano seppelliti ieri in segno di protesta.

15 settembre: Ue-Moldavia. Il Parlamento europeo ha votato una risoluzione per le raccomandazioni al Consiglio e alla Commissione per l’accordo di associazione tra l’Ue e la Repubblica della Moldavia, in cui si prevede di sostenere la Moldavia ad adempiere ai criteri richiesti per una liberalizzazione del regime dei visti. Nel testo della risoluzione si raccomanda di “incoraggiare in misura maggiore la demarcazione dell’intera frontiera tra la Moldavia e l’Ucraina” e di prolungare il mandato della missione Ue d’assistenza alla frontiera.

15 settembre: Norvegia. Il governo norvegese, attraverso il segretario di Stato Paul Lonseth, ha dichiarato di voler incrementare i rimpatri “forzati e volontari”. Già a luglio, il numero di rimpatri effettuati da inizio anno ha superato quello degli anni precedenti, toccando quota 3000. Nel frattempo, il governo ha deciso di non dare seguito alla proposta di costruire centri di accoglienza appositi per i richiedenti asilo la cui domanda è stata rigettata. L’idea iniziale del governo era in effetti quella di separare i richiedenti asilo in attesa che la loro domanda venga visionata, da quelli la cui richiesta è stata respinta e che devono quindi essere rimpatriati. Tuttavia, la proposta è stata fatta cadere a causa dei costi eccessivamente alti che, stando alle dichiarazioni del Ministero della Giustizia, il progetto avrebbe comportato.

15 settembre: Francia. La società dei giornalisti del quotidiano “Parisien-Aujourd’hui en France” protestano di fronte ai titoli del giornale relativi alle misure di ministro dell’interno Claude Guéant contro la “delinquenza dei rom”. Il giornale è uscito questa mattina con i seguenti titoli: “Immigrazione romena: le misure contro la delinquenza” e “Delinquenza. Il piano di lotta contro i giovani romeni”.

15 settembre: Australia. Due settimane di lotte nel centro di detenzione per richiedenti asilo di Darwin per protestare contro la lentezza della procedura burocratica per analizzare le richieste di asilo (fino a 18 mesi) e la detenzione obbligatoria. Proteste sugli stessi temi erano state organizzate all’inizio del 2011, a gennaio, a Cutrin e a marzo 2011 in vari centri del paese (12-13, 17, 19); nel centro di Cutrin, il 30 marzo, si era tolto la vita un rifugiato hazaro di origine afgana di 19 anni.

16 settembre: Australia. Il governo presenta una proposta di legge, che verrà discussa a fine mese, che aggira la decisione della Corte Suprema del 31 agosto scorso che dichiarava illegale l’accordo Australia-Malaysia(3 giugno scorso) in cui si istituiva la Malaysia come centro di smistamento di 800 richieste di asilo verso l’Australia. La nuova proposta di legge conferisce al ministro dell’immigrazione il potere di designare qualsiasi paese al mondo “offshore processing country” senza che sia necessario verificare che si tratti di un paese sicuro (in base alle leggi nazionali e/o all’adesione a trattati internazionali). La norma contravviene al principio del “non-refoulement” e rischia di mettere in grave pericolo di vita i richiedenti asilo i cui casi verranno analizzati in paesi non sicuri. Nella bozza di legge si dice anche che la decisione del primo ministro non è sottoponibile a veto parlamentare.

16 settembre: Irlanda. Secondo l’ufficio di statistica nazionale l’emigrazione degli irlandesi è più che raddoppiata negli ultimi due anni: una media di 111 persone lascia l’Irlanda ogni giorno. Le destinazioni più comuni sono la Gran Bretagna, il Canada, l’Australia e la Nuova Zelanda.

16 settembre: Italia-Tunisia. I voli di rimpatrio di circa 100 migranti tunisini previsti per oggi sono stati bloccati dalle autorità tunisine. Il primo aereo, partito da Milano e che ha fatto scalo a Lampedusa e Palermo, una volta arrivato all’aeroporto di Tunisi ha potuto far scendere solo 30 migranti, numero che secondo le autorità tunisine corrisponde al massimo di rimpatri giornalieri. L’aereo è quindi rimasto all’aeroporto di Tunisi con la scorta di 90 poliziotti e gli altri 19 migranti a bordo. Il secondo aereo è stato invece bloccato a Palermo in attesa dell’autorizzazione da parte delle autorità tunisine. Protesta il sindacato di polizia Coisp, per i costi esorbitanti dell’operazione e per i “disagi indicibili per i colleghi e per tutti gli altri malcapitati protagonisti”.

16 settembre: Ue. La Commissione europea ha pubblicato oggi la bozza di proposte per la revisione della libera circolazione nello Spazio Schengen. Secondo quanto si legge nel documento “Governance Schengen - Rafforzare lo spazio senza controlli alle frontiere interne”, l’attuale meccanismo di verifica dell’attuazione dell’acquis di Schengen in ciascuno stato membro non è “non è sufficientemente forte per rimediare in maniera efficace a tutte le debolezze” di qui l’esigenza di un nuovo approccio. “Il fulcro di questo nuovo approccio è la possibilità di procedere a visite, con o senza preavviso, in un dato Stato membro da parte di squadre guidate dalla Commissione, insieme ad esperti di altri Stati membri e a Frontex, per verificare l’applicazione dell’acquis di Schengen. Una relazione stilata a seguito di ciascuna visita identifica ogni lacuna e presenta raccomandazioni chiare per un intervento correttivo e scadenze per darvi attuazione. Lo Stato membro oggetto della valutazione è poi tenuto a definire un piano d’azione che chiarisca in che modo esso intende rispondere a dette raccomandazioni. I controlli a livello di Unione in merito all’attuazione del piano d’azione potrebbero includere ulteriori visite”. Nel caso in cui le misure adottate a livello dell’Unione o dello stato nazionale non dovessero migliorare la situazione “potrebbe essere necessario ripristinare il controllo di frontiera alle frontiere interne con lo Stato membro inadempiente, laddove la situazione sia tale da costituire una grave minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza interna a livello di Unione o nazionale. Un’azione simile sarebbe adottata come misura di ultima ratio e solo nella misura e per il tempo necessari a mitigare in modo proporzionato le conseguenze negative delle situazioni eccezionali. Includere questa possibilità nel sistema di governance Schengen fungerebbe anche da misura preventiva con effetto deterrente”. La proposta prevede inoltre che il fondamento per la possibilità di un ripristino delle frontiere interne rimanga quello di una minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna, ma prevede che in determinate circostanza “ potrebbero essere considerate una simile minaccia le conseguenze negative sia della persistente mancata protezione da parte di uno Stato membro di una sezione della frontiera esterna dell’Unione europea, sia di un improvviso ed inaspettato afflusso di cittadini di paesi terzi da un tratto di tale frontiera”. Il Parlamento dovrebbe essere informato di tali misure e la decisione potrebbe prevedere un ripristino delle frontiere interne per periodi non superiori a 30 giorni, rinnovabili per un massimo di sei mesi, limite che potrebbe non valere nel caso in cui si verificasse il persistere di una mancata protezione da parte di uno Stato membro della sua sezione della frontiera esterna. In situazioni urgenti, inoltre, gli stati membri potrebbero adottare decisioni unilaterali per un periodo non superiore ai cinque giorni, nel caso in cui lo stato membro volesse prolungare il ripristino oltre tale termine, dovrebbe notificarlo alla Commissione e agli altri stati membro e la decisione dovrebbe essere adottata rapidamente mediante una speciale procedura d’urgenza. Critiche rispetto a questa proposta vengono soprattutto dalla Germania, la Spagna e la Francia che ritengono opportuno salvaguardare la sovranità nazionale in merito a simili decisioni.

18 settembre: Melilla. La Guardia Civil ha tratto in salvo 23 migranti di origine subsahariana a bordo di un’imbarcazione che stava per affondare. Lo scafo è stato raggiunto la scorsa notte e trasferito al vicino porto commerciale di Melilla. I passeggeri si trovavano in buono stato di salute, non hanno quindi avuto bisogno di cure mediche.

18 settembre: Regno Unito -Afghanistan. È terminato, dopo 8 giorni, lo sciopero della fame di 18 richiedenti asilo afgani nel centro di detenzione di Morton Hall, nel Lincolnshire. I richiedenti asilo stavano protestando contro il loro rimpatrio in Afganistan. L’agenzia britannica per le frontiere (UKBA) ha dichiarato a riguardo che “gli afgani che non hanno realmente bisogno di protezione verranno rimandati nel proprio Paese”.

19 settembre: Belgio. Alcune famiglie rom che avevano trovato riparo alla Gare du Nord di Bruxelles sono state sgomberate dalla stazione. Le associazioni per i diritti dei migranti denunciano l’indifferenza delle istituzioni di fronte a una situazione che riguarda un numero sempre crescente di famiglie rom, prive di abitazioni e di qualsiasi aiuto sociale.

19 settembre: Italia-Tunisia. Nuovo accordo tra l’Italia e la Tunisia per il rimpatrio dei migranti tunisini in arrivo in Italia: la Tunisia si impegna ad accettare 100 espulsioni al giorno, per cinque giorni alla settimana per un periodo di 3 settimane, sino a raggiungere la cifra di 1500 rimpatri.

19 settembre: Ue-Armenia-Azerbaïdjan. La Commissione europea ha proposto oggi di iniziare i negoziati con l’Armenia e l’ Azerbaïdjan in vista della conclusione di un accordo per semplificare le procedure di concessione dei visti di breve soggiorno e di un accordo di riammissione dei migranti in situazione irregolare. “Gli accordi che mirano a facilitare la concessione dei visti e gli accordi di riammissione sono il risultato molto concreto del partenariato orientale e sono consapevole dell’importanza che essi rivestano per i cittadini di questi paesi”, ha affermato Cecilia Malmström, commissaria europea per gli affari interni.

19 settembre: USA. Illinois. Viene lanciato oggi il “Deportation family support hotline”, un numero verde attivo 24 ore al giorno per offrire assistenza legale e pratica nei casi di deportazione dall’Illinois. Sessantasette volontari bilingue offriranno assistenza in inglese, spagnolo, coreano, e portoghese.

20 settembre: Pakistan. Esecuzione di 29 hazari afgani che viaggiavano su un bus dalle parti di Quetta. Gli harzari sono stati fatti scendere dal bus e uccisi. Sale così a 60 il numero di hazari uccisi in Pakistan e Afganistan dal 31 agosto scorso.

20 settembre: Australia. Nel giorno del massacro di 29 hazari in Pakistan, le autorità australiane negano l’asilo a un hazaro e lo deportano in Pakistan.

20 settembre: Canada. Il Dipartimento immigrazione e cittadinanza canadese apre un numero verde al pubblico per segnalare nominativi di stranieri sospettati di frode nelle domande per la cittadinanza canadese.
20 settembre: Canada. La federazione dei comuni canadesi (Federation of Canadian Municipalities, FCM) chiede un posto al tavolo in cui si discutono le politiche dell’immigrazione e critica il governo per un approccio distante dai problemi quotidiani vissuti dagli immigrati in Canada, un tema rispetto al quale, invece, i comuni vantano competenza per i servizi che offrono sul territorio agli immigrati.

20 settembre : Libia-Tunisia-Egitto-Ue. Il direttore dell’ufficio europeo di Amnesty International lancia un appello per il reinsediamento in Europa dei rifugiati e richiedenti asilo fuggiti dalla Libia e che si trovano attualmente alle frontiere della Tunisia e dell’Egitto con la Libia: al campo di Chouchua, in Tunisia, dove ci sono circe 3.800 persone, e al campo di fortuna Saloum, dove ci sono circa 1000 persone. Nicolas Beger denuncia l’indifferenza con cui le istituzione europee stanno trattando il problema e il fatto che solo 8 stati membri abbiano offerto un aiuto economico per la gestione dei campi.

20 settembre: Italia. Dopo la visita del ministro della difesa La Russa all’isola di Lampedusa, avvenuto due giorni fa, durante la quale erano stati annunciati i rimpatri di tutti i tunisini detenuti al centro di detenzione dell’isola, è scoppiata oggi una rivolta all’interno del centro eun violento incendio che ha devastato una delle strutture. Restano al centro alcuni migranti, mentre gli altri sono stati fatti evacuare e trasferiti allo stadio dell’isola.

20 settembre: Italia. Sono stati assolti dalla Corte di appello di Palermo i due comandanti tunisini che nel 2007 eranofiniti sotto processo per aver tratto in salvo 44 naufraghi nel Canale di Sicilia portandoli sull’isola di Lampedusa. Abdelbasset Zenzeri ed Abdelkarim Bayoudh erano stati accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e assolti con formula parziale dal tribunale di Agrigento nella sentenza di primo grado. La Corte di Palermo stabilisce oggi che l’assoluzione piena perché il fatto non costituisce reato in quanto nell’azione di salvataggio ricorreva un evidente stato di necessità.

20 settembre: Corte europea per i diritti dell’uomo-Ungheria. La Corte europea per i diritti dell’uomo condanna l’Ungheria per aver detenuto irregolarmente due richiedenti asilo in un centro di detenzione. I due ricorrenti, Lokpo e Touré, originari della Costa d’Avorio, erano arrivati in Ungheria nel marzo del 2009, presentando domanda d’asilo, domanda non esaminata dalle autorità ungheresi che li misero per cinque mesi in un centro di detenzione. L’Ungheria dovrà pagare una multa di 10.000 euro a ciascuno dei due ricorrenti.

21 settembre: Olanda. Di fronte alla proposta di legge promossa dal Ministro per l’Immigrazione Gerd Leers, che prevede la detenzione per i migranti senza permesso di soggiorno, la Commissione Europea ha risposto che l’ “irregolarità” non è condizione sufficiente per l’incarcerazione della persona.

21 settembre: Belgio. In seguito alla decisione di rafforzare i controlli di polizia al porto di Ostenda, il presidente del porto ha annunciato che saranno prese alcune misure per rendere più difficile il transito verso la Gran Bretagna ai migranti sans-papiers. In particolare, il porto prevede il finanziamento di 500.000 euro per aumentare il sistema radar esistente e l’aumento della sorveglianza nelle zone di parcheggio della compagnia TransEuropa Ferries.

21 settembre: Italia. Dopo l’incendio del centro di detenzione, sull’isola di Lampedusa ci sono stati violenti scontri tra alcuni abitanti dell’isola e i migranti tunisini. Gli abitanti dell’isola hanno dato vita a una violenza sassaiola nei confronti dei migranti e a una vera e propria caccia all’uomo con assi di legno e spranghe. La polizia, in seguito, ha caricato i migranti tunisini. Numerosi i feriti ricoverati al poliambulatorio dell’isola, mentre per un migrante tunisino in condizioni gravi è stato disposto il trasferimento in elicottero all’ospedale di Palermo.

21 settembre: Frontex-Grecia-Turchia. L’Ong Human Rights Watch accusa l’agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne, Frontex, di sottoporre i migranti a condizioni degradanti, partecipando alle operazioni di arresto dei migranti lungo le frontiere tra la Turchia e la Grecia dove poi vengono detenuti per mesi. Si tratta spesso di potenziali richiedenti asilo, tra cui minori non accompagnati, a cui non viene permesso di accedere all’iter per il riconoscimento dello status di rifugiati. Dopo la pubblicazione del rapporto e alla vigilia del riunione in cui l’Unione europea deve approvare le modifiche alle regole delle operazioni Frontex, Human Rights Watch incontra le Cecilia Malmström, la commissaria per gli affari interni, il cui portavoce afferma che gli agenti di Frontex non possono essere ritenuti responsabili per i trattamenti dei migranti in Grecia.

21 settembre: Australia. A seguito del massacro di hazari in Pakistan del 20 settembre e dei dinieghi alle richieste di asilo che gli hazari possono ricevere in Australia (v. ieri, 20 settembre), 400 richiedenti asilo hazari detenuti nel centro di Curtin hanno organizzato una manifestazione per denunciare le gravi discriminazioni che subiscono in Afganistan e Pakistan.

21 settembre: Australia. Rimandata a ottobre la decisione sulla proposta di legge presentata il 16 settembre scorso che introduce la possibilità di usare paesi terzi per analizzare le richieste di asilo verso l’Australia, indipendentemente dagli standard sul trattamento dei diritti umani e dei richiedenti asilo vigenti nei paesi. Il parlamento ha discusso oggi tutta la giornata senza raggiungere un accordo.

21 settembre: Spagna. La neo-eletta giunta comunale di Barcellona (dello schieramento di centro-destra CIU) destinerà 70 mila euro per un progetto pilota diretto a offrire corsi di formazione professionale a migranti senegalesi. Il programma punta a incentivare il ‘ritorno volontario’ in Senegal di parte delle centinaia di cittadini senegalesi sin papeles che vivono nell’area barcelloneta, in particolare nel quartiere di Sant Martí, ex area portuale dove parte della comunità vive negli spazi interni delle imbarcazioni abbandonate. Secondo i portavoce del comune si tratta di un progetto interessante soprattutto per coloro che, essendo sin papel, hanno già ricevuto un ordine di espulsione e non possono, quindi, rientrare nei programmi di integrazione sociale necessari per risolvere la loro condizione amministrativa.

21 settembre: Messico. La ong No más muertes ha reso pubblico un rapporto, A report of cruelty, sugli abusi ai quali sono sottoposti i sans papiers tenuti sotto custodia della polizia frontaliera dell’Arizona. Tra i 13.000 casi inclusi nel documento emergono consueti atti di maltrattamento: negazione dell’assistenza medica, mancato accesso all’acqua e al cibo, violazioni dei diritti civili. “Non stiamo parlando di casi isolati di agenti, bensì di una politica stabilita a priori dalla Polizia Frontaliera”, dichiara Hannah Hafter, una delle autrici del resoconto. Le interviste sono state effettuate tra il 2008 fino al primo semestre del 2011 e coinvolgono migliaia di migranti. Danielle Alvarado, un’altra autrice, segnala come il diniego a offrire acqua ai migranti sotto custodia sia pratica comune.

22 settembre: US. Michigan. L’Alliance for Immigrant Rights and Reform denuncia un raid degli agenti federali dell’immigrazione avvenuto il 25 luglio fuori dalla chiesa di St. Anne alla fine della messa.

22 settembre: Regno Unito. L’Agenzia britannica per le frontiere (UKBA) ha arrestato sul luogo di lavoro 27 immigrati indiani senza permesso di soggiorno. Il raid si è verificato nel sud di Londra e i migranti verranno adesso deportati. Gli ufficiali dell’UKBA hanno rivelato che altri raid sono in programma prossimamente e hanno al contempo rimarcato la responsabilità dei datori di lavoro di controllare che i propri lavoratori siano in possesso dei permessi di soggiorno.

22 settembre: Italia. Dopo le violenze sui migranti tunisini da parte di alcuni abitanti e delle forze di polizia sull’isola di Lampedusa, il ministero dell’interno italiano che accusa di violenza e di atti vandalici i migranti, fa saper che nel giro di 48 ore tutti i migranti tunisini saranno fatti evacuare dall’isola per essere in seguito espulsi. Sono già 300 i migranti trasferiti. Nel frattempo, per le violenze della giornata di ieri e per l’incendio del centro sono stati arrestati 7 migranti tunisini: 7 accusati di aver fatto scoppiare l’incendio e 4 come passeurs. Il governo dichiara Lampedusa “porto non sicuro” per le operazioni di salvataggio di modo che i migranti intercettati in mare non saranno più portati sull’isola ma a Porto Empedocle. Alcuni giornali italiani riferiscono che “una fonte qualifica del Ministero” afferma che sarebbero saltati gli accordi con la Tunisia e che si prevedono dunque nuovi arrivi.

22 settembre : Italia. Il blog Fortress Europe pubblica un articolo del fotografo Alessio Genovese che era a Lampedusa il 21 settembre e fornisce un racconto molto diverso rispetto a quello fatto dalla stampa sulla guerriglia avvenuta sull’isola. Il fotografo descrive gruppi di abitanti organizzati contro i migranti e denuncia l’atteggiamento del sindaco dell’isola per le sue dichiarazioni in cui affermava che a Lampedusa c’era la guerra e che i lampedusani avrebbero saputo risolvere l’isola e risolvere il problema. Alle violenze contro i migranti tunisini avrebbero partecipato anche alcuni operatori della “Lampedusa Accoglienza”, gestore del centro di detenzione. Il fotografo afferma inoltre che le forze dell’ordine avrebbero caricato i migranti senza motivo, dal momento che a scatenare le violenze non erano loro. Nel frattempo, al Centro di identificazione ed espulsione di Torino, in corso Brunelleschi, un gruppo di migranti è riuscito a fuggire.

23 settembre: Italia. Circa 700 migranti tunisini, fatti trasferire dall’isola di Lampedusa dopo gli avvenimenti del 20 e 21 settembre scorsi, vengono ora trattenuti all’interno delle 3 navi che sono state utilizzate per il loro trasferimento. Le navi sono ora in una zona confiscata dalle autorità del porto di Palermo. Protestano tutte le associazioni per i diritti dei migranti che denunciano la nuova soluzione delle navi-Cie trovata dal Ministro dell’interno Maroni.

23 settembre: Francia. Alcuni detenuti del centro di detenzione di Vincennes sono fuggiti dal centro, mentre uno di loro è stato subito fermato dalla polizia. Dopo alcuni tentativi di suicidio nel centro di detenzione di Bobigny, alcuni detenuti erano stati trasferiti nel centro di Vincennes, dove sono scoppiate varie proteste.

23 settembre: Ue-Frontex-Europol-Easo. Il Parlamento Europeo ha annunciato la pubblicazione di uno studio, richiesto dalla Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) su “L’implementazione della Carta europea dei diritti fondamentali e il suo impatto sulle Agenzie europee di affari interni: Frontex, Europol e Easo”. L’analisi, che verrà ufficialmente presentata nel corso del prossimo incontro LIBE il 3 ottobre, ha l’obiettivo di valutare la rilevanza della Carta europea dei diritti fondamentali rispetto alla legittimità delle operazioni svolte dalle Agenzie in questione, nonché ai limiti delle competenze legali e dei mandati che queste ricoprono, in particolar modo rispetto ai controlli alle frontiere e al governo delle migrazioni. Lo studio emerge dalla costatazione che i diritti fondamentali si trovano messi in discussione dalle pratiche operative e dai margini di autonomia delle tre agenzie. In secondo luogo, lo studio riconosce gli ostacoli giuridici che di fatto impediscono ai soggetti di fare ricorso legale contro tali violazioni di diritti. A tale proposito, vengono indirizzate al Parlamento europeo e ai governi nazionali una serie di raccomandazioni per il monitoraggio delle attività di Frontex, Europol e Easo, al fine di garantire una maggiore trasparenza e democraticità relativamente al loro operato e al margine di autonomia che queste sempre più hanno acquisito nei confronti dei governi nazionali e del Parlamento europeo, andando ben oltre un compito di coordinamento tecnico o di regolazione delle attività degli Stati membri.

23 settembre: Italia. La sezione italiana di Amnesty International indice una marcia per il 25 settembre per protestare contro le morti dei migranti avvenute nel Mediterraneo, ricordando che in pochi mesi sono più di 1500 i migranti morti nel tratto di Mare tra la Tunisia, la Libia e la Sicilia e Malta.

23 settembre: Nepal. Le organizzazioni per i diritti umani esprimono forte preoccupazione per i 23 tibetani arrestati dalle autorità nepalesi tra l’11 e il 13 settembre che si trovano ancora in carcere, in contravvenzione al protocollo che prevede che le autorità nepalesi debbano consegnare i tibetani all’Alto Commissariato dell’ONU.

23 settembre: Spagna. Il consiglio dei ministri ha approvato il piano strategico per la ‘cittadinanza e l’integrazione’ per il prossimo triennio 2011-2014, che andrà a implementare il già esistente programma di ‘arraigo social’ (integrazione sociale) introdotto nel 2004 ; obiettivo principale è rafforzare il principio della coesione sociale nel nuovo contesto migratorio spagnolo. Gli strumenti sui quali il governo punterà sono i servizi pubblici gratuiti di assistenza e le attività per l’integrazione sociale.

24 settembre: Guatemala-Usa. Il governo del Guatemala chiederà agli Usa di concedere ai suoi cittadini lo status di protezione umanitaria temporanea in seguito ai recenti disastri naturali che hanno colpito il paese, ovvero il ciclone Agatha e l’eruzione del vulcano Pacaya. Al momento gli Stati Uniti non hanno ancora fatto pervenire alcuna risposta alla diplomazia guatemalteca.

24 settembre. Australia. Anche nel centro di Darwin la minoranza hazari si mobilita per protestare contro l’uccisione di massa del 20 settembre in Paksitan e per i dinieghi e le deportazioni di richiedenti asilo hazari in Pakistan. Una loro dichiarazione verrà diffusa il 30 settembre http://refugeeaction.org.au/2011/09...

24 settembre: Regno Unito. A partire da questa data, tutti gli immigrati presenti centro di detenzione di Yarl’s Wood, nella regione del Bedfordshire, saranno dotati di un cellulare funzionante esclusivamente con la compagnia O2. Il nuovo sistema è stato criticato da numerosi attivisti in quanto arriverebbe a monitorare i detenuti e tenere sotto controllo le telefonate, secondo uno schema analogo a quello già introdotto nel centro di detenzione di Tinsley House, nei pressi di Gatwick.

25 settembre: Regno Unito. In occasione della conferenza annuale del Partito Labourista, il vice cancelliere Ed Balls ha dichiarato che il programma elettorale del partito per le prossime elezioni prevede un incremento sostanziale dei controlli sulle migrazioni provenienti dall’est Europa. In apertura di conferenza, il segretario Ed Milliband ha riconosciuto di “aver sottostimato gli arrivi di migranti dalla Polonia, che hanno portato i cittadini inglesi a temere un abbassamento dei salari a causa della concorrenza polacca sul mercato del lavoro”.

26 settembre: Ue. La corte di giustizia europea rende nota la sua opinione (non vincolante giuridicamente) per cui le espulsioni dei migranti secondo il regolamento di Dublino II, che prevede che i richiedenti asilo siano rinviati nel primo paesi di arrivo Schengen, devono essere sospese nel caso esista un rischio di violazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue.

26 settembre: Regno Unito. Lo Human Right Act rischia di essere radicalmente messo in discussione e sottoposto a revisione dall’attuale governo, soprattutto per quanto riguarda le ripercussioni in materia di immigrazione e i limiti che questo impone ai rimpatri forzati: “le leggi britanniche sull’immigrazione dovranno essere modificate affinché diventi più difficile per gli stranieri sospettati di aver commesso atti terroristici fare appello al diritto alla famiglia, sancito dallo Human Rights Act” ha dichiarato il segretario di stato Therea May. La nuova legge prevedrà che saranno suscettibili di essere deportazione tutti gli stranieri che hanno violato le leggi sull’immigrazione; che hanno messo su famiglia senza essere in possesso di permesso di soggiorno; che dipendono degli aiuti dello Stato per il sostentamento della propria famiglia; che hanno commesso un reato. Il governo ha agito in seguito a una serie di casi in cui alcuni immigrati privi di permesso di soggiorno erano riusciti ad evitare il rimpatrio invocando l’Articolo 8 della Convenzione europea sui diritti umani (ECHR) incorporato nello stesso Human Rights Act inglese, che garantisce il diritto a una vita familiare. Il futuro British Bill of Rights, che andrà a sostituire lo Human Rights Act, prevederà la possibilità di violare i diritti umani sanciti dalla Convenzione europea nel caso in cui le persone straniere che hanno commesso un reato non siano in regola rispetto alle leggi sull’immigrazione.

27 settembre: Italia. La procura di Palermo ha aperto un’indagine sulle navi-Cie o Cie-galleggianti, le tre navi al porto di Palermo con molti migranti tunisini ancora detenuti a bordo. La decisione arriva dopo l’esposto presentato oggi da alcuni attivisti della rete antirazzista di Palermo in cui si segnala che i migranti tunisini detenuti a bordo delle due imbarcazioni sono illegalmente privati della libertà personale, senza diritto di difesa e senza la convalida di un giudice. L’esposto chiede inoltre che venga fatta chiarezza sulla presenza a bordo di 6 minori e di una donna incinta. Intanto, i dirigenti della compagnia di navigazione Moby hanno fatto sapere che il ministero dell’Interno ha pagato il noleggio delle navi che oggi funzionano come Cie galleggianti fino al 31 dicembre.

27 settembre: Bosnia-Ue. Il ministro della sicurezza bosniaco, Sadik Ahmetovic, ha annunciato che prossimamente verranno prese delle misure alle frontiere bosniache contro i cittadini che “abusano del viaggio senza visti nell’Unione europea”. Si tratta di una misura che l’Ue chiede di prendere da tempo, da quando dal novembre del 2010 l’Ue ha liberalizzato il sistema di visti per i cittadini bosniaci. In seguito, l’Ue si è lamentata con le autorità bosniache per il notevole incremento di domande d’asilo in alcuni stati membri (Belgio, Germania, Svezia, Lussemburgo).

27 settembre: Giordania. La maggior parte dei 70 mila migranti impegnati in Giordania nel settore domestico e provenienti da Sri Lanka, Indonesia e Filippine vive in condizioni di disagio: sottoposti a violenze fisiche, vessazioni, riduzioni arbitrarie di salario i migranti che lavorano nelle case delle abbienti famiglie giordane hanno iniziato a denunciare i maltrattamenti. L’organizzazione internazionale Human Rights Watch (HRW) e Tamkeen Center for Legal Aid hanno reso noti i dati di questo fenomeno direttamente alle istituzioni governative giordane. Le recenti leggi sul lavoro approvate nel 2008 regolano gli orari di lavoro per i collaboratori domestici, prevedono un solo giorno di riposo settimanale e dichiarano delittuoso l’assunzione di lavoratori sans papiers.tuttavia, queste norme non vengono realmente applicate dai datori di lavoro, i quali, spesso confiscano i passaporti dei loro lavoranti in modo da ricattarli in caso di licenziamento o di denuncia.

27 settembre: Usa. Víctor Antonio Ramirez Reyes, un migrante ecuadoriano di 56 anni, è deceduto in seguito a un infarto mentre si trovava detenuto nel Centro per migranti della città di Elizabeth nel New Jersey. L’uomo è morto nella struttura ospedaliera della cittadina, nel quale era stato trasferito quando le sue condizioni di salute avevano iniziato a farsi critiche. La nuora sostiene che Victor non avesse alcun precedente penale e quindi non sa spiegarsi il motivo per cui sia stato arrestato e detenuto. La donna fa riferimento a quanto recentemente promesso dal Presidente Obama rispetto alla sospensione dei processi di deportazione per tutti quei migranti sans papiers che non hanno mai commesso crimini di natura penale. La donna è intenzionata ad approfondire la vicenda per comprendere se il genero sia stato soccorso in tempo oppure sia stato abbandonato a se stesso all’interno del centro di detenzione. Dall’inizio dell’anno questo è il decimo caso di decesso tra i migranti tenuti in custodia dal servizio migratorio nazionale statunitense.

28 settembre: El Salvador. Dall’inizio dell’anno sono 602 i migranti minorenni a essere entrati nell’Istituto salvadoregno per lo sviluppo dell’infanzia e dell’adolescenza (Isna) dopo aver tentato di raggiungere gli Stati Uniti. La maggior parte di essi cerca di ricongiungersi con i genitori o i familiari già emigrati in nord America. L’Isna accoglie tutti coloro che sono stati a loro volta deportati dagli Stati Uniti e dal Messico. In realtà la quantità di persone provenienti dallo Stato del Salvador è minore rispetto al numero di migranti originari del Guatemala e delle Honduras, ma il dato significativo è l’incidenza della percentuale di bambini e adolescenti. In Salvador, tra il 21 giugno e il 31 luglio sono state rimpatriate 96 persone, delle quali 56 erano minorenni di un’età compresa tra i 6 e i 17 anni.

28 settembre: Tunisia-Ue. Si è tenuto oggi a Tunisi il primo meeting della Task Force Ue-Tunisia che proseguirà i suoi lavori nei prossimi mesi. Presenti all’incontro il primo ministro tunisino Béji Essebsi e l’Alto rappresentante per gli affari esteri dell’Ue Catherine Ashton. In questa prima riunione l’Ue si è impegnata a continuare a sostenere la Tunisia e a offrirle un “partenariato privilegiato” prevedendo un sostegno finanziario di circa 4 miliardi di euro per il periodo 2011-2013. Uno dei temi trattati è quello di un « partenariato per la mobilità », partenariato che dovrebbe facilitare l’ottenimento dei visti per studenti, ricercatori e uomini d’affari. Sono stati annunciati inoltre nuovi fondi europei per creare borse universitarie europee, con 30 milioni di euro, e per sostenere le attività delle organizzazioni della società civile (22 milioni di euro).

28 settembre : Francia. Sono morti nel rogo di un immobile sei migranti di origine tunisina e egiziana. L’immobile, occupato dai migranti, si trovava a Pantin, città della banlieue parigina e ha preso fuoco, sembra, a causa di una candela lasciata accesa in una delle stanze. Altre persone sono state ricoverate all’ospedale. Il ministro dell’interno francese, Claude Guéant, recatosi sul posto ha dichiarato che “E’ una realtà tragica, drammatica dell’immigrazione clandestina, la quale si organizza attorno a delle filiere che sono davvero delle filiere criminali”. Una manifestazione per ricordare i migranti morti e per protestare contro le politiche del governo francese sulle migrazioni è stata indetta da numerose associazioni per venerdì 30 settembre a Pantin.

28 settembre: Ue. Il Parlamento europeo ha approvato una modifica di bilancio per stanziare 43,9 milioni di euro per la gestione dei flussi migratori e dei rifugiati in seguito all’arrivo dei migranti in Europa dalla Tunisia e dalla Libia. I fondi aggiuntivi aiuteranno gli stati membri interessati all’arrivo dei migranti e a migliorare i pattugliamenti in mare da parte di Frontex. I fondi aggiuntivi saranno ripartiti nel seguente modo: 24 milioni a Frontex, 12,2 milioni al Fondo europeo per i rifugiati, 4.9 milioni al Fondo per le frontiere esterne, 2.8 milioni al Fondo europeo per i rimpatri.

28 settembre: Australia. 75 richiedenti asilo a bordo di un’imbarcazione al largo delle coste australiane vengono portati a Christmas Island per identificazione e detenzione.

28 settembre: Australia. Ripartono le proteste al centro di Darwin, dopo le rivolte di qualche settimana fa (4-15 settembre). Nel compound South 2 del centro trenta richiedenti asilo si seppelliscono in una falda nel terreno provocata da lavori in corso. Da testimonianze pervenute dall’interno del centro pare che i richiedenti asilo abbiano il controllo del compound South 2 e che abbiano bloccato i lavori in corso. Chiedono che le autorità dell’immigrazione diano risposta alle loro domande di asilo entro pochi giorni (sono in media 18 mesi che aspettano) e di essere liberati (la detenzione è obbligatoria per i richiedenti asilo mentre la loro richiesta è analizzata dalle autorità). Se non otterranno risposta, hanno fatto sapere, la protesta continuerà e si farà più dura.

28 settembre: Regno Unito- Sri Lanka. 50 immigrati sono stati deportati nello Sri Lanka con un volo charter, nonostante la mobilitazione di molte associazioni che domandavano di non procedere al rimpatrio denunciando i rischi di tortura a cui queste persone potrebbero andare incontro una volta rientrate nel loro paese, come confermato anche dal report delle Nazioni Unite che parla delle esecuzioni sommarie, delle torture e dei bombardamenti sui civili commessi dal governo. La sola misura adottata dall’Agenzia britannica per le frontiere è consistita nel dotare i migranti rimpatriati di un numero di telefono e di fornirgli l’indirizzo dell’ambasciata inglese nella città di Colombo.

29 settembre: Unione Europea. La Direttiva rimpatri del 2008 verrà introdotta anche nelle seguenti legislazioni nazionali, che finora non l’avevano adottata: Austria, Belgio, Cipro, Germania, Lituania, Olanda, Polonia e Svezia. Gli stati in questione dovranno applicare la direttiva comunitaria entro due mesi, altrimenti è previsto il ricorso alla Corte europea di giustizia e l’applicazione di sanzioni finanziarie.

29 settembre: USA. Sono 2.901 i migranti senza permesso di soggiorno arrestati nel corso di un’operazione di dieci giorni dell’Immigration and Custom Enforcement (ICE) che ha mobilitato 1.900 agenti nei 50 stati e nei territori degli Stati Uniti. I migranti arrestati provengono da 115 paesi diversi, hanno precedenti penali e, secondo le priorità stabilite dall’Immigration and Customs Enforcement (ICE)il 18 agosto, verranno deportati.

29 settembre: Francia. Human Rights Watch rende pubblico un documento di informazione inviato nel mese di luglio alla Commissione europea in cui si criticano le operazioni discriminatorie che la Francia continua ad effettuare nei confronti dei rom originari dell’Europa dell’Est. Nel 2010 la Commissione aveva esortato la Francia a porre fine al carattere abusivo delle sue politiche, pena un’eventuale sanzione da parte della Corte di giustizia dell’Unione europea. Poi la Commissione si era dichiarata soddisfatta delle misure prese dalla Francia; ora Human Rights Watch con il documento inviato a luglio dimostra che in realtà le politiche discriminatorie non sono venute meno.

29 settembre: Spagna. Il difensore civico di Madrid, Maria Luisa Cava, ha elaborato un documento destinato alle istituzioni governative nel quale riassume la mancanza di coordinamento scientifico nei test medici per stabilire l’età dei migranti minorenni non accompagnati. Spesso, infatti, in differenti strutture mediche la stessa persona sottoposta alle analisi di routine conduce a esiti differenti, generando confusione e scarsa chiarezza sulle sorti del migrante che potrebbe rientrare nei programmi di accoglienza per minori oppure, in caso contrario, essere espulso. La stessa Cava, inoltre, raccomanda al governo spagnolo di includere nella legge migratoria il diritto all’assistenza giuridica gratuita per i migranti di cui non sia possibile definire l’età al momento dell’arrivo.

29 settembre. Regno Unito. Il Manifesto Club Campaign, gruppo nato quest’anno per denunciare la situazione 1500 gli studenti stranieri che ogni mese vengono segnalati dalle università agli ufficiali per l’immigrazione in quanto sospettati di non possedere un visa student in regola, ha reso noto che su 228 000 migranti arrivati ne 2010 nel Regno Unito, tre quarti sono entrati per ragioni di studio. Il report “Student under watch” rivela che dall’inizio del 2009 all’agosto 2011 sono stati 27 500 i casi di “studenti stranieri sospetti” segnalati dalle università all’Agenzia britannica per le frontiere (UKBA).

30 settembre : Italia. Rivolta al centro di identificazione ed espulsione di Restinco, in provincia di Brindisi. Durante la rivolta, durata alcune ore, 18 tunisini trasferiti al centro dalle navi prigione ormeggiate nei giorni scorsi al porto di Palermo sono riusciti a fuggire dal centro, 4 sono stati subito rintracciati. 11 feriti tra i poliziotti secondo le informazioni fornite alla stampa mentre non si conosce il numero di feriti tra i migranti detenuti.

30 settembre: Norvegia. Di fronte a una politica sul diritto d’asilo che dal 2008 si è fatta più restrittiva, il consiglio municipale di Trondheim ha preso una decisione a livello locale che va a mettere in discussione le politiche sull’immigrazione del governo di centro sinistra che al momento sta guidando il Paese: la maggioranza laburista ha infatti votato un provvedimento che permette ai migranti senza permesso di soggiorno e ai richiedenti asilo di ottenere un permesso di lavoro.

30 settembre: Italia. Le tre organizzazione che dal 2006 fanno parte del “Progetto Presidium” nel centro di Soccorso e prima accoglienza di Lampedusa pubblicano un comunicato in cui esprimono preoccupazione per la decisione da parte delle autorità italiane di dichiarare Lampedusa “porto non sicuro”. A loro avviso, infatti, in tal modo si rischia di indebolire l’intero sistema del soccorso in mare per la distanza degli altri porti. Per tanto, l’Alto commissariato per i rifugiati, l’Oim e Save the Children auspicano che il centro di Lampedusa venga riaperto il prima possibile.

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