Nella stessa rubrica

Statement of the Syrians after the shipwreck to the European Union (Italy, october 2013)

Let’s take this sorrow seriously. Giusi Nicolini, Mayor of Lampedusa, answers the mothers and the families of the Tunisian missing migrants

C’est au sérieux que nous devons prendre cette douleur. Giusi Nicolini, maire de Lampedusa, répond aux mères et familles des migrants tunisiens disparus

Prendiamo sul serio questo dolore. Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa, risponde alle madri e alle famiglie dei migranti tunisini dispersi.

Appello per i migranti tunisini dispersi/نداء من أجل التونسيين المهاجرين المفقودين/Appel pour les migrants tunisiens disparus/Petition for missing Tunisian migrants/Unterstützungsaufruf für die vermissten tunesischen Migranten

"Da una sponda all’altra: vite che contano". Lettera ai ministri degli interni e degli esteri italiani e tunisini/رسالة للوزراء /Lettre aux ministres (Italia, 14 gennaio 2012, italiano/arabo/francese)

Cie 2011. Cronologia delle resistenze (a cura di Martina Tazzioli, Italia, gennaio 2012)

Una lettera da Adama (Italia, 17 dicembre 2011)

Donne italiane e tunisine: lettera alle giornaliste (dicembre 2011)

Per Mor per Modou (appello del Coordinamento Regionale dei Senegalesi in Toscana, Italia, dicembre 2011)

Cariche e incendio nel CIE Andolfato! Testimonianza telefonica dei migranti (Italia, 8 giugno 2011)

Cariche e incendio nel CIE Andolfato! Testimonianza telefonica dei migranti:

Comunicato Stampa

Alla fine è successo! Stanotte un incendio ha devastato le tende del campo di S.Maria Capua Vetere mentre la polizia inondava i profughi rinchiusi con i micidiali lacrimogeni CS! Una situazione ormai del tutto inaccettabile e inumana che provoca l’insofferenza e la disperazione dei rifugiati tunisini, che da quasi due mesi continuano a vivere ingabbiati senza colpa alcuna in questa tendopoli esposta al sole e alla pioggia, priva di qualunque minimo requisito di vivibilità e di dignità, ma anzi oltre il limite della tortura psico-fisica. Una condizione ancora più esasperata dopo i dinieghi in primo grado delle richieste di protezione internazionale da parte della commissione di caserta (protezione riconosciuta invece per decreto a quelli che erano giunti appena pochi giorni prima in Italia. Cos’è cambiato in pochi giorni in Nord-Africa...!!?). Ormai il CIE Andolfato è un girone dantesco:
Negli ultimi giorni ci sono stati prima alcuni gravi atti di disperazione e di autolesionismo con un profugo che è stato ricoverato dopo aver bevuto la candeggina e un altro che si è procurato ampie ferite col vetro dei bagni. Ancora stanotte un altro rifugiato ha ingerito del vetro! Per non parlare delle condizioni di vita umilianti e nocive: dopo la pioggia di pochi giorni fa i materassi si sono di nuovo e completamente inzuppati d’acqua (ricordiamo che non hanno più le reti e dormono tutti praticamente in terra) tanto che per protesta alcuni migranti hanno urinato sui materassi per rendere evidente l’umiliazione che subivano!
Infine l’isolamento: la preclusione a qualunque associazione indipendente di entrare, eccetto agli avvocati, ha dato i suoi frutti! Un interprete della Croce Rossa è stato infatti allontanato e risulta indagato dopo la denuncia di due rifugiati: avrebbe sottratto denaro (400 euro e un oggetto d’oro) in cambio del millantato inserimento in fantomatiche liste per il permesso di soggiorno!!

E poi stanotte! Secondo la ricostruzione di diversi rifugiati (alleghiamo registrazione di una telefonata fatta proprio mentre i fatti accadevano) la tensione è stata innescata quando uno dei reclusi ha saputo della morte di suo fratello in Tunisia e si è sentito male. Gli altri connazionali lo hanno condotto all’uscita della gabbia che circonda la tendopoli pretendendo che fosse curato fuori dall’Andolfato, ma quando hanno visto che la polizia lo trascinava per le braccia e lo maltrattava la tensione è comprensibilmente salita. A quel punto la polizia ha cominciato a caricare e soprattutto a sparare lacrimogeni a profusione per allontanare i migranti che protestavano e alcuni di questi lacrimogeni hanno dato fuoco alle tende! Un rischio che abbiamo più volte denunciato, visto che non è la prima volta che la scena si ripete. Diversi migranti sono poi stati ricoverati al pronto soccorso e lì incontrati anche dagli avvocati: alcuni erano in totale stato catatonico, secondo i medici, per lo shock e lo stress psico-fisico! La situazione era così allucinante che alle 4 del mattino, nel pieno del caos, è arrivato alla caserma anche il Questore di Caserta...

Al di là perfino della dinamica specifica è evidente sempre di più che l’Andolfato è una struttura degradante e pericolosa che umilia persone colpevoli solo di cercare rifugio o una vita migliore! Il 20 giugno i giudici dovranno decidere l’ulteriore trattenimento di queste persone, dopo che nelle prime convalide è saltata ogni ordinaria misura di garanzia costituzionale in nome di un autoproclamata "emergenza". Noi non vogliamo credere che si farà la follia di tenerle ad asfissiare a 40° nelle tende a luglio ed agosto! E non vogliamo arrivare a pensare che questi cento rifugiati diventino un capro espiatorio solo per giustificare la spesa di diversi milioni di euro che il ministero ha appena messo a bando per la gestione del centro fino alla fine di dicembre (il bando è proprio di questi giorni).... Ci chiediamo anche cosa aspetti la Procura a intervenire, visto che dispone ormai di tutti gli atti rispetto alle illegalità fino a oggi commesse ed ha anche inviato la polizia giudiziaria all’Andolfato. Come denunciano le iniziative dei movimento antirazzista, quelle dei parlamentari e le petizioni ormai di molte centinaia di persone: è necessario uscire da questo tunnel in cui si è infilato ogni minimo senso di umanità!

In allegato le foto delle fiamme da diversi punti di osservazione intorno al centro. Forse più tardi riusciamo a inviare anche dei filmati.

Rete antirazzista campana

Sul campo di Santa Maria Capua Vetere vedi anche:

Fuga da un Lager chiamato Cie. Santa Maria Capua Vetere (video, Italia, maggio 2011)
"Diritti-Respinti": la storia del CIE "Andolfato" di Santa Maria Capua Vetere (documentario, Italia, maggio 2011)

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