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settembre 2010:

1 settembre: Francia. Dopo più di un mese di sgomberi degli insediamenti rom e le espulsioni collettive dei rom verso la Romania e la Bulgaria, condannate da più parti, sono numerosi gli appelli che chiamano a una manifestazione nazionale contro le politiche discriminatorie e razziste del governo francese. Diverse manifestazioni sono previste per sabato 4 settembre in numerose città della Francia.

1 settembre: UE-Grecia. La Corte Europea dei Diritti Umani sta valutando la risoluzione di una sentenza che coinvolge il Belgio e la Grecia rispetto al caso di un cittadino afgano, richiedente asilo in Belgio, ma espulso verso la Grecia in quanto primo paese di arrivo in Europa e arrestato subito dopo il suo arrivo all’aeroporto.

1 settembre: Gran Bretagna-Iraq. Gli ufficiali curdi bloccano i voli di rimpatrio dalla Gran Bretagna dei richiedenti asilo a cui è stato negato lo status. Almeno 60 persone di origine irachena si trovano nel Centro di detenzione di Colnbrook, vicino a Heathrow, in attesa di essere deportati nell’Iraq settentrionale, nello Stato del Kurdistan. A causa del blocco i rimpatriati sono stati riportati in Gran Bretagna. In attesa di una soluzione, il ministero degli interni britannico ha chiesto il permesso al governo iracheno di poter dirigere i voli dei cittadini curdi verso Baghdad.

1 settembre: Australia. Manifestazione pacifica di un gruppo di richiedenti asilo afgani nel centro di detenzione di Darwin per protestare contro i tempi infinti della burocrazia australiana nel prendere una decisione sul loro caso. Alcuni manifestanti, infatti, sono nel centro da dieci mesi.

1 settembre: Malesia. Arrestati 14 migranti cinesi, tra i 40 e gli 80 anni, accusati di ingresso illegale nel paese e di esercizio dell’elemosina, attività illecita con cui, secondo le autorità, ottenevano “buoni introiti” (tra i 254 e i 318 dollari al mese).

1 settembre: USA. Secondo un rapporto dell’associazione Pew Hispanic Center il numero degli ingressi illegali negli Stati Uniti è calato di quasi due terzi nel corso degli ultimi cinque anni, registrando la diminuzione più significativa degli ultimi quarant’anni, da una media d 850.000 nei primi anni 2000 a una media di 300.000 tra il 2007 e il 2009.

1 settembre: USA. Prende servizio “Predator”, il nuovo aereo drone che pattuglierà i 3.218 chilometri del confine tra gli Stati Uniti e il Messico, unendosi agli altri tre veicoli già in servizio nella flotta statunitense. I finanziamenti per il nuovo drone (così come per gli altri cinque che verranno adottati entro la fine del 2010) fanno parte della misura di emergenza da 600 milioni di dollari approvata dall’Amministrazione Obama lo scorso 5 agosto e si inseriscono nel progetto di pattugliamento dell’intera frontiera che attualmente è sorvolata solo nella parte di confine che va dalla California al Texas dell’ovest. “Predator” è dotato di telecamere per riprese notturne, ha un’autonomia di volo di trenta ore e riesce a intercettare droga e corpi umani.

2 settembre: USA. Arizona: Il Governo fa causa contro lo sceriffo Arpaio della contea di Maricopa che si rifiuta di osservare il giudizio di incostituzionalità che la Corte ha emesso il 28 luglio contro la legge anti-immigrazione SB1070 approvata dallo stato dell’Arizona nell’aprile scorso. Nonostante l’abrogazione del reato di clandestinità e della giurisdizione statale in materia di immigrazione, lo sceriffo continua a organizzare raid alla caccia di migranti senza documenti.

2 settembre: Australia. 90 richiedenti asilo di origine afgana evadono dal centro di detenzione di Darwin e organizzano una manifestazione di protesta davanti alla struttura per richiamare l’attenzione sulla loro situazione. Dopo che il governo ha deciso il congelamento delle richieste di asilo per i migranti provenienti dall’Afganistan e dallo Sri Lanka, 8 aprile 2010, il gruppo dovrà far fronte alla deportazione. Il gruppo ha protestato per sette ore e mezzo sul lato della Stuart Highway chiedendo che le autorità riconsiderassero i loro casi. Tafferugli tra la polizia e i giornalisti quando dal gruppo è stata lanciata una bottiglia contente cinque pezzi di carta con dei messaggi che è stata afferrata dai giornalisti. Nei messaggi contenuti nella bottiglia i migranti chiedono di essere graziati da una vita con i talebani ricordando che “nemmeno le forze straniere possono sentirsi sicure in Afganistan”.

2 settembre: Algeria. E’ stata ritrovata un’imbarcazione che si trovava alla deriva in acque algerine da ormai otto giorni, con a bordo 34 migranti. Tre migranti sono morti durante l’avaria e sono stati gettati a mare dai loro compagni.

2 settembre: Messico. Il Governo messicano conferma che sarebbe sopravvissuta una seconda persona tra le vittime della violenza de “Los Zeta”, narcotrafficanti fautori della morte di settantadue cittadini centro e sudamericani, ritrovati in una fossa comune nello scorso mese di agosto a San Fernando, a 180 Km dalla frontiera statunitense.

2 settembre: Spagna. Calafell e El Vendrell, i due comuni catalani che hanno permesso ai venditori ambulanti della strada di lavorare liberamente nel periodo estivo senza incorrere in sanzioni, hanno riportato la situazione allo status quo. Dopo due mesi di permesso le amministrazioni locali hanno imposto nuovamente il divieto della vendita ambulante.

2 settembre: Ue-Francia. Durante un dibattito che si è tenuto oggi, numerosi deputati della Commissione libertà civili, hanno espresso dubbi sulla legittimità delle operazioni di rimpatrio dei rom verso la Romania e la Bulgaria effettuate durante il mese di agosto dal governo francese. Il parlamento europeo discuterà dell’argomento il 7 settembre.

3 settembre: Marocco. Ancora rastrellamenti e ed accompagnamenti alla frontiera in varie città del Marocco: Tangeri, Rabat, Oujda.

3 settembre: USA. La corte d’appello di San Francisco condanna un ufficiale dell’immigrazione, Thomas Powell, per aver chiesto denaro e prestazioni sessuali a due donne richiedenti asilo cinesi, Xue Lu e. A Xue Lu è stato negato il diritto d’asilo e verrà deportata alla chiusura del caso. Jie Hao ha ottenuto asilo politico e presta attualmente servizio presso l’esercito degli Stati Uniti.

4 settembre : Francia. Migliaia di persone – 100.000 secondo gli organizzatori – hanno partecipato oggi alle manifestazioni in varie città della Francia contro le politiche xenofobe del governo francese.

6 settembre: Spagna. Il prossimo mese di novembre l’Unione europea invierà dei Commissari per effettuare un sopralluogo della frontiera tra la città autonoma spagnola di Melilla e il Marocco. Si tratta di una visita di routine che si effettua annualmente, non motivata, quindi, dai recenti incidenti verificatisi nel mese di agosto a causa dello scontro diplomatico tra i due Paesi. I Commissari Ue valuteranno l’efficienza organizzativa del personale spagnolo che giornalmente gestisce un passaggio di circa 40 mila persone, specialmente dalla confinante città di Nador.

6 settembre: Spagna. Il portavoce del Partito Popolare catalano del Comune di Barcellona ha dichiarato di temere che i rom espulsi dalla Francia possano decidere di entrare in Spagna e decidere di installarsi a Barcellona e nelle cittadine limitrofe. Rispetto alla presenza di campi nomadi nella regione, Alberto Fernandez Diaz considera “permissiva” la politica del Paese nell’assecondare il persistere del fenomeno. Il politico ha inoltre suggerito un parallelismo tra l’attuale politica di lotta ai sans papiers e il caso rom, questione che, secondo Diaz, dovrebbe essere gestita a pari modo.

6 settembre: Canada-India-Cina-Filippine. Il governo canadese si rivolge alle istituzioni indiane, cinesi e filippine per chiedere maggiori controlli sull’emigrazione e per fermare frodi e falsi nella documentazione.

7 settembre: Gran Bretagna. Gli accademici inglesi pubblicano una dichiarazione contro la proposta del ministro dell’immigrazione Damian Green di introdurre quote per gli studenti stranieri. Nel documento i docenti esprimono un giudizio negativo sulla misura che danneggerebbe gravemente il livello di eccellenza della ricerca nel Regno Unito.

7 settembre: Spagna. Il Governo spagnolo ha inviato 1.491 migranti negli ultimi due anni dalle Canarie, Ceuta e Melilla alla Regione di Valencia. Il consigliere alle Politiche sociali regionale, Rafael Blasco, lamenta le direttive del Ministero dell’Immigrazione, il quale invierebbe un numero eccessivo di migranti in cerca di un posto di accoglienza nei Centri dislocati nella regione senza considerare la loro reale capacità e, soprattutto, le ridotte risorse economiche corrisposte dal governo centrale per l’organizzazione e la somministrazione dei servizi di accoglienza. L’ultimo caso limite risale a questa settimana, con il trasferimento di dodici migranti alla Regione da Barcellona, territorio che riceve il doppio dei finanziamenti statali per le formule di assistenza ai migranti. In più, l’Esecutivo ha diminuito del 65% il Fondo Accoglienza e Integrazione, dato che metterà ulteriormente in pericolo la qualità del lavoro assistenziale.

7 settembre: Spagna. Il partito Popolare catalano crea una nuova iniziativa sul tema immigrazione. Questa settimana il partito distribuirà un volantino per una campagna intitolata “¿Cabemos todos?”, ovvero “C’è posto per tutti?”, volta a proporre un disegno di legge che limiti o favorisca certe nazionalità di migranti rispetto ad altre, secondo il principio di condivisione culturale. Implicitamente il PP manifesta di voler favorire i flussi dall’America Latina, bloccando invece gli arrivi da paesi “culturalmente” lontani dal contesto ispanico.

8 settembre: Spagna. La Spagna è il paese europeo ad aver registrato l’incremento più alto nel numero di stranieri, infatti la popolazione straniera sarebbe cresciuta di cinque milioni tra il 1999 e il 2009, secondo i dati Eurostat. Il periodo più intenso si situa tra il 2003 e il 2008, fase corrispondente alla politica di sanatoria del Ministro del lavoro del PSOE, Jesus Caldera. In quei tre anni il numero di stranieri è cresciuto di tre milioni.

8 settembre: Spagna. Dopo anni di attesa, 47 cittadini bangladesi che si trovavano serrati in un limbo giuridico nella città autonoma spagnola di Melilla sono stati condotti nella penisola e rinchiusi nel CIE di Barcellona dove attenderanno il rimpatrio entro i 60 giorni previsti dalla legge di Extranjería. Prima del trasferimento al Commissariato, dieci persone del gruppo sono scappate dal CETI per sfuggire alla Guardia Civil e attualmente sono ancora in corso le ricerche. Nel frattempo insorgono le Ong del Paese, tra le quali l’Associazione per il diritto dell’Infanzia (Prodein) e il Collettivo Drari catalano, accusando le autorità di aver disposto una vera e propria retata nel CETI; Prodein definisce “immorale” l’esecuzione di detenzione e di rimpatrio per i bangladesi, costretti a un’attesa burocratica troppo lunga per essere risolta in modo tanto sbrigativo.

8 settembre: Algeria. Nessuna traccia delle due imbarcazioni scomparse al largo delle coste di Annaba, con a bordo rispettivamente 19 e 24 migranti. La guardia costiera algerina, allertata dai parenti dei migranti, sta continuando le operazioni di ricerca, ma ancora senza successo.

8 settembre: Ue. La commissione europea nel suo nuovo rapporto sull’applicazione della direttiva del 21 ottobre 2009, concernente le misure di concessione dell’asilo politico, constata che esistono ancora molte differenze tra i diversi stati membri nelle pratiche. La direttiva del 2009 aveva lo scopo di stabilire delle norme minime per cercare di ovviare a questa situazione e di armonizzare le politiche d’asilo dei diversi stati membri. Ma, secondo quanto dichiara Cecilia Malmström, commissaria per gli affari interni, “le procedure d’asilo nazionali sono ancora molto divergenti e le regole in vigore non permettono di prevenire determinati errori amministrativi”.

8 settembre: Porto Rico-USA. A partire dal 30 settembre, i portoricani che faranno domanda di immigrazione negli Stati Uniti dovranno presentare un certificato di nascita speciale, con maggiori garanzie anti-frode.

9 settembre: Ue-Francia. Il parlamento europeo ha adottato oggi una risoluzione sui rom che denuncia le politiche del governo francese di espulsione dei rom verso la Romania e la Bulgaria. La risoluzione, presentata dal gruppo dei socialisti , democratici, dei verdi e della sinistra, adottata con 337 voti a favore e 245 contro, invita la Francia a “sospendere immediatamente le espulsioni dei rom” e critica il “ritardo e la limitatezza” dell’azione della Commissione europea nel reagire alle espulsioni di massa. Il Parlamento europeo, inoltre, deplora «la retorica provocatoria e apertamente discriminatoria che ha caratterizzato il discorso politico durante i rimpatri dei rom, dando credibilità a dichiarazioni razziste e alle azioni di gruppi di estrema destra». Sempre nel testo della risoluzione, si legge che «limitazioni della libertà di circolazione e di soggiorno per motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza e di sanità pubblica possono essere imposte esclusivamente in relazione al comportamento personale» e mai secondo «considerazioni generali di prevenzione o legate all’origine etnica o nazionale». Dura la risposta francese: il ministro dell’immigrazione e dell’identità nazionale, Eric Besson, ha fatto sapere che è fuori discussione che “la Francia sospenda le espulsioni dei Rom».

9 settembre: Francia-Belgio. Mentre il Parlamento europeo votava la risoluzione di condanna delle politiche di espulsione dei rom messe in atto dalla Francia negli ultimi mesi, alcuni rom di origine rumena che nei giorni scorsi avevano ricevuto il decreto di espulsione dalle autorità francesi, accompagnati da due avvocati, hanno attraversato la frontiera tra la Francia e il Belgio, per poi fare quasi subito ritorno in Francia. La loro azione, hanno affermato i loro avvocati, mira a far vedere l’assurdità delle politiche del governo francese nei confronti dei rom. Avendo infatti ottemperato al decreto di espulsione, passando in Belgio, i rom possono di conseguenza rientrare legittimamente in Francia per altri tre mesi.

10 settembre: USA. Sentenza di illegalità per l’ordinanza “Illegal Immigration Relief Act” della cittadina di Hazelton, in Pennsylvania, che istitutiva multe per i padroni di casa che affittavano a migranti senza permesso di soggiorno e per le aziende che li impiegavano. L’ordinanza, inoltre, obbligava i migranti a registrarsi presso un ufficio comunale e a ottenere un “permesso di occupazione” (occupancy permit) per affittare una casa nella città. La Corte ha stabilito che un comune non può emettere ordinanze che riguardino l’immigrazione perché è una materia di competenza federale, in linea con quanto deciso contro la legge anti-immigrazione dell’Arizona dichiarata incostituzionale il 28 luglio scorso.

10 settembre: Sudafrica-Zimbawe. Il presidente sudafricano Jacob Zuma annuncia che a partire da gennaio 2011 verranno deportati i migranti senza documenti originari dello Zimbawe. Dei 3 milioni di zimabwesi che hanno abbandonato il paese travolto da una drammatica crisi economica dieci anni fa, la maggior parte vive oggi in Sudafrica.

10 settembre: USA. Un sondaggio del Financial Times/Harris Poll registra l’altissima impopolarità dell’immigrazione negli Stati Uniti e nelle cinque più grandi nazioni europee. Tra le opinioni registrate dal sondaggio: l’immigrazione (legale e documentata) ha un effetto negativo sull’economia (maggioranza in Spagna e Inghilterra), rende più difficile trovare un lavoro (maggioranza negli Usa, in Inghilterra, in Italia e in Spagna), peggiora l’offerta sanitaria (maggioranza negli Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Spagna e 40% degli intervistati italiani) e ha peggiorato il livello dell’istruzione pubblica (Stati Uniti, Inghilterra, Germania).

11 settembre: Tunisia. Sono stati riconosciuti i corpi di due giovani che si erano gettati a mare dopo che l’imbarcazione sulla quale erano partiti dalle coste tunisine verso l’Italia era stata intercettata dalla guardia costiera tunisina. L’episodio risale alla notte del 2 settembre.

11 settembre : Norvegia. La polizia norvegese ha espulso 72 cittadini serbi le cui domande d’asilo erano state rigettate dalle autorità preposte. Le Ong che lavorano con i richiedenti asilo denunciano l’operazione, la quale colpisce anche alcuni bambini residenti da anni in Norvegia e che non conoscono i paesi di origine dei loro genitori.

12 settembre: Francia. Una circolare del ministro degli interni francese ai prefetti sulle “evacuazioni degli accampamenti illegali” indica come obiettivo principale i rom, contrariamente a quanto affermato dal ministro dell’immigrazione e dell’identità nazionale, Eric Besson, in difesa delle azioni del governo francese contro la denuncia del Parlamento europeo. Dopo la risoluzione del Parlamento europeo, Besson aveva infatti affermato che la “Francia non ha adottato nessuna misura specifica nei confronti dei rom”. Viene invece smentito dalla circolare, di cui si è venuti a conoscenza oggi, che risale però al 5 agosto scorso e ricorda ai prefetti che l’obiettivo fissato dal presidente Sarkozy è di evacuare entro i prossimi tre mesi “300 accampamenti illeciti, dando priorità a quelli dei rom”.

13 settembre : Francia. Il ministro dell’immigrazione e dell’identità nazionale, Eric Besson, rende pubblici oggi i dati relativi alle intercettazioni di potenziali migranti privi di permesso di soggiorno verso la Francia da diversi paesi. Dall’inizio del 2010, la polizia francese ha intercettato più di 12.000 persone in 150 paesi. Si tratta di un dispositivo di controllo non nuovo, ma che è stato rafforzato nel corso di quest’anno per volere di Besson. I funzionari di polizia francesi lavorano direttamente negli aeroporti dei paesi di emigrazione verificando i controlli realizzati dalla compagnie aeree e dalle autorità locali.

13 settembre : Marocco. Secondo un rapporto della gendarmeria nazionale marocchina, nelle ultime due settimane il governo marocchino ha espulso alla frontiera con l’Algeria 242 migranti di origine subsahariana.

13 settembre: Spagna. In seguito a un’indagine condotta dalla rete spagnola di Migreurop, l’Osservatorio Penale e per i Diritti Umani dell’Università di Barcellona (OSPDH) è stata denunciata una scarsa trasparenza di informazione dei CIE spagnoli sulle condizioni di trattamento dei migranti presenti nei centri. Nonostante la richiesta in via ufficiale di informazioni sul numero di migranti presenti e sul numero degli espulsi, ed altre ancora, essi non hanno ricevuto alcuna risposta. Per questo presenteranno una denuncia a un Difensore Civile sottolineando che questi dati dovrebbero essere esposti in maniera trasparente. I due richiedenti rivendicano infine la chiusura dei CIE.

13 settembre: Messico-Guatemala. Il sovrintendente messicano delle Dogane e delle Entrate, Raul Diaz, ha espresso la necessità di realizzare un muro sul confine con il vicino Guatemala, accorgimento mirato a bloccare il passaggio dei contrabbandieri che quotidianamente fanno penetrare merce messicana nel paese vicino senza pagare imposte e per arginare l’entrata di migranti del Centro e del Sud America diretti a Nord verso gli Stati Uniti. Il muro dovrebbe interessare lo Stato del Chiapas, in particolare lungo la sponda del fiume Suchiate, utilizzato dalla maggioranza degli stranieri per entrare nel Paese. Secondo Francisco Pellizzari della Casa del Migrante, la costruzione di nuovi muri non farebbe altro che estremizzare ulteriormente le condizioni dei migranti in viaggio, costretti a pagare cifre sempre più alte ai polleros in condizione sempre più pericolose. La frontiera meridionale del Messico con il Guatemala è scenario di crimini e di violazioni dei diritti ai danni dei migranti, vittime di stupri, rapimenti ed estorsioni, che spesso restano nell’ombra, rispetto a ciò che accade nella ben più nota e osservata frontiera settentrionale.

13 settembre: Spagna. Ad Alicante nasce il Partito degli Stranieri (PDEX), presieduto dall’avvocato Giulio Adinolfi e fondato con l’obiettivo di partecipare alle prossime elezioni municipali del 28 maggio 2011. Alicante ha una percentuale di popolazione straniera pari al 26%, mentre alcuni comuni della provincia arrivano a sfiorare anche il 50%. Adinolfi spiega che il progetto politico mira a garantire una presenza all’interno delle amministrazioni locali che rappresenti gli interessi e i diritti della popolazione straniera.

13 settembre: Canada. Il governo canadese sta lavorando a dei dispositivi legali per bloccare l’ingresso in Canada dei migranti che raggiungono le sue coste e verificare la legittimità delle domande di asilo da fuori il confine canadese.

13 settembre: Indonesia-Australia. Le autorità indonesiane fanno pressione sul governo australiano perché velocizzi i processi per i 222 indonesiani attualmente detenuti nelle carceri australiane con accuse relative al traffico di esseri umani, sostenendo che si tratta per la maggior parte di pescatori che sono stati manipolati da organizzazioni illegali per trasportare migranti sulle loro imbarcazioni. La richiesta segue alla giornata di proteste nel centro di Darwin, nell’agosto scorso, in cui alcuni detenuti hanno dato fuoco a materassi e pezzi di carta .

14 settembre: Spagna. In questi giorni Telemadrid ha trasmesso un video risalente al febbraio del 2009 nel quale si vede un’aggressione ai danni di un migrante ammanettato da parte di un agente della Polizia locale di Alcorcon. In seguito alla circolazione di quelle immagini, il Comune ha chiesto l’immediata sospensione dell’agente mentre il Capo del Commissariato coinvolto ha aperto un’indagine sui fatti e sulle responsabilità dell’uomo che nel frattempo è diventato capo di una sezione speciale della Polizia della città. Tuttavia le polemiche continuano: alcuni colleghi difendono il poliziotto adducendo la scusante dell’aggressività del detenuto e spiegando, inoltre, che non si tratterebbe di uno straniero, ma di un cittadino spagnolo.

14 settembre: Spagna. Due migranti subsahariani sono giunti sulle coste spagnole di Melilla, dopo aver costeggiato le coste marocchine a nuoto. In questi ultimi mesi, grazie alle buone condizioni metereologiche, si sono verificati altri casi simili. I due sono stati soccorsi dalla Guardia civile.

14 settembre: Spagna. Inés Rojas, Consigliera per le Politiche Sociali della Canarie, dichiara che il Governo canario non ha mai inviato minori migranti dal proprio territorio alla Regione Andalusia, come invece sostiene il Governo di quest’ultima. Le Canarie non hanno mai agito in questo modo senza aver ottenuto eventualmente il benestare delle regioni accoglienti.

14 settembre: Ue-Francia. La vicepresidente della Commissione europea, Viviane Reding, ha annunciato oggi che la Commissione avvierà nei prossimi giorni una procedura di infrazione contro la Francia per le politiche di discriminazione nei confronti dei rom. La procedura di infrazione sarà motivata da quella che la Reding, dopo la pubblicazione della circolare del ministro degli interni francese ai prefetti, avvenuta nei giorni scorsi, ha definito «applicazione discriminatoria della direttiva europea sulla libera circolazione» e dalla mancanza delle garanzie personali per le persone espulse. “E’ una vergogna! E’ una situazione che non credevo potesse succedere in Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale”, ha affermato Viviane Reding, “la discriminazione basata sull’origine etnica o la razza non ha posto in Europa. Essa è incompatibile con i valori sui quali è fondata l’Unione Europea”. Anche in questo caso, come già per la risoluzione del Parlamento europeo, la reazione da parte del governo francese è stata molto dura. «Abbiamo appreso con grande stupore delle dichiarazioni di Viviane Reding. Non pensiamo che con questo tipo di dichiarazioni si possano migliorare le sorti e la situazione dei Rom che sono al cuore delle nostre preoccupazioni e della nostra azione», ha detto a Parigi il portavoce del ministero degli Esteri, Bernard Valero. Intanto, per la giornata di oggi è previsto un nuovo volo di espulsioni con destinazione Bucarest.

14 settembre: Italia-Libia. "È stato un inferno: i proiettili rimbalzavano dal ponte fino alla sala macchine. Ci siamo distesi tutti a terra pregando che nessuno di noi venisse colpito" sono le dichiarazione del capitano Gaspare Marrone che descrivono la sparatoria da cui è stato colpito il peschereccio italiano “Ariete”, di Mazzara del Vallo, mitragliato da una motovedetta libica perché non si era fermato all’alt. La dinamica dell’assalto, nel frattempo, si fa più precisa: il tentativo di abbordaggio è avvenuto intorno alle 22, quando il motopesca si trovava a circa 30 miglia dalle coste libiche, in acque internazionali, mentre la motovedetta libica è una delle sei motovedette consegnate alla Libia dal governo italiano, nel quadro del “patto di amicizia” firmato nel 2008. A bordo della motovedetta si trovavano anche sei finanzieri italiani, ma, secondo quanto si sta chiarendo sulle regole di ingaggio, non avevano alcuna possibilità di intervenire. Mentre un’intervista a un finanziere italiano che ha chiesto l’anonimato, pubblicata dal quotidiano “La Repubblica”, chiarisce i retroscena delle operazioni di cooperazione contro l’immigrazione che ormai da due anni intercorrono nel Mediterraneo tra Italia e Libia, il ministro degli esteri italiano, Frattini, fa sapere che “a seguito dell’azione della nostra ambasciata, il comandante della Guardia costiera libica ha espresso le sue scuse alle autorità italiane per l’accaduto". L’opposizione, intanto, chiede che il governo riferisca in parlamento sulla vicenda e la procura della Repubblica di Agrigento apre un’inchiesta sul mitragliamento. Particolarmente inquietanti le dichiarazioni del ministro degli interni italiano, Maroni: "la Libia si è scusata per quello che è successo. Evidentemente c’è stato un errore di interpretazione. Posso immaginare che abbiano scambiato il peschereccio, come avviene ogni tanto, per una barca che non fermandosi all’alt immaginavano potesse avere a bordo clandestini”. Dichiarazione con cui si legittima, indirettamente, la possibilità di sparare sui migranti, ma che vengono anche prontamente smentite dal comandante del peschereccio mazarese che ha precisato di essersi ampiamente qualificato prima di diventare il bersaglio della polizia libica, coadiuvata da finanzieri italiani.

14 settembre: Danimarca. Sebbene la Grecia continui a non garantire le condizioni minime di assistenza ai richiedenti asilo, le autorità danesi hanno deciso di respingere in Grecia 15 richiedenti asilo.

14 settembre: Cipro. Un richiedente asilo congolese di nome Antoine Bassumga è morto di coma diabetico nella stanza d’ostello in cui alloggiava a Cipro. Come richiedente asilo riceveva un sussidio giornaliero e, come malato diabetico, aveva diritto a una doppia dose di insulina quotidiana. Circa tre mesi fa l’Ufficio immigrazione, in seguito ai tagli sul Welfare statale, gli comunicò che per continuare a ricevere il sussidio avrebbe dovuto trovare un’occupazione; ma in seguito, il datore di lavoro dell’ufficio a cui era stato assegnato ha deciso di non assumerlo. Le sue condizioni economiche sono peggiorate gradualmente fino al punto da non consentirgli di comprare cibo e di alimentarsi regolarmente, condizione che lo ha condotto alla morte.

14 settembre: Francia. Il senato francese ha approvato la norma che prevede il divieto, per le donne, di indossare il velo integrale nei luoghi pubblici, prevedendo un’ammenda di 150 euro per coloro che trasgrediranno e una pena sino a un anno e 30 mila euro di multa per chi costringerà una donna a indossarlo.

14-15 settembre: USA. Il senatore democratico del Nevada, Harry Reid, leader della maggioranza al Senato, annuncia che introdurrà il Dream Act – l’iter di cittadinanza per giovani senza permesso di soggiorno attraverso la scolarizzazione o il servizio militare – come annesso al testo della proposta di legge “Department of Defense Authorization Bill” (in cui si indicano le priorità della Difesa ) già inserita nel calendario del Congresso per la settimana del 20 settembre. Sempre in tema di immigrazione, il senatore democratico del New Jersey, Bob Menendez, annuncia che introdurrà una proposta di legge per la riforma del sistema dell’immigrazione che comprenderà un percorso di cittadinanza facilitato per gli 11 milioni di migranti senza permesso di soggiorno attualmente residenti negli Stati Uniti.

15 settembre: Australia. Le autorità australiane arrestano 250 residenti della provincia dell’East Nusa Tenggara (I
ndonesia) con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Australia.

15 settembre: USA. La polizia di frontiera arresta 22 persone che viaggiavano su una piccola imbarcazione al largo della costa di Crystal Cove in California. Alcuni passeggeri sono stati immediatamente deportati in Messico e altri sono stati portati in un centro di detenzione perché sospettati di traffico di esseri umani.

15 settembre: Francia-Ue. Ancora polemiche dopo la presa di posizione della vicepresidente della Commissione europea, Veviane Reding, sulle politiche di espulsione dei rom da parte del governo francese. Stizzita la reazione del presidente Sarkozy, che, diretto alla Reding, ha affermato che “i rom se li prenda a casa sua”. Un appoggio alle politiche francesi arriva dal presidente del consiglio italiano, Berlusconi, che afferma che “il problema dei rom non è specificamente francese. Riguarda tutti i Paesi dell’Europa. Speriamo che la convergenza italo-francese aiuti a scuotere l’Europa e ad affrontare il problema con politiche comuni’’. Berlusconi auspica che il tema venga trattato nel prossimo Consiglio dei capi di Stato e di governo europei, previsto per domani, di modo che si possa trovare una “posizione comune”.

15 settembre: Spagna. Nonostante le continue denuncie di Amnesty International e l’ultimo rapporto dal titolo “Si vuelvo, ¡me mato!” sulle condizioni di detenzione degli internati negli istituti psichiatrici per minori, i diritti umani di coloro che vi risiedono continuano a non essere rispettati. Secondo l’Associazione, infatti, non vengono eseguiti controlli circa il numero dei detenuti e le loro condizioni di salute. Amnesty ha richiesto al Governo spagnolo l’elaborazione di una legge che garantisca i diritti dei bambini e adolescenti che si trovano nei Centri di Protezione Psichiatrica, che i centri rientrino negli standard internazionali e che vengano effettuati controlli per dare voci agli eventuali abusi subiti dai minori.

15 settembre: Spagna. Il sindaco di Lleida, Angel Ros, ha dichiarato l’ennesima chiusura della principale moschea della città. La fonte del problema sarebbe di ordine pubblico, dal momento che la capienza della moschea è di circa duecento persone, mentre per la preghiera ne arrivano solitamente circa 600, provocando manifestazioni di protesta da parte della popolazione del quartiere. L’amministrazione propose all’Imam il trasferimento in una zona industriale del Poligono dove sarebbe possibile accogliere molte più persone, ma quest’estate la proposta non era stata accettata dalla comunità islamica oltre a far insorgere le aziende presenti nella zona che non la considerano un luogo adatto. L’imam avrebbe proposto la sua costruzione in quella che dovrebbe diventare la zona della nuova Fiera della città.

16 settembre: Spagna. Il Comitato dell’Onu per i Diritti dei Bambini ha interrogato il Governo spagnolo circa le condizioni di protezione dei minori, in particolare dei minori stranieri non accompagnati, in relazione al recente ampliamento delle competenze regionali in diversi ambiti tra i quali anche la tutela dei minori. La Spagna ha risposto positivamente dichiarando che tale modifica a livello amministrativo non comporterà un calo dell’attenzione sul problema e che, al contrario, sono state indurite ulteriormente le condanne per reati penali ai danni di minori.

16 settembre: Italia-Libia. Mentre continuano le polemiche sulla sparatoria della motovedetta libica contro il peschereccio italiano, Human Rights Watch chiede che il governo libico metta immediatamente fine a una politica che autorizza a sparare alle imbarcazioni dei migranti. Human Rights Watch stigmatizza, infatti, le affermazioni del ministro degli interni italiano, Roberto Maroni, secondo il quale si sarebbe trattato di un errore, dal momento che i militari libici avrebbero scambiato il peschereccio per una imbarcazione di “clandestini”.

16 settembre: Australia. Visita di una delegazione del Green Party nel centro di detenzione di Darwin, oggetto di una serie di rivolte nelle ultime settimane, e in due hotel utilizzati per la detenzione di donne e bambini richiedenti asilo. A seguito della visita, la senatrice Sarah Hanson-Young afferma che richiedenti asilo e persone accusate di traffico di esseri umani non dovrebbero essere rinchiusi nello stesso centro.

16 settembre: Cina-Canada. Le autorità cinesi si impegnano formalmente con il Ministro dell’Immigrazione canadese Jason Kenney, in visita in Asia, a collaborare per fermare i casi di frode nelle domande di immigrazione.

16 settembre: Indonesia. Deportazione di 30 migranti senza documenti (22 iracheni e 8 afgani) per motivi di depressione psicologica. Arrestati nelle acque Indonesiane mentre cercavano di raggiungere l’Australia e rinchiusi in un centro di detenzione in attesa di una decisione sul loro caso, i migranti avevano sviluppato fortissime depressioni. Le operazioni di rimpatrio sono avvenute in cooperazione con l’Organizzazione internazionale delle migrazioni (OIM). In un’intervista a Antara News, il capo del centro di detenzione di Pekanabur, dove i migranti erano rinchiusi, ha sottolineato che si tratta di rimpatrio e non deportazione perché i migranti non sopportavano più le condizioni di sovraffollamento e detenzione e uno di loro aveva tentato il suicidio.

16 settembre: USA. Dopo l’annuncio dell’imminente discussione al Congresso di una serie di norme per garantire un percorso di cittadinanza ai migranti senza permesso di soggiorno attualmente residenti negli Usa e ai giovani, 500 persone si riuniscono in una chiesa luterana di Washington, DC per esprimere il loro sostegno alle iniziative.

17 settembre: Canada-Australia. Il ministro canadese dell’immigrazione, Jason Kenney, è in missione in Australia per studiare le politiche di gestione off-shore dei richiedenti asilo. Il problema di come fermare l’ingresso dei richiedenti asilo che arrivano sulle coste canadesi via mare è al centro delle attenzioni governative come testimonia anche lo sforzo istituzionale del 13 settembre.

17 settembre: Australia. 20 migranti, tra giapponesi, inglesi, indiani e coreani, sono diventati cittadini australiani nel corso delle cerimonie relative all’Australian citizenship day, la giornata di riconoscimento dei nuovi cittadini australiani.

17 settembre: Canada. Il governo dispensa 1,7 milioni di dollari per finanziare dei programmi di inserimento al lavoro per i migranti qualificati.

17 settembre: Yemen-Unhcr. L’alto commissariato per i rifugiati richiama l’attenzione sugli ultimi incedenti mortali avvenuti nel golfo di Aden: due donne di origine somala annegate, un migrante di origine etiope picchiato a morte da un passeur su un’imbarcazione che trasportava 105 migranti. Negli ultimi mesi “abbiamo constatato un aumento della mortalità” dei migranti che cercano di raggiungere le coste dello Yemen, ha dichiarato il portavoce dell’Alto commissariato. Sono 32.364 i migranti che, dall’inizio dell’anno, hanno cercato di raggiungere lo Yemen attraversando il Golfo di Aden e più di 50 hanno perso la vita durante la traversata.

17 settembre: Italia. “Noi stiamo scioperando perché il trattamento è carcerario, abbiamo soltanto due ore d’aria al giorno, una al mattino e una la sera, siamo tutti rinchiusi qui dentro, non possiamo uscire. Ci sono tre minorenni qui dentro, sono Tunisini e hanno 16 anni, ci chiediamo come mai li hanno messi qui se sono minorenni? (…) Siamo abbandonati, nessuno si interessa di noi, siamo in condizioni disumane. La polizia spesso entra e picchia” sono alcune parole della lettera che i detenuti del Centro di identificazione ed espulsione di Gradisca di Isonzo hanno fatto pervenire all’esterno.

17 settembre: Spagna. La Regione Paese Vasco s’impegnerà a garantire ispezioni per evitare sottocontrattazioni da parte di terzi per gli stagionali che accorreranno per le prossime raccolte delle patate e dell’uva. È risaputo, infatti, che spesso i contratti vengano distribuiti da organizzazioni mafiose che lucrano sul reclutamento di lavoratori migranti, spesso costretti a pagare cifre altissime per essere selezionati. Il sindacato UAGA, che ha l’incarico di inoltrare i contratti dei lavoratori stagionali stranieri, ha inoltre lavorato per il miglioramento delle condizioni abitative degli stagionali. Si prevede che in futuro saranno gli stessi proprietari terrieri a pubblicare il numero dei lavoratori richiesti e a gestire di persona le contrattazioni, in modo da far scomparire il ruolo degli intermediari.

18 settembre: Spagna. Il deputato di Izquierda Unida, Gaspar Llamazares, chiede che si faccia luce una volta per tutte sulle condizioni di vita dei migranti che risiedono all’interno dei CIE spagnoli. Nonostante le continue denunce ai Difensori Civici, continua infatti il silenzio intorno a ciò che accade nei Centri. Secondo Llamazares verrebbero garantite solo le norme di sicurezza per la vigilanza dei detenuti, ma non i loro diritti, come la presenza dell’assistenza sociale interna e di un adeguato supporto informativo per chi è in attesa di espulsione.

18 settembre: Spagna. Mentre Zapatero difende tacitamente la politica delle espulsioni dei rom da parte della Francia, nella riunione della Commissione europea il partito del Premier, il PSOE, insorge mostrando voci dissonanti da quelle del loro rappresentante, sottolineando la comune linea politica condotta fino a ora nel contrastare in toto i provvedimenti francesi nei confronti dei rom. Intanto l’idea francese si espande anche nell’area catalana: ieri, il sindaco di Badalona ha mostrato personalmente all’eurodeputata del partito UDM francese, Marie-Thérèse Sanchez-Schmid, i quartieri abitati dai nomadi di origine rumena, ponendo l’accento sull’alto tasso di criminalità della cittadina che, secondo il politico catalano, sarebbe connesso alla presenza dei rom.

18 settembre: Italia. Nel secondo anniversario della strage di Castelvolturno, in cui persero la vita sei migranti di origine ghanese, il nuovo sindaco della città, Antonio Scalzone, si oppone all’installazione di un lapide commemorativa sul luogo della sparatoria. Così, secondo, Scalzone, “si rischia di celebrare una banda di criminali”; il sindaco, inoltre, invoca l’aiuto dello Stato per far fronte alla presenza dei migranti. “Senza l’aiuto dello Stato, che qui ha abdicato, la nostra comunità farà la fine degli indiani d’America. Morirà sotto il peso dell’immigrazione. Per questo torno a chiedere l’espulsione dei clandestini”. Intanto, durante le udienze del processo contro i responsabili camorristi della strage, l’imputato Spagnuolo (uno dei killer divenuto collaboratore di giustizia) ha dichiarato che gli ordini per l’assalto erano che dovevano essere uccisi tutti gli immigrati che si trovavano casualmente sul posto.

18 settembre: Canada. Rilasciati quattro dei 492 richiedenti asilo di origine Tamil arrivati in Canada il 12 agosto, tra cui una donna incinta e una con problemi di salute. L’ordine di liberazione arriva da una corte federale dopo che, tra il 13 e il 15 settembre, le autorità dell’immigrazione avevano deciso di avviare e poi bloccare la liberazione del gruppo.

18 settembre: Uganda. La signora Dorothée, porta voce dei rifugiati congolesi in Uganda, è stata sequestrata il 15 settembre a Kampala e, dopo essere stata abbandonata lungo una via della città dai suoi rapitori, è stata ospedalizzata. Sono circa 80.000 i rifugiati congolesi registrati in Uganda dall’Alto commissariato delle nazioni Unite e questo nuovo episodio di violenza fa riemergere la loro situazione di insicurezza in questo paese.

18 settembre: Repubblica del Congo-Unhcr-Repubblica democratica del Congo. Un gruppo di un centinaio di rifugiati congolesi della Repubblica democratica del Congo residenti nella Repubblica del Congo sta manifestando con un sit-in davanti agli uffici dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati per protestare contro i maltrattamenti che devono subire da parte di alcuni funzionari dell’Unhcr. I rifugiati denunciano soprattutto i soprusi sessuali, le cattive condizioni di accoglienza, il traffico di documenti da parte di alcuni agenti dell’Alto commissariato. Paul Nday Touroum, rappresentante dell’Alto Commissariato a Brazaville, respinge le accuse considerandole infondate ma promette comunque l’avvio di un’inchiesta.

20 settembre: Grecia. Le promesse non mantenute dal governo greco nel garantire assistenza ai richiedenti asilo entro i parametri europei hanno reso necessario l’intervento dell’Alto Commissariato per i Rifugiati, secondo quanto riportato da Bill Frelick di Human Rights Watch. Per il primo di settembre era prevista l’applicazione di un decreto che avrebbe garantito l’introduzione di misure d’emergenza e una migliore organizzazione assistenziale per i rifugiati presenti nel Paese, tuttavia la riforma è stata rinviata alla fine del 2011. La commissione Europea ha già preparato due lettere formali, nel novembre 2009 e nel giugno 2010, che segnalano la violazione del diritto d’asilo e che potrebbero condurre a un giudizio della Corte Europea. Il Governo greco ha ripetutamente promesso un intervento in materia d’asilo, ma la crisi economica in cui verte il Paese ha ulteriormente ritardato i provvedimenti annunciati. Nel 2009 la Grecia ha rilasciato lo status di rifugiato a una percentuale molto bassa tra i richiedenti, pari allo 0.04%; nel mese di luglio 2009 ha inoltre abolito il sistema di ricorso in appello per i rigetti, privando così i richiedenti asilo della possibilità di inoltrare la pratica una seconda volta.

20 settembre: Messico. Lo scorso maggio, la signora Edma Corte partì dall’Ecuador con il figlio di 9 anni per gli Stati Uniti per raggiungere il marito ricorrendo ai trafficanti, i cosiddetti coyotes. Una volta giunti alla frontiera tra Messico e gli Stati Uniti i trafficanti la convinsero ad affidare loro il bambino, mentre lei avrebbe proseguito l’attraversamento del deserto dell’Arizona a piedi, troppo pericoloso per il figlio che invece sarebbe stato trasportato in altro modo. Edma fu arrestata dalla Polizia migratoria e rimpatriata, senza avere più notizie del bambino e, una volta rientrata in Ecuador denunciò la situazione alla Polizia migratoria statunitense che finalmente riuscì a trovarlo. Nonostante la denuncia presentata nei confronti del coyotes che aveva rapito il minore, non ci fu alcuna condanna a causa della mancanza di prove.

20 settembre: Australia. Muore suicida Josefa Rauluni, un uomo di 36 anni originario delle isole Fiji, buttandosi dal tetto del centro di detenzione di Villawood, alla periferia di Sydney, a poche ore dalla sua prevista deportazione. Era detenuto dal 17 agosto come richiedete asilo.

20 settembre: Indonesia. Arresto di 48 persone, di origine afgana, iraniana e irachena. Il gruppo era diretto in Australia via mare ma aveva dovuto sospendere il viaggio per maltempo. I migranti sono stati portati all’ufficio immigrazione di Sukabumi in attesa che il loro casi vengono analizzati.

21 settembre: Australia. Il giorno dopo il suicidio di un richiedente asilo nel centro di Villawood, un gruppo di nove Tamil dello Sri Lanka occupa il tetto del centro. I migranti in rivolta chiedono che vengono esaminate le loro richieste d’asilo al più presto e minacciano il suicidio se le loro richieste non verranno accolte. Le autorità hanno chiesto l’intervento dell’Alto Commissariato per i rifugiati. La mediazione ha portato alla fine della protesta, durata 29 ore, e all’impegno dell’UNHCR di esaminare i loro casi. Sempre oggi sedici richiedenti asilo iraniani e curdi hanno iniziato uno sciopero della fame per protestare contro le condizioni di detenzione e per chiedere il pronto esame delle loro domande.

21 settembre: USA. Viene bocciata al Senato (con 56 voti contro 43) la proposta di legge del “Dream Act”, che avrebbe introdotto percorsi di cittadinanza per i giovani senza documenti che volessero iscriversi all’università’ o prestare servizio nell’’esercito.

21 settembre: Filippine. Le autorità filippine si uniscono a quelle indiane, cinesi e pachistane per sostenere l’Australia nel suo tentativo di combattere gi abusi nelle domande di asilo politico.

21 settembre: Spagna - Marocco. Secondo il Partito Popolare spagnolo all’apposizione il Governo non sarebbe in grado di far rispettare al vicino Marocco gli accordi stipulati in materia di immigrazione. La senatrice María del Carmen Dueñas ha segnalato che dallo scoppio del caso diplomatico dello scorso agosto, quando il Re Mohamed VI accusò la Spagna di maltrattamenti ai danni dei migranti, il flusso migratorio attraverso Ceuta e Melilla e lo Stretto di Gibilterra sarebbe aumentato. Lo stesso partito accusa l’Esecutivo di aver creato una situazione esplosiva nel caso dei cittadini bangladesi rimasti nel Ceti di Melilla per 5 anni, generando false illusioni in coloro che speravano, una volta trasferiti nei CIE peninsulari spagnoli, di ottenere il permesso di soggiorno.

21 settembre: Ue-Pakistan. Il Parlamento europeo ha dato oggi la sua autorizzazione all’accordo di riammissione con il Pakistan a cui la Commissione europea sta lavorando da alcuni anni. L’accordo, una volta ratificato, faciliterà la riammissione dei migranti pakistani privi di permesso di soggiorno che, stando ai dati della Commissione, nel 2008 erano circa 13.000. In base all’accordo, che verrà applicato solo ai migranti pakistani privi di permesso giunti in uno degli stati membri Ue dopo la sua entrata in vigore, nel caso in cui il Pakistan non dovesse rispondere entro 60 giorni a una domanda di riammissione da parte di uno degli stati membri il paese richiedente potrà procedere al rimpatrio, assumendosene le spese.

21 settembre: Italia. Un giovane di 22, di origine eritrea, è morto oggi sull’autostrada A14, nel tratto tra Cerignola e Foggia. Il giovane si trovava su un Tir proveniente dalla Grecia e, insieme agli altri compagni, ha provato a gettarsi dal camion prima di raggiungere il casello. Gli agenti di Polizia hanno avviato le procedure internazionali per il trasferimento della salma nel paese d’origine.

21 settembre: Grecia. Centinaia di lavoratori stagionali pachistani hanno dato il via a uno sciopero nella regione di Lakonia in Grecia, in seguito alle aggressioni subite dalla polizia lo scorso mese. Un giorno, alla fine della giornata di lavoro negli aranceti della zona, trovarono le porte delle loro abitazioni sfondate e tutti i loro effetti personali abbandonati per strada. Secondo l’Unione greca dei Lavoratori Migranti, il Movimento anti-razzista e la Comunità pachistana locale, il proprietario dell’abitazione sarebbe stato arrestato a causa delle condizioni disumane in cui i migranti vivevano. La polizia greca ha effettuato retate nelle case e ha arrestato 60 persone, generando di giorno in giorno un clima di terrore tra i lavoratori stranieri. Nel corso della protesta, i migranti hanno chiesto al Governo la regolarizzazione dei lavoratori sans papiers, la concessione di asilo ai richiedenti e la garanzia del rispetto dei diritti umani.

22 settembre: Repubblica del Congo-Unhcr-Repubblica democratica del Congo. Circa cinquecento rifugiati della Repubblica democratica del Congo, residenti nella Repubblica del Congo da più dieci anni, hanno lanciato il 20 settembre un appello urgente di richiesta di assistenza. Dopo aver manifestato davanti alla sede dell’Alto commissariato per il rifugiati a Brazaville, ed essere in seguito stati sgomberati dalle forze dell’ordine, i rifugiati manifestano ora, da alcuni giorni, davanti alla sede dell’ambasciata libica sempre a Brazaville.

22 settembre: Gran Bretagna. La Border Agency della Gran Bretagna ha annunciato che saranno sospesi i rimpatri in Grecia dei richiedenti asilo a cui è stato negato lo status, provvedimento che coinvolgerà direttamente circa 1300 richiedenti. La risoluzione del governo britannico segue la presentazione del caso “NS”, formalmente conosciuto come il “caso SAEEDI”, alla Corte d’Appello Europea la quale giudicherà la proposta del governo britannico di escludere la Grecia dai firmatari del Regolamento di Dublino II per l’incompetenza e l’inaffidabilità dimostrata dalle autorità greche nell’applicazione del diritto d’asilo.

22 settembre: Messico. Secondo la Segreteria del Ministero della Migrazione dell’Ecuador, presieduta da Lorena Escudero, sarebbero 200 i migranti ecuadoregni scomparsi durante il tragitto verso gli Stati Uniti. Questa cifra corrisponde al numero di denunce di scomparsa effettuate dai familiari, ma non considera chiaramente i casi di scomparsa o di morte non segnalati alle autorità locali.

22 settembre: Spagna. L’INEM (Istituto per l’Impiego) sta richiedendo ai lavoratori marocchini residenti in Spagna la restituzione dell’ammontare del sussidio di disoccupazione emesso nei casi di coloro che hanno viaggiato nel paese d’origine per un numero superiore di giorni rispetto a quanto previsto nelle forme contrattuali lavorative. Infatti, il contratto prevede un periodo di ferie di quindici giorni per coloro che hanno famiglia d’origine all’estero, ma chi avesse prolungato tale periodo senza preavviso al datore di lavoro, dovrà restituire la somma. Attualmente sono numerosi i reclami presentati presso il consolato marocchino di Madrid. In alcuni la casi la cifra potrebbe sfiorare i 6.500 euro.

22 settembre: Australia. A dodici ore dall’accordo raggiunto con il gruppo di Tamil (21 settembre), un gruppo di nove cinesi - cinque uomini, quattro donne - occupa il tetto di Villawood per 12 ore. Di età compresa tra i 20 e i 27 anni, i manifestanti si trovano nel centro per aver fatto scadere un visto (da studente o turista) e stanno ora chiedendo asilo.

23 settembre: India. Raid dalle autorità indiane nella città di Crewe, lungo la strada dove sono presenti i migliori ristoranti, questa settimana ha portato all’arresto di quattro migranti.

23 settembre: Spagna. La EANP (Rete Europea per la lotta alla povertà) ha definito “severa” la risoluzione che il Governo spagnolo ha applicato al caso dei cittadini bengalesi rimasti nel CETI di Melilla per 5 anni. Il fatto che il loro trasferimento in un CIE della Penisola, quello di Barcellona per la precisione, annunci il loro rimpatrio in Bangladesh e che non sia stata formulata una soluzione alternativa è, secondo l’associazione, “drastico e ingiusto”.

23 settembre: Spagna. Secondo il Segretario di Stato spagnolo, Antonio Camacho, l’operazione Indalo, integrata nel dispositivo internazionale dell’Agenzia Frontex, avrebbe permesso la localizzazione di 986 migranti nelle acque mediterranee di fronte alle coste spagnole, un dato positivo che, sempre secondo Camacho, supporrebbe la diminuzione del 50% degli arrivi rispetto al 2009 e quindi l’efficacia della politica anti-migratoria del governo Zapatero. Il politico ha inoltre sottolineato l’importanza delle relazioni bilaterali con il Marocco e l’Algeria nella loro collaborazione a bloccare le partenze dai loro stessi territori.

23 settembre : Ue-Libia. L’Unione europea e la Libia hanno ripreso a Bruxelles i negoziati per giungere a un accordo globale di cooperazione relativo al commercio, i trasporti, la diplomazia e l’immigrazione.

23 settembre: Francia. La Corte europea dei diritti dell’uomo condanna la Francia a risarcire il signor Issam Boussara, espulso dalla Francia nel 2002. Di origine marocchina, ma arrivato in Francia quando aveva solo tre settimane di vita, Issam Boussara era stato condannato per un reato e, a fine pena, era stato espulso in Marocco. La Corte europea ha condannato in questo modo la Francia per aver violato l’articolo 8 della Convenzione europea di salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali, che garantisce ad ogni persona il diritto al rispetto della sua vita privata e familiare. Nonostante sia stata in parte limitato nel 2003, l’istituto della cosiddetta “doppia pena” viene ancora applicato dalle autorità francesi: i cittadini di origine straniera, nel caso commettano un reato, a fine pena subiscono la pena ulteriore dell’espulsione. Alcune associazioni francesi impegnate nella difesa del diritto dei migranti affermano, tra l’altro, che il governo si appresta a creare una nuova formulazione di tale istituto, progettando di ritirare la nazionalità francese ai francesi “di origine straniera” che abbiano compiuto un reato.

24 settembre: Spagna. E’ stata consegnata al Servizio Marittimo della Guardia Civile di Valencia l’ultima imbarcazione per l’intercettazione delle pateras, la “Rio Adaja”, con un ritardo di tre mesi rispetto a quanto pattuito, infatti sarebbe dovuta servire al monitoraggio delle acque valenziane nel periodo estivo. In ogni caso, secondo l’Asociación Unificada de la Guardia Civil (AUGC), l’imbarcazione resterà in acque levantine solo per due anni, fino allo scadere della garanzia, per poi essere assegnata definitivamente alle Canarie.

24 settembre: Spagna. I 42 migranti subsahariani che furono arrestati con l’accusa di aver causato disordine pubblico lo scorso 8 settembre in seguito a una manifestazione davanti alla Sede della delegazione del Governo spagnolo nella città autonoma di Ceuta, sono stati prosciolti dall’accusa per un vizio dell’ordine d’arresto, datato 6 settembre ma eseguito dopo ben 48 ore dalla sua firma.

24 settembre: Spagna. Diverse associazioni stanno promuovendo l’adesione allo sciopero generale indetto per il prossimo 29 settembre tra i lavoratori stranieri, invitandoli a non lasciarsi intimidire dalle eventuali minacce da parte dei datori di lavoro in caso di partecipazione.

24 settembre: Spagna. Secondo i dati forniti dal Pubblico Ministero di Stato, un totale di 16.590 immigrati sono stati detenuti complessivamente nei 9 CIE presenti sul territorio spagnolo nello scorso anno, 36,2% in meno rispetto 2008, dei quali circa la metà non potettero essere espulsi. Per quanto riguarda le condizioni interne dei Centri, la stessa Segreteria ha informato che i Cie di Malaga e di Algeciras sono quelli che hanno ricevuto maggiori critiche, a causa delle carenze dal punto di vista della sicurezza interna, dell’assistenza sociale e sanitaria.

25 settembre: Spagna. Secondo un rapporto elaborato dal Coordinatore Governativo per l’Immigrazione, Malaga, Melilla, Cadice e Ceuta avrebbero disposto circa l’80% dei provvedimenti di espulsione su scala nazionale, mentre la sola Valencia avrebbe a suo carico ben 5 casi di rimpatrio. Il Paese avrebbe espulso nel corso del 2009 un totale di 11 minorenni stranieri non accompagnati, dei quali 8 erano di cittadinanza rumena, due colombiani e uno ucraino. In tutto le pratiche inoltrate si riferiscono a 224 minorenni. Nel caso dei giovani rumeni, il Governo avrebbe applicato l’articolo 35 della Legge sull’Immigrazione che prevede il rimpatrio solo per i cittadini non-comunitari.

25 settembre : Unhcr-Marocco. Il rappresentante per il Marocco dell’Alto commissariato per i rifugiati, Johanes Van Der Klaw, durante una conferenza stampa a Rabat ha presentato un bilancio della situazione dei rifugiati e dei richiedenti asilo in Marocco negli ultimi cinque anni. In un contesto di migrazione mista, composta in parte significativa da donne e minori di origine subsahariana, “il Marocco si trova di fronte a una nuova sfida in materia di gestione delle politiche di asilo”, ha affermato Van Der Klaw. Secondo i dati forniti dal rappresentante dell’Unhcr, in Marocco risiederebbero attualmente circa 10.000 migranti, di cui 800 circa hanno acquisito lo statuto di rifugiati sotto il mandato dell’Alto commissariato. Una cifra esigua, paragonata ad altri paesi africani, e che corrisponde solo al 10% delle richieste di asilo che vengono inoltrate. L’intento dell’Unchr, ha affermato Johanes Van Der Klaw, è di collaborare con il governo marocchino per rafforzare il sistema di protezione esistente inserendo il problema dei rifugiati all’interno di una politica globale dell’immigrazione dotandosi di una quadro legislativo specifico. Nella situazione attuale, i rifugiati riconosciuti dall’Unhcr non godono di nessuna forma di assistenza da parte dello stato marocchino e riescono a sopravvivere in situazione di estrema precarietà, grazie a piccoli lavori e agli esigui contributi di sussistenza ricevuti dall’Alto commissariato. Alla fine di agosto 2010, i rifugiati riconosciuti dall’Unhcr erano 760, tra cui 200 minori, 131 donne (il 17%). La maggior parte dei rifugiati provengono dalla Costa d’Avorio (36%), dalla Repubblica democratica del Congo (27%) e dall’Iraq (225).

26 settembre: Messico. Poliziotti messicani hanno arrestato 67 migranti centroamericani che viaggiavano nascosti in un container nel territorio del Chiapas. I sin papeles erano originari di El Salvador, Honduras e Guatemala e volevano a raggiungere la frontiera settentrionale del Messico per poi entrare negli USA.

28 settembre: Italia. Vittorio Adesso, ispettore capo di polizia al Centro di identificazione ed espulsione di via Corelli, a Milano, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di abuso sessuale. Era stata Joy, una donna di origine Nigeriana, ad accusarlo durante l’udienza di un processo che la vedeva coimputata per la rivolta dei detenuti a Corelli nell’agosto del 2009. Durante il processo, Joy aveva raccontato che una notte, nel Centro, si era trovata l’ispettore Adesso sopra di lei mentre stava dormendo e che l’uomo aveva cercato di violentarla. Accusata dal giudice per calunnia, Joy aveva poi terminato di scontare la pena per la rivolta e una volta scarcerata era stata riportata per altri sei mesi in vari centri di identificazione ed espulsione con il rischio di essere espulsa. Mentre si trovava al Cie di Modena, Joy aveva anche tentato il suicidio. Attorno a lei si era creata una rete di solidarietà che ha seguito l’intera vicenda. Un ulteriore rinvio a giudizio, sempre relativo ad episodi di violenza sessuale nel Cie di Milano, è stato disposto oggi per un altro ispettore di polizia, per aver violentato una trans di origine brasiliana e aver molestato altre trans all’interno del Centro di identificazione ed espulsione. L’imputato è anche accusato di aver affittato un appartamento a migranti privi di permesso di soggiorno.

28 settembre: Italia. Il capo della polizia, prefetto Antonio Manganelli, durante una conferenza stampa fa sapere che sono in corso negoziati con la Grecia e la Turchia per una collaborazione che riesca a bloccare l’arrivo dei migranti sulle coste del Salento. "Noi abbiamo lavorato bene con una serie di paesi dell’Africa occidentale, con la Libia. Abbiamo azzerato gli sbarchi su Lampedusa. Abbiamo un problema ancora aperto per coloro che attraversano la rotta che passa per la Turchia”. Nei prossimi giorni Manganelli incontrerà a Bruxelles i capi delle polizie europee e africane “proprio per dibattere questo tema", mentre il prefetto Ronconi si recherà in Turchia.

28 settembre: Gran Bretagna. London Detainee Support Group (LDSG) metterà in circolazione un nuovo rapporto sulle condizioni dei migranti che vengono detenuti nelle carceri del Paese senza una motivazione definita. Don Flynn di Migrants Right Network e Amal de Chickera di Equal Rights Trust prenderanno parte a un incontro organizzato da LDSG nel corso del quale si parlerà della necessità di spingere la coalizione di governo al monitoraggio di questo tipo di situazioni in vista di un miglioramento del sistema penitenziario.

29 settembre: Ue-Francia. La Commissione europea ha inviato alla Francia una lettera di messa in mora, primo passo di una procedura di infrazione, chiedendo al governo francese di dimostrare entro metà ottobre di non aver violato la direttiva del 2004 sulla libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea. Dopo le dure prese di posizione da parte della vicepresidente della Commissione, Viviane Reding, contro le politiche di espulsione dei rom messe in atto dalla Francia, la Commissione richiama dunque la Francia al rispetto della direttiva sulla libera circolazione ma non accusa la Francia di aver violato anche le direttive anti-discriminazione, come è risultato evidente in seguito alla pubblicazione, il 12 settembre scorso, della circolare del 5 agosto, con cui il ministro degli interni francese, dando indicazioni ai prefetti sulle “evacuazioni degli accampamenti illegali”, indicava come obiettivo principale i rom.

30 settembre: Marocco. Médecins Sans Frontières esprime forte inquietudine per le condizioni umane e di salute dei migranti in Marocco, condizioni che si sono fortemente aggravate in seguito ai continui rastrellamenti e alle espulsioni verso la frontiera algerina che si sono verificate durante i mesi di agosto e settembre. In molte città del Marocco, infatti, tra il 19 agosto e il 10 settembre si sono verificati molti rastrellamenti di migranti di origine subsahariana che in seguito sono stati deportati alla frontiera con l’Algeria. Si stima che nel corso di tali rastrellamenti, siano stati arrestati e poi deportati tra i 600 e i 700 migranti.

30 settembre: Spagna. Allo sciopero generale del 29 settembre indetto dalle organizzazioni sindacali UGT e CC.OO. hanno aderito anche numerosi lavoratori stranieri, coinvolti in prima persona nella situazione di crisi in cui verte il Paese e nelle riforme lavorative e pensionistiche avanzate dal Governo. Nel quartiere di Lavapies nella capitale, la maggior parte degli esercenti commerciali di origine cinese hanno tenuto abbassate le serrande dei negozi all’ingrosso per l’intera giornata.

30 settembre: Canada. Secondo l’analisi dell’emittente CBC News, le autorità australiane hanno accolto domande d’asilo nell’85% dei casi.

30 settembre: Australia-Afganistan. Il governo australiano annuncia che terminerà il congelamento delle richieste d’asilo dall’Afganistan, cominciato l’8 aprile 2010.

30 settembre: USA. Il sindaco di New York City e l’amministratore di News Corp, Robert Murdoch, parlano al Congresso per chiedere un percorso di cittadinanza per i milioni di migranti senza documenti negli Usa e di facilitare le procedure burocratiche per chi è in viaggio di lavoro.

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