Nella stessa rubrica

Italia-Tunisia. Accordi tra repressione e falsità (di Monica Scafati, febbraio 2018)

In alto mare, testimonianze da un naufragio. Tunisia 8/9 ottobre 2017 (a cura di Monica Scafati, dicembre 2017)

A volte tornano. Un uomo tunisino sopravvissuto al sequestro libico (video, Italia-Tunisia-Libia, novembre 2017) (Imed Soltani, Monica Scafati)

"Il mio nome è Khalid, vengo dalla Siria. (...)" (video, Italia, Lampedusa, dicembre 2013)

"Sorry for not drowning". The 11th October shipwreck in the Mediterranean Sea (video, october 2013)

Syrians blocked in Calais (video, November 2013)

"Siamo i siriani del naufragio avvenuto l’11 ottobre 2013...." (video, Italia, novembre 2013)

Roma: funerale per il naufragio del 3 ottobre (Italia, ottobre 2013)

Superstiti e bare: il tradimento dell’Europa (video, Enrico Montalbano ottobre 2013)

Marocco/Spagna: tentativo di superare la frontiera (settembre 2013)

Expulsados del limbo... 5 años después (video di Juan Luis Sánchez e Sergi Cámara, Spagna, settembre 2010)

Dopo anni di attesa, 47 cittadini bangladesi che si trovavano serrati in un limbo giuridico nell’enclave spagnola di Melilla sono stati condotti nella penisola e rinchiusi nel CIE di Barcellona da dove saranno rimpatriati entro i 60 giorni previsti dalla legge di Extranjería. Nel corso di questo lungo periodo essi non potevano essere rimpatriati per la mancanza di un accordo tra il governo spagnolo e quello bangladese; alloggiati nel Centro di accoglienza temporanea locale, hanno vissuto per anni nella struttura e per le strade della città, senza avere la possibilità di lavorare, data la mancanza di un permesso di soggiorno. Il primo gruppo di 11 persone è arrivato nell’enclave cinque anni fa e il numero è via via aumentato nel corso degli anni. Nella giornata dell’8 settembre, 50 dei 63 migranti bangladesi presenti nel centro sono stati condotti al Commissariato di Polizia; di questo gruppo, 22 si trovavano a Melilla da quattro anni, 13 stavano per concludere il quinto anno, mentre i rimanenti sono arrivati circa tre anni fa. Da più di un anno la loro comunità organizzava periodicamente manifestazioni per le strade della città chiedendo al Governo spagnolo di intervenire e trovare una via d’uscita, garantendo loro il trasferimento sulla penisola e la possibilità di inoltrare le pratiche per la residenza. Questa settimana, senza la loro presenza, le associazioni locali che hanno sostenuto la loro causa in questi anni, tra le quali Prodein e APDH, hanno organizzato un sit-in di protesta. Nel frattempo, i migranti che non sono ancora stati condotti in commissariato e poi a Barcellona evitano di fare ritorno nella struttura del CETI, temendo di subire la stessa sorte.

Nel primo video, di Juan Luis Sánchez e Sergi Cámara, prodotto dal sito PeriodismoHumano, le interviste ad alcuni dei protagonisti di questa vicenda. Nel secondo, una manifestazione degli anni passati.

(settembre 2010)

Así han vivido durante 5 años de indefensión decenas de bangladeses atrapados en la ciudad de Melilla. Sin papeles y sin que les dejaran salir. Ahora han sido detenidos para ser deportados, tras haber perdido 5 años de su vida. (Juan Luis Sánchez / Sergi Cámara) ( settembre 2010) http://www.youtube.com/watch?v=h3TLKU1ApgM

NOS QUEREMOS QUEDAR EN ESPAÑA (2009): http://dailymotion.virgilio.it/video/x8pzli_inglesalemannos-queremos-quedar-en_news


(Inglés-Alemán)NOS QUEREMOS QUEDAR EN ESPAÑA
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