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Luglio 2010:

1 luglio: Onu. L’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite chiede all’Unione europea, in occasione del cambio di presidenza, passata oggi al Belgio, di adottare un sistema europeo comune d’asilo per evitare le notevoli differenze ora esistenti tra gli stati membri nel trattamento delle domande e della concessione dello status di rifugiato; raccomanda inoltre la sospensione del regolamento di Dublino II nel caso di paesi dove gli arrivi di richiedenti asilo siano più pressanti e si fa sapere la sua preoccupazione per le pratiche detentive nei confronti dei richiedenti asilo.

1 luglio: USA. Il Presidente Obama parla della riforma della legge migratoria alla American University di Washington. Obama critica la legge anti-immigrazione adottata dalla stato dell’Arizona lo scorso 13 aprile e promette un’imminente riforma del sistema dell’immigrazione, invocando uno sforzo bilaterale sul tema e riconoscendo a George Bush il merito di aver provato a far passare una riforma. Rispetto agli 11 milioni di migranti privi di documenti attualmente residenti negli Stati Uniti, Obama ha criticato sia l’idea di un’amnistia generalizzata (giudicata “imprudente e ingiusta”) sia una deportazione di massa (“la maggioranza degli americani sa che una deportazione di massa sarebbe logisticamente impossibile, incredibilmente costosa e distruggerebbe il tessuto sociale del nostro paese e metterebbe in serio pericolo la nostra economia”). Obama ha infine difeso l’operato della sua amministrazione, particolarmente le operazioni di ulteriore militarizzazione della frontiera. Nonostante durante il discorso Obama abbia dichiarato che appoggerà una riforma al Senato, non ha precisato dettagli né indicato tempistiche.

2 luglio: Libia. Sono stati trasportati nel carcere di Braq, vicino a Sebha, nel sud della Libia, più di duecento dei profughi eritrei che lo scorso 30 luglio erano scomparsi dal campo di detenzione di Misratah. Quel giorno, in seguito al rifiuto da parte dei profughi di farsi identificare per la paura di una deportazione in Eritrea, i rifugiati erano stati dapprima violentemente picchiati dalla polizia e poi caricati su dei container ma di loro si erano perse le tracce dal momento che l’agenzia Habesha di Roma, che per prima aveva dato la notizia di quanto accaduto a Misratah, non riusciva più a contattarli. Si è poi avuto notizia che molti di loro erano stati trasportati nel campo di Braq, tra cui anche alcuni feriti dalle forze dell’ordine libiche. Nel campo di Misratah sono rimaste invece una cinquantina di persone.

2 luglio: Spagna. Iuliana, cittadina rumena, è stata l’ultima vittima dell’incidente ferroviario di Castelldefels dello scorso 23 maggio a essere identificata dai medici legali. Il suo nome si aggiunge alle altre vittime già identificate, sette colombiani, due ecuadoriani e due boliviani.

2 luglio: Spagna. La Regione Galizia finanzia un programma culturale, chiamato “Reencuentros”, attraverso il quale le generazioni discendenti da emigranti spagnoli all’estero hanno la possibilità di visitare il Paese d’origine. In questa occasione è stato il Sud America a fare da protagonista: un gruppo di uruguayani e di argentini, nipoti di emigranti galiziani, rimarranno nella Penisola per due settimane.

3 luglio: Francia-Tunisia. Per rafforzare l’accordo di "gestione concertata dell’immigrazione" che la Tunisia aveva firmato con la Francia nel 2008, La Tunisia e la Francia hanno concluso un nuovo accordo di cooperazione contro "l’immigrazione irregolare". In base all’accordo, la Francia fornirà nuovi mezzi alla Tunisia per il controllo delle coste e delle frontiere.

3 luglio: USA. Il sindaco di Philadelphia cerca sostegno presso altre città contro il programma federale PARS (Preliminary Arraignment Reporting System) che obbliga la polizia municipale a comunicare le generalità delle persone arrestate al Dipartimento Immigrazione (Immigration and Customs Enforcement).

4 luglio: Francia-Malta. Il ministro dell’immigrazione e dell’identità nazionale francese, Eric Besson, ha accettato di far arrivare in Francia 93 rifugiati provenienti dalla Repubblica di Malta nel quadro del programma di reinsediamento previsto dall’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite. Si tratta della seconda operazione di questo tipo, dal momento che nel luglio del 2009 la Francia aveva accettato il reinsediamento di altri 95 rifugiati sempre provenienti da Malta. I rifugiati arrivati oggi provengono per la maggior parte dall’Etiopia e avranno il diritto a un titolo di soggiorno valido per un anno rinnovabile, mentre 9 di loro, già titolari dello status di rifugiato a Malta, avranno una carta di soggiorno valida per dieci anni.

5 luglio: Libia. "Vi preghiamo di far sapere al mondo che non vogliamo morire qui e che siamo allo stremo". E’ la lettera che i rifugiati eritrei sono riusciti a far pervenire dal campo di Braq, nel sud della Libia, dove erano stati deportati il 30 giugno scorso. Disperate le loro condizioni, mentre dalle autorità libiche non arriva alcun messaggio su quale sarà la loro sorte. Cercano invece di mobilitarsi, in Italia, alcune organizzazioni per i diritti dei migranti, mentre appelli al ministro degli interni italiano e alle autorità libiche arrivano da varie Ong, da Amnesty International e dal Consiglio italiano per i rifugiati.

5 luglio: Svezia. Il direttore dell’organizzazione svedese Migration Board, Dan Elliasson, ha espresso preoccupazione e disappunto nel verificare la scarsa cura e tutela offerta dall’Unione Europea nei confronti dei richiedenti asilo. L’ stima entro il prossimo anno di registrare circa 805.000 persone bisognose di protezione umanitaria. Eliasson dichiara che gli Stati Uniti e il Canada rappresentano un esempio per tutti gli altri Paesi: riescono, infatti, ad accogliere ogni anno circa 75 mila rifugiati, cifra incommensurabile rispetto ai 4.500 accolti dall’intera Europa, dei quali 2.000 nella sola Svezia.

5 Luglio: Onu. L’Alto commissariato per i rifugiati stima che nei prossimi cinque anni circa 800.000 rifugiati avranno l’urgenza di essere inseriti nel quadro di un programma di reinsediamenti in paesi terzi, dal momento che non potranno rientrare nei loro paesi d’origine, né essere integrati nei paesi in cui si trovano attualmente. Per questo, l’Unhcr sollecita una maggiore generosità degli stati e soprattutto degli stati membri dell’Unione europea, attualmente restii a collaborare al programma di reinsediamento. Nel 2009, L’Unhcr aveva presentato un programma che prevedeva 128.000 reinsediamenti, mentre sono stati realizzati solo 84.000.

5 luglio: Australia. Il Primo Ministro Julia Gillard cerca una soluzione offshore per i richiedenti asilo proponendo un centro regionale a Timor Est, sotto il patrocinio dalle Nazioni Unite.

5 Luglio: Gran Bretagna. Il governo britannico informa che potrebbe stabilire dei limiti al numero delle richieste di lavoratori stagionali stranieri non comunitari. Rispetto ai 54.500 lavoratori richiesti per l’anno scorso, ora la cifra sarebbe di 24.100 nel periodo compreso tra luglio 2010 e aprile 2011, termine entro il quale le nuove leggi sull’immigrazione del Governo saranno entrate in vigore.

6 luglio: Australia. Il primo ministro Julia Gillard sospende il congelamento delle domande di asilo da parte dei cittadini dello Sri-Lanka decise lo scorso aprile 2010. Rimane in vigore invece la sospensione del diritto d’asilo per i cittadini afgani.

6 luglio: USA. Il Dipartimento di Giustizia apre una causa contro lo stato dell’Arizona per la legge SB 1070 approvata lo scorso aprile, che dovrebbe entrare in vigore il 29 luglio e che autorizza la polizia locale a operare in materia di immigrazione e a fermare chi appaia sospetto di essere un migrante privo di documenti. L’argomento della Giustizia è che la legge è incostituzionale perché usurpa la giurisdizione federale in materia di immigrazione.

6 luglio: Francia. La polizia francese ha sgomberato più di 150 rom installati nel campo di Hanul da più di dieci anni. Si tratta del campo rom di più lunga durata presente sull’île-de France. I rom chiedono ora una soluzione alternativa e presidiano la sede del comune di Saint-Denis per chiedere all’amministrazione comunale di farsi carico del loro problema alloggiativo.

6 luglio: Italia-Libia. E’ stato pubblicato oggi sulla "Gazzetta ufficiale" il decreto legge n. 102 che al comma 6 dell’Articolo 24 stabilisce lo stanziamento di due milioni di euro per i prossimi sei mesi per continuare a finanziare "la partecipazione di personale del Corpo della guardia di finanza alla missione in Libia e per garantire la manutenzione ordinaria e l’efficienza delle unità navali cedute dal Governo italiano al Governo libico”. Il decreto legge specifica che il finanziamento si attua “in esecuzione degli accordi di cooperazione sottoscritti tra la Repubblica italiana e la Grande Giamahiria araba libica popolare socialista per fronteggiare il fenomeno dell`immigrazione clandestina e della tratta degli esseri umani”.

7 luglio: Norvegia. Il centro di detenzione per richiedenti asilo rigettati, a Buskerud, in Norvegia, ha preso fuoco durante la rivolta dei detenuti, in protesta per le pessime condizioni di detenzione. Nessun ferito tra i migranti, mentre il centro è stato dichiarato inagibile e 23 migranti sono stati arrestati. Le autorità norvegesi affermano che si provvederà a rapide espulsioni.

7 luglio: Italia. Sono in sciopero della fame i detenuti del Centro di identificazione ed espulsione di Gradisca per protestare contro le condizioni di vita all’interno del Centro.

8 luglio: Iraq. Le autorità irachene hanno acconsentito alla liberazione di 12 iraniani che avevano attraversato senza documenti il confine per un pellegrinaggio verso le città di Najaf e Karbala.

8 luglio: Australia. Presidio davanti agli uffici dell’Immigrazione per protestare contro la proposta del Ministro Gillard di costruire un centro per i richiedenti asilo a Timor Est. Allo slogan ""Say it out loud, say it clear, refugees are welcome here (diciamolo forte e chiaro, i rifugiati sono benvenuti" ) si è accompagnata la testimonianza di un rifugiato iraniano, Mohsen Soltani che ha passato quattro anni in diversi centri di detenzione in Western Australia e New South Wales. Nella sua testimonianza, ha raccontato che i centri gli hanno rovinato la vita provocandogli traumi pari a quelli da cui cercava di sfuggire nel suo paese con la richiesta d’asilo in Australia.

8-9 luglio: Italia. In varie città italiane si sono tenuti presidi per chiedere la liberazione dei rifugiati eritrei detenuti nel campo di Braq, in Libia e per denunciare le complicità del governo italiano nella detenzione e nella repressione dei migranti da parte delle autorità libiche.

9 luglio: Libia. Il ministro della Pubblica Sicurezza Libico, il generale Younis Al Obeidi, annuncia un "accordo di liberazione e residenza in cambio di lavoro, un lavoro socialmente utile in diverse shabie (comuni) della Libia" come soluzione per i rifugiati eritrei detenuti nel campo di Braq. Una soluzione subito criticata da tutte le organizzazioni dei diritti dei migranti che stanno seguendo il caso, dal momento che non riconosce ai rifugiati né la possibilità di circolare liberamente sul territorio libico, né, tanto meno, lo status di rifugiati. Secondo le notizie giunte dal campo di Braq, solo alcuni dei rifugiati avrebbero per ora sottoscritto l’accordo.

9 luglio: Cuba-Spagna. Il governo cubano ha annunciato che verranno liberati i 52 prigionieri politici che furono arrestati come oppositori nel 2003, periodo in cui la risposta politica castrista all’opposizione era molto dura. Cinque di essi verranno accolti in Spagna in qualità di emigranti cubani, status che consentirà loro, in futuro, di poter far ritorno a Cuba, differentemente da quanto accadrebbe se richiedessero lo status di esuli. Gli altri dovrebbero essere accolti in altri Paesi europei.

10 luglio: Francia. Il ministro francese dell’immigrazione e dell’identità nazionale, Eric Besson, ha affermato che la Francia rafforzerà la sua lotta contro l’immigrazione illegale a partire dalla nuova legge sull’immigrazione che sarà discussa al parlamento nel mese di settembre. Secondo il ministro, l’immigrazione comporta dei costi per la finanza pubblica, destabilizza il mercato del lavoro e crea problemi di ordine pubblico soprattutto nelle banlieues. Il ministro ha inoltre reso pubblici i dati relativi al primo semestre del 2010: 14.670 sans papiers espulsi, 115 reti di traffico dell’immigrazione clandestina smantellate, 90.838 titoli di soggiorno concessi, tra cui 13.077 per motivi lavorativi (2,7% in meno rispetto al 2009), 41.238 per ricongiungimento familiare, 31.744 per motivi di studio e 4.779 ai richiedenti asilo.

10 Luglio: Ue-Italia-Libia. I deputati europei del gruppo dei Verdi hanno denunciato in un comunicato le condizioni in cui l’Italia ha respinto in Libia 250 richiedenti asilo eritrei e chiedono al governo italiano di reinsediare in Italia i richiedenti asilo.

10 luglio. USA. A Boston, in occasione del congresso annuale dei governatori americani, manifestazioni contro la governatrice Jan Brewer dell’Arizona per la legge anti-immigrazione approvata il 13 aprile contro cui l’Amministrazione ha aperto una causa.

12 luglio: Spagna. Un grave naufragio è avvenuto nella giornata di ieri a 43 miglia a sud della costa andalusa di Motril. Un’imbarcazione, che secondo le stime e le testimonianze portava a bordo circa quaranta persone, avrebbe iniziato a imbarcare acqua e nell’agitazione del momento alcuni passeggeri si sarebbero alzati in piedi causandone il ribaltamento. Nell’operazione di soccorso sono state tratte in salvo 28 persone, mentre 3 permangono sotto osservazione medica. Delle vittime sono stati ritrovati i corpi di tre donne e di due neonati, mentre i corpi dei rimanenti risultano ancora dispersi.

12 luglio: Spagna. Secondo le fonti del Governo centrale spagnolo sarebbero circa 800 i corpi recuperati dalle acque spagnole nel corso dell’ultimo decennio, vittime delle traversate dal Nord Africa. Delle 399 imbarcazioni utilizzate per i viaggi dai migranti trainate dalla Guardia Civil in questo periodo, 184 sono state demolite, mentre le restanti sono state poste sotto sequestro.

12 luglio: Timor Est-Australia. Il Parlamento vota all’unanimità contro la proposta australiana di stabilire un centro regionale per lo smistamento delle richieste d’asilo a Timor Est.

13 luglio: Ue-Pakistan. La commissione Libertà civili, Giustizia e affari interni del Parlamento europeo ha avvallato l’accordo di riammissione con il Pakistan. Un appello agli eurodeputati per non approvare tale accordo, che permetterebbe di rimpatriare i migranti in un paese non sicuro, è stato lanciato dall’europarlamentare del gruppo Verdi Hélène Flautre.

14 luglio: Italia. I lavoratori immigrati addetti alla differenziazione dei rifiuti del Comune di Imola, insieme ad una delegazione della USB, hanno fatto irruzione in Consiglio Comunale per denunciare le condizioni di lavoro di semi schiavitù in cui lavorano sotto appalto per la Akron spa, società del Gruppo Hera, che li impiega per separare a mano i rifiuti da riciclare. "Nessun contratto collettivo, nessun diritto, nessuna sicurezza, con la minaccia di perdere il permesso di soggiorno, perché tutti immigrati (tranne il dirigente) dalla Nigeria, Marocco e Senegal" è quanto si legge nel loro comunicato.

14 luglio: Italia. Rivolte e tentativi di fuga da parte dei detenuti dei centri di identificazione ed espulsione di Torino e Trapani. Le proteste dei migranti sono iniziate in seguito agli accordi firmati la settimana scorsa tra l’Italia, la Tunisia e l’Algeria per l’espulsione dei cittadini privi di permesso di soggiorno provenienti da questi due paesi. Una sezione del centro di detenzione di Torino è ora inutilizzabile, in seguito all’incendio che si è sviluppato questa mattina. Al centro di Trapani, invece, dopo giorni di sciopero della fame un gruppo di detenuti ha cercato oggi di fuggire dal centro.

14 luglio: Ruanda-Uganda. Circa 2000 richiedenti asilo e rifugiati ruandesi sono stati rimpatriati dall’Uganda. Si tratta di richiedenti asilo arrivati recentemente nel paese, aggiungendosi ai rifugiati ruandesi già presenti in Uganda da numerosi anni. Secondo notizie non ufficiali, nel corso dell’operazione di rimpatrio uno dei richiedenti asilo sarebbe morto.

14 luglio: Italia-Libia. Il quotidiano italiano "Il Manifesto" fa riferimento a un video che prova che alcuni dei rifugiati eritrei ora detenuti nel campo libico di Braq sono stati respinti in mare dalle autorità italiane che li hanno consegnati alle autorità libiche.

14 luglio: Repubblica di Nauru. Il Presidente rilascia una dichiarazione in cui si dice disponibile a firmare la Convenzione sui rifugiati delle Nazioni Unite. Dopo che il Timor Est ha votato contro l’apertura sul suo territorio di un centro per i richiedenti asilo diretti in Australia, la Repubblica di Nauru candida il proprio centro di detenzione in disuso.

15 luglio: Svizzera. Il centro sociale protestante denuncia il fatto che applicando l’accordo di Dublino II la Svizzera rinvia verso altri paesi firmatari molti più richiedenti asilo di quanti ne accolga. Nel 2009, 1904 richiedenti asilo sono stati respinti verso i paesi di primo arrivo, mentre sono stati accolti solo 195 richiedenti provenienti da altri paesi firmatari. Il CSP chiede che la Svizzera applichi la deroga prevista dall’accordo.

15 luglio: Australia-Indonesia-Timor Est. Il ministro degli esteri australiano incontra a Jackarta la sua controparte indonesiana nel tentativo di garantire supporto a un centro per i richiedenti asilo in Timor Est. L’incontro avviene nonostante il parlamento di Timor Est abbia votato all’unanimità contro l’iniziativa.

15 luglio: Canada. Le autorità canadesi monitorano un cargo tailandese diretto verso la costa della British Columbia che potrebbe trasportare 200 migranti.

16 luglio: USA. Accordo tra il sindaco di Philadelphia e il Dipartimento per l’Immigrazione in merito al programma PARS: ancora per il prossimo anno la polizia locale rilascerà alle autorità federali le generalità degli inquisiti . L’unica concessione ottenuta dal sindaco – che aveva manifestato contro il programma – riguarda l’anonimato per le vittime e i testimoni.

16: Libia. Sono stati rilasciati dalle autorità libiche i rifugiati eritrei che da 16 giorni erano detenuti nel campo di Braq, al sud della Libia. Secondo le prime informazioni, ai profughi è stato rilasciato un documento valido per tre mesi, ma i rifugiati trovano grande difficoltà a raggiungere altri luoghi della Libia. I rifugiati hanno fatto sapere che vorrebbero raggiungere l’Europa, poiché senza il riconoscimento del loro status di rifugiati in Libia la loro condizione è comunque quella di sans papiers.

17 luglio: Usa. Le autorità locali dello Stato dell’Arizona informano che dall’inizio del mese sono stati ritrovati i corpi di alcuni migranti nell’area desertica prossima alla Frontiera con il Messico. A causa delle alte temperature della zona il tragitto si fa ancora più difficile e, infatti, si è registrata una media di due vittime al giorno.

17 luglio: Libia. Dall’inizio del mese le autorità libiche stanno procedendo a espulsioni di massa di migranti provenienti dalla Nigeria. I primi voli charters sono partiti il 5 luglio, mentre per i prossimi giorni è prevista l’espulsione altri 200 migranti.

17 luglio: Libia. Dopo il rilascio dei rifugiati eritrei del campo di Braq, il colonnello Gheddafi ha disposto la chiusura dei campi di detenzione libici per i migranti e ordinato il rilascio dei circa 3000 migranti in essi detenuti. Come già per i rifugiati eritrei, i migranti potranno godere di una libertà limitata, dal momento che disporranno di un permesso temporaneo di tre mesi per trovare un posto di lavoro e non avranno libertà di movimento, poiché dovranno rimanere nel distretto in cui gli sarà stato rilasciato il permesso dopo la liberazione dai centri. Per quanto riguarda i rifugiati eritrei, a causa di questa restrizione essi si trovano ormai da due giorni nella città di Sabha, dove erano stati portati dalle autorità libiche dopo il rilascio. Dopo l’annuncio della decisione a sorpresa di Gheddafi, i numerosi campi di detenzione presenti in Libia sono di fatto stati svuotati.

18 luglio: Italia. Rivolte ai Centri di identificazione ed espulsione di Gradisca d’Isonzo e di Milano. Al Cie di Gradisca, i detenuti sono saliti sul tetto della struttura dopo il tentativo di espulsione di alcuni detenuti tunisini. Durante la repressione messa in atto dalle forze dell’ordine, un detenuto è stato colpito in volto da un lacrimogeno riportando gravi ustioni, altri due detenuti sono rimasti feriti. Due feriti anche nel corso dell’intervento delle forze dell’ordine per reprimere la rivolta al Cie di via Corelli, a Milano, scoppiata dopo il tentativo di fuga di due detenuti in seguito al quale la polizia aveva rinchiuso tutti nelle camerate.

18 luglio: Francia. Dopo la morte di un giovane rom ucciso dalla polizia nella notte tra venerdì e sabato, in circostanze ancora da chiarire mentre cercava di sfuggire a un controllo, un gruppo di rom ha assalito la gendarmeria di Saint-Aignan (Loir-et-Cher), con coltelli e bastoni, per protestare contro la morte del giovane. Il presidente della repubblica, Sarkozy, fa sapere che convocherà urgentemente una riunione del governo per affrontare i problemi di sicurezza legati ai rom. Unanime la condanna da parte delle associazioni che lavorano con le comunità rom e delle associazioni dei diritti dei migranti, che accusano Sarkozy di "etnicizzare" l’episodio e di stigmatizzare un’intera comunità.

19 luglio: Spagna. Secondo associazioni umanitaria spagnole e marocchine, tra le quali Andalucia Acoge, attualmente ci sarebbero circa 200mila persone in attesa di attraversare lo Stretto verso le coste spagnole. Dopo lo smantellamento del 2005 degli accampamenti prossimi alla frontiera tra il Marocco e Ceuta, dove migranti di varia provenienza attendevano il momento propizio per la partenza, oggi i migranti si sono raccolti in altre città come Tangeri, Asilah e Oujda. I viaggi si fanno sempre più azzardati, dovendo cercare rotte alternative a quelle controllate dal SIVE.

19 luglio: Panama. Il Governo di Panama ha avviato un progetto di sanatoria dei “sans papiers” presenti nel Paese la cui scadenza verrà prorogata al 21 luglio. Le pratiche burocratiche risultano molto costose; nel caso di cittadini di Paesi ai quali Panama non chiede visto, viene loro richiesto il pagamento di 765 dollari, in caso contrario la cifra sale a 1.275 dollari. Oltre alla documentazione per l’identificazione, i richiedenti devono dimostrare di avere un domicilio, e soltanto dopo l’avvenuto pagamento della pratica riceveranno un permesso di residenza temporaneo di due anni.

19 luglio: Colombia. Tre migranti provenienti dal Bangladesh sono stati arrestati nella città di Antiochia, a nord-est della Colombia, mentre si trovavano in viaggio su un autobus diretto a Panama. In quanto sans papiers i due sono stati condotti nel Dipartimento di Sicurezza (DAS) che disporrà le pratiche per l’espulsione dal Paese. Negli ultimi mesi sono 15 i casi di migranti di origine asiatica e africana a comparire nel territorio colombiano.

19 luglio: Grecia. 170 migranti detenuti nel centro di detenzione dell’isola di Samos hanno iniziato uno sciopero della fame per protestare contro il loro imminente trasferimento nel centro di detenzione alla frontiera greco-bulgara.

19 luglio: Italia. Habib Sabri, un migrante tunisino rinchiuso nel Centro di identificazione ed espulsione di corso Brunelleschi, a Torino, è salito sul tetto del centro facendo sapere di non voler scendere per protestare contro la sua imminente e probabile espulsione, dal momento che i giorni di detenzione stanno per terminare e visto l’accordo di riammissione firmato dall’Italia e dalla Tunisia all’inizio del mese.

19 luglio: Malta-Italia-Libia. Sono stati respinti in Libia 27 dei 55 migranti di origine somala del gommone intercettato la notte di sabato 18 luglio a 44 miglia da Malta. Secondo quando fanno sapere le autorità maltesi, i migranti avrebbero deciso "volontariamente" di essere riportati in Libia. Ma i migranti arrivati sull’isola di Malta raccontano, invece, di essere stati soccorsi da una nave italiana della guardia di finanza e che, per quanto la nave battesse bandiera libica, erano convinti che sarebbero stati portati in Italia. Ricostruendo la storia, dunque, risulta che le autorità maltesi avevano ricevuto l’sos, mandando una propria motovedetta e allertando le autorità libiche le quali sono intervenute con una delle motovedette donate dal governo italiano riportando a Tripoli i migranti saliti a bordo.

20 luglio: USA. La contea di Orange (California) sigla un contratto con il Dipartimento per l’immigrazione: le carceri della contea accoglieranno fino a 838 detenuti per reati legati all’immigrazione. Il contratto porterà alla contea 30 milioni dei dollari l’anno.

20 luglio: USA. Delegazioni di studenti da tutti gli stati dell’Unione convergono a Washington per chiedere l’approvazione del Dream Act, la legge che permetterebbe agli studenti figli di immigrati privi di permesso di soggiorno un percorso di legalizzazione. Tra questi, un gruppo di trenta studenti organizza un sit-in davanti alla Casa Bianca durante il quale i giovani, come avevano già fatto nel corso di altre manifestazioni nei mesi scorsi, si dichiarano privi di permesso di soggiorno diventando automaticamente passibili di deportazione. Arrestate 21 persone con l’accusa di insubordinazione.

21 luglio: India-Libia. Il governo indiano annuncia una sospensione delle autorizzazioni di emigrazione per motivi di lavoro verso la Libia dopo aver ricevuto notizia di situazioni di sfruttamento e di non pagamento degli stipendi da parte di diverse aziende libiche verso dipendenti di origine Indiana.

21 luglio: USA. American Civil Liberties Union fa causa alla cittadina di Feremont (Nebraska) che il mese scorso ha approvato una delibera che rende reato affittare locali a migranti privi di documenti di soggiorno e impone a chi affitta immobili di controllare la cittadinanza e, nel caso, il permesso di soggiorno del potenziale affittuario.

21 luglio: Spagna. Con maggiore frequenza si stanno registrando arrivi di migranti dal Nord Africa verso la Spagna in canotti gonfiabili molto leggeri. Secondo alcune testimonianze sembrerebbe che utilizzando queste imbarcazioni si possa passare inosservati al controllo radar del SIVE. Inoltre, a fronte dei costi sempre più proibitivi dei viaggi in patera, questa soluzione permette ai più di tentare in ogni caso la traversata, per quanto sia molto più pericolosa.

21 luglio: USA. L’autrice di inni religiosi pastore Carolyn Winfrey Gillette, produce un nuovo inno dedicato all’immigrazione. L’inno inizia ricordando che “Gesù era un rifugiato in Egitto” e procede passando in rassegna alcuni celebri migranti tra le figure religiose, come Abramo, Sara e Ruth.

21 luglio: Spagna. Favori sessuali in cambio di chiamate alle famiglie e prodotti di consumo. Cinque agenti del Corpo di polizia che prestarono servizio nel Centro per migranti di Malaga saranno processati per abuso sessuale ai danni delle donne che si trovavano internate nella struttura. La maggior parte dei testimoni e delle vittime sono state espulse dal Paese, tuttavia le loro testimonianze saranno utilizzate in giudizio.

21 luglio: Spagna. Lo scorso 14 luglio quattro giovani senegalesi sono stati aggrediti da un gruppo di 6 persone all’uscita del luogo di lavoro nella località di Lantarón (Burgos). Uno degli aggressori era un ex dipendente della stessa azienda. Attualmente i sei si trovano in libertà, ma su di essi pesa un’imputazione per aggressione a matrice razzista. Per il 31 luglio è prevista una mobilitazione della comunità senegalese della provincia per manifestare contro l’atto di violenza razzista e per richiamare l’attenzione sulla ricerca dei responsabili.

21 luglio: Spagna. Il giudice spagnolo José María Celemín ha effettuato, per un intero anno, un questionario di storia a 850 persone, migranti richiedenti la cittadinanza spagnola e residenti nella località di Getafe. Il dato emerge grazie a un rapporto della ONG América, España, Solidaridad y Cooperación (AESCO), che oggi ha presentato ricorso scritto al Consiglio Generale della Giustizia, richiedendo la sanzione del giudice per la condotta “razzista” dei suoi colloqui. Secondo il direttore dei servizi giuridici della ONG, Gustavo Fajardo Celis, la sua condotta è da considerarsi “xenofoba e sconsiderata”; tra le domande poste ai richiedenti comparivano quesiti come “il nome di uno scrittore nato nel 1866”, evidentemente non rappresentative rispetto al grado di integrazione dell’individuo.

21 luglio: Spagna. Il Parlamento del Governo spagnolo ha respinto con 183 voti contrari e 169 a favore, la proposta di legge del Partito popolare che avrebbe previsto un’istanza del governo per adottare misure di divieto a livello nazionale dell’uso del velo integrale (burqa o niqab) nei luoghi pubblici.

21 luglio: Italia-Nigeria. L’avvocato Alessandro Vitale denuncia il rimpatrio in Nigeria di Faith Aiworo. La donna, di 23 anni, era scappata due anni fa dal suo paese per sfuggire a una condanna a morte per aver ucciso un suo connazionale che aveva cercato di violentarla. Due settimane fa aveva subito un altro tentativo di stupro da parte di un altro connazionale, ma la polizia, chiamata da alcuni vicini di casa, l’aveva portata al Centro di identificazione ed espulsione di via Mattei, a Bologna, in quanto priva di permesso di soggiorno. Ora, l’avvocato di Faith Aiworo, denuncia il suo rimpatrio in Nigeria e il fatto che la decisione delle autorità italiane espongono la giovane al rischio di essere impiccata.

21 luglio: Francia. La polizia francese ha sgomberato i rifugiati afghani che avevano trovato una sistemazione in una accampamento provvisorio sul canale Saint-Martin, nel X arrondissement di Parigi. Per giustificare l’operazione, le autorità menzionano il "rapido degrado delle condizioni sanitarie" e le "violenze tra le persone". Molto critiche le associazioni di difesa dei diritti dei migranti, che denunciano il fatto che sono migliaia i richiedenti asilo in Francia in attesa di ricevere una sistemazione alloggiativa decente.

21 luglio: Gran Bretagna. Il governo britannico ha annunciato l’intenzione di porre fine alla detenzione dei minori di genitori privi di permesso di soggiorno e la prossima chiusura della sezione per famiglie del centro di detenzione di Yarl’s Wood, centro aperto nel 2001 e chiuso nel 2002 in seguito a una rivolta ma poi riaperto l’anno seguente. Nel 2009 sono stati circa 1000 i minori detenuti nei centri di detenzione in Gran Bretagna.

22 luglio: Italia. E’ stato fatto scendere a forza e poi espulso, Habib Sabri, il detenuto di origini tunisine che da tre giorni era sul tetto del Centro di identificazione ed espulsione di Corso Brunelleschi, a Torino, per protestare contro la sua probabile espulsione. Nei giorni della sua lotta gli erano arrivate lettere di solidarietà dai detenuti dei centri di identificazione di Gradisca e di Milano.

22 luglio: Italia. In seguito a un arrivo di 40 migranti sull’isola di Lampedusa, che le autorità italiane hanno trasferito a Porto Empedocle, l’Associazione di studi giuridici sull’immigrazione (ASGI) pubblica un comunicato in cui denuncia il governo italiano di non utilizzare più il centro di primo soccorso dell’isola esclusivamente a fini propagandistici, per far credere all’opinione pubblica che gli arrivi sull’isola siano completamente cessati. Denuncia, inoltre, che in questo come in altri casi di arrivi i migranti siano stati tenuti in condizioni precarie e senza prestare loro i primi e necessari soccorsi per trasferirle in seguito in altre strutture della Sicilia.

22 luglio: Malta-Italia-Libia. "Ho detto ai soldati maltesi che mia moglie era sulla motovedetta libica ma loro hanno continuato a insistere, volevano che anche io salissi a bordo con i libici per identificarla. Io ho rifiutato perché sapevo che se fossi salito, ci avrebbero respinto entrambi in Libia" è quanto ha dichiarato al "Times of Malta" uno dei 28 migranti somali giunti a Malta. Da ciò risulta, dunque, che le due motovedette maltesi e libiche che sono intervenute per soccorrere il gommone con a bordo 55 migranti di origine somala, hanno persino diviso i nuclei familiare quando hanno portato 28 migranti a Malta e 27 in Libia. Un altro migrante racconta: "A un certo punto uno dei nostri amici che era salito sulla motovedetta si è accorto che c’erano anche dei libici e ha iniziato a gridare. A quel punto li hanno trattati male e un gruppo di noi che era ancora sul gommone ha rifiutato di salire. Insistevamo per salire con i maltesi, ma poi i soldati ci hanno minacciato di abbandonarci alla deriva in mezzo al mare se non salivamo con i libici. Abbiamo detto che era meglio morire in mare che tornare in Libia, perchè quel posto è come l’inferno".

22 luglio: Somalia-Olanda. E’ stato firmato oggi un memorandum di intesa tra il governo di transizione somalo e il governo olandese per il rimpatrio di 8 richiedenti asilo somali la cui richiesta è stata rigettata. Nonostante le raccomandazioni dell’Alto commissariato per i rifugiati di non rimpatriare migranti provenienti da zone di conflitto, il governo olandese fa sapere che procederà al rimpatrio entro il prossimo ottobre.

22 luglio: Usa. Viene pubblicato dal "Washington Post" un’inchiesta del Center for Public Integrità sui traffici sessuali della guerra in Iraq, traffici che vedono coinvolti soprattutto i contractors della ex-Blackwater un gruppo privato già sotto accusa per le stragi di civili in Iraq. Bambine irachene usate come prostitute e donne dell’Est Europa a cui era stato fatto credere di arrivare a Dubai e fatte arrivare invece in Iraq per servire da schiave del sesso.

22 luglio: Repubblica democratica del Congo. L’alto commissario per le Nazioni Unite, Antonio Guterres, è in visita nella Repubblica democratica del Congo per andare a vedere i campi dove risiedono più di un milione di migranti e rifugiati. Scopo della missione è quella di attirare l’attenzione della comunità internazionale sulla difficile situazione dei rifugiati nella Repubblica democratica del Congo e sulla necessità di assicurare loro un aiuto umanitario.

23 luglio: Italia-Nigeria. L’avvocato di Faith Aymoro, la donna nigeriana portata perché priva di permesso di soggiorno nel Cie di Bologna dopo aver denunciato un tentativo di stupro da parte di un amico del suo convivente e poi espulsa nel suo Paese da dove era fuggita dopo aver denunciato l’uomo che aveva tentato di violentarla, fa sapere che al suo arrivo in Nigeria la donna è stata immediatamente arrestata e che ora rischia l’impiccagione.

23 luglio: Israele. Si è tenuta a Tel Aviv una manifestazione di protesta contro il rischio di espulsione dei minori di genitori migranti privi di permesso di soggiorno. Si tratta di circa 1200 minori, cresciuti o addirittura nati in Israele, che rischiano di essere espulsi con i loro genitori da quando il governo israeliano ha annunciato, già l’anno scorso, una politica di rimpatrio dei circa 250.000 lavoratori privi di permesso di soggiorno residenti in Israele. Da quel momento, si è aperto un dibattito in Israele sulla sorte dei figli dei migranti, con alcune prese di posizione molto dure e razziste, come quella del capo del partito popolare conservatore Shas, Yisha, che ha affermato che tali minori sono una minaccia per il carattere ebraico dello stato. Prese di posizione a favore dei minori, invece, sono state espresse da numerosi intellettuali e dalle associazioni per i diritti dei migranti. Queste ultime denunciano la politica del governo israeliano, che chiama lavoratori migranti impedendo loro, poi, di vivere come esseri umani: molte donne, infatti, hanno perso il permesso di soggiorno proprio diventando madri, dal momento che l’attuale normativa prevede che nel caso la donna non mandi il neonato nel suo paese di provenienza essa debba rinunciare al permesso di soggiorno diventando così illegale.

23 luglio: Algeria. 35 migranti di diverse nazionalità africane sono stati arrestati, processati e incarcerati nei giorni scorsi nella provincia di Batna nel quadro della "lotta contro l’immigrazione clandestina".

23 luglio: Gabon-Nigeria. I migranti nigeriani residenti in Gabon hanno invitato il presidente della Nigeria, Goodluck JonathanI, a chiedere alle autorità del Gabon di ritornare sulla loro decisione di rimpatriare 210.000 nigeriani ritirando loro il permesso di soggiorno.

23 luglio: Spagna. La Asociación Unificada de Guardias Civiles ha informato che da tempo sta adottando un nuovo sistema di controllo dei migranti alle frontiere di Ceuta e Melilla. Si tratta di un dispositivo in grado di intercettare i battiti cardiaci provenienti da autovetture e camion.

23 luglio: Nepal. Ferito gravemente da uno sparo un giovane nel campo per rifugiati bhutanesi di Beldangi. L’attentatore resta sconosciuto e Sabir Subba, 21 anni, è stato trasportato all’ospedale Bpkihs di Dharan. Nonostante il proiettile sia stato rimosso, Sabir Subba versa in gravi condizioni.

23 luglio: USA. Viene aperto online, sul sito del Dipartimento per l’Immigrazione, un servizio per rintracciare i migranti nei centri di detenzione del paese – i continui spostamenti da una struttura all’altra per decisione delle autorità rendevano i migranti detenuti irrintracciabili da parte delle famiglie e dei legali che seguivano i loro casi.

24 luglio: Australia. In risposta a un’interpellanza delle Nazioni Unite, le autorità australiane difendono il respingimento delle richieste d’asilo provenienti da cittadini afgani. Mentre nel sobborgo Seven Hills di Sydney vengono distribuiti volantini razzisti contro i richiedenti asilo e gli africani in genere, il rappresentante regionale dell’Unhcr, Richard Towle, esprime preoccupazione per il drastico calo del numero di richieste d’asilo accolte dall’Australia – il 30% negli ultimi mesi, in confronto una percentuale vicina al 100% dei mesi precedenti.

24 luglio: USA. Arizona. La seconda più grande manifestazione nella storia dello stato dell’Arizona per protestare contro l’imminente entrata in vigore della legge anti-immigrazione SB1070. Il corteo, lungo 5 miglia, ha visto la partecipazione di diversi gruppi: dalle organizzazioni per i diritti dei migranti, alle organizzazioni religiose, a migranti con o senza documenti, a gruppi di studenti che chiedevano l’approvazione del Dream Act. 50mila i manifestanti secondo la polizia e 150mila secondo gli organizzatori.

25 luglio: Italia. E’ stato rilasciato dal Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria Samir, il detenuto che dopo un atto di autolesionismo era salito sul tetto del Centro per evitare di essere rimpatriato.

26-29 luglio: Australia. Giornate di arresti per migranti senza documenti impiegati in nero: 17 braccianti in un’azienda vicino a Wangaratta, 8 tailandesi impiegati in orti privati, e tre persone (due tailandesi e una malese) impiegate in ristoranti a Albury. Per tutti e’ prevista la deportazione.

26 luglio: USA. Dal primo ottobre non sarà più possibile pagare in contanti i costi relativi ai permessi di soggiorno e alle richieste di cittadinanza. Nell’annunciare la misura alla stampa, l’US Citizenship and Immigration Services adduce il cambiamento a un’esigenza di ridurre i costi di gestione del dipartimento. Gli strumenti finanziari accettati saranno assegni, trasferimenti di denaro via money order operator e carte di credito.

27 luglio: Australia. Il partito laburista nega di aver in programma di riaprire il centro per richiedenti asilo di Nauru.

27 luglio: Spagna. Lo scorso 28 maggio, Noura, cittadina marocchina, fu identificata per strada dalla Polizia Nazionale spagnola e, essendo una sin papel, fu condotta in commissariato, secondo le norme della Legge sull’Immigrazione. Durante quella notte la giovane dichiara di aver subito violenze sessuali da parte di un agente. Il giorno seguente fu avviata la pratica per il suo trasferimento nel CIE di Valencia in attesa dell’espulsione in Marocco. Noura denunciò immediatamente l’abuso ma l’ordine di espulsione non fu bloccato e non ebbe la possibilità di comparire in giudizio per testimoniare contro l’imputato. Per la giornata di oggi è prevista una manifestazione di fronte al CIE di Valencia in segno di solidarietà nei suoi confronti.

27 luglio: Grecia. "Greece: Irregular migrants and asylum-seekers routinely detained in substandard conditions" si intitola il nuovo rapporto pubblicato da Amnesty International sulla condizione dei migranti e dei richiedenti asilo in Grecia. Amnesty Internation chiede alle autorità greche di rivedere immediatamente le sue politiche di detenzione dei migranti e dei richiedenti asilo e di porre fine alla detenzione dei minori.

28 luglio: USA. In risposta alla causa del Dipartimento di Giustizia (6 luglio 2010), il giudice federale Susan Bolton dichiara incostituzionali parti della legge SB 1070 dello stato dell’Arizona, a un giorno dalla sua prevista entrata in vigore e a quattro giorni dal previsto invio di 1200 soldati della Guardia Nazionale per assistere le operazioni di deportazione alla frontiera. Sposando la linea della denuncia dell’Amministrazione – secondo cui l’immigrazione e’ materia federale e non può essere gestita da autorità locali – il giudice ha dichiarato incostituzionale rendere reato penale l’assenza di documenti; ha inoltre dichiarato incostituzionale che la polizia locale intraprenda controlli sullo status di immigrazione delle persone e che chi e’ arrestato sia trattenuto finché il suo status venga verificato. Alcune parti della legge entreranno comunque in vigore: il diritto dei cittadini a denunciare gli ufficiali pubblici nel caso promuovano politiche di “ospitalità” verso i migranti senza documenti e nel caso non facilitino la collaborazione con le autorità federali in materia di immigrazione. Rispetto ai lavoratori a giornata, infine, viene bloccato il provvedimento che impediva ai migranti (con o senza documenti) di chiedere lavoro nei luoghi pubblici, mentre viene mantenuto l’articolo che qualifica come reato il fermare un veicolo in corsa o bloccare il traffico con la finalità di assumere qualcuno sulla strada. Sempre oggi, lo sceriffo Joe Arpaio, specializzato in ronde e raid contro i migranti (secondo i dati dell’Associated Press, Arpaio ha deportato 26.146 persone dal 2007) ha dichiarato che, nonostante la decisione del giudice, lui continuerà con gli arresti e le deportazioni e mette a disposizione parte della prigione della contea di Maricopa per arresti relativi alla SB1070.

28 luglio: USA. Americans for Legal Immigration PAC, un gruppo di pressione contro l’immigrazione di persone prive di permesso, presenta una richiesta all’amministrazione Obama per facilitare i rimpatri di migranti senza documenti che non trovano lavoro a causa della crisi economica. Il gruppo sostiene che politiche di questo tipo rendono superflua la riforma del sistema dell’immigrazione.

28 luglio: Iran-Afghanistan. Le forze di Sicurezza iraniane hanno ferito a morte con un colpo di pistola tre richiedenti asilo che stavano tentando di attraversare la frontiera dall’Afghanistan. Altre tre persone sono state ferite nella stessa circostanza. Nonostante il monito degli ufficiali afgani nei confronti dei colleghi iraniani a non attaccare i richiedenti asilo alla frontiera, ciò continua ad accadere.

28 giugno: Francia. Dopo i fatti di Saint-Aignan del 18 luglio scorso, quando alcuni rom della zona avevano assalito la gendarmeria del luogo in segno di protesta per l’uccisione di un ragazzo rom, il presidente della Repubblica, Sarkozy, ha riunito oggi alcuni ministri per discutere della situazione dei rom in Francia. Durante la riunione è emersa la decisione di procedere allo smantellamento di tutti gli accampamenti "illegali" dei rom. Sarkozy ha stigmatizzato le situazioni di illegalità in cui vivono molti rom provenienti dall’Europa dell’Est e i vari reati che vengono compiuti all’interno degli accampamenti. Ha poi chiesto che si proceda all’accompagnamento alla frontiera dei cittadini dell’Europa dell’est in situazione irregolare in Francia. Prima della fine dell’anno verrà proposta una riforma della legge sull’immigrazione che permetterà di facilitare gli accompagnamenti obbligatori alla frontiera per ragioni di ordine pubblico. Per effettuare gli accompagnamenti, le autorità francesi si coordineranno con le autorità romene e bulgare.

29 luglio: Marocco. Si è tenuta a Rabat dal 27 al 29 luglio, nel quadro del processo preparatorio per la terza Conferenza euro-africana sulle migrazioni e lo sviluppo, prevista per il 2011 a Dakar, una riunione di esperti di 27 paesi africani e europei. La riunione ha focalizzato l’attenzione soprattutto sui "migranti vulnerabili": vittime della tratta degli esseri umani, minori non accompagnati e donne migranti.

29 luglio: Italia. Ancora una fuga dal Centro di identificazione ed espulsione di Gradisca, in provincia di Gorizia. Nel pomeriggio, una ventina di detenuti è riuscita a raggiungere il tetto della struttura e di lì a scappare. Dopo l’intervento delle forze dell’ordine, 9 migranti non sono ancora stati trovati.

29-30 luglio: Italia-Gambia-Senegal. Il capo della polizia italiana, Manganelli, in visita in alcuni paesi africani, ha concluso due accordi con il Gambia e con il Senegal per intensificare i rapporti di collaborazione nella "lotta contro l’immigrazione clandestina".

30 luglio: USA. Il senato Americano sta lavorando a un iter amministrativo per garantire il permesso di soggiorno ad alcune categorie di migranti privi di permesso di soggiorno (tra cui gli studenti) con una procedura più rapida rispetto all’iter legislativo. E’ quanto si evince dal documento di undici pagine reso pubblico dal senatore Charles Grassley. I repubblicani reagiscono accusando l’amministrazione Americana di stare studiando misure per mettere in atto una riforma dell’immigrazione di fatto, senza passare per l’iter legislativo del caso.

31 luglio: USA. Arizona-California. Il governatore Jan Brewer fa ricorso contro la decisione del giudice Susan Bolton di dichiarare incostituzionali parti della legge anti-immigrazione SB-1070. L’iter legale comincerà il primo novembre a San Francisco.

1-30 luglio: Australia. L’immigrazione è al centro della campagna elettorale per le elezioni generali che si terranno in Australia il 21 agosto. Il Primo Ministro Julia Gillard (centro-sinistra) lancia lo spot “Per un’Australia sostenibile: controllo demografico e misure di protezione ambientale per alti standard di qualità della vita degli attuali residenti”. Con lo slogan “Australia sostenibile”, Gillard si distanzia dalla politica dall’ex leader di centro-sinistra Kevin Rudd che, promuovendo “Big Australia”, aveva alzato le quote dell’immigrazione. Nel campo opposto, lo sfidante Tony Abbott sta conducendo la campagna elettorale sulla promessa di ridurre drasticamente gli ingressi di migranti sul territorio nazionale: da 300mila a 170mila entro il suo primo termine governativo.

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