Ci spiega un po’ così dove è nata, quanti anni ha…
Comincio? Anche il nome e tutto…
No, no non ci interessa il nome.
Sono nata in Romania, a Birlad nel 1960…sono venuta qua in Italia 4 anni fa..
Cosa ha studiato là?
In Romania ho fatto il liceo pedagogico, per maestra diciamo, ho lavorato un anno due poi ho cambiato, ho fatto una scuola di commercialista e poi ho lavorato in tanti posti, diciamo così: ho lavorato come maestra, e poi commercialista in un’azienda zoo e poi ho amministrato un…non so come si dice in italiano, un posto dove vanno i bambini in vacanza, a divertirsi, una colonia, un lavoro pesante perché ero da sola…e poi ho lavorato come segretaria, ho lavorato dove fanno controlli, anche analisi di sangue, diciamo Aids, poi si faceva anche l’analisi per Tbc e anche controlli in negozi per vedere come si sta con la polizia, tutte queste cose. Sei anni ho lavorato come analista e anche segretaria perché un laboratorio piccolo, di 20 assistenti, medici, tutti. E poi sono venuta qua perché avevo una famiglia amica che loro sono venuti prima di me, 3-4 anni diciamo, anche di più, non mi ricordo bene, sono venuta come turista diciamo per qualche tempo, e poi ho trovato un lavoro in una famiglia di medici, oculisti… si chiama, che avevano una bambina di un anno, un anno e mezzo, ho lavorato per quella famiglia un anno, più di un anno, e loro mi hanno fatto i documenti, contatto di lavoro e tutte queste cose, poi perché si sono affezionati i bambini di me, quello piccolo chiamato…sono arrivata in Ottobre e il bambino, il secondo è nato in Gennaio, si, ha cominciato a dirmi "mamma", la sua mamma è stata malissimo. D’accordo con la sua mamma sono andata via perché era tanto affezionato, a me mi piacciono bambini…e poi ho trovato lavoro da un professore universitario …
Lei, cosa facevano i suoi genitori?
I miei genitori…la mia mamma era cuoca, mio padre ha lavorato in agricoltura, non so, un capo di un’azienda piccola di viticoltura; mio fratello è venuto anche lui però non è riuscito a…integrarsi qua, è andato tornato in Romania; una sorella che adesso ha un’azienda rumena-italiana per import-export di vestiti, borse…
Quanti abitanti fa il suo paese?
Ma, non mi ricordo bene, sono 5 anni da quando sono partita…
Tanta gente o poca gente, come Padova?
Eh, no più piccola, diciamo…un po’ più grande come la metà di Padova…sì una città bella, tranquilla, era una fabbrica, come si dice…quelli rotti così piccoli, ruiment si chiama…così, in ferro, si mettono per le macchine agricole, una fabbrica fatta tanti anni fa, 60, coi giapponesi, non mi ricordo neanche anni…ma non lo so come si dicono…però adesso ho saputo che…ha chiuso, ha comperato qualche agente di Turchia, non lo bene perché vado qualche settimane e non ho tempo neanche…non mi ricordo neanche…tutti amici in giro, e vedo, mi ricordo qualcosa, però non mi ricordo bene, sto poco là.
I suoi genitori sono ancora vivi?
Sì, sono vivi.
Lavorano?
Lavorano, sono in pensione, però lavorano.
Come mai lavorano ancora ?
A casa, lavoro a casa. Per loro, così.
Suo fratello ha trovato lavoro di nuovo in Romania?
Mio fratello aveva un lavoro, ingegnere costruttore, però aveva fatto un’azienda piccolina a casa, diciamo un atelier, lui è un’artista legno a fare i mobiletti, a fare tutte queste cose. E poi…si trova bene, ha una famiglia, bambini là e…è un po’ artista, non può stare lontano da casa, di moglie di bambini, di tutto questo…
Come mai le è venuto in mente di venire in Italia?
Io? Ho detto: avevo un famiglia, che era amica con noi, e…la verità è che i prezzi erano cresciuti in Romania, e io ho fatto qualche prestiti in banca per comperare diciamo Tv, queste cose che 5 anni fa era un lusso in Romania, un video, e poi qualche mese sono saltati i prezzi, la valuta è fatta doppia, sono rimasta malissimo, diciamo male male, e questa mia amica mi diceva dai vieni con me trovi lavoro, vedrai un anno ti metti a posto con tutto e poi torni. Sono venuta come turista, a vedere cosa c’è, com’è, e poi sono rimasta.
La sua amica era qua a Padova?
Sì, sì, posso dare…E’ più di 10 anni che loro sono qua, conosco suo marito con la sua figlia…hanno comprato una casa qua.
Con cosa è venuta qua, con l’autobus?
No, con l’aereo.
In aereo?
Fino in Svizzera, poi siamo andati a vedere qualche…mah, così in giro come turista, e poi siamo passati con pullman qua, e…però c’era una mafia forse! Perché io non avevo nessun visto sul passaporto, e sono venuta qua.
Non ho capito.
Sì, con passaporto però forse era un visto comune, era una listina con tutti, per andare in Svizzera a vedere un…diciamo Losanna, e poi di là andare…siamo passati qua, e poi i pullman sono tornati vuoti…mi ricordo che quel giorno sono venuti più…in 2-3 giorni sono passati qua più di 300 persone.
Nel ’98 questo.
Sì.
E cosa si prova a passare il confine così? Aveva il cuore che batteva forte?
Mah…a dire la verità…quando ho visto Svizzera sono rimasta…perché è il mio sogno, quando è finiti tutti i problemi di rivoluzione e questo e questo, era vedere la Svizzera, però non ho mai pensato, perché sapevo che è caro e poi tutti i visti per passare la frontiera…poi, ho dimenticato di dire: a fine di settimana ho lavorato come guida di turismo, andavo in Turchia e Ungheria, lavoravo per qualche giorno, così al fine settimana, per un’azienda turistica e per sbaglio sono andata…questa amica mi diceva "dai vieni!", e io: no non lascio bambini, non vado, chissà chi sarà, come mi trovo…e poi…problema era la macchina di mio marito, mia figlia diceva: lascia la macchina alla mia madre così mi porta a scuola quando piove e non mi devi portare te, non lo so, mio marito era poliziotto, andava tutto il tempo in giro e la macchina la usava sempre lui; e un giorno mi sono arrabbiata perché avevo bisogno di macchina e sono andata in agenzia per portare i miei documenti, già ero tornata da Turchia, ho visto che aveva un listino per…di questi visti per andare in Italia, Svizzera, e tutto, e voglio andare anche io, e lui mi ha detto: “sicuro?” “Sì, sì”. “Passaporto e 100 dollari”, mi ricordo, neanche erano miei dollari, mi ha prestato qualcuno non so per cosa…e poi mi telefona qualche giorno e mi dice: “sai, 25 settembre vai via”, io come ho sentito ho cominciato a uscire lacrime perché pensavo che dovevo lasciare i bambini. Non ero mai stata prima neanche una settimana lontano dai bambini…
Ma ha pagato anche il viaggio aereo?
Sì, tutto, tutto…mi costava…2 milioni di lire. Poi primo anno sono stata malissimo, sono dimagrita 18 chili, mi mancava il mio paese, i bambini e tutto, però avendo quel contratto fatto si doveva aspettare…sono tornata là, ho detto non torno più a Italia, sto a casa, mi manca mio bambini, mio lavoro, miei amici…non è passata neanche una settimana, due, e ho detto: torno subito indietro…perché era problema nella mia città come l’acqua, il gas, diciamo come il sud, una zona povera, abituata qua, torno in Italia! e sono tornata…e poi ho detto: rimango un anno, faccio qualche soldi, mi metto in banca, faccio qualcosa e torno. Adesso penso che non torno più. Mi…diciamo che sono…rotta in due pezzi. Quando sono in Romania mi manca amici di qua, le famiglie, poi il lavoro, perché qua lavori e…in Romania lavori e non ti pagano mai niente…c’è una parola in Romania, si dice: noi facciamo finta di lavorare, loro fanno finta di pagare (ride)
Rotta in due pezzi
Sì, è così, perché quando vai a casa le persone ti vedono con la macchina un po’ più cara, con qualche soldo ti fai qualcosa, non hai quella amicizia che avevi prima, comincia una invidia, non hai amici che avevi prima. Ho visto anche fra parenti, quando arrivi…ha ricordato anche la mia madre di mio compleanno, mia sorella, tutti, hanno ricordato un secondo più di me il mio compleanno di…sei già un po’ lontano…
Suo marito e i suoi figli sono in Italia?
Eh…mio figlio è qua, è venuto un anno fa, lavora, ha il permesso di soggiorno, ho fatto il ricongiungimento per lui perché non aveva 18 anni, mia figlia mi ha fatto…perché lei sta studiando, deve studiare là…e…mio marito ha fatto un infarto un anno fa, un mese fa ha fatto un’operazione, sta benissimo adesso.
Suo marito è ancora là?
Sì è in Romania, e fra qualche settimana, diciamo prima settimana di Luglio viene in vacanza, per un mese o due. Se si trovano bene forse rimane anche lui, fare il ricongiungimento, però la mia figlia no, viene come turista. Quando finisce di studiare se vuol venire…se glielo lasciano fare, perché qua mi sa che qua è brutta ormai
Cos’è la cosa che l’ha colpita di più quando è arrivata in Italia?
Primo giorno quando sono andata a lavorare, perché lavoravo in un ufficio, e sono andate a lavorare a fare, come colf, a fare pulizie…e vi dico, sono stata malissimo, hanno cominciato a uscirmi lacrime così…perché sono andata a lavare bagni, pavimenti, queste cose…poi quando mi ha pagato, sono uscita in strada e ho visto quei soldi che mi hanno pagato per 4 ore e era stipendio come per un mese, ho cominciato a ridere, è tutto passato! (ride) poi ho detto. meglio così perché là avevi problemi, non riuscivi a mettere tutto a posto perché mancava soldi per il materiale in laboratorio, diciamo, non avevi un computer, fino che sono venuta io qua con calcolatrice di quelli piccole, macchina da scrivere di quelle…che è anche rotta e dovevi…diciamo che per me in quel tempo…ero stressata con lavoro, coi soldi. Era meglio di lavorare fisicamente, con la testa…tranquilla.
Quanti soldi prendeva in Romania quando lavorava?
In lire, neanche centomila lire prendevo.
Ed erano 40 ore settimanali?
Anche di più. Non era come qua che lavori 4 ore e vai a mangiare un panino al bar. Dovevi stare là. Perché era un programma così…dovevi essere in ufficio alle 6, e non si lavorava così tanto, però era quel programma di stare…dipende, altri avevano programmi più impegnativi, il mio era leggero a quel tempo, quello di amministratore era più rigido, mi svegliavo alle 5 di mattina e andavo a letto alle 12, di notte. Perché tutti gli inventari, poi…la cucina, i cibi, di fare il menù, di calcolare le calorie, i prezzi…dovevo fare solo io. Era pesante, stressante.
E suo marito quando prendeva?
Mio marito diciamo 150, ma anche adesso lui prende neanche…100 euro, la sua pensione. E pensate che i prezzi di detersivi, alimenti, sono più alti di qua. Quando vado a casa vado con la macchina caricata di dolci, detersivi, saponi, deo…e qualche anno fa non era così, erano prezzi bassi, da due anni hanno cominciato a saltare i prezzi.
E’ 2-3 anni che…
Sì, sì, è soltanto ultimo anno, ultimi mesi; un computer lo compravi qua e l’ho portato in Romania, un Tv, diciamo uno piccolo per stanza da letto di mia figlia ho comperato qua perché è, non doppio, però è più alto…poi alimenti. Gli alimenti sono più cari: latte e queste cose che hai bisogno ogni giorno, carissimi. Ha visto anche lei. Diceva un conoscente, un dottore che è andato là per fare un contratto a qualche assistente, ragazzo, là…ha detto che è rimasto bloccato quando ha visto quel suo compagno, suo amico, un medico, in Romania è andato a fare la spesa e suo stipendio per un mese ha fatto una cena.
Quando è arrivata qua in Italia, è venuta subito qua a Padova?
Sì, sì, qua a Padova perché avevo quei 2 amici qua. Siamo passati a Milano, siamo rimasti un po’ di agenti là, chi andava giù, e poi siamo venuti a Verona, a Verona io ho preso treno, sono venuta da sola qua a Padova.
Ci spiega un po’ i primi giorni? Come li ha vissuti…
Ma…altri che sono venuti con me era…anche quando siamo andati con l’aereo erano…non avevano mai visto, dicevano: ma cosa è quelli, bianchi…perché era gente di campagna; forse perché io sono uscita, sono andata in Turchia, in Ungheria, un po’ diciamo…lontano, mi sembrava così…perché l’Ungheria è pulita, è bella, è…però mi sembrava tutto triste qua. Perché in Romania davanti a tutti i condomini, case stanno i bambini a giocare, un sacco di bambini, senti come cantano, giocano…qua dicevo: ma dove stanno questi, sempre in casa? Non sapevo di quelli posti dove vanno loro a giocare…e mi è piaciuto tanto i terrazzi coi fiori qua, tantissimo.
E ha iniziato a lavorare subito, appena è arrivata?
Ma, primo mese ho cominciato solo il sabato, lavoravo da una famiglia di medici. Poi dopo un mese ho trovato questa famiglia dove sono andata a stare, a vivere là da loro.
Dopo quanto ha avuto il permesso di soggiorno?
Un anno ho lavorato al nero. E poi mi hanno fatto un contratto di lavoro, è uscita una legge che si faceva quel contatto di lavoro - si fa anche adesso - sono tornata in Romania, avevo un po’ di paura che mi mette interdizione, però non ha messo niente, neanche…io non sono scritta in nessun documento che sono venuta, neanche uscita di qua. Passaporto era bianco.
E come ha trovato la Romania quando è tornata?
Cambiata. Le abitudini qua, in Romania…diciamo tutti, però…perché si lavora tanto, tanto, non si sta come si sta qua a tavola, anche se mangi un uovo o una frutta devi stare seduto a tavola, non in piedi; diciamo devi stare in piedi vicino agli uomini, dargli subito le cose che gli mancano…poi questo programma di non telefonare all’ora di pranzo, di sera, più tardi della 9 perché mi ricordo una mia amica ha bussato: ma questa è matta, perché non telefona prima? Anche mia figlia mi guarda, ma te sei matta, dove sei? (ride) Mi sembrava…e poi i negozi, quando andavo, mi vedeva che mi mette il gelato sulla tavola, ho detto: cosa faccio, me lo metto in borsa? Uscivo subito arrabbiata, non riuscivo a…a…stare tranquilla quando vedevo la differenza di qua e di là. Però adesso sono cambiati anche loro, non sono come prima. Sono un po’ più educati diciamo. La verità è questa: non siamo usciti, non abbiamo i giornali, dalla Tv non sappiamo niente, educazia sessuale era…una pera…era tutto tutto…siamo chiusi.
Però lei è venuta via da sola essendo donna, no? Pur avendo una famiglia là.
Sì, sono andata, però ho fatto…perché le ho detto che avevo quei problemi con i soldi in banca…Noi siamo come sono le filippine forse, e le rumene: veniamo a lavorare. Vengono tante donne qua perché si trova lavoro di più per donne, per uomini…è più difficile…trovano solo in costruzioni, ogni tanto…però per donne si trova di più.
Adesso pensa di fermarsi qua signora?
Penso di si, perché un anno fa dicevo: torno a casa, mi compro un appartamento. Sono andata là e ci sono ancora problemi con l’acqua, con il gas per l’inverno, con il lavoro…ho visto i miei amici che hanno lavorato 6-7 anni qua, hanno fatto soldi che in quel tempo i prezzi erano…lavoravi qua un anno, tornavi in Romania e compravi un appartamento, una macchina e mettevi tutto a posto…però…loro con questi soldi han fatto appartamenti, negozi, un sacco di cose belle, hanno fatto prestiti in banca, e poi sono rimasti bloccati, doveva vendere tutto perché le banche, gli interessi in banca…ti…sono arrivati un anno a 110%, mi ricordo, non so per quanto tempo però in quel tempo erano tutti falliti; che adesso una famiglia di rumeni, che sono ingegneri, hanno fatto investiti, negozi, piccoli atelieri…hanno dovuto venire tutti: lui, la sua moglie e suo figlio per pagare i debiti in Romania…Se vendeva tutto non riusciva a pagare i debiti. Perché le banche ti rovinano.
Conosceva già qualcosa della lingua italiana?
No. La mia figlia sa, perché sono questi canali Tv, che era innamorata di Ambra…parlava sempre con lei, si però le radici di tutte le parole, non tutte, però diciamo 60%, non mi ricordo bene quanto…sono latine.
E quanto tempo ci ha impiegato a imparare l’italiano?
Bene. Diciamo 6 mesi. Però…2 o 3 mesi ho cominciato a capire tutto, basta capire 2 o 3 parole poi puoi mettere tutto a posto. Tv mi ha aiutato tanto, i film, tutto. Vedevi il movimento, qualche parola, poi di sera mi scrivevo qualche parola, avevo un dizionario…poi anche famiglia dove ho lavorato mi ha aiutato…poi la bambina…ho iniziato a parlare con lei insieme…mi correggeva, sbagliavo sempre: invece di dire scarpe dicevo calze, e mi guardava: Gina! Non si dice così!
Ma lei…quando è arrivata dove è andata a abitare?
Da questa mia amica.
E ora dove abita?
Io ho un miniappartamento in via…a Padova, però adesso è rimasto mio figlio là, la sua amica, suo amico, e io ho trovato un appartamento a [piccolo paese della cintura urbana di Padova], campagna, tranquillo…aria fresca…perché dovevo prendere questo appartamento: viene mia figlia, mio marito, non si poteva stare in un miniappartamento.
Come mai ha fatto la scelta di andare in campagna?
Perché ci sono problemi. Quando sentono che sei straniero, non ti danno appartamenti, e poi là avevo un amico che mi ha aiutato a non pagare quei 2/3 mesi di spese e tutti queste cose. Così pago ogni mese affitto e basta.
Quanto paga?
450 euro.
E quanto grande è questo appartamento?
Due stanze da letto, soggiorno, cucina, bagno, garage, condominio di 4 appartamenti.
E viene a Padova tutte le mattine?
Sì, sì, col pullman, con l’abbonamento: mi riposo, guardo fuori.
Ma adesso ha solo una persona da cui va o più persone?
Più persone.
E’ in regola dappertutto o no?
No, perché vado, diciamo da …vado qualche ora, da sua madre quando ha bisogno, perché adesso…non riesce a fare tutto diciamo così, e poi…da un’altra ragazza che è un’architetta, cioè è laureata adesso, ha 26 anni, ha bisogno di qualche ora di mettere un po’ a posto la cucina e il bagno…perché sono amici della famiglia dove lavoro col contratto di lavoro…
Ma ce l’ha una persona da cui è in regola?
Sì, due. Lavoro 40 ore a settimana, in regola. Lavoro anche di più, 60. Così…di notte lavoravo al Pub in piazza…, quel pub di notte, vicino al …. Però mi sono licenziata, era pesante, pesante.
Faceva sempre pulizie?
Pulizie, poi lavoravo anche di notte in cucina quando avevano bisogno…
Posso chiederle quanti soldi prende all’ora ?
All’ ora prendo…7 euro, anche di più, dipende dalle famiglie…
Ha visto altre città oltre Padova?
Sì sono andata…Verona ho visto, sono andata a Venezia, ultimo anno andavo ogni fine settimana: conosco Venezia come la mia tasca, perché mi piaceva tanto, e poi era vicino, potevo andare in un giorno…sono andata a Jesolo non so quante volte al mare, sono andata a Udine, sono andata a Lignano, qua. Però adesso quando mi arriva la famiglia vorrei andare giù. Pompei, Roma…poi sono andata anche in Francia, l’anno scorso, l’anno scorso sì.
Dove?
Così, ho voluto andare in Costa Azzurra. Mio figlio, abbiamo preso la macchina: andiamo. Siamo partiti la mattina e alle 10 siamo arrivati fino a Nizza. Così, perché in Romania non ti permettono di andare neanche di andare a Bucarest!
Bello?
Sì, bellissimo!
Lei diceva che si è sempre trovata bene con gli italiani
Sì, perché hanno rispetto per quelli che lavorano, in Romania per avere una donna a casa la tratta male, qua ti trattano come un uomo, una persona, una donna, quella che sei te. Un lavoratore.
Qual è il posto peggiore, in cui si è trovata male in Italia?
Al pub mi trovavo bene con tutti però era pesante, perché ogni tanto avevano bisogno anche di notte di lavorare, e poi mi sbagliava tutto il programma, perché la mattina dovevo andare a lavorare da questi dove già avevo il contratto…ho lavorato l’anno scorso 2 settimane in cucina da sola, mi sono messa a terra, depressa, dimagrita, perché il cuoco era andato in vacanza, non trovava nessuno e allora sono andata io qualche giorno a imparare, e ho iniziato a lavorare. Di giorno lavoravo da queste famiglie, di notte lavoravo là. Due settimane mi sono…ho lavorato tanto: 20 ore su 24, però più di 2 settimane non sono riuscita, ero stanca.
Diceva che c’era rimasta malissimo quando è arrivata in Italia, che si è messa a fare le pulizie…che aspettative aveva prima di venire?
Sapevo che questo sarà il mio lavoro, lo sapevo, non come altri che vengono e pensano…diciamo che mio fratello non mi ha creduto quando gli ho detto: guarda, te vieni a lavorare là, però non si lavora come in Romania, che tu sei ingegnere e vai così a guardare in giro; padrone lavora vicino con operai, non come in Romania, per questo forse sono anche falliti tutti, perché sono sempre in giro, e qua…ho visto anche questo…la signora sta con la casa, suo figlio vicino di barista e suo marito guarda la sala con camerieri. In Romania hai un cuoco che si mette tutto, i soldi, anche i cibi nella borsa, e per questo…qui tanti hanno imparato, io ho imparato tante cose di qua, tantissime. Anche famiglia, come si fa economia, con cibi, con…poi in Romania prendevo lo stipendio e in 2-3 giorni l’ho finito, qua devi guardare, devi pagare rata della macchina, devi pagare affitto, devi vedere, in Romania erano soldi: pagavi, non erano: aspettavi.
Ha mai provato a cambiare lavoro? A cercare un altro lavoro?
No, a me piace, mi trovo bene con queste famiglie, diciamo, siamo anche amici, mi trovo bene. Prendo soldi abbastanza, sono tranquilla con la testa, non voglio cambiare, per adesso.
Come si fa a trovare lavoro?
Con amicizie.
Ma perché ci sono tante signore rumene che fanno sto lavoro?
Amicizie della famiglie di dove lavoro io. Italiani ti devono aiutare…referenze. Non puoi prendere qualcuno in casa che neanche non sai che è. Perché io ho cominciato famiglia giudice, professoressa anche lei…e lei aveva un’amica che aveva la mia amica che lavorava, e lei aveva bisogno di una donna in casa perché la sua donna non so cosa le è successo, ha chiesto: conosci qualche ragazza? Mi ha telefonato, sono andata, ho lavorato qualche mese, diciamo 2 mesi, poi è tornata la sua donna, ha cominciato a lavorare, e poi mi ha detto “… torna tu perché io non mi trovo bene con la mia ex-donna”, e così sono tornata, perché quella ragazza veniva in ritardo, anche era italiana, non parlo male, poi si era innamorata aveva dei problemi col suo ragazzo, aveva un po’ di problemi, era depressa; andavamo sempre di mattina, 2 bambini, una casa grande…sono andata a lavorare. Poi una sua amica aveva ancora bisogno perché la sua donna è uscita in pensione, e poi la sua amica ha sentito di me che sono brava, che sono brava a cucinare, a cucire, a non lo so…dai vieni anche da me, e così…dovevo fare la settimana di 10 giorni, 10 ore di lavoro. Quando sei brava sei…sai il tuo lavoro, il tuo posto, trovi lavoro. Perché ci sono anche gente che arrivano e fanno cose brutte, poi dicono. ah, sai cos’ha fatto una rumena…mi trovo bene.
Qual è stato il momento più brutto degli ultimi quattro anni…
Più brutto? Mi sono trovata…dovevo andare in bar a lavorare di pomeriggio, la signora mi ha detto, “…, vieni un’ora più tardi perché devo andare dal dentista, ho dimenticato di dirtelo, va bene”. Scendo dal pullman, guardo così un po’ le vetrine, anche senza soldi in tasca, a guardare, così, perché vado senza soldi perché mi piacciono i dolci e quando ho i soldi vado là e ne mangio…ho sentito un gruppo di ragazze, parlavano rumeno, ho cominciato a parlare con loro: “di dove siete?” Così per…giovani, neanche 20 anni…e poi sono andate loro in un negozio, sono andata anche io, ho visto uno di loro che cercava quegli allarmi, a vedere…le ho detto: “ma cosa fai?” ha detto “non mi vede nessuno, non posso mettere in tasca?” “Ma sei matta?” “Mille lire te le do io”. E poi io ho guardato in giro, questa ragazza è uscita fuori, quando sono uscita da casa sono andata a chiedere se era una borsa che mi piaceva, non so cosa…ho visto che è arrivato un signore tutto nervoso, e mi ha detto “signora, le voglio chiedere qualcosa”. Ah, non ero neanche negozio, ero uscita fuori. Ho detto “si”. Le voglio chiedere qualche cosa: “lei conosce quelle ragazze?” Ma, ho visto che sono rumene, una si chiama Julia, una Adriana, la verità sapevo però non potevo dire perché saltava in testa tutti. E…poi ha detto: “venite dentro”, ho fatto vedere subito i miei documenti, ho detto: “ma cosa è successo?” Hanno chiamato Carabinieri, mi hanno portato in questura a dirgli come si chiamano, mi hanno fatto una brutta cosa…un poliziotto. Un poliziotto mi ha detto: “sei fregata, ma quelli sono ladri, hanno droghe”. A me non mi hanno trovato niente, ho fatto vedere subito i documenti, la mia carta d’identità, tutto, tutto. Ma perché era lui nervoso perché quella ragazza ho sentito che ha parlato male in strada, ha cominciato a urlare…e poi fra 2 anni, neanche non sapevo niente, mi ha fatto un verbale, non l’ho firmato perché non era vero quello che scrivevano, ho detto: no, questo non lo firmo. Mi hanno detto: se non lo firmi per noi è uguale; bè se per voi è uguale per me no, non posso firmare questi verbali. Due, un anno fa mi è venuta una multa, pensate! Di 2 milioni e trecentomila lire…non sapevo per cos’è. Imposte, scriveva la…era una cartolina. Ho pensato, ma cosa sono questi? Ma cosa ho fatto? Ho pagato tutto…sono andata di là a chiedere, va a vedere che sono condannata per un mese…e poi mi ha fatto una multa pecuniaria, perché non mi ha trovato. Loro avevano il mio domicilio, tutto, tutto, e a me non mi è arrivato nessun foglio a casa. E mi è arrivata questa multa. Poi neanche adesso non capisco niente: sono andata a fare una richiesta a pagare in rate, perché era troppo, ho fatto la richiesta, ho parlato con l’avvocato, e poi lui ha detto devi pagare interessi, un sacco di cose, le devi pagare tutte, sono andata a fare un prestito perché non avevo soldi: problemi con mio marito operato, rata macchina, affitto, tutte queste cose. Vado a pagare la multa, vado, tutto tranquillo, basta, ho finito, non ne parlo con nessuno, no…e pensate che qualche giorno fa mi viene un foglio che mi dice che devo andare a prendere quei soldi! Sono andata, li ho presi, però non capisco neanche adesso cosa è successo. Sono andata a prendere i soldi, ho pensato che è uno sbaglio, sono andata con quel foglio, anche l’ho perso! Solo un pezzettino era rimasto, che ho perso la busta. Ho detto: è uno sbaglio, non vado, ho fatto vedere a una signora, mi ha cercato in un computer e mi ha chiesto i soldi, sapevo, perché non ero sicura, e tu vai a casa a chiederli…sono ricca adesso. Io non capisco cosa è successo.
Invece il momento più bello?
…più bello? Quando sono riuscita a comprare questa macchina, bellissima. E quando sono riuscita a fare i documenti di mio figlio, ad avere la mia casa…questi. Più bello diciamo, è quando ho avuto il permesso di soggiorno, ma…potevo andare a casa a Natale. Poi quando ho acquistato la macchina, che non l’averi acquistata neanche quando avevo 100 anni, diciamo, neanche coi soldi di tutti i miei parenti a metterli. Questa.
Un’auto?
Hyundai, Lantra. Bellissima. A dir la verità non pensavo che riesco a comprarla. Sono andata con tutti i miei documenti, con banca, con tutte queste cose, e mi hanno detto vieni a prendere la macchina, com’era con questa multa: non pensavo, non credevo che è mia. Avevo biglietto di aereo per tornare a casa, mi hanno detto: vai in agenzia a fermare tutto perché vai con la macchina. Non ci credo. Perché mio figlio lavorava in quel concessionario. Era un’occasione, una macchina…usata pochissimo, perché era nuova nuova, anche il profumo era di nuovo. Qualche…diciamo 5000 chilometri…bellissima.
Suo figlio ha trovato subito lavoro quando è venuto qua?
Sì, ha trovato in costruzioni, perché poi…è andato a casa per fare qualche…studio, per finire studi, è tornato…e…ha fatto un po’ di fatica, è tornato dopo capodanno, 10 Gennaio, così, ed è passato un mese, due mesi fino a che ha trovato lavoro, è andato sempre ogni giorno a cercare. Come muratore trovava, però voleva cambiare perché era sporco, brutto…ha trovato una cooperativa, diciamo come magazziniere, riparatore, deposito detersivi, di questi…preparava quelle scatole…e adesso, due giorni fa, è autista.
Autista?
Sì, in un’azienda … si chiama, così forse. Che va con quel furgonetto in giro a portare le bevande, gli piace questo qui, gli è piaciuto di più questo mestiere di autista. Ha volato a 15 anni con la macchina su un ponte. Speriamo che non succede più.
Ma adesso suo figlio fa una vita sua, individuale…
Fino ad adesso l’ho aiutato io, ho detto di…pensare da solo…a pagare affitto, perché…è meglio così.
Quanti anni ha?
19…passati.
Anche lui ha lavorato un po’ in regola e un po’ fuori regola?
No, come è venuto lui ha fatto il permesso, perché ho fatto il ricongiungimento familiare e ha lavorato in regola.
Volevo chiederle, lei adesso quanto tempo è che vive a [un paese nella cintura urbana di Padova?
Neanche un mese.
Ha visto delle differenze fra piccolo paese e città grande?
Più tranquillo là.
Quanto dista?
Diciamo 15 chilometri, dipende quale strada fai, diciamo questa che va a … è più corta. Col pullman vai a … e poi…15 diciamo, non mi ricordo, sono andata con la macchina, però non…più di 15 forse.
Quante volte è tornata a casa in 4 anni?
Da quando ho il permesso di soggiorno sono tornata a natale, a pasqua, d’estate…
Ci spiega un po’ di più questa cosa che diceva dei suoi amici, dei suoi parenti, adesso, che non si ricordano più del suo compleanno, che un po’…
Ma…forse è un po’ invidia, poi tutti quando vai là aspettano di dargli i soldi, aiutarli, e…lì aiuti come si può, però pensano che qua in Italia cadono i soldi così…perché anche mio fratello ha cominciato a dirmi, quando è venuto qua, ha cominciato a lavorare come muratore, come costruzioni, mi ha detto io non, neanche avevo pensato che si lavora così, qua. E mi diceva che sono andato, ho fatto un’allergia da guanti, o da detersivo non so, avevo mani tutte screpolate così, e mi diceva. io ho pensato che te hai messo qualcosa sulle mani per fare un po’ di pena a mia madre, a tuo marito, che lavori; io pensavo che lavori qualche ora e poi vai in terrazzo a bere una coca-cola, un caffè, mamma mia! Per pagare affitto, tutte queste cose, i contributi, spese, devo lavorare! Non è così come in Romania.
Tempo libero?
Ma, a me mi piace stare in casa, a guardare Tv, a leggere…sono un po’ più chiusa.
Cinema?
Non mi piace andare al cinema! …(due giovani datori di lavoro) un giorno mi hanno regalato un biglietto per andare, ho detto: no, a me mi piace stare in casa, tranquilla, a guardare un video…non mi piace tanta gente, fin da piccola sono stata un po’…
Ha amici italiani?
Sì però, una cena così ogni tanto, però…cinema, uscire non…a casa mi piace…
Che persone vede? Sono Italiani, Rumeni?
Italiane. Rumeni…pochi. Poi, non lo so, forse sarà anche con rumeni un po’ di invidia, perché io sono riuscita, ho lavorato sodo, ad avere questa macchina, ad avere il mio appartamento qua in centro, e poi sono stata da sola perché non mi piace stare con tanta gente in casa. Ho detto: meglio di lavorare di notte qualche ora in più, ristorante anche 10 ore al giorno, e stare tranquilla e non avere casini, anche col padrone di casa, poi forse anche questa, riesci a fare così…poi non mi piacciono…bò…sono qualche famiglia che hanno bambini, famiglie, ci troviamo…a lavorare, sempre a lavorare…
Se potesse scegliere, che lavoro farebbe?
Mmm…mi piacciono tanto gli animali, le piante: giardinaggio…anche a cucire mi piace, forse, forse è un talento in famiglia, mi piace a cucire, a fare cose diciamo un po’…artistiche. Mio fratello, mia sorella ha studiato liceo di arte, faccio lavori di cucire a mano, di questa cose, avere un mio negozio diciamo, con queste cose…
Volevo chiederle, lei ha 40 anni più o meno…
42 anni.
Si ricorda un po’ l’89, la rivoluzione di Natale. Ci spiega un po’ come…
Com’è venuta.
Come l’avete vissuta voi.
Mi ricordo che quel giorno aspiravo i pavimenti, ho acceso il Tv, ho visto…parlando, attori di teatro, urlavano: giù Ceaucescu! Ho detto, ma questi sono matti. In Romania neanche non potevi dire che…mi ricordo che diceva qualcuno che è andato a comperare un frigo, e la sua moglie ha detto: “perché non compri uno più grande?” E lui ha detto: “ma chi devo mettere dentro, Ceaucescu?” Perché non potevi comperare niente, tutto era…, pane, 250 grammi, salame, e in città, quelli di campagna non potevano comprare; mi ricordo che avevo una cagnolina, mi ha fatto una cucciolata di 10 cuccioli, e non abbiamo pane per quelli cucciolini, e i ragazzi che lavoravano in città mi portava tutti ogni giorno pane, un altro un panino così, perché…questa era la situazione: zucchero, tutti…quando arrivava Natale e queste feste, non potevi…una famiglia normale…mio marito che era poliziotto andava in giro e mi portava cioccolato e tutti i dolci, arance, però gli altri no. Io dovevo di quello che mi portava lui dare 2 o 3 chili a tutti i miei amici, parenti. Mia figlia, siccome non sapeva, mi ha detto: “ma perché stanno lottando rumeni con Rumeni”, mi diceva, non capisco. Era piccola, aveva…7 anni…e le ho detto: “ma sai per cosa?” Guarda - era prima di natale, in genere mio marito portava una scatola di dolci per natale - guarda, “tu hai questa scatola con dolci, e gli altri non ce l’hanno”, per questa comincia questa…non potevo spiegarle questa cosa alla mia bambina per farle capire, e ha incominciato: “butto via, butto via! Che poi vengono quelli e butta anche a noi” Butto via!…(ride)…e non credevo, quando ho sentito, non credevo, ah, forse sono io ubriaca! Mi ricordo che mio marito era in giro e un suo compagno, perché abitavo in un condominio, è venuto e ha detto: “guarda cosa è giù!” Quello mi ha detto: “non ci credo!” E poi il sindaco di nostro paese, era un paesino fuori città, ha telefonato perché aveva paura di scendere di treno per venire a casa. Ha telefonato a me, per mio marito di andare a prenderlo, perché aveva paura della gente, di non dargli botte, che gli succedesse qualcosa…però a dir la verità non…mi piaceva quelle cose che erano, perché mi ricordo che anche io ho avuto problemi, che mio marito era poliziotto, aveva amici; per avere un lavoro, dovevi avere qualcuno che era nel partito, che lavorava in Comune, e non importava che eri intelligente, se avevi studiato, che eri capace di fare qualcosa: dovevi avere qualcuno che ti aiutava. Mi ricordo che in quel paese dove lavorava mio marito si diceva, adesso non so
Quand’è che si è resa conto di come si stava in Romania?
Che si sta male? Quando mi sono sposata. Ho cominciato ad avere bambini, quando avevo bisogno di un lavoro…perché per avere un lavoro mi hanno detto devi avere qualcuno aiutarti, di essere scema, di no parlare, di non dire la verità; pensate quando era commercialista in quella azienda agricola…Ceaucescu doveva dire: “devono partorire”, partorire, non so come si dice in italiano, le mucche i vitelli, doveva dire così, così è successo. Mi ricordo ero giovane, avevo 20 anni, dovevo fare una "situazione operativa", così si dice quando devi scrivere: un giorno sono lavorati non so quanti…ettari di terra…io ho scritto quelli che mi ha datoi ragazzi che venivano di lì, ho telefonato e gli ho dato la mia operativa, il secondo giorno invece di 10 ettari, perché ha piovuto ho detto…15, ha cominciato a urlare: “ma sei matta, ieri mi hai dato questo numero!”; gli ho telefonato “forse ha piovuto”, e ha cominciato a gridare: “ma sei matta, ti metto in galera!” Mio marito mi ha detto: “devi stare zitta, perché devi dire come dicono loro”, poi un altro mi ha cominciato: “devi dire di più, se sono 10 tu devi dire 20”. Poi mi ricordo un giorno, prima di rivoluzione, mio marito - anche polizia doveva fare una "situazione operativa", anche in Comune, anche tutti doveva…mi ricordo che mio marito ha detto al suo capo: “ma come posso dire io che tutto raccolto, era cominciato a nevicare quando già sono…le piante in…piedi”, come si dice? E il suo capo ha detto: “ma devi dire così perché Ceaucescu è matto”. Non puoi dire un’altra, dovete dire così, che sarà, sarà. Però mi ricordo qualche cosa che avevano un po’…queste cose erano preparate per rivoluzione, mi ricordo che ho letto un giornale io, forse era sbagliato, qualcosa di…che se succederà di Natale, cose che a me mi sembravano un po’ sbagliato…scritto piccolo sotto, così che…prima mio marito aveva sbagliato qualcuno, deve guardare…forse era preparato tutto, io non dico che era una rivoluzione.
Come lo avete passato il Natale?
… era stato un casino, tutti venivano, perché non avevano tutti Tv, bianco e nero, venivano a nostra casa a vedere, a sentire, cosa è successo cosa è…erano agitati tutti. Diciamo che io avuto anche un po’ di paura perché mio marito era capo di polizia in quel paese dove erano tanta gente che facevano cose brutte, ho detto adesso questi mi ammazzano, mi danno fuoco perché non penso, non…però invece, tutti mi sono stati vicini, nessuno ha parlato male, nessuno mi è venuto a…fare cose brutte…io pensavo, avevo paura per i bambini, di lasciarli in giro, che gli succedesse qualcosa…venivano a chiedere cosa è successo, cosa dobbiamo fare…io sono stata tranquilla, e poi mi è piaciuto…quando è finita con quelle…bugie…
E’ cambiato qualcosa dopo?
Sì, però diciamo…quello che pensavo potevo dire, a me mi piace di dire quello che sento, che vedo: la verità. E non potevo dire niente, il mio capo mi diceva, sai: “ah, mi ricordo che è venuto un ingegnere e mi ha detto che le nostre pecore sono morte perché non hanno mangiato”; “non lo so, cosa gli devo…dare?” “Solo questo ho.” “No! Gli devi dare quello e quello!”; “Ma di dove?” “Noi non ce li abbiamo”. Loro non vedevano la verità. Dovevi fare qualcosa, avevi carne, avevi latte, tutte queste cose, però con niente, solo con acqua li si poteva…
Ma dal punto di vista economico, è migliorata la situazione, o no?
…Ma, io penso di sì, sì…Ma…forse anche la gente si sono abituati a…quando c’era Ceaucescu faceva quelle 8 ore, chi era in fabbrica gli vendeva un appartamento, gli vendeva una bombola, una donna faceva 6…partoriva 10 bambini, aveva anche uno stipendio senza fare niente, forse questi che non gli piaceva lavorare, sentono un po’ la differenza. Mio padre che ha lavorato in campagna, anche mia madre, quando erano giovani, io non gli ho sentito dire nessuna volta: adesso si sta male, io non lo so. Hanno la sua terra, hanno…possono fare quello che…mi ricordo che diceva mio padre, un tempo, ogni anno veniva Marzo diciamo, veniva qualcuno dal Comune a fare ancora una "operativa", “quante galline hai in cortile, quanti maiali, quante mucche”, e poi loro venivano e ti dicevano: “hai 10 galline, devi vendere alla cooperativa”, al negozio, io dovevo portarle là, 100 uova…non le avevo in casa; avevi una mucca dovevi portare non so quanti litri di latte. E mi ricordo che quando vedeva questa squadra, anche andava a contarli, li metteva, come si dice quel posto in campagna dove si mette palio, dove si mette grano e tutte quelle cose?
Nel fienile?
Sì, sì. Li mettevano sotto per non farli vedere, perché se avevi melo in cortile dovevi portare non so quanti chili di mele, cose pazze…per questo anche non avevano voglia di lavorare, gente adesso ha la sua terra, può fare quello che vuole, lavorano.
Lei è religiosa?
…Bò, non lo so.
Va a messa? In chiesa?
No…no, no. Ci sono andata qualche volta.
Volevo chiederle un po’ di cose sul denaro, su…cosa ne fa dei soldi che prende?
Io adesso vi dico pago affitto, il computer ho finito questi mesi di pagare rata, ho comprato un computer e ho pagato rata per 6 mesi…rata della macchina, mando a casa per la mia figlia per…affitto, per studi, per quello che ha bisogno, e poi…quando è stato mio marito malato un sacco di soldi perché in Romania devi pagare tutto…non con…quietanza.
Volevo chiederle, ma lei spedisce in Romania sempre la stessa cifra, o…
No, quando hanno bisogno, io non…Ci sono famiglie che mandano ogni mese…
Il fatto che si guadagnano così tanti soldi rispetto a quelli che si guadagnano in Romania, ha cambiato un po’ la sua vita, o no?
Certo. Lavoro, mi piace lavorare, prendo anche soldi…poi per comperare un computer in Romania non riuscivo, era il mio sogno di avere un computer, adesso lo userà mia figlia.
Ma volevo chiederle, in Romania i soldi li gestiva lei o li gestiva suo marito?
In Romania sempre le mogli, saranno anche famiglie che è il marito, però le mogli. Loro ti portano lo stipendio a casa, e devi pensare a tutto. Non lo so adesso, però qualche anno fa era così.
In Italia secondo lei è diverso?
E’ diverso, sì. Ho visto, ci sono famiglie dove hanno i conti separati, e poi le donne che non lavorano hanno soldi per spese.
Come le è sembrata questa cosa?
Meglio com’è in Italia. Meglio di pensare a queste cose uomo, che donna.
Le viene in mente altro? Se vuole dire qualcos’altro, non so…
No, cosa mi piace in generale è che le donne sono più libere che in Romania: vanno a ballare, vanno in bar, non hanno problemi. Mi ricordo qualche giorno fa, una ragazza ha detto: “sai, la mia signora ieri sera è andata a mangiare al ristorante a Venezia, è venuto un suo compagno di lavoro a portarla là, e suo marito è rimasto a casa con i bambini!!” “Sì, ma cosa c’è di male?” Loro avevano qualche problema di lavoro, di parlare, di mettere a punto, perché doveva andare anche suo marito che era, che non sapeva niente di commercio? Cosa ci andava a fare in più là? Parlano, mangiano, escono, cosa vedi te di male? Se ci fossi andata io mia madre e mio padre mi rompevano le gambe…(ride)
Sono meglio le donne in Italia, sono meglio…
Sì, sì, tutta la vita umana è così, fanno quello che vuole, la legge è per loro, ho visto.
Secondo lei va bene?
No, perché ho visto famiglie dove marito lavora come un…come un robot, dalla mattina fino a sera, e viene stanco a casa, vuole stare in famiglia, vuole forse un po’ di coccole, vuole …stare tranquillo, e le donne che sono state tutto il giorno a casa, non hanno fatto mai niente, sono uscite a lampade, a fare…in palestra, sono riposate, vogliono uscire a mangiare un gelato, vuole uscire al ristorante, i mariti sono stanchi e poi escono problemi…però ci sono anche famiglie dove lavorano tutti e due, famiglie brave dove lavorano tutti e due, non so…ci sono famiglie che, professori, in generale, medici che lavorano tutti dalla mattina fino a sera…diciamo…questi…capi di aziende, di costruzioni e queste cose, hanno forse soldi di più.
Secondo lei le famiglie, come sentimenti, stanno meglio in Italia o in Romania?
…Quando hai i soldi, hai tutto, i sentimenti sono a posto. Quando non hai soldi, cominciano a uscire un sacco di problemi…divergenze, queste cose, litigi…quando hai i soldi puoi uscire, puoi uscire, puoi andare, non dice nessuno niente, però quando non hai i soldi…
Volevo farle l’ultima domanda signora…cosa spera per il suo futuro?
Mio futuro…mah…non lo so. Di essere sana, lavorare, questo. Pensavo un giorno fa: ma perché non mettono prima a stare in pensione, a riposarti, ad andare a divertirti e poi a lavorare…perché ogni tanto mi sento, un giorno camminavo in strada: mamma mia, ho 40 anni, ho ancora 20 anni di lavoro! Ero così stanca! E: perché non metti - c’era anche una mia amica dottoressa che studia sempre, sempre, sempre, ha detto, io voglio stare in pensione a 36 anni, magari, ho detto, forse uscirà una legge dove lavori 2 o 3 anni e a 6 mesi di pensione…
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