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Cronologia. Giugno 2010

Giugno 2010:

1 giugno: Turchia-UE. Il quotidiano turco, Today’s Zaman, informa che è stata raggiunta un’intesa tra il governo turco e l’Unione Europea su 19 articoli della convenzione sui rimpatri dei migranti, mentre 5 di essi non sarebbero stati accettati. La Turchia, comunque, chiede di ricevere finanziamenti pari a quelli concessi a tutti gli Stati che hanno aderito al Fondo Europeo per i Rifugiati (ERF), indispensabili affinché lo Stato possa garantire protezione a rifugiati e richiedenti asilo. Attualmente la Turchia occupa il secondo posto nella lista dei Paesi sanzionati dalla Corte europea per violazione dei diritti umani ai danni dei rifugiati, a causa della mancanza di supporto legale e dello stato di detenzione in attesa del rimpatrio.

1 giugno: Malta. Secondo un ufficiale dell’Esercito del Governo maltese, le operazioni anti-migratorie italiane sarebbero coperte da segreto internazionale. Sembra inspiegabile, infatti, che dai primi mesi del 2010 ci siano stati solo pochi arrivi sull’isola. I pattugliamenti massicci, le donazioni di apparati logistici e gli addestramenti continui del governo italiano funzionerebbero da deterrente, ma non è chiaro quali siano i limiti delle operazioni. Anche la recente collaborazione tra Italia e Libia, che prevede operazioni congiunte di rimpatrio, non è chiara, ma, a causa della sua efficacia, non viene criticata gli altri Stati europei.

2 giugno: Spagna-Marocco. Due attiviste del Fronte Polisario si sono viste negare l’asilo politico dalla Spagna in seguito alla valutazione del Ministero degli Interni per la quale le due non sarebbero state perseguite dalla giustizia in Marocco. La denuncia giunge da Prodein, una ONG di Melilla, la quale ha confermato che alcuni parenti si trovano in carcere proprio per la loro parentela con le due attiviste. Attualmente esse si trovano nel CETI dell’enclave spagnola e stanno ipotizzando uno sciopero della fame, in attesa dell’esito del ricorso appena presentato.

2 giugno: Spagna. La segretaria di Stato all’Immigrazione, Anna Terrón, ha suggerito al Governo spagnolo di incentivare il ritorno volontario attraverso un ricollocamento lavorativo delle persone interessate in aziende spagnole presenti all’estero, soprattutto in America Latina. A proposito della situazione economica del continente americano, Terrón critica aspramente le misure adottate dall’Arizona nei confronti dei sin papeles, in quanto controproducenti e assimilabili solo a una politica dell’odio razziale.

2 luglio: Austria. Vienna ha visto una delle manifestazioni più grandi degli ultimi anni. Circa 12.000 persone hanno seguito l’appello Basta è basta degli organizzatori per protestare contro la legge dell’immigrazione austriaca. Motivo scatenante per la manifestazione è stata la prossima espulsione di Arigona Zogaj, ragazza kosovara diciottenne, di sua madre e dei fratelli minorenni. La loro storia ha suscitato molto scalpore presso l’opinione pubblica. Illustri artisti e scrittori, politici dei Verdi e della SPÖ, come anche diverse NGO umanitarie hanno sostenuto l’iniziativa e la Premio Nobel Elfriede Jelinek ha partecipato con un audiomessaggio.

3 giugno: Spagna. La donna algerina giunta a Santa Pola (Valencia) insieme ad altri 11 migranti si trova oggi in buono stato di salute. Essendo in stato di gravidanza era stata tenuta in osservazione prima di essere inviata nel centro di identificazione prima dell’espulsione. Il gruppo era stato condotto a una distanza di circa sei miglia dalla costa spagnola a bordo di un sottomarino per poi essere trasbordato su una imbarcazione in modo da raggiungere terra. Dalla scorsa settimana si sono avuti sei arrivi nella zona sud orientale grazie alle buone condizioni metereologiche. 3 giugno: Germania. L’università di Osnabrück apre la strada verso una formazione universitaria degli Imam attivi in Germania. Per la prima volta un’università tedesca propone corsi indirizzati specificamente ai padri spirituali musulmani: le lezioni prevedono docenti di diverse discipline e insegnamenti di lingua tedesca, pedagogia religiosa e cultura per padri spirituali delle comunità islamiche.

3 giugno: Svizzera. Presso il Palazzo federale di Berna è stato presentato un manifesto che richiede l’accesso alla formazione professionale per giovani immigrati senza permesso di soggiorno. Più di 11.000 persone e 81 organizzazioni l’hanno sottoscritto.

4 giugno: Germania. La Carovana per i diritti dei rifiugiati e migranti (Karawane für die Rechte von Flüchtlingen und Migranten) e The VOICE hanno organizzato a Jena un festival culturale dove per tre giorni 125 artisti e circa 3000 partecipanti hanno portato all’attenzione di tutti le difficili condizioni dei migranti. Nel corso della manifestazione si è tenuta una parata di maschere africane volta a ricordare tutti quei migranti che hanno perso la vita nella loro tragitto verso l’Europa.

4 giugno: Spagna. La regione di Valencia continua a essere sprovvista delle motovedette SIVE. . L’arrivo dei 12 algerini, giunti a Santa Pola negli ultimi giorni, non era stato avvistato da nessun radar locale, bensì soltanto grazie alla logistica della Regione di Andalusia. Mentre una delle migliori imbarcazioni della regione sta ancora prestando servizio in Mauritania per i blocchi preventivi delle partenze di migranti verso nord.

6 giugno: Francia-Marocco. La rete francese “Education sans frontières” fa sapere in un comunicato che il 4 giugno è stato espulso dalla Francia verso il Marocco un ragazzo di 19 anni, Yassine Benyoub, che era stato fermato alla gare du Nord di Parigi perché stava fumando una sigaretta in un luogo interdetto e in seguito era stato portato al commissariato e poi al centro di detenzione perché privo di documenti. Yassine Benyoub viveva in Francia con la sua famiglia dall’età di dieci anni e non aveva invece alcun contatto con i parenti rimasti in Marocco.

6 giugno: Italia. Un’imbarcazione con circa una trentina di persone a bordo ha lanciato un S.O.S. attraverso il telefono satellitare. L’imbarcazione si trova nel Canale di Sicilia, a circa 70 miglia dall’isola di Lampedusa. A bordo, soprattutto migranti provenienti dall’Eritrea e dalla Somalia, tra cui un bambino di sette mesi. La richiesta di aiuto, arrivata dapprima ai familiari residenti in Italia, è stata poi comunicata all’Alto commissariato per i rifugiati che hanno comunicato le coordinate dell’imbarcazione alla guardia costiera italiana.

6 giugno: Gran Bretagna. La segretaria di stato Theresa May annuncia un nuovo requisito per i ricongiungimenti familiari: a partire dall’autunno, sarà necessario presentare certificazione di un buon livello di inglese per fare domanda per un ricongiungimento familiare in Gran Bretagna. La Segretaria di Stato Theresa May prevede che la misura ridurre il numero di migranti di 6mila persone l’anno.

7 giugno: Nuova Zelanda. Il ministro per l’immigrazione Jonathan Coleman annuncia un rinnovamento del sistema informatico “Immigration New Zeland”, con l’introduzione di un circuito per la gestione dei dati biometrici e la creazione di banche dati per il coordinamento centralizzato delle informazioni. Il nuovo sistema costerò 60 milioni di dollari.

7 giugno: USA. L’amministrazione Obama porta di fronte alla Corte Suprema una legge del 2007 dello stato dell’Arizona, “Arizona’s E-verify”, che obbliga i datori di lavoro a controllare i documenti di immigrazione dei lavoratori e stabilisce l’immediato ritiro della licenza per le imprese che contravvengano ai controlli. L’Amministrazione sostiene che “E-verify” è in contraddizione con la legge federale che proibisce alle autorità dei singoli stati di imporre sanzioni contro i datori di lavoro che assumono migranti senza documenti.

7 giugno: Libia. Senza dare alcuna spiegazione, il colonnello Gheddafi ha fatto chiudere l’ufficio dell’Alto commissariato per i rifugiati presente a Tripoli. Le porte dell’ufficio sono ora sbarrate e davanti alla sede dell’Onu non ci sono più le abituali file di migranti in attesa di un colloquio per chiedere lo stutus di “richiedente asilo”. La portavoce italiana dell’Alto commissariato, Laura Boldrini, ha spiegato in un’intervista che l’ Unhcr è in attesa di conoscere le motivazioni di tale decisione. «Sono 19 anni - aggiunge Boldrini - che, pur con alcuni limiti, siamo in Libia, e ci siamo arrivati la prima volta dietro richiesta delle autorità libiche, anche se finora non abbiamo mai avuto un riconoscimento formale».

7 giugno: Italia-Malta-Libia. Il governo italiano reagisce con indifferenza e silenzio all’Sos lanciato dai migranti che si trovavano in acque internazionali su un’imbarcazione partita dalla Libia. Il ministro dell’interno, Roberto Maroni, ha ordinato alle autorità italiane, le prime ad essere allertate, di non intervenire, lasciando che la questione forse risolta tra Malta e la Libia, dal momento che l’imbarcazione si trovava nella zona SAR maltese. I 25 profughi eritrei, tra cui un bambino di un anno, sono stati così riportati in Libia dalle motovedette libiche.

7 giugno: Ue-Iraq. Amnesty International ha chiesto a cinque stati membri dell’Ue di mettere fine ai progetti di rimpatrio dei profughi irakeni previsti nei prossimi giorni. Un volo di rimpatrio collettivo è programmato per il 9 giugno, con scalo in Inghilterra, Belgio, Irlanda, Norvegia e Svezia. Tra i migranti che dovrebbero essere rimpatriati molti richiedenti asilo le cui domande sono state rigettate. “Il ritorno forzato di tali persone sarebbe contrario alle norme internazionali relative ai diritti dei rifugiati” ha dichiarato Hassiba Hadj Sahraoui, direttrice del Programma di Amnesty International per il Medio oriente e l’Africa del nord.

7 giugno: Messico – Usa. Il 7 giugno, alla frontiera texana di El Paso, perde la vita un quindicenne messicano di nome Sergio Adrián Hernández Huereca mentre tentava di attraversare il “Punte Negro”, ponte che divide la città messicana di Juarez da El Paso. Secondo la versione dell’agente il giovane avrebbe tentato di aggredirlo lanciandogli dei sassi e solo in seguito l’agente avrebbe usato l’arma da fuoco. Un passante ha filmato il momento dell’aggressione in un video visibile in rete.

7 giugno: Spagna. Il consigliere agli Affari sociali della Regione di Valencia, Rafael Blasco, ha dichiarato che il numero dei potenziali votanti stranieri, tra comunitari ed extracomunitari, in vista delle elezioni municipali del 2011, sarebbe di circa 527.000 persone, 200.000 in più rispetto al 2007.

8 giugno: Spagna. Quest’anno il governo regionale di Castilla-La Mancha destinerà 800.000 euro a diversi progetti di assistenza a rifugiati della Somalia, del Congo e della Colombia nel quadro all’accordo sottoscritto ieri tra l’Esecutivo regionale e Acnur, attraverso il quale nel 2011 e nel 2012 verranno destinati altri fondi per altri Paesi.

8 giugno: Italia. La corte costituzionale ha depositato oggi le sentenze n. 249 e n. 250 relativamente alle norme dell’aggravante di clandestinità e del reato di clandestinità, introdotte con il pacchetto sicurezza rispettivamente nel luglio 2008 e luglio 2009. La corte considera incostituzionale l’aggravante di clandestinità in quanto discriminatoria dei cittadini extracomunitari rispetto ai cittadini italiani e quindi in contrasto con l’articolo 3 della Costituzione italiana "che non tollera irragionevoli diversità di trattamento". La norma dichiarata incostituzionale presume, infatti, in generale, una maggiore pericolosità dei migranti privi di permesso di soggiorno, mentre, secondo la sentenza il giudizio di pericolosità di un soggetto deve essere il risultato di valutazioni fatte caso per caso e non può essere dedotta automaticamente. Non è stato invece ritenuto incostituzionale il reato di ingresso illegale e soggiorno irregolare.

8 giugno: Spagna. La società agricola spagnola Interfresa, appartenente al settore della produzione di fragole, ha chiesto alla Provincia di Huelva di sgomberare gli accampamenti abusivi che sorgono nelle prossimità dei campi dove i migranti che vi abitano vi lavorano quotidianamente. Secondo l’imprenditore la stampa avrebbe lanciato una campagna mediatica dannosa per il suo settore produttivo. Oggi la vice rappresentante del Governo di Huelva ha dichiarato di avere sgomberato 56 persone nella località di Moguer, proprio in seguito ai numerosi reclami giunti in sede provinciale.

8 giugno: Spagna. I Comune di Robledo, governato dal Partito Popolare, in cui la percentuale dei migranti è del 14%, si aggiunge all’elenco dei comuni spagnoli che hanno tentato di applicare ad hoc norme illegali contro la regola dell”empadronamiento” (registrazione anagrafica per tutti, sin papeles inclusi). Anche in questo caso ai richiedenti non spagnoli viene richiesto un regolare contratto di lavoro come documento necessario per l’avvio della pratica.

8 giugno: Italia. E’ stata interrogata oggi al Tribunale di Milano per l’incidente probatorio Joy, la donna nigeriana che durante il processo per una rivolta nel Cie di Milano aveva denunciato l’ispettore capo del Cie di aver tentato di violentarla. Davanti al tribunale, in concomitanza con l’audizione, si è tenuto un presidio di un centinaio di persone in solidarietà con Joy. La donna è ancora detenuta al Cie di Modena, al quale era stata portata dopo aver scontato i sei mesi di carcere per la rivolta, e si teme ora che possa essere espulsa dal momento che, anche se il giudice deciderà per avviare il processo nei confronti dell’ispettore, la presenza di Joy non servirà più.

8 giugno: Italia. Due tentativi di suicidio al Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria a Roma. Due detenuti di origine algerina hanno tentato di impiccarsi avendo saputo che il loro rimpatrio era previsto per domani. Alcune donne nigeriane sono trasferite dal Cie di Modena a quello di Ponte Galeria in vista del volo Frontex in partenza nei prossimo giorni.

8 giugno: Algeria. Secondo i dati ufficiali forniti dalle autorità algerine, nei primi sei mesi di quest’anno sono stati arrestati 216 migranti irregolari. Si tratta di un numero minore di quello registrato nel corso del 2009, 1055 persone durante l’intero anno, un calo dovuto, molto probabilmente, all’inasprirsi dei controlli messi in atto dalle autorità algerine alle frontiere sud del paese.

8 giugno : Gran Bretagna-Afghanistan. Secondo il giornale inglese “The Guardian” il governo inglese sta progettando il rimpatrio di alcuni richiedenti asilo minorenni che dovrebbero essere tenuti in un “centro di reinserimento” a Kabul sino al compimento della maggiore età. Il centro dovrebbe costare al governo inglese 4,8 milioni di euro e sarebbe previsto per alloggiare 120 minori. Il Ministro degli interni inglese non ha né smentito né confermato la notizia, mentre il ministro dell’immigrazione ha affermato che “nessuno dovrebbe incoraggiare dei minori a intraprendere viaggi così pericolosi intorno al mondo”. Attualmente In gran Bretagna ci sono circa 4.200 casi di minori richiedenti asilo, in larga parte provenienti dall’Afghanistan.

8 giugno: Libia-Onu. “Tutti i governi europei che utilizzano la Libia come un luogo in cui possono essere accolte persone che fuggono da persecuzioni dovrebbero riesaminare con attenzione le loro posizioni dal momento che l’Unhcr non è più presente in quel paese” ha affermato Melissa Fleming, portavoce dell’Alto commissariato per i rifugiati, dopo la chiusura dell’Ufficio dell’Unhcr a Tripoli e l’invito ai 26 funzionari Onu a lasciare il paese. Nel frattempo, le autorità libiche si sono dette stupite per le reazioni suscitate dalla chiusura della sede dell’Unhcr, dal momento che, come ricordano in un comunicato del Comitato popolare per le comunicazioni estere e la cooperazione internazionale, la Libia non ha ratificato la Convenzione di Ginevra del 1951. Nello stesso comunicato, si accusa inoltre il rappresentante dell’UNHCR a Tripoli di “aver commesso alcune attività illecite”.

8 giugno: Ue-Libia. Mentre le autorità libiche chiudono la sede dell’Alto commissariato per i rifugiati di Tripoli, i rappresentanti dell’Unione europea partecipano a nuovi colloqui per trovare un accordo di cooperazione con la Libia sull’immigrazione. Secondo la proposta emersa durante i negoziati dell’estate scorsa, l’Unione europea chiede alla Libia di creare dei “punti di accoglienza” dove i richiedenti asilo dovrebbero inoltrare le loro domande prima di essere accolti, eventualmente, in qualche paese membro dell’Ue. L’Alto commissariato per i rifugiati aveva però espresso molte riserve su questo progetto, dal momento che la Libia non ha ratificato la Convenzione di Ginevra sui rifugiati. La richiesta di Tripoli, comunque, in tutte le fasi di negoziato è quella di una garanzia da parte dell’Unione europea nel finanziamento della rete di controllo alle frontiere sud, con il Niger e il Ciad.

9 giugno: Ue-Libia. Durante la sessione di negoziati tra l’Unione europea e la Libia che si è tenuta in questi giorni a Tripoli è stato firmato un “programma indicativo” di 60 milioni di euro con cui l’Ue dovrebbe finanziare la Libia per la sua cooperazione contro l’immigrazione.

9 giugno: Australia. Verrà finanziato con 5,8milioni di dollari il programma australiano di rimpatrio di centinaia di richiedenti asilo afgani. Il programma di “reintegrazione” dall’Australia prevede la presenza di personale australiano a Kabul e un accantonamento di ulteriori 8milioni di dollari per costruire case per i deportati che non hanno proprietà terriere. La misura australiana è in linea con le iniziative europee che hanno come obiettivo il rimpatrio di minori in Afghanistan; secondo il quotidiano Guardian, la British Border Agency sta costruendo un centro di accoglienza per minori non accompagnati; anche la Norvegia è impegnata in una simile operazione a Kabul; Svezia, Danimarca e Olanda stanno investendo in programmi simili. Il governo australiano ha congelato le domande d’asilo per i cittadini di origine afgana.

9 giugno: Indonesia. 47 migranti di origine irachena e iraniana sfuggono al controllo della polizia indonesiana che li aveva arrestati all’aeroporto dell’isola di Flores e trattenuti in un hotel locale. I migranti avevano dichiarato di essere diretti in Australia dove volevano fare richiesta di asilo. Sono sfuggiti dall’albergo lasciando i bagagli e portando con sé solo giubbotti salvagente.

9 giugno: Singapore. Una recente inchiesta giornalistica parla di un sensibile calo nel numero dei permessi di soggiorno e dei documenti di cittadinanza rilasciati dalle autorità dell’isola: tra aprile 2009 e marzo 2010 sono stati approvati 46.300 permessi di soggiorno (su 124.600 domande) e 19.300 richieste di cittadinanza (su 24mila candidature).

10 giugno: USA. Annunciati possibili aumenti nelle tariffe per le domande di immigrazione: 60$ per il permesso di soggiorno e lavoro (per un totale di 1.070$), di 420$ per i permessi di soggiorno temporanei (1.030$). La manovra introdurrebbe inoltre un bollo di 6.230$ per le domande di visto degli investitori a cui fino ad oggi non era applicata alcuna imposta.

10 giugno: Grecia-Bulgaria. Il ministro greco della protezione civile, Michael Chrisochoïdis, ha firmato con il ministro dell’interno della Bulgaria, Tzvetan Tzvetanov, un accordo sulla cooperazione poliziesca transfrontaliera. I due ministri hanno inoltre discusso della realizzazione di un controllo a tutti i luoghi di frontiera tra i due paesi. Le rotte migratorie, infatti, sarebbero di recente cambiate dal momento che i controlli marittimi dell’agenzia Frontex avrebbero deviato gli arrivi che avvengo sempre più via terra. Nella regione della Macedonia orientale e Tracia il numero degli arresti è aumentato nei primi mesi dell’anno in corso del 167,34%, mentre gli arrivi via mare sarebbero diminuiti del 50,95%.

10 giugno: Libia-Onu. La portavoce dell’Alto commissariato per i rifugiati a Tripoli, Melissa Fleming, fa sapere che l’Unhcr è pronto a discutere con le autorità libiche sulla recente chiusura dell’agenzia Onu in modo aperto e costruttivo al fine di “dissipare tutti i disaccordi e poter trovare un accordo sulla ripresa delle attività”.

11 giugno: Australia. Raid della polizia, del ministero dei trasporti e dell’immigrazione nella Fortitude Valley di Brisbane finalizzato a controllare i taxisti, in maggioranza indiani, rispetto alle condizioni delle vetture e ai loro documenti di immigrazione. L’operazione è scattata a cinque giorni dalla manifestazione organizzata da un gruppo di 45 taxisti indiani all’aeroporto di Brisbane per protestare contro le discriminazioni subite per mano delle autorità.

11 giugno: Australia. Il ministero dell’Immigrazione apre un canale su YouTube dove manda in onda una campagna video “No to people smuggling” finalizzata a disincentivare i richiedenti asilo dal tentare di raggiungere l’Australia via mare.

11 giugno: Italia. “A tutte le persone che vivono in questo paese” è il titolo della lettera che un gruppo di detenuti del Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria, a Roma, ha fatto pervenire al di fuori del Centro per far conoscere le condizioni della loro detenzione: continui soprusi da parte delle forze dell’ordine e da parte dei gestori del centro, nessuna attenzione per le loro condizioni di salute, cibo scarso e scadente. Insomma, la realtà della vita quotidiana dei centri di detenzione, sempre più dura da quanto con il pacchetto sicurezza la durata della detenzione è diventata di sei mesi.

11 giugno : Italia. E’ uscita oggi dal centro di identificazione ed espulsione di Modena Joy, la donna nigeriana che durante il processo per una rivolta al Cie di Milano aveva denunciato l’ispettore capo di polizia Adesso di aver tentato di violentarla mentre si trova al Cie di via Corelli. Dopo i mesi trascorsi nel Cie di Milano, i sei mesi di carcere, per la rivolta, e altri quattro mesi al Cie di Modena, Joy ha usufruito dell’articolo 18 con il rilascio di un permesso di soggiorno di protezione umanitaria in quanto vittima di tratta e comincerà ora il suo percorso in una “casa protetta”.

11 giugno : Belgio. E’ morto questa notte al Centro per rifugiati di Charleroi un richiedente asilo originario della Costa d’Avorio, arrivato al centro cinque giorni prima dopo un lungo soggiorno in una stanza d’albergo dal momento che non c’erano posti disponibili al centro di accoglienza. Secondo la ricostruzione della Ligue des Droits de l’Homme, l’uomo si trovava da tempo in uno stato psicologico molto difficile e rifiutava di alimentarsi, ma non avrebbe ricevuto le cure adeguate dalle strutture preposte all’accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo.

11 giugno: Spagna. La regione di Murcia tornerà ad avere un proprio CIE a partire da questo mese, quindi i sin papeles in arrivo sulla costa murciana non dovranno più essere trasferiti in altre regioni. Il Centro, che accoglierà 149 persone, era stato chiuso nel 2008 per scarsa idoneità. Il limite di tempo massimo per la permanenza dei migranti al suo interno è di 60 giorni, secondo la normativa della Ley de Extranjería.

12 giugno: Grecia. È stato registrato un calo degli arrivi di migranti nelle isole greche da quando le pattuglie marittime dell’Agenzia Frontex sono una presenza costante nelle acque dell’Egeo. In particolare, l’isola di Agathonisi stima un calo del 70%. L’operazione quadriennale “Poseidone” di Frontex, con un budget di 10 milioni di euro, coinvolge 22 Stati e una decina di navi di pattugliamento, velivoli, unità di sorveglianza mobile, esperti e interpreti. Inoltre, il 1° giugno è stata inaugurata la prima cellula militare dell’agenzia europea con sede nel Pireo, in fase di preparazione in vista del 2011.

12 giugno: Australia. Riapre il Centro di detenzione di Curtin, a West Kimberley, in una zona isolata dell’Australia Occidentale, con una capacità di 189 posti. 94 rifugiati di origine afgana vengono subito mandati a Curtin a seguito della sospensione delle domande d’asilo provenienti da Sri Lanka e dall’Afghanistan. Il centro era stato chiuso nel 2002 in seguito a una serie di rivolte e gesti autolesionisti da parte dei detenuti.

12 giugno: Cipro. Circa 120 cittadini siriani curdi sono stati sgomberati dalla polizia in seguito alle dimostrazioni di protesta davanti alla sede del Ministero degli Interni di Nicosia. Il presidio dei dimostranti iniziò quando il governo cipriota negò loro l’asilo politico. Secondo il gruppo di curdi siriani, Cipro prediligerebbe dare protezione umanitaria ai curdi irakeni, mentre i siriani dovrebbero rivolgersi ad altri Paesi membri dell’UE. Un portavoce del Partito Yekiti Kurdistan, spiega che il riconoscimento dello status di rifugiati da parte di Cipro significherebbe il riconoscimento della lotta del popolo siriano curdo contro le discriminazioni della Siria. In caso di ritorno in patria essi rischiano la detenzione, come successe lo scorso giugno 2009 in seguito alla deportazione di un ventenne kurdo, Berzani Karro, che fu arrestato al suo arrivo a Damasco.

13 giugno: Gran Bretagna – Germania. L’anno scorso la compagnia aerea Lufthansa ha acquisito la BMI (British Midlands Airways) e attualmente sta progettando una serie di voli charter adibiti alla deportazione di migranti dalla Gran Bretagna verso l’Afghanistan. Il primo volo è previsto per il 15 giugno. Negli ultimi mesi la BMI è stata utilizzata per i rimpatri verso Sudan, Etiopia e Iran. In seguito alla protesta della ong “London NoBorders” per convincere la compagnia a rifiutarsi di collaborare con il Governo, l’azienda ha risposto che non le è stato possibile farlo. Per quanto riguarda Lufthansa, la compagnia tedesca è invece impegnata in questa attività da decenni.

13 giugno: Usa. Dopo l’indurimento delle pratiche di controllo migratorio in Arizona, anche il Texas mostra il proprio interesse per una legge simile a quella del vicino Stato confinante con il Messico. Recentemente il partito repubblicano ha infatti proposto un programma che prevede l’ampliamento dei poteri della polizia locale e statale nelle operazioni di detenzione dei “sans papiers”. Il programma sarebbe ancor più severo rispetto alla legge dell’Arizona perché tra i “potenziali detenuti” includerebbe anche i figli dei “sans papiers” nati sul suolo statunitense.

13 giugno: Australia. 31 richiedenti asilo originari del Burma e appartenenti alla minoranza Rohingya iniziano uno sciopero della fame all’interno del centro di detenzione di Darwin per protestare contro il ritardo delle autorità nel decidere sulle loro richieste (mediamente nove mesi).

14 giugno: Usa. “Pídame mis papeles” è il titolo di una campagna culturale promulgata dall’associazione di latinoamericani “Democracia ahora” in territorio statunitense. Attraverso questo slogan l’associazione intende lanciare una sfida agli agenti dell’Arizona che dal 1° luglio dovranno applicare la nuova legge migratoria. Oltre ai propri documenti i migranti fermati sono invitati a preparare una serie di documentazione aggiuntiva, come titoli di studio, certificati sulla propria carriera lavorativa, etc. da presentare all’agente di Polizia, in modo da sottolineare la ricchezza che hanno apportato all’intero Paese.

14 giugno: Francia. E’ stato sgomberato oggi un fabbricato che era stato occupato nei mesi scorsi dai migranti di Calais. All’interno del fabbricato si trovavano circa 80 persone, sgomberate dalla polizia, la quale ha proceduto anche a cinque arresti. Le associazioni solidali con i migranti di Calais denuncia l’operazione delle forze dell’ordine e il fatto che ora per i migranti non resta che la strada.

14 giugno: Spagna. Nuove proteste all’interne del Cie della zona Franca di Barcello. Dopo il suicidio di Maohamed Abagui, un migrante internato nel centro, avvenuto lo scorso 10 maggio, i compagni del Cie hanno iniziato uno sciopero della fame che è continuato per alcune settimane. Secondo l’associazione Grupo de Solidaridad con los internos en huelga de hambre , alcuni di essi sono stati costretti a interromperlo dietro minaccia degli agenti di polizia. Tra l’8 e il 9 giugno, 15 persone che avevano aderito alla protesta hanno ricevuto l’ordine di espulsione. A sostegno dei migranti coinvolti, il 12 giugno è stata indetta una manifestazione da alcune ONG.

14 giugno: Cipro. Lo scorso venerdì il governo cipriota ha deportato 23 persone in Siria. Dalle poche notizie trapelate 3 di loro sono in stato di detenzione, mentre le altre si stanno nascondendo per timore di essere trovate. Ognuna di esse ha ricevuto una lettera ufficiale da parte della Polizia Segreta della quale però non si sa nulla del contenuto. Per quanto riguarda i 43 kurdi siriani che si trovavano detenuti in attesa di deportazione, il ricorso presentato da CEDH (Corte europea dei Diritti dell’uomo) appellandosi all’articolo 39 ha prodotto l’annullamento dell’ordine di espulsione da Cipro.

14 giugno: USA. In Arizona si discute una proposta di legge che negherebbe il diritto alla cittadinanza ai figli di immigrati senza documenti nati negli Stati Uniti. La misura sarebbe in netta contraddizione con il 14esimo emendamento che garantisce la cittadinanza per chi nasce sul territorio nazionale.

14 giugno: Francia. Il consiglio nazionale dei marocchini di Francia (CNMF) e numerose altre associazioni lanciano una campagna contro il progetto di legge sull’immigrazione, presentato in marzo dal ministro dell’immigrazione e dell’identità nazionale, Eric Besson, e che sarà discusso dall’Assemblea nazionale in settembre. Il testo prevede un potere discrezionale dei prefetti in molti domini, tra cui quello delle espulsioni. Inoltre, solo entro cinque giorni dalla detenzione, e non più entro 48 ore, come previsto dalla legge attuale, i migranti arrestati perché privi di permesso di soggiorno avranno la possibilità di incontrare il Giudice delle Libertà, mentre l’espulsione potrà avvenire già nelle seguenti 48 ore. Questo significa che una persona potrebbe essere espulsa dalla Francia senza incontrare il giudice. I prefetti, inoltre, secondo il progetto di legge, potranno istituire delle “zones d’attentes temporaires” nel caso in cui ne riconoscano l’urgenza. Le associazioni chiamano dunque a una mobilitazione permanente contro alla “creazione di una vera e propria misura di messa al bando degli stranieri lasciata al potere discrezionale dell’amministrazione”.

15 giugno: Onu. L’alto commissariato per i rifugiati pubblica oggi il rapporto 2009: 43,3 milioni le displaced persons a causa di conflitti e persecuzioni, il più alto numero dal 1990. Mentre, sempre rispetto al 1990, il 2009 ha visto il minor numero di rifugiati rientrati nei loro paesi. Stabile, invece, il numero dei rifugiati, 15, 2 milioni. Alcuni conflitti permanenti, come quello in Somalia, nella Repubblica democratica del Congo, in Afghanistan, non lasciano intravedere alcuna speranza di soluzione, ha affermato l’alto commissario António Guterres, presentando il rapporto. Altri, ancora, come quello del Sudan e dell’Iraq sono nell’impasse. Inoltre, la maggior parte dei rifugiati da più di cinque anni non tornano nei loro paesi, e tale fenomeno è destinato ad accrescersi. La maggior parte dei rifugiati vive in zone metropolitane nei paesi in via di sviluppo e, nel 2009, il Sud Africa ha ricevuto 220.000 domande di asilo, attestandosi come il primo paese di destinazione nel mondo. Le cifre ufficiali degli apolidi sono di 6,6, ma secondo le fonti ufficiose la cifra potrebbe essere di 12 milioni. Per quanto riguarda le cifre dei reinsediamenti, alla fine del 2009 erano 112.000. Nel corso degli ultimi dieci anni sono stati naturalizzati 1,3 rifugiati, più della metà dei quali negli Stati Uniti.

15 giugno: Indonesia. Un gruppo di richiedenti asilo inizia uno sciopero della fame nel centro di detenzione finanziato dall’Australia a Tanjung Pinang, in Indonesia. I prigionieri protestano contro le condizioni disumane del centro e la brutalità della polizia indonesiana che utilizza pistole Taser e che minaccia di morte i richiedenti asilo. Il senatore Chris Evans dice che le autorità australiane hanno aperto un’inchiesta ma che il problema è di competenza delle autorità indonesiane.

15 giugno: USA. Alla conferenza annuale dei sindaci delle città americane viene approvato un documento contro la legge dell’Arizona SB 1070 definita “incostituzionale e anti-americana” – la legge rende reato contro lo stato essere senza documenti e autorizza la polizia locale a fermare chi appaia sospetto di essere privo di permesso di soggiorno.

15 giugno : Francia. Il prefetto della Valle della Marna è stato condannato dal tribunale amministrativo di Melun per non avere rispettato le norme relative al diritto d’asilo, dal momento che il prefetto esigeva l’attestato di un luogo di residenza per rinnovare l’autorizzazione al soggiorno dei richiedenti asilo, senza, tra l’altro, fornire ai richiedenti asilo un luogo di accoglienza come previsto dal regolamento.

16 giugno: Grecia-Ue. Il direttore esecutivo dell’agenzia Frontex, Arias Fernandez, ha annunciato oggi che la prima sede regionale responsabile per l’Europa del sud-est sarà inaugurata in luglio. Si tratta di una fase sperimentale che durerà sino alla fine del 2011, l’ufficio inizierà i lavori il prossimo ottobre con un organico di tredici esperti di differenti paesi dell’Ue e sotto la direzione di un finlandese.

16 giugno: Malta. Habtom, un uomo eritreo di 30 anni, fu arrestato in Eritrea durante una manifestazione, torturato in cella e, attualmente, teme che la sua famiglia potrebbe ricevere minacce di morte. Quattro anni fa arrivò a Malta dove dovette aspettare 11 mesi per essere ascoltato e assistito nella sua richiesta di protezione. Dai suoi racconti le celle dei detenuti erano stanze di 7 metri per 15 ed erano occupate da 40 persone. Da un rapporto del Jesuit Refugee Service (JRS), ’Becoming Vulnerable in Detention’, emerge che le condizioni precarie della detenzione conducono nel 70% dei casi a conseguenze psicofisiche croniche negli individui, come depressione e sindrome da suicidio. Secondo Bjarte Vandvik del Consiglio d’Europa per i Rifugiati e gli Esuli, un tempo la detenzione era una rarità nella pratica dei Governi europei, eccezion fatta per la Gran Bretagna, mentre attualmente sembra essersi diffuso un senso di inospitalità generale.

16 giungo: USA. Ordine di deportazione per Eric Balderas, lo studente di Harvard che ha provato a prendere un aereo per Boston con documenti messicani e una carta d’identità dell’università. Balderas è arrivato negli Stati Uniti all’età di quattro anni quando sua madre ha varcato il confine senza documenti di immigrazione.

17 giugno: India. Il governo annuncia che nel 2014 renderà obbligatorie le impronte digitali per tutti gli stranieri che entrano nel paese.

17 giugno: USA. Nel corso di un’intervista con la tv ecuadoregna, il segretario di stato Hillary Clinton dichiara che l’amministrazione sta valutando un ricorso federale contro la legge SB 1070 dello stato dell’Arizona che autorizza la polizia locale a gestire il controllo dell’immigrazione. Un portavoce del dipartimento di giustizia ha dichiarato in un’email che la legge è ancora sotto esame.

17 giugno: Spagna. Il dibattito accesosi nei municipi catalani intorno all’uso e alla proibizione del burqa, il velo integrale, in luoghi pubblici e per le strade, ha sollevato un dialogo acceso in tutta Spagna. I Partito Popolare e, in primis, il CIU catalano hanno fatto da apripista sulla proposta di vietare l’uso del velo integrale e sono stati seguiti dal PSOE (Partito socialista) con dichiarazioni che seguirebbero quelle avanzate dall’opposizione, ma sfumate da commenti atti a sottolineare la difesa della libertà femminile.

17 giugno: Italia. Sono state rimpatriate insieme ad altri migranti provenienti dalla Nigeria e con un volo Frontex Debby e Priscilla, le due donne nigeriane che avevano preso parte alla rivolta del Centro di identificazione ed espulsione di via Corelli, a Milano, nell’agosto del 2009, e che insieme ad altri detenuti e detenute erano state condannate a sei mesi di carcere scaduti i quali erano state riportate all’interno di un Cie. Alla stessa rivolta aveva partecipato anche Joy, la donna sempre di origine nigeriana che durante il processo aveva denunciato l’ispettore capo di polizia Adesso per un tentativo di stupro. Con il volo sono state rimpatriate in tutto 46 persone nigeriane, provenienti dalla Norvegia, dall’Italia, dalla Francia e dalla Spagna. Nel 2009, 1622 migranti sono stati espulsi dall’Europa attraverso voli Frontex, mentre per quest’anno si prevede che il numero degli espulsi dovrebbe raddoppiare.

17 giugno: Gran Bretagna-Iraq. Sono stati rimpatriati oggi con un volo diretto Londra Bagdad 42 richiedenti asilo iracheni. Si tratta del terzo volo in una settimana. Al loro arrivo, 36 migranti sono stati trattenuti all’aeroporto, mentre coloro che sono stati liberati hanno potuto parlare con i giornalisti denunciando il fatto che il personale dell’UKBA (United Kingdom Border Agency) ha picchiato molti migranti per costringerli a salire sull’aereo e, una volta a Bagdad, per costringerli a sbarcare.

17 giugno: Ue-Libia. Il Parlamento europeo ha votato oggi una risoluzione sulle esecuzioni di 18 persone, provenienti da Ciad, l’Egitto e la Nigeria, avvenute in Libia, a Bengasi, il 30 maggio scorso. Il testo della risoluzione, che ricorda che l’abolizione della pena di morte fa parte dei valori fondamentali dell’Ue, ripercorre anche i recenti rapporti tra l’Unione europea e la Libia in vista di una cooperazione contro l’immigrazione, e, a tal proposito, si ricorda che la Libia non ha ratificato la convenzione di Ginevra sui rifugiati, richiama la Libia alle sue responsabilità in quanto stato recentemente eletto nel Consiglio dei diritti dell’uomo delle Nazioni unite. Il testo considera inoltre le difficoltà dei rifugiati e dei richiedenti asilo, condanna la recente chiusura della sede dell’Alto commissariato per i rifugiati a Tripoli e, oltre a condannare le esecuzioni del 30 maggio, chiede alla Libia di garantire un trattamento rispettoso dei diritti umani delle persone detenute e di ratificare la Convenzione di Ginevra sui rifugiati. Il Parlamento invita inoltre la commissione e il consiglio europeo di informarlo immediatamente a riguardo di tutte le procedure di negoziazione con la Libia e afferma che ogni cooperazione tra l’Unione europea e la Libia debba essere subordinata alla ratificazione della convenzione di Ginevra. Il parlamento, infine, “invita gli Stati membri che rinviano gli immigrati in Libia, in cooperazione con Frontex (l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea), a porre immediatamente fine a queste pratiche qualora sussista il serio rischio che la persona interessata possa essere sottoposta alla pena di morte, alla tortura o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti”.

18 giugno: Cuba-Usa. Alcune delegazioni del Governo di Cuba e degli Usa si riuniranno per la terza tavola rotonda dalla nomina di Obama sul tema migratorio. Il dialogo sarà influenzato dalle risoluzioni per il caso di Alan Gross, impresario statunitense incarcerato all’Avana dal mese di dicembre per sospetti di spionaggio. Si discuterà su come garantire flussi migratori gestibili, evitando gli esodi di massa del 1980 e del 1994.

18 giugno: Gran Bretagna. “La mia liberazione è la prova che il nostro sciopero della fame ha ottenuto dei risultati. Ci sentivamo completamente isolate e dimenticate, detenute per un periodo indefinito senza essere state processate, avevamo spesso problemi fisici e psichici. Molte detenute erano madri, come me, e soffrivano per la separazione dai loro figli. Non saremmo mai riuscite a proseguire lo sciopero se non ci fosse stato un sostegno all’esterno e vorrei ringraziare in modo particolare quelle donne che non mi hanno abbandonato quando avevo perduto ogni speranza. Quattro donne che facevano lo sciopero sono ancora in prigione e io non sarò tranquilla sinché non saranno libere”. E’ questa la valutazione che la signora K, una delle scioperanti, fa dello sciopero della fame delle detenute del centro di detenzione di Yalr’s wood. Per protestare contro la loro detenzione indefinita e contro le condizioni in cui erano detenute, nel febbraio del 2010, un gruppo di donne del centro di detenzione di Yalr’s wood aveva iniziato un lungo sciopero della fame. Ad oggi, una trentina di loro sono state liberate, sette sono ancora detenute a Yalr’s wood, 4 sono in prigione, mentre due donne, una di origini nigeriane e l’altra di origini cinesi, sono state espulse. Lo sciopero era durato a lungo e aveva trovato solidarietà all’esterno del centro. Molte delle donne che sono state liberate avevano trascorso numerosi mesi di detenzione.

18 giugno: Europa-Africa. In occasione della Giornata mondiale dei rifugiati, il 20 giugno 2010, Migreurop - una rete euroafricana - chiede « la chiusura dei campi per migranti in Europa e altrove ». La rete di associazioni “chiede ai governi degli Stati membri dell’UE e dei paesi che confinano con le sue frontiere di cessare l’uso della detenzione per scopi di controllo migratorio e chiede alle opinioni pubbliche dei diversi paesi di rifiutare ogni logica di trattenimento degli stranieri”, si legge nel testo dell’appello. Saranno numerose le iniziative in vari paesi in occasione della giornata. “Welcome, indietro non si torna” è l’iniziativa lanciata da una rete di associazioni italiane e greche che avrà come obiettivo quello di denunciare i respingimenti dei richiedenti asilo, spesso minori, in arrivo dalla Grecia nei porti italiani. Iniziative anche in vari paesi africani, appelli all’Alto commissariato per i rifugiati giungono dai rifugiati in Marocco, mentre nella Repubblica democratica del Congo domenica 20 giugno si terrà un’iniziativa per ricordare l’espulsione di massa degli angolesi dal Congo avvenuta l’anno scorso come risposta all’espulsione dei congolesi dall’Angola.

18 giugno: Svizzera. Il parlamento svizzero discute la nuova proposta di legge sull’asilo politico voluta dal ministro della giustizia, Eveline Widmer, per fare in modo che “la Svizzera diventi un paese meno attraente per i richiedenti asilo”. Critiche le associazioni di difesa dei diritti dei migranti che ritengono che una nuova riforma, dopo quella di soli due anni fa, non sia necessaria dal momento che negli ultimi anni le richieste d’asilo sono notevolmente diminuite rispetto alle cifre degli anni Novanta variando dalle 10.000 alle 16.000 l’anno. Uno dei punti più controversi della proposta è quello relativo alla proibizione dell’attività politica per i rifugiati, proposta che il governo motiva accusando alcuni rifugiati di fare attività politica solo per continuare a giustificare il loro status. Le associazioni di difesa dei diritti dei migranti denunciano questa proposta come illegale e incostituzionale, perché non rispettosa della libertà di parola.

19 giugno: Onu. In un comunicato dell’Alto commissario per i rifugiati viene ricordato che quest’anno l’anniversario della giornata dei rifugiati ha come tema “il ritorno a casa” con lo scopo di far conoscere all’opinione pubblica la sorte di più di 40 milioni di persone che vivono lontane dai loro paesi perché costrette a fuggire da conflitti e persecuzioni.

19 giugno: Malesia. In un raid di tre ore nello stato di Panang una squadra di 60 ufficiali dell’immigrazione ha arrestato 200 migranti senza documenti provenienti principalmente dall’Indonesia, dalla Tailandia, dal Maynmar e dal Bangladesh.

20 giugno: Grecia. In occasione della giornata mondiale dei rifugiati l’Ong Medecins sans frontières pubblica un nuovo rapporto sulla condizione dei rifugiati e richiedenti asilo in Grecia dal titolo: “Migrants in detention. Lives on hold”.

21 giugno: Germania. L’espulsione di 22 Rom da Göttingen verso il Kosovo ha potuto essere provvisoriamente fermata grazie all’intervento di attivisti e della chiesa evangelica di Göttingen, che ha offerto loro asilo in chiesa.

21 giugno: Mauritania-Marocco-Camerun. L’associazione di difesa del diritti dell’uomo della Mauritania (AMDH) denuncia il fatto che da due settimane un cittadino del Camerun si trova bloccato dalle autorità mauritane alla frontiera tra la Mauritania e il Marocco. Precedentemente, era stato respinto dalle autorità marocchine per essere entrato nel paese passando dalla frontiera con l’Algeria. L’uomo è stato però abbandonato in pieno deserto, in un posto minato ed è riuscito poi ad arrivare al posto di frontiera con la Mauritania.

21 giugno: Nuova Zelanda. Cala l’emigrazione dalla Nuova Zelanda e aumenta l’immigrazione verso lo stesso paese. Secondo i dati pubblicati oggi dall’ufficio statistica del governo, si registrerebbero 17.967 arrivi in più rispetto al numero delle partenze negli ultimi 12 mesi, un numero inferiore a quello registrato lo scorso anno (19.954). Le autorità neozelandesi sono impegnato in una politica di contenimento dell’emigrazione e hanno varato il mese scorso una legge che riduce le tasse sul reddito per disincentivare l’emigrazione della classe media.

21 giugno: USA. La cittadina di Fremont nel Nebraska orientale vota (con una maggioranza del 57%) a favore di un referendum che impedisce di affittare case a migranti senza documenti e impone agli aspiranti inquilini di dichiararsi alla polizia e di ottenere una licenza per l’affitto di locali.

22 giungo: Australia. Viene portato all’ospedale uno dei 34 richiedenti asilo in sciopero della fame nel carcere di Darwin dove riceve assistenza medica e psicologica. Verrà rilasciato in serata.

22 giugno: Italia. Nella mattinata di oggi i carabinieri hanno attuato ad Azzano Mella, vicino a Brescia, lo sfratto violento di un nucleo famigliare composto da un operaio saldatore di origine marocchina che da alcuni mesi ha perso il posto di lavoro e da sua moglie. I carabinieri hanno poi proceduto al fermo di alcuni migranti che stavano partecipando al presidio di protesta contro lo sfratto. Quando poi i migranti sono stati liberati, tutti i partecipanti al presidio hanno occupato il Comune di Azzano Mella e solo dopo l’impegno da parte del sindaco ad ospitare la famiglia sfrattata in un albergo fino a quando il tavolo interistituzionale sugli sfratti non troverà un appartamento i partecipanti hanno posto fine all’occupazione.

22 giugno: Ue. Il Parlamento europeo ha deciso di sottoporre le linee direttrici di Frontex allo studio della Corte di giustizia europea per valutare la validità della procedura che ha condotto alla loro adozione. L’iniziativa fa seguito alla richiesta al Parlamento di esprimersi promossa dal deputato Simon Busuttil. Il parlamento rimprovera alla Commissione europea di aver adottato il testo senza che il Parlamento stesso potesse emendarlo, costringendolo così all’alternativa di approvarlo o respingerlo. Il punto controverso è quello su cui solleva questioni anche Malta: il fatto che i migranti intercettati in mare dall’agenzia Frontex ricadano sotto la responsabilità del paese che ospita la missione e non del paese più vicino al luogo dell’intercettazione. Ora, la Corte di giustizia dovrà esprimersi entro 18 mesi, ma nel caso si esprimesse per un cambiamento delle linee direttrici le modifiche richiederebbero tempi molto lunghi, mentre nel frattempo il testo dovrebbe continuare ad essere applicato.

22 giugno: Messico. L’Istituto Nazionale Migratorio (INM) messicano rinforzerà il servizio di pattugliamento e l’assistenza umanitaria alle frontiere nord e sud per soccorrere i migranti in viaggio verso gli Stati Uniti, in particolare in un periodo pericoloso come quello estivo durante il quale i migranti disidratazione. Si tratta del programma Beta operativo alla frontiera con gli Usa e con il Guatemala e il Belize.

22 giugno: Spagna. Il commissario della guardia Civil delle Canarie ha confermato che verrà applicata una riduzione del personale del Servizio Integrato di Vigilanza Esterna (SIVE) nell’isola di Lanzarote, in quanto il visibile calo degli arrivi di migranti non rende necessaria la presenza cospicua di personale.

23 giugno: Spagna. Il senato spagnolo ha approvato la mozione per la proibizione del burqa e del niqab, presentata dal PP (Partito popolare). A favore del testo si è espresso il partito nazionalista catalano, CIU, mentre il PSOE (Partito socialista) ha votato contro. Al momento la mozione dovrà passare alla Camera dei Deputati perché possa tradursi in legge. Il divieto, che interesserebbe le donne che indossano questi indumenti in luoghi pubblici e scuole, è già stato applicato in ambito municipale dalla città di Lerida a partire dal 28 di maggio scorso. Soledad Cabezón del PSOE, che non si era detto favorevole all’utilizzo di indumenti che coprano il volto della donna, ha spiegato che sarebbe preferibile non ricorrere alla via legislativa, imponendo un divieto, ma ad azioni sociali vicine alle donne stesse, in modo che siano esse stesse a scegliere di non indossare il velo.

23 giugno : Ue. Negli stati membri dell’Unione europea in cui negli anni passati i migranti arrivavano via mare, gli arrivi sono fortemente in calo già dall’anno scorso. Secondo i dati diffusi dall’Unhcr si tratterebbe di un calo che va dal 50% al 95%, a seconda dei paesi nel periodo 2009-2010. Da marzo, a Malta non si è verificato nessun arrivo, al punto che nel mese di aprile il governo maltese si è ritirato dalle operazioni congiunte di Frontex; gli arrivi all’isola di Lampedusa, in Italia, sempre secondo i dati dell’Alto commissariato, sono calati del 95% tra il 2009 e primi sei mesi del 2010; una diminuzione del 50% si era invece già verificata in Spagna nel 2008 e nel 2009. Di conseguenza, diminuiscono anche gli arrivi in Francia. I viaggi dei migranti si sono spostati dunque verso est e in particolar modo la Turchia e la Grecia.

23 giugno: UE-ACP. I rappresentanti dell’Unione Europea e dell’ACP (Africa, Caraibi e Paesi del Pacifico) hanno siglato la seconda revisione al testo dell’Accordo di Cotonou del 22 giugno, che regola i loro rapporti internazionali. L’unica parte sulla quale non è stato possibile raggiungere un accordo è l’articolo 13, relativo alla migrazione e ai rimpatri che coinvolgerebbero direttamente i Paesi extra-europei. Nel proprio interesse l’UE ha tentato di convincere i membri a facilitare i rimpatri dall’Europa verso i loro Paesi d’origine, ma invano. Tuttavia gli stati dell’ACP hanno accettato di collaborare nella lotta alla migrazione "illegale".

23 giugno: Messico-USA Arizona. Il governo messicano si unisce alle azioni contro lo stato dell’Arizona per la legge SB 1070, approvata 13 aprile 2010, che rende reato statale essere senza documenti e autorizza la polizia a fermare chi appaia sospetto di poter essere un migrante privo di documenti. L’azione del governo messicano va a sostenere la causa contro lo stato dell’Arizona già intentata da diverse organizzazioni civili statunitensi, tra cui Mexican American Legal Defense and Education Fund, National Immigration Law Center e American Civil Liberties Unions. Sempre oggi, la cittadina di Chula Vista, in provincia di San Diego, vota il boicottaggio dello stato dell’Arizona per protestare contro la legge SB 1070.

23 giugno: USA. Janet Napolitano, a capo del Dipartimento della Sicurezza Interna, anticipa le misure che il governo prenderà con i 500 milioni di dollari che il presidente Obama ha chiesto al Congresso per garantire la sicurezza alle frontiere: due aerei Predator comandati a distanza per pattugliare l’area del Golfo del Messico e il confine lungo il Texas, l’impiego di un ulteriore migliaio di agenti e sessanta investigatori al servizio dell’Immigrazione.

24 giugno: Australia. Finisce lo sciopero della fame dei 31 richiedenti asilo nel centro di detenzione di Darwin. Iniziato il 13 giugno scorso, lo sciopero è durato 11 giorni.

24 giugno: USA. Giornata di lancio per due iniziative a favore di una riforma della legge sull’immigrazione e della legalizzazione degli immigrati senza documenti, una sostenuta da industriali e sindaci, l’altra dal sindacato dei lavoratori agricoli. Parte da New York la prima, Partnership for a New American Economy, patrocinata dal sindaco Bloomberg (repubblicano) e con l’adesione degli amministratori delegati delle maggiori multinazionali statunitensi (News Corp, Hewlett-Packard, Disney, Boeing, Morgan Stanley, Marriott International, NY Mets) e di un gruppo di sindaci di città statunitensi (oltre a New York City, Los Angeles, Philadelphia, San Antonio, Phoenix). In una presentazione su Fox News, il sindaco Bloomberg e il patron dei media Rupert Murdoch, hanno dichiarato che la ripresa economica degli Stati Uniti dipende dalla riforma e dalla legalizzazione dei 12 milioni di migranti privi di permesso di soggiorno e hanno sottolineato che la deportazione non solo è impossibile ma danneggia gravemente l’economia nazionale privando il mercato di una risorsa di manodopera fondamentale. Nello stesso giorno, il sindacato United Farm Workers lancia la campagna “Take our jobs”, in cui invita i cittadini o residenti americani che si oppongono alla legalizzazione dei migranti privi di permesso di soggiorno a prendere il loro posto nell’industria agricola. “Take our jobs” ricorda che metà dei 2,5milioni di lavoratori agricoli sono immigrati senza documenti.

24 giugno: Ue-Marocco. Il capo della delegazione dell’Unione europea in Marocco, Eneko Landaburu, ha dichiarato che l’Unione europea si appresta a firmare un accordo di riammissione con il Marocco relativo ai migranti privi di documenti di origine sub sahariana che sono passati sul territorio marocchino. In cambio, al Marocco verrebbero concessi un numero maggiore di visti di lunga durata.

24 giugno: Ue-Belgio-Irlanda. La commissione europea ha deciso di ricorrere alla corte di giustizia di Strasburgo contro il Belgio e l’Irlanda dal momento che i due stati membri non hanno integralmente recepito le direttive dell’Unione europea concernenti le procedure di asilo. “Sono pronta a aiutare il Belgio e l’Irlanda nel lavoro che devono ancora compiere per recepire la direttiva”, ha affermato Cecilia Malmström, commissaria agli affari interni.

26 giugno: Germania. Per protestare contro la loro prossima espulsione quattro detenuti della prigione JVA Langenhagen Hannover hanno iniziato lo sciopero della fame. Ciononostante il 29 giugno uno dei quattro, Abrahim Bakro, è stato espulso verso Damasco. L’espulsione si basa su un accordo di rimpatrio‭ ‬entrato in vigore nel 2009 e che dovrebbe portare all’espulsione di circa 7000 rifugiati siriani. Questo accordo è stato criticato dai Verdi e dalla Linkspartei, dopo che diversi rifugiati erano stati arrestati dalle forze dell’ordine siriane al loro arrivo a Damasco.

26 giugno: Gran Bretagna. Il governo approva oggi una misura per contenere l’immigrazione dai paesi non UE, fissando a 24mila la quota di lavoratori qualificati che, a partire dal primo luglio e per nove mesi, potranno immigrare nel Regno Unito. La decisione riguarda soprattutto immigrati di origine Indiana e sudasiatica.

27 giugno: Libia-Unhcr. L’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite fa sapere che la Libia gli ha concesso la possibilità di riprendere alcune attività. Dal giorno in cui gli uffici dell’ Unhcr sono stati chiusi, il 7 giugno scorso, le autorità libiche hanno dato varie spiegazioni per tale decisione, tra cui il fatto che Unhcr affittasse dei locali senza averne il permesso e che uno dei funzionario dell’Alto commissariato chiedesse prestazioni sessuali in cambio del riconoscimento di asilo. Il portavoce dell’Unchr, senza respingere le accuse, afferma che rimangono comunque prive di fondamento e chiede alla Libia di formularle in modo meno vago, di modo che, nel caso, si possa procedere a una normale inchiesta.

28 giugno: Spagna. La notte di San Giovanni la tragedia ferroviaria della cittadina catalana di Castelldefels ha provocato la morte di 13 persone provenienti da Ecuador, Bolivia, Colombia e Romania. Le vittime, oltre ad altre 14 persone, stavano attraversando i binari della ferrovia, evitando il sottopassaggio, quando un treno ad alta velocità è sbucato dalla galleria. Al suo passaggio alcuni sono riusciti a trarsi in salvo e sono rimasti feriti, mentre i 13 hanno perso la vita. Al momento le famiglie di due ragazzi ecuadoriani hanno richiesto il rimpatrio delle salme, mentre gli altri riceveranno funzione funebre in Catalogna.

28 giugno: Germania. Politici della CDU e CSU hanno avanzato la proposta di riformare i principi di accoglienza per stranieri, adottando come criterio di scelta la loro utilità sociale per la Germania. Il portavoce per le questioni di politica interna della CDU, Peter Trapp, ha rilasciato un’intervista al giornale Bild-Zeitung dove sostiene che il metro di misura per poter immigrare in Germania dovrebbe essere “una buona formazione professionale e anche l’intelligenza.” Ha suggerito di introdurre test di intelligenza per gli immigrati. Il governo ha immediatamente stigmatizzato questa proposta.

29 giugno: Indonesia. Arrestati 83 richiedenti asilo afgani che stazionavano su una spiaggia della Riviera est dell’arcipelago, dopo un tentativo fallito di raggiungere l’Australia su un’imbarcazione di fortuna. Per decisione dell’ex primo ministro australiano Kevin Rudd le richieste di asilo dall’Afghanistan sono comunque congelate per i prossimi sei mesi.

30 giugno: Australia. Il leader del partito liberale dell’Australia occidentale, Colin Barnett, reclama una soluzione a livello nazionale per i rifugiati e accusa il governo di stare affollando l’ex miniera di Lenora, una struttura a carattere temporaneo con una capacità massima di cento persone e che ha già raggiunto 158, in un contesto estremamente isolato e con limitatissime risorse e servizi.

30 giugno: Libia. Dai messaggi dell’agenzia Habesha di Roma si ha notizia che da ieri è in corso una deportazione dei rifugiati eritrei rinchiusi nel campo di detenzione di Misratah. Si tratta di circa 300 persone, uomini, donne e una cinquantina di minorenni, respinti in mare sulla rotta del Canale di Sicilia. Dalle telefonate che l’agenzia ha potuto fare con i rifugiati si sa che ieri, nel campo, era arrivato l’esercito libico con dei moduli dell’ambasciata eritrea per l’identificazione, che i rifugiati si sono rifiutati di compilare i moduli e che, in seguito, sono stati duramente repressi dai militari. Sempre secondo l’agenzia, ci sarebbero una trentina di feriti, ma i cellulari non rispondono più da questa mattina e si teme dunque che tutti i prigionieri siano stati deportati con i container.

30 giugno: Spagna. Un’impresa agricola di Huelva offre lavoro a stagionali stranieri per la raccolta dei mirtilli e, differentemente da quanto accade d’abitudine, anziché lasciare che i migranti risolvano il problema dell’abitazione con la creazione di accampamenti di fortuna offre ai lavoratori degli appartamenti in cui abitare durante l’intero periodo di lavoro. Si tratta di 110 abitazioni fornite e pagate dall’azienda, incluso i consumi di acqua ed energia elettrica dei futuri occupanti.

30 giugno: Svizzera. Le autorità svizzere fanno sapere che i voli di rimpatrio verso paesi africani, interrotti lo scorso marzo dopo la morte di un migrante nigeriano di 29 anni, riprenderanno a partire dal mese di luglio. Intanto, l’autopsia del giovane diagnostica un arresto cardiaco a causa di una grave malattia cardiaca e allo sciopero della fame che il giovane stava praticando da circa un mese. Le associazioni per i diritti dei migranti, però, denunciano lo stato in cui avvengono i rimpatri, con le persone legate e immobilizzate per tutta la durata del volo. Le autorità svizzere assicurano che a partire dai prossimi voli il rimpatrio avverrà anche in presenza di un medico, che dovrà accertare le condizioni di salute dei migranti rimpatriati.

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