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maggio 2010:

1 maggio: Usa. In 70 città statunitensi, tra cui Pheonix, Chicago e Washington, oggi si sono svolte manifestazioni al grido dello slogan “Todos somos Arizona”. Organizzata dalle numerose comunità latine del Paese, questa protesta vuole scagliarsi conto “la legge razzista e criminalizzante” varata il mese scorso dallo Stato dell’Arizona.

1 maggio: Francia. Mobilitazioni di studenti, professori e di varie associazioni intorno al caso di Wael El Abed, uno studente di 25 anni, di origine tunisina, che la settimana scorsa era stato arrestato e portato al centro di detenzione amministrativa di Perpignan con la motivazione che non aveva superato gli esami all’Università necessari al mantenimento del suo titolo di soggiorno. Il giudice delle libertà e della detenzione aveva poi deciso per l’arresto domiciliare ma la prefettura aveva fatto appello contro la decisione e ora Wael El Abed dovrebbe ritornare ad essere detenuto sino alla sua espulsione in Tunisia. Contro questa decisione si mobilitano anche gli organi accademici che hanno inviato una lettera alla prefettura affinché allo studente venga concessa la possibilità di superare i suoi esami e di continuare gli studi.

1 maggio: Canada. Migliaia di persone manifestano a Toronto gridando “vergogna” contro le politiche dell’immigrazione del governo conservatore di Stephen Harper.

1 maggio: Sri Lanka-Australia. Il Refugee and Immigration Legal Centre accusa di incostituzionalità, di fronte alla Corte suprema australiana, la pratica di respingimento in mare (offshore processing) delle richieste d’asilo. L’accusa e’ stata sollevata dal gruppo legale in merito al caso di 10 richiedenti asilo originari dello Sri Lanka la cui richiesta era stata inoltrata prima della riforma dell’8 aprile 2010 che sospende le procedure di richiesta di asilo per i migranti provenienti dall’Afghanistan e dallo Sri Lanka.

1 maggio: Francia. E’ iniziata oggi la marcia Parigi-Nizza a cui aveva chiamato il Ministero della regolarizzazione dei sansper denunciare le politiche di espulsione e di detenzione dei migranti e per chiedere la loro regolarizzazione.

1 maggio: USA. Arizona. Il sindacato delle squadre della Major League del baseball americano firma oggi una dichiarazione pubblica di condanna della legge dell’Arizona (13 aprile 2010) che autorizza la polizia a fermare chi appaia sospetto di essere un migrante senza documenti.

2 maggio: Messico-Usa. Arizona. Il Senato messicano si pronuncia sulla nuova legge dell’Arizona chiedendo al presidente Obama di impedirne l’implementazione.

2 maggio: Messico. E’ un panorama sempre più preoccupante quello della frontiera messicana, scenario di violenze, abusi e sequestri ai danni dei migranti in transito. Amnesty International ha recentemente pubblicato un rapporto su quello che accade quotidianamente sul confine tra Messico e Stati Uniti.

2 maggio: Egitto. La polizia egiziana ha ucciso due migranti che cercavano di superare la frontiera con Israele. Uno dei migranti era eritreo, l’altro, invece, non è stato identificato. Dall’inizio dell’anno, la polizia egiziana ha già ucciso con le stesse modalità 16 persone.

2 maggio: Ue-Malta. La commissaria agli Affari Interni UE, Cecilia Malmström, lamenta il fatto che Malta, dopo 4 anni di cooperazione, abbia deciso di ritirarsi dagli accordi con l’agenzia europea di pattugliamento Frontex per quest’anno. Tale decisione implica l’interruzione della cosiddetta "operazione Chronos" nel triangolo Sicilia-Malta-Libia, che sarebbe costata circa 9 milioni di euro. Dalle prime battute del governo maltese, il motivo sarebbe legato a un momentaneo diradamento del flusso di migranti verso l’isola, da quando Frontex ha introdotto pattuglie in acque italiane e libiche. Anche le statistiche parlano chiaro: nel 2008 sono arrivati a Malta 2775 sans papiers, contro i 1475 del 2009.

3 maggio: Francia-Ue-Libia. Acat-France, Action des chrétiens pour l’abolition de la torture, scrive una lettera appello per denunciare le conseguenze dell’esternalizzazione delle politiche d’asilo in Libia. L’appello ricorda che l’Unione europea sta attualmente negoziando con la Libia la possibilità di instaurare dei campi di raccolta sul territorio libico per valutare le domande di asilo politico da parte dei migranti in transito verso l’Europa e denuncia gli innumerevoli episodi di repressione dei migranti avvenuti in Libia nel corso dell’ultimo anno.

3 maggio: Libia-Mali. L’Association Malienne des Expulsés denuncia l’espulsione dalla Libia di 149 migranti e le modalità violente in cui essa è avvenuta. Secondo le prime testimonianze raccolte dall’Ame i migranti sono stati arrestati per le strade, nelle loro case e nei luoghi di lavoro, sono stati poi detenuti nei centri di detenzione libici e alla fine espulsi in Mali. I testimoni raccontano anche delle violenze all’interno dei centri di detenzione e denunciano il fatto che in essi sono ancora detenuti molti uomini e donne africane, e fanno riferimento in particolare alla prigione di Saaba, dove restano detenute ancora circa 600 donne. L’Ame, nella denuncia, chiede alle autorità libiche di porre fine alle detenzioni, alle violenze, alle torture e alle espulsioni e chiede alle autorità del Mali una condanna ufficiale delle politiche libiche nei confronti dei migranti.

3 maggio: Germania. Il governo tedesco decide la rimozione della riserva posta alla Convenzione internazionale sui Diritti dell’infanzia. La convenzione, già ratificata nel 1989, era entrata in vigore in Germania nel 1992. Al tempo fu prevista anche una restrizione dei diritti degli stranieri avente precedenza sulla Convenzione internazionale sui Diritti dell’infanzia. In tal modo la tutela dei diritti dell’infanzia non si applicava sinora a pieno titolo a bambini ed adolescenti stranieri.

4 maggio: Italia. Un gruppo di italiani ha aggredito un migrante a Cassibile, in provincia di Siracusa, luogo di raccolta delle patate dove sono numerosi i migranti che lavorano alla giornata scelti dai caporali. L’uomo stava camminando sulla strada principale di Cassibile quando ha subito l’aggressione ed è stato poi soccorso dal 118, chiamato da altri abitanti della zona, e ricoverato all’ospedale dove le sue condizioni non sono state dichiarate gravi. Le associazioni per i diritti dei migranti nel denunciare l’episodio richiamano inoltre l’attenzione sul “mercato delle braccia” di Cassibile, sul lavoro nero dei braccianti stagionali e sulle loro condizioni di lavoro e sfruttamento.

4 maggio: Spagna. Il lavoro nero e le case dormitorio costituiscono una costante nelle diverse zone di Barcellona. La capitale catalana ospita circa 3.156 appartamenti abitatati da migranti che condividono pochi metri quadri. Secondo un rapporto Cuantificación y distribución territorial de la población mal alojada, incaricato dalla Segreteria catastale della Regione, l’inquilino medio di questo tipo di abitazioni ha un’età tra i 35 e i 64 anni e lavora in nero.

4 maggio: Argentina. La celebrazione del bicentenario dell’indipendenza dell’Argentina diventa un’occasione per fare eco dell’attuale condizione dei migranti di oggi. La presidente del paese, Cristina Fernández, ha dichiarato l’importanza di una Legge migratoria di protezione e di tutela, ricordando che ogni cittadino argentino possiede nella propria esperienza personale una storia di emigrazione/immigrazione. La legge dovrebbe sostituire quella redatta nel corso dell’ultima dittatura (1976-1983).

4 maggio: Spagna. Un giovane migrante marocchino ha perso la vita sull’autostrada di Malaga mentre viaggiava nascosto sotto un camion che avrebbe dovuto condurlo fino a Huesca. Abdoulaye Kone aveva richiesto lo status di rifugiato in Spagna dopo essere fuggito dalla Costa d’Avorio dove avrebbe dovuto subire l’arruolamento obbligatorio nell’esercito. Si trovava nel CETI di Ceuta dal quale aveva denunciato il fatto che la Delegazione del Governo gli impedisse di andare sulla penisola.

4 maggio: Australia. Quattro ore di libertà per un richiedente asilo afgano, evaso del centro dell’isola di Christmas riuscito a fuggire alle 10:30 e arrestato alle 14:30. Il centro, costato 400milioni di dollari, e’ progettato come un carcere di massima sicurezza ma un segmento del filo spinato elettrico e’ stato per errore disattivato consentendo la fuga. La situazione dei richiedenti asilo afgani e dello Sri Lanka in Australia si e’ fatta drammatica a partire dal mese scorso, in seguito alla decisione del governo di congelare le richieste d’asilo dai due paesi.

4 maggio: USA. Arrestate 137 persone in un raid durato quattro giorni in Ohio (a Columbus, Dayton e Cincinnati) che aveva come obiettivo specifico criminali stranieri (“foreing-born criminals”). Tra i crimini imputati agli arrestati: reingresso dopo un’espulsione, inadempienza rispetto a un ordine di espulsione o reati perpetrati in paesi terzi.

5 maggio: USA. Arizona. Nel giorno della festività messicana del 5 di maggio, i giocatori della squadra di basket dei Phoenix Suns decidono di indossare la divisa con il logo in spagnolo “Los Suns” nella partita di playoff per protestare contro la legge dell’Arizona.

5 maggio: Messico-USA. Il procuratore Statale dei Diritti Umani, Heriberto García García, ha dichiarato che una delle maggiori difficoltà per la tutela dei diritti dei migranti sono le testimonianze e le denunce di abusi. Infatti, è sempre difficile ricostruire attraverso poche informazioni il luogo dove l’abuso è avvenuto e soprattutto spesso gli agenti lavorano in zone diverse a distanza di brevi periodi, quindi è difficile risalire alla persona ricercata. Tuttavia da oggi la Procura per i Diritti Umani (PDHPC) ammetterà tutte le denunce o segnalazioni ricevute e le trasmetterà indistintamente alle strutture di competenza.

5 maggio: Austria. La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha bloccato l’applicazione del regolamento di Dublino nei confronti della Grecia, impedendo la riammissione in quel paese di un immigrato afgano, che aveva presentato domanda di asilo in Austria. L’avvocato del rifugiato ha fatto appello alla corte accusando le condizioni di detenzione inammissibili in Grecia e la mancanza di accesso a una procedura corretta di asilo. Sono numerosi i rapporti di Amnesty International che denunciano la quasi totale assenza del diritto d’asilo per tutti i rifugiati che passano per il territorio greco.

5 maggio: Italia-Egitto. L’Italia ha fornito alla guardia costiera egiziana 5 nuove motovedette.

5 maggio: Austria-Ue-Nigeria. Le organizzazioni per i diritti dei migranti hanno organizzato in questi giorni manifestazioni contro le espulsioni dei migranti verso la Nigeria con voli charter congiunti organizzati dall’agenzia Frontex. Dopo essere riusciti a bloccare il velivolo in partenza oggi, 42 manifestanti sono stati arrestati. Nel frattempo, le associazioni fanno sapere che tra i migranti espulsi in questi giorni si trovava anche un giovane condannato per omosessualità in Nigeria e residente in Austria da oltre sei anni.

5 maggio: Cipro. Un cittadino palestinese a cui è stato appena rifiutato lo status di rifugiato dopo un’attesa di 17 anni nello Stato di Cipro ha tentato di darsi fuoco con una tanica di benzina di fronte al KISA, il centro Immigrazione di Nicosia. Gli agenti sono riusciti a impedirglielo prima che appiccasse il fuoco. Hussein entrò nel Paese dal Libano nel 1993 e, in quanto sans papier, fu incarcerato per 3 anni. Dopo l’ottenimento di una protezione temporanea da parte dell’UNHCR, è iniziata la sua attesa per l’ottenimento dello status definitivo.

6 maggio: Germania. La Baviera ha modificato i regolamenti che riguardano il trattamento dei richiedenti asilo. Da anni la pratica bavarese di rinchiudere i richiedenti in campi per rifugiati riscuote forti critiche. Se in altre regioni tedesche, come per esempio nella regione di Berlino, i richiedenti asilo hanno il diritto a vivere in un appartamento, in Baviera sono purtroppo costretti ad abitare in campi. Nei mesi scorsi alcuni eventi hanno riproposto la questione all’opinione pubblica: uno studio della ONG Bayrischer Flüchtlingrat aveva dimostrato che i costi amministrativi della detenzione in campi erano nettamente maggiori alla sistemazione in appartamenti liberi. Nel mese di febbraio alcuni rifugiati nei campi di Hauzenberg e Breitenberg avevano organizzato uno sciopero della fame per protestare contro le pessime condizioni di vita nei campi, e avevano chiesto di poter comprare e cucinare i propri alimenti, di avere permessi di lavoro nonché di muoversi liberamente. Il nuovo regolamento sembra però non prevedere sostanziali cambiamenti. La maggior parte dei rifugiati che aspetta l’esito della richiesta di asilo sarà comunque obbligata a rimanere in campi per rifugiati finché non verrà conclusa la procedura di verifica per l’asilo e finché i rifugiati non dimostreranno di essere economicamente autosufficienti. Si introduce un’eccezione per famiglie che d’ora in poi possono lasciare i campi non appena viene aperta la procedura di richiesta d’asilo.

6 maggio: UE. La Fundamental Rights Agency (FRA) pubblicherà nel prossimo mese di giugno un rapporto sulle condizioni dei “minori richiedenti asilo non accompagnati negli Stati Membri dell’Unione europea” nel quale verranno denunciate le carenze nei sistemi di accoglienza e di supporto. La Convenzione dei diritti umani per il Bambino e la Carta dei diritti umani dell’UE riconoscono la necessità di supportare i minori, spesso vittime di traumi per le condizioni del paese d’origine, una volta giunti nel Paese in cui richiedono lo status.

7 maggio : Europa. Un gruppo di associazioni per i diritti dei migranti chiama a una settimana di azioni contro le deportazioni da realizzare con varie iniziative in tutta Europa dal primo al sei giugno. Nell’appello si legge: “Le deportazioni sono diventate una parte integrale del sistema delle Regime europeo sull’immigrazione. Centinaia di rifugiati/e e di migranti sono forzatamente deportati/e ogni giorno per fare ciò che le persone hanno fatto per milioni di anni: emigrare alla ricerca di una vita migliore, scappare dalla povertà, dalle persecuzioni, dagli abusi, dalle discriminazioni, dalla guerra etc. Il diritto di viaggiare e vivere dove si vuole è negato a tutti e tutte coloro che hanno un diverso colore della pelle, passaporto e conto in banca. Queste persone sono trattate come ‘criminali’ e incarcerate in prigioni speciali che chiamano con altri eufemismi (centri di rimozione, case rifugio e così via). Gli abusi razzisti e sessisti e la violenza fisica, agiti dalla polizia che si occupa di immigrazione e dalle guardie private, sono istituzionalizzati e legittimati dall’uso della forza nelle operazioni di deportazione.”

7 maggio: Spagna. Il Comune catalano di Vic ha dichiarato sul tema dell’empadronamiento dei sans papiers, ovvero la registrazione anagrafica comunale, che verranno denunciati solo coloro che presenteranno una falsa dichiarazione o falsi documenti, mentre ciò non accadrà nel caso in cui venga dichiarato che non si possiede il permesso di soggiorno.

7 maggio: Spagna. Sono stati tratti in salvo nelle acque prossime a Tarifa 54 migranti di origine sub sahariana che viaggiavano su un’imbarcazione ormai alla deriva.

7 maggio: Usa. Organizzazioni non governative latine di migranti e lavoratori manifestano contro la legge migratoria varata dallo Stato dell’Arizona. L’azione di boicottaggio implicherà l’annullamento di visite istituzionali e ufficiali nello Stato da parte delle associazioni, ma il Consiglio Nazionale della razza, il gruppo più rappresentativo per gli ispanici negli Stati Uniti, vorrebbe coinvolgere tutti coloro che non condividono la criminalizzazione della condizione di migrante.

7 maggio: Messico-USA. Secondo dati forniti dalla Fondazione Nazionale per la Politica statunitense, dal 1998 sono morte più di 4 mila persone, in media una al giorno, nell’intento di attraversare la frontiera tra Messico e Stati Uniti.

7 maggio: Spagna. I migranti in Spagna vivono al limite della sopravvivenza per garantire le rimesse alle famiglie d’origine, tuttavia nell’ultimo trimestre è stato registrato un aumento dell’l1,8% del denaro inviato all’estero, nonostante il grave periodo di crisi e di disoccupazione che ha maggiormente colpito la fascia dei lavoratori stranieri e precari. Secondo Iñigo Moré, portavoce del Centro studi sulla globalizzazione e sulle rimesse il dato è legato al fatto che i lavoratori migranti attingono dal sussidio di disoccupazione o da altro genere di rendite a tempo limitato.

8 maggio: Spagna. Secondo i dati della Rete Migrazione Europea, sono più di 5 mila i minori non accompagnati stranieri accolti dalla varie regioni spagnole, tra le quali le Canarie risultano in cima all’elenco per il numero di accoglienze.

9 maggio: Ue-Libia. L’ambasciatore dell’Unione europea in Libia, Adrianus Koetsenrujter, ha fatto sapere che per l’8 e il 9 giugno sono previsti nuovi colloqui tra l’Ue e la Libia al fine di arrivare a concludere un accordo quadro di cooperazione e partenariato entro la fine dell’anno, accordo che dovrà comprendere anche l’aspetto della lotta contro l’immigrazione irregolare.

9 maggio: Usa. Il governo statunitense ha prorogato fino al 5 gennaio 2012 il cosiddetto TPS, Temporary Status Protection, ovvero Status di Protezione Temporale, per i cittadini di Nicaragua e Honduras che vivono negli Stati Uniti da sans papiers. Tale misura è stata considerata da molti come un modo per alleggerire i toni in seguito all’introduzione della nuova legge migratoria nello Stato dell’Arizona. Essa interesserà circa 78 mila persone provenienti dai due Paesi centroamericani.

9 maggio: Australia. 59 migranti vengono soccorsi al largo dell’Australia da un’imbarcazione russa e trasferiti sull’isola di Cocos, lungo la costa di nord-ovest. Secondo le testimonianze raccolte, cinque migranti appartenenti al gruppo avrebbero abbandonato la barca di fronte all’esaurirsi di cibo, acqua e carburante, tentando la traversata a nuoto. La guardia costiera ha avviato una ricerca.

9 maggio: Malta-Australia. Secondo nuove statistiche presentate in parlamento sulle persone con discendenza maltese presenti all’estero, sono 200mila i maltesi storicamente emigrati in Australia, una cifra nettamente inferiore a quella prospettata fino ad oggi.

10 maggio: USA. Il senatore dell’Arizona John McCain, in campagna elettorale per le primarie del partito repubblicano, chiede che venga completata la recinzione del confine US-Messico e qualifica l’immigrazione illegale con la seguente formula: “Drug and human smuggling. Home invasions. Murder.”

10 maggio: Messico. Secondo Sonora, ogni anno vengono rimpatriati poco più di 200 mila migranti, ma con l’applicazione della recente legge SB 1070 la cifra potrebbe aumentare del 50% secondo l’Istituto Nazionale d’Immigrazione (INM).

10-11 maggio: Nuova Zelanda. Una famiglia di origine coreana e’ stata trovata morta nell’abitazione di Christchurch, la maggiore città di South Island: Sung Eun Cho (la madre, 43 anni) e Yeon Jae Baek e Yeon Sue Baek (le due figlie, rispettivamente 17 e 13 anni). Il padre, accorso dalla Corea alla notizia, si e’ suicidato il giorno prima del funerale.

11 maggio: USA. L’Immigrazione presenta il nuovo lay-out per la green card (permesso di soggiorno e lavoro). Tra le novità anti-contraffazione: ologrammi, impronte laser, micro-immagini ad alta risoluzione e un chip che consente la lettura dei dati a distanza.

11 maggio: Australia. Vengono pubblicati i dati relativi alla spesa pubblica prospettata dal governo australiano per l’anno prossimo. 4,3 miliardi di dollari stanziati su temi di sicurezza e immigrazione, di cui 1,2 miliardi per il controllo della frontiera e per potenziare la guardia costiera, 759 milioni per potenziare il controllo agli aeroporti, 100,8 milioni per un nuovo sistema di passaporti, 22 milioni per ampliare il centro di detenzione dell’Isola di Christmas.

11 maggio: Cameroun-Onu. L’Association des Réfugiés Sans Frontières, in un comunicato reso pubblico oggi, chiede all’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni unite di chiarire le circostanze della morte di un rifugiato di origine centroafricana avvenuta il 10 novembre 2009 nei locali dell’Alto commissariato in Cameroun mentre era in corso l’audizione per la decisione circa il suo eventuale reinsediamento. Nel comunicato si fa presente che il rifugiato aveva atteso tutta la giornata per l’intervista e che questa pratica “disumana” lede la dignità delle persone. Si invita inoltre l’Alto commissariato a considerare che il reinsediamento in altri paesi dei rifugiati è l’unica scelta che possa garantire loro una vera protezione di cui non godono in Cameroun.

11 maggio: Usa-Onu. Un gruppo di esperti dell’Onu sulle questioni del razzismo, delle migrazioni, delle minoranze e dei diritti culturali esprime la sua inquietudine per la legge discriminatoria adottata dallo stato dell’Arizona il mese scorso. La legge permette alle forze dell’ordine, nei loro controlli, di procedere all’arresto delle persone sospette di risiedere negli Stati Uniti senza documenti. Secondo gli esperti dell’Onu si tratta, quindi, di una legge non rispettosa degli standards internazionali in materia di diritti umani in quanto permetterebbe alle forze dell’ordine di arrestare delle persone solo in base alla loro percezione individuale rispetto ai luoghi di provenienza delle persone.

11 maggio: Marocco-Libia. Il giornale marocchino “L’Opinion” riporta oggi il racconto relativo a una famiglia marocchina residente nella città di Mohammedia il cui figlio, Imad Laidouni, nel tentativo di raggiungere l’Europa, è morto in Libia nel 2004. Il padre aveva potuto riconoscere il corpo del figlio, che riportava segni della violenza subita, in un obitorio libico, ma per lo stato marocchino il giovane non è morto dal momento che il suo cadavere non è stato né rimpatriato in Marocco né inumato in Libia. Raccontando questo caso, l’articolo ricorda che sono numerose le famiglie marocchine di giovani scomparsi in Libia che non hanno più alcuna notizia della loro sorte.

11 maggio: Grecia. Medici senza frontiere denuncia oggi in un comunicato le condizioni di detenzione dei migranti nel centri di detenzione di El Venizelos, all’aeroporto di Atene. Un équipe dell’Ong ha potuto visitare il centro, trovando circa 300 migranti, tra cui 21 minori tra i tre e i dodici anni, quattro neonati e due donne incinte. Nel comunicato viene denunciato l’incredibile sovraffollamento dei locali, l’assenza di servizi sanitari e di informazioni giuridiche.

11 maggio: Spagna. In un comunicato dell’agenzia per il controllo delle frontiere esterne dell’Ue, Frontex, vengono presentati i dati relativi all’immigrazione verso la Spagna. Secondo il comunicato, il 65% dei migranti intercettati in Spagna nel 2009 provengono dalle coste algerine, nuova rotta da quando i controlli dal Marocco sono stati intensificati. Il comunicato fa sapere anche che gli arrivi irregolari alle frontiere terrestri e marittime sono diminuiti di più della metà grazie ai dispositivi di controllo. Nei primi mesi del 2010 , sarebbero 700 i migranti intercettati, contro i 17.000 intercettati nel 2008. Forte la diminuzione degli arrivi anche nelle isole Canarie, già in grande ribasso dal 2008. Rispetto ad altri paesi europei, la Spagna occupa il terzo posto per gli arrivi irregolari (9%), dopo la Grecia (70%) e l’Italia (13%).

12-21maggio: USA. Arizona. Continuano le reazioni istituzionali e della società civile in merito alla nuova legge dell’Arizona (13 aprile 2010) che autorizza la polizia a fermare chi appaia sospetto di essere un migrante senza documenti e rende obbligatorio portare con sé i documenti di immigrazione. La campagna di boicottaggi si fa serrata: alla lista dei comuni che hanno già votato il boicottaggio dell’Arizona attraverso la sospensione dei contratti con aziende locali (San Francisco, Washington D.C., Boulder, Boston, St. Paul, Austin, El Paso, Oakland and San Diego, West Hollywood, Saint Paul (Minnesota), Brownsville (Texas), El Paso (Texas), Columbus (Ohio)) si aggiungono Los Angeles (12 maggio) e Seattle (18 maggio). Alla notizia dell’approvazione del boicottaggio da parte di Los Angeles, un ufficiale dello stato dell’Arizona minaccia di lasciare al buio la città (alimentata per il 25% da centrali dell’Arizona) (18 maggio); in tutta risposta, la California minaccia di oscurare il segnale dei celebri programmi tv “Seinfeld”, “Law and Order” e “Bonanza” in tutto lo stato dell’Arizona (19 maggio). A livello internazionale, la delegazione statunitense per i diritti umani in visita in Cina, cita la legge dell’Arizona come un esempio tra i più terribili di violazione dei diritti umani (17 maggio). Tra le figure istituzionali mobilitate contro la legge: il presidente Obama e il presidente messicano Calderon firmano una dichiarazione congiunta di denuncia della legge (21 maggio) e il sindaco di New York City, Michael Bloomberg (repubblicano), critica l’iniziativa dello stato dell’Arizona come “un suicidio nazionale” (25 maggio). Anche il mondo della musica si mobilita: gli artisti hip-hop Pitbull e Cypress Hill cancellano le loro date in Arizona. (14 maggio). A sostegno della legge si pronunciano lo sceriffo Joe Arpaio, noto per i raid anti-immigrazione nello stato dell’Arizona, Miss Oklahoma, Morgan Elizabeth Woolard (17 maggio)e due terzi degli americani, secondo quanto rileva il sondaggio di un think-tank di sinistra (21 maggio).

11 maggio. USA. Arizona. Il Comune di Phoenix stima a 90milioni di dollari la perdita d’affari della città derivante dal boicottaggio contro la nuova legge dell’Arizona. A rischio anche il campionato di Baseball previsto per il 2011.

12 maggio: Australia. Si diffonde sui giornali la notizia che la Difesa australiana spende più di 100mila dollari a volo per spostare o deportare richiedenti asilo e migranti senza documenti (45 voli dall’inizio dell’anno per un totale di 5,6 milioni di dollari). Tra i maggiori fornitori di voli charter, la compagnia d’aviazione Adagold Aviation, con sede a Brisbane.

13 maggio: India. In un rapporto governativo il numero di migranti senza documenti presenti in India viene stimato superiore ai 20 milioni, una cifra decisamente maggiore rispetto a quelle dell’UE e degli USA, sottolinea il documento ufficiale.

13 maggio: Italia. Gli abitanti del campo rom di via Triboniano, a Milano, si sono ribellati contro l’ennesimo sgombero di alcune famiglie, previsto per oggi e voluto dal comune di Milano. Le famiglie in questione avrebbero dovuto essere sgomberate dalla polizia in quanto non avevano rispettato il “Patto per la legalità e la solidarietà” che norma il campo rom di via Triboniano e che prevede, tra le numerose norme da rispettare, che gli abitanti del campo non possano ospitare delle persone a dormire. Questa mattina, all’arrivo della polizia in tenuta antisommossa gli abitanti hanno resistito dapprima con barricate di cassonetti, poi con le bombole a gas davanti al campo e infine con qualche auto bruciata. Dopo aver chiamato i rinforzi, la polizia ha dovuto retrocedere e lo sgombero è fallito. Resta, però, la prospettiva dello sgombero dell’intero campo annunciato e programmato dal comune di Milano per il 30 giugno prossimo (con deroga fino a Natale) e quella di una “espulsione accompagnata” per chi non sarà in grado di pagare l’affitto di una casa.

13 maggio: Ue-Marocco. Il capo della delegazione dell’Unione europea in Marocco, Eneko Landaburu, in una conferenza stampa tenutasi ieri si è intrattenuto sulle relazioni tra il Marocco e l’Ue anche rispetto al problema delle migrazioni. Rispetto a questo, ha sostenuto che il Marocco deve giungere a firmare l’accordo di riammissione dei suoi cittadini con la Ue e che in questo modo potrà beneficiare di una facilitazione nell’ottenimento dei visti di ingresso per i cittadini marocchini che vogliano viaggiare in Europa per motivi di studio o di lavoro.

13 maggio: Gran Bretagna. Il governo di coalizione inglese propone di fissare una quota annuale per limitare il numero di immigrati da paesi non UE nel territorio inglese.

14 maggio: Canada. Rinnovato di un anno l’accordo tra il ministero dell’immigrazione canadese e la provincia dell’Ontario per favorire l’immigrazione e l’integrazione di lavoratori stranieri nella provincia.

14 maggio: Germania. Nel centro di detenzione di Mannheim si è sviluppato un violento incendio. Due migranti marocchini sono stati ricoverati all’ospedale e le loro situazioni sono estremamente critiche. Le autorità tedesche hanno aperto un’inchiesta ma accusano anche i migranti detenuti nel centro di aver provocato l’incendio.

14 maggio: Libia-Ue-Italia. Un “muro elettronico” dal costo previsto di 300 milioni di euro, finanziato a metà dall’Italia e a metà dall’Ue, correrà lungo la frontiera sud della Libia per impedire le migrazioni dal Ciad, Niger e Sudan. Secondo quanto già previsto in seguito al Trattato di amicizia Italia-Libia, del 2008, il muro sarà realizzato dalla ditta Selex, legata alla Finmeccanica.

14 maggio: Grecia-Turchia. E’ stato firmato oggi ad Atene un “accodo bilaterale” tra la Grecia e la Turchia che prevede il rinvio in Turchia dei migranti che arrivano irregolarmente in Grecia. L’accordo prevede che il protocollo di riammissione firmato già dieci anni fa dalla Turchia venga “applicato efficacemente”, cosa che la Grecia, negli ultimi anni, rimproverava alla Turchia di non fare. In tal senso, la Turchia si è impegnata ad accettare almeno 1.000 domande di riammissione all’anno.

14 maggio: Cipro. Il Gruppo KISA, che si occupa di monitorare il supporto fornito ai migranti ha segnalato casi di maltrattamento ai danni di migranti da parte di servizi sociali di Cipro: hanno rifiutato di accettare il ripensamento di una madre a far adottare il proprio figlio, tranne nel caso in cui non avesse deciso di abbandonare l’isola; una donna sieropositiva, in attesa di asilo, è stata denunciata dai servizi alla polizia nonostante avesse diritto a 75 giorni di proroga per via delle pratiche avviate; una vittima del traffico di migranti, dopo aver testimoniato la propria esperienza in un processo, non ha ricevuto nemmeno un permesso di soggiorno temporaneo.

14 maggio: Francia-Polonia. Una famiglia georgiana, espulsa in Polonia come paese di primo transito, dopo essere stata detenuta nel centro di detenzione amministrativa di Lione, è stata in seguito fatta rientrare in Francia dal momento che la Polonia non ha accettato la sua riammissione. I due genitori erano, infatti, stati espulsi con tre figli, mentre mancava all’appello il quarto figlio della coppia.

14 maggio: USA. Arizona. Il presidente della Federazione del Calcio statunitense dichiara che la candidature di Phoenix a ospitare il campionato del mondo nel 2018 potrebbe essere invalidata in segno di protesta contro la nuova legge dell’Arizona.

14 maggio: Libia. Entra in vigore in Libia la nuova “legge sulla lotta contro l’immigrazione illegale”. La legge ha norme estremamente severe contro i passeurs, gli immigrati irregolari, i loro datori di lavoro e in generale contro il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, nel quale vengono fatte rientrare anche le azioni di solidarietà nei confronti dei migranti. Per i migranti irregolari, la legge prevede un anno di carcere, e di lavori forzati, per tutti coloro che non abbiano i documenti di soggiorno e una multa di 1000 dinari.

15 maggio: Canada. Il ministero della cittadinanza e dell’immigrazione canadese diffonde un’anticipazione rispetto ai dati relativi all’immigrazione regolare nel 2009: 252.124 gli immigrati con carta di soggiorno (permesso di soggiorno permanente), più della metà dei quali arrivati per motivi di lavoro attraverso diversi programmi governativi; 178.640 gli immigrati con permessi di lavoro temporanei; 85.131 gli immigrati per motivi di studio.

15 maggio: USA. Minnesota. Dati governativi registrano un cambiamento dell’origine degli immigrati nello stato del Minnesota: più della metà degli immigrati proviene oggi da paesi africani (con arrivi triplicati e raddoppiati dal Kenia e dalla Liberia negli ultimi due anni) rispetto a un passato in cui la maggior parte proveniva dall’India, dalla Tailandia e dalla Russia.

17 maggio: Germania. La Conferenza islamica tedesca (Deutsche Islam-Konferenz) si è svolta senza la presenza del Consiglio Centrale dei musulmani in Germania (Zentralrat der Muslime in Deutschland-ZMB). Il presidente del Consiglio Ayyub Axel Köhler ha dichiarato che il Ministero degli Interni non gli è venuto incontro in nessuno dei punti richiesti e sostiene che la Conferenza sia nella sua attuale composizione poco più di un circolo di chiacchiere senza obbiettivi ben formulati e dove il tema dell’islamofobia non è trattato con la sufficiente attenzione. Il ministro degli Interni Thomas de Maizière esprime il suo dispiacere per l’assenza del ZMB, ma declina con fervore le critiche di Axel Köhler. La Conferenza ha promulgato un programma che pone l’accento sulla cooperazione istituzionale, le pari opportunità e la prevenzione di forme di estremismo e polarizzazione sociale. De Maizière ha annunciato che in futuro la conferenza islamica dovrà occuparsi maggiormente di questioni pratiche come per esempio un progetto pilota sull’insegnamento della religione islamica nelle scuole pubbliche.

17 maggio: Onu-Ue. Su iniziativa congiunta di un gruppo di parlamentari europei e dell’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni unite, il parlamento europeo ha discusso sui temi del reinsediamanto dei rifugiati negli stati membri Ue. Vincent Cochetel, per l’Alto commissariato, ha fatto sapere ai partecipante che l’anno scorso l’Unhcr aveva consegnato all’Ue un dossier per la candidatura al reinsediamento di 128.000 persone e che, tra le 84.000 che hanno potuto usufruire di tale programma solo 6.800 sono state accolte in paesi dell’Ue. Ha inoltre sottolineato che l’Alto commissariato stima che circa 750 000 rifugiati potrebbero essere interessati al programma di reinsediamento, sollecitando i paesi dell’Ue a investire maggiori energie in tale programma.

17 maggio: Spagna. Gli ultimi cambi legislativi all’interno della legge sull’immigrazione spagnola, oltre a rendere ancor più difficile l’accesso dei migranti alla protezione umanitaria, hanno criminalizzato la solidarietà sociale alimentando un razzismo generalizzato. In alcune giornate organizzate dalle ong basche Euskadiko Gazteriaren Kontseilua, Komite Internazionalistak, Bakea eta Duintasuna y Biladi di Bilbo, CEAR e SOS Racismo è emersa una netta opposizione all’operato dello Stato spagnolo, secondo le parole di Javier Canivell (CEAR).

17 maggio: USA. Arizona. Appena tornati da un’azione di protesta in Arizona, un gruppo di attivisti di Dallas organizza una manifestazione davanti ai quartieri generali della Frito Lay, l’azienda di snack che sponsorizza il campionato di rugby dei college americani, il Fiesta Bowl, che si svolge in Arizona.

17 maggio: Australia. Viene resa nota la nuova Skilled Occupation List che stabilisce quote annuali per l’immigrazione di lavoratori stranieri qualificati. La nuova lista, che entrerà in vigore il primo luglio 2010, riduce a 181 (rispetto alle precedenti 400) le professioni ammesse. Tra le professioni escluse: cuoco, parrucchiera, operatore nei servizi sociali.

17 maggio: India. Il governo annuncia una revisione delle carte di identità che, a partire dal 2011, comprenderanno, oltre alle consuete generalità, fotografia e informazioni biometriche. La misura e’ stata presentata come una risposta alle frodi di identità e come uno strumento per combattere l’immigrazione clandestina.

18 maggio: USA. Arizona. Il gruppo Reform Immigration FOR America annuncia una giornata di disobbedienza civile per il 29 maggio, in concerto con altre organizzazioni sul territorio nazionale per protestare contro l’approccio esclusivamente punitivo dell’amministrazione Obama e per denunciare la legge approvata recentemente in Arizona (13 aprile 2010) che autorizza la polizia locale a intervenire nel controllo dei documenti di immigrazione senza bisogno di motivazioni ufficiali.

18 maggio: USA. Sit-in di un gruppo di studenti nell’ufficio del Senatore McCain (Tucson, Arizona) che ha tolto il suo sostegno alla proposta di legge Dream Act che sosteneva un percorso di cittadinanza per migranti senza documenti che si impegnassero come studenti universitari o militari.

18 maggio: Spagna. SOS Racismo ha denunciato le pessime condizioni di vita nei CIE spagnoli, nei quali non vengono rispettati i diritti fondamentali. La dichiarazione è giunta in seguito al suicidio di un migrante marocchino ventiduenne, morto all’interno del centro di Zona Franca a Barcellona. Il ragazzo attendeva da 20 o 30 giorni l’ordine di espulsione e in quel momento si trovava in cella di isolamento. Esistono denunce di maltrattamenti da parte degli agenti interni, tuttavia è difficile che esse si tramutino in denunce giudiziarie, infatti i denuncianti e i testimoni vengono espulsi in direttissima. Rispetto al caso di Mohamed è emerso che qualche giorno prima avesse già tentato più volte il suicidio. Ora si indaga per capire quali fossero le sue condizioni psicofisiche al momento dell’isolamento. Sos Racismo ha indetto una manifestazione per il 20 maggio al grido di "MAMADOU ASKATU! CERREMOS LOS CIE".

18 maggio: Marocco-Spagna. Alla frontiera marocchina di Ceuta sono stati arrestati nove migranti di origine algerina che cercavano di recarsi in Spagna.

18 maggio: Francia-Libia. L’Association des Travailleurs maghrébins de France chiama a un presidio davanti all’ambasciata libica, per il 25 maggio, per denunciare le politiche repressive contro l’immigrazione messe in atto dalla Libia negli ultimi anni, la nuova legge sull’immigrazione, così come le politiche di esternalizzazione volute dall’Unione europea.

18 maggio: Australia. Una retata in un pensionato ha portato all’arresto di nove migranti cinesi (sette uomini e due donne) entrati in Australia con visto da studenti e impiegati in nero nell’edilizia. I migranti sono stati portati nel centro di detenzione di Maribyrnong e saranno deportati nei prossimi giorni.

18 maggio: Australia. Autorizzati 22 centri per il rilascio di visti per studenti su 121 domande. All’inizio dell’anno il governo aveva iniziato una revisione delle licenze, introducendo nuovi criteri e un codice di condotta per gli impiegati.

18 maggio: Australia. Ordine di deportazione per il religioso musulmano di origine iraniana, Sheikh Mansour Leghaei. Nonostante una battaglia legale durata 13 anni, l’intervento delle Nazioni Unite e le proteste dei 1200 membri della congregazione del religioso, i Servizi Segreti non hanno reso pubblica la natura del pericolo per la sicurezza nazionale che Sheikh Mansour Leghaei rappresenterebbe.

19 maggio: Spagna. Dal novembre 2008 la linea di frontiera di Melilla non era stata più utilizzata per entrare nel territorio spagnolo dal Marocco. Dopo un anno e mezzo di controlli serrati e di calo dell’attenzione, questo mese quindici migranti di origine subsahariana hanno tentato di entrare nell’enclave spagnola.

19 maggio: USA. California. Con una lettera al procuratore della California, lo sceriffo di San Francisco Michael Hennessey chiede che venga bloccata l’ordinanza che, a partire dal primo giugno, obbligherà i funzionari locali a comunicare all’Immigrazione i dati dei migranti senza documenti fermati dalla polizia per qualsiasi tipo di reato. Se applicata a San Francisco, la legge sarebbe in contraddizione con l’ordinanza comunale di “Sanctuary” che impone alle forze dell’ordine cittadine di comunicare all’Immigration solo i dati di chi e’ accusato di un reato di carattere penale.

19 maggio: Australia. Le autorità dell’Immigrazione chiedono alle chiese presenti sul territorio di rendere disponibili i loro immobili per fa fronte al sovraffollamento del centro dell’isola di Christmas. Immediata l’espressione di disponibilità’ da parte delle chiese anglicana e cattolica che però precisano di poter provvedere all’ospitalità’ di migranti e richiedenti asilo, non alla detenzione. 100 persone sono già state trasferite in diverse strutture religiose, tra conventi, monasteri e collegi.

20 maggio: USA-Messico. In un discorso al Congresso degli Stati Uniti, il presidente messicano Calderon ha dichiarato che la sua amministrazione e’ impegnata nella creazione di posti di lavoro per contenere l’immigrazione verso gli Usa e ha sostenuto una riforma della legge sull’immigrazione statunitense che preveda un iter per la cittadinanza per gli immigrati senza documenti attualmente presenti negli Stati Uniti. Il presidente ha ribadito la sua condanna contro la nuova legge dell’Arizona che rende obbligatorio portare con sé i documenti di immigrazione e autorizza la polizia a fermare chiunque appaia sospetto di essere un migrante senza documenti.

20 maggio: USA. Giornata di disobbedienza civile nazionale per una riforma della legge sull’immigrazione che preveda l’accesso alla cittadinanza per i migranti senza documenti attualmente negli Usa. A Seattle 250 persone hanno occupato per un’ora la portineria di un edificio in centro, impedendo l’accesso agli ascensori e alle persone di entrare. Simili iniziative a Los Angeles e New York City. Luis Gutierrez, congressman dell’Illinois a capo del movimento per la riforma sulla legge dell’immigrazione, ha rilasciato oggi una dichiarazione a favore di un percorso di cittadinanza per i partner stranieri di coppie gay nel contesto dei ricongiungimenti familiari.

20 maggio: USA. Durante una visita di Michelle Obama e di Margarita Zavala (la first lady messicana) a una scuola elementare in Maryland una studentessa di sette anni interrompe il cerimoniale con un commento: “Mia mamma dice che il presidente Obama porta via tutte le persone che non hanno documenti”. Quando la First Lady risponde che il Presidente sta lavorando a una riforma dell’immigrazione , la ragazza controbatte: ‘Mia mamma e’ senza permesso di soggiorno”.

20 maggio: USA. Il candidato alla carica di procuratore dello stato dell’Oklahoma annuncia in campagna elettorale che, se eletto, provvederà a far causa al governo federale per le spese in cui il suo stato incorre a causa dell’immigrazione illegale.

20 maggio: USA. L’associazione ACLU (American Civil Liberties Union) intraprende un’azione legale contro le prigioni di Los Angeles dove, secondo la denuncia dell’associazione, 350 migranti che contestano la sentenza di deportazione sono stati detenuti per un periodo di più di sei mesi, in attesa della decisione del tribunale.

20 maggio: Spagna. Numerosi lavoratori stagionali stranieri che operavano nell’agricoltura si sono trovati, quest’anno, a fare i conti con la crisi. Nella Comunidad Valenziana, in epoca di raccolta, la conosciuta mensa gratuita della Casa della Carità si è trovata a servire un numero incredibile di migranti che, normalmente, sarebbero stati altrove a fare la raccolta.

20 maggio: Italia. Il ministro degli interni italiano, Roberto Maroni, intervenendo in un dibattito televisivo ha dichiarato che l’accordo tra l’Italia e la Libia funziona e che non è vero che i migranti respinti in Libia perdono i loro diritti perché "sono stato nei campi libici e ho trovato delle condizioni decorose".

20 maggio: Italia. Dopo la resistenza allo sgombero di alcune famiglie, avvenuta lo scorso 13 maggio i rom del campo di via Triboniano, a Milano, avevano indetto per la giornata di oggi un presidio davanti alla sede del comune di Milano per presentare una loro piattaforma al comune al fine di trovare una soluzione alternativa allo sgombero definitivo del campo programmata per il 30 giugno, con deroga a Natale. Le forze dell’ordine, però, hanno impedito loro di uscire e dopo i primi tentativi di resistenza da parte degli abitanti del campo sono partite le cariche. Il bilancio è di molti feriti tra i rom, i quali hanno preferito non farsi medicare negli ospedali e, secondo il comunicato della questura, di alcuni poliziotti contusi dal lancio di sassi con cui i rom hanno inizialmente cercato di resistere.

21 maggio: Francia-Consiglio d’Europa. Il commissario ai diritti dell’uomo del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, dopo la sua visita in Francia consacrata al problema del diritto d’asilo e dell’immigrazione ha incontrato i membri della Commissione nazionale consultativa dei diritti dell’uomo (CNCDH) per discutere della messa in atto delle raccomandazioni che il Consiglio d’Europa aveva fatto alla Francia nel 2008. Nel corso della riunione Hammarberg ha parlato della situazione dei migranti e dei rifugiati del passo di Calais, constatando che nonostante i miglioramenti avvenuti nella zona grazie alla presenza dell’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni unite e l’apertura di un ufficio per le domande d’asilo, i migranti vivono ancora in condizioni pessime, sfruttati dai passeurs e continuamente braccati dalla polizia. Il commissario ha inoltre sottolineato la sua preoccupazione per l’accrescersi del razzismo e della xenofobia e considerato, in seguito, la situazione dei minori che in Francia e in Europa spesso sono detenuti con o senza le loro famiglie, le detenzioni troppo frequenti dei migranti nei centri di detenzione amministrative e, infine, ha criticato la politica delle quote di respingimento inaugurata qualche anno fa dalla Francia.

22 maggio: Gran Bretagna. Da un recente rapporto di Stonwell (associazione che si occupa di diritti dei gay) sull’asilo politico in Gran Bretagna è emerso che il 98% delle richieste degli omosessuali vengono spesso rigettate. E’ di questi giorni, invece, la notizia di protezione nei confronti di un ragazzo ugandese volato in Gran Bretagna per fuggire dalle persecuzioni omofobe. Il governo ugandese ha chiesto l’estradizione del giovane dal momento che in Uganda l’omosessualità è diventata un reato punibile per legge. Il Ministero degli Affari interni britannico ha rifiutato categoricamente la richiesta del Governo perché non si tratta di un crimine ai danni dello Stato.

22 maggio: Cipro. Questo weekend sono attesi 250 kurdi siriani richiedenti asilo che protesteranno contro il Governo cipriota che ha negato loro lo status. Il loro portavoce Yekiti Partyaha ha dichiarato che normalmente Cipro offre protezione ai kurdi iracheni, mentre abitualmente applica la pratica dell’espulsione e della deportazione con il gruppo curdo siriano, il quale è costretto quindi a ricorrere all’aiuto di altri Paesi UE.

22 maggio: Cipro. Una donna filippina e la figlia di 5 mesi hanno rischiato di essere rimpatriate nelle Filippine senza il loro consenso da Cipro dove la donna lavorava da anni come domestica. A fronte della gravidanza, il suo datore di lavoro decise di licenziarla e la denunciò alle autorità in quanto sans papiers. Il suo caso fu trattato dal gruppo si supporto ai migranti KISA e, in attesa di risoluzione, attualmente la donna si trova in carcere mentre la bambina, nata prematura, necessiterebbe di particolari cure mediche e in queste condizione la sua salute è evidentemente pregiudicata.

22 maggio: Canada. Manifestazione di protesta a Surrey contro le frodi legali ai danni dei migranti. Cinquanta persone hanno marciato dietro striscioni con la seguente scritta: “Victim of fraud immigration”.

22 maggio: Arizona, USA. Un privato cittadino avvisa lo sceriffo della contea di Apache di aver avvistato migranti senza documenti – in base alla legge SB 1070 approvata il 13 aprile (ma che entrerà in vigore solo il 29 luglio) la polizia e’ autorizzata a fermare chi appaia sospetto di non avere i documenti di immigrazione. Vengono fermati il giardiniere Ismael Palafox e la sua famiglia, poi consegnati all’ICE (Immigration and Customs Enforcement) che rilascia la moglie e il figlio e sposta Ismael nel centro di detenzione di Florence con una sentenza di deportazione. L’arresto rappresenta un’applicazione anticipata della nuova legge dello stato.

23 maggio: Polonia. La polizia polacca ha ucciso un migrante in uno dei mercati di Varsavia. Di origine nigeriana, Maxwell Itoya, di 36 anni, si era avvicinato mentre la polizia stava intervenendo in modo violento presso un gruppo di venditori nigeriani, ma è stato poi colpito allo stomaco e ucciso. Gli altri migranti hanno dato luogo a una protesta, repressa dalle forze dell’ordine e terminata con l’arresto di 32 migranti.

24 maggio: Spagna-Frontex-Senegal. La Spagna e il Senegal hanno rinnovato, per un anno, gli accordi bilaterali per il controllo delle coste e dell’immigrazione irregolare. Il ministro degli interni spagnolo, Alfredo Pérez Rubalcaba, ha fatto sapere che ben presto alla missione Frontex che opera al largo del Senegal si aggiungeranno anche mezzi francesi e italiani.

24 maggio: Spagna. Il governo centrale ha effettuato un taglio di 6 milioni di euro ai comuni della Regione Valenziana in materia di immigrazione che, secondo Rafael Blasco, consigliere per gli Affari sociali, andrà a ripercuotersi sui servizi sociali che essi prestano gratuitamente ai migranti, come ad esempio il Fondo per l’accoglienza e l’integrazione. Secondo il consigliere, le realtà municipali e territoriali sono quelle che maggiormente avvicinano il migrante in difficoltà, quindi la riforma finanziaria andrebbe a compromettere gravemente l’equilibrio sociale faticosamente raggiunto.

24 maggio: Nuova Zelanda. Ordine di deportazione per Vinod Kumar Patel, un migrante indiano senza documenti con un figlio di cinque anni nato in Nuova Zelanda. Dal 2006 i bambini nati in Nuova Zelanda ricevono la cittadinanza solo se uno dei due genitori e’ cittadino o ha il permesso di soggiorno.

25 maggio: India. Il governo avvia la costruzione di sei posti di blocco integrati (dogana e frontiera) lungo il confine con il Pakistan, il Bangladesh e il Nepal. L’infrastruttura prevede terminal cargo e passeggeri, uffici di dogana e di controllo dei documenti di immigrazione, equipaggiamento per lo scanning, strutture mediche, zone per la quarantena e banche. L’iniziativa mira a raccogliere in uno stesso luogo e uniformare le misure di controllo del movimento di persone e merci.

25 maggio: Australia. Sei detenuti di origine cinese sono scappati dal centro di detenzione di Villawood. Altri detenuti che hanno tentato senza successo l’evasione sono stati trasferiti nella zona di massima sicurezza del carcere.

25 maggio: Malesia. Terzo giorno di sciopero della fame per 61 richiedenti asilo originari dello Sri Lanka rinchiusi in un centro di detenzione all’aeroporto di Kuala Lampur da un mese.

25 maggio: USA. Il giudice rifiuta la richiesta dello sceriffo di San Francisco (19 maggio) e obbliga la città a condividere con le banche dati dell’Immigration federale le impronte digitali di tutti i migranti senza documenti, anche in caso siano semplicemente accusati di un reato amministrativo.

25 maggio: USA. Arizona. John Morton, a capo dell’Immigration and Custom Enforcement, esprime disappunto per la legge dell’Arizona che viola la giurisdizione federale sui casi di immigrazione, autorizzando la polizia locale a controllare i documenti di immigrazione. Morton suggerisce che l’ICE potrebbe decidere di non considerare le denuncie dei nominativi di migranti senza documenti che arrivano dall’Arizona.

25 maggio: USA. Arizona. 37 persone arrestate a New York nella seconda manifestazione organizzata in città contro la legge dell’Arizona. (la terza e’ prevista per il 29, in parallelo con la giornata nazionale di mobilitazione).

25 maggio: USA. Liberato Eudardo Caraballo, il portoricano residente a Chicago fermato dalla polizia in relazione a un furto d’auto (rispetto a cui si dichiara innocente) tre giorni fa e trasferito poi alle autorità dell’immigrazione per sospetto di immigrazione irregolare, nonostante la madre avesse fatto pervenire il suo certificato di nascita al commonwealth di Porto Rico. Interrogato su Porto Rico, non ha saputo rispondere visto che ha lasciato il paese quando aveva otto mesi. Solo grazie all’intervento del Congressman Gutierrez, gli ufficiali hanno acconsentito a liberare Caraballo.

25 maggio: Spagna. La Guardia costiera spagnola ha soccorso otto persone nelle acque di Ceuta che viaggiavano su un gommone ormai in avaria e in balia delle onde.

25 maggio: Spagna. In occasione della Giornata dedicata alle Frontiere tenutasi a Varsavia e indetta da Frontex, il Ministro degli Interni spagnolo, Alfredo Pérez Rubalcaba, ha dichiarato che la presenza dell’Agenzia Europea per la Gestione Operativa delle frontiere esterne ha ridotto del 92% l’arrivo di migranti nelle Isole Canarie e del 32% l’arrivo dei sans papiers in tutta la penisola. Prossimo traguardo nella programmazione Frontex sarebbe lo stanziamento di 400mila guardie di confine disposte alle frontiere esterne dell’Europa che andrebbero a integrare il servizio di controllo marittimo. La Spagna fu il primo Paese Ue a richiedere il supporto dell’agenzia nel periodo d’emergenza di Ceuta e Melilla, quando nel 2005 ci fu un incremento delle entrate di sin papeles dal Marocco.

25 maggio: Spagna. Ieri il segretario del sindacato spagnolo UGT, in occasione di una riunione sull’integrazione dei migranti (organizzata dalla ong CEIPAM) ha dichiarato che l’obiettivo fondamentale per il governo spagnolo è quello di coinvolgere il più possibile i giovani stranieri in Spagna nel sistema scolastico ed educativo. Nel caso della Regione di Murcia, attualmente il 13,25% della popolazione in età scolare è di origine straniera e supererebbe la media nazionale del 9,7%. Analogamente è stato proposto di agevolare l’equità numerica di alunni stranieri tra gli istituti di una zona, evitando la creazione di ghetti.

25 maggio: Italia. “Welcome. Indietro non si torna” si chiama la campagna lanciata oggi sul sito di Melting pot Europa che chiama a una giornata di denuncia dei respingimenti nei porti italiani per il 20 giugno.

26 maggio: Australia. 47 migranti trasferiti al centro di Darwin dall’Isola di Christmas. Le cifre ufficiali parlano, dopo il trasferimento, di 2421 migranti ancora presenti sull’isola e di 327 funzionari dell’immigrazione, tra cui 58 interpreti. Sempre oggi le autorità dell’immigrazione propongono di spostare 90 richiedenti asilo presenti sull’isola (in maggioranza donne e bambini) nell’accampamento di una ex miniera, a Lenora, in una zona remota dell’ovest dell’Australia.

26 maggio: Canada. Vengono approvati solo 25 visti di immigrazione per traduttori afgani (rispetto ai 114 promessi in relazione alla missione canadese a Kandahar).

26 maggio: Messico, Cuba, Venezuela/USA. Arizona. Autorità politiche cubane e il presidente venezuelano Hugo Chavez si uniscono alla condanna della legge dell’Arizona per il controllo dei documenti di chi appaia sospetto di essere un migrante privo di documenti. Cuba passa una risoluzione parlamentare in cui la legge dell’Arizona viene denunciata come “razzista e xenofoba” e come “una brutale violazione dei diritti umani”. Chavez chiede, attraverso il suo ministro degli Esteri, che la legge venga ritirata e che gli Stati Uniti rivedano il loro storico razzismo.

26 maggio: USA. Il Presidente Obama autorizza l’invio di 1200 soldati al confine con il Messico. Il Senatore dello Utah, il repubblicano Orrin Hatch, si dichiara insoddisfatto e chiede si mandino almeno 6000 soldati al confine Messico-Arizona.

27 maggio: Australia. Il capo dell’opposizione australiano, il liberale di centro-destra Tony Abbott, annuncia una riforma delle richieste d’asilo come parte del suo programma elettorale: durante l’iter i migranti dovrebbero essere trattenuti sulle imbarcazioni al largo dell’Australia e delle isole pacifiche; Abbott annuncia anche l’idea di accordi con paesi terzi per le destinazioni d’asilo delle richieste accolte (la lista dei paesi non e’ stata rilasciata).

27 maggio: Nuova Zelanda. Secondo il rapporto annuale di Amnesty International, la situazione in Nuova Zelanda sta rapidamente deteriorando: elogiata in passato per il rispetto dei diritti umani, nella Nuova Zelanda dell’ultimo rapporto le condizioni dei richiedenti asilo e delle prigioni risultano gravemente compromesse.

27 maggio: USA. Vengono resi noti i dati relativi alle deportazioni dagli Stati Uniti di 31 persone nelle ultime settimane: 23 persone sono state deportate in Iraq, 6 in Libano, 2 a Capo Verde.

27 maggio: USA. Arizona. “Sound Strike” e’ il nome dello sciopero indetto dai musicisti contro lo stato dell’Arizona per chiedere il ritiro della legge discriminatoria contro chi “ha l’aria” di un migrante senza documenti (13 aprile 2010). Lanciato dal gruppo Rage Against the Machine, lo sciopero ha raccolto numerose adesioni: Sonic Youth, Kanye West, Cypress Hill, Conor Oberst, Massive Attack, Tenacious D, Ozomatli, Joe Satriani, Rise Against, Spank Rock, Serj Tankian, Street Sweeper Social Club, Los Tigres Del Norte, Cafe Tacvba, Calle 13, One Day As A Lion, Sabertooth Tiger, e il supporto del regista Michael Moore.

27 maggio: Turchia. Una delegazione composta da parlamentari turchi e europei, oltre che da membri della reti internazionale di associazioni per i diritti dei migranti Migreurop, aveva annunciato per oggi alle autorità turche la visita al centro di detenzione Kumkapi. La visita, però, è potuta avvenire solo fra molti ostacoli e alla fine le autorità turche hanno lasciato entrare unicamente i parlamentari. La rete Migreurop denuncia il fatto e ricorda che il campo detiene ogni anno circa 12.000 migranti ai quali le possibilità di inoltrare le domande di asilo politico sono quasi del tutto impedite, dal momento che sono quasi 11.000 i migranti che alla fine vengono espulsi. Nel 2009 sono state inoltrate solo 92 domande di asilo, mentre 47 sono le domande depositate quest’anno. Al momento della visita si trovavano al campo 346 migranti, tra cui molti bambini.

27 maggio: Spagna. L’ambasciata venezuelana di Madrid ha designato un funzionario che si occuperà di assistere i cittadini venezuelani in arrivo in Spagna dall’aeroporto di Barajas. Questa misura è stata presa in seguito a numerosi casi di persone giunte nel Paese con una lettera d’invito o come visto turistico che, non possedendo il denaro sufficiente a potersi sostentare per il periodo corrispondente, furono fermate, detenute e rimpatriate. Soltanto nel 2009 i casi sono stati 1300.

27 maggio: Ue. L’agenzia europea Frontex ha firmato oggi un accordo di cooperazione con l’Agenzia europea per i diritti fondamentali (Frontex) secondo il quale quest’ultima dovrà assicurare corsi di formazione sul rispetto dei diritti fondamentali alle guardie di frontiera con lo scopo principale di identificare le persone vulnerabili aventi diritto a una protezione nei paesi Schengen.

28 maggio: Spagna. Il Governo Regionale Catalano ha rifiutato per l’ennesima volta la proposta del Comune di Lleida circa la proibizione del burqa in luoghi pubblici, che costituirebbe il primo caso in tutta Spagna e rispetto al quale il Ministro dell’Immigrazione, Corbacho, si è detto favorevole. Il Segretario all’Immigrazione municipale, Oriol Amorós, valuta la proposta come una sorta di liberazione delle donne dal velo e non, invece, come un annullamento di un simbolo religioso. La proposta è stata rifiutata da varie parti politiche perché si pensa che il tema necessiti di un dibattito ben più ampio.

28 maggio: USA. Un gruppo di attivisti manifesta ai giardini pubblici di Boston per protestare contro una proposta di legge presentata al Senato dello stato che vieta all’amministrazione di stipulare contratti con aziende che impieghino migranti privi di documenti di soggiorno, inasprisce le punizioni per chi presenta falsa documentazione, nega esplicitamente l’accesso all’università’ agli studenti privi di permesso di soggiorno, introduce un criterio di priorità per i residenti legali nelle liste per le case popolari, obbliga i servizi di sanata pubblica a richiedere i documenti di immigrazione ai pazienti, istituisce una hotline anonima per denunciare migranti privi di permesso di soggiorno e datori di lavoro che li impiegano.

28 maggio: Nuova Zelanda. Il governo concede alle chiese il diritto di comparire come sponsor sulle domande di immigrazione per i preti stranieri che si trasferiscano in Nuova Zelanda.

28 maggio: Gran Bretagna. Secondo dati governativi più di 200mila stranieri hanno preso la cittadinanza Britannica nel corso del 2009 – 58% in più rispetto al precedente anno. Più della metà dei nuovi cittadini arrivano dal subcontinente indiano.

28 maggio: USA. Eduardo Caraballo, il cittadino Americano residente a Chicago che la settimana scorsa era stato fermato perché sospettato del furto di un auto e che poi era stato trasferito alle autorità dell’immigrazione per sospetto di immigrazione irregolare, denuncia i federali e la polizia di Chicago di rapimento e discriminazione razziale.

28 maggio: USA. Arizona. Migliaia di persone provenienti dai vari stati degli USA hanno marciato a Phoenix per chiedere il ritiro della legge che autorizza la polizia a controllare i documenti di chiunque sia sospettato di essere o “sembri” un migrante privo di documenti. La maglietta “Do I look illegal?” indossata da vari manifestanti e’ diventata il simbolo della protesta. Non sono state rilasciate le stime ufficiali ma gli organizzatori parlano di una folla tra di 15-20mila persone. Altre manifestazioni si sono svolte nelle capitali del Texas, dell’Oregon, a San Francisco (500 persone) e di fronte all’ambasciata Americana a Città del Messico. Nella sera della stessa giornata, 7mila sostenitori della legge si sono riuniti in uno stadio di baseball del sobborgo di Tempe per lanciare “Buycott Arizona”, una campagna di promozione del turismo in Arizona per combattere l’effetto economico dei boicottaggi.

28 maggio: Spagna. Nuove norme per i rimpatri del Governo spagnolo. Per incoraggiare il ritorno volontario si è proposto di consentire ai migranti di far ritorno nel luogo d’origine senza però perdere i diritti maturati nel corso del loro soggiorno in Spagna, permettendo ad essi, in caso di rientro, di godere nuovamente dello status acquisito in precedenza.

28 maggio: Spagna. In occasione del primo Forum delle Regioni ultraperiferiche della UE, Elsa Casas, come portavoce di Acción Exterior del Governo canario reclama alla Comunità europea misure e investimenti specifici per la situazione migratoria delle Canarie che, in quanto porta principale di arrivo per i migranti dall’Africa rappresenta, a suo avviso, un caso d’emergenza troppo importante per essere trattato come gli altri.

28 maggio: Spagna. Il consigliere del Partido Polular del Comune di Madrid, Francisco Granados, ha confermato ai comuni che la mancanza di un contratto di lavoro da parte della persona straniera che si presenta in Municipio per la registrazione anagrafica (empadronamiento) non costituisce una discriminante.

28 maggio: Francia. Iniziata a Parigi, si deve concludere a Nizza il 31 maggio, in opposizione al vertice franco-africano, la marcia dei sans papier organizzata dal Ministère de la régularisation de tous les sans-papiers. Ma a qualche giorno dell’arrivo dei migranti, le associazioni che li sostengono denunciano il fatto che le autorità della città stanno opponendo numerosi ostacoli al loro arrivo e alla loro manifestazione e chiamano comunque a manifestare accanto ai sans papiers.

28 maggio: Ue-Stati Uniti. Durante la riunione dei G6 (Germania, Spagna, Italia, Francia, Pologna, Gran Bretagna) e gli Stati Uniti, tenutasi oggi in Italia, il ministro dell’immigrazione e dell’identità nazionale francese, Eric Besson, ha proposto la creazione di una “task force” euro-americana per combattere il fenomeno dell’immigrazione irregolare al fine di rafforzare lo sforzo comune nei paesi di origine dei migranti. Una prima riunione a tal proposito si terrà a Parigi entro la fine di luglio.

29 maggio: Usa. Nella giornata di oggi si è svolta una grande manifestazione nella capitale dell’Arizona, Phoenix, in protesta contro la legga migratoria approvata in Senato lo scorso 13 aprile. Vi hanno partecipato circa 200mila persone, la maggior parte di origine latina.

30 marzo: Polonia. Per protestare contro la morte di Maxwell Itoya, ucciso dalla polizia polacca la settimana scorsa, numerose centinaia di persone hanno preso parte a una manifestazione, una delle prime, in Polonia, a cui i migranti hanno partecipato in grande numero.

31 maggio: Spagna. Negli ultimi tre giorni un totale di 79 migranti ha raggiunto le coste granadine di Motril a bordo di due pateras, mentre sulla costa di Almeria sono giunti 19 ragazzi algerini.

31 maggio: Usa-Messico. Il messicano 42enne, Anastasio Hernández Rojas, è morto oggi in seguito a un attacco cardiaco dopo essere stato colpito da un colpo di arma da fuoco sparato da un agente di frontiera. L’uomo veniva accompagnato dagli agenti per essere rimpatriato al confine californiano con il Messico, quando a un certo punto sembra che abbia tentato la fuga. L’agente avrebbe sparato per fermarlo, colpendolo però gravemente. Il suo caso verrà presentato alla Corte Internazionale dei Diritti Umani sotto proposta di Norma Leticia Salazar, Deputata al Ministero dell’Immigrazione.

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