Nella stessa rubrica

Statement of the Syrians after the shipwreck to the European Union (Italy, october 2013)

Let’s take this sorrow seriously. Giusi Nicolini, Mayor of Lampedusa, answers the mothers and the families of the Tunisian missing migrants

C’est au sérieux que nous devons prendre cette douleur. Giusi Nicolini, maire de Lampedusa, répond aux mères et familles des migrants tunisiens disparus

Prendiamo sul serio questo dolore. Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa, risponde alle madri e alle famiglie dei migranti tunisini dispersi.

Appello per i migranti tunisini dispersi/نداء من أجل التونسيين المهاجرين المفقودين/Appel pour les migrants tunisiens disparus/Petition for missing Tunisian migrants/Unterstützungsaufruf für die vermissten tunesischen Migranten

"Da una sponda all’altra: vite che contano". Lettera ai ministri degli interni e degli esteri italiani e tunisini/رسالة للوزراء /Lettre aux ministres (Italia, 14 gennaio 2012, italiano/arabo/francese)

Cie 2011. Cronologia delle resistenze (a cura di Martina Tazzioli, Italia, gennaio 2012)

Una lettera da Adama (Italia, 17 dicembre 2011)

Donne italiane e tunisine: lettera alle giornaliste (dicembre 2011)

Per Mor per Modou (appello del Coordinamento Regionale dei Senegalesi in Toscana, Italia, dicembre 2011)

Triboniano, lacrimogeni e manganelli contro le parole dei rom (Italia, maggio 2010)

Dopo la resistenza allo sgombero di alcune famiglie, avvenuta lo scorso 13 maggio , i rom del campo di via Triboniano, a Milano, si erano riuniti in assemblea domenica 16 maggio lanciando un appello “contro lo sgombero integrale di via Triboniano (programmato a partire dal 30 giugno) e soprattutto per la difesa del proprio diritto all’esistenza e alla dignità”. Avevano deciso, inoltre, di indire un presidio davanti a Palazzo Marino, la sede del Comune di Milano, per giovedì 20 maggio, al fine di poter incontrare l’assessore Moioli e consegnarle una piattaforma in cui individuavano alcune condizioni fondamentali per arrivare all’abbandono volontario e pacifico del campo di via Triboniano in cui risiedono da anni.
Ma nel pomeriggio di giovedì 20 maggio, per quanto la richiesta di autorizzazione del presidio fosse stata regolarmente inviata alla Questura, i rom che si stavano dirigendo verso la fermata del tram per raggiungere il centro di Milano si sono trovati di fronte uno sbarramento di polizia che impediva loro l’uscita dal campo. La prima carica è partita quasi subito, quando i rom hanno cercato di arrivare comunque alla fermata del tram. Poi, ai tentativi di resistenza dei rom, un susseguirsi di cariche più violente, con gas lacrimogeni, manganelli, accerchiamento di tutte le uscite del campo. Un vero e proprio attacco delle forze dell’ordine contro gli abitanti del campo, compresi i bambini, tra cui si contano due feriti.
Il bilancio della giornata è di molti feriti tra gli abitanti del campo, i quali hanno preferito non farsi medicare negli ospedali e, secondo il comunicato della questura, di alcuni poliziotti contusi dal lancio di sassi con cui i rom hanno inizialmente cercato di resistere. Ma il bilancio della giornata e dell’intera settimana è che i rom di Triboniano propongono una piattaforma di rivendicazione politica che rispetti la loro esistenza per mettersi definitivamente alle spalle la loro vita nei campi. Un linguaggio forse non comprensibile alle istituzioni milanesi, capaci soltanto, in tutti questi anni, di ripetere il monotono balbettio di una politica degli sgomberi.

pubblichiamo qui di seguito l’appello e la piattaforma politica degli abitanti del campo di via Triboniano e due video girati con un telefonino giovedì 20 maggio.

(23 maggio 2010)

Appello dei rom di via Triboniano (Milano)

Le comunità rom riunite domenica in assemblea dopo la resistenza agli sfratti di giovedì scorso, rilanciano la loro battaglia contro lo sgombero integrale di via Triboniano (programmata a partire dal 30 giugno) e soprattutto per la difesa del proprio diritto all’esistenza e alla dignità, contro la segregazione e la violenza razzista che li perseguita da anni.

Il primo passo che facciamo in questa direzione è una manifestazione per giovedì 20 maggio alle 18 sotto Palazzo Marino.

In quell’occasione verrrà consegnata e resa pubblica alla città una proposta di soluzione della vicenda che rappresenta la volontà di tutti gli abitanti del campo.

Il contenuto della proposta si basa sul respingimento determinato delle proposte sin qui avanzate dal Comune di Milano con la mediazione della Casa della Carità.

Dichiariamo con estrema chiarezza che siamo disponibili e sulla disponibilità a lasciare l’insediamento di via Triboniano solo in cambio di una soluzione che riguardi, senza distinzione, tutti gli abitanti, e ne salvaguardi i diritti irrinunciabili:

1) Un’abitazione degna ed economicamente sostenibile per tutti gli oltre 100 nuclei famigliari là residenti

2) La garanzia di continuità scolastica per tutti i bambini della comunità già inseriti nelle scuole circostanti

3) Il diritto inalienabile all’autodeterminazione e quindi la fine di ogni gestione esterna degli interessi e dei diritti della comunità

L’assemblea di via triboniano

16 maggio 2010


PIATTAFORMA DELLA COMUNITA’ ROM DI TRIBONIANO

All’attenzione dell’assessore Mojoli

All’attenzione del sindaco Moratti

Oggetto: piattaforma rivendicativa delle comunità rom di via Triboniano

Lo sgombero dei campi di via Triboniano, preannunciata dalle autorità locali a partire dal 30 giugno è un ultimatum inaccettabile così come le proposte che ci ha fatto la Casa della Carità che gestisce i campi dal 2007 sulla base del Patto per la Legalità e la Solidarietà.

Un Patto razzista che siamo stati costretti a firmare sotto la minaccia dello sgombero che è avvenuto il 17 giugno 2007. Lo sgombero ha infine coinvolto oltre 100 famiglie, costrette a rifugiarsi prima in Bovisa e in Bacula, venendo nuovamente sgomberate (2008 e 2009), con conseguenze devastanti per oltre 400 persone.

Le barricate di giovedì 13 maggio sono quindi il frutto di una decisione collettiva che siamo stati costretti a prendere di fronte alla prospettiva di finire anche in mezzo alla strada, senza alcuna soluzione accettabile per le oltre 100 famiglie residenti, con quasi 200 bambini regolarmente inseriti a scuola.

La piattaforma che segue è stata votata dall’assemblea dei quattro campi di via Triboniano:

Cessazione degli sfratti delle famiglie residenti sulla base dell’applicazione del Patto per la Legalità che è ormai da considerare nullo.

Individuazione di soluzioni abitative alternative ai campi, che garantiscano a tutti i nuclei famigliari residenti un’abitazione degna e il rispetto di tutti i diritti umani e politici sanciti dalla legislazione internazionale.

Salvaguardia della continuità scolastica per tutti i bambini inseriti a scuola.

Destinazione dei fondi stanziati sulla “questione Triboniano” per garantire eventuali lavori di ristrutturazione delle abitazioni (manodopera a nostro carico) e per istituire corsi di formazione e di avviamento al lavoro.

Riconoscimento del consiglio di via Triboniano come unico organismo deputato a sviluppare trattative con le istituzioni preposte e a gestirne gli esiti.

L’accettazione della piattaforma qui esposta è condizione necessaria e sufficiente affinché tutti i nuclei famigliari abbandonino via Triboniano volontariamente e in maniera pacifica.

I rom di Triboniano

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