Nella stessa rubrica

Italia-Tunisia. Accordi tra repressione e falsità (di Monica Scafati, febbraio 2018)

In alto mare, testimonianze da un naufragio. Tunisia 8/9 ottobre 2017 (a cura di Monica Scafati, dicembre 2017)

A volte tornano. Un uomo tunisino sopravvissuto al sequestro libico (video, Italia-Tunisia-Libia, novembre 2017) (Imed Soltani, Monica Scafati)

"Il mio nome è Khalid, vengo dalla Siria. (...)" (video, Italia, Lampedusa, dicembre 2013)

"Sorry for not drowning". The 11th October shipwreck in the Mediterranean Sea (video, october 2013)

Syrians blocked in Calais (video, November 2013)

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Roma: funerale per il naufragio del 3 ottobre (Italia, ottobre 2013)

Superstiti e bare: il tradimento dell’Europa (video, Enrico Montalbano ottobre 2013)

Marocco/Spagna: tentativo di superare la frontiera (settembre 2013)

Welcome. Indietro non si torna (Appello a una mobilitazione internazionale contro i respingimenti e video di Alessandra Sciurba, maggio 2010)

per il testo dell’appello, vai a:

http://www.meltingpot.org/articolo15571.html


tratto da:

http://www.globalproject.info/it/resources/15539/

Contro tutti i respingimenti ha inizio la campagna "Welcome. Indietro non si torna"

Il video sui respingimenti e tutti gli interventi del convegno di Venezia verso la data internazionale del 20 giugno

18 / 5 / 2010

Da maggio del 2009, con i respingimenti dei migranti verso la Libia, ha avuto inizio una delle pratiche più violente e lesive della dignità umana che le istituzioni italiane abbiano mai messo in atto. Donne, uomini e bambini, per la maggior parte in fuga da guerra e persecuzione, sono stati ricacciati verso le prigioni libiche, gli stupri e le deportazioni nel deserto. Pochi sanno che anche dai porti di Venezia, Ancona, Bari e Brindisi, la polizia di frontiera respinge ogni anno migliaia di profughi che cercano, nascondendosi dentro o sotto i tir in partenza dai porti di Igoumenitsa e di Patrasso, di fuggire dalla Grecia, paese dove l’asilo non esiste (o,03% delle richieste accolte) e che riserva ai migranti un trattamento paragonabile a quello libico.
Tra di loro moltissimi minorenni e bambini ora rinchiusi nelle carceri greche o rimandati in Turchia e da lì, molto spesso, nei loro paesi d’origine in mezzo alla guerra.
Contro tutti i respingimenti e per la difesa del diritto d’asilo, è partita la campagna Welcome. Indietro non si torna , che è stata presentata l’11 luglio a Venezia nel corso di un convegno cui hanno preso parte la Rete di associazioni veneziane Tuttiidirittiumanipe-rtutti, L’ambasciata dei diritti di Ancona, Il solidarity Group di Igoumenitsa, l’Associazione Kinisi di Patrasso, oltre che l’Avvocato Marco Paggi, Don Nandino Capovilla e, del Comune di Venezia, il vicesindaco e assessore Sandro Simionato insieme all’assesore Gianfranco Bettin.

In apertura dell’iniziativa è stato presentato il video Indietro non si torna, che fa vedere e racconta, meglio di ogni parola, la violenta realtà dei respingimenti tra l’Italia e la Grecia, le condizioni dei profughi nella Repubblica ellenica, e la militarizzazione di questa frontiera interna ad un’Unione europea che, sull’altare della "sicurezza", ha sacrificato nei fatti ogni prospettiva politica e sociale basata sulla reale tutela dei diritti fondamentali e di un nuovo modello di cittadinanza possibile. Questo documentario, prodotto dalla Rete Tuttiidirittiumanipe-rtutti e da Melting Pot Europa, viene messo a disposizione come strumento di costruzione della campagna Welcome che porterà, il 20 giugno,giornata mondiale del rifugiato, a una mobilitazione che coinvolgerà i porti italiani dell’Adriatico e quelli greci di Igoumenitsa e Patrasso.

per vedere il video:

http://www.globalproject.info/it/resources/15539/

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