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Cronologia. Febbraio 2010

febbraio 2010:

1 febbraio: Malta. Il governo maltese non concorda con le nuove regole di Frontex, secondo le quali, in caso di impossibilità di rimpatrio dei migranti bloccati dalle pattuglie di frontiera, essi dovranno essere ospitati dal paese legato all’agenzia europea di controllo. In caso di critiche condizioni di salute dei migranti, come gravi infermità o stato di gravidanza, essi saranno portati nella struttura sanitaria del porto più vicino. Secondo le nuove linee guida, quindi, Malta dovrebbe ospitare una missione Frontex e, conseguentemente, accettare ulteriori responsabilità.

1 febbraio: India. New Delhi: il celebre settimanale di centro-sinistra indiano “Outlook” titola “Why the Aussies hate us” (Perché gli australiani ci odiano) con un reportage di dieci pagine sulle violenze subite dagli immigrati Indiani in Australia – secondo il settimanale, nel corso del 2009, oltre un centinaio di immigrati indiani in Australia sono stati vittime di violenze di matrice razzista.

1 febbraio: Grecia. Quando il primo ministro greco, Michalis Chrisohoidis, annunciò che Frontex avrebbe raddoppiato la propria presenza in Grecia apparve chiaro che le responsabilità del paese mediterraneo sarebbero aumentate in materia di rimpatri. Durante lo scorso anno il governo greco e l’agenzia europea hanno collaborato per il controllo delle acque del Mare Egeo e per la coordinazione dei programmi di rimpatrio via aerea. L’operazione Poseidone nelle acque egee è una delle più importanti di Frontex, infatti ha richiesto un investimento di oltre 10 milioni di euro, il supporto di ufficiali provenienti da 23 stati europei e l’impiego di risorse logistiche aeree e navali.

1 febbraio: Egitto. La polizia di frontiera egiziana ha sparato a un migrante africano e ferito un altro mentre i due tentavano di scivolare sotto le recinzioni che dividono il paese dallo Stato di Israele in prossimità di Karam Abu Salem. Il primo, di nazionalità ancora sconosciuta, è morto, mentre il secondo, di origine camerunense, è stato trasportato all’ospedale di Rafah. Dallo scorso maggio sono 19 i migranti rimasti vittima di sparatorie da parte della polizia egiziana, la quale sta dichiarando guerra aperta al passaggio di sans papiers dalle proprie frontiere, spesso utilizzate da richiedenti asilo in Israele.

2 febbraio: Iran-Afghanistan. Cinque cittadini afghani sono stati uccisi alla frontiera tra Afghanistan e Iran da alcune guardie iraniane. L’incidente è accaduto lo scorso lunedì mentre i cinque, probabilmente minorenni secondo fonti afghane, stavano tentando di valicare la frontiera. L’Iran, negli ultimi anni, sta attuando una politica di controllo militare al confine per cercare di bloccare l’entrata di afghani sans papiers.

2 febbraio: Canada. La corte del Québec ha condannato un datore di lavoro per diffamazione e non rispetto dei diritti fondamentali nei confronti di una lavoratrice filippina che lavorava alle sue dipendenze in quanto lavoratrice domestica. La donna era arrivata in Canada nel quadro di un programma previsto dal ministero dell’immigrazione, programma che prevede un permesso di soggiorno per lavoro domestico nell’ambito di una stessa famiglia. In questo caso, la donna avrebbe dovuto lavorare 24 mesi nella stessa famiglia, ma il datore di lavoro l’aveva accusata di aver contagiato di tubercolosi suo figlio, licenziata e denunciata al servizio immigrazione. Il servizio immigrazione aveva arrestato la donna, mentre solo in seguito, a esami effettuati, si era chiarito che si trattava di un caso di diffamazione poiché la donna non era affetta da tubercolosi. Insieme all’Organizzazione delle donne filippine in Québec, la donna aveva a sua volta denunciato il datore di lavoro riconosciuto oggi colpevole dalla corte. L’Organizzazione delle donne filippine denuncia inoltre il programma previsto dal Ministero dell’immigrazione tacciando di schiavista la norma che costringe le lavoratrici a lavorare per un periodo nella stessa famiglia.

3 febbraio: Francia. Continuano le udienze del processo contro i detenuti del centro di detenzione di Vincennes, per l’incendio del centro avvenuto il 22 giugno del 2008. Le udienze degli ultimi due giorni sono state dedicate alla visione delle videoregistrazioni dell’interno del Cra nel momento della protesta da parte dei detenuti e dell’incendio. Intanto, il governo francese si appresta ad aprire un nuovo centro di detenzione a Mesnil-Amelot, che aggiungendosi all’altro centro già presente nella città, sarà il più grande della Francia (240 posti previsti, 40 dei quali riservati alle famiglie). Protestano le associazioni in difesa dei diritti dei migranti che firmano un appello contro l’apertura del centro e chiamano la popolazione alla mobilitazione.

3 febbraio: Francia. I negoziati tra la Francia e il Mali per giungere a un “accordo di gestione concertata dei flussi migratori” si è nuovamente arenato sulla questione della regolarizzazione dei migranti sans-papiers presenti in Francia. Durante l’incontro che si è svolto a Bamako, la delegazione che rappresentava il governo maliano chiedeva che ogni anno venissero regolarizzati 5000 migranti, mentre il governo francese proponeva la cifra di 1500 migranti all’anno. Si tratta del sesto incontro che la Francia chiede al Mali per arrivare a imporre il testo di un accordo, simile a quelli già firmati con numerosi altri paesi. La comunità maliana in Francia è stimata di 120.000 persone, di cui 45.000 prive di permesso di soggiorno.

3 febbraio: Ue. Il ministro degli interni spagnolo, Alfredo Pérez Rubalcaba, durante una riunione a Madrid ha chiesto all’Unione europea di incoraggiare il lavoro dell’agenzia per il controllo delle frontiere esterne, Frontex, assicurando all’agenzia maggiori risorse; il ministro ha poi elogiato il lavoro svolto in questi anni dall’agenzia, ricordando che in Spagna, per esempio, nel 2009 sono stati registrati 7200 tentativi di entrata illegale sul territorio, il dato più basso degli ultimi dieci anni.

3 febbraio: Israele. Viene presentata al parlamento la proposta di legge Infiltration Prevention Law che propone l’auto-sospensione di Israele dalla convenzione sullo stato dei rifugiati delle Nazioni Unite. Se approvata, la proposta prevede le seguenti misure: possibilità di incarcerare i rifugiati incensurati fino a venti anni, possibilità di deportate i rifugiati nei loro paesi di origine indipendentemente dal pericolo che il rimpatrio rappresenti per le loro vite, possibilità di perseguire penalmente le azioni delle organizzazioni umanitarie.

3 febbraio: Usa. Un gruppo di lavoratori giornalieri stranieri che risiedono in California hanno manifestato contro un’ordinanza municipale della città di Costa Mesa, che proibirebbe loro di chiedere e cercare lavoro per la strada, come è usanza in queste circostanze. Belinda Escobosa Helzer, avvocato dell’Unione per le Libertà Civili negli Stati Uniti (ACLU) del Sud della California, ha dichiarato che questa disposizione viola i diritti dei lavoratori.

4 febbraio: Usa. L’ambizioso progetto del costo di 6.700 dollari per il rinforzamento della frontiera tra Usa e Messico attraverso l’installazione di un circuito di telecamere, sensori e radar potrebbe subire un rallentamento a causa di problemi tecnici. Il primo tratto di 37 km doveva essere terminato per il mese di gennaio nella zona di Sasabe, in Arizona, dalla compagnia Boeing, ma ciò non è avvenuto. È probabile che questa integrazione tecnologica toccherà solo alcuni tratti della frontiera.

4 febbraio: Australia. Christmas Island: l’Australia accoglie la domanda di asilo di 94 migranti provenienti dall’Afganistan, da Sri Lanka e dall’Irak.

4 febbraio: Italia. Un detenuto del carcere di San Vittore, a Milano, ha tentato oggi il suicidio ed è ora ricoverato in gravissime condizioni. Di origine algerina, 23 anni, sofferente di disturbi psichici, ha dato fuoco alla sua cella rischiando il soffocamento per il fumo provocato dall’incendio.

4 febbraio: Consiglio d’Europa. Thomas Hammarberg, Commissario ai diritti dell’uomo del Consiglio d’Europa, ha presentato oggi a Bruxelles un documento dedicato alla criminalizzazione dell’entrata e della presenza irregolare dei migranti in Europa in cui si afferma che la criminalizzazione viola il diritto internazionale. “Essa è inoltre all’origine di numerose tragedie umane senza nemmeno raggiungere il suo scopo che consiste nel controllare realmente l’immigrazione”, ha affermato il commissario.
5 febbraio: Grecia-Consiglio d’Europa. Il commissario ai diritti dell’uomo del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, visiterà la Grecia dall’8 al 10 febbraio per discutere con le autorità del paese i problemi relativi alla protezione dei diritti dei richiedenti asilo e delle minoranze, così come degli abusi polizieschi.

5 febbraio: Gran Bretagna. Hanno iniziato uno sciopero della fame le detenute del Yarl’s Wood Immigration Removal Centre, il centro di detenzione che si trova in prossimità di Clapham nella contea del Bedfordshire. Protestano contro le condizioni intollerabili della detenzione, contro la lunghezza della stessa e contro la detenzione di richiedenti asilo e minori nei centri della Gran Bretagna.

5 febbraio: Italia. Il ministro dell’interno Maroni annuncia che a breve introdurrà per decreto un “permesso di soggiorno a punti” per il rinnovo e il rilascio dei permessi di soggiorno. Per raggiungere il punteggio necessario al rilascio del permesso i migranti dovranno dimostrare di conoscere la lingua Italia e il testo della Costituzione, di essere iscritti al servizio sanitario, di avere un contratto di affitto in regola, di far frequentare la scuola dell’obbligo ai propri figli. Nel caso contrario sarà prevista l’espulsione.

6 febbraio: Spagna. Oggi si commemora il decennale dei tragici fatti di El Ejido nella provincia di Almeria. Quel giorno un giovane marocchino uccise una donna spagnola nel mercato di Santa María del Águila, dando il via a un vortice di reazioni e di violenze tra la popolazione locale e la comunità straniera, che nella zona rappresenta un numero importante, considerata l’area agricola degli invernadores. Le tensioni sociali covate per lungo tempo da parte dei locali insofferenti e dei migranti che vivono in baracche in mezzo alla campagna si espressero attraverso questo triste evento. A oggi la situazione non è cambiata, l’economia della zona continua a fondarsi sullo sfruttamento dei sin papeles.

6 febbraio: Italia. In preparazione della giornata del primo marzo e contro le politiche razziste del governo, si è tenuta oggi a Brescia una manifestazione organizzata dalle associazioni dei migranti e dalle associazioni antirazziste. Molto numerosa la partecipazione che ha visto scendere in piazza 20.000 persone.

6 gennaio: USA. La conferenza dei vescovi cattolici americani (The U.S. Conference of Catholic Bishops, USCCB) annuncia il proprio sostegno alla riforma della legge sull’immigrazione proposta dal congressman Luis Gutierrez. Il vescovo John C. Wester, a capo del comitato immigrazione di USCCB, ha sostenuto la necessità di una soluzione umana e comprensiva per l’immigrazione.

6 febbraio: USA. Zeituni Onyango potrà soggiornare negli Stati Uniti durante la battaglia legale che ha intrapreso contro la sua deportazione. Arrivata negli Stati Uniti nel 2000, Zeituni Onyango, kenyana, 57 anni, zia del Presidente Obama, e’ diventata clandestina nel 2004, quando la sua richiesta di asilo e’ stata negata e ha ricevuto un avviso di espulsione.

6 febbraio: USA. Secondo il rapporto pubblicato dall’Urban Institute il numero dei minori figli di genitori senza documenti attualmente residenti negli Usa e’ pari a 5,5 milioni.

7 febbraio: USA. Michigan: Un coro di “Si, se puede” e “Yes, we can” ha accompagnato la manifestazione a sostegno di una riforma della legge sull’immigrazione organizzata dalla First United Methodist Church. “Siamo qui oggi perché siamo persone di fede e perché siamo una famiglia”, ha commentato il Reverendo Joan Herbon.

7 febbraio: Francia. Inaugurato ieri, l’hangar Kronstadt, aperto da una rete di attivisti che sostengono i migranti nella zona di Calais dopo lo smantellamento della “jungle”, è stato evacuato oggi dalle forze dell’ordine dopo che il sindaco aveva ordinato lo sgombero affermando che il luogo non era adatto ad un uso pubblico.

8 febbraio: Italia. Il gruppo di donne che ha seguito il caso delle detenute del centro di identificazione ed espulsione di via Corelli a Milano condannate per la rivolta avvenuta nell’agosto del 2009, ma che durante il processo avevano denunciato un caso di violenza sessuale e tentato stupro da parte dell’ispettore cado della polizia del centro, fanno sapere che da qualche giorno si sono perse le tracce di Joy, la ragazza nigeriana che aveva dato corso alla denuncia. Le cinque donne, Joy, Hellen, Florence, Debby e Priscilla, dovrebbero essere scarcerate il 12 febbraio per fine pena. Per quel giorno le donne che le sostengono e che denunciano le violenze nei centri di detenzione chiamano a dei presidi di fronte alle carceri da cui saranno rilasciate per evitare che la polizia le riporti immediatamente all’interno dei centri di identificazione ed espulsione.

8 febbraio: USA. Oklahoma: Un rapporto pubblicato dalla Syracuse University riferisce di detenzioni prolungate nelle carceri dell’Oklahoma per i migranti senza documenti. Il rapporto riferisce anche delle ingenti diarie dispensate dal governo federale alla contea per la reclusione dei migranti: 42,33$ al giorno per prigioniero.

8 febbraio: Australia. Il governo australiano respinge 20mila richieste di immigrazione che avrebbero garantito il permesso di soggiorno e lavoro per studenti di corsi professionali (es. parrucchiera, cuoco). Il provvedimento, ha dichiarato il Ministro dell’Immigrazione Chris Evans, rientra in una riforma della legge sull’immigrazione che favorisce l’ingresso di migranti già in possesso di una precisa specializzazione professionale. Critiche dal mondo delle organizzazioni legano la misura all’aumento del numero di immigrati indiani nel corso dell’ultimo anno (da gennaio a ottobre 2009, sarebbero stati concessi 117mila visti di immigrazione a studenti indiani per seguire corsi di avviamento professionale in Australia). Nel corso degli ultimi diciotto mesi centinaia di immigrati indiani sono stati vittima di violenza e di furti per mano di gruppi razzisti australiani. Nel corso di un’intervista a Sky News, inoltre, il Ministro Chris Evans ha annunciato un potenziamento della detenzione dell’isola Christmas portandolo da una capacità di 1800 prigionieri a 2200-2300.

8 febbraio: Spagna. Più di 5,6 milioni di stranieri si sono registrati nelle liste municipali durante il solo 2009, cifra che ha superato la media annuale, considerando che nel 2000 furono soltanto 923.000. Secondo i rapporti del Ministero degli Interni, il numero degli stranieri rimpatriati negli ultimi due anni ammonta a 84.860; dalle fonti ufficiali nel 2009 (38.129 persone) si è registrata una diminuzione del 18,4 % rispetto all’anno precedente (46.731 persone).

8-9 febbraio: Italia-Ghana-Niger. Dopo l’accordo sul controllo delle migrazioni raggiunto con la Libia nel quadro del “patto di amicizia” per risolvere il contenzioso dei risarcimenti dovuti dall’Italia per il periodo coloniale, è la volta del Ghana e del Niger. Il ministro dell’interno Maroni, accompagnato dal capo della polizia Manganelli, si è recato dapprima ad Accra, l’8 febbraio, dove ha proposto al governo ghanese un accordo di cooperazione bilaterale per il contrasto dell’immigrazione che dovrebbe prevedere anche la costituzione, in Italia, di squadre miste di polizia per l’identificazione e il rimpatrio di migranti provenienti da questo paese. Il giorno dopo, il 9, Manganelli e Maroni hanno raggiunto la capitale del Niger, dove hanno firmato due accordi, con cui l’Italia, nell’ambito della cooperazione per fermare i flussi migratori diretti verso la Libia, si impegna a fornire al Niger 11 fuoristrada da deserto, di cui 2 ambulanze, 20 metaldetector portatili ed altro materiale. La polizia italiana fornirà inoltre addestramento a quella nigerina. Questa la dichiarazione del ministro italiano alla fine dei due incontri: «E’ tutto collegato il traffico di droga, la tratta di esseri umani, il terrorismo. E’ quindi strategico per l’Europa investire in sicurezza nei paesi a sud del Sahara ed il Niger, in questo contesto, è un paese chiave».

9 febbraio: USA. Il Congressman Patrick Murphy ha introdotto al Congress il Secure Borders Act 2010 che prevede un inasprimento delle misure contro gli ufficiali dell’immigrazione statunitensi che si rendono complici del traffico di migranti e droga alla frontiera con il Messico.

9 febbraio: USA. Un rapporto pubblicato dal Dipartimento di Sicurezza afferma che il numero di immigrati senza documenti e’ drasticamente sceso nell’ultimo anno, passando da 11,6 milioni nel 2008 a 10,8 milioni nel 2009. In California, lo stato con la maggior concentrazione di immigrati, si sarebbe registrato un calo di 250.000, sui 2,6 milioni del 2008. Il rapporto adduce il calo alla crisi economica e al potenziamento dei controlli alla frontiera.

9 febbraio: Italia. Ennesimo sgombero di un insediamento di rom nel comune di Milano. Questa volta è toccato ai rom della baraccopoli di Chiaravalle, un centinaio di persone, tra donne, uomini e bambini a cui, come d’abitudine, non è stata offerta nessuna alternativa alloggiativa. In questo caso, tra l’altro, l’operazione di sgombero è stata gestita interamente dal comune di Milano, con una quarantina di vigili della Polizia locale con casco antisommossa, manganello e scudo.

9 febbraio: Francia. Sono terminate oggi le udienze del processo che vede come imputati alcuni detenuti del centro di detenzione (Cra) di Vincennes, incolpati di aver preso parte alla rivolta terminata con l’incendio del centro, e in seguito la sua chiusura, nel luglio del 2008. La sentenza verrà resa nota il 17 marzo.

9 febbraio: Usa. Il dipartimento di polizia di Maricopa, una contea dell’Arizona, fu sanzionato da Washington nel 2008 per via delle dure misure utilizzate dagli agenti per contrastare l’immigrazione. Aspre polemiche si accesero intorno alle rappresaglie effettuate nel quartiere di Phoenix ai danni della popolazione di origine ispanica della zona, tanto da richiedere l’intervento del governo centrale il quale sollevò il dipartimento dall’incarico di gestire la questione dei sans papiers. Tuttavia il direttore della sezione, Joe Arpaio, ha confermato il prossimo addestramento di 881 agenti migratori chiarendo che l’operato della polizia in materia di immigrazione non necessita dell’approvazione di Washington.

10 febbraio: Svizzera. Il tribunale amministrativo federale (TAF) ha accettato il ricorso si un cittadino afghano che, arrivato in Svizzera l’anno scorso dopo essere passato per la Grecia, era stato rimandato dall’Ufficio federale delle migrazioni (ODM) di nuovo nel paese di primo arrivo nell’area Schengen, secondo gli accordi di Dublino, ma senza concedere alla persona il tempo per un eventuale ricorso contro la decisione. Il Taf impone dunque di non ricorrere al rinvio immediato dei richiedenti asilo, soprattutto in un paese come la Grecia in cui l’accesso al diritto d’asilo è molto problematico.

10 febbraio: Spagna. Dal 25 gennaio è stata distribuita una circolare nei commissariati di polizia spagnoli, firmata dal massimo responsabile in materia di immigrazione, Juan Enrique Taborda Álvarez. Nel testo si evince che le procedure di espulsione dovranno essere effettuate con estrema riservatezza e nel più breve tempo possibile. Si parla inoltre di “detenzione cautelare preventiva” ai fini dell’identificazione ai fini dell’espulsione, mentre nel testo della nuova Ley de extranjería si contemplava questa possibilità solo in casi estremi. La detenzione cautelare verrebbe attivata senza sapere se in effetti esistano gli estremi per l’espulsione. Il ministro Rubalcaba assicura che la circolare sia in linea con quanto espresso dalla Legge.

10 febbraio: Spagna. Il difensore civico, Enrique Múgica, ha chiesto che il centro di accoglienza di Motril, inaugurato nel 2007, venga chiuso o riformato. L’associazione locala Motril Acoge ha presentato svariate lamentele in merito alle inadatte condizioni interne della struttura. L’edificio è pensato per brevi permanenze diurne e non per il pernottamento dei migranti, infatti non ci sono abbastanza posti letto. È inoltre necessaria una ristrutturazione dell’impianto di areazione e di climatizzazione.

10 febbraio: Spagna. Un gruppo di cittadini ha convocato, attraverso Facebook, i migranti residenti in Europa perché partecipino a uno sciopero generale indetto per il 20 marzo, dimostrando in questi modo il peso economico e sociale che essi rappresentano nella vita dei paesi europei. Promotore dell’iniziativa è Felipe Villa, giornalista e direttore della rivista digitale “Tribuna Latina”.

10 febbraio: Spagna. Il Ministero degli Interni spagnolo ha intenzione di velocizzare le pratiche di espulsione per i sin papeles che hanno scontato la pena in carcere per un reato commesso. Al termine del periodo di reclusione il detenuto verrebbe direttamente espulso. La nuova Ley de extranjeria prevede questa misura, tuttavia gli uomini di legge temono abusi in merito verso coloro che posseggono un permesso temporaneo. Per esempio, se un cittadino marocchino sposato con una cittadina spagnola viene incarcerato per 5 anni rischia di essere espulso.

11 febbraio: Grecia. E’ di almeno otto morti il bilancio del naufragio avvenuto oggi al largo dell’isola di Samos. Attualmente sono ancora in corso le operazioni di soccorso per cercare sei migranti dispersi.

11 febbraio: Australia. Sei migranti malesi sono stati arrestati a Perth, nello stato Western Australia, nella zona ovest del paese, dove lavoravano in nero come braccianti. Sono attualmente rinchiusi in un centro di detenzione e verranno deportati.

12 febbraio: USA. Ohio: La compagnia Koch Food dovrà pagare 536mila dollari di multa per aver impiegato 100 immigrati senza documenti. La decisione arriva dopo tre anni dall’arresto dei 161 lavoratori.

12 febbraio: USA-Messico. L’esercito messicano ha individuato la presenza di un tunnel di 15 metri di lunghezza e 1 di larghezza a Tijuana, in un’area di proprietà del governo e che collega la città con gli Stati Uniti. Dall’inizio dell’anno sono stati scoperti cinque tunnel nell’area sotto Tijuana.

12 febbraio: Italia. Avrebbero dovute essere rilasciate oggi le cinque donne che erano state condannate a sei mesi di carcere per la rivolta avvenuta nel centro di identificazione ed espulsione di Via Corelli, a Milano, nell’agosto del 2009 e una delle quali, Joy, aveva denunciato l’ispettore capo della polizia per un tentato stupro. Invece, tutte e cinque, Joy, Helen, Debby, Pricilla et Florence sono state trasferire nella notte dalle carceri in cui erano detenute alla nuova detenzione nei centri di identificazione ed espulsione, affinché non potessero essere incontrate dalle persone che avevano organizzato i presidi in loro solidarietà al di fuori delle carceri.

12 febbraio: Francia. Commentando l’arrivo dei migranti e richiedenti asilo curdi in Corsica, avvenuto il 22 gennaio scorso, il ministro dell’immigrazione e dell’identità nazionale francese, Eric Besson, afferma che entro il primo semestre del 2010 presenterà un progetto di legge per l’istituzione di una “zone d’attente spéciale” che coprirà l’intero perimetro di arrivo dei migranti e permetterà di trattenerli sotto controllo amministrativo per il periodo in cui i loro dossier di richiesta d’asilo saranno esaminati. Il ministro chiede inoltre che sia rafforzato il lavoro di intercettazione e di respingimento verso i paesi d’origine dei migranti dell’agenzia Frontex.

13 febbraio: Gran Bretagna. Le associazioni impegnate nella difesa dei diritti dei migranti denunciano il silenzio stampa sull’episodio di forte repressione avvenuto nel centro di detenzione di Yarl’s Wood nella giornata dell’8 febbraio per porre fine allo sciopero della fame proclamato il 5 febbraio da 84 detenute. Le detenute chiedevano la fine della detenzione illimitata prevista dalle legge della Gran Bretagna e la fine della detenzione dei minori, delle donne incinte e dei migranti vittime di torture. La società privata che gestisce il centro, la SERCO, per porre fine alla loro protesta è intervenuta duramente nei loro confronti, costringendo un gruppo di donne a rimanere rinchiuse in uno dei locali del centro, senza acqua e impedendo loro l’accesso ai bagni, e lasciando altre donne al di fuori del centro, nella neve, per molte ore. L’episodio, denunciato dalle associazioni il giorno stesso, non è stato riportato dai mezzi di informazione e solo dopo alcuni giorni qualche giornale ha reso conto dell’accaduto. Le associazioni chiamano a un presidio davanti ai locali della società SERCO, in solidarietà con la protesta delle detenute.

13 febbraio: Italia. Un ragazzo egiziano di 19 anni, Hamed Mamoud El Fayed Adou, è stato ucciso da un gruppo di altri ragazzi sud americani nel pomeriggio di oggi in via Padova, a Milano. Dopo la sua uccisione, un gruppo di migranti di origine egiziana e maghrebina ha inscenato una forte protesta, distruggendo, nella via e nelle vie limitrofe, vetrine dei negozi e dei ristoranti, soprattutto sud americani, e automobili. Solo dopo alcune ore l’intervento delle forze dell’ordine è riuscito a riportare la calma.

14 febbraio: Italia. Violente le reazioni dei rappresentanti politici che governano la città di Milano dopo l’episodio di via Padova. La Lega Nord, in particolare, chiede subito espulsioni e controlli casa per casa e il comune di Milano promette di inviare ulteriori forze dell’ordine oltre a quelle già presenti nella zona. Intanto, è ancora ricoverato all’ospedale il secondo ragazzo, originario della Costa d’Avorio, ferito ieri sera, mentre un altro amico del ragazzo ucciso è stato portato al Centro di identificazione ed espulsione di via Corelli perché privo del permesso di soggiorno. Si chiariscono anche le dinamiche dell’aggressione che ha portato alla morte Hamed Mamoud El Fayed Adou. Secondo le fonti investigative e alcune testimonianze dei ragazzi aggrediti, con gli aggressori, giovani latinoamericani, ci sarebbe stato dapprima un diverbio sull’autobus e poi, quando ormai i tre ragazzi aggrediti avevano già abbandonato il mezzo pubblico, gli aggressori sarebbero entrati in un locale per farsi dare i coltelli con cui poi li avrebbero aggrediti. A fare scoppiare la rabbia degli egiziani e dei maghrebini, dapprima la lunga attesa dell’ambulanza e in seguito le ore di attesa per l’arrivo del magistrato, mentre il corpo di Hamed Mamoud El Fayed Adou rimaneva sulla strada anziché poter essere portato immediatamente alla moschea più vicina per il lavaggio e la purificazione rituale come previsto dalla religione islamica. Intanto, i mezzi di informazione parlano di Via Padova come una via ghetto della città, mentre cominciano ad organizzarsi anche le numerose associazioni presenti nella zona per proporre iniziative alternative a quelle richieste dai rappresentanti della destra milanese.

15 febbraio: Francia-Marocco. Dall’inizio dell’anno sono già 32 i casi di cittadini marocchini che, in viaggio verso il Marocco, vengono fermati dalla polizia di frontiera francese, arrestati, detenuti per alcuni giorni nei centri di detenzione e poi espulsi verso il Marocco, lo stesso paese che loro cercavano di raggiungere con il pullman. A denunciarlo è l’associazione Cimade, che aveva già denunciato l’assurdità di questa pratica nell’aprile del 2009. Una volta giunti in Marocco, inoltre, i cittadini marocchini hanno denunciato il fatto che al momento dell’arresto erano stati privati dei loro effetti personali, compresi bagagli e valigie rimaste dunque in Francia.

15 febbraio: Italia. Tentato suicidio al Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria, dove un detenuto che aveva già tentato il suicidio venerdì scorso ha cercato di impiccarsi ed è stato poi portato d’urgenza all’ospedale. A Torino, invece, un detenuto del Cie di corso Brunelleschi è riuscito ad impedire la propria espulsione verso il Senegal opponendo resistenza sull’aereo.

15 febbraio: USA. L’associazione degli avvocati statunitensi pubblica un rapporto sullo stato della deportazione negli Stati Uniti denunciando un vertiginoso aumento delle deportazioni (dal 2001, le deportazioni sono passate da 69.000 a 356.000 all’anno). Il rapporto denuncia anche gravi illegalità nell’iter di deportazione e la mancanza di rappresentazione legale per le persone arrestate (nel 2008, il 57% e’ stato portato nei centri di detenzione senza assistenza legale e, una volta detenuti, per l’84% e’ scattato un processo in assenza di avvocato difensore).

15 febbraio: Spagna. Il numero di richieste previste per l’arruolamento nell’esercito di soldati stranieri è diminuito per la prima volta dal 2003, anno in cui il Governo spagnolo decise di ampliare le fila delle Forze Armate, vista la scarsa disponibilità tra gli spagnoli. Gli esperti vedono in questo cambio di tendenza la volontà del Ministero della Difesa di approfittare del momento di crisi economica per re-ispanizzare il volto dell’esercito.

16 febbraio: Spagna. Il Ministero del Lavoro spagnolo ha deciso di escludere dal Fondo per il Sostegno degli Immigrati per la crisi economica e per la disoccupazione i cittadini comunitari rumeni e bulgari residenti nel Paese proprio a causa della loro appartenenza alla Comunità europea. I cittadini originari di questi due paesi sono circa 52 mila in Spagna.

16 febbraio: Spagna. La croce Rossa di Navarra riceverà dal governo della Comunidad di Navarra 10.000 euro per lo sviluppo di un programma di ritorno volontario per i migranti residenti nella regione. La somma servirà ad aiutare chi è in difficoltà economica e verrà spesa per sovvenzionare i costi di viaggio di ritorno. Già lo scorso autunno il governo regionale aveva stanziato fondi a favore della stessa associazione e per il medesimo progetto.

16 febbraio: Italia. Altro sgombero di un campo rom nel comune di Milano, a Segrate, dove sono state sgomberate 130 persone a cui, come d’abitudine, non sono state proposte sistemazioni alternative.

16 febbraio: Spagna. Nuovo tentativo di suicidio al Ceti (centro di permanenza temporaneo) di Ceuta. Una donna algerina ha tentato di suicidarsi in una delle docce del campo. E’ il secondo caso in due mesi. Molti migranti sono trattenuti nel centro da più di cinque anni e l’incertezza del loro destino, così come la continua minaccia delle espulsioni, creano una situazione di forte depressione.

17 febbraio: Italia-Francia. Il ministro francese dell’immigrazione e dell’identità nazionale, Eric Besson, dopo aver incontrato ieri il ministro degli affari esteri italiano, Franco Frattini, ha fatto sapere che l’Italia e la Francia chiedono un urgente rafforzamento del controllo delle frontiere esterne dell’Unione europea ad opera dell’’agenzia Frontex contro il “l’immigrazione irregolare”. I ministri dell’immigrazione dei paesi membri Ue si incontreranno il 23 febbraio a Bruxelles in una riunione richiesta dalla Francia, dopo l’arrivo di 123 profughi curdi in Corsica il mese scorso.

17 febbraio: Usa. Nelle ultime settimane i guardiacoste americani hanno rimpatriato 166 migranti haitiani che avevano raggiunto le coste su una imbarcazione fuggendo dalla distruzione del terremoto del 12 gennaio. Lo scorso martedì ha informato di aver rimpatriato 88 persone, di cui 21 donne e 4 bambini, a Cap Haitien, a 80km da Porte Prince; il gruppo era stato tratto in salvo da un’imbarcazione che stava per affondare a 72 km dall’isola haitiana di La Tortue. La settimana prima erano 78 le persone tratte in salvo dalle acque dopo essere state trovate dalle autorità delle Bahamas.

17 febbraio: Spagna-Senegal. Una vecchia imbarcazione, usata anticamente come negriera, è stata bloccata prima che salpasse dalle coste del Senegal per le Canarie. Era previsto un viaggio con a bordo numerosi migranti diretti in Europa, ma l’organizzazione è stata scoperta prima della sua realizzazione.

17 febbraio: Spagna-Senegal. Il ministro degli Interni spagnolo, Alfredo Pérez Rubalcaba, ha effettuato una visita presso i gruppi di Polizia e Guardia Civil che lo Stato ha impiegato sul territorio senegalese per contrastare la partenza dei migranti. Nell’occasione ha ricordato gli importanti investimenti del governo spagnolo nell’impiego di due pattuglie e di una torre di controllo radar sul territorio. Mentre negli ultimi mesi sono notevolmente diminuiti gli arrivi dalle coste dell’Africa Occidentale, sono invece ripresi quelli che interessano la zona mediterranea andalusa tra Granada e Murcia; risale, infatti, allo scorso settembre-ottobre la cosiddetta operazione Indalo per pattugliare l’area marittima afro-andalusa sotto l’egida dell’agenzia Frontex.

17 febbraio: Spagna. da uno studio dei sindacati spagnoli, i CC.OO., la percentuale di lavoratori a nero sarebbe aumentata dal 27% al 54%. In realtà gli stessi dati mostrano una riduzione del numero di stranieri sin papeles, ma non perché sia un fatto reale, ma perché essi continuano a restare nell’anonimato e immersi nell’economia illegale.

18 febbraio: Spagna. Un cayuco, partito dalle coste della Mauritania sei giorni fa, è arrivato a San Bartolomé de Tirajana, a sud di Gran Canaria. Trasportava un numero non ancora determinato di migranti, dei quali alcuni minorenni. Si tratta della prima imbarcazione che riesce a raggiungere questo versante delle isole Canarie senza essere intercettata.

18 febbraio: Ecuador. Il governo ecuadoriano ha aperto le liste per la regolarizzazione dei cittadini haitiani residenti nel Paese. Potranno accedere a questo beneficio coloro che non hanno ancora ottenuto lo status di rifugiati o che entrarono in Ecuador fino al 31 gennaio. Questa iniziativa resterà valida fino al 30 giugno.

18 febbraio: Francia. Evacuato un’altra volta l’hangar delle associazioni No Borders e di Sos sostegno ai sans papiers. L’hangar Kronstadt di Calais, che avrebbe dovuto svolgere attività di solidarietà nei confronti dei migranti della zona di Calais, era stato sgomberato una prima volta il 6 febbraio scorso, con la motivazione ufficiale che non era adatto a uso pubblico, ed era stato rioccupato e riaperto dai militanti delle due associazioni nella giornata di ieri, con l’intento reso noto di diventare un luogo di incontro con degli orari precisi e la chiusura nelle ore serali e notturne. Ma nel pomeriggio di oggi, dopo la sua chiusura al pubblico, l’hangar è stato sgomberato dai poliziotti che hanno portato in questura i cinque militanti che si trovavano all’interno.

20 febbraio: Francia. Un gruppo di associazioni impegnate nella difesa dei diritti dei migranti lancia un appello contro l’apertura, il 29 febbraio, del nuovo centro di detenzione di Mesnil-Amelot, vicino a Parigi. Il centro, che si affiancherà a quello già esistente nella città, con 240 posti previsti sarà il più grande centro di detenzione francese. Le associazioni parlano di un ulteriore passo in avanti nella politica francese ed europea di industrializzazione della detenzione che ha trasformato, in pochi anni, la detenzione dei migranti da misura eccezionale in normale pratica di controllo nelle politiche migratorie europee. Dei 240 posti, 40 saranno riservati alle famiglie.

20 febbraio: Guinea Equatoriale-Camerun-Mali. Le autorità della Guinea equatoriale, che nel maggio del 2009 avevano invitato gli stranieri in situazione irregolare a lasciare volontariamente il paese per non esserne espulsi, continua ad espellere cittadini provenienti dal Camerun e dal Mali. Alcuni degli espulsi, una volta arrivati in Camerun, hanno denunciato le situazioni di violenza e di non rispetto dei diritti e della dignità umana con cui avvengono le retate e le espulsioni.

20 febbraio Spagna-Mauritania. Una delegazione del Parlamento europeo ha richiesto la chiusura del centro di accoglienza per stranieri di Nuadibù, al nord della Mauritania, nel quale vengono normalmente ospitati gran parte dei migranti che tentano il viaggio in cayuco per le Canarie. Miguel Portas, eurodeputato portoghese e membro della delegazione in viaggio ufficiale, ha dichiarato inutile la presenza del centro poiché i flussi migratori nella zona sono diminuiti notevolmente.

21 febbraio: Usa. L’ultima proposta anti-migratoria dei repubblicani si chiama LEAVE Act, programma che negherebbe il diritto di cittadinanza ai nati sul suolo statunitense, il che andrebbe a intaccare uno dei principi fondamentali della costituzione. Inoltre, la proposta, avanzata dal legislatore Gary Miller, implica un aumento delle competenze della polizia locale e di frontiera nel gestire i controlli dei migranti. La misura di Miller, se dovesse essere applicata, concederebbe la cittadinanza solo a coloro che hanno almeno un genitore cittadino dalla nascita o divenuto tale.

22 febbraio: Francia-Marocco. Era arrivata in Francia a 14 anni per sfuggire a un matrimonio che il padre le voleva imporre. Ospite del fratello, Najlae, che ora ha 19 anni, è stata spesso vittima della violenza di quest’ultimo, sino all’ultima volta, in cui dopo un episodio di violenza più forte degli altri decide di denunciarlo. Alla gendarmeria di Château-Renard (Loiret) scoprono però che è priva di permesso di soggiorno, l’arrestano per poi espellerla. Sabato 20 febbraio Najlae è stata caricata a forza su un aereo ed espulsa in Marocco. Insorgono numerosi collettivi e gruppi di difesa dei migranti e delle donne e fanno sapere che questo è il quarto caso in pochi mesi, nel Loiret, di donne vittime di violenza espulse o che hanno rischiato di essere espulse.

22 febbraio: Usa-Messico. Inaugura la partnership tra gli ufficiali di frontiera americani e messicani che iniziano oggi un programma di training congiunto che porterà a operazioni di pattugliamento congiunto. Per ora limitata al confine lungo lo stato dell’Arizona, l’operazione e’ destinata ad estendersi ad altre zone del confine tra i due paesi, ha dichiarato il Ministro del Dipartimento Sicurezza degli Stati Uniti Janet Napolitano.

23 febbraio: Australia. Una quindicina di migranti indonesiani sono stati arrestati a Stanthorpe, nel nord-est dell’Australia. I migranti lavoravano in nero come braccianti. Dodici sono già stati trasferiti nella capitale per essere deportati.

23 febbraio: India. Le autorità di Mumbai hanno arrestato tre persone con l’accusa di gestire un racket di immigrazione clandestina. La squadra a capo dell’arresto ha dichiarato di sospettare legami tra gli arrestati e funzionari della polizia e dell’ufficio passaporti.

23 febbraio: Canada. Una famiglia francese residente da cinque anni in Canada non ha ottenuto il rinnovamento del permesso di soggiorno. Il rifiuto e’ stato addotto all’alto costo rappresentato dalla figlia disabile di sette anni ($5,259 all’anno) per il sistema sanitario canadese. La famiglia ha fatto ricorso.

23 febbraio: Canada. Ji-Hye Kim, 25 anni, coreana, richiedente asilo ha portato in tribunale il giudice Steve Ellis, 50 anni, accusandolo di averle richiesto favori sessuali in cambio dell’accettazione della sua domanda di asilo. Il giudice si e’ dichiarato innocente anche di fronte a un video in cui, in un coffeshop, esplicitava l’offerta alla ragazza.

23 febbraio: USA. Texas: 23 migranti sono stati trovati prigionieri in una casa al 6500esimo isolato di Trail Valley nella zona a nord-ovest di Houston. I migranti erano costretti a devolvere interamente gli introiti derivanti dal loro lavoro per ripagare il viaggio di migrazione da diversi paesi dell’America Latina agli Stati Uniti (fino a 9 mila dollari). I carcerieri riportavano i migranti nella prigione ogni sera e sequestravano loro le scarpe per impedire che provassero ad evadere. Alcuni dei 23 migranti erano nella casa-prigione di Trail Valley da Quattro mesi, altri erano arrivati da alcuni giorni. Tra loro, la più giovane e’ una ragazza di diciassette anni.

23 febbraio: Usa. Una corte federale della Migrazione ha concesso per la prima volta che tre studenti messicani sin papeles fossero reintegrati in territorio americano dopo essere stati espulsi. I tre minorenni erano stati arrestati lo scorso maggio 2009 mentre si stavano recando a scuola a San Diego, dopo essere stati fermati da poliziotti che non dichiararono la motivazione del fermo. Grazie a questa irregolarità nella formula dell’arresto, i tre sono stati riportati in territorio statunitense.

24 febbraio: Australia. Le autorità australiane hanno fatto sapere che al largo di Ashmore Islands è stata intercettata un’imbarcazione con a bordo 43 richiedenti asilo che saranno portati al centro di detenzione di Christmas Island. Dall’inizio dell’anno, si tratta della quindicesima imbarcazione intercettata al largo della coste australiane.

24 febbraio: Ue. La Commissione europea ha votato oggi una proposta relativa al controllo delle frontiere esterne dell’Ue e dell’immigrazione che prevede un rafforzamento dell’agenzia Frontex. Gli Stati membri metteranno a disposizione dell’Agenzia un maggior numero di attrezzature – tra cui unità navali e aeree - e di personale e Frotex potrà dirigere le operazioni di pattugliamento alle frontiere insieme ai Paesi dell’Unione o prestare assistenza tecnica ai paesi terzi e inviare funzionari di collegamento. Frontex organizzerà e coordinerà anche le operazioni congiunte di rimpatrio. Si introduce inoltre l’obbligo esplicito, per tutte le guardie di frontiera che partecipano alle operazioni, di ricevere una formazione in materia di diritti fondamentali. La proposta dovrà essere votata dal Parlamento nei prossimi mesi.

24 febbraio: Australia. Il governo australiano annuncia che investirà 69 milioni di dollari nel corso dei prossimi quattro anni per introdurre controlli biometrici per i turisti provenienti da “dieci paesi a alto rischio terrorismo”. L’elenco dei dieci paesi non e’ stato rilasciato.

25 febbraio: Australia. 76 persone sono state deportate nella più grande operazione di deportazione di lavoratori degli ultimi dieci anni. I migranti sono principalmente malesi, indonesiani, coreani e nepalesi. Lavoravano in nero come braccianti in una tenuta Agricola specializzata in pomodori e pere nella vallata di Victoria’s Goulburn. La deportazione segue la retata della settimana scorsa a Mooroopna in cui erano state arrestate 90 persone.

25 febbraio: USA. Texas: Alla convention sull’immigrazione tenutasi Austin, 800 migranti provenienti da diverse città del Texas, hanno chiesto una riforma della legge sull’immigrazione e la legalizzazione degli indocumentati.

25 febbraio: USA. Un rapporto dell’Immigration Policy Center illustra il beneficio portato all’economia statunitense dalle rimesse degli immigrati verso i paesi d’origine. Mentre le rimesse sono solitamente considerate come una fuga di denaro dall’economia domestica, il rapporto mostra come in realtà sostengano consumi che beneficiano le esportazioni americane all’estero.

25 febbraio: Australia. Il governo australiano con una nuova legge ha rafforzato i poteri dei Servizi di informazione (ASIO) per permettere di infiltrarsi, anche all’estero, nelle organizzazioni di traffico degli esseri umani e di droga. La nuova legge, inoltre, prevede condanne sino a 20 anni di carcere per i passeurs.

25 febbraio: Repubblica dominicana. Le autorità locali presumono que tra i migranti arrestati ci siano dominicani, haitiani e cubani. Quindici persone sono state espulse in Repubblica dominicana dopo essere state fermate dai guardia coste statunitensi mentre stavano navigando verso le coste della Florida su un’imbarcazione che era partita lo scorso lunedì da Montecristi. I passeggeri hanno raccontato di aver pagato tra i 125 e i 166 per il viaggio.

26 febbraio: Gran Bretagna. Matthew Taylor e Andrew Bowman, due cittadini inglesi, sono stati arrestati dalla polizia della sezione anti-terrorismo all’aeroporto di Heathrow, a Londra, per aver protestato contro la deportazione di un immigrato sull’aereo della Virgin Airlines diretto in Kenya. Fatti scendere prima del decollo, i due sono stati tratti in arresto con l’accusa di aver disturbato una operazione del governo. L’aereo è poi decollato senza che il rimpatrio venisse interrotto.
27 febbraio: Usa. in questi giorni nello Stato del Nabraska si sta dibattendo sul diritto all’assistenza sanitaria pre-natale alle donne sans papiers in stato di gravidanza. Il governatore Dave Heineman, si sta confrontando lungamente con un gruppo di legislatori, chiarendo che il punto chiave è se questi soggetti abbiano il diritto di accedere a servizi pagati dai contribuenti statunitensi. Si sottolinea che, secondo la legge degli Usa, ogni bambino nato entro i confini nazionali guadagna la cittadinanza civili a prescindere dalla condizione legale dei genitori.

27 febbraio: Spagna. Salt, cittadina catalana vicina alla provincia di Girona, è stata per decenni città dormitorio per i migranti provenienti dall’Andalucia e dall’Estremadura, ma negli ultimi dieci anni ha assistito all’arrivo massiccio di nuovi migranti dall’estero, soprattutto da Marocco e Mali. Nel 2000 il 6% della popolazione era costituito da stranieri, mentre oggi si arriva circa al 43%. Per anni è stata modello di riferimento per l’intero Paese per via della riuscita convivenza tra stranieri e popolazione locale, ma oggi iniziano a emergere le tensioni. La preoccupazione per l’aumento del tasso di criminalità e per la sicurezza cittadina da parte degli autoctoni sono esplose in una manifestazione organizzata lo scorso lunedì e poi ripetutasi il giovedì; in quell’occasione il malessere si è accompagnato a esternazioni razziste rispetto alle comunità di stranieri della città.

28 febbraio: USA. California: Il governatore della California Arnold Schwarzenegger ha proposto di tagliare l’assistenza pubblica e per gli immigrati regolari. La riforma avrebbe come obiettivo le persone recentemente immigrate che non hanno ancora maturato il diritto all’assistenza sociale e che, se la proposta passasse, perderebbero diritto agli assegni alimentari, alla sanità pubblica, al sussidio di disoccupazione, al rimborso delle spese per l’asilo nido dei figli e ai corsi di formazione professionale.

28 febbraio: USA. Texas: In una retata durata tre giorni nello stato del Texas, le autorità dell’immigrazione hanno arrestato 284 persone – 259 uomini e 25 donne provenienti da più di ventidue paesi tra Sud America, Europea, Medio Oriente e Africa. 18 persone sono state deportate e 23 rischiano una condanna di venti anni di prigione per precedenti penali e reato di ingresso clandestino a seguito di deportazioni.

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