Nella stessa rubrica

Greece: Irregular migrants and asylum-seekers routinely detained in substandard conditions (Amnesty International, July 2010)

Frontex Map: 2009 Situation at External Borders (Frontex, 2010)

List of 13824 documented refugee deaths through Fortress Europe (UNITED for Intercultural Action, European network against nationalism, racism, fascism and in support of migrants and refugees, june 2010)

Migrants in detention. Lives on hold (Greece, Médecins sans frontières, June 2010)

Migrants at sea. 1 Year Anniversary of Italy’s Push-Back Practice (may 2010)

Indymédia présente l’agence Frontex (Mai 2010)

Proteste al Cie di Aluche (Spagna, marzo 2010)

Menores en riesgo. Centro de Deba, prácticas excepcionales (Spagna, febbraio 2010)

Asilo - Di nuovo in Grecia sulla rotta dei profughi respinti dall’Italia (Grecia, marzo 2010)

Tant que nos frères marcheront. Témoignage d’une intervenante en rétention (France, février 2010)

Al di là del muro (Rapporto di Medici senza frontiere sui Cie, Italia, febbraio 2010)


Al di là del muro
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Viaggio nei centri per migranti in Italia 01/02/2010

A distanza di 5 anni dal primo rapporto, Medici Senza Frontiere è tornata nei luoghi di detenzione per i migranti privi di permesso di soggiorno e di transito per i richiedenti asilo. “Al di là del muro” rappresenta la seconda fotografia della realtà che si vive all’interno dei CIE (Centri di identificazione ed espulsione), CARA (Centri di accoglienza per richiedenti asilo) e CDA (Centri di accoglienza) in Italia.

Il rapporto indaga gli aspetti socio-sanitari e le condizioni di vita all’interno di queste strutture. Con “Al di là del muro” MSF, unica organizzazione indipendente a scrivere un rapporto sui CIE e CARA, intende far conoscere la realtà di questi spazi chiusi ad osservatori esterni e far emergere la quotidianità vissuta da migliaia di persone.

L’ indagine è basata su due diverse visite condotte da MSF a distanza di otto mesi tra il 2008 e il 2009, quando sono stati visitati 21 centri tra CIE, CARA e CDA disseminati sul territorio nazionale.

“Rispetto alle visite condotte nel 2003 poco è cambiato, molti sono i dubbi che persistono, su tutti la scarsa assistenza sanitaria, strutturata per fornire solo cure minime, sintomatiche e a breve termine. Stupisce inoltre l’assenza di protocolli sanitari per la diagnosi e il trattamento di patologie infettive e croniche. Mancano sopratutto nei CIE, come ad esempio in quello di Torino, i mediatori culturali senza i quali si crea spesso incomunicabilità tra il medico e il paziente. Sconcerta in generale l’assenza delle autorità sanitarie locali e nazionali”, dichiara Alessandra Tramontano, coordinatrice medica di MSF in Italia.

tratto da:
http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/pubblicazioni.asp?id=2275

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