gennaio 2010:
2 gennaio: Usa. Da un rapporto della Camera dei deputati è emereso che lo scorso settembre un totale di 21.220 minori messicani sono stati rimpatriati dagli Stati Uniti, dei quali 1.110 sono rientrati nel Paese d’origine senza accompagnamento, mentre 8.110 seguiti dai familiari. Oltre al dato allarmante del numero di rimpatri emerge l’emergenza del problema dei minori. Il centro di Documentazione, Informazione e Analisi (CEDIA) di San Lazaro, in uno studio sulla migrazione infantile, fa emergere la tendenza crescente delle migrazioni odierne, nelle quali sono in aumento i minori, con il rischio di quotidiane violenze e sfruttamento.
2 gennaio: Usa. Tre docenti dell’Università di California di San Diego e uno dell’ateneo del Michigan sono gli autori del programma informatico battezzato “Transborder Immigrant Tool”. Hanno applicato un sistema Gps su dei cellulari che, attraverso reti di ong, parrocchie e comunità locali, verranno distribuiti ai migranti che attraversano la frontiera tra Messico e Stati Uniti. I dispositivi elettronici permetteranno loro di mettersi in contatto con gruppi di aiuto per localizzare fonti di acqua o mezzi di soccorso. Il gruppo di studiosi prevede di distribuire circa 250 cellulari tra giugno e agosto di quest’anno andando incontro alla stagione più pericolosa per la salute dei migranti in viaggio.
2 gennaio: Brasile. L’ambasciata di Bolivia in Brasile ha annunciato che, dopo intense negoziazioni con la Cancelleria brasiliana, il ministero di Giustizia del Paese e la Polizia Federale, più di 18 mila boliviani residenti potranno finalmente ottenere il permesso di soggiorno permanente.
4 gennaio: Belgio. Nel centro di detenzione di Vottem, vicino a Liegi, è morto un detenuto di origine tunisine, richiedente asilo. Yahya Tabbabi era arrivato al centro il 31 dicembre 2009 e secondo le prime ricostruzioni sarebbe deceduto a causa dell’assunzione di una dosaggio troppo forte di metadone e benzodiazepine. I detenuti del centro sono ora in sciopero della fame per denunciare la sua morte e, in generale, le condizioni di vita all’interno del centro. Secondo le associazioni di sostegno dei diritti dei migranti, Yahya Tabbabi, sarebbe arrivato al centro già ammalato e non avrebbe ricevuto cure adeguate.
4 gennaio: Spagna. L’empadronamiento è l’iscrizione all’anagrafe che si effettua presso i singoli comuni spagnoli i quali hanno l’obbligo di registrare chiunque dichiari di domiciliare nel luogo di riferimento. Tale procedura, aperta a tutti, incluso a coloro che non posseggono permesso di soggiorno né domicilio fisso, comporta l’accesso a una serie di diritti civili quali l’assistenza sanitaria pubblica e l’istruzione per i minori. I sans papiers hanno quindi accesso a tutto ciò senza incorrere nel pericolo di essere denunciati per la loro situazione amministrativa. Lo scorso 14 gennaio Josep Maria Vila d’Abadal, sindaco del comune catalano di Vic, la cui popolazione è composta per il 24% da stranieri, ha vietato a tutti coloro che non posseggono permesso di soggiorno e domiciliazione di accedere a tale servizio. Il sindaco, appartenente alla coalizione politica di Convergència i Unió, afferma di aver preso questa misura per andare incontro ai timori della popolazione locale, spaventata dagli effetti dell’immigrazione sulla vita della cittadina, e di voler favorire un maggior impegno tra i migranti nella loro integrazione sociale. Nel frattempo, mentre si fanno sentire le polemiche delle associazioni e Ong locali operanti nel settore dei diritti umani per i migranti, che hanno firmato un manifesto di protesta, giunge il parere del Ministro degli Interni Rubalcabala, il quale dichiara la non conformità della disposizione del sindaco catalano alla Legge spagnola, e quello del Ministro della Giustizia, Francisco Caamaño, il quale opererà per valutare la costituzionalità della proposta, che dovrebbe entrare ufficialmente in vigore dal mese di febbraio. Ma al caso di Vic si sono aggiunti altri episodi simili nella Penisola. Nel comune di Torrejón de Ardoz, a est di Madrid, ad Almería sono emersi casi di procedure analoghe rispetto alle limitazioni dell’empadronamiento dei sans papiers. Addirittura il comune di Alcarrás, in provincia di Lérida, richiede da anni un contratto di lavoro.
4 gennaio: Italia. Sono stati reintegrati nei loro posti di lavoro i lavoratori della cooperativa di pulizie alla Fiece di Borruso di Brembio, in provincia di Lodi. Il 31 dicembre 2009 i lavoratori, quasi tutti immigrati, iscritti al sindacato Slai-Cobas, hanno cominciato un picchetto davanti ai cancelli all’annuncio che 35 di loro erano stati licenziati dal momento che non avevano sottoscritto il nuovo contratto di lavoro previsto dalla nuova cooperativa che aveva avuto l’appalto e che peggiorava le loro condizioni contrattuali. Dopo le prime intimidazioni da parte delle forze dell’ordine, che hanno minacciato i lavoratori di revocare il loro permesso di soggiorno, nel pomeriggio la polizia ha caricato violentemente il picchetto, ferito alcuni lavoratori e arrestato due di loro. A partire da quel momento è iniziato un picchetto permanente davanti alla fabbrica, durato 4 giorni, supportato anche da altri lavoratori delle cooperative e da militanti antirazzisti e dei centro sociali della Lombardia. Oggi la notizia del reintegro di tutti i lavoratori licenziati e l’assunzione di tutti i lavoratori alle stesse condizioni del contratto precedente.
6 gennaio: Grecia-Francia-Ue. Al largo della costa di Alessandroupoli sono stati ritrovati i corpi di 12 migranti che dalla Turchia cercavano di raggiungere la Grecia. I primi corpi sono stati ripescati il 31 dicembre e gli altri nei giorni successivi, mentre continuano le ricerche. Secondo il Forum dei migranti, nel mare Egeo sono morti 512 persone negli ultimi tre anni. In una conferenza stampa, il ministro francese dell’immigrazione e dell’identità nazionale, Eric Besson, ha ricordato il naufragio per affermare che nel suo incontro con il Commissario europeo chiederà l’attuazione dei programmi di rafforzamento dell’agenzia europea Frontex, come deciso dal Consiglio europeo del 30 ottobre 2009. Besson ha inoltre affermato che la cooperazione della Turchia nella lotta contro l’immigrazione irregolare sia messa al centro delle relazioni dell’Unione europea con questo paese.
7 gennaio: Italia. Rivolta dei migranti di origine africana a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria. Dopo il ferimento di due migranti con colpi di fucile sparati da una macchina con alla guida tre giovani italiani, i migranti hanno invaso le strade della città, distrutto alcune macchine, rovesciato i cassonetti e assalito alcuni degli abitanti di Rosarno. Il bilancio della giornata è di alcuni feriti, tra migranti, abitanti del luogo e forze dell’ordine e alcuni migranti arrestati. I migranti denunciano le loro condizioni di lavoro in nero, le fatiscenti condizioni abitative e le continue intimidazioni ed aggressioni razziste che devono subire. Negli anni scorsi, denunce della situazione di sfruttamento dei braccianti e delle loro pessime condizioni di vita erano state fatte da varie associazioni e da alcuni scrittori. Il 12 dicembre del 2008, in seguito al ferimento di due braccianti, a uno dei quali si era dovuto asportare la milza, c’era stata una forte protesta da parte dei migranti
8 gennaio: Colombia. 71 naufraghi sono stati tratti in salvo dalla Guardia costiera nella costa caraibica della Colombia. I superstiti, provenienti da Eritrea e Somalia, cercavano di entrare nel paese via mare e sono stati trovati al largo dell’Isola di Fuerte (Cordoba). Nel 2009 la Colombia ha rimpatriato 385 migranti di origine africana e asiatica, tra cui 163 erano.
8 gennaio: Italia. E’ polemica in Italia sui fatti di Rosarno e sulle cause che hanno portato alla dura rivolta da parte dei braccianti di origine africana che lavorano nella raccolta delle arance e delle olive. Mentre il ministro dell’interno Maroni afferma che le cause della rivolta sono da ricercare nella troppa tolleranza nei confronti dell’immigrazione “clandestina” e l’opposizione ricorda al ministro che in Italia vige una legge sull’immigrazione votata nel 2001 dall’allora governo Berlusconi, cominciano ad affiorare, anche nei mass media, le prime immagini delle condizioni di vita e di lavoro dei braccianti nei campi. Case diroccate, fabbriche dismesse, silos, sono i luoghi in cui i migranti vivono dopo le giornate di lavoro nei campi organizzate dai caporali e pagate 20 euro a giornata. Intanto, a Rosarno, comincia alla “caccia ai neri”, organizzata da alcune ronde di cittadini armati di mazze e bastoni. Per le strade della città e in alcune cascine vicine ai campi di lavoro alcuni migranti sono rimasti feriti da colpi di fucile sparati dalle macchine in corsa. Il bilancio è di 4 migranti feriti, due da arma da fuoco e due a sprangate. Grave uno dei migranti preso a colpi di spranga. In serata, è iniziato il trasferimento dei migranti coordinato dalle forze dell’ordine.
8 gennaio: Kosovo-Ue. In un articolo pubblicato dal “Courrier des Balkans” viene descritta la difficile condizione dei rom kosovari rimpatriati in questi ultimi mesi, dopo gli accordi di riammissione che il Kosovo ha recentemente firmato con numerosi paesi europei: Albania, Belgio, Grecia, Germania, Svizzera e Norvegia. Tali accordi rientrano nel quadro di un avvicinamento all’Unione europea e al processo di liberalizzazione dei visti che l’Ue ha già stabilito il mese scorso per il Montenegro, la Serbia e la Macedonia. Secondo le informazioni fornite da Fisnik Rexhepi, consigliere del ministro dell’Interno, dal 2002 ogni anno sarebbero stati rimpatriati circa 4.000 kosovari, 30.000 nel corso degli anni. Ma secondo alcune valutazioni dovrebbero essere rimpatriati nei prossimi mesi circa 70.000 persone, tra cui molti kosovari di origine rom. Per alcuni specialisti dell’economia kosovara, i possibili e imminenti rimpatri peggiorerebbero ulteriormente le condizioni economiche degli abitanti del Kosovo ma creerebbero anche conflitti di ordine sociale, senza contare i problemi alloggiativi a cui si andrebbe incontro.
9 gennaio: Cipro. La Corte Europea dei Diritti Umani ha condannato la Repubblica di Cipro per non aver garantito protezione nel 2001 a Rantseva Oxana, una ragazza di nazionalità russa di 20 anni, la quale fu ritrovata morta dopo essersi gettata dal balcone della stanza dove i suoi aguzzini e sfruttatori la tenevano segregata. La giovane lavorava in un locale notturno di Limassol e, dopo essere fuggita, denunciando alla polizia lo stato di sfruttamento in cui viveva, fu ricondotta dal suo datore di lavoro. La sentenza europea sottolinea l’attuale incapacità di Cipro di tutelare i diritti umani di coloro che maggiormente rischiano di cadere nella rete dei trafficanti di esseri umani, i migranti.
9 gennaio: Italia. Le forze dell’ordine mandate dal ministro dell’interno a Rosarno hanno organizzato oggi il trasferimento di massa dei migranti di Rosarno che chiedevano protezione contro la “caccia al nero” organizzata da alcuni cittadini di Rosarno. Mentre partono i pullman che portano i migranti nei Cie e nei Cara di Bari e di Crotone, compaiono anche le prime prove del coinvolgimento della ‘ndrangheta nelle sparatorie e nei ferimenti dei giorni scorsi. A fine giornata erano state trasferite 1200 persone, mentre altre 200 migranti, circa, hanno abbandonato Rosarno con i treni.
9 gennaio: Belgio. Si è svolto oggi un presidio di alcune associazioni davanti al centro di detenzione di Vottem, dove il 4 gennaio è morto Yahya Tabbabi, richiedente asilo tunisino di 31 anni. Tra in partecipanti, anche alcuni familiari di Tabbabi, che annunciano una denuncia nei confronti del centro per la mancanza di cure prestategli. La famiglia, inoltre, sostiene che Yahya Tabbabi non aveva avuto problemi di tossicodipendenza mentre i gestori del centro sostengono che sia stata proprio la tossicodipendenza la causa della morte.
10 gennaio: Italia. Mentre le forze dell’ordine stanno procedendo all’identificazione dei migranti trasferiti da Rosarno nei centri di detenzione e nei Cara di Crotone e di Bari-Palese e il ministro Maroni continua con le dichiarazioni di tolleranza zero verso l’immigrazione clandestina, si chiarisce meglio anche la composizione dei braccianti: la maggior parte ha il permesso di soggiorno per lavoro, altri hanno il permesso di soggiorno in quanto richiedenti asilo o rifugiati. Non pochi i migranti che si sono spinti a Rosarno dal Nord Italia in seguito alla perdita del lavoro nelle fabbriche o nell’edilizia e la disoccupazione causata dalla crisi.
10 gennaio: Israele-Egitto. Mentre l’Egitto sta costruendo un muro sotterraneo di metallo lungo la sua frontiera con la striscia di Gaza, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha approvato oggi il progetto di costruzione di una barriera alla frontiera con l’Egitto per impedire il passaggio dei migranti. “Ho preso la decisione di chiudere la frontiera sud di Israele alle infiltrazioni di elementi pericolosi e di terroristi. Si tratta di una decisione strategica per preservare il carattere ebraico e democratico di Israele”, ha affermato Netanyahu, specificando che anche se Israele permetterà l’arrivo dei rifugiati “non possiamo lasciare che decine di migliaia di lavoratori in situazione irregolare si infiltrino sul nostro territorio dalla frontiera sud e permettere che il paese sia invaso da clandestini stranieri”. La realizzazione della chiusura è prevista nell’arco di due anni con un costo di un miliardo di shekels (270 milioni di dollari).
11 gennaio: Francia. Diverse associazioni di difesa dei diritti dei migranti hanno chiesto di essere ricevute dalle autorità politiche competenti per trovare una soluzione di alloggio permanente per i giovani rifugiati di origine afghana che vivono nella regione parigina, senza un alloggio e in condizioni molto precarie, e che sono sempre più numerosi dopo lo smantellamento della “jungle” di Calais da parte delle forze dell’ordine nel novembre 2009. Un appello in tal senso proviene anche dallo scrittore afghano Atiq Rahimi, vincitore del premio Goncourt 2008.
11 gennaio: Usa. Secondo il New York Times le autorità statunitensi hanno tenuto segreti i dati inerenti alla morte di migranti nei centri federali di detenzione degli Stati Uniti, occultando casi di abusi e maltrattamenti. I documenti a cui si fa riferimento si riferirebbero alla morte di ben 107 persone, decedute dall’ottobre 2003, e mostrerebbero come gli incaricati del sistema federale possano abusare della loro autorità per coprire prove di violenza ai danni dei reclusi.
12 gennaio: Italia. Presidio delle associazioni in difesa dei diritti dei migranti davanti al Centro di espulsione e identificazione di Crotone, in cui si trovano ora detenuti alcuni dei migranti in fuga da Rosarno e che, come annunciato dal Ministro Maroni, rischiano l’espulsione in quanto privi di permesso di soggiorno.
12 gennaio: Italia-Egitto. Il testo apparso sul sito del ministero degli esteri egiziano l’Egitto condanna “gli episodi di violenza cui si è assistito a Rosarno negli ultimi due giorni e che hanno visto coinvolti un gruppo di lavoratori immigrati africani e la popolazione locale, causando il ferimento di molti immigrati". Nel testo, inoltre, si chiede al governo italiano di adottare le misure necessarie per “proteggere le minoranze e gli immigrati”, visti gli innumerevoli episodi di violenza contro gli immigrati, tra cui quelli di origine araba e musulmana, avvenuti negli ultimi mesi in Italia. Risponde il ministro degli esteri italiano, Franco Frattini, secondo il quale l’Italia non può essere accusata di razzismo.
13 gennaio : Onu. L’Alto commissariato per i rifugiati, in un rapporto sulla Grecia pubblicato nel mese di dicembre 2009, rinnova l’invito ai paesi Ue di non applicare il regolamento di Dublino 2 (per il quale i richiedenti asilo devono essere rimandati nel primo paese Ue di arrivo) nel caso dei migranti provenienti dalla Grecia, dal momento che in tale paese il sistema dell’asilo non funziona.
15 gennaio: Libia-Eritrea. L’osservatorio Fortress Europe pubblica oggi la notizia del possibile rimpatrio in Eritrea di 105 cittadini eritrei detenuti nel campo libico di Surman. I prigionieri si sono rifiutati di compilare i formulari forniti loro dalle autorità del campo, ma sono poi stati costretti a farlo con la forza. Il 2 gennaio, la protesta è degenerata in un violento pestaggio da parte della polizia e il ferimento di alcuni detenuti.
16 gennaio: Italia. Presidio di alcune associazioni per i diritti dei migranti davanti al centro di detenzione (Cie) di Bari-Palese, per protestare contro la detenzione dei migranti di Rosarno nel Cie. I migranti erano stati trasferiti ai centri di Bari-Palese e Crotone, dopo la rivolta del 7 e dell’8 gennaio, con la promessa che si trattasse di una protezione dal momento che a Rosarno era cominciata una caccia ai migranti, ora invece, da alcuni giorni, la permanenza nel centro si è trasformata in una vera e propria detenzione in vista dell’espulsione.
16 gennaio: Italia. E’ morto venerdì sera, 15 gennaio 2010, nel carcere di San Vittore, a Milano, Mohammed El Abboudy. Era stato condannato a sei mesi di carcere, nella sentenza di primo grado, in seguito alla rivolta del 13 agosto 2009 nel Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di via Corelli. Dopo la rivolta, alcune sezioni del centro erano state chiuse, molti detenuti erano stati trasferirti in altri centri di identificazione, mentre 14 di loro, 5 donne e 9 uomini, tra cui Mohammed El Abboudy, erano stati arrestati e in seguito processati e condannati. Mohammed El Abboudy aveva ancora da scontare un mese di carcere, ma venerdì sera è morto asfissiato dalla bomboletta del gas presente nella sua cella. L’amministrazione del carcere oscilla tra la versione del suicidio e quella di un incidente, mentre la procura apre un’inchiesta.
16 gennaio: Libia-Eritrea. I rifugiati eritrei in Italia denunciano in questi giorni il fatto che la Libia abbia permesso a dipendenti dell’ambasciata eritrea di incontrare nei centri di detenzione richiedenti asilo eritrei. Human Rights Watch (Hrw) pubblica un comunicato in cui dichiara di temere che il personale diplomatico li costringa a ritornare nel loro Paese dove rischiano la tortura. "Le autorità libiche hanno autorizzato responsabili eritrei a incontrare profughi eritrei, di cui quasi la totalità richiedenti asilo detenuti in Libia”.
16 gennaio: Camerun-Francia. E’ stato ufficializzata nella capitale del Camerun, Yaoundé, l’apertura dell’ufficio francese dell’immigrazione e dell’integrazione (OFII). Previsto dall’accordo di gestione dei flussi migratori firmato dalla Francia e dal Camerun nel maggio del 2009, l’ufficio riguarderà non solo il Camerun, ma anche il Gabon, la Repubblica del Congo, la Repubblica democratica del Congo e la Nigeria e si occuperà dell’integrazione nei paesi di origine dei migranti rimpatriati attraverso le operazioni di “ritorno volontario” e dei visti di ingresso per “competenza e talento”, così come dei visti per gli studenti universitari.
16 gennaio: Spagna. Gli arrivi di migranti via mare verso le coste spagnole hanno subito una netta diminuzione nel corso del 2009, secondo il Ministro degli Interni, Alfredo Pérez Rubalcaba, che attribuisce questo risultato all’effetto dei controlli della polizia. Nell’ultimo anno sono stati intercettai 7.285 sans papiers, rispetto ai 13.425 del 2008. Inoltre si è registrata una diminuzione del 75% negli arrivi diretti nell’arcipelago canario.
16 gennaio: Canada. Entrano in vigore le misure straordinarie a sostegno di alcune forme di immigrazione da Haiti verso il Canada, annunciate nei precedenti giorni per far fronte al terremoto del 12 gennaio. Verrà dato carattere di priorità ai seguenti tipi di richiesta di immigrazione: ricongiungimenti familiari (i candidati haitiani dovranno dimostrare di essere stati danneggiati dal terremoto), estensione del permesso di soggiorno temporaneo, richieste di permesso di lavoro per haitiani residenti in Canada (dovranno dimostrare di versare in stato di indigenza).
17 gennaio: Italia. E’ stata presentata oggi a Milano l’iniziativa « una giornata senza di noi ». L’iniziativa, nata su facebook in relazione all’analoga iniziativa francese che si sta espandendo anche in altri stati dell’Unione europea, punta a organizzare uno sciopero dei lavoratori migranti per ribadire la loro importanza nello sviluppo dell’economia dei paesi in cui risiedono e chiedere, di conseguenza, politiche meno restrittive e repressive nei loro confronti.
18 gennaio: Italia. Ancora polemiche in Italia sulla rivolta dei migranti a Rosarno e sui fatti di violenza nei loro confronti. Il ministro degli interni, Roberto Maroni, dopo aver sostenuto la tesi della tolleranza zero nei confronti dei migranti irregolari e aver attribuito alla tolleranza rispetto ad essi i fatti di Rosarno, aveva dovuto ricredersi informando la Camera dei deputati sui numeri dei lavorati con permesso e quelli senza: oltre 700 i migranti con regolari permessi di soggiorno e 70 irregolari. Rispetto a questi numeri, sarebbero stati di più, però, i migranti trasferiti dalle forze dell’ordine nei Cie e nei Cara di Crotone e di Bari-Palese. Proprio nel Cie e nel Cara di Bari-Palese si è recata nei giorni scorsi una delegazione della rete di associazioni Migreurop per controllare le condizioni dei migranti arrivati da Rosarno.
Inoltre, negli ultimi giorni, stando a cronache della stampa locale, a Rosarno sarebbero ritornati alcuni dei migranti che se ne erano andati dopo la rivolta, richiamati dai loro datori di lavoro per continuare la raccolta degli agrumi.
18 gennaio: Messico. Due cittadini messicani hanno perso la vita mentre altri 14 sono stati tratti in salvo nella acque al largo di San Diego, dopo che l’imbarcazione sulla quale viaggiavano costeggiando la California è naufragata. Il mezzo, della lunghezza di 10 metri e i cui resti sono stati individuati dagli elicotteri della guardia costiera, trasportava un numero ancora indefinito di sans papiers. Il naufragio è stato probabilmente provocato dal peggioramento delle condizioni atmosferiche, coincidente con l’arrivo del fenomeno del Niño. La Segreteria per le Relazioni Internazionali (SRE) statunitense ha annunciato che i migranti di nazionalità messicana verranno immediatamente riportati alla frontiera di Tijuana-San Isidro. L’uso di imbarcazioni dirette a San Diego è aumentato negli ultimi due anni, secondo la portavoce dell’Ufficio Immigrazione americana (ICE), Lauren Mack. Tra ottobre 2008 e settembre 2009 sono stati arrestati 400 sans papiers su questa rotta.
19 gennaio: Spagna. Un ex membro delle Forze ausiliare del Marocco e del Servizio di Informazione militare, Hicham Bousti, ha iniziato uno sciopero della fame all’interno de CETI di Melilla per sollecitare la concessione dell’asilo politico in Spagna. L’ex militare aveva avanzato la richiesta otto mesi fa spiegando di essere vittima di atti di persecuzione politica nel suo Paese d’origine, ma senza sortire alcune effetto. Hicham Bousti ha intenzione di continuare lo sciopero fino a quando non riceverà una risposta dalla Delegazione del Governo spagnolo.
19 gennaio: Italia. Si è tenuta oggi, al tribunale di Milano, l’ultima udienza del processo per la protesta di novembre al Centro di identificazione ed espulsione di via Corelli. Tre imputati sono stati condannati a 7 mesi di detenzione, uno solo di loro con sospensione della pena, mentre un altro imputato è stato condannato a un anno di carcere. Contestualmente alla condanna, il giudice ha trasmesso alla procura gli atti del processo in relazione alla deposizione di un dirigente della Croce Rossa, gestore del centro, per falsa testimonianza, dal momento che la sua deposizione smentiva la tesi dell’accusa sostenute dalle testimonianze dei poliziotti secondo cui il fuoco appiccato dai detenuti, tra cui gli imputati, avrebbe procurato gravi danni alla struttura. Durante l’udienza i militanti del comitato antirazzista, che sostiene gli imputati, hanno srotolato uno striscione in memoria di Mohammed El Abboudy, morto il 16 gennaio nel carcere di San Vittore, a Milano, dove si trovava per la condanna relativa alla rivolta di Corelli avvenuta nell’agosto del 2009.
19 gennaio: Corte europea per i diritti dell’uomo-Italia. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha rigettato il ricorso contro l’Italia per le deportazioni verso la Libia avvenute dall’isola di Lampedusa il 13 e il 25 marzo del 2005. Gli avvocati che avevano presentato il ricorso erano riusciti a raccogliere la documentazione relativa a 84 migranti, molti dei quali ormai irraggiungibili. Tra le motivazioni della Corte nel respingere il ricorso proprio l’irraggiungibilità dei migranti per i quali era stato presentato. Dunque, il rigetto del ricorso relativo all’espulsione viene motivato proprio in quanto l’espulsione ha causato l’impossibilità da parte delle vittime di rimanere in contatto con i loro avvocati.
19 gennaio: Corte europea per i diritti dell’Uomo-Belgio. La corte europea per i diritti dell’uomo condanna il Belgio per la detenzione dei minori nei centri di detenzione. Il ricorso era stato presentato dagli avvocati della signora Aina Muskhadzhiyeva, di origine cecena, richiedente asilo in Belgio, detenuta con i suoi quattro bambini in un centro di detenzione nel 2006 al rigetto della sua domanda di asilo e poi espulsa in Polonia.
19 gennaio: Italia. E’ stato sgomberato oggi, a Palermo, il Laboratorio Zeta, centro sociale che dalla sua nascita ospitava molti rifugiati, in prevalenza sudanesi. Violente cariche da parte della polizia, alcuni militanti feriti e tre arresti, sono il bilancio della giornata, mentre i rifugiati hanno deciso di passare la notte sulla strada adiacente in segno di protesta e alcuni occupanti sono saliti sul tetto.
20 gennaio: Marocco-Senegal. Dopo l’intercettazione da parte della marina militare di El Hoceima di un’imbarcazione con a bordo 36 migranti di origine subsahariana, due dei migranti sono stati condannati dal tribunale della città marocchina a sei mesi di prigione per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina mentre gli altri 34 verranno espulsi.
20 gennaio: Spagna. La settimana scorsa molti dei migranti detenuti nel Centro di detenzione per stranieri (CIE) di Aluche hanno iniziato uno sciopero della fame in segno di protesta per le percosse subite dal compagno colombiano Rodolfo Alberto Grisales Hernández lo scorso 13 gennaio, mentre la polizia gli chiedeva di rilasciare le impronte digitali. Dopo un primo diniego, i poliziotti, che appartenevano alla Brigada de Documetación y Extranjería, gli avrebbero spezzato due dita della mano destra.
20 gennaio: Spagna. Sul caso dell’empadronamiento nei comuni spagnoli è intervenuto il vicesegretario del PSOE, nonché Ministro per lo Sviluppo, José Blanco, secondo il quale il caso di Vic mostra una “probabile” incongruenza tra amministrazioni locali e governo centrale. Se la nuova Ley de Extranjería dichiara “irregolare” la presenza dei sans papiers in territorio spagnolo, la legge municipale sull’empadronamiento ne invalida l’effetto annullando distinzioni tra le varie situazioni amministrative dei singoli individui.
21 gennaio: Spagna. Mentre continuano le discussioni intorno alle norme di empadronamiento del comune catalano di Vic, i fari sono puntati su tutto il Paese. Dopo i fatti di Torrejón, nella Comunidad di Madrid, anche Almeria mostra di aver applicato diversamente la legge che prevede la registrazione anagrafica di ogni straniero che si presenti nella sede comunale, inclusi i sans papiers. Questa volta, il comune andaluso ha stabilito che non verranno registrati coloro che dichiareranno domicilio in un luogo ove già vivano altre 12 persone nella medesima condizione amministrativa, in modo da evitare le cosiddette“case dormitorio”.
21 gennaio: Italia. La Corte di Cassazione italiana ha accolto il ricorso presentato da un immigrato privo di documenti in merito al suo dirittto a educare i figli. Il ricorso era stato presentato dopo che la corte di appello di Milano aveva revocato il decreto che autorizzava il suo soggiorno in Italia finalizzato all’assistenza dei figli. La Corte di Cassazione ha deciso che il rimpatrio danneggia l’equilibrio del bambino. Una decisione molto importante che permetterà a molti padri figli di minori di presentare ricorsi contro i decreti di espulsione.
21 gennaio: Francia-Ue-Turchia. Il ministro francese dell’immigrazione e dell’identità nazionale, Eric Besson, ha affermato oggi, nel corso di una conferenza stampa dopo un incontro con i suoi omologhi dell’Ue, che la lotta contro l’immigrazione clandestina deve diventare un soggetto prioritario delle relazioni tra l’Ue e la Turchia. Il problema verrà affrontato nella prossima riunione con le autorità turche prevista per il 19 febbraio ad Ankara.
21 gennaio: Francia. Dopo la morte di un ragazzo di 19 anni, Malek Saouchi, e il ferimento di altri due, che erano stati inseguiti dalla polizia perché non si erano fermati a un posto di blocco, alla fine della commemorazione funebre è scoppiata una rivolta per le strade della città di Woippy.
21 gennaio: Italia. La rete Migreurop ha denunciato il Governo italiano di aver mentito circa i provvedimenti presi di fronte alla rivolta di Rosarno. Il governo assicurò che avrebbe garantito protezione umanitaria ai migranti feriti, mentre, allo stato attuale, da un comunicato emesso dalla stessa organizzazione, quelle stesse vittime si troverebbero ora nei Cie in attesa di espulsione. Il piano di evacuazione dei lavoratori stranieri, motivato da ragioni di sicurezza per la loro incolumità, si sarebbe invece tramutato in un piano di retate per individuare i sans papiers. Migreurop ha commentato che i fatti di Rosarno "sono prodotto di due fattori: la criminalizzazione dei migranti e l’assenza dello Stato in un territorio dove è la mafia a dominare". Per la rete i fatti di Rosarno non sono altro che il risultato di una tensione sociale della quale il governo italiano ha piena responsabilità.
22 gennaio : Francia. Sono arrivati sulle coste della Corsica, su una spiaggia vicino a Bonifacio, un centinaio di rifugiati curdi, tra cui molte donne e bambini. Attualmente non si conosce ancora il percorso seguito dai rifugiati per arrivare ad approdare in Corsica e la marina francese sta svolgendo delle ricerche per individuare, eventualmente, altre imbarcazioni in arrivo. Alcuni rifugiati hanno iniziato uno sciopero della fame per poter accedere alla pratica di richiesta d’asilo.
22 gennaio: Italia. Nuova ordinanza contro i rom da parte del comune di Milano. Il vicesindaco Riccardo De Corato annuncia che le multe per il recupero di camper e roulotte trovati a sostare al di fuori delle aree attrezzate verrà innalzata sino a 700 euro.
22 gennaio: Ue. Negli ultimi 3 anni le espulsioni effettuate attraverso voli collettivi in cui sono coinvolti diversi paesi dell’Unione europea e organizzati dall’agenzia per il controllo delle frontiere esterne (Frontex) sono triplicate: con voli di questo tipo erano stati espulsi 428 migranti nel 2007, circa 800 nel 2008, mentre sono stati 1.570 nel corso del 2009. Per il 2010 è stato previsto un aumento dei voli di rimpatrio effettuati da Frontex.
22 gennaio: Marocco. Quindici richiedenti asilo che avevano appuntamento a Rabat con l’ufficio dell’Alto commissariato per i rifugiati della Nazione Unite sono stati caricati su un autobus e portati nella città di Oujda dagli agenti di polizia marocchini. Secondo le informazioni, l’ordine per l’operazione di espulsione verso Oujda, alla frontiera con l’Algeria, sarebbe arrivato oralmente dal procuratore della città di Marrakech.
22 gennaio: Usa-Haiti. Da ieri e per i prossimi 180 giorni il governo di Washington concederà uno status di Protezione Temporanea ai cittadini haitiani che, nella giornata del 12 gennaio, si trovavano in territorio statunitense per andare incontro alle difficoltà di coloro che si trovano impossibilitati a rientrare nel Paese di provenienza a causa del sisma che ha colpito l’isola.. Il numero degli haitiani sin papeles che usufruiranno di questo programma oscilla tra i 100 mila e i 200 mila. Nel frattempo questa notizia potrebbe trarre in inganno coloro che si trovano ancora sull’Isola, quindi gli stessi Usa stanno adottando misure di sicurezza per bloccare le prevedibili ondate di balseros verso le loro coste attraverso la mobilitazione di motovedette e di navi militari nelle acque haitiane.
22 gennaio: Usa. I sentieri che attraversano la frontiera tra Messico e lo Stato della California sono ricoperti da trenta cm di neve e sono battuti da forti tormente. Questa zona, normalmente utilizzata dai migranti che saltano la frontiera messicana, come le montagne del Tecate, rischia di trasformarsi in una trappola a causa dell’irrigidimento dell’inverno desertico. Oggi cinque sans papiers sono stati localizzati in prossimità della frontiera con la California mentre altri tre sono stati soccorsi nella zona di Tecate e hanno annunciato che alcuni loro compagni sono dispersi.
23 gennaio: Francia. Verranno trasferiti sul continente e portati nei centri di detenzione i migranti richiedenti asilo curdi arrivati ieri sulle spiagge della Corsica.
23 gennaio: Francia. L’Alto commissariato per i rifugiati ha chiesto alle autorità francesi di assicurarsi che i richiedenti asilo curdi arrivati nei giorni scorsi in Corsica e trasferiti poi sul continente in alcuni centri di detenzione possano presentare richiesta d’asilo e avere il diritto alla procedura normale e non a quella abbreviata prevista per le persone detenute nei centri di detenzione e che solitamente viene applicata per coloro che risiedono da più tempo sul territorio francese. Critiche molte associazioni sulla decisione da parte delle autorità francesi di trasferire all’interno delle strutture detentive questo gruppo di persone.
25 gennaio: Ue-Libia. Malgrado siano state presentate diverse interrogazioni al Parlamento europeo, la Commissione degli affari esteri si riunirà il 28 gennaio per discutere sulle negoziazioni in vista di un accordo con la Libia concernente pure i temi dell’immigrazione. La Commissione, per ora, non ha fornito dettagli sullo stato dei lavori e sui contenuti del negoziato.
25 gennaio: Francia. I migranti curdi arrivati in Corsica e poi trasferiti in alcuni centri di detenzione del continente non verranno espulsi e avranno accesso alla procedura di richiesta d’asilo, secondo le dichiarazioni del ministro francese dell’immigrazione e dell’identità nazionale. Nel frattempo, alcuni di loro sono stati rilasciati dai centri in cui erano detenuti. Le autorità francesi hanno ricostruito il loro percorso: sarebbero partiti dalla Siria, trattandosi di curdi siriani, come da loro dichiarato, alla volta della Tunisia per imbarcarsi poi verso la Corsica.
25 gennaio: Spagna. La stagione della raccolta delle fragole nella provincia di Huelva registrerà un evidente calo del numero di braccianti di origine straniera, a causa delle disposizioni governative e dell’amministrazione locale circa la priorità dell’arruolamento di lavoratori spagnoli o di stranieri residenti. Il tasso di disoccupazione della Comunidad di Andausia, che oscilla sul 25%, non lascia spazio a dubbi sul fatto che la campagna di raccolta, che inizierà tra due settimane, non accoglierà nuovi braccianti oltre ai 3 mila previsti (tutte donne marocchine), pochissimi rispetto ai 34 mila richiesti nel 2005 e agli 11 mila dell’anno scorso.
26 gennaio: Usa. Arizona: Il Senato dello Stato dell’Arizona si appresta ad approvare una delle leggi più severe in tema migratorio fino a ora promulgate dagli Usa. Si tratta dell’ampliamento delle competenze della Polizia locale nel fermare ed arrestare sans papiers, il che, fino a ora, è di competenza degli Agenti dell’Immigrazione. La perquisizione potrà essere effettuata anche senza il possesso di un ordine di detenzione e anche in mancanza di sospetto di reato. La proposta di legge convertirà in reato anche il solo trasportare, ospitare e nascondere sans papiers.
26 gennaio: Francia. E’ iniziata ieri il processo contro i dieci imputati per l’incendio del centro di detenzione di Vincennes, avvenuto nel giugno del 2008. L’udienza di ieri era stata ritardata per l’attesa di uno degli imputati, in custodia cautelare perché era stato arrestato durante un controllo dei documenti gare du Nord di Parigi. Mentre quella di oggi è durata solo alcuni minuti dal momento che l’avvocato difensore di uno degli imputati ha chiesto la ricusazione della giudice Nathalie Dutartre, riconosciuta dal suo assistito come la stessa che l’aveva giudicato in un altro processo tenutosi nel 2005. Proteste rumorose sia davanti al tribunale che davanti all’aula da parte dei militanti antirazzisti che avevano chiamato a un presidio in solidarietà con gli imputati. La prossima udienza è fissata per domani.
26 gennaio: Haiti-Onu-Oim. Dopo il devastante terremoto che ha colpito Haiti e dopo i primi interventi di soccorso, si apre il problema delle forme di protezione e aiuto da organizzare per la popolazione che riapre il dibattito sull’assenza, a livello internazionale, di uno statuto che riconosca i rifugiati ambientali. Ad Haiti, in molti hanno abbandonato Port-au-Prince per raggiungere familiari o conoscenti nelle città vicine, ma, come prevede sia l’Organizzazione internazionale per le migrazioni sia l’Alto commissariato della Nazioni Unite, nei prossimi giorni in molti lasceranno la capitale senza sapere dove andare e, per coloro che volessero abbandonare Haiti, non sono previste norme di protezione. Gli Stati Uniti hanno deciso di accordare uno statuto di protezione temporanea agli haitiani arrivati sul loro territorio prima del 12 gennaio, ma hanno già annunciato che non prevedono di accogliere i profughi, mentre per gli stati dell’Ue la possibilità di riconoscere lo statuto di protezione temporanea deve essere deciso dal Consiglio, ma non è ancora stato messo all’ordine del giorno.
26 gennaio: Ue-Acp. Secondo un documento pubblicato dal Centro europeo di gestione delle politiche di sviluppo, per la revisione degli accordi di Cotonou l’Unione europea starebbe negoziando con i paesi Acp (Africa, Caraibi e Pacifico) l’obbligo di riammissione dei migranti espulsi dai paesi dell’Ue. Secondo quanto richiesto dall’Ue sarebbero i paesi ACP a dover fornire le prove del fatto che non si tratti di loro cittadini e nel caso in cui, dopo un determinato periodo di tempo, i paesi non dovessero rispondere, i migranti privi di permesso verrebbero automaticamente considerati cittadini del paese in questione e lì espulsi. Si tratta di una novità assoluta nelle politiche migratorie dell’Unione europea con la quale verrebbe superata la fase degli accordi bilaterali e dell’imposizione di tali accordi ai paesi Acp, imponendo loro una misura più drastica di riammissione obbligatoria.
26 gennaio: Italia. Il comune di Brescia ha stanziato 60 mila euro per l’iniziativa di “ritorno volontario” dei migranti che ne facciano domanda. L’iniziativa si inerisce nell’ambito del progetto Nirva (Network italiano per i rimpatri volontari assistiti) che solitamente si occupa del “ritorno volontario” di rifugiati e richiedenti asilo secondo un piano co-finanziato dell’Unione europea che prevede un sostentamento iniziale per l’integrazione sociale dei migranti rimpatriati. Il comune di Brescia, invece, lo estende anche ad altre categorie di migranti regolari. In questo caso, i beneficiari del ritorno volontario avrebbero il biglietto pagato dal comune e riceverebbero 496 euro, con l’impossibilità di ritornare in Italia per cinque anni.
26 gennaio: Canada. Le autorità dell’immigrazione canadese hanno annunciato adozioni accelerate per 217 bambini haitiani, 31 dei quali si trovano già in Canada. La decisione arriva dopo che la settimana scorsa il ministro della cittadinanza, dell’immigrazione e del multiculturalismo, Jason Kenney, aveva annunciato misure di emergenza per facilitare l’iter burocratico delle adozioni iniziate prima dello scoppio del terremoto ad Haiti il 12 gennaio. Il governo haitiano ha approvato tutte le 217 richieste.
27 gennaio: Francia. Si è tenuta oggi la terza udienza del processo che vede imputati dieci ex-detenuti del Centro di detenzione (Cra) di Vincennes, per il danneggiamento e l’incendio del centro. L’udienza è iniziata con la composizione iniziale, dal momento che l’istanza sollevata dall’avvocato della difesa sull’incompatibilità della giudice è stata rigettata. Nel corso dell’udienza, a cui ha potuto assistere il pubblico e che ha visto numerosi momenti di tensione, è stata decisa la liberazione di Nadir Otmani, l’imputato che, a differenza degli altri, si trovava ancora in carcere. La continuazione del processo è stata stabilita per l’1 febbraio.
28 gennaio: USA. Washington ordina una revisione dei costi sul progetto di completamento del muro virtuale per la sorveglianza del confine USA-Messico. Il progetto, lanciato dall’amministrazione Bush, prevede una spesa di 6.7 miliardi di dollari per installare videocamere, sensori e radar lungo la frontiera. Ad oggi sono stati spesi 672 milioni di dollari. Il presidente Obama ha proposto un taglio di 189 milioni al progetto.
28 gennaio: Italia. Nella conferenza stampa dopo il consiglio dei ministri tenutosi per la prima volta a Reggio Calabria, per discutere della lotta alla mafia, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha affermato che una riduzione del numero di immigrati irregolari comporterebbe una riduzione della criminalità. Polemiche da parte dell’opposizione e da parte del mondo delle associazioni che accusano di razzismo il premier.
28 gennaio: Usa. "¡Se ve, se siente! ¡El pueblo está presente!" è stato uno degli slogan gridati durante una manifestazione a Phoenix, in Arizona: oltre ventimila persone hanno marciato contro lo sceriffo Joe Arpaio, autore di numerose misure anti-immigrati. Isabel Garcia, attivista per i diritti dei migranti, ha dichiarato che si tratta di un evento importante poiché segnala il malessere della popolazione locale, scontenta della politica razzista che da anni si applica nello Stato dell’Arizona.
28 gennaio: Italia. La Lega nord del trentino propone di “sottoporre sistematicamente tutti gli immigrati ad esame sanitario e psichiatrico”, prendendo spunto dall’arresto, nei giorni scorsi, di un ragazzo di 17 anni di origine algerina, accusato di tentata violenza sessuale e che, dopo l’arresto, avrebbe messo in atto pratiche di autolesionismo.
28 gennaio: USA. Il giorno dopo il discorso annuale sullo stato dell’unione pronunciato da Barak Obama, La Coalition for Humane Immigrant Rights ha espresso insoddisfazione per la scarsa attenzione riservata dal presidente alla riforma sull’immigrazione.
28 gennaio: Ecuador–Colombia. Il sud America continua a essere scenario di migrazioni extra-americane. Ieri sono stati deportati nella località di frontiera con l’Ecuador, nella provincia di Carchi, sette persone di nazionalità eritrea, trovate mentre si trovavano nella foresta di Quidbo. Nel frattempo nella città colombiana di Medellín si trovano nove migranti del Bangladesh, anch’essi probabilmente provenienti dal territorio ecuadoriano e diretti negli Stati Uniti.
28 gennaio: Spagna. Dopo i fatti di Vic, giungono le denunce dello studio legale Col-lectiu Ronda di Barcellona, che ha segnalato le irregolarità burocratiche di quattro comuni catalani nelle procedure di empadronamiento. Si tratta dei municipi di Sant Boi de Llobregat, Cornellà, Vilafranca del Penedès e Santa Margarida i Els Monjos. Secondo l’avvocato Sergi Santacana verrebbero richiesti agli stranieri documenti aggiuntivi oltre a quelli già previsti dalla Legge italiana, ostacolando in tal modo l’iter delle richieste.
28 gennaio: Spagna. Dopo 14 mesi dall’introduzione del cosiddetto “piano di ritorno volontario”, introdotto dal Ministero per il Lavoro e l’Immigrazione spagnolo, il Governo di Zapatero ha registrato 9.848 richieste fino allo scorso 19 gennaio, cifra che risulta esigua considerando le stime dello Stato che si situavano intorno ai 100 mila richiedenti.
28 gennaio: Messico. Le rimesse inviate dai migranti messicani negli Stati Uniti verso il Paese d’origine hanno subito un ribasso del 15,74% nel corso del 2009, raggiungendo il minimo storico dal 1996, anno in cui la Banca centrale Messicana iniziò a registrare le entrate dai migranti all’estero.
29 gennaio: Spagna. Secondo fonti non note del quotidiano spagnolo El Periódico, lo scorso 14 gennaio si sarebbe tenuta una riunione sul tema migratorio nel Consiglio Superiore della Polizia di Madrid, durante la quale sarebbero stati addestrati i vari commissari sulle procedure da adottare di fronte a un sin papel. Attualmente la legge spagnola non prevede il “reato di clandestinità”, di conseguenza un individuo non può essere arrestato supponendo la sua condizione amministrativa. Tuttavia, da un resoconto dell’incontro è emerso che sia invece previsto l’arresto per l’articolo 53.1 che infatti cita il fatto di “trovarsi irregolarmente in territorio spagnolo”.
29 gennaio: Spagna. In Spagna, dopo la polemica provocata dall’intenzione dei comuni di Vic e di Torrejón di limitare l’empadronamiento, le associazioni di migranti stanno studiando un programma per reagire. Raul Jiménez, portavoce dell’Asociación de Inmigrantes Rumiñahui, spiega che se la situazione politica attuale non dovesse mutare sarà allora necessario intervenire attraverso l’iniziativa che ha già preso piede in Francia e in Italia, ovvero uno sciopero generale dei lavoratori migranti indetto per il 1° di marzo.
29 gennaio: Spagna. A Madrid sono state costituite le Brigadas Vecinales de Observación de los Derechos Humanos (Gruppi volontari) con l’obiettivo di combattere contro i sistematici e continui controlli della polizia a individui con fisionomia non spagnola. Secondo l’organizzazione, infatti, questa procedura viola i più elementari diritti di uguaglianza. Procederanno quindi, in forma sporadica, alle procedure delle perquisizioni. Chiunque potrà entrare a farne parte, essendo un gruppo aperto.
29 gennaio: Spagna. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha celebrato oggi l’approvazione del Consiglio dei Ministri del primo piano annuale di trasferimento di rifugiati in Spagna, grazie al quale il Governo spagnolo offrirà protezione a 75 persone che hanno ottenuto asilo in Paesi che non sono più in grado di ospitarli. Il piano di trasferimento è stato introdotto nell’ordinamento giuridico spagnolo lo scorso novembre in occasione della riforma della Ley de Asilo y Refugio y Protección Subsidiaria, quindi questa è la prima volta che la Spagna si trova a parteciparvi.
30 gennaio: Usa. Due messicani sono stati accusati della morte di due persone che viaggiavano su un’imbarcazione carica di migranti diretti negli Stati Uniti. Il mezzo è naufragato durante il viaggio mentre si trovava al largo della costa di San Diego. I due sono stati denunciati alle autorità dagli stessi passeggeri una volta tratti in salvo. Micheal Carney, supervisore dell’Immigration and Customs Enforcement, ha commentato che l’attività’ di sorveglianza nell’area marittima interessata e’ ardua considerata la vastità della zona. Normalmente vengono richiesti circa 5 mila dollari a ogni singolo passeggero per effettuare un viaggio pericoloso su imbarcazioni sovraccariche che rischiano di naufragare nel buio della notte.
30 gennaio: India. Durante il mese di gennaio l’India ha investito massicciamente nella fortificazione della frontiera con il Bangladesh: 35 kilometri di filo spinato, 55 km di pattugliamento stradale, installazione di fari di avvistamento su 50 km della frontiera, installazione di sistemi informatici su 17 check posts e incremento di dodici navi della flotta della guardia costiera.
31 gennaio: Italia. “I mandarini e le olive non cadono dal cielo”, si intitola così la lettera pubblica firmata dai lavoratori africani di Rosarno attualmente presenti a Roma che si sono riuniti oggi in assemblea. La lettera descrive e denuncia le loro condizioni di lavoro e di sfruttamento vissute nei campi di Rosarno, così come le continue intimidazioni e violenze con cui erano trattati dai datori di lavoro e da una parte della popolazione. “Eravamo, da molti anni, oggetto di discriminazione, sfruttamento e minacce di tutti i generi. Eravamo sfruttati di giorno e cacciati, di notte, dai figli dei nostri sfruttatori. Eravamo bastonati, minacciati, braccati come le bestie...prelevati, qualcuno è sparito per sempre”. Nella lettera i lavoratori africani rivendicano la loro rivolta del 7 e 8 gennaio scorsi e chiedono che venga riconosciuto a tutti loro il permesso di soggiorno per motivi umanitari, accordato per ora soltanto agli 11 lavoratori feriti.
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