Nella stessa rubrica

Statement of the Syrians after the shipwreck to the European Union (Italy, october 2013)

Let’s take this sorrow seriously. Giusi Nicolini, Mayor of Lampedusa, answers the mothers and the families of the Tunisian missing migrants

C’est au sérieux que nous devons prendre cette douleur. Giusi Nicolini, maire de Lampedusa, répond aux mères et familles des migrants tunisiens disparus

Prendiamo sul serio questo dolore. Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa, risponde alle madri e alle famiglie dei migranti tunisini dispersi.

Appello per i migranti tunisini dispersi/نداء من أجل التونسيين المهاجرين المفقودين/Appel pour les migrants tunisiens disparus/Petition for missing Tunisian migrants/Unterstützungsaufruf für die vermissten tunesischen Migranten

"Da una sponda all’altra: vite che contano". Lettera ai ministri degli interni e degli esteri italiani e tunisini/رسالة للوزراء /Lettre aux ministres (Italia, 14 gennaio 2012, italiano/arabo/francese)

Cie 2011. Cronologia delle resistenze (a cura di Martina Tazzioli, Italia, gennaio 2012)

Una lettera da Adama (Italia, 17 dicembre 2011)

Donne italiane e tunisine: lettera alle giornaliste (dicembre 2011)

Per Mor per Modou (appello del Coordinamento Regionale dei Senegalesi in Toscana, Italia, dicembre 2011)

Mohammed El Abboudy. Morte a San Vittore (Italia, gennaio 2010)

E’ morto venerdì sera, 15 gennaio 2010, nel carcere di San Vittore Mohammed El Abboudy. Era stato condannato a sei mesi di carcere, nella sentenza di primo grado, in seguito alla rivolta del 13 agosto 2009 nel Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di via Corelli. Dopo la rivolta, alcune sezioni del centro erano state chiuse, molti detenuti erano stati trasferirti in altri centri di identificazione, mentre 14 di loro, 5 donne e 9 uomini, tra cui Mohammed El Abboudy, erano stati arrestati e in seguito processati e condannati. Mohammed El Abboudy aveva ancora da scontare un mese di carcere, ma venerdì sera è morto asfissiato dalla bomboletta del gas presente nella sua cella. L’amministrazione del carcere oscilla tra la versione del suicidio e quella di un incidente, mentre la procura apre un’inchiesta.
La sua morte arriva a qualche giorno di distanza dalla dichiarazione di "stato di emergenza nazionale" e dalla presentazione del nuovo “piano carceri” da parte del governo, che prevede la costruzioni di 18 nuove strutture per far fronte al sovraffollamento degli istituti penitenziari. Arriva anche insieme agli altri casi di suicidio registrati nei primi giorni del 2010, cinque in meno di un mese, uno ogni 60 ore, come sottolinea l’Osservatorio permanente delle morti in carcere. Che si tratti di una morte accidentale o voluta da lui, la morte di Mohammed El Abboudy rivela comunque i vari paradossi che stanno alla base del sovraffollamento delle carceri italiane e uno in particolare: quel percorso privo di vie di uscita previsto ormai, senza eccezioni, per tutti i migranti privi di permesso di soggiorno in Italia. Dal Cie alla prigione, dalla prigione al Cie, andata e ritorno senza interruzioni di continuità. Partecipando alla rivolta di Corelli e rivendicando poi la sua azione durante il processo, Mohammed El Abboudy aveva denunciato, insieme agli altri detenuti, questo meccanismo, indicando quanto esso sia connesso e intrecciato al meccanismo di sfruttamento della mano d’opera clandestinizzata. Che sia accidentale o voluta da lui, la sua morte è un altro atto di denuncia.

Pubblichiamo qui il testo della lettera che Mohammed El Abboudy aveva mandato a dicembre al Comitato antirazzista milanese, che aveva seguito e sostenuto i detenuti di Corelli. (17 gennaio 2010)

«Carissimi,

Oggi stesso ho ricevuto la lettera e i fogli di giornale, mi ha fatto moltissimo piacere, così almeno riesco ad essere aggiornato sui fatti attuali. Vi ringrazio di aver reso di pubblico dominio il mio caso.

Anche se mi sento fisicamente depresso sto bene. Come voi lotterò per la giusta causa fino al mio ultimo respiro, contro gli sfruttatori di noi proletari. Prima o poi la verità verrà a galla. Non possiamo che vincere, sapendo che il prezzo sarà salato. Ma ne vale tutto il sacrificio.

Che dire di questo governo razzista, senza idee per la gioventù, che, secondo logica, è il futuro di ogni nazione. Senza giovani lavoratori non si possono incassare le tasse, e senza tasse addio pensioni.

Comunque nella mia prossima missiva sarò molto più esplicito e dettagliato a proposito del mio passato e della mia persona.

Buone feste a tutti i ragazzi, auguri»

tratto da: http://www.autistici.org/macerie/?p=24163

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