Nella stessa rubrica

A volte tornano. Un uomo tunisino sopravvissuto al sequestro libico (video, Italia-Tunisia-Libia, novembre 2017) (Imed Soltani, Monica Scafati)

"Il mio nome è Khalid, vengo dalla Siria. (...)" (video, Italia, Lampedusa, dicembre 2013)

"Sorry for not drowning". The 11th October shipwreck in the Mediterranean Sea (video, october 2013)

Syrians blocked in Calais (video, November 2013)

"Siamo i siriani del naufragio avvenuto l’11 ottobre 2013...." (video, Italia, novembre 2013)

Roma: funerale per il naufragio del 3 ottobre (Italia, ottobre 2013)

Superstiti e bare: il tradimento dell’Europa (video, Enrico Montalbano ottobre 2013)

Marocco/Spagna: tentativo di superare la frontiera (settembre 2013)

Catania. La forza delle identificazioni (video di Sonia Giardina, 14 agosto 2013)

Lettera video delle madri e delle famiglie dei migranti tunisini dispersi a Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa.

La rivolta di Rosarno (Italia, gennaio 2010)

A sentire i telegiornali di oggi, il giorno dopo la rivolta dei lavoratori migranti di Rosarno, i migranti avrebbero messo “a ferro e fuoco” le strade di Rosarno per alcuni colpi sparati da un fucile. Quasi in Italia, o da quelle parti, i fucili sparassero da soli, così, per sport o abitudine. A sentire le parole del Ministro dell’Interno, invece, i colpevoli della rivolta sono i rivoltosi, i colpevoli della situazione di clandestinità i clandestini, i responsabili delle situazioni di inaccettabile sfruttamento gli sfruttati. A leggere alcuni giornali sulla vicenda, e stando alle dichiarazioni degli investigatori, la mafia non c’entrerebbe nulla, sarebbero i migranti sfruttati ad “auto-organizzarsi”, ad autorganizzare cioè il proprio stesso sfruttamento e le proprie condizioni di vita insalubri in baracche, tende, capannoni durante la raccolta nei campi. A sentire le ronde locali, un gruppo di ragazzi subito pronti a “rimettere ordine”, gli immigrati se ne dovrebbero andare. Secondo il giornalista di uno dei servizi televisivi di oggi, nessun razzismo e nessuna intolleranza tra le strade di Rosarno, ma solo accoglienza e addirittura tessere telefoniche distribuite ai migranti. Insomma, una rivolta degli ingrati. Rosarno accoglie, dà tessere telefoniche e lavoro, e loro, i migranti, avrebbero la faccia tosta di presentarsi a raccogliere arance e clementine senza il permesso di soggiorno, addirittura clandestini, e poi quella di distruggere le strade della città, incendiare e spaccare automobili, ferire i passanti, solo perché qualche fucile dall’alto del cieli avrebbe sparato uno o due colpi.

I migranti, invece, quando vengono intervistati, dai pochi giornalisti e giornali che scelgono di farlo, raccontano un’altra storia. Kamal, per esempio, precisa che l’alto dei cieli non ha nulla a che fare con la sua rabbia e la sua paura. Piuttosto, tre ragazzi su una macchina scura, “ridevano e urlavano: ‘oggi non si lavora?’. Dalla statale la macchina ha cominciato ad accelerare e dai finestrini due si sono messi a sparare”. Ecco, inizia così, la scena a Rosarno, prima della rabbia e della rivolta. Con degli spari e delle intimidazioni, non inusuali, anzi, ormai abituali. Con due migranti feriti e portati all’ospedale. Ma inizia ancora prima, con le condizioni di lavoro clandestinizzato grazie alle leggi in vigore che determinano lavoro sottopagato, per migranti con o privi di permesso di soggiorno, caporalato e il “pizzo” sulla paga. Una prestazione a giornata che non prevede la fine della giornata, perché la notte, sì, questo è vero, va autorganizzata, nei casolari o nelle ex-fabbriche abbandonate.

Qualcuno, ora, dopo la rivolta, le macchine distrutte, alcuni passanti feriti, migranti arrestati, chiede “tolleranza zero” e va da sé che tutto il resto continuerà ad essere tollerato: lo sfruttamento, il caporalato, l’organizzazione mafiosa del lavoro nei campi, e i colpi di fucile contro i migranti, così, per abitudine, perché qui a Rosarno e nel resto d’Italia ormai i fucili sparano da soli.

(8 gennaio 2010)

galleria fotografica:

http://www.corriere.it/gallery/cronache/01-2010/rosarno/1/rivolta-immigrati-rosarno_f63a92de-fbd6-11de-a955-00144f02aabe.shtml#1

http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?p=1&IDmsezione=9&IDalbum=23313&tipo=FOTOGALLERY#mpos

http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?p=2&pm=1&IDmsezione=17&IDalbum=23302&tipo=FOTOGALLERY#mpos

http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?IDmsezione=9&IDalbum=23304&tipo=FOTOGALLERY

video della rivolta:

video sulla situazione lavorativa e abitativa:

video 19 luglio 2009:

sulla situazione dei lavoratori migranti nell’agricoltura:
Una stagione all’inferno, Italia, (medici senza frontiere, 2008)

http://www.terrelibere.it/terrediconfine/3717-rosarno-cronologia

Sulla rivolta di Rosarno su storiemigrati vedi anche:

Rosarno: il tempo delle arance (video di Nicola Angrisano, gennaio 2010)

"I mandarini e le olive non cadono dal cielo". L’assemblea dei lavoratori Africani di Rosarno a Roma (Italia, gennaio 2010)

Dopo Rosarno. Visita al Cie e al Cara di Bari (Migreurop, gennaio 2010)

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