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dicembre 2009:

1 dicembre: Francia. Si è tenuta oggi al Tribunale di Parigi la prima udienza del processo per l’incendio del centro di detenzione di Vincennes avvenuto il 22 giugno del 2008. Durante l’udienza è stata respinta la domanda di scarcerazione di Nadir Autmani, uno degli accusati, e le richieste da parte degli avvocati della difesa di prendere in visione le videoregistrazioni delle fasi della rivolta all’interno del centro. Il processo continuerà il 25, 26 e 27 gennaio prossimi, e per la settimana precedente le organizzazioni di sostegno ai migranti hanno indetto un settimana internazionale di solidarietà con gli arrestati.

1-2 dicembre: Francia-Serbia-Macedonia-Montenegro-Kosovo. Il ministro dell’immigrazione e dell’identità nazionale francese, Eric Besson, ha effettuato una visita nei quattro paesi dei Balcani, dopo che il 30 novembre scorso sono stati cancellati i visti di ingresso per l’Ue dei cittadini serbi, macedoni e montenegrini. In Serbia, Macedonia e Montenegro il ministro francese ha firmato accordi di mobilità per i giovani, mentre con il Kosovo ha firmato un accordo di cooperazione per il controllo dell’immigrazione e contro la tratta degli esseri umani e un accordo di riammissione per i cittadini kosovari presenti in Francia senza permesso di soggiorno.

2 dicembre: Libia-Italia. Il sito Fortress Europe pubblica il racconto dei migranti di origine somala respinti in Libia dalle motovedette italiane il 30 agosto del 2009. Si trovano ora in un centro di detenzione in Libia, a circa mille chilometri a Sud di Tripoli, e raccontano il modo in cui sono stati respinti, riportati in Libia e, una volta a Tripoli, portati nei nuovi centri di detenzione.

2 dicembre: Italia-Corte europea dei diritti dell’uomo. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha accolto il ricorso presentato da 13 rifugiati somali ed eritrei che facevano parte del gruppo di migranti, circa 200, respinto dall’Italia in Libia il 6 maggio 2009. Le autorità italiane avranno ora tre mesi di tempo per rispondere alle richieste di informazioni avanzate dalla Corte di Strasburgo.

2 dicembre: Kosovo-Consiglio d’Europa. Il commissario ai diritti dell’uomo del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, ha espresso oggi la sua preoccupazione per i ritorni forzati in Kosovo delle persone che avevano trovato rifugio nei paesi europei, e in particolar modo per i rimpatri dei rifugiati appartenenti alla comunità rom.

3 dicembre: Italia. Il tribunale dei minori di Napoli ha negato gli arresti domiciliari ad Angelica V., la ragazza accusata di aver tentato di rapire una neonata a Ponticelli nel maggio del 2008, condannata a tre anni e otto mesi di carcere di cui ha già scontato un anno e mezzo. La decisione è stata presa considerando che, in quanto rom, sia “concreto il pericolo di recidiva”. Nel provvedimento di rigetto si legge, infatti, la seguente considerazione: “Emerge che l’appellante è pienamente inserita negli schemi tipici della cultura rom. Ed è proprio l’essere assolutamente integrata in quegli schemi di vita che rende (…) concreto il pericolo di recidiva”. Rita Bernardini, deputata del Pd, ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia, chiedendo di verificare l’ordinanza del tribunale e, nel caso, di avviare un provvedimento disciplinare.

3 dicembre: Spagna. Nell’ultimo mese si sono aggiunti 60.593 nuovi disoccupati, dei quali 22.079 stranieri. Questi ultimi, per lo più impegnati nel settore dell’edilizia, del commercio e dei servizi di accoglienza, hanno risentito maggiormente della crisi, con un incremento del tasso di disoccupazione del 42.2%. Nel corso degli ultimi mesi la campagna governativa per il Ritorno volontario ha registrato soltanto 8.724 richieste, provenienti da cittadini latinoamericani.

3 dicembre: Italia. E’ stato ritrovato in una risaia nei pressi di Biella il corpo di Ibrahim M’bodi, operaio in un cantiere edile, di origine senegalese, ucciso dal suo datore di lavoro tre giorni fa quando era andato a reclamare lo stipendio che non gli veniva pagato da tre mesi. Franco D’Onofrio ha confessato l’uccisione dopo un lungo interrogatorio.

3 dicembre: Spagna. In una conferenza stampa il vicepresidente della città autonoma di Melilla, Miguel Marín, ha dichiarato la necessità di un intervento del governo spagnolo per porre fine al limbo burocratico in cui versano i migranti rinchiusi nel CETI della città. Questo centro nasce come istituto di detenzione temporanea per migranti in attesa di ordine di espulsione, mentre invece si è trasformato in un luogo di reclusione a tempo indeterminato, poiché per molti l’attesa arriva a durare anni, come nel caso dei sans papiers bangladesi rimasti nel centro per tre anni. Gregorio Escobar, sottodelegato del governo, chiede maggior impegno all’amministrazione dell’enclave nel controllo degli spazi pubblici dove i migranti fuggiti dal CETI si rifugiano. Il vicepresidente Marín risponde ribadendo l’impegno già investito fino a oggi.

3 dicembre: Spagna. E’ stato valutato irregolare l’atto di espulsione di un migrante paraguaiano residente nella regione delle Asturias. Il giovane, Luis Engaña, ricevette l’ordine di espulsione in seguito a una denuncia per sfruttamento contro l’impresa edile per cui lavorava. Il tribunale ha condannato l’impresa al pagamento di un indennizzo di 2.316 euro al lavoratore o, in alternativa, al suo reintegro. Nel frattempo l’ong Ruta Contra el Racismo y la Xenofobia ha sostenuto il suo caso e è riuscita a bloccare temporaneamente l’ordine di espulsione in attesa della fine del processo.

4 dicembre: Francia. Il quotidiano “Libération” pubblica oggi un appello firmato da una ventina di intellettuali per la soppressione del ministero dell’Immigrazione e dell’identità nazionale, istituito dopo l’elezione di Nicolas Sarkozy. “Facciamo appello agli abitanti, alle associazioni, ai partiti e ai candidati delle prossime elezioni affinché esigano insieme a noi la soppressione di questo ministero (…) che mette in pericolo la democrazia”.

4 dicembre: Spagna. Il consigliere di Solidarietà e Cittadinanza della Comunidad Valenciana, Rafael Blasco, ha denunciato oggi l’usuale pratica del Governo di inviare nella regione un numero troppo elevato di migranti sans papiers. Mentre comunità come la Catalogna stabiliscono a priori un tetto massimo di migranti da accogliere, il caso di Valencia resta ancora sospeso. Il politico lamenta i tagli governativi sui fondi locali per le attrezzature di accoglienza e di integrazione degli stranieri che andranno a incidere per un 50% nel caso valenciano, gravando in questo modo sulle spalle dell’amministrazione locale.

5 dicembre: Francia. Nella notte più di sessanta sportelli Bancomat della Bnp e delle Poste francesi sono stati sabotati a Parigi, nel decimo, undicesimo, tredicesimo, diciannovesimo e ventesimo arrondissement. Sullo schermo dei bancomat un adesivo spiega: «Fuori servizio. Questa banca consegna i clandestini alla polizia. Sabotiamo la macchina delle espulsioni. Libertà per tutte e tutti.»

5 dicembre: Spagna. Secondo i dati relativi agli arrivi nell’arcipelago della Canarie, i momenti più critici dell’anno in corso sono stati il mese di febbraio e di settembre, mentre negli ultimi due mesi non si sono registrati arrivi. I tre CIE presenti sull’arcipelago, che raggiungono in totale i 1.686 posti, al momento stanno accogliendo soltanto 38 persone.

6 dicembre: Sri Lanka. Domenica, in una spiaggia di Batticaloa sulla costa orientale, dei soldati del governo dello Sri Lanka hanno sparato contro alcuni richiedenti asilo in procinto di salpare per l’Australia. Nel corso della sparatoria uno dei ragazzi è stato ucciso. Secondo il portavoce dell’esercito, Udaya Nanayakkara, uno dei soldati avrebbe reagito sparando a un tentativo di disarmo del giovane. Ogni anno centinaia di cittadini dello Sri Lanka lasciano il loro Paese via nave in cerca di una nuova vita altrove.

7 dicembre: Belgio. Ignoti hanno dato fuoco ad un cantiere aperto dalla ditta Besix alla periferia di Bruxelles. Molti macchinari risultano gravemente danneggiati. La Besix si è recentemente aggiudicata l’appalto per la costruzione del nuovo Centro di detenzione di Steenokkerzeel.

7 dicembre: USA. È in aumento il numero di richieste di rifugio politico da parte di migranti gay che fuggono da situazioni di emarginazione o persecuzione nei Paesi d’origine. Shannon Minter, responsabile affari legali del Centro Nazionale per Lesbiche, che lavora anche in difesa dei diritti di omosessuali, transgender e bisessuali, afferma che il numero delle richieste negli USA è visibilmente aumentato nell’ultimo anno. Nel solo 2008 ne sono state ricevute 49 mila delle quali furono accolte circa 22 mila.

7 dicembre: Usa. La legge sul reato d’immigrazione impone ai funzionari pubblici l’obbligo di denunciare i migranti senza documenti regolari. La misura dello stato dell’Arizona sta provocando numerose polemiche nell’ambiente associazionistico e delle organizzazioni per i diritti umani.

8 dicembre: Francia. Nel porto di Marsiglia è stato ritrovato, all’interno di un container, il corpo di un giovane migrante. Secondo le prime ricostruzioni, il container proveniva dal porto di Tangeri e il giovane era partito dal porto di Radès, al nord della Tunisia, nascondendosi all’interno di un’imbarcazione. Il giovane non è ancora stato identificato.

8 dicembre: Messico. Secondo Félix Vélez Fernández, titolare del Consiglio Nazionale dei Cittadini (Conapo), il governo messicano dovrebbe valutare positivamente gli esiti dei flussi migratori dal Messico agli Stati Uniti, come le rimesse che entrano nel Paese attraverso le famiglie, mentre l’aspetto grave risiede nell’impossibilità di molti concittadini a emigrare.

8 dicembre: Oim. Secondo un rapporto pubblicato oggi dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni, nel 2008 nel mondo c’erano 20 milioni di « rifugiati climatici » che potrebbero aumentare notevolmente nei prossimi anni, sino a raggiungere la cifra di un miliardo nel 2050. Il rapporto sottolinea come solo un stretta minoranza dei rifugiati climatici lascino i loro paesi d’origine, mentre gli altri raggiungono le metropoli già sovraffollate. Sempre secondo il rapporto il numero delle catastrofi ambientali è più che raddoppiato negli ultimi venti anni.

8 dicembre: Spagna. La cittadina spagnola di Jaen offre opportunità di lavoro nelle zone rurali durante la stagione di raccolta degli ulivi, tuttavia, come ogni anno, non permette ai lavoratori migranti che accorrono numerosi nel centro cittadino di vivere dignitosamente. Infatti, i posti resi disponibili dal Comune nelle pensioni della città e quelli offerti dagli istituti religiosi non sono sufficienti. Secondo la Caritas Diocesana locale, durante il ponte dell’Immacolata, circa 35 migranti sono stati costretti a dormire per strada.

9 dicembre: Usa. Alcuni leader di organizzazioni solidali di messicani negli Stati Uniti hanno annunciato che invieranno una lettera alla segretaria per la Sicurezza Interna, Janet Napolitano, per criticare la dura linea delle politiche anti-migratorie nei confronti delle comunità latine, manifestando malcontento rispetto alle promesse del Presidente Obama. Le misure adottate dal paese sono sempre più severe, come l’operazione 287g, che include rastrellamenti e retate da parte della polizia locale, e il programma “comunità sicure” che consente alle carceri locali di accedere ai dati dell’FBI e dell’ICE relativi ai detenuti nei centri di detenzione.

9 dicembre. Spagna. Il CEAR, Commissione spagnola per l’aiuto ai rifugiati, ha pubblicato un rapporto sullo stato dei CIE spagnoli aggiornato al 2009. La ricerca, effettuata in collaborazione con il Servizio Gesuita di aiuto al Rifugiato nell’ambito del suo progetto di monitoraggio nei 23 Paesi europei (DEVAS), è stata svolta in tre degli otto centri presenti sul territorio spagnolo, ovvero quello di Aluche (Madrid), Capuchinos (Malaga) e Zapadores (Valencia). Secondo l’opinione dello psichiatra Pau Perez e del direttore CEAR, Alfredo Abad, il CIE di Valencia sarebbe risultato il peggiore per i maltrattamenti subiti dai migranti e per le condizioni della struttura, seguito da quello della capitale e da quello di Malaga.

9 dicembre: Usa. Janet Napolitano, a capo del Dipartimento di Sicurezza Nazionale, ha pronunciato un discorso in difesa di una riforma comprensiva della legge sull’immigrazione che vada oltre la mera criminalizzazione dell’immigrazione irregolare. Napolitano ha presentato la riforma che l’amministrazione Obama sta preparando come un gesto di pragmatismo politico ed economico.

9 dicembre: Francia. In mattinata, numerosi striscioni sono apparsi in diversi quartieri di Parigi. Gli striscioni se la prendono soprattutto con la banca Bnp e con le Poste francesi che, a più riprese negli ultimi anni, hanno segnalato i clienti senza documenti alla polizia; ma ricordano anche che i dieci accusati dell’incendio per il Centro di detenzione di Vincennes del giugno 2008 saranno processati i prossimi 25, 26 e 27 gennaio. Sugli striscioni si può leggere «Distruzione dei Centri di detenzione», «Sabotiamo la macchina delle espulsioni», «Viva i fuochi della rivolta», «Le banche infiammano i clandestini. Abbasso i collaborazionisti», «Solidarietà con i processati per l’incendio di Vincennes».

9 dicembre: Italia. Confermando il verdetto della corte di appello di Catania, la corte di cassazione ha condannato a 30 anni di prigione il comandante della “Yohan”, Youssef El-Hallal, per la sua responsabilità nella morte per naufragio di 283 migranti avvenuta nel Canale di Sicilia, al largo di Capo Passero, durante il natale del 2006. La vicenda, a lungo battezzata come il “naufragio fantasma”, per il disinteresse delle autorità italiane nell’accertamento dei fatti, solo a partire dal 2001, con il ritrovamento del relitto grazie alle indagini di un giornalista del quotidiano “La Repubblica”, Giovanni Maria Bellu, ha cominciato a delinearsi in tutti i suoi dettagli, compresa la responsabilità del comandante.

9 dicembre: Francia. Alcune associazioni francesi denunciano l’accordo di riammissione firmato dalla Francia e dal Kosovo nei giorni scorsi, durante la visita a Pristina da parte del ministro francese dell’immigrazione e dell’identità nazionale. In Particolare, le associazioni denunciano le situazioni di non rispetto dei diritti presenti in Kosovo, soprattutto nei confronti dei rom, e il fatto che la firma dell’accordo comporterà il non riconoscimento dello status di rifugiato per i cittadini kosovari che ne facessero domanda in Francia. Le associazioni fanno appello a parlamentari affinché non ratifichino l’accordo.

9 dicembre: Italia. La procura di Siracusa ha aperto un’indagine sulle violazioni alle norme dell’immigrazione durante le operazioni di respingimento verso la Libia di un’imbarcazione con a bordo 75 migranti. Ad essere indagati per l’accusa di violenza privata i militari e il comandante del motovedetta che tra il 30 e 31 agosto scorsi respinsero i migranti.

10 dicembre: Francia. La corte di cassazione francese considera che il solo fatto di porre sotto detenzione amministrativa uno straniero privo di documenti di soggiorno con il figlio minore non costituisca in sé un trattamento inumano o degradante. La corte si è pronunciata sul caso del prefetto di Ariège et d’Ile-et-Vilaine che aveva chiesto la possibilità ai giudici di prolungare le misure di detenzione per due persone straniere prive di permesso di soggiorno a cui era stato notificato un decreto di espulsione. I giudici di libertà e detenzione (JLD) avevano respinto la richiesta adducendo il fatto che in entrambi i casi le persone erano accompagnate da minori. La corte d’appello aveva confermato la decisione dei giudici, mentre oggi la Cassazione rovescia la sentenza.

10 dicembre 2009: Gran Bretagna. Ogni anno il governo britannico rinchiude circa 1000 minori nei CRI, i centri di espulsione per migranti. La durata media di soggiorno nei centri sarebbe di 15 giorni, ma circa un terzo dei minori vengono detenuti per più di un mese; inoltre, coloro che sono giunti nel Paese con familiari maggiorenni in attesa di ordine di espulsione rischiano di rimanere all’interno dei CRI per un periodo illimitato e senza alcuna tutela legale. Per quanto riguarda le condizioni di detenzione nei centri per richiedenti asilo, i pediatri inglesi dell’albo Royal Colleges hanno espresso la necessità di monitorare e tutelare costantemente le condizioni psicofisiche dei minori detenuti al pari di quanto accade nei contesti carcerari, in quanto la detenzione è origine di problemi per la salute del minore.

10 dicembre: Usa. E’ stata sospesa per un anno la possibile deportazione di Rigoberto Padilla, lo studente di origini messicane che era stato fermato un anno fa alla guida di un’automobile con un tasso alcolico superiore a quello permesso e per il quale era cominciato l’iter della deportazione in quanto privo di permesso di soggiorno. Rigoberto Padilla era arrivato negli Stati Uniti con i suoi genitori all’età di sei anni e attualmente è uno studente University of Illinois at Chicago. Intorno a lui, contro la sua possibile deportazione, ma contemporaneamente per sostenere un progetto di legge per la cittadinanza per tutti gli studenti privi di documenti (Dream act) si era creata in questi mesi una campagna sostenuta da gruppi di studenti, Ong che lavorano nell’ambito dell’immigrazione e che aveva coinvolto anche la sua università, oltre che diversi uomini politici.

10 dicembre: Spagna. Il ministro degli Interni spagnolo nega i dati riportati dal documento pubblicato dal CEAR in merito ai maltrattamenti subiti da migranti internati nel CIE di Valencia. Il documento segnala due casi di aggressione il 9 di agosto 2009 e nei giorni 11 o 12 dello stesso mese, ha dichiarato la coordinatrice del CEAR della Comunidad Valenciana, Sara Verdú, la quale parla di torture praticate da un agente di polizia interno al centro. Difficile registrare altri casi analoghi, poiché, entro i 40 giorni di internamento nei CIE, le eventuali vittime di abusi ricevono l’ordine di espulsione non lasciando traccia alcuna del trattamento a loro riservato.

10-11 dicembre: Ue. Il consiglio europeo, nella sua seduta del 10 e 11 dicembre, ha adottato il Programma di Stoccolma (doc. 17024/09), il programma pluriennale per il periodo 2010-2014, dopo i programmi di Tampere (2000-2004) e quello dell’Aia, che termina alla fine di quest’anno. “Il Consiglio europeo ritiene che una priorità dei prossimi anni consista nel concentrarsi sugli interessi e le esigenze dei cittadini. La sfida da affrontare sarà quella di garantire, a un tempo, il rispetto delle libertà fondamentali e dell’integrità e la sicurezza in Europa. (…) Un’Europa della sicurezza: occorre sviluppare una strategia di sicurezza interna che migliori ancora la sicurezza nell’Unione e protegga in tal modo la vita e l’incolumità dei cittadini europei e che affronti la criminalità organizzata, il terrorismo e altre minacce”, si legge nella parte iniziale del programma che, per quanto riguarda il tema delle migrazioni ribadisce dunque l’approccio sicuritario delle politiche europee degli ultimi anni. A tale proposito, i punti fondamentali del programma sono quello sulla “gestione integrata delle frontiere esterne”, in cui il programma richiama il ruolo chiave dell’agenzia Frontex di cui il consiglio chiede un potenziamento, e l’esigenza di uno sviluppo di Eurosur e dell’entrata in funzione dei sistemi di controllo SisII e Vis; il punto che riguarda “Una politica di migrazione dinamica e globale” e quello intitolato “Una politica concertata, in linea con le necessità del mercato del lavoro nazionale”, in cui il partenariato con i paesi di origine, per il contrasto all’immigrazione “clandestina”, si concentra su una visione delle migrazione in stretta dipendenza con le esigenze dei mercati del lavoro dei singoli stati membri dell’Unione europea. Si parla inoltre di sviluppo della “migrazione circolare” e viene fissata la data del 2012 per l’istituzione di un sistema europeo comune di asilo.

11 dicembre: Italia. Due agenti della polizia locale di Monza sono stati arrestati oggi con l’accusa di aver malmenano e rapinato alcuni migranti mentre chiedevano l’elemosina. Un terzo agente è stato sospeso dal servizio, mentre risulta indagato anche il maresciallo dei carabinieri. A denunciare i fatti, che riguarderebbero almeno sette episodi, due cittadini romeni che hanno subito l’aggressione da parte dei vigili.

11 dicembre: Usa. In California sono state arrestate 286 persone a seguito di un rastrellamento che aveva per obiettivo persone con precedenti penali sospettate di non essere in regola con i documenti di soggiorno. Secondo le dichiarazioni dell’Immigration and Customs Enforcement l’operazione ha coinvolto più di 400 agenti in un rastrellamento durato tre giorni che ha coinvolto l’intero stato della California.

12 dicembre: Tailandia. Le autorità tailandesi hanno iniziato oggi la deportazione di 4506 richiedenti asilo Hmong in Laos, mobilitando 5000 militari. Mentre le operazioni di deportazione scattavano dal campo rifugiati di Huay Nam Khao nel nord della Tailandia, l’esercito nazionale era anche impegnato a mantenere a distanza di almeno 10 kilometri giornalisti, ufficiali dell’Agenzia dei Rifugiati delle Nazioni Unite e attivisti delle Ong che si battono per la difesa dei diritti umani.

12 dicembre: Canada. Il governo canadese presenta la nuova Immigration Guide che verrà consegnata ai 250.000 stranieri che ogni anno fanno domanda di cittadinanza in Canada. La nuova versione del documento stilato nel 1995 dai Liberals presenta un’immagine iper-nazionalista del Canada, incentrata su temi monarchici e militari e su un amor di patria che ricorre a simboli della storia canadese dell’inizio del XX secolo. Il Governo ha presentato il nuovo documento come una risposta alle “richieste di un più profondo senso di cittadinanza” da parte dei canadesi.

12 dicembre: Francia. L’associazione Cimade, che si occupa dei diritti dei migranti all’interno dei centri di detenzione, fa sapere che ad alcuni detenuti di origine afghana presenti nel centro di Calais Coquelles e in quello di Lille la polizia ha notificato la data del 15 dicembre per il loro rimpatrio. L’associazione denuncia, dunque, le attuali politiche di rimpatri verso l’Afghanistan da parte del governo francese e chiede di bloccare queste espulsioni così come di sospendere ogni procedura di questo tipo. Dopo il volo charter franco-britannico verso Kabul effettuato in ottobre, che aveva provocato molte polemiche per il rimpatrio in un paese in guerra, il ministro dell’immigrazione e dell’identità nazionale, Eric Besson, aveva comunque annunciato che ci sarebbero stati altri rimpatri, considerando caso per caso.

13 dicembre: Spagna. E’ entrata in vigore oggi la nuova Ley de Extranjería 2/2009 del governo spagnolo. Si tratta della quarta riforma legislativa in materia migratoria nell’arco di tempo di un solo decennio per la Spagna Democratica (Ley Orgánica 4/2000, Ley Orgánica 8/2000 e il Real Decreto 2393/2004). Il testo, che va a sostituire la legge entrata in vigore nell’aprile del 2000, è stato il risultato di numerose modifiche del progetto di legge presentato lo scorso 26 giugno dal Consiglio dei Ministri e, oltre a mantenere l’impostazione dell’ultima Legge, introduce diversi e importanti articoli rispetto ai punti caldi del tema migratorio, ovvero: competenze regionali, periodo di detenzione nei CIE, ricongiungimento familiare, trattamento di minori, donne vittime di violenza, sanzioni. È possibile consultare il testo integrale della Legge al link: http://www.parainmigrantes.info/wp-content/uploads/2009/12/loexboe.pdf Per una comparazione con il vecchio testo di legge si può consultare il link: http://www.elpais.com/especiales/2000/extran/index2.htm Competenze delle Regioni (Comunidades Autónomas). Le regioni dotate di statuto di autonomia come la Catalogna e l’Andalusia godranno della facoltà di gestire personalmente i permessi iniziali di lavoro (mentre il permesso di soggiorno rientra nelle competenze statali), i procedimenti di ricongiungimento familiare, la stipulazione di accordi di cooperazione con i paesi d’origine dei migranti minorenni, inclusa l’applicazione di alcune sanzioni. Nel caso dei minori, tali regioni elaboreranno un rapporto “sull’integrazione sociale” del singolo, per il quale l’eventuale ottenimento del permesso di soggiorno al 18° anno di età dipenderà dagli “sforzi per la propria integrazione” compiuti nel corso del periodo di soggiorno temporaneo. (cfr. articolo 68). CIE (Centros de internamiento y expulsión). Il periodo di detenzione minimo aumenta a 60 giorni rispetto ai 40 previsti dalla legge precedente. (cfr. art. 62). Ricongiungimento familiare. Gli stranieri in possesso di rinnovo del permesso di soggiorno potranno richiedere esclusivamente il ricongiungimento del nucleo familiare diretto, ovvero i figli minorenni e il coniuge o convivente, nel caso delle coppie di fatto. Nel caso di altri componenti della famiglia, come gli ascendenti, la richiesta sarà consentito solo per i familiari oltre i 65 anni di età o per ragioni umanitarie. I figli maggiorenni potranno richiedere un permesso di lavoro oltre a quello di soggiorno. (cfr. art. 17, 18, 18 bis e 19). Minori non accompagnati. Con la nuova legge anche i minori tra i 16 e i 18 anni saranno oggetto di procedimento di rimpatrio, mentre i minori di 16 anni passeranno sotto tutela di giudice minorile in attesa della valutazione dei singoli casi per l’eventuale rimpatrio o permanenza in territorio spagnolo. Le Regioni (comunidades autónomas) godranno di autonomia nella gestione del percorso dei minori in territorio spagnolo, decidendo se trasferirli in custodia tutelare a strutture private, Ong o ad altre amministrazioni regionali al fine di evitare sovraffollamenti nei centri di accoglienza di regioni particolarmente coinvolte nei flussi migratori come le Canarie. In alternativa al rimpatrio, qualora non vi siano condizioni ottimali nel paese d’origine nell’interesse del minore, si valuterà il percorso di “integrazione sociale”. (cfr. art.35). Donne vittime di violenza. Per la prima volta alle donne sans papiers vittime di violenza verrà concessa la possibilità di ottenere un permesso di residenza temporanea in attesa del perfezionamento della denuncia a carico del responsabile del maltrattamento. In caso di condanna verrà rilasciato loro un permesso di soggiorno e di lavoro, ma, in caso contrario, si procederà con un procedimento sanzionatorio o con l’ordine di espulsione dal Paese. (cfr. art. 31 bis). Sanzioni e infrazioni. La nuova legge prevede un irrigidimento delle sanzioni per coloro che favoriscono l’entrata e la permanenza di sans papiers in Spagna, attraverso la non regolarizzazione sociale di lavoratori stranieri, l’affitto di spazi abitativi o tramite l’organizzazione di matrimoni combinati. Le sanzioni pecuniarie previste per questo genere di infrazioni possono arrivare a un minimo di 501 euro fino a un massimo di 10 mila euro. Per quanto riguarda le “infrazioni gravi”, come il traffico di persone o la promozione dell’immigrazione irregolare in Spagna, la legge prevede sanzioni da un minimo di 10 mila fino ai 750 mila euro. In quest’ultima sezione il testo include gli atti violenti di origine razzista e xenofoba nei confronti di migranti. (cfr. art. 55)

14 dicembre: Australia. Sull’isola “della detenzione”, come Christmas Island è stata ribattezzata per il suo enorme centro di detenzione, sono state allestite delle tende all’interno del centro per fare spazio ai nuovi migranti arrivati negli ultimi giorni. Il ministro dell’immigrazione australiano ha dichiarato che entro la fine del mese saranno allestiti ulteriori 200 posti. Critiche da parte delle opposizioni alle politiche governative, che chiedono, da destra, politiche più severe nei respingimenti, o che, come fanno i verdi, profilano la soluzione del problema non negli ulteriori posti allestiti all’interno del centro di detenzione ma nel permettere ai migranti di raggiungere il continente australiano per valutare i loro casi.

14 dicembre: Italia. I carabinieri di Pescara hanno arrestato oggi 64 persone sospettate di far parte di una organizzazione dedita al traffico di immigrati privi di permesso di soggiorno e di aver fatto entrare sul territorio italiano circa 1.500 persone in tre anni. Il Tribunale di Pescara, dopo tre anni di inchiesta, ha emesso 108 mandati di arresto che hanno portato ai 64 arresti avvenuti in diverse città del nord e del centro Italia. La maggior parte dei migranti che sono stati fatti entrare in questo modo venivano poi fatti lavorare in nero come lavoratori agricoli. A capo dell’organizzazione, Roberto Avigdor, che era riuscito a costruire rapporti con la Tunisia, il Marocco, il Bangladesh, lo Sri Lanka, la Cina e l’Albania.

14 dicembre: Italia. Sulla scia dell’esempio francese, è stato indetto anche in Italia uno sciopero dei migranti privi di permesso di soggiorno per il 1 marzo 2010. L’iniziativa, che in Francia ha accolto su facebook già circa 50.000 adesioni, è stata lanciata oggi dal gruppo “Primo marzo 2010: 24 ore senza di noi”.

14 dicembre: Onu. L’Alto commissario per i rifugiati, Antonio Guterres, mentre a Copenhagen è in corso la conferenza Onu sul clima, in una conferenza stampa tenutasi a Parigi ha invitato i governanti a considerare “gli alti costi umani” dei cambiamenti climatici che nei prossimi anni saranno “la prima causa degli spostamenti forzati”. Secondo l’Onu, nel corso del 2008, circa 20 milioni di persone si sono spostate nel mondo a causa delle catastrofi climatiche e nel 2050 potrebbero essere 200 milioni. “La comunità internazionale deve inventare nuovi meccanismi di protezione per i rifugiati climatici”, ha dichiarato il commissario, e, proprio per questo, l’attuale distinzione tra rifugiati e displaced people è ormai superata, innanzitutto perché la rarefazione delle risorse moltiplica i conflitti e quindi i rifugiati anche quando, come nel Darfur, è predominante l’aspetto politico, in secondo luogo perché nelle stesse zone le popolazioni possono fuggire a causa dei conflitti così come a causa delle catastrofi climatiche, e inoltre perché è diventato ormai difficile distinguere un rifugiato climatico da un migrante economico. Guterres propone che la comunità internazionale si doti di nuovi strumenti giuridici e di meccanismi di protezione più flessibili rispetto alla Convenzione di Ginevra per i rifugiati, senza comunque rivedere quest’ultima, dal momento che l’attuale clima politico rispetto alle migrazioni rischierebbe di fragilizzarla. Sempre secondo il commissario, una nuova convenzione di protezione temporanea, che ponga degli obblighi agli stati, potrebbe essere una buona soluzione. L’alto commissario ha inoltre affermato che le nazioni europee stanno facendo il gioco dei trafficanti di esseri umani inasprendo le loro politiche migratorie in un momento in cui le loro economie dipendono sempre più dal lavoro migrante.

14 dicembre: Canada. Il ministro canadese della cittadinanza, dell’immigrazione e del multiculturalismo, Jason Kenney, ha annunciato facilitazioni per la regolarizzazione degli stranieri che lavorano in Canada come badanti. Le due principali modifiche riguardano i requisiti per il permesso di soggiorno a tempo indeterminato: non verrà richiesta una visita medica supplementare rispetto a quella già sostenuta all’inizio della trafila burocratica di immigrazione; inoltre, il tempo-lavoro investito in Canada verrà calcolato in ore e non, come accade ora, in giornate.

15 dicembre: Usa. Il deputato dell’Illinois Luis Gutierrez ha presentato la prima bozza ufficiale della Riforma dell’Immigrazione (Comprehensive Immigration Reform for America’s Security and Prosperity Act, CIR ASAP), attraverso una proposta “comprensiva” che riguarda diversi aspetti del tema immigrazione: legalizzazione, ricongiungimenti familiari, sistema di visti, “naturalizzazione e integrazione”, riforma delle condizioni di detenzione, controllo delle frontiere. Rispetto alla popolazione di immigrati senza documenti attualmente presenti negli Stati Uniti, la bozza presenta un programma di legalizzazione per chi possa dimostrare di essere negli Stati Uniti da prima del 15 dicembre 2009, abbia contribuito alla vita del paese attraverso prestazioni di lavoro, formazione scolastica, servizio militare o attività di volontariato, non abbia precedenti penali e sia disponibile a pagare un’ammenda di 500$. La domanda di legalizzazione potrà essere inoltrata direttamente dagli Stati Uniti dove i candidati potranno risiedere in attesa del responso. In caso positivo, agli immigrati verrà garantito un “permesso di soggiorno temporaneo e condizionale” valido per sei anni, allo scadere dei quali si potrà fare domanda per un permesso di soggiorno permanente e successivamente anche per la cittadinanza. Alle categorie degli studenti universitari e dei lavoratori del settore agricolo sono dedicati percorsi di legalizzazione specifici: Dream Act il programma AgJobs. La bozza prevede anche misure per la facilitazione dei ricongiungimenti familiari, il sostegno ai processi di “naturalizzazione e integrazione” (con programmi per l’apprendimento della lingua inglese), il miglioramento delle condizioni di detenzione e direttive per il potenziamento del controllo alle frontiere (con investimenti in training e attrezzature degli agenti di frontiera e programmi di collaborazione con le città messicane di confine).

15 dicembre: Grecia. Il ministro greco per la protezione dei cittadini, Michalis Chrisochoidis, e il direttore esecutivo dell’agenzia Frontex, Illka Laitinen, si sonno incontrati per mettere a punto il programma di rafforzamento del controllo delle frontiere sud-est dell’Europa. Durante l’incontro il ministro greco, che ha affermato che il 75% dei migranti privi di permesso di soggiorno che arrivano nell’Ue passa per la Grecia, ha proposto la creazione di una sezione regionale di Frontex in Grecia.

15 dicembre: Francia. Alcuni parlamentari europei firmano una lettera in cui si chiede alla Francia di sospendere il rimpatrio dei nove cittadini afghani detenuti al centro di detenzione di Coquelles e dei due detenuti a Lille previsto, come denunciato sabato scorso dall’associazione Cimade, per il 15 dicembre. “Noi chiediamo la sospensione di queste espulsioni indegne che violano il principio di non-refoulement garantito dalla CEDU e dalla convenzione di Ginevra. Affermiamo l’urgenza di sospendere ogni ritorno forzato verso l’Afghanistan e di rendere effettivo il diritto di asilo in Europa".

15 dicembre: Italia. E’ stato pubblicato oggi il rapporto annuale dell’organizzazione Save the Children su «I minori stranieri in Italia». Il rapporto, che avvisa che i dati non possono essere che per difetto, vista la difficoltà di rintracciare dati certi sui minori non accompagnati, descrive un aumento del numero dei minori presenti in Italia: al 1 gennaio 2009 i minori residenti in Italia sarebbero circa 862.453, la maggior parte dei quali è nata in Italia. Il numero dei minori non accompagnati, secondo il dato rilevato dal Comitato Minori Stranieri, era di 6.587 nel settembre del 2009, tra essi i più numerosi sono marocchini, egiziani, albanesi, afghani e la netta maggioranza (90%) è di sesso maschile.

15 dicembre: Italia. La Fondazione Ismu ha presentato oggi il XV rapporto sulle migrazioni che fotografa i dati relativi alla presenza di migranti in Italia. Aggiornati al 1 gennaio 2009, i dati, secondo il rapporto della Fondazione, sono i seguenti: 4,8 milioni i migranti regolari presenti in Italia, mentre sarebbero in calo i migranti privi di permesso di soggiorno, passati da 651.000 circa a 422.000. La nazionalità più numerosa sarebbe quella romena (968 mila), seguita da quella albanese (538 mila) e quella marocchina (497 mila). Dal Marocco, invece, proverebbe il maggior numero di migranti privi di permesso di soggiorno. Secondo i dati presentati dalla Fondazione la maggioranza dei migranti presenti in Italia è di fede islamica (1,2 milioni, 34%), mentre i cattolici sono al secondo posto (23,3 %). Tra la popolazione scolastica, gli alunni stranieri sono il 7%.

15 dicembre: Italia. Nuova rivolta all’interno del Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Bari-Palese. La rivolta è iniziata in seguito al fatto che uno dei detenuti è stato picchiato dai gestori del centro. Per sedare la rivolta sono intervenute le forze dell’ordine e i militari attuando anche alcuni arresti.

15 dicembre: Polonia-Germania. Un treno con a bordo 200 rifugiati, per la maggior parte provenienti dalla Cecenia, uomini, donne e bambini, è stato fermato alla frontiera tra la Polonia e la Germania. I rifugiati, in Polonia da alcuni mesi, volevano andare a Strasburgo per protestare contro le loro condizioni di vita nei centri di detenzione polacchi, raggiungendo dapprima un altro gruppo di rifugiati nelle città di Dresda. Sono stati bloccati al posto di frontiera di Zgorzelec.

16 dicembre: Italia. Un centinaio di rifugiati politici, originari dal Sudan, dell’Eritrea e dell’Etiopia, ha occupato nella notte un edificio scolastico a Bari, per protestare contro la proposta del comune di Bari che voleva alloggiare il gruppo in una tendopoli.

16 dicembre: Spagna. Alì X., cittadino iraniano omosessuale, è il primo rifugiato politico riconosciuto dalla Spagna per discriminazione dell’orientamento sessuale. Nel Paese d’origine la sua omosessualità fu causa di rappresaglie e violenze nei suoi confronti e verso i componenti della sua famiglia.

16 dicembre: Spagna. Secondo la legge spagnola, i sans papiers minorenni che giungono in territorio spagnolo devono essere rimpatriati nei rispettivi nuclei familiari nei Paesi d’origine, ma la maggior parte di essi rimane in Spagna e, da quel momento, le varie regioni diventano loro tutor e sono tenute a seguirli nelle formazione scolastica e sociale. Tuttavia, una volta diventati maggiorenni si trasformano in sans papiers, e in quanto tali possono essere espulsi. Il difensore civico spagnolo afferma che la singola regione dovrebbe avanzare le pratiche di regolarizzazione prima del 18° anno di età, in modo da evitare la possibile espulsione.

16 dicembre: Italia. Al centro di identificazione ed espulsione di Gradisca d’Isonzo, Gorizia, è esploso oggi un portamonete imbottito di polvere pirica, senza causare feriti. L’episodio è stato rivendicato dalla Federazione Anarchica Informale, la stessa che ha rivendicato anche l’ordigno trovato all’Università Bocconi di Milano.

16 dicembre: Francia. Il ministro dell’immigrazione e dell’identità nazionale, Eric Besson, ha confermato oggi l’avvenuto rimpatrio di nove rifugiati di origine afghana con un volo charter britannico. L’arrivo a Kabul dei nove rifugiati è stato confermato dall’Ong tedesca Agef. Secondo l’associazione Cimade, che aveva denunciato nei giorni scorsi la programmazione del volo, un altro rifugiato ha evitato il rimpatrio grazie a una decisione a suo favore lunedì sera da parte della Corte d’appello di Douai. Mentre l’Alto commissariato invita la Francia alla prudenza nel caso dei rimpatri di cittadini afghani, Nicolas Sarkozy plaude l’operazione per il “coraggio” e la “determinazione” del suo ministro “nell’applicare le politiche del governo”. Otto dei nove rifugiati, informa la Cimade, provenivano dal centro di detenzione di Coquelles e uno da quello di Lille.

16 dicembre: Francia-Burkina Faso. Il parlamento del Burkina Faso ha approvato oggi l’accordo “per un gestione concertata dei flussi migratori” con la Francia. Con tale accordo i due paesi si impegnano a “riammettere nel rispetto della dignità e dei diritti fondamentali i cittadini in situazione irregolare sul territorio dell’altra parte”, mentre la Francia si impegna a regolarizzare caso per caso i cittadini del Burkina sans-papiers, a rilasciare 150 visti a studenti burkinabé, e ogni anno potranno essere concessi 500 visti di “competenza e talento” a intellettuali, sportivi, scienziati. Altri accordi di questo tipo sono stati sottoscritti dalla Francia con il Benin, il Camerun, Capo Verde, la Repubblica del Congo, il Gabon, il Senegal, la Tunisia, l’Isola Murice.

16 dicembre: Australia. Le politiche australiane relative al diritto d’asilo non rispettano i diritti umani, secondo Amnesty International, la quale sta spingendo il governo ad attuare modifiche nell’organizzazione delle strutture in cui i richiedenti asilo vengono detenuti. Il coordinatore di Amnesty, Graham Thom, ha recentemente effettuato una visita nel centro di detenzione di Christmas Island, nell’Oceano Indiano, struttura che accoglie richiedenti asilo in attesa di risposta, e ha segnalato il sovraffollamento e condizioni inaccettabili chiedendone l’immediata chiusura. Dal 2008 sono state intercettate 2800 persone in acque australiane, la maggior parte delle quali portate proprio al centro di detenzione di Christmas Island, per una “gestione a distanza” dei richiedenti asilo.

17 dicembre: Francia-Gran Bretagna-Afghanistan. Si stanno chiarendo ulteriormente i dettagli del volo charter partito da Londra e che ha fatto scalo all’aeroporto di Parigi, Roissy Charles De Gaulle, per proseguire il volo verso Kabul. Al decollo da Londra, sull’aereo, della compagnia inglese BMI (British Midland), erano stati fatti salire 21 cittadini afghani, mentre a Parigi 9. Come è noto, non si tratta del primo volo di rimpatrio congiunto, dal momento che il primo era stato effettuato il 21 ottobre. Del resto, da Londra i voli di rimpatrio di rifugiati afghani sono ormai settimanali, come previsto all’interno dell’operazione Ravel. Alcuni militanti inglesi hanno cominciato una campagna di boicottaggio della compagnia BMI e, dal momento che la compagnia effettua voli in vari paesi europei, fa appello ai militanti di altri paesi per unirsi alla campagna ricordando che la compagnia italiana Air Italy, che aveva effettuato per il governo britannico il volo di rimpatrio in Irak di 30 cittadini iracheni il 14 ottobre scorso, ha poi rinunciato ad effettuare voli simili proprio in seguito a un’ampia campagna di boicottaggio.

18 dicembre: Canada. Il governo canadese ha annunciato che investirà 19.7 milioni di dollari per avviare quattro nuovi centri di accoglienza (Welcome Centers) per immigrati a York, nel sud dell’Ontario. I centri apriranno nel 2010 e offriranno formazione per la ricerca di lavoro, corsi di lingua e sostegno per gli immigrati giovani e anziani. I finanziamenti fanno parte del Canada-Ontario Immigration Agreement che ha stanziato 920 milioni di dollari da distribuire in cinque anni, per sostenere l’integrazione dei neo-immigrati nelle comunità dell’Ontario.

18 dicembre: Usa. Rody Alvarado fuggì dal Guatemala nel 1995 per le violenze del marito e partì per gli Stati Uniti dove la settimana scorsa le è stato riconosciuto lo stato di rifugiata. Obama ha dichiarato di voler ampliare i criteri di rilascio dello status, andando a includere casi di violenza domestica, tuttavia Karen Musalo, avvocato della donna e direttrice del Center for Gender and Refugee Studies in California, pronostica un numero esiguo di richieste da parte di donne in difficoltà; per molte di esse l’affrontare un viaggio così rischioso sarebbe impensabile.

18 dicembre: giornata internazionale del migrante. Si celebra oggi la giornata internazionale del migrante, istituita per promuovere i diritti dei migranti nel mondo celebrando l’anniversario della Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e delle loro famiglie, adottata dalle Nazioni Unite il 18 dicembre del 2008 ed entrata in vigore nel luglio del 2003, ratificata da 42 paesi e firmata da altri 15, ma non dai paesi più industrializzati e da nessun paese dell’Unione europea. Secondo le stime delle Nazioni Unite, nel 2010 saranno circa 214 milioni le persone residenti al di fuori dei loro paesi di nascita o di nazionalità, e, secondo i dati dell’Organizzazione internazionale del Lavoro (OIT) 95 milioni sono attivi economicamente in quanto lavoratori migranti. In occasione della giornata, come ogni anno, radio 1812 ha divulgato programmi sulle migrazioni concernenti varie parti del mondo. Sempre nella stessa occasione, l’Alta commissaria delle Nazioni unite per i diritti umani, Navi Pillay, ha dichiarato che “malgrado i maggiori sforzi della comunità internazionale e della società civile per promuovere condizioni di migrazioni legali (…) i diritti umani dei migranti sono spesso ignorati”. Secondo la commissaria, in particolare, sono inquietanti le situazioni di sfruttamento del lavoro domestico, per lo più femminile, e minorile.

18 dicembre 2009: Cambogia-Cina. Le autorità cambogiane hanno rimpatriato in Cina venti richiedenti asilo uigur che erano arrivati nel paese qualche settimana fa ed erano sotto la protezione dell’Uhcr. Alcuni di loro avevano partecipato alle sommosse del luglio scorso, duramente represse da parte della polizia cinese, mentre sembra che prima della loro espulsione siano stati identificati dall’ambasciata cinese. L’Uhcr denuncia la violazione delle norme internazionali e della Convenzione di Ginevra sui rifugiati da parte della Cambogia, sola firmataria, insieme alle Filippine, della Convenzione tra i paesi del sud-est asiatico. Il fatto è da collegarsi, molto probabilmente, alla visita ufficiale del vicepresidente cinese prevista dal 20 al 22 dicembre e in cui saranno firmati vari contratti di partenariato economico.

18 dicembre: Malta. In concomitanza con la celebrazione della Giornata Internazionale del Migrante, il servizio rifugiati dei padri gesuiti di Malta, il Jesuit Refugee Service, ha pubblicato un rapporto sui respingimenti dei migranti in Libia e sulle condizioni di detenzione nei centri libici. Il documento raccoglie le dirette testimonianze di alcuni richiedenti asilo.

19 dicembre: Serbia. Oggi il Ministro degli Interni serbo ha firmato con il suo omologo ungherese Horgos-Roszke un protocollo sulle riammissioni. Il documento attesta l’obbligo dei due governi di applicare l’ordine di rimpatrio per i sans papiers presenti nei rispettivi territori. Anche se attualmente il numero di casi del genere è limitato, l’accordo tra i due governi segnala evidentemente la condivisione di una linea comune europea.

20 dicembre: Spagna. Quest’anno i lavoratori che verranno chiamati dagli imprenditori agricoli di Jaen per la raccolta delle fragole e delle olive saranno principalmente spagnoli originari della zona. La crisi e la disoccupazione hanno frenato considerevolmente il reclutamento di manodopera di migranti come accadeva nelle stagioni trascorse. Soltanto nel 2005 furono 34.000 i lavoratori stranieri assunti.
21 dicembre: Spagna. Il governo spagnolo ha concesso lo status di rifugiato a Abdoulaye Coulibaly, un giovane maliano albino, vittima di discriminazioni per via del colore della sua pelle nel Paese d’origine. In Spagna si tratta del primo caso di rifugio politico sollecitato da parte di un soggetto vittima di discriminazioni di questo tipo.

21 dicembre: Spagna-Marocco. Nel naufragio di un’imbarcazione diretta in Spagna al largo dell’Isola di Perejil hanno perso al vita 8 migranti. Al momento la marina marocchina e la Guardia Civil spagnola stanno cercando eventuali superstiti oltre agli 11 già ritrovati nell’area di mare dove ieri è avvenuto il naufragio. Secondo il racconto dei superstiti, ora condotti in Marocco, dal momento che l’episodio si è verificato in acque marocchine, la barca trasportava 60 persone.

21 dicembre: Italia. Un detenuto di origini marocchine ha appiccato oggi il fuoco nella sua cella nel carcere di Monza. Per spegnere l’incendio, vista la velocità della propagazione, sono intervenuti gli agenti penitenziari, senza aspettare l’intervento dei vigili del fuoco, e alcuni di loro sono stati poi ricoverati all’ospedale.

22 dicembre: Usa. Scatta la settimana di mobilitazione nelle chiese evangeliche da parte dei militanti per i diritti dei migranti latini finalizzata ad assicurare la partecipazione degli ispanici alla rilevazione Census 2010. I militanti sostengono che ci sia stata una drammatica sottostima nella rilevazione del 2000 rispetto alla presenza e al peso dei Latinos negli Stati Uniti e hanno lanciato una serie di iniziative per sostenere la partecipazione al Census degli immigrati senza documenti.

23 dicembre: Usa. Un prete del Sud della California, fondatore della California Union University, è stato accusato di reati di frode e sfruttamento relativi all’immigrazione: avrebbe venduto falsi visti per studenti e diplomi a ragazzi stranieri (in maggioranza coreani e giapponesi) che non avrebbero poi mai frequentato i corsi dell’università. Gli ufficiali dell’immigrazione sostengono che la frode riguardi almeno gli ultimi dieci anni di attività dell’università, con incassi tra i 40.000 e i 50.000 dollari al mese e con una percentuale del 75% di studenti attualmente iscritti che non frequentano i corsi.

23 dicembre: Usa. L’ufficiale capo della polizia di Los Angeles, Charlie Beck, ha pubblicamente ricordato l’importanza, per i corpi di polizia municipale, di seguire lo Special Order 40, una policy trentennale che impedisce agli agenti della polizia di fare domande sullo status di immigrazione delle persone che incontrano o che detengono. Beck ha dichiarato: “Credo nella filosofia dello Special Order 40. Specialmente a Los Angeles come poliziotti dobbiamo rappresentare tutti, tutti hanno diritto a dei servizi di polizia di qualità indipendentemente dallo status di immigrazione”.

24 dicembre: Marocco. I genitori di un neonato di sei mesi, morto qualche giorno fa, sono stati arrestati dalla polizia marocchina nella città di Sale quando si sono recati all’obitorio per riconoscere il figlio e chiedere che si procedesse alla sepoltura. La coppia era priva di permesso di soggiorno e molto probabilmente sarà rimpatriata.

24 dicembre: Sri Lanka. Oggi è morto per mancanza di cure mediche adeguate uno dei 250 richiedenti asilo dello Sri Lanka che da 11 settimane sono in sosta in acque indonesiane. Il giovane aveva 29 anni e non è stato soccorso dalle autorità indonesiane nonostante le richieste d’aiuto dei passeggeri. L’imbarcazione sulla quale vivono da settimane i migranti fu bloccata lo scorso ottobre dalla Marina indonesiana mentre era diretta in Australia. I migranti a bordo si rifiutarono subito di abbandonare la barca e consegnarsi alle autorità per la paura di essere rinchiusi in un centro per migranti e di attendere anni per la risoluzione del loro status.

25 dicembre: Italia. Nel centro di identificazione ed espulsione di via Corelli a Milano si è suicidata Diego Da Costa Santos, trans di origini brasiliane detenuta a Corelli da alcuni giorni. Per uccidersi ha fissato le lenzuola alle sbarre della finestra della sua stanza. Il suo corpo è stato ritrovato dalla sua compagna di cella.

26 dicembre: Italia. Dalle testimonianze della sezione per i trans del centro di detenzione di via Corelli, a Milano, si vengono a conoscere ulteriori particolari su Diego Da Costa Santos, la trans che è stata trovata impiccata ieri nella sua cella. Era stata portata a Corelli cinque giorni fa, aveva circa 24 anni ed era stata portata in Italia dall’uomo che poi l’aveva costretta a prostituirsi e che lei alla fine aveva denunciato. Dopo la denuncia, anziché essere portata in un luogo protetto, come prevede l’articolo 18 della legge Turco-Napolitano, era stata arrestata dalla polizia durante una retata e portata a Corelli. Una sezione speciale per i detenuti trans era stata nuovamente aperta da una settimana a Corelli, per volere dello stesso ministro Roberto Maroni in previsione delle retate che si sono svolte in questi giorni. Nel frattempo, nel centro di detenzione, un’altra trans ha minacciato oggi di uccidersi ed è stata ricoverata nel reparto di psichiatria dell’ospedale Niguarda.

26 dicembre: Spagna. Un migrante marocchino detenuto nel CETI di Ceuta è in sciopero della fame dal 22 dicembre dopo aver visto rifiutata la richiesta di asilo politico in Spagna e dopo aver ricevuto l’ordine di espulsione. Fuggito dal Marocco lo scorso 13 giugno, Haddad ha denunciato torture da parte delle autorità marocchine durante le elezioni del 2004, anno in cui fu anche indagato dal governo spagnolo per aver dato il proprio passaporto a uno degli imputati per l’atto terroristico di Madrid (marzo 2004).

28 dicembre: Usa. L’amministrazione Obama ha annunciato che i richiedenti asilo non verranno più accolti negli Stati Uniti con manette e periodi di detenzione, come accade attualmente a seguito di una misura introdotta dall’amministrazione Bush nell’immediato post 11 settembre. Chi sfugge a torture e persecuzioni all’estero, ha affermato Obama, potrà vivere da persona libera negli Stati Uniti mentre le richieste di asilo verranno valutate dalle autorità competenti.

28 dicembre: Messico-Usa. Gli Stati Uniti dispiegano tutte le potenzialità tecnologiche a loro disposizione nei sistemi di controlli anti-migratori. Intorno alla frontiera con l’Arizona, l’Ufficio per la protezione di frontiera (CBP) ha collocato in prova dei dispositivi chiamati Tucson 1, una sorta di muro virtuale, ovvero torri di controllo dotate di videocamere, di radar e di sensori che monitorano meccanicamente movimenti di persone 24h/24h. Sempre in Arizona è in preparazione Ajo 1, un dispositivo che arriverà a coprire un’area di 48 km.

29 dicembre: Spagna. Il Ministero del Lavoro spagnolo ha reso noto che nel 2010 verranno riservati solo 168 contratti a lavoratori stranieri: un numero nettamente inferiore rispetto ai 901 approvati l’anno scorso. Ogni anno questo numero viene ristabilito dalla Segreteria di Stato per l’immigrazione e l’emigrazione in base alle necessità di collocamento lavorativo interne.
30 dicembre: Spagna. Il presidente spagnolo Rodríguez Zapatero ha dichiarato che l’anno 2009 è stato positivo da un punto di vista degli arrivi di migranti sulla penisola, infatti, rispetto all’anno precedente in cui si registrarono 14 mila persone, in quello appena concluso ne sono state calcolate la metà. Merito di ciò sarebbero i numerosi accordi che il governo ha stipulato con Paesi africani nella lotta alle pateras e ai cayucos diretti in Spagna a partire dalle zone di partenza. È stata rilevata un’inflessione del 75 % nelle isole Canarie, una lieve diminuzione in Andalusia, mentre la Comunidad Valenciana ha registrato un picco di arrivi mai visto, grazie all’introduzione di nuove rotte che collegano il nord Africa alle coste peninsulari, le quali aggirano i controlli SIVE che esclusivamente la acque andaluse.

31 dicembre: Italia. Un detenuto del centro di identificazione ed espulsione di Gradisca d’Isonzo denuncia tramite il Gruppo EveryOne di essere stato picchiato dalla polizia all’interno del centro solo perché aveva fatto richiesta di un materasso asciutto. Said Stati, di nazionalità marocchina, è in Italia da 19 anni, con moglie e figli, ma l’anno scorso la fabbrica in cui lavorava ha chiuso e così, dopo sei mesi di disoccupazione, ha perso anche il permesso di soggiorno, come previsto dalla legge. Era stato portato al centro di detenzione di Gradisca l’11 novembre scorso e ora racconta che nella notte tra lunedì e martedì la polizia l’ha prelevato dalla sua cella portandolo in un’altra stanza e, dopo avergli chiesto di togliersi gli occhiali, l’ha picchiato con manganelli.

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