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novembre 2009:

1 novembre: Perù. Il Presidente peruviano Wilbert Bendezú ha espresso preoccupazione rispetto alla legge sull’Immigrazione approvata lo scorso giovedì dal Governo spagnolo a causa delle limitazioni che pone al ricongiungimento familiare dei migranti residenti in Spagna. Essi dovranno attendere almeno 5 anni per inoltrare la pratica che potrà essere applicata solo per il coniuge, i figli minorenni e i familiari di età superiore ai 65 anni, escludendo di conseguenza i familiari di età intermedia.

1 novembre: Centro America. In seguito al crescente fenomeno di flussi migratori tra Africa e America del Sud, le autorità governative di Panama, Costa Rica e Colombia si sono riunite oggi per discutere del tema e per cercare di coordinare attività di investigazione sulla rete dei traffici di persone. Secondo fonti panamensi al momento sono 160 i migranti di origine asiatica e africana presenti in Centro America. Tra gennaio e settembre il governo del Costa Rica ha arrestato 95 sans papiers provenienti da diversi paesi dell’Africa.

1 novembre: Spagna. I gruppi parlamentari spagnoli hanno approvato la proposta del diritto di voto per i migranti residenti in Spagna da almeno 5 anni prima al momento dell’ultimo censimento. In attesa del voto per l’inclusione di Argentina, Uruguay e Bolivia, i paesi coinvolti fino a ora sono Colombia, Perú, Chile, Ecuador, Paraguay, Trinidad Tobago, Capo Verde, Islanda e Nuova Zelanda. Il Ministero degli Esteri stima che il censo elettorale aumenterà di circa 600 mila persone. L’approvazione definitiva spetta ora al Senato.

1 novembre: Italia. Un ordigno collocato accanto a un motorino vicino a un edificio abitato da migranti di origine senegalese è esploso durante la notte a Viserba, in provincia di Rimini. Attacchi intimidatori di stampo razzista erano già stati segnalati nei giorni precedenti. Nessun ferito.

1 novembre: Turchia. Secondo gli ultimi accordi UE in materia di immigrazione, la Turchia sta svolgendo un ruolo chiave, considerata la sua posizione geografica e l’obiettivo di entrare in Europa. Tuttavia l’UE dichiara che il Paese non sta facendo abbastanza, non adempiendo all’impegno di rimpatriare i migranti che entrano in Turchia da est, che in seguito devono essere espulsi dai Paesi UE. Il ministro turco Egemen Bağış ribadisce che il suo governo non può farsi carico dell’elevato numero di sans papiers senza una effettiva collaborazione da parte dei membri UE e senza una loro partecipazione alle spese finanziarie. Date tali condizioni, un nuovo trattato sul rimpatrio risulterebbe inutile.

3 novembre: Francia-Polonia-Georgia. Quattro famiglie provenienti dalla Georgia, richiedenti asilo e in Francia dall’inizio dell’anno, sono state dapprima trattenute all’interno del centro di detenzione Nîmes e poi imbarcate a forza su un aereo in partenza per la Polonia. Tra di loro, alcune persone malate e sette bambini, regolarmente scolarizzati in Francia durante l’anno in corso. L’associazione Cimade, presente nei centri di detenzione francese per assicurare tutela giuridica ai detenuti, denuncia l’operazione e la violenza con cui è avvenuta, nonché l’impossibilità da parte delle famiglie di ricorrere contro la loro espulsione.

3 novembre: Spagna-Algeria. I servizi di soccorso marittimo di Cartagena stanno ancora cercando, da lunedì, una patera con a bordo una dozzina di migranti algerini partiti tre giorni prima da Mostaganem. Le ricerche non hanno ancora portato a nessun risultato e le speranze di ritrovare i passeggeri svaniscono con il passare delle ore. Lo scorso lunedì era giunta una richiesta di soccorso ai servizi di emergenza spagnoli, mentre l’imbarcazione si trovava a 20 km dalla città spagnola. La rotta tra l’Algeria e Cartagena è una delle nuove vie che permettono ai migranti di aggirare i controlli dei radar SIVE posizionati sulle rotte di Gibilterra e delle Canarie.

3 novembre: Australia-Sri Lanka. Sulla situazione dei richiedenti asilo dello Sri Lanka che il mese scorso erano stati bloccati in mezzo al mare dalle autorità australiane, non intenzionate ad accogliere le loro richieste, si è tenuto un incontro tra il ministro australiano Stephen Smith e il suo omologo srilankese Rohitha Bogollagama. L’Australia non vuole scendere a compromessi accettando migranti o richiedenti asilo che giungono attraverso i boat-smugglers, i trafficanti di persone, quindi chiede allo Sri Lanka un impegno a contrastare i flussi dei suoi cittadini.

3 novembre: Colombia-Ecuador. Il Dipartimento Amministrativo per la Sicurezza colombiano (Das) ha informato che il governo ha deportato in Ecuador 13 sans papiers cinesi che erano diretti negli Stati Uniti. I migranti viaggiavno nascosti dentro a un camion dopo essere entrati in Colombia via terra dall’Ecuador. Al momento sono in corso indagini per valutare il ruolo del conducente del mezzo di trasporto, sospettato di coinvolgimento in attività illecite di traffico di persone. Il Das, che svolge le mansioni delle autorità migratorie, se necessario, ha registrato un aumento del flusso di migranti cinesi nel corso del 2009; nel solo 2008 ne erano stati segnalati un centinaio.

3 novembre: Messico. Nel corso del 2009 il Governo Messicano ha rifiutato quasi l’80 % delle domande di rifugio politico, accettandone solo 85. La maggior parte dei richiedenti provengono da Haiti e dalla Colombia, in fuga da persecuzioni, conflitti armarti e gravi violazioni dei diritti umani.

3 novembre: Spagna. Con l’incedere della crisi economica il numero dei lavoratori stranieri richiedenti l’applicazione del piano di ritorno volontario migranti, proposto dal Governo spagnolo nel mese di novembre del 2008, sta aumentando considerevolmente. Al momento sono 8.464 le domande ricevute dal governo. I richiedenti devono essere iscritti nelle liste di disoccupazione e in caso di esito positivo riceveranno il doppio del sussidio mensile di disoccupazione – il 40% in Spagna e il resto della cifra al momento d’arrivo nel apese d’origine.

4 novembre: Marocco. La crisi economica ha provocato un calo delle offerte di lavoro dirette agli stagionali stranieri, in particolare nel settore agricolo ed edile. Tuttavia la relazione agevolata tra Spagna e Marocco ha fatto sì che i lavoratori provenienti da questo Paese non ne abbiano risentito. Per la stagione agricola spagnola l’assessorato alle politiche lavorative della Comunidad di Andalusia, prevede l’arruolamento di 11 mila lavoratori, dei quali 5.500 spagnoli, 3 mila comunitari dell’Europa dell’est e 2.500 non europei.

5 novembre: Oim-Libia. In un’intervista rilasciata all’agenzia Pana, il responsabile dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) si è detto seriamente preoccupato per la situazione dei migranti in Libia, affermando che per quanto riguarda “la lotta contro l’immigrazione irregolare” l’Organizzazione è impegnata a consolidare le capacità del personale libico che agisce in questo campo, oltre che in un progetto in collaborazione con l’Unione Europea teso ad agevolare il “ritorno volontario” dei migranti bloccati nel paese. Dall’apertura nel marzo del 2008 di un centro dell’Oim per il cosiddetto “ritorno volontario” l’organizzazione ha prestato assistenza nel viaggio di ritorno a 4000 migranti, provenienti da 23 diversi paesi.

5 novembre: Marocco. Il Consiglio del governo marocchino ha adottato il progetto di un decreto applicativo relativo alla legge 02-03 sull’ingresso e il soggiorno degli stranieri in Marocco e sull’immigrazione irregolare. Il progetto, presentato dal Ministro degli interni Chakib Benmoussa, regola il soggiorno degli stranieri sul territorio marocchino e prevede dei rinforzi per il controllo del territorio nazionale. In base al nuovo decreto le carte di soggiorno vengono divise in tre tipologie (visita, affari, studio) e i candidati alla carta di soggiorno dovranno disporre di un visto di ingresso rientrante in una di queste categorie o, nel caso in cui siano provenienti da paesi non sottoposti al regime dei visti, fare domanda per la carta entro 90 giorni dal loro ingresso sul territorio marocchino.

5 novembre: Turchia-Ue. Alla fine dell’incontro che si è tenuto oggi ad Ankara tra il ministro degli interni turco, Beºir Atalay, il vicepresidente della Commissione europea, Jacques Barrot, e il ministro svedese dell’immigrazione, Tobias Billström, è stato dichiarato che la Turchia e l’Unione europea hanno trovato un accordo per la loro reciproca collaborazione sui temi dell’immigrazione e dei visti. A tale proposito, sono previsti a breve degli accordi di riammissione tra la Turchia e l’Ue e i paesi membri, così come la reciproca collaborazione tra Turchia ed Ue al fine di ottenere degli accordi di riammissione con alcuni paesi di origine e di transito, come per esempio il Pakistan. L’unione europea, inoltre, è disposta aumentare il finanziamento alla Turchia per la sorveglianza delle sue frontiere e la lotta contro l’immigrazione.

6 novembre: Turchia. Sei persone, tra cui quattro bambini, sono morte nel naufragio della loro imbarcazione vicino a Bodrum, mentre una donna è dispersa. A bordo dell’imbarcazione c’erano 19 migranti di origine afghana e due passeurs turchi. Gli altri migranti sono stati salvati dagli abitanti del luogo che sentendo le grida li hanno soccorsi con le loro imbarcazioni.

6 novembre: Australia. Continua a suscitare polemiche in Australia Christmas Island, “l’isola della detenzione” o la “Guantanamo australiana” come è stata ribattezzata per l’enorme centro di detenzione con una capacità di 1200 posti e nonostante questo spesso sovraffollato. Sull’isola, infatti, situata a 350 chilometri dall’Indonesia e a 1600 dall’Australia, arrivano i migranti provenienti per la maggior parte dallo Sri Lanka e dall’Afghanistan e intercettati dalla marina militare australiana prima che arrivino sulle coste australiane. Le organizzazioni per i diritti dei migranti criticano il primo ministro, Kevin Rudd, che durante la campagna elettorale aveva promesso che avrebbe attuato una svolta rispetto alla politica di “detenzione a distanza” messa in atto dal suo predecessore sin dal 2001, e che invece a due anni dalla sua elezione continua sulla stessa linea. Sull’isola, inoltre, è impedito l’accesso ai giornalisti.

8 novembre: Italia. Continuano le rivolte nei centri di identificazione ed espulsione (Cie) italiani. Torino, Milano, Brindisi sono stati i centri interessati in questi giorni, con episodi di tentate evasioni, a Brindisi, e proteste dei detenuti a Milano e Torino, interventi massicci della polizia per sedare le rivolte ed arresti. Quattro i detenuti arrestati nel Cie di Milano e tre a Torino.

9 novembre: Italia-Malta-Libia. Mentre il ministro degli interni italiano è in visita in Libia, l’agenzia APCOM fa sapere che la notte scorsa due imbarcazioni con a bordo un centinaio di migranti avevano lanciato un sos, ma non si ha notizia di alcun intervento di soccorso né da parte italiana né da parte maltese. I due paesi, infatti, posizionano rispettivamente le imbarcazioni in acque di competenza maltese o libica, per evitare di intervenire. L’omissione di soccorso si sta così rivelando, come denunciano alcune associazioni e attivisti dei diritti dei migranti, una nuova pratica di respingimento.

9 novembre: Costa Rica. Il governo del Costa Rica sta prendendo misure per rendere più severi i controlli dei migranti stranieri che entrano nel Paese, attraverso una rete di controlli in grado di segnalare casi di persone con precenti penali. Ogni straniero dovrà essere provvisto di visto e registrare il proprio ingresso al consolato di riferimento.

9 novembre: Messico. Secondo le nuove disposizioni dell’articolo 56 del Codice Civile dello stato messicano del Chiapas, il governo statale ha attivato il programma di estensione della cittadinanza a bambini nati nel territorio da genitori stranieri. I genitori che vorranno avanzare la pratica dovranno presentare un certificato di matrimonio e presentarsi con due testimoni. Il programma sarà completamente gratuito fino al mese di maggio del 2010.

9 novembre: Spagna. Quattro migranti africani provenienti dalla Guinea Conakry hanno viaggiato fino alle acque dello Stretto Di Gibilterra su un canotto di plastica che a un certo punto ha iniziato a riempirsi di acqua. Il Servizio di salvataggio marittimo spagnolo ha informato che senza il loro soccorso la piccola barca sarebbe presto affondata. I giovani sono stati trasferiti nel CETI di Ceuta.

9-10 novembre: Libia. “Meno di 2000 immigrati soggiornano attualmente nei 12 centri di detenzione del paese”, ha dichiarato oggi il colonnello Mohamed Béchir alla fine di un incontro internazionale sulle migrazioni che si è svolto a Sabratha. Una consistente diminuzione, ha aggiunto Mohamed Béchir, rispetto al numero di detenuti di qualche anno fa dovuta alla politica di rimpatrio che la Libia sta attuando in modo massiccio da alcuni mesi. L’Alto commissariato per i rifugiati ha denunciato tale politica che non permette ai richiedenti asilo di deporre le loro domande ricordando che la Libia non è firmataria della convenzione di Ginevra sui rifugiati. Il direttore del consiglio italiano dei rifugiati (CIR), Christopher Hein, ha sottolineato che la sua Ong ha visitato alcuni centri di detenzione in Libia e che ha incontrato migranti somali, eritrei e etiopi, e quindi potenziali richiedenti asilo e rifugiati. Nella giornata precedente, durante la visita in Libia del ministro degli interni italiano, Roberto Maroni, le autorità dei due paesi si sono congratulate reciprocamente per i risultati ottenuti negli ultimi mesi nella lotta all’immigrazione clandestina, che hanno portato a un abbassamento del 90% degli arrivi di migranti sulle coste italiane. «A seguito del pattugliamento compiuto dalle prime tre motovedette che abbiamo dato alla Libia, i punti di partenza degli immigrati si sono spostati dal confine con la Tunisia verso est, ovvero verso quello egiziano», ha dichiarato il ministro Maroni, aggiungendo che questo dimostra che il lavoro di monitoraggio delle motovedette date dall’Italia alla Libia sta funzionando e che è necessario dislocare altri tre mezzi nella parte est dell’affaccio libico sul Mediterraneo. Per questo, l’Italia consegnerà alla Libia altre tre motovedette nel giro dei prossimi mesi. L’Italia si è inoltre impegnata, in ottemperanza agli accordi presi, a versare la somma di 150 milioni di euro alla Libia e ha chiesto l’impegno europeo per il resto del finanziamento necessario al controllo delle frontiere sud del paese.

10 novembre: Italia-Gran Bretagna. Il 14 ottobre la compagnia Air Italy aveva rimpatriato 39 cittadini iracheni richiedenti asilo nel Regno Unito affittando un volo charter alla UK Border Agency. Dopo una campagna di boicottaggio della compagnia, il presidente di Air Italy ha annunciato che non avrebbe più fornito aerei per le deportazioni di profughi. I rimpatri di rifugiati nel Kurdistan iracheno da parte del Regno Unito sono frequenti dal 2005 e dal giugno del 2008 vengono rimpatriati circa 50-60 rifugiati al mese. La rete Stop Deportation e la federazione Internazionale dei rifugiati iracheni, che hanno lanciato la campagna di boicottaggio, denunciano il governo inglese e chiedono di porre fine alle deportazioni in Iraq.

10 novembre: Messico–Usa. Messico e Stati Uniti hanno creato una commissione con la funzione di coordinare operazioni per il controllo del passaggio dei migranti alla frontiera unitamente alla lotta al commercio illegale di armi e di droga. Gli Stati Uniti hanno aumentato i controlli della polizia nei punti strategici della frontiera lungo la quale negli ultimi anni si sono registrati 14 mila casi di violenza e omicidio.

10 novembre: Francia. Iniziato il 12 ottobre, con circa 3000 scioperanti, si sta estendo a Parigi e dintorni lo sciopero dei sans-papier che coinvolge ormai una cinquantina di località. I sans-papiers organizzano picchetti e riunioni sui loro posti di lavoro in nero, soprattutto nell’ambito dell’edilizia, delle pulizie, della ristorazione e nelle attività interinali, mettendo in crisi tali settori e chiedendo un’immediata regolarizzazione. La polizia sta agendo ogni giorno, evacuando alcuni luoghi e con espulsioni quotidiane, ma la protesta dei sans-papiers continua ormai da un mese.

11 novembre: Italia. E’ stato sgomberato nel mattino l’insediamento di migranti originari dal Marocco di San Nicola Varco, in provincia di Eboli. I migranti, più di un migliaio, lavoratori nell’agricoltura, vivevano nell’insediamento di baracche da alcuni anni in una struttura di proprietà regionale che avrebbe dovuto essere un mercato ortofrutticolo ma che non è mai stata utilizzata a tale scopo. Enorme il dispiegamento delle forze dell’ordine per effettuare lo sgombero coatto.

11 novembre: Costa Rica. Il governo del Costa Rica ha firmato una legge che punirà le persone coinvolte in matrimoni combinati, organizzati per beneficiare del permesso di soggiorno. La legge, che prevede una pena dai 3 ai 6 anni di carcere, andrà a colpire non solo i coniugi, ma anche gli avvocati e i testimoni di nozze. Il governo ha denunciato ben 44 casi del genere nell’ultimo anno, ipotizzando la presenza di una rete organizzativa.

13 novembre: Marocco. Le autorità marocchine hanno deportato e abbandonato una cinquantina di migranti, per la maggior parte di origine maliana, in una zona vicina alla frontiera tra la Mauritania e il Marocco. MezzaLuna Rossa mauritana è intervenuta portando una parte dei migranti nel centro di detenzione di Nouadhibou, mentre gli altri dovrebbero essere portati al centro nella giornata di oggi.

13 novembre: Messico. L’OIM, l’Istituto Internazione delle Migrazioni e l’INM, l’Istituto messicano nazionale per la Migrazione, collaboreranno per sviluppare un programma di aiuto per i rimpatriati in modo da migliorare l’accoglienza di coloro che sono stati espulsi dagli Stati Uniti e fornire loro un appoggio iniziale. Il programma include l’accoglienza logistica del singolo alla frontiera e il suo inserimento nelle comunità di origine.

14 novembre: Spagna. La Comunidad Valenciana si piazza al terzo posto tra le regioni di Spagna per numero di lavoratori stranieri ad aver richiesto di aderire al Piano di ritorno volontario in seguito allo stato di disoccupazione. Sono 1.234 gli stranieri ad averne fatto richiesta, mentre nella Comunidad di Madrid sono 1.857, seguita dalla Catalogna con 1.432 richieste.

14 novembre: Italia. Il quotidiano “La Repubblica” pubblica oggi un articolo in cui si dà notizia del rifiuto da parte di una filiale della Banca nazionale del Lavoro di Bologna di pagare un assegno di 5.200 euro a un migrante di origine pachistana privo di permesso di soggiorno. Sarwar Muhammad, 40, domestico e in attesa del permesso di soggiorno per la sanatoria del 2009 era stato investito nel maggio de 2008 da un’automobile e nel febbraio del 2009 aveva ottenuto il risarcimento dalla compagnia di assicurazione dell’automobilista, ma la banca non gli permette di ritirarlo in quanto è ancora privo del permesso.

14 novembre: Cipro. Il Comitato Schengen ha effettuato una visita a Cipro per monitorare la situazione dell’immigrazione, in seguito alla decisione della UE di coinvolgere il Paese nell’accoglienza dei richiedenti asilo che attraversano il Mediterraneo, in modo da sgravare dall’impegno Italia, Grecia e Malta. Il vice presidente del comitato, Ivano Strizzolo, auspica un maggiore coinvolgimento di Cipro negli affari comunitari, considerata la sua strategica posizione geografica nelle questioni migratorie.

14 novembre: Italia. E’ stato chiuso oggi il Centro di identificazione ed espulsione di Caltanissetta, Pian del Lago, dopo l’incendio che si era verificato in seguito alla protesta dei detenuti. Quest’ultimi sono stati trasferiti nella sezione adiacente dei richiedenti asilo o in altri Cie italiani.

15 novembre: Algeria. Tre migranti morti e dieci dispersi è il bilancio del naufragio avvenuto al largo di Tenès, sulla costa algerina. Le due imbarcazioni su cui viaggiavano i migranti sono affondate e solo otto migranti sono riusciti a raggiungere la costa a nuoto.

15 novembre: Spagna. Il difensore civico ha risposto a 80 lettere di lamentela da parte dei migranti presenti nel CETI di Ceuta a causa del prolungarsi della loro reclusione nel centro. Dal momento che essi non possono essere espulsi per il momento, le Alte Istituzioni hanno chiesto che venga loro concesso un permesso di soggiorno temporaneo in modo da permetter loro di lavorare nell’attesa del rimpatrio. Il CETI, a differenza dei CEI, i Centri di identificazione ed espulsione, non prevede un limite massimo di permanenza al suo interno. Diverse associazioni hanno chiesto che venga applicato per analogia il regolamento dei CAR, Centri di accoglienza per Rifugiati, per i quali è previsto un periodo massimo di sei mesi con una sola possibiltà di proroga.

15 novembre: Usa. Nel corso di questo anno gli Stati Uniti hanno deportato 1900 persone grazie a un nuovo programma attuato dalle polizie locali, battezzato “Comunità sicura”. Dal mese di ottobre dell’anno 2008 tutti i dipartimenti di polizia registrano e consultano le impronte digitali degli stranieri controllati in cooperazione con la polizia Migratoria. Questa procedura ha prodotto una tendenza persecutoria nei confronti di persone dai tratti somatici distinguibili, soprattutto verso i latinos.

16 novembre: Sud America. Secondo i reportage di alcuni giornalisti pubblicati negli ultimi mesi, sarebbero sempre più numerosi i migranti che dall’Africa arrivano in alcuni paesi del Sud America, e in particolare l’Argentina, il Messico, il Guatemala, il Brasile. In questo caso, il viaggio più comune è quello di nascondersi nei cargo che partono dall’Africa e trascorrere la traversata nascosti nelle stive. In Argentina, dove si stima che siano circa 3000 i migranti provenienti da paesi africani, un terzo dei richiedenti asilo, 1000 in tutto, è di origine africana, mentre in Brasile sono il 65%. In Messico, inoltre, è aumentato il numero dei migranti di origine africana detenuti nel centro di detenzione di Tapachula, nel sud del paese, che nel 2008 è stato di 600.

16 novembre: Messico-Stati Uniti. Secondo un articolo pubblicato sul New York Times, sebbene ancora non quantificabile, sarebbe in crescita il fenomeno delle “rimesse al contrario”. La crisi economica e la forte disoccupazione negli Stati Uniti, che ha colpito in misura massiccia anche la popolazione immigrata, con o senza permessi di soggiorno, avrebbe come conseguenza oltre al calo delle rimesse nei paesi di origine dei migranti, anche il fenomeno opposto: le famiglie rimaste nei paesi di provenienza dei migranti che inviano denaro ai loro parenti.

16 novembre: Grecia-Ue. Alcune delle più importanti organizzazioni di aiuto ai richiedenti asilo e rifugiati hanno inviato un rapporto alla Commissione europea sullo stato delle violazioni dei richiedenti asilo e rifugiati in Grecia, denunciando il trattamento delle autorità greche nei confronti dei migranti come incompatibile con il diritto europeo. Per questo, le organizzazioni chiedono alla Commissione europea di iniziare un procedimento contro la Grecia davanti alla Corte di giustizia europea.

16 novembre: Israele. Le organizzazioni umanitarie e molti deputati israeliani denunciano la politica di inasprimento di Israele nei confronti dei richiedenti asilo. Nelle prossime settimane il parlamento israeliano dovrebbe infatti adottare una nuova legge contro “l’infiltrazione” che fa diventare reato l’attraversamento della frontiera senza permesso di soggiorno con pene di detenzione sino ai sette anni per i rifugiati provenienti dai “paesi nemici” (il Sudan, l’Iraq, il Libano, l’Iran, la Siria, la Libia e la Somalia). La legge permetterebbe inoltre di condannare anche le Ong e i volontari che prestano soccorso ai migranti e di detenere anche i minori. Amnesty International chiede al parlamento israeliano di rigettare il progetto di legge. Secondo i dati forniti dal gruppo Refugee Rights Forum, operante nel paese nella difesa dei diritti dei rifugiati, in Israele ci sarebbero 7500 rifugiati eritrei, 6000 sudanesi. L’Alto commissariato per i rifugiati stima che ci siano in tutto 18.000 richiedenti asilo nel paese, mentre secondo le autorità israeliane sarebbero 24.000. Secondo le fonti dell’esercito israeliano, ogni mese entrerebbero in Israele dai 400 ai 600 migranti richiedenti asilo provenienti da paesi africani. Molti riescono a trovare un lavoro ma sono più di 2000 le persone che sono detenute nei centri di detenzione del paese.

17 novembre: Italia. Nuovo sciopero della fame al centro di identificazione ed espulsione di Roma, Ponte Galeria: da quando i detenuti hanno avuto notizia di un detenuto affetto dal virus dell’influenza A e hanno sospettato la morte di un loro compagno cardiopatico. Dopo due giorni di silenzio, le autorità del centro fanno sapere che non si è verificata alcuna morte e che il detenuto cardiopatico è ricoverato in un ospedale con prognosi riservata, mentre il detenuto con il virus dell’influenza A è ricoverato all’ospedale Forlalini di Roma.

17 novembre: Spagna. Secondo alcuni dati relativi ai licenziamenti nel settore edile in Spagna, il numero dei licenziamenti dei lavoratori, molti dei quali migranti, sarebbe stato di 449.000 in un solo anno. In generale, dal 2008 il numero dei disoccupati sarebbe quasi duplicato, passando dai due milioni nel primo trimestre del 2008 a quasi 4 milioni del primo trimestre del 2009.

17 novembre : Canada. Il consiglio canadese per i rifugiati pubblica oggi un rapporto sulla detenzione dei minori nei centri di detenzione canadesi. Secondo la legge sull’immigrazione, attualmente in vigore in Canada, i minori dovrebbero essere detenuti, ma nonostante questo la loro detenzione è un fenomeno quotidiano, con 77 bambini detenuti ogni mese nel corso del 2008 e 31 nel corso del 2009. Il rapporto sottolinea anche gli effetti psicologici negativi che la detenzione comporta.

17 novembre: Italia. I giudici della prima sezione del tribunale di Agrigento hanno assolto i sette pescatori tunisini arrestati l’8 agosto del 2007 con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I pescatori avevano soccorso e salvato in mare 44 migranti originari dall’Eritrea, Marocco, Sudan, Etiopia, Togo e Costa d’Avorio. L’equipaggio dei due motopescherecci tunisini si trovava a circa 40 miglia dalle coste di Lampedusa, dove stava svolgendo attività di pesca. Dopo avere lanciato l’SOS, i comandanti hanno provveduto al trasbordo dei naufraghi - fra loro due donne in stato di gravidanza ed un bambino disabile in seguito trasferite d’urgenza in un ospedale di Palermo - per condurli nel porto “sicuro” più vicino per assicurare loro assistenza sanitaria. Dopo l’arrivo a Lampedusa i pescatori tunisini venivano rinchiusi nel carcere di Agrigento per settimane. I due comandati dei pescherecci, Bayoudh Abdelkarim e Zenzri Abdelbasset, sono stati però condannati a due anni e sei mesi di reclusione per l’imputazione di resistenza a pubblico ufficiale e violenza a nave da guerra.

17 novembre: Spagna. Ogni anno Jaen, noto centro di produzione agricola di olive, si trasforma in un crocevia di lavoratori stagionali per la raccolta, attirando numerosi sans papiers. A causa della disoccupazione della popolazione locale quest’anno i numeri di aiutanti stranieri richiesti è calato, per questo le istituzioni locali hanno emesso una campagna pubblicitaria per disincentivare l’arrivo in massa dei migranti in cerca di lavoro. Tuttavia, a un mese dall’inizio della raccolta, sono già un centinaio i migranti che si aggirano per la città di Jaen. Nonostante la grande richiesta di manodopera nella zona, i centri di accoglienza per stagionali non sono mai stati abbastanza e l’anno scorso centinaia di stranieri furono costretti a dormire per strada.

18 novembre: Spagna. Luis Eduardo Egaña, giovane sans papier uruguayano, è in attesa di essere espulso dalla Spagna, dove lavorava da un anno e mezzo, dopo aver denunciato il suo datore di lavoro per averlo assunto illegalmente. Una volta presentatosi al commissariato di Polizia, gli sono stati chiesti i documenti e in seguito all’esito negativo del controllo è stato emesso l’ordine di espulsione. La società di Oviedo, Escenasant, portata in giudizio è stata assolta per mancanza di prove.

18 novembre: Costa Rica. Le donne nicaraguensi sans papiers che migrano in Costa Rica sono vittima di abusi e violenze spesso da parte dei loro connazionali, dai coyotes che promettono loro di facilitare il passaggio della frontiera e dalle stesse autorità migratorie corrotte. Il dato emerge da uno studio patrocinato dall’UNPFA, il Fondo delle Popolazioni delle Nazioni Unite.

18 novembre: Italia. Un ragazzo marocchino si è suicidato, impiccandosi nel bagno, nel carcere minorile di Firenze. Era detenuto da alcuni giorni perché le forze dell’ordine l’avevano sorpreso mentre cercava di rubare e il 23 novembre si sarebbe dovuta svolgere l’udienza del processo per l’accusa di “tentato furto”.

18 novembre: Francia-Gran Bretagna. Alcune associazioni francesi e inglesi chiamano ad un’azione comune il 28 novembre per passare la Manica con lo slogan NOUS SOMMES TOUS PASSEURS!. A Folkestone, in Inghilterra, è stato inaugurato il mese scorso, il 27 ottobre, il centro congiunto operativo franco-britannico. Per contestare il centro e le politiche repressive dei due paesi, ma anche come contestazione del vertice Ue che si terrà a Stoccolma sull’armonizzazione delle politiche dell’immigrazione, gli attivisti hanno scelto questo appuntamento e l’azione del passaggio della Manica.

18 novembre: Svizzera. Per armonizzare le sue politiche in tema di immigrazione con gli acquis di Schengen, la settimana prossima il Parlamento svizzero dovrebbe adottare una nuova legge che ridurrà da 24 a 18 mesi i tempi di detenzione dei migranti privi di permesso di soggiorno e dei richiedenti asilo a cui sia stato negato lo status.

19 novembre: Italia. E’ stato sgomberato a Milano il campo rom di via Rubattino. Oltre trecento persone, tra cui 80 bambini, molti dei quali scolarizzati, vivevano nel campo e sono stati fatti evacuare oggi dalla polizia in tenuta antisommossa. Il comune di Milano, in cambio, propone ospitalità solo a cinque gruppi famigliari, separando però le donne e i bambini dagli uomini.

19 novembre: Francia-Serbia. Alla fine di un incontro con il vice primo ministro e il ministro degli interni della Serbia, Ivica Dacic, il ministro dell’immigrazione e dell’identità nazionale francese, Eric Besson, ha dichiarato che l’incontro ha portato alla firma di un accordo sulla riammissione delle persone in situazione irregolare. In cambio, il ministro francese ha assicurato alla Serbia che la Francia sosterrà la soppressione dei visti di entrata nello spazio Schengen per la Serbia, la Macedonia e il Montenegro nel prossimo incontro dei ministri europei previsto per il 30 novembre 2009.

19 novembre: Grecia. Il ministro degli interni greco, Mihalis Hrisohoidis, ha annunciato che sta per avviare un processo di modernizzazione della guardia costiera greca di fronte alla lotta contro l’immigrazione irregolare proveniente dalla Turchia, così come il rinforzo delle autorità portuali delle isole di Lesbo, Samos, Patmos e Hrisohoidis.

19 novembre: Spagna. “Voces desde y contra los centros de internamento” è una raccolta di conversazioni registrate da ong spagnole, tra le quali Ferrocarril Clandestino, SOS Racismo e Médicos del Mundo, all’interno del Cei di Aluche. In queste pagine, i migranti descrivono le pessime condizioni di vita all’interno della precaria struttura, in attesa dell’espulsione dopo i 40 giorni di detenzione nel centro – che arriveranno a 60 con la Legge sull’Immigrazione approvata lo scorso ottobre.

19 novembre: USA. Un dipartimento di polizia di Alguacil in Arizona ha condotto un’operazione di rastrellamento con l’obiettivo di controllare i documenti degli stranieri presenti sul territorio. In seguito alle 13 retate, effettuate in un’area ad alta concentrazione di abitanti ispanoamericani, sono stati arrestati 18 migranti sprovvisti di documenti. L’azione è stata origine di polemiche poiché ha dato adito a dubbi sulla discriminazione razziale che sta alla base delle retate.

19 novembre: Spagna. Il consigliere per gli Affari Sociali della Comunità Valenciana, Rafael Blasco, ha lamentato il fatto che per l’ennesima volta il Governo abbia inviato dei sans papiers alla Comunità affinché se ne occupasse direttamente. I 4 migranti algerini in questione viaggiavano nelle acque di Alicante, città costiera della regione, e furono avvistati da un peschereccio a 20 miglia dalla costa. I radar SIVE di cui si avvale quella zona possono raggiungere un raggio di 40 miglia, tuttavia la Comunidad nega di aver intercettato l’imbarcazione a causa della limitata visibilità.

20 novembre: Spagna. Il centro DEBA per minori stranieri, creato lo scorso febbraio dalla provincia di Guipuzcoa per accogliere i casi più difficili nell’inserimento sociale, non avrebbe raggiunto gli obiettivi originari. I minori ospitati hanno denunciato un cattivo trattamento, oltre a scarsa attenzione nelle attività didattiche e di ascolto.

21 novembre: Italia. “Zona sotto controllo di vicinato” dovrebbero riportare i cartelli affissi a case e strade dove, secondo la proposta dell’assessore regionale leghista Stefano Maullu, i sindaci potranno affidare direttamente ai cittadini, alle associazioni di categoria e agli amministratori di condominio, il compito di denunciare persone sospette e immigrati sospettati di essere privi di permesso di soggiorno. In cambio, sempre secondo la proposta dell’assessore, le amministrazioni che aderiranno al progetto otterranno dalla Regione Lombardia un punteggio maggiore nell’assegnazione delle risorse sulla sicurezza.

21 novembre: Messico. I gruppi BETA sono organi di polizia che collaborano con l’Istituto Nazionale per la Migrazione messicano e furono fondati nel 1990 con l’obiettivo di intervenire in casi di emergenza e di pericolo di vita dei migranti che tentano di attraversare la frontiera americana. Considerato l’aumento esponenziale dei casi di sequestro di persone nelle zone di frontiera, dal 2004 il gruppo BETA organizza, in collaborazione col governo statunitense, corsi di addestramento per l’intervento nelle operazioni di riscatto.

22 novembre: Usa. Ricardo Domínguez, ricercatore dell’Università di California, sta mettendo a punto un gps, chiamato ITT (Apparecchio Transfrontaliero per migranti) che permetterebbe ai migranti in procinto di attraversare la frontiera americana di farsi guidare verso fonti di acqua nel deserto, case d’accoglienza o associazioni per i diritti umani e di chiamare aiuto in caso di emergenza. Gli apparecchi verrebbero distribuiti da gruppi che si occupano dei migranti nelle zone di frontiera e di maggior passaggio. Ma già da ora alcuni studenti del Progetto di Domínguez li stanno fornendo nella città messicana di Tijuana, vicino alla porta da cui normalmente escono i migranti.

24 novembre: Belgio-Marocco. E’ stato firmato oggi il nuovo programma di cooperazione tra il Belgio e il Marocco per il periodo 2010-2013. Il programma prevede che il Belgio finanzi il Marocco con 80 milioni di euro per dei progetti nell’ambito educativo e delle risorse d’acqua potabile. Il programma di aiuto allo sviluppo, comunque, come è ormai abitudine, è legato a un programma relativo a una maggiore cooperazione del Marocco nel quadro della lotta all’immigrazione.

24 novembre: Spagna. Due migranti algerini si sono lanciati in mare durante le operazioni di salvataggio marittimo dell’imbarcazione sulla quale viaggiavano diretti sulla costa spagnola di Alicante. Al momento non sono ancora stati ritrovati, inoltre si suppone che altri due passeggeri siano fuggiti con le stesse modalità.

24 novembre: Trinidad e Tobago-Senegal. Il regista senegalese Moussa Sène Absa fa sapere che durante la sua visita all’isola di Trinidad e Tobago è riuscito ad entrare in contatto con sette migranti di origine senegalese che da due anni sono rinchiusi nella prigione della capitale dell’isola, Port of Spain, per aver raggiunto illegalmente le coste del paese. I migranti erano arrivati all’isola durante un viaggio in cayoucos con il quale avrebbero voluto raggiungere le isole Canarie, ma poi la direzione del vento e le correnti hanno cambiato il loro percorso, come è successo più volte nei viaggi verso le Canarie. Il regista chiede al governo senegalese di intervenire a loro favore.

24 novembre : Italia-Malta-Libia. Nuovo respingimento verso la Libia di 80 migranti che navigavano in direzione di Lampedusa. Il loro gommone è stato intercettato in acque internazionali e ricondotto in Libia dalle motovedette che l’Italia aveva donato alla guardia costiera libica nel maggio scorso. All’operazione hanno partecipato anche due unità della marina maltese dal momento che il gommone era stato trovato nella zona Sar di Malta.

24 novembre: Italia. La Camera dei deputati italiana approva una mozione concernente le iniziative in materia di contrasto dell’immigrazione clandestina e per assicurare il rispetto delle norme costituzionali e internazionali, con particolare riferimento alle operazioni di respingimento. Con tale mozione la Camera impegna il Governo, tra l’altro, “a proseguire nell’azione di riconsegna alla Libia degli immigrati irregolari, così come delineatasi in questi ultimi mesi, che ha drasticamente ridotto i rischi di tragedie in mare".

25 novembre: Spagna-Malta. Il re di Spagna è in visita ufficiale a Malta. L’agenda di lavoro prevede una discussione sul tema della migrazione. Il governo maltese ha richiesto ripetutamente un coinvolgimento comunitario importante da parte di tutta la comunità europea per far fronte alle difficoltà logistiche in fase di soccorso, di accoglienza e di assistenza dei richiedenti asilo che arrivano sull’isola.

25 novembre: Francia. Sei associazioni, tra cui al Cimade e Amnesty International, hanno denunciato oggi la condotta delle prefetture dell’Ile-de-France, che tendono a dissuadere i richiedenti asilo a deporre le loro domande. Le associazioni avevano visitato nei giorni scorsi sei prefetture e constatato le innumerevoli violazioni delle norme vigenti in Francia in materia di asilo. Alle associazioni risponde il ministro dell’immigrazione e dell’identità nazionale affermando che si tratta di affermazioni prive di ogni fondamento.

25 novembre: Comore-Francia. Sono 21 i migranti che sono morti nel naufragio avvenuto al largo dell’isola francese di Mayotte. I migranti erano partiti lunedì da Anjouan per raggiungere Mayotte e la loro imbarcazione era rimasta alla deriva per due giorni prima che un pescatore li intercettasse e i soccorsi da Mayotte potessero arrivare. Tra i superstiti, alcuni sono stati portati all’ospedale di Anjouan.

25 novembre: Ue. Il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che indica la sua posizione riguardo al Programma di Stoccolma che stabilisce le linee di priorità dell’Unione europea nel campo della giustizia e degli affari interni per i prossimi cinque anni. Il vertice Ue a tale proposito è previsto per il 10 e l’11 dicembre 2009.

26 novembre: Spagna. E’ stata approvata oggi dal parlamento spagnolo la nuova legge l’immigrazione voluta dal governo Zapatero. Tra le nuove norme, il prolungamento della durata della detenzione nei centri di detenzione, che passa da 40 a 60 giorni, e una forte restrizione nell’ambito dei ricongiungimenti familiari. Protestano le associazioni dei diritti dei migranti che hanno manifestato davanti al parlamento.

26 novembre: Spagna. Un ragazzo algerino di nome Abdelkader, detto “Kadero”, è morto dopo essersi gettato nelle acque del fiume di Bilbao mentre veniva inseguito da alcuni poliziotti, erroneamente convinti che fosse il responsabile di un furto avvenuto nella zona. Il giovane, sans papiers incensurato, aveva paura di essere preso ed espulso dalla Spagna.

27 novembre: Italia. Su iniziativa del sindaco di Varallo, in provincia di Vercelli, il deputato leghista Gianluca Buonanno, dei cartelli simili a cartelli stradali sono comparsi lungo le vie della città con sopra scritto in italiano e in arabo: vietato l’uso del burqa e del niqab su tutto il territorio comunale.

27 novembre: Germania-Siria. A partire dal mese di gennaio 2009, la Germania sta mettendo in atto un accordo di riammissione siglato nel luglio 2008 con la Siria, secondo il quale può rimpatriare i siriani sans-papiers presenti sul suo territorio e anche coloro che pur non avendo la cittadinanza siriana posseggono la residenza in quel Paese. In questo caso, si tratta per lo più di migranti curdi del nord della Siria, vittime di persecuzioni da parte della popolazione locale e, per questo, intenzionati a chiedere asilo in Germania. In seguito alle espulsioni effettuate dalla Germania, come è stato documentato, i richiedenti asilo sono spesso incarcerati o scompaiono.

28 novembre: Italia. Durante la sua visita a Brescia, il ministro degli interni italiano, Roberto Maroni, promette alla città che a breve verrà costruito un Centro di identificazione ed espulsione.

28 dicembre: Francia. Le organizzazioni di sostegno ai migranti chiamano a un presidio il primo dicembre davanti al tribunale di Parigi per chiedere la liberazione di Nadir Autmani e la sospensione del processo a carico degli altri imputati per l’incendio del centro di detenzione di Vincennes, avvenuto il 22 giugno del 2008. Il centro di detenzione di Vincennes, chiuso subito dopo l’incendio, era il più grande centro francese; il 21 giugno 2008, era deceduto un detenuto che aveva chiesto invano le sue medicine e il giorno successivo i suoi compagni di detenzione che avevano organizzato una marcia di protesta all’interno dei locali del centro erano stati violentemente caricati dalla polizia. Dopo l’incendio che ne era seguito, molti detenuti sono stati arrestati, mentre il centro veniva chiuso per l’inagibilità dei locali.

29 novembre: Italia. Dieci migranti la scorsa notte hanno tentato di fuggire dal Centro di identificazione ed espulsione "Serraino Vulpitta" di Trapani, legando le lenzuola alle barre delle finestre e calandosi dal primo. Sono stati bloccati da polizia e carabinieri.

29 novembre: Svizzera. E’ passata oggi, con un voto della maggioranza del popolo svizzero (57% ) e dei cantoni, l’iniziativa popolare “contro l’edificazione di minareti” promossa dalla destra populista svizzera. Il voto stupisce, sia perché diverso da quello registrato nei sondaggi, sia perché anche il governo era contrario all’iniziativa. «L’odierna decisione popolare riguarda soltanto l’edificazione di nuovi minareti e non significa un rifiuto della comunità dei musulmani, della loro religione e della loro cultura. Il governo se ne fa garante», ha affermato la consigliera federale, Eveline Widmer-Schlump. Aggiungendo anche che il governo svizzero «rispetta» la decisione della maggioranza, ma che, tuttavia, «l’esito della votazione non ha effetto sui quattro minareti già esistenti e l’edificazione di moschee continua a essere possibile”. I musulmani presenti in Svizzera sono circa il 5% della popolazione, con vari luoghi di culto sparsi sul territorio, ma solo quattro minareti, comunque non usati per il richiamo alla preghiera. Con il voto di oggi, l’articolo 72 della Costituzione svizzera sarà modificato con l’inserzione del divieto della costruzione dei minareti come misura “atta a mantenere la pace fra i membri delle diverse comunità religiose”.

30 novembre: Stati Uniti. Secondo un report dell’FBI, il 51 % dei delitti commessi nel corso del 2008 negli Stati Uniti sarebbero stati motivati da odio razziale, in particolar modo nei confronti degli afroamericani e dei latinos.

30 novembre: Spagna-Marocco. Il 14 novembre la nota attivista del Fronte Polisario, Haminatou Haidar, è stata espulsa dal Marocco una volta atterrata nella capitale del Sahara Occidentale, El Aaiun, con un volo proveniente dalla Spagna. A oggi le autorità marocchine, che le ritirarono il passaporto, non le hanno ancora concesso il permesso di rientrare e da allora si trova nell’aeroporto di Lanzarote in sciopero della fame per manifestare contro la violazione del suo diritto di entrare nel suo Paese. Il governo spagnolo le ha offerto la nazionalità spagnola o la possibilità di concederle lo status di rifugiata, in alternativa alla richiesta di un nuovo passaporto marocchino, ma Haidar ha rifiutato.

30 novembre: Ue-Serbia-Macedonia-Montenegro. L’unione europea ha deciso la soppressione dei visti di ingresso per i cittadini della Serbia, del Montenegro e della Macedonia. La soppressione entrerà in vigore il 19 dicembre 2009. Non è stata invece accettata la richiesta della soppressione per altri due paesi, l’Albania e la Bosnia-Erzegovina, dal momento che a differenza degli altri tre non avevano adempiuto alle condizione fissate dall’Ue: passaporti biometrici, rafforzamento dei controlli alle frontiere e lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata.

30 novembre: Consiglio d’Europa. Il commissario ai diritti dell’uomo del consiglio d’Europa Hammarberg, ha affermato oggi che “in Europa perdurano il razzismo, la xenofobia e la discriminazione”, mentre l’Europa dovrebbe accettare il multiculturalismo e evitare delle definizioni troppo ristrette di identità nazionale”. Hammarberg chiede inoltre ai responsabili politici di prendere più sul serio le tendenze nefaste presenti nei loro paesi.

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