Nella stessa rubrica

La frontière de tous les dangers (Photoreportage par Martin Beaulieu et Sophie Mangado, États-Unis-Mexique, juin 2011)

Frontière Grèco-Turque et Turco-Bulgare-2011 (reportage fotografico di Sara Prestianni, maggio 2011)

Harraguantanamo. Reportage fotografico di un migrante tunisino (di Ilyess ben Chouikha, Tunisia-Italia-Francia, maggio 2011)

Faces of the displaced (Tunis, march 2011, photos )

Fronteras invisibles (di Olmo Calvo, Spagna 2010)

Immagine bianca. Najoua e le sue labbra cucite (Italia, maggio 2010)

Lezioni di resistenza: al campo rom di via Triboniano a Milano (Italia, maggio 2010)

El muro del Atlántico (reportage fotografico di Juan Medina, 2010)

Search for survival in Europe (slide show, Msf, december 2009)

"Réfoulés à Tinzaouaten" (reportage photographique, Sara Prestianni, décembre 2009)

United colors of Christmas (Italia, novembre 2009)

United colors of Christmas

Il 18 novembre, nel piccolissimo comune di Coccaglio, nel bresciano, l’assessore alla sicurezza Abiendi, in quota Lega, anziché occuparsi di luminarie in prossimità del Natale (si sa, le luci funzionano come incentivo anti-stupro da parte dei migranti!) decide di tappezzare la sua micro-città di manifesti che lanciano una campagna davvero basata sull’insegnamento universale che porta con sé la natività di Gesù Cristo.
Lo slogan, stranamente non in dialetto, è chiaro: «I’m dreaming of a white Christmas», l’immagine ancora di più. Un uomo incappucciato, stile Ku Klux Klan, punta un dito contro qualcuno emergendo da una corona d’alloro, simbolo capoddannizio, sovrastata da un fiocco rosso. Dentro la corona campeggia il simbolo della Lega. Spaventoso. Ma il 28 novembre gli immigrati della zona sono scesi in piazza contro gli amministratori con il loro slogan raffinatissimo: «United colors of Christmas» gridato a più non posso contro la politica del linciaggio generalizzato.
Sempre qualche giorno fa si scopriva che in un altro paesino della ricca e triste Padania, San Martino all’Argine, nel mantovano, le 1800 anime sono state esortate dal sindaco in quota Lega-Pdl, tale Alessandro Bozzoli, ad essere non solo cittadini, ma anche “delatori” denunciando tutti i casi a loro conoscenza di immigrazione “clandestina” con tanto di affissioni per le strade. Sul manifesto si legge così: «Chiunque fosse a conoscenza della presenza sul territorio comunale di immigrati clandestini è pregato di comunicarlo con tempestività al sindaco, all’ufficio di polizia municipale o all’ufficio anagrafe del Comune per i necessari atti conseguenti. Grazie della collaborazione». Spaventoso alla seconda, anzi all’ennesima potenza.
Il tutto si va ad incistare all’interno del fallimento istituzionale dei due pacchetti sicurezza firmati Maroni. La propaganda che li ha accompagnati, infatti, è rimasta tale. A dircelo parlano i dati. Al di là di qualche fenomeno di stampo “carnevalesco”, ma egualmente preoccupante, le ronde non sono decollate affatto. Solo sette richieste di iscrizione per entrare nel meraviglioso mondo del controllo sociale fai da te, per diventare cioè “volontari della sicurezza partecipata”. Come se non bastasse il “povero” Maroni rischia grosso anche con la Corte costituzionale. Sono ormai tantissime, dopo le ordinanze dei Tribunali di Pesaro e Genova, le richieste depositate presso la Consulta per rendere illegittimo il tanto discusso reato “di ingresso illegale sul territorio”. Un dato è certo, sottovalutare questi episodi, renderli solo una notizia di cronaca fuggevole nei Tg del giorno, è ancora più pericoloso dei medesimi fatti. Non siamo all’interno di una situazione che ci parla di un possibile nuovo apartheid, siamo in pieno apartheid. United colors of Christmas.

(Anna Simone, 30 novembre 2009)

foto del corteo:

http://www.zic.it/united-colors-of-christmas-le- foto-del-corteo-foto/

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