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Kingsley’s Crossing (film di Olivier Jobard, 2009)

http://fortresseurope.blogspot.com/2009/11/kingleys-crossing.html:

Kingsley è un ragazzo camerunese di 23 anni. Lavora come bagnino a Limbe in un albergo di lusso, impartendo lezioni di nuoto ai turisti europei. Un lavoro che gli frutta 50 euro al mese. Quanto basta per le spese di sostentamento e per l’affitto di un bilocale che condivide con i genitori e i fratelli.

"La maggior parte delle famiglie nel mio Paese vogliono che i loro figli vadano in Europa", racconta Kingsley. Perché è in Europa - il nuovo Eldorado - che gli emigrati africani possono aumentare il proprio salario riuscendo a provvedere anche per le famiglie lasciate a casa. E così nel maggio del 2004, Kingsley si decide a lasciare il Camerun per quella che definisce la propria "missione". Quello che segue è un viaggio estenuante di sei mesi attraverso mezza Africa.

Kingsley’s Crossing è la storia della volontà di un uomo di abbandonare tutto - la propria famiglia, il proprio paese, i propri amici - nella speranza di ritrovare una vita migliore all’estero. Gli scatti del fotografo francese Olivier Jobard documentano quel viaggio.

http://www.mediastorm.org/0010.htm:

Kingsley is a 23-year-old lifeguard from the West African coastal town of Limbe, Cameroon. Though he longed to be a professional footballer, French soldiers trained him to become a lifeguard, and Kingsley soon found himself working at an upscale hotel giving swimming lessons to visiting Europeans. He earned just 50 euros a month, enough to pay for food and the rented two-room house he shared with his parents and seven siblings.

"Most families in my country want their children to go to Europe," Kingsley says. It is in Europe - the new El Dorado - that African immigrants can vastly increase their incomes while also providing for their families back home. So, in May of 2004, Kingsley left Cameroon on what he calls "his mission." What followed was an excruciating six-month journey across half of Africa.

Kingsley’s Crossing is the story of one man’s willingness to abandon everything - his family, his country, and his friends - in the hopes of finding a better life abroad. Award-winning French photojournalist Olivier Jobard documents the passage.

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