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Ottobre 2009 :

1 ottobre: Turchia. Il commissario europeo per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, ha reso pubblico oggi un rapporto relativo alla sua visita in Turchia effettuata dal 28 giugno al 3 luglio 2009. Il rapporto sottolinea le discriminazioni subite dalle minoranze, soprattutto la minoranza curda e quella rom e raccomanda al governo turco di dare istruzioni chiare agli agenti di frontiera affinché siano rispettati i diritti dei richiedenti asilo.

1 ottobre: Onu. Il comitato esecutivo dell’Alto commissariato per i rifugiati che si è riunito a Ginevra ha discusso del problema del reinstallamento dei rifugiati di lunga durata. Aprendo i lavori, l’Alto commissario, Antonio Guterres, ha ricordato che il recente aumento dei reinstallamenti è dovuto alla diminuzione delle possibilità di rimpatrio e di integrazione dei rifugiati e che sulle 120.000 domande di reinstallamento pervenute nel 2008, l’Alto commissariato è riuscito a soddisfarne 65.800, soprattutto in paesi come gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia, La Nuova Zelanda, la Norvegia e la Svezia. I principali beneficiari dei reistallamenti sono rifugiati provenienti dal Myanmar, dal Burundi, dalla Somalia, dalla Repubblica democratica del Congo e dall’Afghanistan. La delegazione del Marocco, presente alla riunione, ha sollevato il problema dei rifugiati Saharawi di Tindouf, di recente discusso dall’Alto commissario anche durante la sua visita in Marocco.

1 ottobre: Spagna. Bilal Meghraoui, migrante di origine marocchina, fu rimpatriato tre anni fa quando era minorenne dopo essere entrato in Spagna nascosto sotto un camion. Oggi, ventenne, Bilal fa ritorno in Spagna dopo la sentenza di un giudice spagnolo che ha giudicato irregolare l’attuazione dell’ordine di rimpatrio nei confronti del minore che all’epoca aveva solo 17 anni. È il primo caso di annullamento di rimpatrio che si verifica in Spagna.

2 ottobre: El Salvador. Un tribunale di El Salvador ha condannato Guevara Morales a sette anni di reclusione per traffico di sans papiers. Nel 2006 Guevara Morales aveva organizzato un viaggio per gli Usa a 17 cittadini di El Salvador dei quali non si è più avuta notizia da allora. I migranti avevano pagato una somma pari a 5mila/6mila dollari al trafficante. Le autorità locali ipotizzano che il gruppo sia naufragato nelle acque dell’Oceano Pacifico mentre raggiungeva le coste statunitensi, tuttavia i corpi non sono mai stati ritrovati.

2 ottobre: Messico. Tredici cittadini cubani sono stati tratti in salvo al largo di Cancún mentre cercavano di navigare verso le coste di Miami a bordo di una precaria imbarcazione. I migranti sono stati accolti nei centri di detenzione locali. Lo scorso ottobre Messico e Cuba hanno firmato un accordo sul rimpatrio dei sin papeles cubani che vengono intercettati dalle autorità messicane.

2 ottobre: Repubblica Dominicana. Ogni anno migliaia di dominicani tentano di raggiungere le coste di Puerto Rico. Oggi cinque uomini e una donna sono stati sorpresi dalla marina locale mentre viaggiavano su una piccola barca a motore.

2 ottobre: Onu. Il Consiglio per i diritti Umani dell’Onu ha approvato all’unanimità un programma per la tutela “diritti umani dei minori nel contesto migratorio”. Il testo, presentato sotto l’iniziativa del Messico, è stato promosso dalla maggior parte degli Stati dei Caraibi e del Sudamerica e richiede una particolare attenzione in materia di minori a prescindere dalla loro condizione giuridica in modo da evitare, ad esempio, la reclusione.

2 ottobre: Spagna. Canarie: l’agenzia europea di frontiera Frontex manterrà la stessa linea di monitoraggio attuata fino a oggi nelle Isole Canarie e nello Stretto di Gibilterra in seguito agli esiti positivi ottenuti quest’anno. Il suo direttore esecutivo, Ilkka Laittinen, ha dichiarato che il numero dei migranti intercettati in questi tratti di mare nel periodo di picco del 2009 sarebbe pari a un decimo di quelli registrati nel 2006 nello stesso periodo dell’anno. Contemporaneamente non cala lo stato di allerta nelle acque tra Italia e Libia.

3 ottobre: Libia-Mali. Un gruppo di migranti maliani è stato espulso dalla Libia e rimpatriato in Mali. Al loro arrivo, i migranti hanno denunciato le violenze subite prima del rimpatrio. Alcuni di loro erano stati prelevati anni fa dai loro posti di lavoro e messi nelle prigioni libiche, di cui denunciano le pessime condizioni igieniche e sanitarie e le continue violenze subite.

4 ottobre: Algeria. Continuano le intercettazioni di migranti al largo delle coste algerine da parte della guardia costiera algerina. 45 i migranti intercettati in questo caso, in diversi parti della costa.

5 ottobre 2009: Pakistan. Il governo del Pakistan sta escogitando una strategia di rimpatrio volontario nei confronti dei rifugiati afghani che si trovano in territorio pakistano. In collaborazione con UNHCR il Pakistan sta cercando di motivare i rifugiati al ritorno volontario nel paese d’origine attraverso il pagamento di una somma pari a 100 dollari.

5 ottobre 2009: Gran Bretagna-Pakistan. Il segretario del Ministero degli Interni e degli Affari Esteri britannico, Bob Iansworth, si è recato in visita ufficiale in Pakistan per discutere di affari migratori con il suo omologo Ahmad Mukhtar e con il Primo Ministro pakistano Yousaf Raza Gilani. Verranno affrontati il problema dei ritardi burocratici per il rilascio dei visa ai cittadini pakistani, il tema della lotta all’emigrazione "illegale", del controllo serrato alle frontiere e della cooperazione Nato contro il terrorismo.

5 ottobre: Onu. E’ stato pubblicato oggi il rapporto mondiale sullo sviluppo umano del 2009 a cura del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (PNUD). Nel rapporto, dal titolo “Togliere le barriere: mobilità e sviluppo umano”, l’agenzia Onu fotografa un quadro di grande mobilità, in cui circa un miliardo di persone nel mondo sono migranti, ossia una persona su sette. Il rapporto sostiene che “la migrazione è una forza che può contribuire in modo significativo allo sviluppo umano” e suggerisce che a tal fine è necessario creare un quadro politico favorevole alle migrazioni, le quali possono essere positive in termini di sviluppo tanto per i soggetti migranti, quanto per le società di partenza e quelle di arrivo. Il rapporto, contraddicendo una serie di luoghi comuni, sottolinea come la maggior parte dei migranti siano migranti interni (740 milioni circa) mentre sostiene che tra i migranti che lasciano il paese d’origine meno del 30% si sposta da un paese in via di sviluppo a un paese sviluppato. Per quanto riguarda l’Africa, solo il 3% dei suoi abitanti vive al di fuori del loro paese di nascita. La ricerca mostra come generalmente le migrazioni permettano lo sviluppo del mercato del lavoro dei paesi di arrivo migliorando nello stesso tempo le condizioni di vita dei migranti stessi così come delle loro famiglie, dal momento che solitamente comportano un aumento del tasso di scolarizzazione e una diminuzione della mortalità infantile. Il rapporto si conclude con una serie di suggerimenti per delle buone politiche di governo delle migrazioni: aprire le vie di entrata a un maggior numero di lavoratori, soprattutto alla manodopera non qualificata; garantire il rispetto dei diritti umani; ridurre i costi delle pratiche di migrazione; sradicare gli ostacoli alla mobilità interna; integrare le migrazioni nelle strategie di sviluppo dei paesi di origine.

5 ottobre: Francia-Gran Bretagna. Dopo le dichiarazioni del ministro francese dell’immigrazione e dell’identità nazionale, Eric Besson, secondo cui dei voli congiunti franco-britannici saranno organizzati nei prossimi giorni per rimpatriare i migranti di origine afghana, tra i quali quelli arrestati durante lo smantellamento della “jungle” di Calais, le organizzazioni antirazziste francesi fanno sapere che molto probabilmente i voli sono previsti per il 6 ottobre e ricorda al ministro che nel 2008 la Corte europea per i diritti dell’uomo aveva sollecitato la Francia a rinunciare ai rimpatri di cittadini provenienti dall’Afghanistan.

6 ottobre: Francia. La corte europea per i diritti dell’uomo, di fronte al ricorso da parte di sette cittadini afghani che stanno per essere espulsi dalla Francia, ha invitato le autorità francesi a sospendere le operazioni di rimpatrio affinché il loro caso possa essere esaminato.

6 ottobre: Italia. Continuano le proteste da parte dei detenuti nei vari centri di identificazione ed espulsione italiani. Nel Cie di Corso Brunelleschi, a Torino, è in atto uno sciopero della fame; a Crotone la polizia è intervenuta nel corso della giornata di ieri per sopprimere una protesta molto forte da parte dei detenuti; mentre dal Cie di Brindisi sono evasi otto detenuti; i detenuti del Cie di Roma, invece, hanno raccontato ai consiglieri regionali che hanno visitato il centro del pestaggio effettuato da parte delle forze dell’ordine tre giorni fa.

6 ottobre: Spagna-Marocco. Nel corso dell’XI incontro del Gruppo di Lavoro Ispano marocchino in materia di migrazione è stata annunciata l’apertura di due nuovi centri di accoglienza per minori in Marocco. I centri, che accoglieranno minori rimpatriati dopo il tentativo di viaggio in Spagna saranno ubicati nelle località di Nador e Beni Mellal.

6 ottobre: Italia. Sono stati assolti con formula piena dal Tribunale di Agrigento dall’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina Stefan Schmidt, Vladimir Dachkevitce e Elias Bierdel, rispettivamente comandante della nave, primo ufficiale e presidente dell’associazione umanitaria Cap Anamur per la vicenda che li aveva visti coinvolti nel salvataggio di 37 naufraghi nel Canale di Sicilia nell’agosto del 2004. I naufraghi erano stati trovati in acque internazionali e per quasi tre settimane erano rimasti a bordo della Cap Anamur dal momento che l’Italia vietava l’approdo. Una volta arrivati a Porto Empedocle, i responsabili della nave erano stati accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, mentre i naufraghi, dopo alcune permanenze nei centri di detenzione, erano stati tutti espulsi in Ghana.

6 ottobre: Italia. Un giudice di pace di Torino ha sospeso oggi la riserva sull’eccezione di costituzionalità sollevata dalla procura di Torino relativamente al cosiddetto “reato di clandestinità” introdotto dalla legge 94/2009 (“pacchetto sicurezza”) e su cui si erano già pronunciate le procure di Pesaro e Trento. Il giudice ritiene, infatti, fondate le osservazioni del procuratore riguardo al nuovo reato, considerato discriminatorio e “irragionevole”. La decisione, ora, spetta alla Corte costituzionale.

8 ottobre: Italia. Il comune di Milano ha deciso di non utilizzare più i “bus-galera”, speciali autobus dell’azienda di trasporti milanese muniti di grate per fermare i migranti privi di permesso di soggiorno alle fermate degli autobus di linea. L’ultima “retata” di questo tipo era stata fatta il 29 settembre scorso e aveva suscitato forte protesta da parte dell’opposizione, dei sindacati, di esponenti del mondo cattolico e associazioni antirazziste.

8 ottobre: Angola - Repubblica democratica del Congo. In questi giorni l’Angola sta espellendo migliaia di cittadini originari della Repubblica democratica del Congo, in circostanze dichiarate del tutto allarmanti dalle Gong umanitarie che lavorano nel paese. I cittadini congolesi vengono privati di tutti i loro averi, a volte picchiati e ci sarebbero anche casi di violenze sessuali sulle donne. Solo nell’ultimo week-end più di 5000 persone avrebbero attraversato le frontiere. Secondo alcune Gong, sono circa 180.000 gli angolosi espulsi dallo scorso luglio. In risposta alla situazione delle ultime settimane, Lambert Mende, portavoce del governo della Repubblica democratica del Congo, ha annunciato che dalla settimana scorsa il Congo aveva iniziato ad espellere i cittadini angolani.

8 ottobre: Spagna. La responsabile per le Politiche Migratorie dell’Andalusia, Roco Palácio, ha presentato la pubblicazione di un manuale di grammatica spagnola che si rivolge ai bambini di origine marocchina residenti nella regione. Il testo è stato curato da linguisti e da mediatori culturali e offre traduzioni in arabo marocchino per facilitarne la comprensione. Secondo i dati forniti da Rafael Spana, delegato della Comunicai a Gibilterra, “attualmente in Andalusia si contano 1.704.337 alunni iscritti tra scuola elementare e media, dei quali 106.065 sono stranieri e 22.745 sono di origine marocchina”.

9 ottobre: Libia - Etiopia. Le autorità libiche starebbero per rimpatriare circa 200 cittadini etiopi, detenuti da oltre due anni nei centri di detenzione del paese. L’operazione di rimpatrio, con voli in partenza da Sebha, dovrebbe essere la prima tappa di un programma di ulteriori deportazioni che dovrebbe riguardare migliaia di immigrati presenti in Libia, con l’eccezione dei migranti provenienti dall’Eritrea e dalla Somalia.

10 ottobre: Grecia. Dopo la notizia della morte di Mohammad Atif Kamran, avvenuta ieri, centinaia di persone hanno manifestato oggi davanti al commissariato di polizia di Nikaia, ad Atene. Mohammad Atif Kamran, di origine pachistana, era stato arrestato il 26 settembre perché sospettato di aver picchiato un bambino. I vicini di casa raccontano della violenta irruzione da parte della polizia nella sua abitazione e di come sia stato picchiato e trascinato giù dalle scale durante l’arresto. Una volta al commissariato, Mohammad Atif Kamran è stato ancora picchiato. Il giorno successivo è stato rilasciato perché la persona che aveva denunciato il fatto alla polizia ha sostenuto che quest’ultima aveva arrestato la persona sbagliata. I famigliari dell’uomo, però, non l’hanno portato all’ospedale, dal momento che non aveva il permesso di soggiorno. Il 9 ottobre la notizia della sua morte.

10 ottobre: Marocco. Intercettato un gommone sul quale viaggiavano 11 migranti marocchini. L’imbarcazione è stata intercettata al largo della coste di Alhucemas (costa marocchina a nordest) ed era probabilmente partita da Nador.

10 ottobre: Panama. Il governo di Panama ha arrestato due cittadini cinesi, accusati di gestire una rete di traffici di persone provenienti dalla Cina. I due figuravano come destinatari di un pacco proveniente dal paese d’origine contenente 59 permessi di lavoro siglati dal Ministero del lavoro panamense. I documenti, bloccati dalla polizia statunitense in Alaska, riportavano i nomi di altrettanti migranti cinesi.

12 ottobre: Francia-Algeria. L’Algeria rifiuta di rivedere l’accordo bilaterale sulla circolazione delle persone sottoscritto con la Francia nel dicembre del 1968. Tale accordo concede infatti ai cittadini di origine algerina presenti in Francia alcuni privilegi rispetto agli altri migranti (la possibilità di una carta di soggiorno valida per 10 anni, la regolarizzazione dopo una residenza di dieci anni). Il ministro dell’immigrazione francese, con lo scopo di giungere a un nuovo accordo bilaterale che togliesse tali privilegi, aveva iniziato i negoziati per il nuovo accordo proponendo all’Algeria di aumentare il numero dei visti annuali concessi ai suoi cittadini.

12 ottobre: Grecia. L’organizzazione Human rights Watch pubblica oggi un rapporto sulla situazione dei migranti e dei richiedenti asilo in Grecia, in cui accusa nuovamente la Grecia per le condizioni in cui detiene i migranti, per il non riconoscimento dello status di rifugiati a quasi la totalità dei richiedenti asilo e per le deportazioni “clandestine” di migranti e richiedenti asilo in Turchia.

13 ottobre: Angola-Reppubblica democratica del Congo. I governi dell’Angola e della Repubblica democratica del Congo hanno sottoscritto un accordo per porre fine alle espulsioni reciproche di cittadini provenienti dai loro rispettivi paesi. In risposta alle abituali espulsioni di congolesi dall’Angola, intensificatesi negli ultimi mesi e soprattutto nelle ultime settimane, il Congo aveva infatti a sua volta cominciato ad espellere molti cittadini angolesi dal suo territorio.

13 ottobre : Grecia. Secondo i dati forniti dalle autorità greche i migranti arrivati in Grecia attraverso le frontiere marittime sono stati 14.000 nei primi mesi del 2009, un aumento del 47% rispetto agli arrivi nello stesso periodo del 2008. Sono invece diminuiti gli arrivi attraverso le frontiere terrestri con la Turchia (-44%), con l’Albania (-10%) e la Macedonia (-34%). Secondo l’agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne (Frontex), il 59% dei migranti arrivati via mare in Europa arriva sulle isole dell’Egeo.

13 ottobre: Italia. Si è concluso oggi, con la sentenza di primo grado, il processo ai detenuti del Centro di identificazione ed espulsione di via Corelli, a Milano, arrestati la notte del 13 agosto dopo la rivolta avvenuta nel centro in seguito all’entrata in vigore delle nuove norme del “pacchetto sicurezza”, tra cui quella che estende a sei mesi la detenzione nei Centri. Un’unica assoluzione, mentre per gli altri 13 imputati, 8 uomini e cinque donne, condanne dai sei ai nove mesi. E’ ancora in corso, invece, il processo per calunnia dell’imputata che aveva denunciato le molestie sessuali subite all’interno del Centro da uno degli ispettori.

13 ottobre: Ue-Onu. Nell’ambito dell’iniziativa congiunta della Commissione europea e delle Nazioni Unite su “Migrazioni e sviluppo” (ICMD) sono stati assegnati i finanziamenti ai paesi i cui progetti sono stati considerati positivamente. Il Marocco è il paese che riceve maggiori finanziamenti, con sette progetti finanziati, seguito da altri stati: Filippine, Mali, Georgia, Senegal, Egitto, Nigeria, Algeria, Capo Verte, ecc. Ogni progetto sarà finanziato con una somma che va dai 50.000 ai 200.000 euro.

14 ottobre: Spagna. In occasione di una sua visita ufficiale del premier spagnolo Zapatero in Medio Oriente, il premier spagnolo Zapatero ha rilasciato un’intervista all’emittente “Al Jazeera” nella quale ha negato che la nuova “Ley de Extranjeria” preveda un indurimento nei confronti dei sin papeles e dei migranti residenti in Spagna in attesa di permesso di soggiorno.

14 ottobre: Usa. Un giudice federale statunitense ha affermato che i figli di migranti giunti all’età di 21 anni in territorio americano per ricongiungimento familiare non potranno ottenere il permesso di soggiorno anche nel caso in cui la richiesta venga presentata quando sono ancora minorenni.

14 ottobre: Australia. Con l’ultimo arrivo di un’imbarcazione di 26 migranti, il numero dei richiedenti asilo a Christmas Island, un’isola dell’Australia occidentale, ha superato quello degli abitanti dell’isola. Attualmente sull’isola i richiedenti asilo sono 1016. Nel darne la notizia il giornale “The Australian” ribattezza Christmas Island “l’isola della detenzione”.

15 ottobre: Spagna. Oggi è stata varata dal congresso dei deputati del Parlamento spagnolo la nuova legge che regola la concessione dello stato di asilo, di rifugio politico e di protezione umanitaria che sostituirà l’ultima legge spagnola in materia del 1984 allineandosi alle disposizioni europee. Verranno introdotti il diritto di protezione sussidiaria e nuovi requisiti per ottenere lo status, come le persecuzioni per motivi sessuali e religiosi; saranno agevolate le riesamine delle pratiche respinte e i procedimenti abbreviati, già in essere, saranno sostituiti da quelli “d’urgenza”.

15 ottobre: Marocco. La Commissione Europea, in collaborazione con l’ICMD, Commissione Europea per la migrazione e lo Sviluppo, ha siglato 55 progetti di finanziamento in materia di migrazione allo scopo di supportare economicamente i Paesi che si trovano coinvolti nella lotta contro l’arrivo dei sans papiers in Europa. Tra i Paesi coinvolti compare il Marocco, considerato dalla EU come un territorio di passaggio per i migranti che vengono dall’Africa sub sahariana piuttosto che come fonte di flussi diretti. Il governo marocchino riceverà una somma pari a 1,6 milioni di euro.

15 ottobre: Cile. Un gruppo di migranti peruviani ha manifestato oggi contro il gruppo politico dell’opposizione Unión Democrática Independiente che ha proposto una legge per l’espulsione immediata di tutti i sans papiers che si trovano nello stato cileno. Il rappresentante del partito di destra Santiago Cristián Espejo ha avanzato questa proposta presentandola come una risoluzione del problema della delinquenza e della violenza che si concentra nella capitale.

15 ottobre: Haiti. Lo Stato di Haiti ha accolto 28 migranti di origine cinese e coreana condotti dalle autorità dominicane alla frontiera dopo aver accertato che non possedevano documenti. I migranti avevano raggiunto il territorio dominicano da Haiti all’inizio della settimana e si trovarono incastrati in un limbo burocratico. Secondo l’Osservatorio per il Controllo Interamericano dei diritti dei Migranti (OCIM), il traffico e la tratta di persone sono il grave problema della frontiera che divide l’isola: molti stranieri, per lo più cubani e cinesi, passano per Haiti per poi entrare nella Rep. Dominicana e da lì imbarcarsi per Porto Rico.

15 ottobre: Spagna. Continua il dibattito e la definizione dei singoli punti della nuova Ley de Extranjería. Il governo è riuscito a mantenere saldi i due punti salienti del progetto: l’ampliamento del periodo di permanenza massimo dei sin papeles (dai 40 ai 60 giorni) nei CIE e il restringimento delle politiche di ricongiungimento familiare per minori. Intanto vengono concesse maggiori competenze d’intervento alle singole regioni, le Autonomías, in materia di migrazione e integrazione; potranno inoltre stipulare accordi diretti di rimpatrio con i paesi d’origine.

16 ottobre: Unione Europea. L’Unione Europea decide di incrementare i controlli di frontiera via mare per combattere il traffico di droga e la tratta di esseri umani, secondo quanto annunciato dal commissario marittimo Joe Borg. Secondo il commissario è necessaria una maggiore collaborazione tra gli Stati membri Ue per garantire una condivisione di notizie e di risoluzioni sulla questione migratoria sulla quale, spesso, ci sono stati momenti di crisi e di mancata cooperazione tra Paesi, come nel caso di Italia e Libia.

17 ottobre: Usa. L’azienda d’abbigliamento statunitense Target ritirerà dal sito web l’immagine di un costume per Halloween da “clandestino”; nella foto il modello compariva con una scritta sul petto, illegal alien, e con una green card in mano. CHIRLA, Associazione per i Diritti dei Migranti di Los Angeles, è intervenuta criticando l’offensività del costume.

18 ottobre: Spagna. In questi giorni il comune di Madrid sta distribuendo una guida gratuita per coloro che sono in stato di detenzione per irregolarità. Il documento informa sui servizi e sui diritti a cui possono appellarsi i sin papeles per richiedere assistenza legale nel momento in cui entrano in un CIE. Il documento è scaricabile a questo link: http://www.intermigra.info/extranjeria/archivos/revista/GuiaCies.pdf

19 ottobre: Iraq-Gran Bretagna. Tra i 40 richiedenti asilo di origine irachena rimpatriati dalla Gran Bretagna solo 10 sono stati accettati dall’autorità irachene, mentre altri 30 sono stati rimandati indietro. Sebbene la Gran Bretagna abbia già rimpatriato cittadini iracheni nel 2008, in questo caso si trattava della prima volta, dall’inizio della guerra in Iraq, che rimpatriava richiedenti asilo. Sull’episodio non ci sono comunicati ufficiali e quindi non si conoscono le motivazioni per cui l’Iraq non abbia accettato il gruppo di rimpatriati.

19 ottobre: Belgio-Kosovo. Il segretario di stato belga alla politiche migratorie e all’asilo, Melchior Wathelet, e il ministro degli interni del Kosovo, Zenun Pajaziti, hanno firmato oggi un accordo relativo al ritorno dei kosovari privi di permesso di soggiorno presenti in Belgio. Dalla dichiarazione d’indipendenza, del 17 febbraio del 2008, si tratta del primo accordo bilaterale di riammissione firmato dal Kosovo che punta in questo modo ad un avvicinamento con l’Unione europea.

19 ottobre: Francia. Il ministro francese dell’immigrazione e dell’identità nazionale, Eric Besson, ha presentato all’aeroporto di Roissy-Charles-de-Gaulle il nuovo dispositivo di controllo biometrico di passaggio alle frontiere, chiamato Parafes (passage automatisé rapide aux frontières extérieures Schengen). Si tratta di un dispositivo che, dopo un’iscrizione delle proprie impronte nel database, permette il passaggio alla frontiera in base a un controllo automatico delle impronte. Nel presentarlo, il ministro ha affermato che si tratterà di un’iscrizione volontaria al sistema di dati. Il sistema dovrebbe diventare operativo verso metà novembre.

20 ottobre: Messico. I flussi migratori transatlantici dall’Africa alle Americhe continuano anche grazie a una rete di trafficanti di persone che organizzano i viaggi via aerea dall’Africa e poi via terra dal Brasile o dalla Colombia verso il Centroamerica. Mario Zamora, direttore del Dipartimento di Migrazione della Costa Rica segnala che il fenomeno è iniziato nel corso del 2008 con l’indurimento delle politiche migratorie europee.

20 ottobre: Centroamerica. Secondo quanto pubblicato da alcuni giornali, si sarebbe creata una nuova rotta migratoria tra Estremo Oriente e America, gestita da un’organizzazione criminale cinese, conosciuta come il Dragon Rojo, che chiederebbe fino a 60mila dollari ai migranti per essere trasferiti da Hong Kong a Parigi e a Bogotà in aereo. Dalla Colombia vengono condotti via terra a Panama per poi continuare verso Guatemala o direttamente in Messico. In alternativa i migranti cinesi si nascondono in navi commerciali che salpano da Panama e sono dirette negli USA oppure scelgono la via dell’Ecuador, partendo dal porto di Guayaquil verso il Guatemala, o della Colombia, dirigendosi poi nei Caraibi.

20 ottobre : Francia-Gran Bretagna-Afghanistan. E’ previsto per la giornata di oggi il charter congiunto franco-britannico a destinazione di Kabul per il rimpatrio dei richiedenti asilo afghani. Le associazioni antirazziste francesi hanno scritto un appello rivolto da un lato alle autorità dei due paesi affinché il volo venga fermato e dall’altro alla società civile per bloccarlo. Nel frattempo, in serata, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha comunicato la sua decisione di respingere il carattere di urgenza della domanda di due cittadini afgani che dovevano essere espulsi con volo previsto già per lo scorso 6 ottobre. Sugli altri ricorsi la corte, invece, non si è ancora pronunciata.

21 ottobre: Ue. La commissione europea ha adottato oggi le proposte di modifica relative alla direttiva sulla qualifica e sullo status persone bisognose di protezione internazionale e la direttiva sulle procedure di asilo. Le modifiche mirano alla creazione di un sistema di armonizzazione tra i diversi stati membri per quanto riguarda l’accesso alle procedure dei richiedenti asilo. In particolare, rispetto alla direttiva sulle procedure, la proposta si prefigge lo scopo di arrivare a una procedura unica e di introdurre un termine di sei mesi per ultimare le procedure di primo grado. La proposta in tal senso prevede per gli stati un termine di tre anni per adeguarsi in tal senso.

21 ottobre: Francia-Gran Bretagna-Afghanistan. Il ministro francese dell’immigrazione e dell’identità nazionale, Eric Besson, ha confermato oggi in una conferenza stampa che il volo charter congiunto franco-brittanico è decollato verso la mezzanotte di ieri all’aeroporto di Roissy con a bordo tre cittadini afgani.

21 ottobre: Italia. Il coordinatore dei giudici di pace di Bologna, Mario Luigi Cocco, ha accolto oggi l’eccezione di costituzionalità sollevata dalla Procura di Bologna relativamente al cosiddetto “reato di clandestinità” introdotto dalla legge 94/2009 (“pacchetto sicurezza”). Tra i punti sottolineati da Cocco nell’ordinanza quello che fa emergere la disparità di trattamento che la legge introduce nei confronti degli stranieri già presenti sul territorio italiano prima dell’entrata in vigore del nuovo reato, per i quali varrebbe la retroattività. Sull’eccezione si deve ora esprimere la Corte Costituzionale.

22 ottobre: Francia-Repubblica del Congo. Nanette Alanhi Bangofa, una ragazza congolese di 19 anni, in Francia da due per raggiungere la madre regolarmente residente, è stata espulsa ieri dopo essere stata fermata durante un controllo di identità alla gare du Nord di Parigi. La madre denuncia ora che non si tratta affatto di un “ritorno volontario” come affermato dalla prefettura, ma di un allontanamento forzato, avvenuto tra l’altro senza che Nanette Alanhi Bangofa avesse la possibilità di avvisare i parenti, messi al corrente della situazione solo durante il suo scalo a Casablanca.

22 ottobre: Onu. Secondo i dati pubblicati oggi dall’Alto commissariato dei rifugiati le richieste d’asilo nei paesi industrializzati sono aumentate del 10 % nel primo semestre del 2009 rispetto allo stesso periodo nel 2008. Le domande presentate sono state circa 185.000. L’Iraq rimane anche nel 2009 il primo paese di origine dei richiedenti (13.20° domande), seguito dall’Afghanistan (12.000 domande) e dalla Somalia (11.000). Tra i paesi industrializzati, il primo paese di destinazione sono gli Stati Uniti (23.000), seguiti da Francia (19.400), Canada (18.700), Gran Bretagna (17.700) e Germania (12.000).

22 ottobre: Usa. Un gruppo di contadini ispanici che lavorano da decenni nelle campagne del Texas e della California denunciano atti discriminatori nei loro confronti da parte delle amministrazioni pubbliche. A metà degli anni ’90 un’inondazione distrusse enormi aree coltivate. I contadini di origine statunitense ricevettero un aiuto dalle istituzioni, mentre le loro richieste non furono mai accolte. Oggi, a causa delle perdite e dei debiti accumulati, hanno perduto le terre di proprietà e si trovano a lavorare la terra di altri.

22 ottobre: Usa. Le leggi sull’immigrazione del governo statunitense non andranno più a colpire i vedovi e le vedove di stranieri con permesso di soggiorno. I cittadini stranieri che avevano ottenuto il permesso di residenza attraverso il matrimonio con il coniuge non verranno rimpatriati, come invece accadeva fino a oggi.

23 ottobre: Francia-Italia-Ue. In una lettera congiunta indirizzata al presidente svedese dell’Ue, Fredrik Reinfeldt, il presidente francese, Sarkozy, e il presidente del consiglio italiano, Berlusconi, chiedono che nella riunione del Consiglio europeo prevista per il 29 e 30 ottobre prossimo il consiglio discuta del rafforzamento dei mezzi a disposizione dell’agenzia per la protezione delle frontiere esterne (Frontex), mettendola in grado di organizzare dei voli collettivi per i rimpatri, e che si stabilisca una “dottrina di impegno chiara e condivisa” relativamente alle intercettazioni marittime nel Mediterraneo. Nella lettera si chiede inoltre che si arrivi a un accordo specifico con la Libia “al fine di consolidare la recente riduzione dei flussi migratori” provenienti da questo paese.

23 ottobre: Repubblica democratica del Congo. Quattro cittadini congolesi sono stati gettati nel fiume Congo a Matadi da un’imbarcazione battente bandiera panamense. Tre i sopravvissuti, un morto. Come ultimamente avviene di frequente, per cercare di migrare i quattro si erano nascosti sull’imbarcazione all’insaputa del comandante. L’equipaggio e l’imbarcazione sono ora sotto sequestro nel porto di Matadi, per permettere le indagini sul caso.

23 ottobre: Haiti. La frontiera tra Repubblica Dominicana e Haiti è stata ancora scenario di violenze. Sul luogo si è svolta oggi una manifestazione popolare per ricordare l’assassinio di 4 migranti haitiani che martedì scorso stavano bruciando della legna nella cittadina di frontiera di Jimani quando furono braccati e decapitati. I dominicani lamentano lo sfruttamento delle risorse forestali da parte degli haitiani nelle zone di frontiera, i quali subiscono continue vessazioni.

23 ottobre: Nicaragua. Gli indigeni mischito del Nicaragua denunciano discriminazioni e atti intimidatori da parte delle forze di polizia. La massiccia presenza di forze dell’ordine a Puerto Cabeza, cittadina base del movimento di difesa dei diritti della minoranza, viene giustificata dal governo con motivazioni di ordine pubblico, mentre in realtà fomenta tensioni e disordini tra la popolazione locale.

23 ottobre: Spagna. La Segretaria di Stato per l’Immigrazione spagnola, Consuelo Rumì, e il ministro francese per la migrazione, Eric Besson, si sono incontrati ad Almeria per monitorare gli esiti dell’operazione “Indalo” coordinata dall’Agenzia europea Frontex. L’operazione di monitoraggio delle acque mediterranee, effettuata attraverso l’uso di motovedette, radar ed elicotteri, ha interessato le provincie del sudest della penisola iberica, Granada, Almeria e Murcia. Nel corso di questi mesi Indalo ha fermato 526 migranti.

23 ottobre: Grecia. Una delegazione dell’UNHCR ha denunciato lo stato di sovraffollamento del Centro Pagani, la struttura adibita alla detenzione di migranti nell’Isola di Lesbo. Il centro ospita attualmente 700 persone tra uomini, donne e bambini e in queste condizione non può adempiere alle norme di sicurezza e d’igiene previste. Tra i migranti detenuti potrebbero esserci dei richiedenti asilo. Ammontano a circa 5.500 le persone ospitate nei primi otto mesi del 2009, molte delle quali provenienti dall’Afghanistan, dall’Irak e dalla Somalia le quali passando per la Turchia.

24 ottobre: Gran Bretagna. Sciopero della fame al centro di detenzione Brook House, vicino all’aeroporto di Gatwick, a Londra. Lo sciopero era stato dichiarato dapprima dai detenuti di origine irakena rimandati indietro dall’Irak il 19 ottobre scorso, per protestare contro il loro rimpatrio e la successiva detenzione. Ora lo sciopero si è esteso agli altri detenuti del centro che denunciano le condizioni della loro detenzione e, in generale, i centri di detenzione inglese attraverso un comunicato trasmesso dalla BBC.

24 ottobre: Italia-Gran Bretagna-Iraq. La compagnia aerea italiana Air Italy, che organizzava i voli di rimpatrio dei cittadini iracheni espulsi dalla Gran Bretagna, annuncia oggi che non metterà più i suoi voli a disposizione per i rimpatri. La rinuncia avviene a una settimana dalla decisione dell’autorità irachene di rimandare indietro 30 migranti rimpatriati e dopo una campagna di denuncia della compagnia.

25 ottobre: Spagna. Secondo i dati forniti dal Ministero del Lavoro spagnolo nei primi sei mesi dell’anno corrente sono stati assunti soltanto 8 migranti extra-comunitari attraverso il programma di reclutamento a distanza contro i 1380 assunti nel corso dell’intero 2008. E’ stata rilevata una diminuzione anche nel numero dei raggruppamenti familiari e nei contratti stagionali normalmente molto elevati.

26 ottobre: Messico-Guatemala. In occasione di una visita ufficiale in Guatemala il presidente messicano Calderón ha annunciato che i rapporti migratori tra i due paesi saranno migliorati attraverso l’introduzione di una serie di benefici a vantaggio dei guatemaltechi che viaggiano nel Paese vicino. Attualmente i guatemaltechi che vivono in sette villaggi di frontiera possono accedere in Messico fino a 100 km, mentre d’ora in poi potranno attraversare la frontiera tutti i cittadini senza limiti geografici. Calderón ha chiesto al suo omologo Colóm Caballeros maggiore cooperazione nella lotta al crimine organizzato di frontiera.

26 ottobre: Gabon-Benin. Una nave con a bordo 288 persone, bloccata dal 18 ottobre al largo di Libreville, è stata ricondotta dalle autorità gabonesi al di fuori delle acque territoriali, in vista di un suo ritorno in Benin, da dove l’imbarcazione era partita. Tra i migranti, 34 minori sono stati consegnati alla Croce rossa e all’Unicef, mentre due donne incinte sono state autorizzate a scendere, tutti gli altri invece sono stati fatti rimanere a bordo in vista del rimpatrio.

26 ottobre : Italia-Malta-Libia. Si è conclusa oggi, con l’arrivo al porto di Pozzallo, in provincia di Ragusa, la vicenda dei 300 migranti di origine eritrea che, in balia del mare in tempesta, non erano stati soccorsi da Malta il giorno in cui avevano lanciato il primo allarme. L’imbarcazione è stata poi soccorsa dalla petroliera italiana Antignano la sera di venerdì 23 ottobre, che l’ha scortata verso le acque italiane e infine al porto di Pozzallo. All’arrivo al porto, alcuni migranti sono stati ricoverati all’ospedale, mentre sulla nave c’era anche il corpo privo di vita di un uomo. Sulla vicenda dei mancati soccorsi nelle acque di competenza maltese ma anche su ritardi dei soccorsi italiani rispetto alle richieste di aiuto lanciate dai parenti dei migranti a bordo restano molti dubbi da chiarire.

27 ottobre: Grecia. Naufragio al largo dell’isola di Lesbo, in Grecia. Otto i migranti morti, tra cui dei bambini, un disperso.

27 ottobre: Angola-Repubblica democratica del Congo. L’Onu richiama l’attenzione sulla situazione dei migranti-profughi angolesi espulsi dalla Repubblica democratica del Congo e ora in sosta in un campo di transito. La maggioranza delle persone espulse ha trovato rifugio in un campo vicino alla città di frontiera di Luvo, nel nord dell’Angola, ma esistono anche altri campi di fortuna dove le condizioni degli espulsi sono ancora più catastrofiche: ai profughi manca tutto, compresi i beni di primissima necessità, come cibo, coperte, acqua, medicine. I due paesi si sono accordati per porre fine alle continue reciproche espulsioni, cominciate in Angola già nel 2003 e intensificate negli ultimi mesi, e che poi, come rappresaglia da parte della Repubblica democratica del Congo, hanno dato luogo, nelle ultime settimane, alle espulsioni di angolesi. Nonostante gli accordi, resta comunque ancora drammatica la situazione per migliaia di persone.

28 ottobre: Italia. E’ stato pubblicato oggi il rapporto annuale della Caritas sullo stato dell’immigrazione in Italia nel 2008. Dal rapporto emerge che i migranti regolarmente presenti sul territorio italiano sono circa il 6,7% della popolazione residente (dai 3.800.000 ai 4.000.000), rispetto a una media Ue del 6%. La prima collettività raddoppiata in due anni è quella romena (quasi 1 milione di presenze regolari), seguita da quelle albanese e marocchina.

28 ottobre: Spagna. Secondo i dati Frontex il 65% dei migranti intercettati dall’inizio del 2009 in Spagna sono di origine algerina e sono giunti sulla penisola attraverso la rotta Algeria-Murcia, sulla costa del levante. Il numero di migranti algerini avrebbe quindi superato quello dei marocchini che fino all’anno scorso rappresentavano la maggioranza. Altro dato fondamentale: le partenze in questo caso hanno origine direttamente dall’Algeria, vicino al confine con il Marocco.

29 ottobre: Usa. Si è aperto il processo il cui procedimento era stato avviato nel giugno 2007 in seguito ad alcune azioni di rappresaglia nei confronti della popolazione straniera residente a New Haven. Le azioni, segnalate da un gruppo di cittadini del Connecticut, sarebbero scattate dopo l’applicazione di un programma a favore dei migranti locali. Furono intercettati alcuni sms scambiati tra i funzionari dell’ICE (Servizio Nazionale per l’Immigrazione e il Controllo delle Frontiere) contenenti messaggi xenofobi.

29 ottobre: Francia. Human Rights Watch pubblica oggi un rapporto sui migranti minori in arrivo all’aeroporto Charles de Gaulle, a Parigi, e detenuti nella “zone d’attente” dell’aeroporto. Dal gennaio 2008 al giugno 2009 sono arrivati all’aeroporto e sono stati detenuti 1500 minori, il 30% dei quali sono stati respinti o nei loro paesi d’origine o nei primi paesi terzi sicuri da cui erano arrivati. L’organizzazione denuncia sia la finzione giuridica per cui la “zone d’attente” non viene considerata territorio francese, sia il trattamento dei minori durante la detenzione, oltre al fatto che a questi minori non vengono garantiti gli stessi diritti degli altri minori non accompagnati presenti sul territorio francese.

29 ottobre: Francia. L’associazione francese “Cimade” pubblica oggi il suo rapporto annuale sui centri di detenzione in Francia (Cra) relativo al 2008. Nel rapporto, tra gli altri punti, viene criticata la “politica delle cifre” nell’ambito delle espulsioni perseguita dalle autorità francesi ormai da alcuni anni e si fanno notare i costi di tale politica: il governo francese nel 2008, per i 20.000 accompagnamenti alla frontiera che si era prefissato, ha speso 533 milioni di euro, ossia circa 27.000 euro a persona.

29 ottobre: Spagna. Secondo i dati forniti dall’Agenzia europea Frontex il numero di migranti bloccati in Africa sarebbe di gran lunga maggiore rispetto alle cifre relative agli sbarchi nelle Canarie. Il direttore esecutivo, Gil Arias, afferma che dall’inizio dell’anno sono state fermate 2.360 persone, mentre nell’arcipelago ne sono sbarcate 2282 rispetto ai 7.900 del 2008. Il merito risiede nella collaborazione di paesi come il Senegal, da dove sono partiti soltanto due cayucos da gennaio a oggi. La diminuzione dei flussi sulle Canarie per ora non ha comportato l’apertura di rotte alternative, bensì sta causando la comparsa di "sacche" migratorie in territori come la Mauritania, dove i migranti restano in attesa di un momento migliore per partire.

30 ottobre: Usa. L’amministrazione Obama sta cercando di modificare la legge di richiesta d’asilo per far fronte ai numerosi casi di violenze domestiche e sessuali di donne migranti, vittime di abusi entro le mura di casa. Il primo esempio di questo cambio di tendenza è la vicenda di Rody Alvarado Peña, cittadina guatemalteca, che nel lontano 1995 chiese assistenza alla Corte per tutelarsi dalle violenze subite dal marito. Dopo 14 anni la donna ha ottenuto il nullaosta per l’ottenimento dello stato di asilo.

30 ottobre: Spagna. Il Consiglio di Governo delle Canarie ha autorizzato una spesa pari a 4,4 milioni di euro da destinarsi al programma di sviluppo per l’accoglienza e l’integrazione dei migranti che si trovano nel territorio canario.

30 ottobre: Spagna. Gli arrivi di migranti sulle coste spagnole hanno interessato questo mese la costa andalusa tra Granada e Almeria, l’isola di Lanzarote, Tarifa, le isole Baleari e la costa di Murcia che oggi ha fatto da sfondo all’arrivo di una patera che trasportava, oltre a due passeggeri algerini, due cadaveri. Dall’inizio dell’anno sono i primi episodi di morte che si presentano nel tratto Algeria-Murcia, rotta che sta diventando via via più frequente con partenze dal confine tra Algeria e Marocco o dalla città di Orano. Sono circa 250 i migranti arrivati questo mese sulla penisola iberica.

30 ottobre: Spagna. I deputati spagnoli hanno approvato oggi una legge che estende da 40 a 60 giorni il periodo di permanenza degli immigrati privi di permesso di soggiorno nei centri di detenzione. Il provvedimento, che deve essere ora approvato in Senato, viene contestato dagli esponenti del Partito Popolare che accusano il governo socialista di non fare abbastanza contro l’immigrazione irregolare. L’opposizione di sinistra, invece, critica la legge sottolineando che gli immigrati privi di permesso di soggiorno possono essere ora detenuti più a lungo dei sospetti criminali. L’estensione del soggiorno nei centri di detenzione viene denunciata anche da Amnesty International e dalle organizzazioni dei migranti.

30 ottobre: Ue. In un documento adottato oggi nel corso della riunione Consiglio europeo, i capi di stato europei hanno deciso di lanciare un progetto di voli charter comuni finanziati dall’Ue per l’espulsione verso i paesi di origine dei migranti privi di titoli di soggiorno. Il consiglio ha inoltre discusso un altro punto che veniva sollecitato nella lettera comune che il presidente francese Sarkozy e il presidente de consiglio italiano Berlusconi avevano scritto prima del vertice: quello relativo ai rapporti con la Libia per impedire i viaggi dei migranti verso l’Italia. Su questo punto, il consiglio invita la commissione e la presidenza svedese a intensificare i rapporti con la Libia per “la gestione delle migrazioni e sulle misure da prendere relativamente all’immigrazione clandestina”. Particolarmente soddisfatto Nicolas Sarkozy che durante una conferenza stampa alla fine della riunione ha dichiarato: “Nessuno avrebbe potuto immaginare, qualche anno fa, che governi di sinistra, di destra, del sud e del nord, si potessero mettere d’accordo sul principio secondo cui chi non ha rispettato le regole debba essere riportato a casa con l’aereo, con il treno o con qualsiasi altro mezzo degno”. “E’ un progresso considerevole”, ha continuato, “e bisogna proseguire su questa strada, voglio delle guardie di frontiera europee”.

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