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Cronologia. Settembre 2009

Settembre 2009:

1 settembre: Onu. Il Consiglio dei diritti dell’uomo dell’Onu ha adottato ieri una risoluzione per formare un gruppo di lavoro sulle possibili forme di detenzione dei migranti in situazione irregolare rispettose dei loro diritti e in grado di assicurare loro l’accesso alle procedure giuridiche. Una riunione su questa questione è stata fissata per il 17 settembre nell’ambito della prossima sessione del Consiglio dei diritti dell’uomo a Ginevra.

1 settembre: Honduras. Sono stati arrestati 8 migranti somali che si trovavano in un punto di frontiera tra Guatemala e Honduras tentando di raggiungere gli Stati Uniti. In quel momento stavano attendendo i due presunti trafficanti di origine honduregna, che poi sono stati identificati e ora sono in attesa di giudizio per traffico di persone. I migranti si trovano invece nella Casa del Migrante di Choluteca in attesa di espulsione.

1 settembre: Italia-Libia. Continuano le polemiche sulla politica dei respingimenti verso la Libia da parte dell’Italia. Dopo l’ultimo respingimento di 75 migranti di origine somala effettuato dalla marina militare italiana due giorni fa, il Ministro degli interni italiano, Roberto Maroni, ha difeso nuovamente tale pratica affermando che essa continuerà al fine “di dare garanzie all’Italia e all’Unione europea e per garantire la sicurezza dei migranti”.

1 settembre: Italia-Ue. Dopo l’annuncio di una lettera alle autorità italiane e maltesi sui respingimenti da parte della Commissione europea con la richiesta di maggiori informazioni, il premier italiano, Silvio Berlusconi, attacca i commissari e i portavoce europei che, a suo avviso, “non devono intervenire pubblicamente su alcun tema”. Berlusconi, per il quale solo il presidente della commissione e il suo portavoce devono intervenire pubblicamente, ha minacciato di bloccare i lavori del Consiglio se nel prossimo vertice non si stabilirà questa regola. Da parte sua Johannes Laitenberberger, portavoce del presidente della Commissione Europea Josè Manuel Barroso e capo del servizio di pubblica informazione dell’esecutivo Ue, replica e precisa che “La commissione comunica come previsto dai Trattati Ue”.

1 settembre: Grecia. Il ministro degli interni greco ha annunciato oggi che il governo sbloccherà 4 milioni di euro per migliorare le condizioni di vita all’interno dei centri di detenzione presenti sul territorio greco. La Grecia è stata spesso criticata per i suoi centri e la settimana scorsa, dopo una visita al centro di detenzione dell’isola di Lesbo, l’Alto commissariato per i rifugiati ha dichiarato che le condizioni all’interno del centro di Pagani sono inaccettabili. Il centro deteneva ad agosto più di 850 migranti, tra cui 200 minori e 50 neonati. I detenuti avevano protestato con uno sciopero della fame per far sapere all’esterno le loro condizioni di detenzione.

2 settembre: Unione europea. La commissione europea ha proposto oggi la creazione di un “programma europeo comune per la reinstallazione” dei rifugiati. Il programma concerne la reinstallazione all’interno di un paese membro dell’Ue dei rifugiati che si trovino in paesi terzi e che godano di una protezione provvisoria. Il programma riguarderà soprattutto i rifugiati cosiddetti “vulnerabili” e continuerà a essere considerato solo come ultima risorsa, nel caso in cui non sia possibile il rientro dei rifugiati nei paesi d’origine, né altre soluzioni. L’alto commissariato per i rifugiati considera che potrebbero essere circa 203.000, rispetto ai circa 10 milioni di rifugiati nel mondo, quelli che potrebbero essere interessati al programma per il 2010. Nel 2008 sono stati circa 65.000 i rifugiati reinstallati e solo 4378 quelli reinstallati negli stati membri dell’Ue.

3 settembre: Spagna. Rosalind, nata a New Orleans e trasferitasi in Spagna 17 anni fa, ottiene oggi un riconoscimento da parte del Comitato per i Diritti Umani dell’ONU per un atto di razzismo subito da parte della polizia spagnola. Il 6 dicembre del 1992 le furono chiesti i documenti in quanto sospettata di “illegalità” in quanto di colore. La sentenza del tribunale di Ginevra giunge direttamente allo stato spagnolo: il colore della pelle e la nazionalità non possono essere usati come indizio di una qualsiasi possibile situazione di illegalità durante i controlli per la sicurezza pubblica.

3 settembre: Francia. Il ministro francese dell’immigrazione e dell’identità nazionale, Eric Besson, in risposta alle denunce di alcune associazioni relativamente alla detenzione di minori all’interno dei centri di detenzione ha affermato che il ricorso a tale pratica è raro e che serve per preservare “l’unità del nucleo familiare”. L’organizzazione Cimade, che offre assistenza legale ai migranti nei centri di detenzione, afferma che nel 2007 sono stati 243 i minori sottoposti a una detenzione amministrativa. Il ministro ha inoltre fornito i dati degli accompagnamenti alla frontiera relativamente ai primi mesi del 2009: 17.000 quelli effettuati tra gennaio e fine luglio, il che permetterà a suo avviso di rispettare la quota annuale prefissata (27.000 per il 2009).

6 settembre: Costa Rica. Continuano gli arrivi di migranti di origine africana nei Paesi del Centroamerica. Un totale di 41 persone, tra le quali alcuni professionisti in cerca di una vita e di una carriera migliori, hanno di raggiungere il Centroamerica e oggi si trovano detenuti nel centro per migranti di San José. Nove di essi sono stati già rimpatriati nei rispettivi paesi di provenienza americani, mentre i restanti sono in attesa del riconoscimento dello stato di rifugiati, essendo provenienti da zone in guerra. Di solito i viaggi verso i Caraibi iniziano dalle coste della Colombia o del Venezuela, come nel caso dell’etiope D.G. che giunse il 25 giugno in Costa Rica su una imbarcazione precaria, senza cibo né acqua.

6 settembre: Brasile. Lo scorso 2 luglio il Presidente brasiliano Lula promulgò la Legge di amnistia per regolarizzare i cittadini stranieri sin papeles che erano entrati nel Paese prima del 1° febbraio 2009. Agli aventi diritto spetta un permesso di soggiorno della durata di 2 anni, eventualmente convertibile in un permesso a tempo indeterminato alla scadenza. Secondo fonti del quotidiano “O Estado de São Paulo” ammontano a 15 mila i casi già approvati, mentre 3 mila sono ancora in fase di osservazione. La maggior parte dei richiedenti sono di origine peruviana, seguiti da cinesi, boliviani e paraguaiani.

6 settembre: Panama. L’ufficio Nazionale di Assistenza per i Rifugiati del Ministero di Giustizia di Panama (ONPAR) ha comunicato la procedura di rimpatrio degli 89 migranti di origine afro-asiatica (28 cittadini bangladesi, 44 somali, 13 eritrei e 4 etiopi) che erano partiti dalle coste colombiane. L’ordine di espulsione giunge dopo la negazione dello status di rifugiati che i migranti avevano richiesto una volta giunti a Panama, senza però rispettare i 5 giorni di tempo limite previsti dalla legge. La loro destinazione ultima, secondo il portavoce dell’ONPAR, era il Canada. L’episodio ha già un precedente che risale al mese scorso quando le autorità panamensi ricondussero in Colombia 14 cittadini Somali.

7 settembre: Ecuador. Sono stati arrestati cinque cittadini dell’Ecuador con l’accusa di aver trasportato 76 migranti provenienti da Africa e Asia su un’imbarcazione che si trovava a 80km dal porto di Acajutla di El Salvador. L’imbarcazione sarebbe partita una settimana prima dal porto di Manta (Manabí) ed era diretta verso le coste statunitensi. Ora i migranti, provenienti da Bangladesh, Nepal ed Eritrea, sono in attesa di rimpatrio.

7 settembre: Francia-Brasile. E’ stato firmato oggi durante la visita in Brasile del presidente francese Sarkozy un accordo di partenariato tra la Francia e il Brasile sulla circolazione delle persone e contro l’immigrazione irregolare.

8 settembre: Australia. Il senato del Governo australiano ha varato la legge per l’abolizione delle spese di reclusione per i richiedenti asilo che arrivano in Australia. Prima della nuova la pratica abituale era quella di richiedere un pagamento per ogni singola notte di permanenza nei centri di accoglienza.

8 settembre: Messico. Nonostante i controlli alle frontiere e le reti di osservazione locali, i sequestri e la tratta di migranti a opera di gruppi criminali continuano e, secondo Padre Pantoja, coordinatore della Casa del Migrante di Saltillo, la situazione è quanto mai grave perché i tre livelli di governo, statale, federale e municipale, incluso l’INM, Instituto Nacional de Migración, “continuano a non far nulla”. Ultimamente sembra che il crimine organizzato sia riuscito a infiltrarsi persino dentro le strutture di accoglienza. Il religioso ha inoltro segnalato l’inizio di un flusso di rifugiati provenienti dalle Honduras, in fuga dal Paese vittima del golpe, e dichiara necessaria una misura di accoglienza particolare nei loro confronti in collaborazione con l’Acnur.

8 settembre: Stati Uniti. Migliaia di contadini ispanici occupati nell’area dello Stato di New York denunciano continui abusi e violazioni di diritti del lavoro. Il senatore Pedro Espalda ha sottolineato la necessità di controllare severamente le condizioni di lavoro nelle campagne, dove di solito l’attenzione cala rispetto ad altri settori lavorativi. La situazione nello stato di N.Y. è soltanto un esempio di quello che accade in numerosi altri stati del Paese.

9 settembre: Egitto-Israele. Le guardie di frontiera egiziane hanno ucciso quattro migranti di origine subsahariana che cercavano di varcare la frontiera verso Israele. Si tratta dell’episodio più rilevante avvenuto in questo tratto di frontiera lungo 250 chilometri lungo il quale, da alcuni anni, cercano di passare i migranti e i richiedenti asilo per raggiungere Israele. Nel 2008, secondo i dati ufficiali, le forze dell’ordine egiziane hanno ucciso 28 migranti.

9 settembre: Francia. Dopo lo smantellamento da parte delle forze dell’ordine del campo di fortuna di Angres, abitato in prevalenza da migranti vietnamiti, i migranti e alcune associazioni antirazziste hanno montato delle tende davanti al comune per pernottarvi.

9 settembre: Messico. Gruppi Beta, così sono stati nominati i 112 agenti che ogni giorno vigilano i confini settentrionali e meridionali del Messico cercando di dissuadere i migranti incontrati dal continuare la via della migrazione attraverso le pericolose frontiere, fornendo una sorta di “orientamento” a una scelta alternativa. Appartenenti ai nuclei federali, municipali e statali, il lavoro degli agenti è stato incrementato nel periodo estivo in vista delle estreme temperature desertiche tra Usa e Messico; offrono assistenza alimentare, acqua e primo soccorso. I gruppi operano nei seguenti stati: frontiera nord: Baja California, Sonora, Chihuahua, Coahuila, Tamaulipas; frontiera sud: Veracruz, Chiapas y Tabasco.

10 settembre: Grecia-Turchia. Lo stato maggiore dell’esercito greco accusa la Turchia di aver cercato di impedire le operazioni di sorvolo di un elicottero dell’agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne (Frontex) mentre stava perlustrando la zona dell’Egeo orientale per controllare le imbarcazioni di migranti in provenienza dalle coste della Turchia.

10 settembre: Ue. La commissione europea ha adottato oggi una serie di misure per autorizzare l’accesso al database di Eurodac da parte delle polizie degli stati membri e di Europol nell’ambito della lotta contro il terrorismo e nel caso di altri reati gravi. Sarà ora possibile per la polizia di uno stato membro accedere ai dati delle impronte digitali dei richiedenti asilo per controllare se le loro impronte siano già segnalate in altri paesi membri. Eurodac contiene le impronte digitali di circa un milione di persone, tra richiedenti asilo e migranti che hanno attraversato illegalmente le frontiere degli stati dell’Ue.

10-12 settembre: Marocco-Onu. L’Alto commissario delle Nazioni unite per i rifugiati, Antonio Gutteres, ha effettuato una visita in Marocco e in Algeria. Per quanto riguarda i rifugiati saharawi che l’Alto commissario ha incontrato in uno dei campi di Tindouf, la seconda da parte dell’agenzia Onu dal 1976, Gutteres ha fatto sapere che l’Onu potrà stanziare ulteriori finanziamenti per gli aiuti solo quando potrà fare un effettivo censimento della popolazione presente nei campi. La guerra sul numero di rifugiati è infatti una delle polemiche che accompagna da sempre la vita dei campi saharawi, con l’Algeria che sostiene che siano 165.000 e l’Alto commissariato che valuta la presenza di 90.000 persone. Durante la sua visita a Rabat, dove ha incontrato le autorità marocchine per discutere della collaborazione tra L’Alto commissariato e il regno del Marocco, alcuni rifugiati di origine subsahariana hanno indetto un sit in davanti alla sede dell’Acnur per far conoscere le loro difficili condizioni di vita in Marocco.

11 settembre: Spagna-Portogallo. In questi giorni si terrà un convegno bilaterale tra Spagna e Portogallo rispetto al tema della Sicurezza Sociale dei lavoratori stranieri in Europa, per tentare un impegno maggior sul controllo della sicurezza lavorativa, sulle pensioni di invalidità, sugli indennizzi infortunistici e sulla lotta all’evasione e al lavoro nero. Le conseguenze di questa discussione andranno a interessare soprattutto i lavoratori provenienti dall’America Latina che rappresentano la maggioranza tra le comunità stranieri nei due paesi europei.

11 settembre: Ecuador. Tremila visti sono stati concessi dal Governo dell’Ecuador ai rifugiati colombiani che si trovavano al riparo nella provincia di Sucumbíos. Tra il 20 luglio e il 4 settembre ne sono stati consegnati 2962 in varie zone della stessa provincia. Le misure di assistenza del governo ecuadoriano contano sulla cooperazione dell’Acnur, che prevede di dare rifugio a circa 23.000 colombiani che già sono presenti in questa zona di frontiera con la Colombia.

12 settembre: Australia. Una nave australiana ha intercettato due imbarcazioni sulle quali viaggiavano rispettivamente 65 e 85 richiedenti asilo. I passeggeri sono stati trasportati in un centro di detenzione per migranti nell’Isola Christmas. Quest’anno sono un migliaio i richiedenti asilo arrivati in Australia e il governo prevede che altrettanti ne stiano per arrivare dalla vicina Indonesia.

12 settembre: Italia-Ue. “Conformi al diritto comunitario, alle convenzioni internazionali, con particolare riguardo alla tutela delle persone richiedenti asilo o protezione internazionale”: è questo che scrive alla Commissione europea il governo italiano a proposito dei respingimenti in Libia, iniziati nel maggio di quest’anno e proseguiti in tutti questi mesi. La nota risponde a una sollecitazione delle Commissione che chiedeva all’Italia maggiori informazioni sui respingimenti. Più di 1200 persone sono state respinte in questi mesi direttamente in mare, senza aver avuto alcuna possibilità di presentare la domanda di asilo politico e senza essere nemmeno identificate.

12 settembre: Indonesia. Il Governo indonesiano ha arrestato 56 migranti afghani nei pressi dell’isola di Lombok mentre viaggiavano verso le coste australiane a bordo di una barca in legno. L’imbarcazione è stata intercettata nelle acque dell’Isola Papakan, dopo un viaggio che era iniziato da Giacarta. Alcuni di essi portavano con sé certificati di riconoscimento per rifugiati, rilasciati dall’UNHCR.

13 settembre: Francia. Il ministro dell’immigrazione e dell’identità nazionale, Eric Besson, ha annunciato che la “jungle” di Calais, dove sostano i migranti di origine afgana e irachena in attesa di raggiungere la Gran Bretagna, sarà smantellata entro la fine dell’anno. “E’ diventata una zona di non-diritto inaccettabile” ha dichiarato Besson, mentre le organizzazioni che assistono i migranti l’accusano di non proporre delle soluzioni alternative per i migranti che abitano nella zona.

13 settembre: Algeria. Sono stati fermati dalla guardia costiera algerina al largo di Orano 11 migranti di origine algerina che cercavano di raggiungere la Spagna.

14 settembre: Francia. Il decreto che istituisce la carta di residenza assegnata grazie “a un contributo economico” dovrebbe uscire nei prossimi giorni, ha fatto sapere il ministro dell’immigrazione francese, Eric Besson. La “carta d’oro”, come polemicamente l’hanno ribattezzata alcuni deputati del partito socialista che accusano il governo di venir meno al principio di eguaglianza davanti alla legge, è una sorta di carta di residenza di eccezione che sarà concessa allo straniero che personalmente o attraverso l’intermediario di una società di cui detenga almeno il 30% del capitale crei o salvaguardi almeno 50 impieghi sul territorio francese oppure allo straniero che si impegni a effettuare o che abbia effettuato un investimento di almeno 10 milioni di euro.

14 settembre: Messico. Vengono chiamate “casas de seguridad” le dimore che ospitano per lunghi mesi i migranti in attesa di oltrepassare la frontiera tra Messico e Stati Uniti e dove, molto spesso, vengono segregati gli stessi dai coyotes, i trafficanti di esseri umani che approfittano della disperazione dei sin papeles per arricchirsi, sequestrandoli e chiedendo denaro alle famiglie d’origine, come riscatto in cambio della loro liberazione. Solo nell’ultima settimana sono state scoperte tre abitazioni nella città di frontiera di Douglas, nelle quali sono stati trovati 65 migranti di origine centroamericana. Lo stato dell’Arizona è uno dei più colpiti da questo fenomeno.

14 settembre: Messico. 30 migranti provenienti da Ecuador e Guatemala sono stati arrestati nello stato del Chiapas; sono stati poi consegnati all’Istituto nazionale della Migrazione dopo essere stati fermati sui veicoli su cui viaggiavano con gli stessi trafficanti. Nell’ultimo anni i corpi di polizia messicani hanno arrestato circa 18.155 sans papiers dei quali 17.192 erano centroamericani.

14 settembre: Cuba-Messico. 15 cittadini cubani sono stati arrestati in Messico. Erano stati nascosti da un gruppo di coyotes in alcune abitazioni di una zona popolare di Cancún. Molti sono i cubani che tentano la via dell’emigrazione attraverso il Messico per arrivare negli stati Uniti e proprio per questa ragione lo scorso autunno Cuba e Messico giunsero a un accordo riguardo ai rimpatri. Cuba promise di riaccettare tutti i cittadini cubani espulsi dal territorio messicano.

15 settembre: Yemen. 16 morti e 49 dispersi: è questo il bilancio del naufragio di tre imbarcazioni nel golfo di Aden mentre cercavano di raggiungere le coste dello Yemen, secondo quanto riferisce l’Alto commissariato per i rifugiati. Sempre secondo l’Alto commissariato, dall’inizio del 2009, sarebbero state 860 le imbarcazioni e 43.586 i migranti che hanno cercato di raggiungere lo Yemen, 273 i morti.

15 settembre: Onu. L’Alto commissario delle Nazioni unite per i diritti umani, Navi Pillay, ha criticato l’Italia e altri paesi europei per il trattamento riservato ai migranti che cercano di raggiungere i loro territori via mare. “In molti casi le autorità respingono i migranti come se stessero respingendo navi cariche di rifiuti pericolose”. Pillay ricorda i casi di respingimenti verso la Libia da parte dell’Italia, con particolare riferimento all’imbarcazione rimasta tra l’Italia e Malta priva di soccorsi nel mese di agosto, e menziona, poi, in generale, le situazioni del Mediterraneo, del Golfo di Aden, dei Caraibi e altri tratti di mare.

15 settembre: Bahamas-Haiti. Il quotidiano “The Tribune” denuncia le continue violenze a cui sono sottoposti i migranti di origine haitiana nel Commonwealth delle Bahamas. La polizia, nella caccia ai migranti privi di permesso di soggiorno, non risparmia nemmeno i bambini, separandoli spesso dai loro genitori.

15 settembre: Spagna-Bolivia. Oggi si è tenuto l’atteso incontro tra il Presidente boliviano Morales e il suo omologo spagnolo Zapatero. Durante quest’incontro il governo spagnolo ha concesso al paese sudamericano il condono di 5 milioni di euro di un debito che ammontava a 77 milioni di dollari. In vista di questa visita Morales si era esposto con alcune dichiarazioni sullo stato dei migranti nel mondo, affermando che “Todos tenemos derecho a habitar en cualquier parte del mundo respetando las normas de cada país” e sperando nell’ampliamento del diritto di voto, che oggi in Spagna è limitato alle elezioni amministrative.

15 settembre: Messico. Il Programa “3x1” para Migrantes fu introdotto nel 2002 sotto la legislazione del Presidente Fox e a oggi è ancora attivo. Consiste nell’utilizzo parziale delle rimesse inviate dalle comunità messicane emigrate all’estero, negli USA prevalentemente, per investimenti in attività di sviluppo economico e sociale nelle aree maggiormente segnate dall’emigrazione, creando un legame continuo tra le comunità residenti e quelle emigrate. Al progetto contribuiscono per il 25% il governo federale e per il 50% gli organismi locali e statali. A causa della diminuzione delle rimesse, in concomitanza con la recessione mondiale, si prevede un ridimensionamento degli incentivi pubblici nel progetto per il prossimo 2010.

16 settembre: Spagna. Trovati 16 ragazzi marocchini minori di età, tra i 10 e gli 11 anni, a bordo di un’imbarcazione a sud dell’Isola di Tarifa. Sono sempre più frequenti i casi di migranti minorenni, dal momento che la permanenza nei centri di accoglienza può durare a lungo nel caso in cui non venga rintracciata la famiglia d’origine.

16 settembre: Costa Rica. Sono in attesa di condanna per un anno di carcere, con l’accusa di traffico illegale di persone, tre cittadini colombiani, sospettati di aver trasportato nella loro imbarcazione 54 migranti, di cui 15 nepalesi e 39 africani di origine eritrea e somala per poi abbandonarli a se stessi in alto mare. Lo scorso sabato la barca in avaria fu avvistata al largo della costa di Limón. I migranti a bordo, in gravi condizioni di salute sono stati portati nel centro per migranti di San José. Con questo episodio sale a 80 il numero di migranti africani giunti quest’anno nel solo Stato del Costa Rica.

16 settembre: Egitto-Israele. Altri due migranti sono stati uccisi dalla guardia di frontiera egiziana mentre cercavano di varcare la frontiera che separa l’Egitto da Israele. La settimana scorsa erano stati uccisi nelle stesse circostanze 4 migranti.

17 settembre: Spagna. La nuova legge sull’immigrazione in Spagna, approvata lo scorso giugno, sta creando difficoltà. Si richiederà il permesso di soggiorno agli immigrati che vorranno iscriversi nelle liste anagrafiche del Comune, impedendo a chi non lo possiede la possibilità di accedere al diritto alla salute e all’istruzione pubblica. Questo dettaglio della legge è stato denunciato dalle ONG come Caritas Spagnola, Red Acoge e CEAR (Comisión Española de Ayuda a los Refugiados) e verrà ridiscusso in presenza degli organi legislativi.

18 settembre: Spagna. Oggi la polizia spagnola ha effettuato controlli massicci all’uscita della stazione degli autobus di Avenida de América a Madrid, fermando persone dai tratti latinoamericani o non di pelle bianca e chiedendo loro i documenti. Dopo questo controllo sono stati portati via una decina di stranieri sin papeles.

19 settembre: Italia. Il procuratore di Agrigento Renato Di Natale ha confermato l’apertura di un’inchiesta sui respingimenti di migranti effettuati a partire dal maggio scorso nel Canale di Sicilia verso la Libia. L’indagine, condotta dallo stesso Di Natale e dal suo sostituto Ignazio Fonzo, allo stato è contro ignoti; fascicolo aperto dai magistrati si ipotizza il reato di violenza privata.

19-20 settembre: Spagna. Una campagna di solidarietà per i migranti di Ceuta si è tenuta il 19 e il 20 settembre, coinvolgendo la popolazione locale che da circa due anni supporta con ogni genere di aiuto i gruppi di sans papiers che vivono disperatamente tra i boschi delle montagne di Ceuta. 54 migranti di origine indiana, dopo una permanenza prolungata oltre i termini massimi nel CETI locale, fuggirono circa un anno fa dal centro d’accoglienza per non essere rimpatriati e tuttora vivono in questo limbo giuridico, senza poter abbandonare l’enclave spagnola. Sono stati loro stessi a proporre l’iniziativa "YO A TU CASA, TU A LA MIA" durante la quale si è svolta una partita di cricket, sport molto popolare in India.

20 settembre: Spagna-Marocco. La scorsa notte un’imbarcazione sulla quale viaggiavano 28 migranti di origine subsahariana si è rovesciata in mare nei pressi dell’Islote de Perejil che si trova nello Stretto di Gibilterra. Uno degli occupanti aveva chiamato il 112 spagnolo via cellulare, ma una volta giunti i soccorsi sono stati ritrovati 8 cadaveri. Si stima che ancora 20 persone siano disperse.

20 settembre: Francia. Presidio davanti alla cattedrale di Notre-Dame a Parigi organizzato da Réseau éducation sans frontières per denunciare le pratiche di detenzione amministrativa dei minori e l’annuncio da parte del governo francese di voler sopprimere la figura del “Difensore dei minori”.

20 settembre: Gran Bretagna. D’ora in poi in Gran Bretagna i richiedenti asilo verranno sottoposti a prove del DNA per comprovare la loro origine, secondo una rivelazione del quotidiano britannico Observer. La decisione dell’organismo per l’immigrazione inglese, Uk Borders Agency, viene motivata dal presunto abuso che alcuni migranti farebbero della richiesta d’asilo per garantirsi un futuro nel paese d’arrivo.

21 settembre: Italia. Nuovo intervento repressivo da parte della polizia al Centro di identificazione ed espulsione di Gradisca d’Isonzo, in provincia di Gorizia, per sedare una rivolta da parte dei detenuti. Anche nel mese di agosto le forze dell’ordine erano intervenute duramente nel centro il 9 agosto, per reprimere la rivolta dei detenuti dopo l’entrata in vigore della legge 94/09, il cosiddetto pacchetto sicurezza, che prevede l’estensione della detenzione a 180 giorni.

21 settembre: Onu-Italia. L’Alto Commissario Onu per i Rifugiati, Antonio Guterres, ha espresso oggi preoccupazione per i respingimenti degli immigrati in Libia da parte dell’Italia. I respingimenti collettivi non permettono di individuare i richiedenti asilo e, inoltre, riportano i migranti in Libia dove, afferma Gutterres, “non penso che ci siano le condizioni per la protezione dei richiedenti asilo. Riteniamo che le circostanze di detenzione siano terribili”.

21 settembre: Italia-Libia. E’ stato pubblicato oggi il rapporto di Human Rights Watch sui respingimenti dell’Italia verso la Libia e sulle condizioni di detenzione dei migranti in Libia. Il rapporto si basa sulle interviste nei centri di detenzione libici.

21 settembre : Francia. Alcune organizzazioni che lavorano per sostenere i migranti e i richiedenti asilo nella “Giungla” di Calais lanciano un appello per un’iniziativa internazionale davanti ai consolati francesi per impedire lo sgombero della giungla voluto dal ministro francese dell’immigrazione e dell’identità nazionale, Eric Besson, e previsto per i prossimi giorni. Anche i migranti si stanno organizzando per protestare contro la loro “evacuazione”.

22 settembre: Francia. Come era stato preannunciato a più riprese dal ministro francese dell’immigrazione e dell’identità nazionale, sono cominciate oggi le operazioni di sgombero ed “evacuazione” della cosiddetta “giungla” di Calais, i boschi nei dintorni della zona in cui abitavano in condizioni del tutto precarie i migranti che cercavano di raggiungere l’Inghilterra, potenziali rifugiati in provenienza dall’Afghanistan e dall’Iraq. La “jungle” è stata dapprima accerchiata dalle forze dell’ordine verso le 6 del mattino e sono poi iniziate le operazioni di distruzione delle “abitazioni” dei migranti, lo sgombero e la loro “evacuazione”. Qualche scontro tra forze dell’ordine e i dimostranti delle organizzazioni antirazziste che erano giunte a protestare contro l’operazione. Alla fine della giornata sono stati 276 i migranti “evacuati” e smistati in vari centri di detenzione, tra cui 135 minori, in prevalenza di origine afghana. La “jungle”, infatti, era già stata abbandonata da molti dei suoi abitanti nei giorni precedenti, dopo gli annunci di Eric Besson, il ministro dell’immigrazione che aveva annunciato l’operazione come un intervento necessario per smantellare le filiere dei passeur.

23 settembre: Francia. Occupazione della Croce rossa francese a Parigi. Gli occupanti denunciano il ruolo della Croce rossa francese nelle zone d’attente di Roissy e la gestione da parte della Croce rossa italiana di alcuni Centri di identificazione ed espulsione.

23 settembre: Italia. Rivolta anche al Centro di identificazione ed espulsione di Bologna. La rivolta è scoppiata in seguito all’atto di autolesionismo di un detenuto disabile che, prima di tagliarsi con le lamette, stava male e non era stato soccorso dai responsabili del centro. I detenuti hanno dato fuoco ai materassi e distrutto parti della struttura.

24 settembre: Messico. Secondo la Comisión Nacional de Derechos Humanos (CNDH) nella prima metà del 2009 il flusso migratorio Messico-Usa è diminuito, tuttavia i casi di decesso in prossimità della frontiera nord non calano. Viene riscontrato almeno un caso al giorno. le forze dell’ordine di frontiera contano già 304 casi nel solo 2009. Le zone a più alto rischio per i migranti sono la Bja California, El Rio, la località di Tucson in Arizona e Laredo in Texas.

24 settembre: Francia. Dopo le operazioni di smantellamento della “Jungle” di Calais, il ministro dell’immigrazione francese, Eric Besson, fa sapere che molti dei migranti fermati durante la giornata del 22 settembre scorso verranno espulsi. Insorgono, intanto, le associazioni che assistono i migranti e che fanno sapere che tra di essi ci sono molti rifugiati provenienti da paesi in guerra, come l’Afghanistan e l’Iraq, oltre che a numerosi minori.

25 settembre: Spagna-Marocco. Gli undici superstiti del naufragio dello scorso 20 settembre all’Islote de Perejil sono stati consegnati alle autorità marocchine una volta tratti in salvo dal momento che l’imbarcazione era stata trovata in acque marocchine. Successivamente il Marocco li ha espulsi lasciandoli a Oujda, vicino al confine, dove, secondo le Ong marocchine GADEM e Association Beni Znassen, sarebbero stati costretti ad attraversare a piedi il confine. Ora il governo algerino ha intenzione di ricondurli in Marocco.

25 settembre: Italia. Sono orami numerose le Procure che hanno sollevato l’eccezione di costituzionalità nei confronti dell’articolo della legge 94/2009 che prevede il cosiddetto “reato di clandestinità”. Dopo la procura di Pesaro, il 31 agosto, è stata la volta delle Procure di Torino, Agrigento, Bologna, Trento. Ora il governo italiano attacca i giudici e li accusa di voler disapplicare la nuova normativa e minaccia provvedimenti disciplinari.

25 settembre: Usa-Messico. Nello snodo di frontiera di San Isidro che collega San Diego a Tijuana è avvenuta una sparatoria per mano della polizia di frontiera contro tre furgoni che trasportavano migranti diretti negli Stati Uniti. In seguito agli spari le vetture hanno subito un incidente, ma ancora la dinamica della vicenda è da chiarire. I conducenti di nazionalità messicana sono accusati di traffico di esseri umani. Le autorità hanno fermato 78 persone di origine messicana. Secondo alcune fonti locali i feriti sarebbero 4, mentre per altre fonti ci sarebbero addirittura 3 persone ferite a morte.

25 settembre: Ue. La commissione europea ha pubblicato oggi il rapporto 2008 relativo alle attività di Eurodac, la base dati europea per il regime di asilo comune in Europa che registra le impronte digitali di richiedenti asilo e migranti fermati alle frontiere europee privi di permesso di soggiorno. Nel 2008, Eurodac ha registrato 219.557 serie di impronte digitali di richiedenti asilo, 61.945 impronte di persone che attraversavano la frontiera prive di permesso e 75.919 serie di impronte di migranti fermati in uno degli stati membri privi di permesso di soggiorno. Rispetto al 2007 sono in aumento del 11,3%, le impronte dei richiedenti asilo, così come del 63% i dati relativi a coloro che hanno attraversato le frontiere, mentre il 17,5 % delle domande di richiesta d’asilo sono state presentate da persone che avevano già presentato la domanda o che erano già passate attraverso un altro dei stati membri. “Eurodac è un elemento essenziale del regime d’asilo comune”, ha dichiarato Jacques Barrot, vicepresidente della Commissione.

26 settembre: Italia. I detenuti del Centro di identificazione ed espulsione di Gradisca d’Isonzo fanno pervenire all’esterno un video sui pestaggi da parte delle forze dell’ordine durante la giornata del 21 settembre, mentre era in corso una loro rivolta.

26 settembre: Spagna. Alcune associazioni di migranti, con l’appoggio di organizzazioni sociali, inizieranno una marcia di 700 chilometri che partirà da Barcellona e terminerà il 21 ottobre a Madrid per manifestare contro la riforma della Ley de Extranjeria che il governo spagnolo sta discutendo.

27 settembre: Italia. Il 20 settembre due detenuti del Cie di Bari Palese sono stati picchiati dalla polizia dopo che uno di loro aveva cercato di tagliarsi con una lametta. Ora i detenuti riescono a far pervenire le foto del pestaggio che sono state pubblicate su YouTube.

28 settembre: Guatemala–Honduras. Il governo del Guatemala ha stabilito oggi un piano di accoglienza per i rifugiati delle Honduras che stanno fuggendo dalla crisi politica in cui si trova il paese. I punti di snodo per l’accoglienza si trovano nelle seguenti località al confine con il vicino Paese: Izabal, Zacapa e Chiquimula.

29 settembre: Italia. Rastrellamenti di migranti privi di permesso di soggiorno sugli autobus a Milano. Gli agenti della polizia locale hanno fermato numerosi migranti privi di permesso alle fermate di tram e autobus caricandoli su un autobus con le grate e portandoli direttamente in questura. Polemica sul metodo usato e sull’impiego della polizia locale in operazione di “rastrellamenti” sia da parte dei partiti dell’opposizione che di Amnesty International e di alcuni rappresentanti del mondo cattolico.

29 settembre: Spagna. Una sentenza dichiara nullo il rimpatrio di un giovane diciassettenne marocchino che fu espulso nel 2006 senza ricevere il trattamento previsto per i minori di età. Si tratta di Bilal El Meraoui, il quale, in seguito all’applicazione del procedimento fece ricorso. Oggi la delegazione agli affari migratori della Comunidad di Madrid, che aveva gestito l’ordine di rimpatrio, è stata condannata per atto improprio.

30 settembre: Italia. Continua lo sciopero della fame da parte dei detenuti del Cie di Ponte Galeria a Roma, mentre oggi è stato rimpatriato Miguel, in Italia da circa vent’anni e che era stato ricoverato nei giorni scorsi per aver ingoiato delle pile ed era stato poi riportato al centro.

30 settembre: Italia. Si conclude oggi l’iter per la regolarizzazione di colf e badanti in Italia. 294.744 le domande presentate, secondo gli ultimi dati del ministero degli interni che ne prevedeva più del doppio. Mentre associazioni e sindacati denunciano la difficoltà delle pratiche di emersione, causa a loro avviso del numero minore di domande presentate rispetto a quello previsto, e chiedono un processo di regolarizzazione anche degli altri lavoratori privi di permesso di soggiorno, il ministro degli interni Roberto Maroni fa sapere che non ci sarà alcuna proroga.

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