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Cronologia. Giugno 2009

giugno 2009:

1 giugno: Italia-Libia. La Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo sul respingimento di 227 migranti verso la Libia dello scorso 9 maggio. Al momento non ci sono né ipotesi di reato né indagati.

1 giugno: Spagna. Un’associazione membro di Migreurop (Sos Racisme) e due rappresentanti della campagna Droit de Regard (Medicos del Mundo e Ferrocaril Clandestine) denunciano l’ennesima violazione dei diritti dei migranti nei Cei spagnoli. Lo scorso 29 maggio i migranti del Cei di Aluche (Madrid) avevano dato il via a una protesta, repressa poi dalla polizia antisommossa, in seguito all’aggressione al giovane sans papier nell’aeroporto di Barajas. Le tre associazioni denunciano le condizioni deplorevoli all’interno dei centri, la mancanza di mezzi legali e di sicurezza per i detenuti, la violazioni dei diritti umani fondamentali e il controllo repressivo dei flussi migratori.

2 giugno: Ue-Libia. In un comunicato stampa, il Consiglio degli stati membri dell’Unione europea ha fatto sapere che nella riunione dei ministri degli interni prevista per giovedì 5 giugno a Bruxelles, verrà discussa la possibilità di aprire in Libia un ufficio per la ricezione delle domande d’asilo, in collaborazione con l’Alto commissariato per i rifugiati.

2 giugno: Algeria-Ue. Durante una conferenza stampa congiunta con l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) il ministro algerino degli affari maghrebini e africani, Abdelkader Messahel, ha fatto sapere che per l’Algeria il piano prioritario di discussione con l’Unione europea sarà quello relativo ai programmi di sviluppo come possibile soluzione dei problemi migratori e non più l’approccio esclusivamente sicuritario a cui l’Unione europea aveva costretto negli anni passati i paesi di emigrazione o di transito.

2 giugno: Egitto. Un poliziotto egiziano ha ucciso un migrante di origine africana mentre cercava di attraversare la frontiera con Israele. L’ufficiale racconta di aver lanciato un avvertimento sparando in aria, ma di aver poi mirato all’uomo quando era chiaro che non si sarebbe consegnato. In questi giorni altre sei donne africane sono state arrestate prima di raggiungere il confine.

2 giugno: Spagna. Da più di due mesi si sono arrestati gli arrivi di migranti alle isole Canarie. Mentre l’agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne (Frontex) si felicita di questo risultato, il coordinatore della Croce rossa alle isole canarie, Juan Antonio Corujo, valuta che la situazione è dovuta semplicemente ai maggiori controlli che hanno fatto cambiare le rotte migratorie. Dai 31000 arrivi nel 2006, si è passati infatti ai 12000 del 2008.

3 giugno: Ucraina-Ue. Si è tenuta oggi una riunione tra l’Ue e l’Ucraina al cui ordine del giorno, tra gli altri temi, c’era quello relativo alle migrazioni e all’asilo. I partecipanti presenti quali rappresentanti dell’’Unione europea e dell’Ucraina nel loro comunicato congiunto hanno ribadito la necessità di una stretta collaborazione e di un partenariato relativo alla lotta contro l’immigrazione “illegale”, con la messa in opera di accordi di riammissione, così come l’importanza di arrivare a una cancellazione dei visti di ingresso per i cittadini ucraini che vogliano recarsi sul territorio dell’Ue.

3 giugno: Spagna. L’arrivo di nuove pateras di migranti sulle coste delle isole canarie interrompe la breve parentesi di due mesi durante i quali sembrava che il fenomeno si fosse rallentato. Ieri ne è stata avvistata una a 15 miglia da Lanzarote sulla quale viaggiavano 21 persone, mentre nelle stesse ore a sud del litorale di Cabo de Gata (Almería) sono stati soccorsi 116 migranti di origine magrebina che viaggiavano su diverse imbarcazioni. Oggi 14 persone di origine algerina sono giunte sulle coste di Murcia.

4 giugno: Spagna. Nuovo arrivo di migranti sull’isola canaria La Gomera. Si tratta del secondo arrivo in pochi giorni dopo quello del 2 giugno. Sull’imbarcazione viaggiavano una ventina di persone di origine magrebina.

4 giugno: Spagna. Questa mattina la Guardia Costiera spagnola ha tratto in salvo 22 migranti di origine subsahariana a 18 km da Tarifa (Cadice) dopo che lo zodiac su cui viaggiavano verso le coste spagnole si era capovolto in mare. Una volta tratti in salvo i passeggeri, è emerso che il numero di persone a bordo prima dell’incidente era maggiore del numero dei superstiti. È scattata la ricerca dei naufraghi da parte delle autorità spagnole, nonostante le acque interessate rientrino sotto la giurisdizione marocchina, infatti l’imbarcazione si trovava a 7.4 km da Tangeri e a 18.5 km dalle coste spagnole.

4 giugno: Egitto-Isreale. In seguito all’uccisione di un migrante da parte della polizia egiziana alla frontiera con Israele, avvenuta il 2 giugno, le associazioni di tutela dei diritti dei migranti fanno sapere che nel solo mese di maggio 2009 almeno sei persone sono state ferite alla frontiera, portate all’ospedale di El Arish dove due di esse si trovano tutt’ora in condizioni critiche.

4 giugno: Benin-Libia. Oltre 1500 persone originarie dello stato nigeriano dell’Edo sono state detenute per oltre tre mesi nei centri di detenzione libici dopo essere state fermate durante il loro viaggio verso l’Europa. In quell’occasione c’erano centinaia di altri migranti del Mali e del Kenia che furono assistite dalle rispettive diplomazia, mentre il gruppo di nigeriani fu abbandonato al proprio destino. Sei donne sarebbero state vittime di violenze sessuali da parte dei poliziotti del centro e sarebbero ora in stato di gravidanza.

4 giugno: Grecia-Turchia. Durante la riunione del Consiglio dei ministri degli interni e della giustizia dell’Ue, il ministro degli interni greco, Procopis Pavlopoulos, ha richiamato la Turchia a rispettare le regole di riammissione sul suo territorio degli immigrati privi di permesso di soggiorno nel quadro del processo di adesione della Turchia all’Ue. Il governo turco, infatti, secondo Procopis Pavlopoulos non sta rispettando l’asquis comunitario relativo all’immigrazione, né applicando l’accordo firmato con la Grecia nel 2001: in questi anni, la Grecia avrebbe chiesto alla Turchia di riammettere sul suo territorio 65.947 migranti, mentre la Turchia ne avrebbe accettati soltanto 2.271. Nel suo intervento, il ministro greco ha anche sottolineato l’importanza per la Ue di firmare accordi con paesi di emigrazione o di transito dei migranti, quali il Bangladesh, il Pakistan, la Nigeria, l’Afghanistan e la Somalia.

4 giugno: Francia-Haiti. Alcune associazioni francesi impegnate nella difesa dei diritti dei migranti nei territori e dipartimenti d’oltremare della Francia (Mom) richiamano l’attenzione sulle conseguenze che i negoziati in corso tra i due paesi per la firma di un accordo di “gestione concertata” dei flussi migratori: migliaia di sans papiers di origine haitiana rimpatriati e una forte diminuzione delle rimesse dei migranti. Il governo francese tende a concludere l’accordo entro il 2009, come previsto dal documento quadro di partenariato Francia-Haiti 2008-2012.

4 giugno: Ue-Libia. Si è svolta oggi in Lussemburgo la riunione dei ministri degli interni dell’Ue. Alla fine della riunione, il commissario europeo per la Sicurezza e la Giustizia, Jacques Barrot, ha dichiarato che l’Unione europea sta cercando di negoziare con la Libia affinché quest’ultima ratifichi la convenzione di Ginevra sui rifugiati per evitare che i richiedenti asilo “debbano pagare dei passeur per avere la chance di vedere riconosciuta la loro condizione”. “Dobbiamo cercare di fare in modo che l’Alto commissariato per i rifugiati abbia una base in tutti i paesi”, ha continuato Barrot. Soddisfatto il ministro degli interni italiano, Roberto Maroni, che vede così riconosciuta almeno in parte la sua politica di blocco delle migrazioni verso l’Italia.

4 giugno: Onu. L’alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni unite, dopo i primi otto mesi di ricerca di un progetto sull’asilo finanziato dall’Ue, rileva che il sistema d’asilo dei paesi dell’Europa centrale, su cui si è svolta l’indagine, non corrisponde alle esigenze dei minori, mentre sono in aumento le loro richieste. I paesi considerati sono la Germania, l’Austria, la Bugaria, l’Ungheria, la Pologna, la Romania, la Slovacchia e la Slovenia. L’alto commissariato raccomanda inoltre una maggiore semplificazione nelle pratiche e nelle modalità di informazione ai richiedenti asilo.

5 giugno: Onu-Marocco. L’ambasciatore del Marocco presso l’ufficio delle Nazioni unite, Omar Hilale, ha affermato oggi, a Ginevra, che il Marocco, tra i primi firmatari della Convenzione internazione sui diritti dei lavoratori migranti, porrà la problematica della protezione dei lavoratori migranti al centro della sua politica basata sul duplice approccio della corresponsabilità e del co-sviluppo, così come è stata ideata durante la Conferenza euro-africana sulle migrazioni tenutasi a Rabat nel luglio del 2007. Una protezione, ha affermato, che diviene tanto più urgente in un periodo di crisi economica che indebolisce ulteriormente i lavoratori migranti.

5 giugno: Francia. Bandiougou Diarra, di origine maliana, in Francia da 1977, titolare di una carta di residenza dal 1986, marito di una cittadina francese e padre di due figli nati in Francia, rischia ora l’espulsione per essere stato condannato nel 1991 a un anno e mezzo di carcere per vendita di sostanze stupefacenti.

5 giugno: Spagna. Si continua a cercare nelle acque ispano-marocchine e nel litorale di Ceuta per intercettare i corpi delle vittime del naufragio di ieri al largo di Tangeri. Dalle numerose testimonianze raccolte tra i supersiti sull’imbarcazione ci sarebbero stati 8 bambini e tra le 20 e 30 persone, tra cui 15 donne. Di fronte all’ennesima tragedia annunciata giunge il monito del consigliere della Junta de Andalucía, Luis Pizarro, all’Unione Europea, alla quale chiede maggior impegno nella gestione delle politiche antimigratorie, a partire dalla prevenzione nei paesi d’origine.

6 giugno: Malesia. Il governo della Malesia ha deciso di utilizzare elicotteri, navi e aerei sulle sue coste per l’intercettazione dei migranti pakistani e afghani. I viaggi dei migranti, sempre più numerosi da tali paesi, non si fermano comunque in Malesia, la quale costituisce invece solo una tappa, raggiungibile in aereo, per cercare di raggiungere poi, via mare, l’Indonesia e, in seguito, l’Australia. Anche i migranti sans papiers indonesiani che lavorano in Malesia utilizzano il mare per rientrare nel loro paese. Secondo i dati forniti dalle autorità della Malesia, dal mese di marzo sono stati intercettati 114 migranti indonesiani, 58 afghani, 37 pakistani, 3 iracheni.

6 giugno: Spagna-Marocco. Secondo Cándido Romaguera del quotidiano Cadena Ser i migranti naufragati l’altro ieri nelle acque di Tarifa sarebbero stati per la metà di origine nigeriana, tre di origine senegalese, mentre i restanti ghanesi e maliani. Gran parte di essi si sarebbero installati per diverso tempo nelle città di Tangeri in attesa della partenza, dopo aver sostato a Oujda, Rabat o Casablanca, e dopo una lunga marcia nel deserto del Sahara.

6 giugno: Spagna. Ritrovati nelle acque del Mediterraneo a Punta Leona, nell’isola de Perejil, il cadavere di una donna e di un bambino, appartenenti al gruppo di migranti vittime del tragico naufragio del 4 giugno.

8 giugno: Spagna. Sono 5mila gli stranieri residenti in Spagna ad avere fatto richiesta del “piano di ritorno volontario” proposto dal governo lo scorso novembre in seguito alla crisi economica mondiale. Il 91% dei richiedenti è di origine latinoamericana, tra di essi quali spicca il numero dei cittadini ecuadoriani. I richiedenti disoccupati devono comparire nelle liste di collocamento e riceveranno il sussidio di disoccupazione in due tranches: il 40% in Spagna e il resto al momento del loro ritorno al paese d’origine.

9 giugno: Francia-Sri Lanka. L’associazione per i diritti dei migranti Anafé fa sapere che il 4 giugno è stata espulsa una donna di origine Tamil arrivata in Francia il 31 maggio. La donna aveva inoltrato subito la richiesta d’asilo, ricevendo una risposta negativa il 2 giugno. E’ stata rimpatriata il 4 giugno senza considerare l’effetto sospensivo del ricorso presentato dal suo avvocato.

9 giugno: Marocco. Il ministro della comunicazione marocchino, Khalid Naciri, accusa Amnesty International di essere troppo parziale nei confronti del Marocco e di diffondere notizie false nel rapporto che l’organizzazione ha pubblicato recentemente sul 2008. Il rapporto riguardava lo stato dei diritti umani in 157 paesi, compreso il Marocco, che veniva accusato per la grande repressione dei manifestanti di Sidi Ifni, per il caso relativo al presunto matrimonio omosessuale a Ksar-el-Kebir e la repressione di gay e lesbiche che ne è seguita, così come per le numerose violazioni dei diritti dei migranti. A questo proposito Amnesty documenta casi di maltrattamenti e violenza durante le espulsioni dei sans papiers e altri di accompagnamento dei migranti nella zona desertica alla frontiera sud del paese, abbandonati poi senza acqua e cibo.

9 giugno: Algeria-Spagna. Secondo i dati ufficiali delle autorità spagnole relative agli ultimi mesi, segnalate oggi sul giornale algerino El Khabar, tra i migranti di origine algerina giunti in Spagna si registrano, come fenomeno nuovo, anche migranti minori e donne incinte.

10 giugno: Italia-Libia. Inizia oggi la prima visita del colonnello Gheddafi in Italia volta a ribadire la riconciliazione tra i due paesi rispetto al periodo coloniale italiano in Libia per il quale è stato siglato un “patto di amicizia” che prevede i risarcimenti da parte dell’Italia nell’agosto del 2008. La visita durerà sino a sabato 13 e prevede numerosi incontri ufficiali, durante i quali verranno pianificati in modo più dettagliato gli accordi tra i due paesi per la lotta congiunta contro l’immigrazione. Numerose le manifestazioni di protesta annunciate: quella degli studenti del movimento dell’onda della Sapienza, durante l’incontro di Gheddafi con il rettore, prevista nella mattinata di giovedì 11, quella dei parlamentari radicali e del partito Italia dei valori durante il discorso di Gheddafi al Senato, la campagna “Io non respingo” lanciata dall’Osservatorio Fortress Europe e quella di un gruppo di donne, firmatarie di una lettera a Gheddafi, in cui accusano quest’ultimo, insieme all’Italia e all’Unione europea, per le violenze perpetrate sui migranti presenti in Libia e per i campi di concentramento e le prigioni in cui essi vengono detenuti.

10 giugno: Italia. Vira Orlova, 39 anni, originaria dell’Ucraina, che lavorava come badante a Bari, è morta oggi per un’emorragia in seguito ad un aborto spontaneo. La donna non ha voluto recarsi al pronto soccorso per paura di essere denunciata in quanto priva di permesso di soggiorno.

10 giugno: Ue. La commissione europea ha adottato oggi due comunicazioni nelle quali disegna le prospettive per i prossimi 5 anni dello spazio di “libertà, sicurezza e giustizia” dell’Unione europea. Il “programma Stoccolma” che dovrà essere adottato dal Consiglio europeo entro la fine dell’anno inquadra l’azione dell’Unione relative alla cittadinanza, alla giustizia, alla sicurezza, all’immigrazione e all’asilo. Una delle priorità individuate dal programma è quella relativa all’immigrazione: la necessità di stabilire uno statuto chiaro e comune relativo all’immigrazione regolare e la messa in opera di strumenti efficaci per combattere l‘immigrazione irregolare. L’unione si prefigge anche di progredire in direzione di un sistema d’asilo comunitario e nella condivisione delle responsabilità degli stati membri in tale materia.

10 giugno: Stati Uniti. Washington: Il dipartimento per la sicurezza interna del governo USA ha annunciato che verrà applicata una modifica alla legge che prevedeva l’espulsione dei/delle vedovi/e di migranti residenti negli Stati Uniti nel caso in cui la regolarizzazione dei coniugi non fosse stata conclusa prima della morte del marito o della moglie. D’ora in poi, in casi simili, verranno concessi due anni di tempo dal momento del decesso del coniuge per l’espletamento delle pratiche, evitando così una traumatica espulsione per l’intero nucleo familiare.

11 giungo: Guatemala. La popolazione afrocaraibica dei garifuna in Guatemala vive una condizione di razzismo da parte della popolazione non nera in ogni attività economica del Paese; questo ha costretto la minoranza a emigrare, infatti a oggi soltanto 6mila garifuna vivono in Guatemala, mentre oltre 45mila di essi risiedono negli Stati Uniti, soprattutto nel quartiere newyorkese del Bronx.

11 giugno: Santo Domingo. 19 dominicani, tre haitiani e un cubano sono stati arrestati perché sorpresi a raggiungere come sans papiers l’isola di Porto Rico, mentre si trovavano a bordo di un’imbarcazione rubata probabilmente da trafficanti che gestiscono questo tipo di operazione. Ogni anno sono centinaia i dominicani, ma non solo, a tentare di raggiungere l’isola a bordo di mezzi di fortuna spesso sovraccarichi di passeggeri che arrivano a pagare dai 400 ai 1000 dollari per attraversare il solo Canale della Mona.

11 giugno: Francia. La Federazione Internazionale dei Diritti Umani (FIDH) pubblica un rapporto intitolato “Reato di solidarietà” in cui la missione internazionale incaricata di analizzare le condizioni di esercizio della difesa dei diritti dei migranti in Francia giunge alle seguenti conclusioni: continue pressioni sulle persone in contatto con i migranti e i sans papiers, denunce, arresti. In generale, il rapporto riscontra un clima sfavorevole alla possibilità della difesa dei diritti dei migranti.

11 giugno: Italia-Libia. Durante una conferenza stampa congiunta con il premier Silvio Berlusconi, il leader libico Muammar Gheddafi ha dichiarato che “"Se dovessimo stare ad ascoltare Amnesty International tutti potrebbero muoversi" e "vi trovereste tutta l’Africa in casa". Rispetto ai richiedenti asilo, Ghedaffi ha affermato che si tratta di una “menzogna diffusa”, ’ci sono milioni di persone che sono attratte dall’Europa e che ci vogliono venire. Pensiamo che milioni di persone abbiano un problema di asilo? E’ una cosa che fa davvero ridere’’. “Gli africani – ha poi aggiunto - non hanno problemi politici, non hanno identità, vengono fuori dalle foreste e dicono che ’nel nord c’e’ ricchezza e andiamo li’". Sempre nel corso della stessa conferenza, Silvio Berlusconi ha invece espresso la sua soddisfazione per la cooperazione della Libia nel bloccare i migranti sulle sue coste e ha poi toccato il tema del diritto d’asilo in Libia ricordando che in Libia c’è una sede dell’Alto commissariato per i rifugiati.

11 giugno: Grecia. La Corte europea per i diritti dell’uomo ha condannato oggi la Grecia per la detenzione di un migrante richiedente asilo di origine turca avvenuta nel 2007.

12 giugno: Italia. E’ stato presentato oggi il “Libro bianco sul razzismo in Italia” curato dall’associazione Lunaria. Il periodo preso in considerazione va dal gennaio 2007 all’aprile 2009, durante il quale sono 319 i casi di violenza razzisti documentati sulla stampa italiana, una violenza ogni due giorni. Il libro di sofferma anche sul linguaggio usato dai mass media e sul ruolo da essi svolto nell’alimentare un clima di intolleranza nei confronti dei migranti e dei rom.

12 giugno: Italia. Mentre è ancora in corso la visita di Gheddafi in Italia, il Consiglio italiano dei rifugiati (Cir), richiama la Libia al rispetto degli impegni internazionali sulla tutela dei rifugiati. "Vogliamo ricordare che la Libia ha ratificato la Convenzione africana sui problemi specifici dei rifugiati in Africa, del 1969", ha spiegato il presidente del Cir, Savino Pezzotta, il quale ribadisce anche che "non ci sono assolutamente le condizioni per respingere i richiedenti asilo e i rifugiati in Libia o in altri Paesi del Nord Africa" e si appella al Governo italiano affinché "sia immediatamente interrotta la politica di respingimento indiscriminato da qualunque luogo nel quale le autorità italiane o europee esercitano un potere effettivo sulle persone".

12 giugno: Italia. Il Consiglio superiore della magistratura si è pronunciato oggi in modo critico sul cosiddetto “pacchetto sicurezza” approvato alla Camera con alcuni emendamenti e che nei prossimi giorni deve ripassare al vaglio del Senato. Secondo il Csm “la norma si presta a una pluralità di osservazioni critiche” e comporterebbe un “eccezionale” aggravio per l’attività giudiziaria in generale”. Il Csm sottolinea, inoltre, come tutti i pubblici ufficiali e gli incaricati di un pubblico servizio avrebbero l’obbligo di denuncia dei migranti privi di permesso di soggiorno “in assenza dell’introduzione di una deroga all’obbligo quantomeno nell’ambito di servizi che tutelano beni primari”.

12 giugno: Libia. L’organizzazione internazionale per la Migrazione libica è entrata a far parte di un gruppo di ong, tra le quali World Islamic Call Society, International Organization for Peace, Care and Relief e Al-Wafa con l’obbiettivo di fornire assistenza sanitaria ai migranti sans papiers che quotidianamente vengono arrestati per violazione delle leggi sull’immigrazione. La loro attività ha permesso l’installazione di tre strutture sanitarie nel centro di detenzione di Tripoli.

12 giugno: Spagna-Bolivia. Il governo spagnolo ha regolarizzato il lavoratore boliviano vittima di un gravissimo infortunio sul lavoro aggravato dall’occultamento di reato da parte del datore di lavoro. Lo scorso 28 maggio il giovane perse l’arto superiore in un macchinario dello stabilimento di panificazione presso cui lavorava in nero a Gandía, sulla costa valenciana; il datore di lavoro gettò via l’arto dell’uomo e si limitò ad accompagnarlo a 50 metri dall’ospedale per evitare problemi con la legge, abbandonandolo in balìa dell’emergenza. Dalle indagini è emerso che al’interno dello stabilimento lavoravano altri tre sans papiers.

12 giugno: Stati Uniti. Texas: Un gruppo di migranti, tra i quali alcuni minorenni, originari di El Salvador e del Messico sono stati fermati dalla polizia statunitense nel Parco Nazionale Big Bend. Dopo qualche ora è stato trovato il corpo di un loro compagno nei pressi del Rio Grande che segue la linea di confine con lo stato messicano.

13 giugno: Stati Uniti. Texas: La costruzione del muro di frontiera tra Texas e Messico non si è ancora conclusa, mancano infatti ancora 65 km da costruire nell’area che costeggia il Rio Grande. La disputa in corso tra il governo e la popolazione locale che abita nel fertile territorio a est di Brownsville sembra non risolversi al momento e intanto il progetto del muro resta aperto.

13 giugno: Italia. Sono stati presentati oggi a Milano, durante il convegno nazionale del Movimento sociale italiano-Destra italiana, i volontari della Guardia nazionale italiana, pronti a pattugliare le strade non appena sarà approvato al senato il disegno di legge sulla sicurezza che prevede le cosiddette “ronde”. Camicia kaki, pantaloni grigi, una fascia nera al braccio con il simbolo nazista della “ruota solare”. Il loro coordinatore è Gaetano Saya, rinviato a giudizio nel 2004 per “idee fondate sulla superiorità e l’odio razziale” e che in un suo discorso aveva definito gli immigrati “un pericolo per la nostra razza”. Saya, presentando la sua guardia nazionale, ha affermato che gli iscritti sono già più di 2000 e che ogni giorno ricevono nuove adesioni.

14 giugno: Grecia. Christos Markoyannakis, ministro aggiunto agli interni incaricato dell’ordine pubblico, ha dichiarato oggi che tra un mese la polizia greca sarà pronta a intervenire massicciamente contro l’immigrazione irregolare. I sans papiers saranno portati all’interno di centri di detenzione sino al momento del loro rimpatrio. Sono stati investiti finanziamenti affinché i centri funzionino “in condizioni umane”, ha continuato Markoyannakis, con personale medico e un servizio mensa. Il primo ministro greco, Costas Caramanlis, ha dichiarato qualche giorno fa che la Grecia si appresta a prendere misure più severe sull’immigrazione irregolare e ha chiesto che al prossimo vertice dell’Ue si prendano delle decisioni sull’immigrazione. Secondo i dati ufficiali del ministero degli interni, nel 2008 sono arrivati 146.000 migranti privi di permesso di soggiorno, rispetto ai 122.000 del 2007, mentre sarebbero 250.000 in tutto i sans papiers sul territorio greco.

14 giungo: Cuba. La riapertura del dialogo tra Usa e Cuba in materia di migrazione e servizi postali rischia di interrompersi sul nascere in seguito alla scoperta di due spie del governo cubano in territorio americano. Secondo Mel Martinez, repubblicano della Florida, si tratterebbe però di un segno positivo di interessamento di Castro ad avvicinare nuove posizioni diplomatiche, mentre Cuba dovrebbe allentare la politica restrittiva sui visti di uscita.

14 giugno: Messico-Usa. Mauricio Farah, rappresentante della Commissione Nazionale dei Diritti Umani (CNDH) in visita in Messico, ha espresso un dato allarmante rispetto all’aumento dei sequestri ai danni di sans papiers, per lo più centroamericani, che attraversano il territorio messicano. Il fenomeno è iniziato nel 2007 e continua a tutt’oggi grazie anche alla condizione di estrema vulnerabilità dei migranti, privi di alcun diritto e di possibilità per difendersi, e all’impunità dei nuclei della criminalità organizzata locali, nonché di rappresentanti delle autorità statali in cerca di facili guadagni.

15 giugno: Spagna-Marocco. Alcune associazioni spagnole di difesa dei diritti dei migranti denunciano il caso di un migrante di origine camerunese, in Spagna dal 2005, titolare di permesso di soggiorno e sposato con una cittadina spagnola, che è stato fermato all’aeroporto di Casablanca mentre stava rientrando in Spagna. Era arrivato in Marocco l’11 giugno, con un volo andata-ritorno con la compagnia Easy Jet, ma al momento dell’imbarco per la Spagna la compagnia rifiuta di registrarlo sul volo di ritorno. Solo l’intervento della moglie, che aveva nel frattempo allertato un avvocato e la polizia spagnola, ha permesso all’uomo di fare ritorno a Madrid, dove, comunque, è stato nuovamente fermato dalla polizia scientifica spagnola. Ora il suo avvocato ha denunciato la compagnia aerea.

15 giugno: Ue-Algeria. Si terrà domani a Bruxelles il quarto Consiglio di associazione Ue-Algeria, in presenza del ministro degli esteri algerino Mourad Medelci. All’ordine del giorno, dopo l’entrata in vigore dell’accordo di associazione siglato nel settembre del 2005, oltre al sostegno delle riforme economiche, ai rapporti commerciali, all’energia, anche la circolazione delle persone e il terrorismo. Per quanto riguarda la gestione dei flussi migratori, l’Unione europea domanda all’Algeria di firmare un accordo globale basato sulla sua politica di approccio globale sulle migrazioni, chiedendo anche di sottoscrivere un accordo di riammissione. L’Algeria, come del resto il Marocco e la Tunisia, si oppone a simile accordo, preferendo applicare gli accordi bilaterali siglati con i paesi membri dell’Ue più interessati al fenomeno migratorio dall’Algeria.

15 giugno: Italia. Un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per la strage di Castelvolturno, avvenuta il 18 settembre del 2008 e durante la quale vennero uccisi sei migranti, è stata emessa dal Tribunale di Napoli nei confronti di Giuseppe Setola, ritenuto il capo dell’ala stragista del clan camorristico dei Casalesi, e di Alessandro Cirillo, Giovanni Letizia e Davide Granato, esponenti di rilievo dell’organizzazione. I quattro furono arrestati tempo addietro in circostanze diverse, perché accusati, tra l’altro, di associazione per delinquere di tipo camorristico, omicidi ed estorsioni.

15 giugno: Marocco. Si è svolto oggi davanti alla sede dell’Alto commissariato per i rifugiati a Rabat un sit-in dei rifugiati presenti in Marocco per chiedere la reinstallazione in altri paesi, viste le loro condizioni di vita estremamente precarie e difficili in Marocco. “Vari anni di sofferenze, di espulsioni, di respingimenti e di arresti arbitrari”, denunciano nel loro volantino i rifugiati. Alla fine il sit-in si è sciolto per l’intervento della polizia, mentre i rifugiati sono riusciti ad ottenere un incontro con il rappresentante dell’Alto commissariato in Marocco, fissato per il prossimo giovedì 18 giugno.

15 giugno: Spagna. I Servizi dell’Intelligenzia spagnoli e diversi paesi africani si incontreranno oggi sull’isola di Gran Canaria per discutere dell’intensificarsi delle attività di Al Qaeda e della necessità di incrementare i controlli antiterrorismo tramite satelliti spia e la cooperazione tra le polizie internazionali. In questi stessi giorni il discorso sulla sicurezza si incrocia con il problema delle migrazioni nell’incontro del ministro degli interni spagnolo con il commissario Ue Barroso e Paulino Rivero, nel quale si discuterà della situazione dei minori migranti e del controllo delle frontiere internazionali.

15 giugno: Italia. La polizia di frontiera di Bari e i militari della Guardia di finanza hanno scoperto nel porto di Bari 20 migranti di origine irachena e afgana arrivati con la motonave cipriota «Polaris», proveniente da Igoumenitsa in Grecia. Gli immigrati sono stati respinti, affidati al comandante della motonave per il ritorno in Grecia.

16 giugno: Italia. Sono stati pubblicati oggi, dal quotidiano “Il Messaggero” , i fotogrammi della ricostruzione della morte di Petru Birladeandu, rom di origine rumena, ucciso per errore durante un regolamento di conti nei quartieri spagnoli di Napoli. Petru Birladeandu si trovava con la moglie e altre persone alla fermata della funicolare quando i killer sono entrati in azione, ma dopo il suo ferimento la moglie è rimasta da sola a soccorrerlo, nonostante accanto a loro ci fossero numerose altre persone. L’episodio è avvenuto il 26 maggio scorso. Alla fine è arrivata un’ambulanza, ma anziché Petru Birladeandu, ha caricato un ragazzo ferito lievente.

16 giugno: Indonesia-Australia. E’ apparso oggi sul quotidiano indonesiano “Irin” un articolo con i dati relativi all’arrivo dei richiedenti asilo, soprattutto afghani, srilankesi e iracheni, per i quali l’Indonesia serve da punto di transito per cercare di raggiungere l’Australia. Tra settembre 2008 e aprile 2009 sono state intercettate e portate nei centri di detenzione 800 persone, mentre l’anno precedente, nello stesso periodo, erano 400. Le autorità indonesiane parlano di un aumento “significativo” degli arrivi di migranti, senza tuttavia fornire dei dati precisi.

16 giugno: Spagna. Un bambino dominicano di tre anni ha rischiato di essere espulso all’aeroporto spagnolo di Barajas perché non in possesso di documenti validi. Il minore rientrava da una breve visita in Repubblica Dominicana con un’amica di famiglia, ma, una volta giunto a Madrid, è stato fermato insieme all’accompagnatore. La procedura di espulsione è stata poi bloccata da un giudice spagnolo e al momento il problema è in via di risoluzione.

16 giugno: Spagna. E’ morto un migrante che viaggiava a bordo di un’imbarcazione insieme ad altri 9 compagni di viaggio. La patera proveniva questa volta dall’Algeria e non dalle coste marocchine, come speso accade, e si è capovolta nelle acque di Cartagena in Murcia. Si conta un disperso.

16 giugno: Spagna. E’ stato pubblicato su YuoTube il video del tentativo di espulsione di un migrante senegalese da parte delle forze dell’ordine spagnole all’aeroporto di Madrid. Il video è stato realizzato da uno dei passeggeri del volo Madrid-Dakar, spettatore, insieme agli altri passeggeri, della violenza inflitta a Massamba Guèye, che viene dapprima circondato dai poliziotti, poi ammanettato, picchiato e caricato a forza nel pulmino della polizia.

17 giugno: Italia. Due militari del gruppo pronto impiego della guardia di finanza hanno stuprato a Milano una ragazza di origine rumena dopo averla fermata con un cliente per un controllo antiprostituzione. Sono ora indagati per violenza sessuale. L’episodio è stato denunciato dalle colleghe della ragazza.

17 giugno: Spagna. Il livello di insofferenza della popolazione spagnola nei confronti della popolazione straniera nel Paese sembra essere in costante aumento secondo uno studio dell’Observatorio vasco de la Inmigración. La popolazione locale vede nell’incessante aumento del numero di stranieri una minaccia alla stabilità e all’equità sociale.

17 giugno: Spagna. La Spagna condonerà 30 milioni di euro del debito che il governo ecuadoriano ha nei confronti del governo spagnolo, a condizione che tale somma venga investita in progetti di sviluppo tali da prevenire il fenomeno dell’emigrazione della popolazione locale.

17 giugno: Algeria. Il responsabile della guardia costiera di Annaba ha fatto sapere che sono state arrestate 104 persone che cercavano di migrare verso le coste del nord del Mediterraneo. L’operazione è stata possibile attraverso un’operazione congiunta tra Italia e Algeria grazie a cui i migranti intercettati in acque internazionali sono stati riportati in Algeria.

17 giugno: Spagna. Il livello di insofferenza della popolazione spagnola nei confronti della popolazione straniera nel Paese sembra essere in costante aumento secondo uno studio dell’Observatorio vasco de la Inmigración. La popolazione locale vede nell’incessante aumento del numero di stranieri una minaccia alla stabilità e all’equità sociale.

17 giugno: Spagna. La Spagna condonerà 30 milioni di euro del debito che il governo ecuadoriano ha nei confronti del governo spagnolo, a condizione che tale somma venga investita in progetti di sviluppo tali da prevenire il fenomeno dell’emigrazione della popolazione locale.

17 giugno: Belgio. “Il Belgio deve migliorare le condizioni di detenzione e rafforzare i diritti dei migranti”, ha dichiarato il Commissario ai diritti dell’uomo del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, nel suo rapporto sul Belgio, reso noto oggi. Il Commissario denuncia anche la sovrappopolazione e le condizioni inumane di alcune prigioni e invita il Belgio a considerare delle misure alternative al carcere, soprattutto nel caso in cui i detenuti presentino problemi psichiatrici. Critico anche nei confronti della detenzione dei migranti minori.

18 giugno: Italia. Ennesimo sgombero di un campo rom a Milano. In vista delle elezioni amministrative di domenica 21 giugno, durante le quali a Milano si voterà per la provincia, il comune di Milano ha predisposto lo sgombero dei rom accampati nell’area dell’ex-caserma Forlanini. Continue anche le pressioni sui rifugiati, in prevalenza eritrei, accampati ormai da settimane in una piazza centrale di Milano, piazza Oberdan, dopo essere stati sgomberati da residenze occupato di Bruzzano e violentemente caricati dalle forze dell’ordine durante l’operazione di sgombero lo scorso aprile.

18 giugno: Francia. Le associazioni francesi dei diritti dei migranti denunciano ancora una volta le politiche di espulsioni indiscriminate perseguita dal governo francese. In questo caso, si tratta di un ragazzo di 20 anni, Alae Eddine, di origine marocchina, in Francia da cinque anni, adottato dalla zia, a cui era stato negato il permesso di soggiorno quando è diventato maggiorenne. Il giovane è stato arrestato il 16 giugno durante un controllo dei documenti ed espulso oggi. Alae Eddine era già stato arrestato e detenuto in un centro di detenzione nel 2007, ma la rete educazione senza frontiere del suo liceo si era mobilitata per farlo liberare e il giudice l’aveva assegnato alla residenza obbligatoria. Era stato dunque ospitato da Georges Gumpel, francese di origine ebraica, che durante la seconda guerra mondiale era stato « un bambino nascosto » e che si era costituito parte civile durante il processo di Klaus Barbie.

18 giugno: Marocco. Riprende il sit in di protesta da parte dei rifugiati di varie nazionalità davanti alla sede dell’Alto commissariato per i rifugiati a Rabat. I rifugiati chiedono la loro reinstallazione in altri paesi, e, dopo il fallimento dei negoziati con i rappresentanti del ministro degli esteri e le autorità dell’Alto commissariato, hanno deciso di riprendere il sit in iniziato lo scorso 15 giugno.

18 giugno: Francia. L’associazione dei lavoratori maghrebini in Francia (ATMF) denuncia la morte di Ali Ziri, un uomo di 69 anni, di origine algerina, arrestato e picchiato dalla polizia e poi condotto all’ospedale di Argenteuil dove è deceduto il 9 giugno. A testimoniare i fatti, l’amico Arezki K, alla guida della vettura nel momento in cui i due uomini sono stati fermati dalla polizia. L’Atmf fa sapere che si costituirà parte civile.

18 giugno: Onu. Durante la cerimonia alla National Geographic Society a Washington per lanciare le attività per celebrare la giornata dei rifugiati, il prossimo 20 giugno, l’ambasciatrice dell’Unhcr Angelina Jolie, insieme all’Alto commissario per i rifugiati, António Guterres, ha lanciato un appello mondiale affinché i milioni di rifugiati nel mondo, vittime dei conflitti, non siano più considerati come un fardello. Durante la stessa cerimonia, Guterres ha invece espresso la sua inquietudine per la difficoltà dell’attraversamento delle frontiere da parte dei rifugiati e per le difficoltà sempre crescenti incontrate dall’Alto commissariato per entrare in contatto con essi.

19 giugno: Usa. Barack Obama ha dichiarato oggi, nuovamente, che sta considerando di proporre una vasta riforma delle norme relative all’immigrazione tesa a regolarizzare i migranti sans papiers residenti negli Stati Uniti. Il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, ha dichiarato che a questo proposito il presidente Obama incontrerà il 25 giugno i dirigenti del Congresso, riconoscendo anche che per ora la proposta non incontra il parere della maggioranza del Congresso.

19 giugno: El Salvador. Al momento il governo salvadoreño ha in carico 31 rifugiati e adempie pienamente al rispetto dei loro diritti, tuttavia, secondo William Espino, rappresentante della Procura per la Difesa dei Diritti Umani (PDDH), le condizioni economiche in cui verte il paese non gli consentirebbero di garantire loro i mezzi di sussistenza di base per un’esistenza dignitosa e soprattutto l’opportunità di trovare un impiego.

19 giugno: Costa Rica. L’ufficio dell’Acnur ha dichiarato di aver applicato il programma di reinsediamento dei rifugiati presenti in paesi centroamericani come il Costa Rica e l’Ecuador dal 2003 a oggi con l’intenzione di andare incontro alle necessità specifiche dei diretti interessati. In questi anni l’11% (circa 1300 persone) dei rifugiati in Costa Rica è stato indirizzato verso Paesi terzi, come Cile e Brasile, in modo da creare un programma di solidarietà e responsabilità condivise tra tutti i governi del Sud America.

19 giungo: Spagna. Il ministero per il Lavoro e gli Affari sociali spagnolo destinerà 84 milioni di euro nello sviluppo di programmi di integrazione per migranti e di attività educative per minori.

19 giugno: Ecuador-Colombia. L’Ecuador è uno dei Paesi di maggiore ricezione di rifugiati politici in tutto il Sud America. Delle 30 mila richieste di asilo accolte dal 2002, 28.800 provengono da cittadini colombiani, grazie alla vicinanza geografica tra i due paesi. Molti di essi si installano nelle provincie del nord di Esmeraldas, Carchi, Imbabura, Sucumbíos e Orellana.

20 giugno: Colombia. Marco Romero, rappresentante del Centro de Consultoría para los Derechos Humanos y el Desplazamiento (Codhes), dichiara che la preoccupante instabilità interna, data dai continui conflitti armati di paramilitari, ribelli e agenti di Stato, sta conducendo all’abbandono del 10% del la popolazione locale. Insieme all’Irak, la Somalia e la Repubblica Democratica del Congo, la Colombia si situa tra i paesi con più sfollati e rifugiati.

20 giugno: Spagna. Secondo arrivo in questo mese sulle coste canarie, dopo quello del 4 giugno a La Gomera nel quale si contarono 71 persone. Questa mattina a Lanzarote una patera è approdata senza incontrare alcun problema sulla spiaggia dell’isola; una volta sulla spiaggia i migranti hanno iniziato a correre, ma 27 di essi, tra i quali 12 minori d’età, sono stati bloccati e arrestati.

20 giugno: giornata mondiale dei rifugiati. In Occasione della giornata dei rifugiati, Amnesty International ricorda che l’Europa sta chiudendo sempre più le sue frontiere ai potenziali rifugiati. I governi devono cessare di mettere in pericolo la vita di migliaia di persone, ha affermato Nocola Duckworth, direttrice del programma riguardante l’Europa e l’Asia dell’ong.

21 giugno: Ue-Libia. Prima operazione di respingimento verso la Libia da parte dell’agenzia europea Frontex. Un’imbarcazione con a bordo 74 migranti è stata avvistata da un’imbarcazione privata maltese a 126 miglia da Malta, la notizia è stata segnalata a un elicottero tedesco che partecipa alle operazioni della missione Nautilus IV, coordinata da Malta. L’elicottero ha ricevuto l’ordine di consegnare i migranti alle pattuglie libiche in stretta collaborazione con la guardia costiera italiana.

22 giugno: Marocco. Quinto giorno di sit in da parte dei rifugiati in Marocco davanti alla sede dell’Alto commissariato per i rifugiati. Un centinaio di persone, tra donne, bambini, uomini, sta in attesa di una risposta rispetto alla richiesta di essere reinstallate in altri paesi.

23 giugno : Spagna-Cedeao. Si è tenuto ieri, in Nigeria, un vertice tra la Spagna e la Comunità economica degli stati dell’Africa dell’Ovest (Cedeao) convocato in vista di un nuovo partenariato tra la penisola iberica e gli stati membri della Cedeao sui problemi relativi alle immigrazioni. La Spagna, che assumerà la presidenza dell’Ue a partire dal 1 gennaio 2010 metterà a disposizione della Cedeao un fondo di 262 milioni di euro per combattere il fenomeno dell’immigrazione irregolare e per un piano di sviluppo economico nei paesi africani che incoraggi i giovani a rimanere nei loro paesi. Felicitandosi dell’iniziativa spagnola, il presidente del Senegal, Abdoulaye Wade, ha esortato i suoi omologhi a cogliere questa opportunità per cercare di creare un’Africa in cui i giovani non siano più in fuga verso l’Europa.

23 giugno: Italia. E’ stato ritrovato morto sulla statale 76, nei pressi di Ancona, un ragazzo di 19 anni, Amir Rohol, di origine afgana, schiacciato dalle ruote di un Tir sotto il quale probabilmente si era legato per poter sfuggire ai controlli della polizia portuale.

23 giugno: Spagna. Tra lo scorso sabato e oggi sono state intercettate nelle acque almeriensi di Cabo de Gata sette pateras. Sabato scorso la Guardia Civil e la Guardia Costiera di salvataggio ha tratto in salvo 68 persone che viaggiavano su cinque imbarcazioni differenti, mentre la mattina seguente sono stati intercettate 16 persone di origine magrebina nelle stesse acque. Stasera ancora altre 17 persone a 30 miglia a sudovest di Cabo de Gata.

23 giugno: Messico. Solo l’1% dei messicani che emigrano negli Stati Uniti decidono di rientrare nel paese d’origine, secondo Virgilio Partida, studioso della Facoltà Latinoamericana di Scienze sociali in Messico. Tra la fine degli anni ’80 e gli anni 2000-2004 l’emigrazione messicana si è duplicata fino a raggiungere le 600 mila persone durante la presidenza del messicano Vicente Fox. Le principali mete d’emigrazione sono gli Usa, il Canada (circa 44 mila migranti) e la Spagna (circa 21 mila).

24 giugno: Australia. Si discute in questi giorni alla Camera un emendamento per abolire il debito di detenzione per i rifugiati politici. Sotto la corrente legislazione, i rifugiati, come ogni detenuto in Australia, sono ritenuti responsabili per le spese in cui lo stato incorre durante la loro detenzione: 125 dollari al giorno, pari a circa 9 milioni di dollari di debito per i 474 rifugiati attualmente presenti nei centri di detenzione australiani. Il partito laburista aveva lanciato in marzo una campagna contro il debito e ha ottenuto ieri il sostegno di parlamentari indipendenti.

24 giugno: Italia. E’ stato condannato oggi a 14 anni di reclusione Antonio Fioramonte per l’omicidio di Said Abdel Halim avvenuto il 17 giugno dello scorso anno a Gerenzano, in provincia di Varese. La vittima, un migrante egiziano di 29 anni, aveva accompagnato il fratello a chiedere i soldi del suo stipendio al datore di lavoro, ma Antonio Fioramonte, figlio di quest’ultimo, gli aveva sparato colpendolo direttamente al cuore. Dopo la sparatoria, Antonio Fioramonte era fuggito per costituirsi poi ai carabinieri la sera dell’omicidio.

24 giugno: Svizzera-Algeria. Secondo il quotidiano svizzero “Le Temps” il governo svizzero e quello algerino si apprestano a firmare un protocollo d’intesa relativo alle modalità di espulsione dei migranti di origine algerina, espulsioni a cui dovrebbero partecipare anche poliziotti algerini. I negoziati tra i due governi sono ripresi in seguito ad alcuni episodi di violenza e di piccola delinquenza avvenuti in uno dei quartieri più popolari e ad alta intensità d’immigrazione di Ginevra. La polizia ginevrina accusa soprattutto i migranti sans papiers di orgine algerina di essere i responsabili dei furti e delle aggressioni che avvengono nel quartiere, mentre alcuni parlamentari vorrebbero sospendere il regime di pene pecuniarie introdotto nel 2007 e ritornare al regime carcerario. Secondo il quotidiano, la presenza della polizia algerina in svizzera avrebbe già dato alcuni risultati positivi.

24 giugno: Italia. E’ in discussione in questi giorni nelle commissioni Giustizia e affari costituzionali il disegno di legge sulla sicurezza che verrà discusso in Senato a partire dal 30 giugno, prima della sua definitiva approvazione. Il Partito democratico aveva presentato alle commissioni un emendamento in cui si chiedeva una sanatoria per le circa 600 mila “badanti”, colf e baby-sitter che lavorano nella famiglie. La maggioranza ha però bocciato l’emendamento, decidendo così di non apportare alcuna modifica al disegno di legge prima della sua approvazione al Senato.

25 giugno: Francia. Sono stati sgomberati dapprima dal servizio d’ordine della CGT e poi dalla polizia i sans papiers che occupavano da 14 mesi i locali della Bourse du travail di Parigi. Di origine africana, erano circa 500 e a volte più numerosi coloro che abitavano ormai in permanenza all’interno dei locali, parte dei quali erano uffici del sindacato CGT. Per questo motivo, a porre fine all’occupazione, mandando dapprima il proprio servizio d’ordine, è stato proprio il sindacato. I migranti sans papiers, per la maggior parte lavoratori in agenzie di pulizia, avevano formato un collettivo autonomo, la Csp 75 (coordination des sans-papiers), e chiedevano, con l’occupazione, la loro regolarizzazione.

26 giugno. Marocco. Continua il sit-in permanente dei rifugiati davanti alla sede dell’Unhcr a Rabat. Dopo l’incontro che si è tenuto ieri tra i rappresentanti dei rifugiati, le autorità marocchine e il rappresentante dell’Alto commissariato in Marocco, i rifugiati hanno espresso la loro volontà di proseguire la protesta in vista di una risposta positiva alla loro richiesta di reintallazione in altri paesi. Hanno quindi cercato di organizzare meglio il loro sit-in con alcune tende poste davanti alla sede dell’Alto commissariato. Al sit-in partecipano un centinaio di persone, tra donne, uomini e bambini.

26 giugno: Spagna. Lo scorso ottobre iniziò un’inchiesta sulle attività criminali legate alla tratta di esseri umani e alla prostituzione nella città di Saragozza. In seguito alle indagini sono state arrestate undici persone.

27 giugno: Spagna. Approvato l’ultimo progetto di riforma sull’immigrazione del governo spagnolo. Questi i punti fondamentali: l’attuazione delle nuove leggi rientrerà nei poteri delle Amministrazioni pubbliche, comprese le Autonomías e i comuni; il diritto al voto per gli stranieri nelle elezioni amministrative dovrà essere rimandato a decisioni internazionali congiunte; estensione del diritto all’educazione anche per gli stranieri maggiori di 18 anni; rilascio di un permesso di soggiorno provvisorio e permesso di lavoro fino a sentenza, per le donne sans papiers che abbiano denunciato abusi o che necessitino di misure di protezione; pene pecuniarie fino ai 10 mila euro per i datori di lavoro che non regolarizzano stranieri invitati con contratto regolare di lavoro; i migranti espulsi per irregolarità potranno ora rientrare nel paese di espulsione dopo 5 anni, e non dopo 10, come accadeva fino a ora; restrizioni per richiedere il ricongiungimento familiare; aumento del periodo massimo di internamento nei CIE, dai 40 ai 60 giorni.

27 giugno: Colombia. Il governo colombiano e l’amministrazione di Bogotà hanno annunciato che verranno disposte misure di accoglienza e di assistenza sociale per i colombiani emigrati all’estero i quali, in seguito alla crisi economica attuale, potrebbero decidere di rientrare nel paese d’origine. Con questa motivazione è stato costruito il Centro di accoglienza nel quartiere di Chapinero nella capitale, sovvenzionato dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni.

27 giugno: Senegal-Spagna. Durante una conferenza stampa sulla riforma del sistema giudiziario in Senegal, il ministro della giustizia senegalese, Madické Niang, ha affermato che l’autore del video sul tentativo di espulsione molto violento da parte delle forze dell’ordine spagnole di un senegalese, Lamine Mbengue, ha tutto il sostegno da parte dal governo senegalese per il coraggio dimostrato nel filmare l’episodio, pubblicarlo su web e dichiarare la propria identità. “Abbiamo chiesto alla nostra ambasciata in Spagna di contattare i servizi spagnoli competenti affinché venga garantita la sua sicurezza”, ha affermato il ministro, affermando anche che il Senegal depositerà in Spagna una denuncia “contro ignoti per atti degradanti e inumani”.

28 giugno: Marocco. Nelle prime ore del mattino i rifugiati che dal 18 giugno si trovavano in sit-in permanente davanti alla sede dell’Alto commissariato per i rifugiati, a Rabat, sono stati dapprima circondati dalle forze dell’ordine marocchine e poi dispersi a colpi di manganelli. Una nuova carica si è verificata quando i rifugiati che si erano dapprima raccolti in un quartiere periferico di Rabat hanno cercato di ritornare verso il centro della città. Numerosi i feriti, tra cui anche una donna incinta.

29 giugno: Usa. Arizona: La località di Tucson in Arizona è uno dei luoghi più pericolosi per i migranti che vi transitano; soltanto nel 2008 vi sono stati ritrovati i corpi di 104 persone non identificate, nella maggioranza dei casi vittime di aggressioni.

30 giugno: Spagna. Rinvenuti sulle spiagge delle località gaditana di Barbate i cadaveri di otto migranti appartenenti al gruppo di passeggeri che viaggiavano su un’imbarcazione naufragata ieri mattina all’alba al largo del faro di Trafalgar. Partiti da Karrouch (Marocco) viaggiavano sulla rotta più pericolosa e per questo più economica per attraversare lo Stretto. Si ipotizza che i passeggeri fossero una trentina. Un altro arrivo, nelle stesse ore di ieri, sulla costa di Santaniy a Mallorca: la Guardia Civil ha già arrestato sei migranti ed è alla ricerca degli altri passeggeri. Dall’inizio dell’anno sono stati già rinvenuti 57 corpi di migranti.

30 giugno: Italia. E’ iniziata oggi in Senato la discussione sul pacchetto sicurezza per il quale si prevede il voto finale nei prossimi giorni.

30 giugno 2009: Ue. E’ stata pubblicata oggi sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea la Direttiva 2009/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2009, che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare. Le sanzioni previste all’articolo 5 per i datori di lavoro includono sanzioni finanziarie e il pagamento dei costi di rimpatrio dei cittadini di paesi terzi assunti illegalmente, nei casi in cui tali procedure siano effettuate. Con l’articolo 6 gli stati membri garantiscono inoltre che il datore di lavoro sia responsabile del pagamento della retribuzione arretrata dei migranti assunti in nero, pagamento equiparato alla retribuzione di un lavoratore regolare. Molto critiche rispetto alla Direttiva numerose associazioni di difesa dei diritti dei migranti per l’assenza nel testo di un processo di regolarizzazione per i lavoratori immigrati.

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