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Cronologia. Maggio 2009

maggio 2009:

1 maggio: Australia. Canberra: il 29 aprile due imbarcazioni con a bordo 80 persone, che le autorità hanno identificato come potenziali richiedenti asilo, sono state intercettate al largo delle coste dell’Australia. La prima imbarcazione aveva a bordo 72 persone ed è stata intercettata a 27 miglia nautiche da Bathurst Island a nord di Darwin; la seconda è stata fermata vicino a Ashmore Reef e trasportava sette persone probabilmente indonesiane. Già il giorno precedente quattro uomini, due dei quali sono probabilmente rifugiati afgani, erano stati trovati su un’isola, sopravvissuti all’esplosione dell’imbarcazione su cui viaggiavano. Secondo l’ambasciatore afgano in Australia, Amanullah Jayhoon, l’aumento degli arrivi è dovuto a un inasprimento delle politiche del Pakistan e dell’Iran nei confronti dei rifugiati afgani.

1 maggio: Italia. La Società della salute, un consorzio di nove comuni dell’area pisana (tra i quali Pisa, Cascina, San Giuliano Terme, Vecchiano, Calci, Fauglia) e l’Asl hanno proposto ad alcune famiglie rom provenienti dalla Romania un “rimpatrio volontario e assistito”: viaggio di ritorno al loro paese di origine, con un bonus dai 500 ai 1000 euro a famiglia, da erogare solo a destinazione raggiunta, e l’impegno a non ritornare in Italia per almeno un anno. Critiche al progetto arrivano da varie associazioni. I rom rumeni, ricordano tra l’altro, sono cittadini comunitari.

1 maggio: Ue-Frontex. E’ stato pubblicato il rapporto 2008 dell’agenzia Frontex, esposto dal direttore dell’agenzia Ilkka Laitinen alla Commissione Libe del Parlamento europeo il 27 aprile scorso. Secondo i dati contenuti nel rapporto, l’agenzia per il controllo delle frontiere esterne nel 2008 ha intercettato 129.500 migranti agli aeroporti e alle frontiere terrestri, 92.000 nelle acque del Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico e 82.600 alle frontiere terrestri tra Grecia, Bulgaria, Cipro. L’agenzia controlla 115 aeroporti a cui ha respinto 66.500 persone. L’agenzia ha avuto 70 milioni per il 2008, 83,5 nel 2009 e ne chiede 85 per il 2010, al fine di poter aumentare le sue attrezzature che per ora sono: 25 elicotteri, 22 aerei, 24 navi e 89 motovedette.

1 maggio: Colombia. Questa mattina le autorità colombiane hanno fermato un’imbarcazione che trasportava 21 migranti di origine etiope, eritrea e bangladese in rotta verso il Nicaragua. È la terza imbarcazione di migranti di origine afro-asiatica a essere intercettata dalle autorità colombiane nelle ultime settimane. La prima intercettazione risale al 19 aprile presso Bocas de Ceniza, mentre la seconda al giorno successivo nelle vicinanze dell’Isola di San Andrés.

2 maggio: Colombia. L’Onu ha espressamente richiesto allo Stato colombiano di concedere ai migranti presenti nel suo territorio la possibilità di presentare ricorso contro le disposizioni di espulsione. Il comitato dell’organizzazione internazionale si è detto preoccupato per via del decreto 4000 promulgato dalla Colombia nel 2004, poiché, per ragioni di sicurezza nazionale, non permette al migranti di fare ricorso.

2 maggio: Gran Bretagna. Il difensore dei diritti per i minori Al Aynsley-Green ha descritto le inaccettabili condizioni in cui versano i migranti minorenni detenuti nel centro di Yarl’s Wood. Molti di essi, affetti da svariate patologie cliniche, non hanno ricevuto adeguate cure mediche o in casi estremi non sono stati curati affatto, altri ancora soffrono di disturbi psicologici, dovuti dall’atmosfera di reclusione e di violenza attuata dagli agenti interni. Dal dossier emergono casi di lesioni fisiche ai danni dei giovani detenuti e si parla inoltre delle retate notturne all’origine della separazione dei minorenni dal nucleo familiare, operazioni durante le quali i genitori sono sottoposti a umiliazioni e violenze sotto gli occhi dei figli. Nonostante le polemiche, lo scorso mese è stato approvato il piano di ampliamento del centro che andrà ad accogliere fino a 900 detenuti.

3 maggio: Francia-Gran Bretagna. Ancora non ufficialmente, sono comunque iniziati i colloqui per avviare uno scambio di esperti tra Francia e Gran Bretagna per la cooperazione contro l’immigrazione. Un funzionario inglese dovrebbe essere mandato a breve in Francia per mettere a punto un sistema di voli charters congiunti per i rimpatri in Afghanistan. In quest’ultimo caso, l’obiettivo è di dividere i costi delle espulsioni, circa 21.000 euro a persona.

3 maggio: USA. Negli ultimi mesi si stanno registrando frequenti arrivi di migranti di origine africana e asiatica (principalmente da Etiopia, Somalia ed Eritrea) nel continente americano, arrivi che aprono una prospettiva alternativa alla rotta europea. Molti di essi, dopo la traversata atlantica diretta sulle coste meridionali, proseguono il viaggio via terra, a piedi o a bordo di mezzi di fortuna, fino alla meta sicura del Messico, ultima tappa prima dell’arrivo negli Stati Uniti. Nel territorio messicano i migranti, profughi da paesi in guerra, possono godere di 30 giorni di soggiorno previa denuncia spontanea alle autorità locali. Soltanto nel 2008 nel centro di accoglienza di Tapachula il numero di migranti non americani si è triplicato.

4 maggio: Francia. Mentre continuano le polemiche relative alla legge che prevede il reato di “aiuto al soggiorno di una persona in situazione irregolare”, una giovane donna di 22 anni, Jennifer Chary, è stata chiamata a rispondere di tale reato l’11 maggio per aver ospitato M’Hamed Naïmi, rimpatriato in Marocco il 3 aprile, alcuni giorni prima della data fissata per il loro matrimonio.

4 maggio: Italia. A Lampedusa sono iniziati i lavori di demolizione del Centro di identificazione ed espulsione (Cie) realizzato velocemente nell’ex base Loran quando il ministro dell’interno Maroni aveva deciso che i rimpatri dovevano essere fatti direttamente dall’isola. Lo scorso 29 aprile la prefettura di Palermo, la Soprintendenza, la Forestale, il Comune e il Genio civile avevano negato i permessi preventivi e dichiarato abusiva la struttura. I primi gruppi di prefabbricati sono già stati smontati.

4 maggio: Italia-Libia. E’ stato diffuso oggi dal quotidiano “La Repubblica” un video girato sulla spiaggia libica di Al Zuwarah, in cui si vede un gommone di migranti fermato dall’intervento della polizia libica che spara per disperdere i migranti e arrestarne alcuni.

4 maggio: Italia. E’ stata picchiata nell’infermeria del centro di detenzione (Cie) di via Mattei una ragazza di origine tunisina, Raya. La ragazza racconta di essere stata picchiata da un poliziotto in borghese e lasciata svenuta nel locale, per poi essere riportata nelle camerate del centro.

4 maggio: Spagna. Il ministro spagnolo per il Lavoro e l’Immigrazione, Celestino Corbacho, ha dichiarato che saranno ammorbiditi due punti della bozza di progetto per la riforma della Ley de Extranjería che molte ONG spagnole e le associazioni per i migranti hanno criticato con forza. Si tratta della modifica della norma che penalizza chi presta soccorso e offre ospitalità a migranti e il tema del rimpatrio dei minori. Il ministro non si è invece ancora pronunciato in merito alla proposta di prolungare i tempi di permanenza nei CEI da 40 a 60 giorni.

4 maggio: Spagna. Il piano di “ritorno volontario” promosso dal governo Zapatero nello scorso mese di novembre si applica ai migranti disoccupati che non sono cittadini comunitari UE. Nel caso di lavoratori comunitari, come la numerosa comunità romena residente in Spagna, il ministro Corbacho, in visita ufficiale presso il suo omologo romeno, Marian Sarbu, ha proposto un piano economico di aiuti, sostenuto dal Fondo europeo, per facilitare il viaggio di ritorno dei lavoratori romeni rimasti disoccupati. Sono 718.844 i romeni residenti in Spagna, 70.912 dei quali attualmente sono disoccupati.

5 maggio: Spagna. Da un’inchiesta realizzata in Marocco e Senegal attraverso il progetto Infomigra, promosso dalla Generalitat Valenciana, è emerso che negli ultimi le migrazioni nel Mediterraneo tra Africa e Spagna ha fruttato approssimativamente un volume d’affari di 2000 milioni di euro, calcolando che la cifra di un viaggio si aggira da un minimo di 500 euro – nel 35% dei casi – a un massimo di 3000 euro – nel 26% dei casi.

6 maggio: Francia. Pubblicato oggi dall’associazione Anafé il rapporto sulle zone d’attesa dell’aeroporto di Roissy 2008. Ogni anno circa 15.000 persone sono trattenute nelle zone d’attesa di Roissy. La durata media del trattenimento è di tre giorni. Nel 2008, 5100 persone hanno fatto richiesta d’asilo alla frontiera. Nel 2007, sono stati 822 i minori non accompagnati, 275 dei quali sono stati respinti.

6 maggio: Italia-Malta-Libia. Dopo il caso della Pinar la nave battente bandiera turca che aveva soccorso in mare 154 naufraghi il 16 aprile 2009 e a cui l’Italia aveva concesso l’approdo solo dopo 4 giorni e un braccio di ferro con Malta per stabilire in quale porto dovessero essere fatti approdare i naufraghi, lo stesso problema si ripresenta oggi, dopo il salvataggio ad opera delle navi della guardia costiera italiana, in acque maltesi, di 227 naufraghi a bordo di tre imbarcazioni. I naufraghi sono stati fatti salire a bordo delle motovedette delle navi italiane, ma l’Italia ha chiesto alla Libia di consentire a un nave della marina militare italiana di riportare in Libia i naufraghi.

6 maggio: Spagna. Joseph Buades, coordinatore del Servizio Gesuita per i Migranti in Spagna (SJM-E), in collaborazione con l’Università Pontificia di Comillas, ha effettuato uno studio intitolato “Control democrático para la gestión de la frontera sur” in vista delle prossime elezioni europee. Il lavoro segnala il progressivo spostamento verso sud delle frontiere tra Europa e Africa e denuncia la mancanza di garanzie democratiche e la violazione dei diritti umani per i migranti; il testo sarà inviato ai vari gruppi politici europarlamentari.
6 maggio: Messico. Secondo una ricerca del SPLC, Southern Proverty Law Center, attivo nel monitorare le forme di razzismo verso i migranti negli Stati Uniti, la diffusione della febbre suina avrebbe rinfocolato l’attività di gruppi estremisti xenofobi in alcune zone degli Stati Uniti – come il Minuteman di San Diego e la Coalizione per la riforma dell’immigrazione (CCIR) – contrari alla decisione di Obama di non chiudere le frontiere con il vicino Messico, nonché alle modifiche previste in materia di immigrazione del neo presidente.

6 maggio: Messico. Secondo una ricerca del SPLC, Southern Proverty Law Center, attivo nel monitorare le forme di razzismo verso i migranti negli Stati Uniti, la diffusione della febbre suina avrebbe rinfocolato l’attività di gruppi estremisti xenofobi in alcune zone degli Stati Uniti – come il Minuteman di San Diego e la Coalizione per la riforma dell’immigrazione (CCIR) – contrari alla decisione di Obama di non chiudere le frontiere con il vicino Messico, nonché alle modifiche previste in materia di immigrazione del neo presidente.

7 maggio: Stati Uniti. Il governo statunitense stanzierà per il prossimo anno 27 mila milioni di dollari per il piano di rafforzamento delle frontiere con il Messico e per la lotta al narcotraffico e alla migrazione. Il piano è stato presentato lo scorso giovedì e costituisce un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente. Mentre il presidente Obama dichiara di volere far emergere dall’ombra i milioni di sans papiers negli Usa, nello stesso tempo cerca di rafforzare ulteriormente le barriere di cemento che dovrebbero disincentivare l’ulteriore entrata di migranti.

7 maggio: Italia-Libia. Sono stati respinti e riportati in Libia i migranti soccorsi ieri dalle navi della guardia costiera e della guardia di finanza italiane. Si tratta di 227 persone, tra cui 40 donne, alcune delle quali incinte, provenienti da vari paesi africani: Ghana, Costa D’Avorio, Mali, Somalia, Nigeria. Tra di essi, molti potenziali richiedenti asilo. "Per la prima volta nella storia siamo riusciti a rimandare direttamente in Libia i clandestini che abbiamo trovato ieri in mare su tre barconi. Fino ad adesso dovevamo prenderli, identificarli, mandarli nelle nazioni di origine...”, ha dichiarato Maroni. Unanime la condanna dei respingimenti da parte delle organizzazioni umanitarie e di tutela dei rifugiati che chiedono spiegazioni urgenti al governo italiano, mentre l’Alto commissariato per i rifugiati ha espresso la sua inquietudine per l’episodio.

7 maggio: Canada. Il quotidiano canadese “The Globe and Mail” rivela che le istituzioni canadesi stanno considerando un cambiamento della legge sull’immigrazione per facilitare l’espulsione delle persone a cui sia stato negato asilo politico. Un ufficiale dell’immigrazione ha rivelato al giornale che questo cambiamento sarebbe mirato a gestire le richieste d’asilo dei rom cechi, in forte aumento a partire dall’autunno del 2007 quando il Canada ha abolito l’obbligo di richiesta del visto per i turisti di nazionalità ceca. Secondo il giornale, nei primi tre mesi del 2009, i cechi sono stati la quarta nazionalità per numero di richiedenti asilo, dopo i messicani, gli haitiani e i colombiani. Il primo ministro canadese ha ventilato la possibilità di reintrodurre l’obbligo di richiesta del visto, il primo ministro ceco ha minimizzato il razzismo contro i Rom in Cecoslovacchia e Amnesty International ha espresso preoccupazioni per la crescente violenza da parte di gruppi di estrema destra contro la comunità Rom in certe zone della Repubblica ceca.

7 maggio: Belgio. La notizia del tentativo di arresto del giocatore di calcio marocchino Mbark Boussoufa punta i riflettori sul problema della xenofobia. Secondo testimonianze dirette, l’uomo è stato ammanettato e trascinato a terra dagli agenti di polizia per un controllo di documenti mentre si trovava nel quartiere africano di Gare du Midi di Bruxelles. In quelle stesse ore nella capitale belga la polizia colpiva a morte un ragazzo marocchino mentre rincasava dal lavoro.

7 maggio: Spagna-Mauritania. La commissione spagnola per l’aiuto ai rifugiati ha chiesto al governo della Mauritania di chiudere il centro di detenzione di Noadhibou. Nel suo rapporto, indirizzato al governo spagnolo, l’Ong fa sapere che i detenuti del centro vivono in condizioni di salute e di igiene molto precarie, ammassati, per poi essere portati alle frontiere senza alcun mezzo per rientrare nei loro paesi. Il centro è stato aperto nel 2006 con finanziamenti spagnoli. Il centro era stato fortemente criticato anche da Amnesty International, in un rapporto del luglio 2008 .

7 maggio: Marocco. La Marina marocchina ha intercettato 73 migranti di origine subsahhariana nella provincia di Nador, al nord del Marocco, mentre cercavano di raggiungere la Spagna con un’imbarcazione. Tra di essi, sei donne e due neonati. Nel 2008, le forze dell’ordine marocchine hanno bloccato 10.235 tentativi di migrazione, un terzo dei quali sono rappresentati da marocchini.

7 maggio: UE-Capo Verde. Dalla riunione tra gli Stati membri UE e il governo di Capo Verde sono emersi nuovi punti di incontro dopo il meeting del 27 maggio 2008. Si è discusso di migrazione, controllo delle frontiere, sicurezza dei documenti di viaggio, di lotta ai trafficanti di esseri umani, di emigrazione "illegale". Sono stati osservati i progetti avviati in loco come CAMPO (Centre for Supporting Migration in the Country of Origin) e DIAS (Diaspora for Development of Cape Verde) sorti con il fine di promuovere un "ritorno", anche se temporaneo, dei numerosi migranti capoverdiani residenti in Francia e Portogallo. Di recente il governo ha firmato un accordo per la regolamentazione dei flussi migratori e per progetti di sviluppo con la Francia e ha annunciato un prossimo accordo con il Portogallo.

7 maggio: Italia. E’ stata confermata in appello la sentenza di condanna per Angelica, la ragazza sedicenne romena di etnia rom giudicata colpevole del sequestro di una bambina di sei mesi a Ponticelli, il 10 maggio 2008. Il caso aveva suscitato grande scalpore e, in seguito, una violenta aggressione da parte degli abitanti della zona ai campi rom di Ponticelli che erano stati dati alle fiamme sino a costringere i rom ad abbandonarli. La sentenza si basa sulle accuse della madre della neonata che la Corte non ha ritenuto di dover verificare con indagini o perizie perché, come scrive il magistrato nel dispositivo di sentenza, "Non vediamo perché la donna avrebbe dovuto mentire". Alcuni abitanti di Ponticelli ricordano che l’accusatrice ha precedenti per falso ideologico. Il gruppo Everyone, che aveva presentato un dossier al magistrato in cui si dimostrava l’innocenza della ragazza tramite prove e riscontri, afferma "E’ stata condannata in base al pregiudizio medievale secondo cui i Rom rubano bambini, senza prove, senza indagini approfondite, senza buon senso". Angelica, già in carcere dal maggio scorso, dovrà scontare 3 anni e 8 mesi di reclusione.

7 maggio: Repubblica Ceca-Ue. Si inaugura a Praga il progetto dell’Unione Europea Eastern Partnership (EaP), alla presenza di rappresentati dei 27 paesi membri e di sei partner dell’ex blocco sovietico: Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldavia e Ucraina. Il progetto ha l’obiettivo di sostenere riforme politiche, economiche e sociali sul modello dell’Unione Europea nei paesi dell’ex blocco. L’Unione Europea si impegna a stanziare ingenti fondi per sviluppare strutture istituzionali ed economiche nei paesi dell’Est e per sostenere iniziative di collaborazione sui temi della sicurezza, del controllo delle frontiere, delle risorse ambientali e della sostenibilità. Nei prossimi anni verranno stanziati: 98,4 milioni EUR per l’Armenia, 92 per l’Azerbaigian, 120,4 per la Georgia, 209.7 per la Moldavia e 494 per l’Ucraina. Questi fondi si aggiungono a progetti già esistenti a cui i paesi partner possono accedere: Governance Facility (un massimale di 50 milioni di euro l’anno) e Cross Border Cooperation che coordina iniziative di controllo delle frontiere di terra e di mare con un budget che per il 2008 ha raggiunto 25,6 milioni di Euro.

8 maggio: Messico. Secondo fonti della Segreteria Pubblica (SSP) lo scorso venerdì 61 migranti originari delle Honduras, El Salvador, Guatemala e Nicaragua sono stati trattenuti e arrestati in una stazione ferroviaria dello stato messicano di Tlaxcala e poi trasferiti nell’Instituto Nacional de Migración.

8 maggio: Messico. La commissione Nazionale per i Diritti Umani (CNDH) del Messico ha espresso le sue raccomandazioni al governo Federale sul tema dell’influenza suina, strettamente connesso al fenomeno delle migrazioni tra Messico e Stati Uniti. Il presidente dell’organizzazione, José Luis Soberanes Fernández, in una lettera inviata al presidente Felipe Calderón, ha dichiarato che le centinaia di migranti che attraversano ogni giorno la frontiera con gli USA dovrebbero essere messi sotto controllo sanitario per non mettere a rischio la salute della popolazione e per scongiurare il rischio di un contagio.

8 maggio: Ue. E’ stato pubblicato oggi il rapporto Eurostat (Ufficio Statistiche Ue) sulle domande d’asilo presentate nell’Unione europea nel 2008. Sono state registrate 240.000 domande, ossia 480 domande su un milione di abitanti. I richiedenti asilo sono per la maggior parte di origine irachena (12%), russa (9%), somala (6%), serba (6%) e afgana (5%). Malta e Cipro registrano il maggior numero di domande per abitanti. Tra gli stati membri, il maggior numero di monade è stato presentato in Francia (41.800), in Gran Bretagna (30.500), in Germania (26.900), Svezia (24.900), Grecia (19.900), Belgio (15.900). Sempre nello stesso anno, sono state considerate 193.000 domande, 141.730 sono state respinte (il 73%), 24.425 richiedenti hanno ricevuto lo status di rifugiato (13%), 18.560 (10%) hanno avuto la protezione sussidiaria e 8.960 (5%) un’autorizzazione di soggiorno per ragioni umanitarie.

8 maggio: Spagna. Dal rapporto Eurostat pubblicato oggi è emerso che, insieme a Grecia e Slovenia, la Spagna è uno dei paesi ad avere accettato il minor numero di richieste di asilo politico. Nel 2008, per esempio, ha concesso soltanto il 5 % delle richieste ricevute, il che è al di sotto della media comunitaria UE. La maggior parte dei richiedenti asilo in Spagna proviene dalla Nigeria (18%), dalla Colombia (17%) e dalla Costa d’Avorio (11%).

8 maggio: Italia. Era al centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria, a Roma, dal 24 aprile, in Italia da molti anni, e avrebbe dovuto essere espulsa nella mattinata di ieri. Durante la notte, però, Mabruka Mimuni ha deciso di suicidarsi e l’ha fatto in uno dei bagni del centro impiccandosi con un maglione. Il suo corpo è stato ritrovato dalla sua compagna di cella, alle sei del mattino. Ora tutte le detenute sono in sciopero della fame e anche il settore degli uomini le ha seguite nella protesta.

8 maggio: Italia-Libia. "Li hanno mandati al massacro. Li uccideranno, uccideranno anche i loro bambini. Gli italiani non devono permettere tutto questo. In Libia ci hanno torturate, picchiate, stuprate, trattate come schiave per mesi. Meglio finire in fondo al mare. Morire nel deserto. Ma in Libia no". "Mi hanno violentata ripetutamente in tre o quattro, anche se ero sfinita e gridavo pietà loro continuavano e sono rimasta incinta. Non so chi sia il padre di Sharon, voglio soltanto dimenticare e chiedo a Dio di farla vivere in pace". Sono le testimonianze delle donne salvate dalla nave turca Pinar e arrivate in Italia il 20 aprile scorso. Sono state pubblicate oggi dal quotidiano “La Repubblica” dopi i respingimenti in Libia voluti dal ministro Maroni. Intanto, l’Alto commissariato per i rifugiati in un comunicato di oggi fa sapere che "ritiene probabile che tra le persone respinte ci siano individui bisognosi di protezione internazionale; nel 2008 il 75% di coloro che sono giunti in Italia via mare ha fatto richiesta di asilo".

9 maggio: Italia. Continuano le proteste dei detenuti del centro di identificazione ed espulsione di via Mattei a Bologna, per denunciare i continui atti di violenza da parte delle forze dell’ordine. Oggi, si sono verificati anche due casi di autolesionismo: un detenuto ha ingurgitato 10 lamette da barba, mentre un altro si è tagliato in varie parti del corpo. Continuano, intanto, anche le proteste al di fuori del Cie, così come quelle per denunciare la morte di Mabruka Mimuni al Cie di Ponte Galeria, a Roma.

9-10 maggio 2009: Italia-Libia. Ancora respingimenti verso la Libia da parte delle navi italiane. Il secondo respingimento è avvenuto sabato 9 maggio, il terzo domenica 10 maggio. Intanto, la nuova politica inaugurata dal ministro Maroni allarma la chiesa italiana, che ha espresso dure condanne attraverso esponenti della Cei, del Vaticano e attraverso i suoi organi di informazione. I respingimenti in Libia, secondo il segretario del Pontificio consiglio per i migranti, monsignor Agostino Marchetto, “violano le norme internazioni sui diritti dei rifugiati”.

10 maggio: Iran. Il governo iraniano ha pubblicamente chiesto aiuto alle associazioni non governative internazionali per gestire il problema dei rifugiati nel paese. L’appello è stato fatto nel corso di una conferenza organizzata a Teheran dal Ministero degli interni iraniano, l’agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) e l’International Consortium for Refugees. Il vice ministro dell’interno iraniano, Abbas Mohtaj, ha rivelato che alcuni dei rifugiati sono nel paese da più di trent’anni. Mohtaj ha aggiunto che visto che non si è riusciti a trovare una soluzione al problema e che "le politiche di rimpatrio stanno diventando sempre più problematiche, è necessario lavorare con le organizzazioni non governative per facilitare il rimpatrio volontario dei rifugiati". Secondo l’Unhcr l’Iran ospita la seconda più grande popolazione di rifugiati, dopo il Pakistan: 968mila, per la maggioranza afgani. Secondo un rapporto di World Food Programme del dicembre 2008 solo alcune migliaia di rifugiati vivono nei campi, le loro entrate sono bassissime e la famiglia media spende il 77% delle entrate per l’affitto.

10 maggio: Grecia. Un gruppo neonazista ha attaccato oggi i migranti che da qualche settimana occupano un ex-tribunale al centro di Atene. Tre i migranti feriti. Una contromanifestazione è stata organizzata da un coordinamento antirazzista che si è conclusa con scontri tra le forze dell’ordine e i manifestanti. Due i manifestanti arrestati.

11 maggio: Europa-Italia-Libia. Condanna dell’Italia per i respingimenti verso la Libia da parte del Consiglio d’Europa, attraverso le parole di Thomas Hammarberg commissario per i Diritti umani. Si tratta, secondo le sue dichiarazioni, di “un’iniziativa molto triste” che "mina la possibilità per ogni essere umano di fuggire da repressione e violenza, ricorrendo al diritto d’asilo"."Spero che l’Italia non vada avanti con questa politica", ha continuato Hammarberg che si è detto anche "totalmente in linea con le posizioni espresse dal Vaticano".

11 maggio: Messico-USA. William Pedroza, religioso di Tijuana, e José Luis Manzo, difensore dei Diritti Umani presso la Casa del Migrante di Nuevo Laredo, affermano che le operazioni di controllo degli agenti ICE e delle pattuglie di frontiera non rispettano pienamente le regole di espulsione previste dal governo USA. Pedroza racconta di numerose retate effettuate in qualsiasi luogo e ad ogni ora, non rispettando le limitazioni della legge. Spesso nei centri di identificazione mancano giudici e avvocati e non sempre vengono inventariati i beni di coloro che verranno rimpatriati, con il rischio di far perdere loro quanto posseduto al momento dell’arresto.

11 maggio: Pakistan. Continua la fuga di massa nella zona della Valle di Swat, nel nord ovest del Pakistan, dove da alcuni giorni sono in corso i combattimenti tra l’esercito pakistano e i talebani. Oltre 500.000 le persone in fuga in questa settimana, che si sono aggiunte agli altri rifugiati che avevano lasciato la zona di conflitto. Si calcola che in tutto abbiano lasciato le loro abitazioni più di un milione di persone.

12 maggio: Italia. Approvato alla Camera con voto di fiducia il maxiemendamento al disegno di legge del pacchetto sicurezza. Il testo, che dovrà ritornare al Senato per l’approvazione definitiva, prevede: l’introduzione del reato di clandestinità, ovvero di ingresso e soggiorno irregolare, per il quale si prevede un’ammenda da 5.000 a 10.000 euro; l’istituzione delle cosiddette ronde cittadine; possibilità di rimpatrio senza nulla osta da parte dell’autorità competente; la necessità di esibire il permesso di soggiorno per tutti gli atti di stato civile, compreso il matrimonio e il riconoscimento dei figli, con una deroga per l’assistenza sanitaria e per l’iscrizione dei minori a scuola; l’aumento a 180 giorni della durata della detenzione nei Centri di identificazione ed espulsione (Cie); il versamento di un contributo economico da 80 a 200 euro per tutte le pratiche di rinnovo del permesso di soggiorno; i servizi di money transfer avranno l’obbligo di richiedere il permesso di soggiorno e di conservarne copia per dieci anni; cancellazione anagrafica a sei mesi dalla scadenza del permesso di soggiorno; pagamento di una tassa di 200 euro per acquisire la cittadinanza italiana per matrimonio con cittadini italiani che potrà essere richiesta dopo due anni di residenza nel territorio dello stato o dopo tre anni nel caso in cui il coniuge si trovi all’estero; inasprimento delle pene per il favoreggiamento di ingresso illegale; il cosiddetto permesso di soggiorno a punti, ovvero l’istituzione di un accordo di integrazione articolato in crediti e da sottoscrivere al momento del rilascio del permesso di soggiorno.

12 maggio: Italia-Libia. In una lettera inviata al governo italiano, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), esprimere “forte preoccupazione per la politica attualmente adottata dall’Italia che mina l’accesso all’asilo nell’UE e che rischia di violare il principio fondamentale del non-respingimento contenuto nella Convenzione del 1951 sullo status di rifugiato, nella legislazione dell’UE così come in altre convenzioni internazionali sui diritti umani. Il principio di non respingimento non comporta alcuna limitazione geografica. Gli stati sono obbligati a rispettarlo in qualunque luogo nel quale esercitino la loro giurisdizione, mare aperto incluso”. Nella lettera, l’Unhcr chiede all’Italia di riammettere i potenziali richiedenti asilo e ricorda anche che “più del 70% delle 31.200 domande d’asilo presentate nel 2008 in Italia provengono da persone arrivate sulle coste meridionali del Paese. Il 75% circa dei 36.000 migranti arrivati sulle coste italiane nel 2008 - due su tre - ha presentato domanda d’asilo, sul posto o successivamente, mentre il tasso di riconoscimento di una qualche forma di protezione (status di rifugiato o protezione sussidiaria/umanitaria) delle persone arrivate via mare è stato di circa il 50%. Nel 2008, il maggior numero di domande di asilo in Italia è stato presentato da cittadini provenienti dalla Nigeria, seguiti da persone in fuga dalla Somalia e dall’Eritrea, dall’Afghanistan, dalla Costa d’Avorio e dal Ghana.

13 maggio: Stati Uniti-Messico. Tucson-1 sarà il nome della prima torre di controllo di frontiera posta sul confine tra lo stato dell’Arizona e il Messico, capace di coprire un raggio di 23 miglia. Questo strumento tecnologico rappresenta un’alternativa alle barriere di cemento costruite fino a oggi dal governo statunitense. Nel corso dell’estate inoltre verrà ultimato il progetto Ajo-1, che prevede l’installazione di 6 torri e rispettivi sensori che arriveranno a coprire fino a 30 miglia di frontiera. Costo dell’intero progetto: circa 100 milioni di dollari.

13 maggio: Stati Uniti. Il dipartimento per la Sicurezza interna del governo USA si è astenuto dal confermare la prossima approvazione della legge sull’immigrazione. Nonostante le numerose richieste delle associazioni e delle istituzioni pro-migranti di porre fine alle massicce retate tra i sans papiers nei luoghi di lavoro, le drastiche misure degli addetti corpi di polizia (ICE) continuano a farsi sentire.

14 maggio: Italia-Libia. "Il Governo Italiano non era legittimato al respingimento degli immigrati e rifugiati del 7 maggio scorso e dei giorni successivi. Tra i respinti in Libia, infatti, vi sono 24 persone, per la maggior parte somali ed eritrei, che mi hanno conferito procura per presentare ricorso contro il Governo italiano presso la Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo.” E’ la dichiarazione dell’avv. Anton Giulio Lana, membro del Direttivo dell’Unione forense per la tutela dei diritti dell’uomo, organizzazione che è tra i fondatori del Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR), annunciando il ricorso davanti alla Corte europea per violazioni dell’art. 3 della Convenzione europea dei diritti umani, dell’art. 13 della Convenzione che tutela il diritto a un ricorso interno efficace e dell’art. 4 del Protocollo IV aggiuntivo alla Convenzione Europea sui Diritti Umani, che vieta l’espulsione ed il respingimento collettivo di stranieri, senza provvedimenti individuali.

14 maggio: Italia-Libia. In occasione della consegna di tre motovedette italiane al governo libico, l’ambasciatore libico in Italia, Hafid Gaddur, ha affermato che per quanto la Libia non abbia ancora ratificato la Convenzione di Ginevra il dibattito è in corso, e che in Libia si può inoltrate la domanda d’asilo all’apposito ufficio dell’Alto commissariato per i rifugiati.

14 maggio: Spagna. Lo scorso 3 settembre un cayuco giunse sulle coste meridionali di Gran Canaria dopo 12 giorni di viaggio via mare dalla Mauritania. A bordo viaggiavano 46 migranti di origine subsahariana accanto ai 14 compagni deceduti durante il viaggio. Dopo poco tempo fu rinvenuto in quelle stesse acque il corpo di un altro passeggero. I questi giorni sono stati processati i tre presunti conduttori dell’imbarcazione, accusati di danno alla persona e di aver provocato, anche se indirettamente, la morte dei 14 migranti, senza contare i corpi che potrebbero essere stati gettati in mare durante la traversata. Soltanto uno dei tre inquisiti ha riconosciuto la propria responsabilità e per lui la corte ha chiesto una pena di 36 anni di reclusione.

14 maggio: Francia. Il Parlamento francese ha approvato oggi 4 accordi di “gestione concertata dei flussi migratori” firmati con il Benin, la Repubblica democratica del Congo, il Senegal e la Tunisia. Gli accordi prevedono tre elementi: la possibilità di una “migrazione legale” estremamente limitata; la lotta contro l’immigrazione irregolare, con delle clausole in cui alcuni paesi si impegnano a riammettere sul proprio territorio anche i fuoriusciti di paesi terzi; una politica di “sviluppo solidale”, ma subordinata alla collaborazione dei paesi alla lotta contro l’immigrazione irregolare. Molto critiche le associazioni antirazziste francesi che ricordano gli altri accordi già firmati dalla Francia (Capo Verde, Burkina Faso, Isola Murice) e quelli in corso di negoziazione (Mali, Cameroun, Haiti, Filippine, Egitto). Ricordano, inoltre, che tali accordi sono disequilibrati a vantaggio della Francia e comportano numerose violazioni dei diritti dei migranti.

14 maggio: Spagna. L’Unione Europea ha sanzionato il Governo spagnolo per non aver adempiuto alle direttive comunitarie in materia di migrazione. Secondo tale provvedimento i migranti provenienti da paesi terzi e vittime della tratta di esseri umani godono del diritto di un permesso di soggiorno temporaneo della durata di 30 giorni. La Spagna non avrebbe rispettato il termine ultimo per l’integrazione di questo punto nella sua legislazione interna a causa, secondo il governo, dei numerosi impegni politici legati alle elezioni del marzo 2008. Il governo spiega inoltre che la legge 4/2000 sui diritti e le libertà degli stranieri in Spagna e il Decreto Reale 2393/2004 garantiscono già la tutela dei loro diritti.

14 maggio: USA. Florida. Il servizio di Guardia coste statunitense ha salvato dalle acque delle coste della Florida 14 migranti haitiani e ha recuperato i corpi di almeno altri 10 morti durante il naufragio del cayuco che li trasportava. Molti dei migranti che tentano di raggiungere quelle coste provengono da Haiti e da Cuba. I Guardia coste americani hanno intercettato circa 2.600 sans papiers negli ultimi sette mesi e circa 4.800 nel corso del 2008.

16 maggio: Messico. José Luis Manzo, difensore dei Diritti Umani presso la Casa del Migrante di Nuevo Laredo, ha segnalato numerose lamentele da parte dei migranti messicani espulsi dagli USA per non essere stati seguiti e difesi nei loro diritti dal personale del loro Consolato che dovrebbe essere presente nei punti d’arrivo dei migranti espulsi per garantire il rispetto dei diritti umani.

17 maggio: Italia-Onu. Il ministro della difesa del governo italiano, Ignazio La Russa, ha criticato la posizione dell’Alto commissariato per i rifugiati rispetto ai respingimenti in Libia, affermando che comunque l’Unhcr “non conta un fico secco” e accusando di comportamenti “disumani e criminali” la portavoce italiana, Laura Boldrini. Ha preso le distanze da simile posizione il ministro degli esteri Frattini, affermando che “le organizzazioni internazionali vanno sempre rispettate anche quando sbagliano" e difendendo dunque la politica italiana in materia di respingimenti.

17 maggio: Spagna. Sono 46 giorni che non si verificano arrivi di migranti nelle acque delle isole Canarie. Il numero dei migranti detenuti nei CIE delle isole spagnole in questi giorni ammonta a 42, ovvero il 2,6% della capacità di accoglienza di tutti i centri presenti nell’arcipelago, secondo quanto detto dal corrispondente de El País Juan Manuel Pardella. L’ultimo arrivo di migranti risale allo scorso 17 febbraio. Tuttavia, nello stesso periodo, in Mauritania, da dove normalmente i migranti subsahariani s’imbarcano per raggiungere le Canarie, ne sono stati fermati 370.

18 maggio: USA. Gruppi di ispanici appartenenti al mondo giuridico statunitense si stanno mobilitando per spingere il presidente Obama a eleggere a giudice della Corte Suprema un rappresentante della comunità ispanica, in vista delle dimissioni dell’attuale Davis Souter. In una lettera dell’associazione nazionale degli Avvocati ispanici inviata al presidente, il gruppo spiega che, in quanto seconda comunità stranieri negli USA, sarebbe preoccupante non avere un rappresentante tra le cariche dello Stato.

18 maggio: Pakistan. "Da lungo tempo non assistevamo a un simile esodo. Bisogna risalire al Ruanda. Si tratta di un numero enorme di persone", ha affermato oggi Ron Redmond, portavoce dell’agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr). Il responsabile dell’Alto commissariato ha visitato nei giorni scorsi le zone di conflitto e i campi profughi e ha sostenuto che si tratta di una delle crisi più drammatiche degli ultimi anni. Un milione e 500 mila, circa gli sfollati dal 2 maggio, che devono essere aggiunti agli altri 500 mila profughi interni già registrati nella provincia alla frontiera del nord-ovest dall’agosto 2008.

19 maggio: Italia-Ue-Libia. Mentre era in visita ai terremotati dell’Aquila insieme al commissario della Commissione europea, Josè Barroso, il presidente del consiglio italiano, Silvio Berlusconi, ha espresso il suo pieno appoggio ai respingimenti verso la Libia avvenuti tra il 7, il 9 e il 10 maggio, affermando che per i migranti è meglio essere bloccati perché così si evita loro la detenzione nei Cie italiani che “somigliano a dei campi di concentramento”. Barroso, da parte sua, ha affermato che “dobbiamo fare in modo che i battelli non lascino le coste garantendo il controllo delle coste insieme agli Stati da cui si parte, senza violare i diritti dell’asilo politico”.

19 maggio: Marocco-Ue. Il segretario generale del ministero degli esteri del Marocco ha ricordato l’impegno del Marocco nella cooperazione migratoria Ue-Marocco, affermando però che l’opinione pubblica marocchina non accetta l’idea che il Marocco diventi il luogo di rimpatrio dei migranti privi di permesso di soggiorno dell’Ue. Ha inoltre ricordato l’impegno del Marocco nella lotta all’immigrazione irregolare e i risultati ottenuti: 1.800 reti di traffico smantellate dal 2002, 14.000 tentativi di migrazione bloccati nel 2008, una diminuzione del 91% degli arrivi di migranti in provenienza dal Marocco negli stati europei. L’Unione europea, da parte sua, continua la pressione affinché il regno del Marocco firmi l’accordo bilaterale.

19 maggio: Italia-Libia. Dopo le dichiarazioni dell’ambasciatore della Libia in Italia che il 14 maggio aveva affermato che la Libia sta valutando se ratificare la Convenzione di Ginevra per i rifugiati, si sono susseguite dichiarazioni di ministri italiani e rappresentanti dell’Ue che vanno nella direzione dell’esternalizzazione delle politiche d’asilo in Libia, che prevederebbero una selezione dei rifugiati da parte dell’Unhcr. Il ministro italiano Maroni è stato molto esplicito in tal senso, rivolgendosi all’Unhcr a cui promette di far riconoscere il suo ruolo in Libia. Intanto, la Libia desidera far sapere all’Italia e all’Europa che sta collaborando al blocco dei migranti, mandando un video in cui una motovedetta libica compie un’operazione di blocco di un gommone.

19 maggio: Francia-Belgio. Incontro tra il ministro francese dell’immigrazione e dell’identità nazionale, Eric Besson, e la ministro belga all’Immigrazione e all’asilo, Annemie Turtelboom. Rilevando la necessità di uno stretto coordinamento tra le polizie dello spazio europeo, i due ministri hanno deciso di rafforzare la cooperazione franco-belga nella lotta contro l’immigrazione, prevedendo operazioni congiunte di polizia sulle autostrade e sui treni ad alta velocità.

19 maggio: Grecia-Turchia. Tra il 17 e il 18 maggio più di 54 migranti, tra cui molti minorenni, provenienti dall’Afghanistan, sono stati rastrellati a Patrasso e deportati in Turchia. Dalla Turchia molti di loro sono già stati rimpatriati a Kabul.

19 maggio: Ue. Corte di Giustizia Europea: "L’ordine di rimpatrio può essere applicato, ma solo in via eccezionale". Le parole del consigliere generale della Corte di Giustizia Europea, Juliane Kokott, giungono in seguito allo studio del ricorso in appello di due cittadini boliviani residenti in Spagna che avevano ricevuto l’ordine di rimpatrio. Kokott spiega che l’articolo 23 del trattato di Schengen nel caso dei Paesi terzi prevede l’applicazione del rimpatrio solo in casi particolari e che quindi non deve rappresentare una regola da applicare in generale.

19 maggio: Ecuador-Colombia. Non cessa l’affluenza di rifugiati colombiani in cerca di asilo nelle città di frontiera con l’Ecuador che, lo scorso mese di marzo, propose lo snellimento dei tempi burocratici per la concessione dello status. Centinaia di essi si sono concentrati lo scorso fine settimana nella città ecuadoriana di Esmeraldas per ritirare il documento di Visa concesso dal Sistema di Protezione Umanitaria.

19 maggio: Nicaragua. Il presidente nicaraguense Daniel Ortega ha annunciato che i punti centrali dell’incontro panamericano del prossimo mercoledì saranno i diritti dei migranti residenti negli Stati Uniti. I sette paesi partecipanti all’incontro, Guatemala, El Salvador, Honduras, Costa Rica, Nicaragua, Panamá e Repubblica Dominicana, sono d’accordo nell’affermare che il trattamento nei confronti dei migranti è disumano, anticristiano e antidemocratico.

19 maggio: Stati Uniti-Haiti. Un migrante di origine haitiana è stato accusato di tratta di esseri umani dalle autorità federali statunitensi per essere coinvolto nel naufragio dell’imbarcazione che fu soccorsa sulle coste della Florida lo scorso 14 maggio. A bordo si trovavano 14 haitiani e un giamaicano. L’uomo dovrà comparire davanti alla corte del tribunale di West Palm Beach mercoledì prossimo.

20 maggio: Messico-USA. “Safe Communities” è il nome del programma di controllo dei sans papiers inaugurato lo scorso ottobre durante l’ultimo atto della presidenza Bush. Il programma permette di identificare i migranti all’interno delle carceri locali, in modo da poter avanzare le pratiche di espulsione ed evitare che gli interestati senza permesso di soggiorno rientrino nella comunità. Obama ha attualmente riproposto un finanziamento pari a 200 milioni di dollari per questo progetto.

20 maggio: Unhcr-Ue. In una lettera indirizzata al vicepresidente della Commissione Ue, Jacques Barrot, l’Alto commissario per i rifugiati Antonio Guterres chiede alla Commissione di valutare l’opportunità di convocare un incontro tra Italia, Malta, Libia e l’Unhcr al fine di poter trovare una strategia comune relativamente alle migrazioni nel Mediterraneo. Secondo l’Alto commissario, la concessione dello status di rifugiato è una prerogativa dei singoli stati. Ricorda, comunque, che l’Unhcr sta aumentando la sua presenza in Libia per un maggiore sostegno ai potenziali richiedenti asilo.

21 maggio: Mali. Durante l’assemblea plenaria del parlamento maliano, il ministro dei maliani all’estero e dell’integrazione africana, Badra Alou Macalou, è stato interpellato dal deputato Oumar Mariko del gruppo parlamentare Parena/Sadi sulle continue espulsioni dei migranti maliani da alcuni stati europei e africani e sulle condizioni spesso disumane in cui esse avvengono: mensili e continue le espulsioni dalla Francia, innumerevoli, però, anche quelle dalla Spagna, dalla Libia, dal Mozambico, dalla Mauritania, dal Marocco. L’interrogazione riguardava anche il ruolo dell’agenzia europea Frontex in Mali, operativa dal 2009 con cinque posti di sorveglianza (il progetto ne prevede 17), e su quale sia l’autorità da cui dipendano tali posti di sorveglianza.

21 maggio: Francia-Cameroun. Il ministro francese dell’Immigrazione, dell’integrazione e dell’identità nazionale, Eric Besson, ha firmato oggi a Yaoundé un accordo di “gestione concertata dei flussi migratori e di sviluppo solidale” con il Cameroun. Si tratta del nono accordo di questo tipo firmato dalla Francia. Il Cameroun rappresenta il primo paese per visti annuali concessi dalla Francia (4800 all’anno), mentre gli immigrati di origine camerunese rappresentano la quarta comunità in termini numerici presente in Francia. L’accordo include delle clausole di riammissione dei migranti camerunesi privi di permessi di soggiorno.

22 maggio: Grecia. La polizia greca ha violentemente represso una manifestazione di migranti di origine musulmana che si erano riuniti nella piazza Omonia della capitale greca per protestare contro la distruzione di un Corano avvenuta il giorno prima da parte di un poliziotto entrato per un controllo in un caffè appartenente a un migrante di origine siriana.

22 maggio: Senegal-Italia. Il gruppo dei giovani parlamentari senegalesi ha denunciato oggi a Dakar la legge che criminalizza l’immigrazione in Italia, approvata alla Camera dei deputati il 12 maggio scorso. “Denunciamo fortemente questa legge xenofoba”, scrive il gruppo senegalese, e chiede al Senato italiano, dove la legge deve passare per le ultime modifiche, di non approvarla. Da parte sua, l’ambasciatore italiano in Senegal, Giuseppe Calvetta, ha difeso la nuova legge dal momento che, a suo parere, “è arrivato il momento di far ordine” sulla situazione dei molti migranti privi di permesso presenti in Italia. Chiede inoltre al Senegal di organizzare degli incontri per negoziare con l’Italia un accordo di “gestione concertata dei flussi migratori”. Ricorda che l’ambasciata italiana concede al Senegal 8000 visti annuali nonostante gli innumerevoli senegalesi in Italia privi di permesso di soggiorno, che a suo avviso sono circa 240.000.

22 maggio: Spagna. Secondo il segretario generale del CC.OO, Ignacio Fernández Toxo, la crisi economica condurrà i circa 500 mila migranti residenti in Spagna nella morsa dell’economia sommersa. La dura politica del governo spagnolo adottata contro il lavoro illegale, spesso associato alle realtà dei sans papiers, mirava a combattere lo sfruttamento dei migranti, secondo le parole della segretaria di stato per l’Immigrazione e l’Emigrazione, Consuelo Rumí, ma l’attuale situazione economica renderà il tutto più difficile.

23 maggio: Unione Europea. L’Unione Europea approverà il prossimo lunedì in sede di Consiglio dei Ministri una direttiva comunitaria, ispirata a quella approvata dal governo spagnolo, che indurirà le sanzioni contro i datori di lavoro che scelgono manodopera tra i sans papiers. Oltre alle sanzioni e alle pene già previste, gli imprenditori dovranno assumersi i costi del rimpatrio del lavoratore e dovranno regolare il pagamento dei contributi sociali non versati, nonché saldare la retribuzione arretrata per il lavoro svolto. Critiche le associazioni dei diritti dei migranti, dal momento che la direttiva non prevede alcuna forma di tutela nei loro confronti e prevede anzi la loro espulsione.

23 maggio: Italia. Aggressione fascista contro quattro giovani della comunità del Bangladesh intenti a terminare l’allestimento degli spazi per il festeggiamento del capodanno Bangla concessi dal Municipio all’interno di Villa Gordiani, a Roma. Un giovane è stato ferito ed ora è in ospedale; stand e gazebo completamente distrutti. Gli altri 3 ragazzi aggrediti hanno denunciato l’aggressione subita.

23 maggio: Francia. Il deputato comunista Jean Pierre Brand, all’uscita da una visita al centro di detenzione (Cra) di Vincennes, per chiedere la liberazione di Zohir, un giovane liceale di Montreuil la cui espulsione è stata già programmata per il prossimo sabato, ha denunciato le condizioni di detenzione nel centro e in particolare quelle sanitarie dei detenuti: 4 tentativi di suicidio nell’ultima settimana e nessuna cura medica appropriata ai detenuti che ne hanno bisogno.

25 maggio: Algeria. Secondo un rapporto ufficiale del 2008 consegnato dal governo algerino al comitato per la protezione dei diritti dei lavoratori migranti dell’Alto commissariato delle Nazioni unite, l’Algeria ha allontanato negli ultimi dieci anni 62.399 lavoratori stranieri e registrato circa 70.000. Dal 2000 al 2007, circa 20.000 persone sono state espulse dal territorio algerino. Sempre secondo lo stesso rapporto, circa 7000 migranti privi di permesso di soggiorno vengono intercettati annualmente in Algeria.

25 maggio: Spagna. Il ministro degli Interni Alfredo Pérez Rubalcaba ha affermato oggi, in occasione dell’incontro con il commissario europee Jack Barrot, che la diminuzione degli arrivi sulle coste spagnole nelle ultime settimane non è tanto legata alla crisi economica quanto agli intensivi controlli via mare del servizio europeo Frontex e alle operazioni delle polizie locali di paesi cooperanti con l’Europa, come, nel caso spagnolo, Mauritania, Senegal, Mali e Marocco. È prevista una visita di Barrot nelle Isole Canarie per il prossimo mese di giugno.

26 maggio: Ue-Libia. In un comunicato divulgato dal ministero degli interni libico, il governo libico chiede all’Unione europea di “onorare i suoi impegni” per lottare contro l’immigrazione che transita attraverso il suo paese, fornendo l’aiuto tecnico e la formazione promessi. Chiama la comunità internazionale ad assumere la sua piena responsabilità “verso questo fenomeno di dimensioni umane, che tocca tutti i paesi e che comporta migliaia di vittime ogni anno”. Chiede all’Unione europea un miliardo di euro e ritiene che l’Europa non abbia rispettato i suoi impegni presi nel luglio del 2007 che prevedono un sistema di controllo comune delle frontiere libiche e terrestri e marittime. Il comunicato afferma che i migranti privi di permesso sul territorio libico rappresentano il 20% della popolazione totale del paese (composta da 6 milioni di abitanti). L’estensione delle frontiere terrestri supera i 5.000 chilometri e quelle marittime i 2.000.

26 maggio: Spagna. Il Ministro degli Affari Esteri spagnolo, Miguel Ángel Moratinos, ha presentato ieri il Piano Africa II, per il periodo 2009-2012, dopo il primo piano del 2006-2008. L’obiettivo è di creare delle politiche di cooperazione commerciale con i paesi africani attraverso finanziamenti a imprese spagnole in loco, accordi bilaterali per il miglioramento dei servizi pubblici e per lo sfruttamento delle fonti energetiche. In materia di immigrazione, oltre ai visti di ingresso per i lavoratori migranti regolari, il piano punta a rafforzare ulteriormente i controlli nei paesi d’origine dei migranti e soprattutto in Senegal, in Costa d’Avorio, Gana e Cameroun. Per quanto riguarda la Mauritania, paese di transito dei migranti e partner della Spagna nella lotta contro le migrazioni, nonostante il colpo di stato del giugno 2008, la Spagna ha previsto di donare al paese un aereo C-212 per la vigilanza marittima, come aveva già fatto con il Senegal e Capo verde, per affiancare il lavoro di intercettazione delle imbarcazioni svolto dalle motovedette. Il Piano Africa II prevede di coinvolgere nella collaborazione con la Spagna anche altri paesi, oltre a quelli già coinvolti da quello del 2006-2008. Tra questi, il Niger, per il controllo delle sue frontiere, e il Gambia, per il quale il Piano prevede la prossima apertura dell’ambasciata spagnola e la continuazione dei programmi di formazione del personale locale specializzato nel campo delle migrazioni.

27 maggio: Gran Bretagna-Congo. I migranti congolesi residenti in Gran Bretagna che si sono visti rifiutare lo status di rifugiato rischiano torture e violenze da parte della polizia del paese d’origine al momento del loro rimpatrio in Congo. Nel 2007 il governo britannico aveva sospeso i rimpatri verso il Congo, considerando le gravi condizioni di vita nel paese, ma recentemente i rimpatri sono ripresi. La polizia congolese, che ha il compito di accogliere i rimpatriati, li considera come nemici e spie per la loro richiesta di asilo politico in Europa e, come testimoniano molti dei migranti rimpatriati, vengono praticati nei loro confronti continui atti di violenza.

27 maggio: Unhcr-Francia. Mentre il ministro dell’immigrazione e dell’identità nazionale francese, Eric Besson, aveva annunciato ad aprile di smantellare la “Jugle” di Calais, dove sono insediati i migranti, spesso potenziali richiedenti asilo, per cercare di raggiungere l’Inghilterra, l’Alto commissariato per i rifugiati fa sapere che sarà presente a Calais a partire dal 3 giugno, al fine di dare le informazioni ai migranti per la loro richiesta di asilo in Francia. Nel comunicato in cui annuncia la sua prossima missione a Calais, l’Unhcr sottolinea inoltre che non si tratta solo di un problema francese o inglese, poiché oltre ai paesi di destinazione, sono coinvolti anche i paesi d’entrata e di transito, come la Grecia, l’Italia, Cipro e la Spagna. Secondo fonti locali, nella regione di Calais si troverebbero attualmente circa 800 migranti (per la maggior parte afgani, eritrei, sudanesi, somali, iraniani, iracheni), mentre sarebbero 1600 quelli presenti sul litorale nord della Francia.

27 maggio: Ceuta. I porteadores sono coloro che ogni giorno attraversano la frontiera tra il Marocco e Ceuta per acquistare beni di consumo da rivendere dall’altra parte o viceversa, attività commerciale su cui si basa la loro sussistenza. Ogni giorno 10.000/15.000 persone attraversano il paso de Buitz, frontiera che è stata aperta nel 2002 per decongestionare il passaggio alternativo di Tarajal, tuttavia il passaggio stretto del ponte e la massa di persone rischiano di rendere pericoloso questo tragitto. L’altro ieri due donne sono morte, schiacciate dalla massa umana che si precipitava nell’attraversamento del ponte.

28 maggio: Algeria-Italia. L’ambasciatore italiano in Algeria, Giampaolo Cantini, ha fatto sapere che ci sono in corso negoziazioni tra l’Italia e l’Algeria per organizzare il pattugliamento congiunto delle coste algerine in vista di fermare l’immigrazione verso l’Italia. Sarebbero 446, secondo i dati che ha fornito, i migranti di origine algerina espulsi dall’Italia nel 2008. Il numero dei migranti di origine algerina presenti in Italia sarebbe di 18.735, equivalente al 4% dei migranti di origine maghrebina in Italia (400.000).

28 maggio: Francia-Guyana. Il ministero francese dell’Immigrazione ha incaricato il collettivo “Respect” dell’assistenza giuridica dei migranti privi di permesso di soggiorno detenuti nel centro di detenzione (Cra) della Guyana. Si tratta di un centro di detenzione amministrativa che prevede 40 posti, ma il numero delle persone che vi transitano ogni anno è molto elevato: annualmente, infatti, dalla Guyana vengono eseguite circa 10.000 espulsioni con accompagnamento alla frontiera. Varie associazioni di difesa dei diritti dei migranti, tra cui la Cimade e il Gisti, denunciano la decisione del ministero facendo sapere che il collettivo “Respect” è un’associazione che non si era mai impegnata prima nella difesa dei migranti e nata all’indomani della partita di calcio Francia-Algeria durante la quale l’inno nazionale francese era stato fischiato. Le due associazioni hanno depositato un ricorso sul quale verrà presa una decisione il 2 giugno. La Cimade, da parte sua, impegnata dal 2005 nel centro di detenzione in questione, denuncia la propria espulsione dal centro.

28 maggio: Ue. Il vicepresidente della Commissione europea, Jacques Barrot, ha affermato che dopo la crisi economica, il problema dell’immigrazione è il problema più difficile che i 27 stati membri devono affrontare. Nel 2008, l’Ue ha registrato 240.000 richieste di asilo, ne ha trattate 194.000 di cui 73% hanno avuto il diniego. Per evitare ulteriori tragedie, Barrot, ricordando le morti in mare dei migranti che tentato di raggiungere l’Europa, ha dichiarato di voler organizzare una conferenza multilaterale con i principali paesi di transito dei migranti, in primo luogo la Libia.

28 maggio : Francia-Malta. 80 migranti privi di permesso di soggiorno, detenuti nei centri di detenzione di Malta, verranno trasferiti in Francia nel mese di giugno. L’accordo con le autorità maltesi, il primo di questo tipo nell’Ue, era stato preso nel dicembre del 2008 dall’allora ministro dell’Immigrazione, Brice Hortefeux, e verrà ora rispettato dall’attuale ministro, Eric Besson. Malta ha già attuato una prima selezione di 20 persone, di origine somala ed eritrea.

28 maggio: Siria. Un gruppo di oltre cento rifugiati iracheni ha manifestato davanti all’ufficio dell’Agenzia per i Rifugiati (UNHCR) di Damasco. Non possono essere trasferiti in paesi terzi mentre intanto il governo iracheno ha dichiarato che la situazione politica interna si è stabilizzata, implicando quindi la possibilità di far rientrare in patria i rifugiati all’estero tramite il governo siriano. I dimostranti dichiarano l’infondatezza di tali dichiarazioni: molti di loro rischiano la vita se dovessero rientrare in Iraq.

28 maggio: Malta. La Commissione Europea ha intenzione di prendere provvedimenti a breve termine per aiutare Malta e i Paesi UE dell’area mediterranea maggiormente coinvolti nella lotta alla “immigrazione illegale” e nella questione dei richiedenti asilo. Il Commissario Jacques Barrot ha fatto sapere che avanzerà una serie di proposte, tra le quali l’apertura di un ufficio UE per rifugiati in Libia in modo da accogliere già in loco le richieste, per “evitare loro i viaggi verso Malta e l’Italia” e una maggiore coordinamento del dell’agenzia Frontex con alcuni paesi africani, tra cui la Libia.

29 maggio: Amnesty International-Africa. L’ultimo rapporto pubblicato da Amnesty International, pubblicato ieri, denuncia fortemente il problema del non rispetto dei diritti economici e sociali in Africa in un contesto aggravato dalla crisi economica. La situazione delle popolazioni di molti paesi è precipitata in seguito all’aumento dei prezzi dei prodotti di prima necessità, dando luogo a innumerevoli “rivolte della fame”, in Burkina Faso, Cameroun, Costa d’Avorio, Senegal, Egitto, Algeria, duramente represse dalle forze dell’ordine. In Cameroun, sono stati uccisi un centinaio di manifestanti nel febbraio scorso durante una manifestazione contro il rincaro dei prezzi. Il rapporto di Amnesty si sofferma, inoltre, sui numerosi conflitti in corso nei paesi africani, sulle condizioni di sopravvivenza precaria dei profughi, e sulle violenze perpetuate dagli stati dell’Africa del nord sui migranti privi di permesso di soggiorno. Nel gennaio 2008, il governo libico ha proceduto all’espulsione di innumerevoli migranti di origine nigeriana e ghaniana, e lo stesso è avvenuto in Egitto, dove più di 1200 richiedenti asilo eritrei sono stati rimpatriati.

29 maggio: Spagna. Ieri alcune associazione di Madrid hanno denunciato retate di massa, controlli programmati e sistematici e maltrattamenti ai danni dei migranti che vivono nella capitale. Oggi la Delegazione del Governo ha negato quest’affermazione e ha voluto ricordare che lo scorso 16 febbraio lo stesso governo aveva aperto un’inchiesta sulle operazioni di controllo attuate dalla polizia per garantire trasparenza agli occhi del Paese.

30 maggio: Francia. Il giudice del tribunale amministrativo di Parigi ha ordinato la sospensione dei contratti di assistenza agli stranieri nei centri di detenzione amministrativa (Cra) sottoscritti dal ministero dell’Immigrazione e sei associazioni il 10 maggio scorso. I contratti sarebbero dovuti entrare in vigore martedì 2 giugno, ma l’associazione Cimade, da anni impegnata nell’assistenza giudica dei migranti detenuti nei Cra, aveva presentato ricorso. Il tribunale amministrativo ritiene, inoltre, che “le prestazioni fissate dal ministri dell’Immigrazione non permettono di raggiungere pienamente l’obiettivo fissato dal legislatore” dal momento che i contratti proposti dal ministero prevedono soltanto una missione di informazione. Soddisfatta l’associazione Cimade, che da mesi aveva denunciato lo smantellamento dell’assistenza giuridica ai detenuti tramite queste forme di contratti.

31 maggio: Cuba-USA. Il governo cubano ha accettato l’offerta del governo Obama di riprendere le negoziazioni in materia migratoria, che si erano interrotte nel 1994 in seguito all’ondata di esuli cubani che avevano raggiunto le coste della Florida. Tra le proposte di negoziato è contemplata la reintroduzione di un servizio postale diretto tra i due Paesi, interrotto con l’imposizione del’embargo, il che rappresenterebbe un primo passo verso la riapertura delle frontiere commerciali cubane.

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