Nella stessa rubrica

STORIE MIGRANTI PROMUOVE UN’INCHIESTA SULL’“EMERGENZA NORD AFRICA”

La rotta balcanica (puntata radiofonica di Passpartù, dicembre 2011)

Violences policières à Calais : un rapport et des vidéos (France, Juillet 2011)

Droits de l’Homme à la Frontière Sud 2010-2011 (Dossier, APDHA, juillet 2011)

L’Europe vacille sous le fantasme de l’invasion tunisienne (raport Anafé-Gisti à la frontière franco-italienne) (avril 2011)

Joy: come lo Stato “motiva” la propria assoluzione (Italia, marzo 2011)

Passpartù 20: Accoglienza a microonde (trasmissione radiofonica, Italia, febbraio 2011)

Lampedusa: la frontiera bruciata (febbraio 2011)

Detained Lives (Uk, London Detainee Support Group, 2009-2010)

Seeking safety, finding fear. Refugees, asylum-seekers and migrants in Libya and Malta (Amnesty International, December 2010)

Pacchetti sicurezza (Italia, maggio 2009)

Quasi non se viene più a capo. Dall’inizio di questa legislatura la propaganda sulla sicurezza sembra aver creato una confusione tale tra norme annunciate e poi non approvate, tra “decreti d’emergenza” proclamati trionfalmente e poi stralciati, attraverso un numero incredibile di emendamenti presentati in corso d’opera, che presentarne una sintesi è come compiere le fatiche di Sisifo. Di certo, tuttavia, abbiamo al momento almeno tre provvedimenti, due convertiti in legge e uno appena approvato dal voto di fiducia alla camera che presto –parola di Maroni!- diventerà legge dello stato.

Il primo pacchetto sicurezza è divenuto legge il 24 luglio 2008 (legge 125) e prevede maggiori poteri ai sindaci-sceriffo, la possibilità di inviare di tanto in tanto i militari con poteri di polizia nelle città, la collaborazione e l’equiparazione tra vigili urbani e la polizia urbana, l’introduzione dell’aggravante di reato rispetto alla condizione di “clandestinità”, la reclusione sino a sei mesi per falsa attestazione o falsa dichiarazione di identità ad un pubblico ufficiale, la condanna da sei mesi a tre anni per chi ceda “a titolo oneroso un immobile di cui abbia la disponibilità un cittadino straniero irregolarmente soggiornante nel territorio dello stato”, nonché la stessa confisca dell’immobile, la nuova denominazione del cpt che così diventa CIE (centro di identificazione ed espulsione) etc. Un vero e proprio primo pacchetto anti-immigrati.
All’indomani del famigerato stupro della Caffarella il nesso migrante-stupratore e più nello specifico rumeno-stupratore (nonostante i rumeni, come è noto, siano a pieno titolo cittadini dell’UE) ha prodotto il secondo pacchetto sicurezza della stagione denominato: “Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori”. Per la prima volta nella storia d’Italia lo stupro, ancestralmente avvenuto per il tramite della furia sessuale maschile sul corpo femminile, è divenuto un “oggetto” etnicamente riconducibile ai criteri irrazionali di chi continua a generare nessi tra violenza sessuale e nazionalità della violenza stessa. Il decreto anti-stupro, de facto, era ancora una volta un decreto anti-immigrati che creava un nesso diretto tra lo stupro e l’istituzione delle ronde, tra lo stupro e l’allungamento dei tempi di detenzione nei CIE. Eppure, come ci dicono i dati dell’Istat, solo il 6,2% delle violenze sessuali avvengono al di fuori delle mura domestiche.
Ma il nesso micidiale tra l’eroico tentativo di proteggere “le nostre donne” dalla “furia” sessuale dello straniero rimase impigliato tra gli scranni del parlamento. Tanto è vero che quel provvedimento è solo diventato una legge contro lo stalking (legge 38) solitamente fatto da ex compagni ed ex mariti, per la maggior parte italiani (non foss’altro perché solo tra gli italiani risulta altissima la percentuale di separazioni e divorzi).
Ma la favola-incubo della sicurezza non finisce qui. Qualche giorno fa si è votata la “fiducia” sull’ennesimo e recrudescente pacchetto sicurezza che prevede, tra le altre cose: l’introduzione del reato di clandestinità (ovvero “reato di ingresso illegale sul territorio italiano” dal momento che non esiste al mondo fattispecie di reato basata sull’essere ma solo sul “fare” qualcosa), il divieto de facto di partorire da parte di mamme immigrate e “irregolari” (la legittimazione ovvero l’illegittimità per legge dei cosiddetti “bambini fantasma”); le famigerate ronde recuperate in extremis nonché l’allungamento della detenzione nei CIE, anch’essi recuperati in extremis etc. Un incubo senza fine, insomma, che ha già mietuto le sue vittime nonostante non sia ancora del tutto legge dello stato. Una donna, Kante, a cui è stato sottratto per diversi giorni il suo bambino appena nato in un ospedale di Napoli e un’altra donna, Mabruka, che si è suicidata nel CIE di Ponte Galeria. Nessuna delle due era stata stuprata da un uomo, entrambe sono state però violentate nel profondo da leggi e decreti di stato. Due storie di ordinaria insicurezza.

(Anna Simone, 15 maggio 2009)

1) disegno di legge 2180 (approvato al senato il 5 febbario 2009):

http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0019410.pdf

maxiemendamento approvato alla Camera, 12 maggio 2009:

http://www.meltingpot.org/articolo14503.html

2) violenza sessuale (23 febbraio 2009):

http://www.altalex.com/index.php?idnot=45802

3) luglio 2008: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica

http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/15/0410_legge_125_del_24_luglio_2008.pdf

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