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Cronologia. Marzo 2009

Marzo 2009:

1 marzo: Pakistan-Turchia. Sono arrivati ieri all’aeroporto Benazir Bhutto 18 cittadini pakistani espulsi dalla Turchia.

1 marzo: Spagna. I 56 cittadini indiani che da 11 mesi sono fuggiti dal Cie di Ceuta perché temevano di essere rimpatriati e che da quel momento vivono sui monti hanno manifestato ieri e indetto una conferenza stampa, insieme ad alcune associazioni antirazziste, per ricordare la loro drammatica situazione.

2 marzo: Libia-Italia. E’ stato ratificato oggi dal Congresso libico il trattato d’amicizia con l’Italia per i risarcimenti del periodo coloniale siglato il 30 agosto del 2008 a Tripoli. Alla ratifica del trattato ha assistito anche il presidente del consiglio italiano, Silvio Berlusconi, che ha ufficialmente chiesto scusa al popolo libico per il passato italiano coloniale. Dopo la ratifica da parte del parlamento italiano, avvenuta il 3 febbraio del 2009, e la vista a Tripoli del ministro dell’interno italiano con la firma del protocollo di attuazione dell’accordo di collaborazione tra Italia e Libia sottoscritto nel dicembre del 2007 per la lotta contro l’immigrazione, l’Italia si attende ora che i pattugliamenti congiunti delle coste libiche diventino ben presto operativi.

2 marzo: Messico. Cresce il numero dei migranti non identificati deceduti alla frontiera Messico-Texas. Le autorità messicane affermano che l’ampliamento delle barriere nella zona della contea di Hidalgo ha portato i migranti a cercare vie di passaggio più pericolose per la loro incolumità.

2 marzo: Ue. Il Vice Presidente della commissione europea Jacques Barrot ha assicurato che Cipro e Malta saranno i due stati europei a ricevere maggior supporto dall’Ufficio Europeo di sostegno all’asilo politico, che dovrebbe prossimamente trovare come base d’appoggio un paese dell’area mediterranea.

3 marzo: Spagna. Desta forti polemiche in Spagna la notizia pubblicata dalla stampa secondo cui i radar del Sive (Servizio integrale di vigilanza esterna) hanno intercettato per ben tre volte l’imbarcazione che il 15 febbraio è naufragata sulle coste dell’isola di Lanzarote, nell’arcipelago della Canarie. Nel naufragio morirono 25 persone, tra cui 16 minori. La Guardia Civil spagnola si giustifica adducendo che i tre segnali luminosi furono molto brevi e apparsero insieme a molti altri prodotti dalle onde del mare in tempesta e che per questo motivo non furono tenuti in considerazione.

3 marzo: Ceuta-Melilla. I tempi di detenzione dei migranti che si trovano nei Centri di detenzione temporanea di Ceuta e Melilla continuano a prolungarsi a causa delle condizioni di precarietà dei sans papiers. Infatti, secondo la normativa del CETI non andrebbe superato il periodo di un anno, con unica possibilità di proroga a 6 mesi. La condizione di precarietà dei migranti reclusi in queste strutture, dovuta alla mancanza di mezzi di sussistenza e di permesso di soggiorno, avvicina l’eventualità della loro espulsione e del rimpatrio. Attualmente 69 migranti provenienti dal Bangladesh si trovano in questa condizione nel CETI di Melilla.

3 Marzo: Spagna. In una lettera mandata alla Coordinadora de Inmigrantes de Málaga (CIM), i detenuti del Centro de Internamiento para Extranjeros de Capuchinos di Malaga denunciano le condizioni inumane della detenzione nel Cie.

3 marzo: Germania-Svizzera-Inghilterrra-Irlanda-Nigeria. Sono stati rimpatriati oggi in Nigeria 75 cittadini nigeriani con un volo charter che ha fatto scalo in diversi paesi: Germania, Inghilterra, Irlanda, Svizzera, prima di atterrare all’aeroporto di Lagos. Tra i 30 cittadini nigeriani residenti in Irlanda, era presente anche una donna di 32 anni, madre di due bambini, di due anni e nove mesi, nati in Irlanda da padre nigeriano con passaporto nigeriano. L’Irish Refugee Council, insieme ad altre associazioni di assistenza ai rifugiati, denuncia il fatto e chiede l’immediato ritorno della donna.

3 marzo: Inghilterra. Il segretario di stato del dipartimento degli interni ha informato le associazioni che lavorano con i migranti e i richiedenti asilo di aver adottato una nuova misura di controllo dell’immigrazione clandestina secondo la quale la collaborazione dei richiedenti asilo nella denuncia dei passeurs permetterebbe loro di ottenere il titolo di soggiorno. La misura viene fortemente criticata dalle associazioni che vedono in essa il pericolo di delazioni e regolamenti di conti tra gli immigrati.

3 marzo: Spagna. Un’imbarcazione con a bordo circa 60/70 migranti è stata localizzata nelle acque a sud di Gran Canaria nel pomeriggio del 2 febbraio. Tre dei migranti a bordo erano già privi di vita al momento dell’operazione di salvataggio da parte della guardia costiera spagnola.

4 marzo: Usa. Il governo statunitense ha reso pubblica una relazione che analizza l’efficacia di un programma federale che autorizza la polizia a riconoscere e rimpatriare i migranti che avessero commesso crimini. La conclusione è che il governo ha ha deportato migliaia di migranti che non avevano commesso alcun reato.

4 marzo: Italia-Libia. Mentre la Libia fa sapere di aver soccorso in mare, al largo di Tujura, 300 migranti, dando così il primo segnale della nuova collaborazione con l’Italia dopo la firma dell’accordo di collaborazione tra i due paesi per la lotta contro l’immigrazione, in Italia sono state arrestate 13 persone a Bari, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al sequestro di persona a scopo di estorsione, al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e alla falsificazione di documenti di identità e di soggiorno. Si tratterebbe, secondo le indagini del Ros di un’organizzazione "transnazionale specializzata nel trasferimento dalla Libia alle coste dell’Italia meridionale di clandestini, sottoposti a sfruttamento in varie località del territorio nazionale, dopo essere stati fatti fuggire dai Centri d’accoglienza in cui erano stati ricoverati".

5 marzo: Stati Uniti. Falfurrias (Texas): Le pattuglie di frontiera texane hanno annunciato che verranno installati due fari luminosi nel sud dello stato statunitense con l’obbiettivo di fornire un punto di orientamento ai migranti in marcia nel deserto verso gli USA. Le luci verranno poste in una zona rurale della contea di Brooks. Di simili ne sono già state installate 18 nel deserto dell’Arizona.

6 marzo: Ue-Pakistan. E’ stato firmato oggi l’accordo di riammissione tra la Comunità Europea e il Pakistan. I migranti di cittadinanza pakistana o coloro che hanno transitato sul territorio pakistano prima di entrare in uno degli Stati membri della UE verranno riammessi in Pakistan.

6 marzo: Spagna-Marocco. Il corpo di un giovane migrante di origine subsahariana è stato ritrovato dalla Guardia Civil in prossimità del villaggio di Beliones, nell’area che separa Ceuta dal confine marocchino. Il giovane sarebbe riuscito a scavalcare la prima rete di filo spinato e soltanto nel tentativo di superare la seconda sarebbe caduto dai sei metri di altezza, rimanendo ferito mortalmente.

6 marzo: Spagna. I rappresentati della comunità boliviana fanno sapere che i controlli sempre più frequenti da parte della polizia spagnola generano un clima di paura tra i cittadini boliviani residenti in Spagna. Chi non possiede documenti regolari evita di uscire di casa per non correre il rischio di essere incarcerato nei CIE, i centri di detenzione temporanea.

6 marzo: Sudan. Dopo la decisione da parte del Tribunale penale internazionale di emettere un mandato di cattura per il presidente del Sudan, Omar al-Bashir, e il conseguente annuncio da parte di quest’ultimo di espulsione delle organizzazioni umanitarie che lavorano nella regione del Darfur, Human Rights Watch lancia un appello al governo sudanese affinché ritorni sulla sua decisione, denunciando che la decisione avrebbe delle conseguenze drammatiche per più un milione di persone. Human Rights Watch si appella anche ai paesi che intrattengono relazioni con il Sudan, come la Cina e i paesi dell’Unione africana, affinché facciano pressioni in tal senso su al-Bashir.

6 marzo: Italia. Secondo la denuncia di alcuni abitanti dell’isola di Lampedusa e di alcune associazioni, nei giorni scorsi durante le operazioni di soccorso delle imbarcazioni di migranti sarebbero sono state praticati metodi di selezione direttamente in mare e in base al colore della pelle: i migranti “maghrebini” sono stati scortati all’isola di Lampedusa, gli altri, neri, a Porto Empedocle, per essere poi smistati in altri centri sul territorio italiano.

8 Marzo: Messico. Il Centro Prodh, ong messicana impegnata nella difesa dei diritti umani, ha denunciato che le disposizioni militari applicate dal Messico in accordo con gli Usa contro il narcotraffico di frontiera stanno colpendo maggiormente i settori più vulnerabili della popolazione locale. Le forze militari dispiegate sul territorio non rispettano i diritti umani di coloro che si trovano in condizioni di precarietà sociale, tra cui soprattutto i migranti che affrontano il viaggio verso gli Stati Uniti.

9 marzo : Spagna-Gambia. Nuovo accordo di cooperazione per la lotta contro l’immigrazione firmato oggi tra la Spagna e il Gambia. Il governo spagnolo fornirà al Gambia alcune motovedette per il controllo delle coste e alcuni mezzi terrestri, oltre a quelli già forniti nel 2007. Insieme all’accordo sull’immigrazione, è stato firmato anche un accordo di cooperazione che prevede aiuti spagnoli soprattutto nell’ambito dell’educazione.

9 marzo: Spagna. Continua l’inchiesta sulle direttive dei commissariati di polizia spagnola in materia di immigrazione clandestina. Secondo i sindacati delle Forze dell’ordine sarebbero stato imposte a ogni singola Comunidad “quote” di arresti settimanali ai danni di immigrati privi di permesso di soggiorno, oltre a favorire la detenzione di cittadini marocchini. Questa dichiarazione smentirebbe le parole del Ministro degli Interni Alfredo Pérez Rubalcaba che lo scorso febbraio aveva negato l’esistenza di una politica di detenzione mirata.

9 marzo: Stati Uniti. Il New York Times ha lanciato un appello perché il governo Obama cessi i continui rimpatri di immigrati haitiani irregolari, considerando le critiche condizioni in cui versa il loro Paese d’origine.

9 marzo: Francia. E’ polemica in Francia dopo le dichiarazioni del regista Philippe Lioret all’uscita del suo film Welcome, sulla situazione dei migranti afghani e pakistani a Calais. “Se volete aiutare una persona che non ha i documenti, potete essere denunciati per aiuto a una persona in situazione irregolare…. In quale paese viviamo? Ho l’impressione che siamo nel 1943, con un ebreo nascosto in cantina”, ha dichiarato il regista a un giornale francese, denunciando la legge francese che prevede il reato di aiuto alle persone sans-papies con pene sino a cinque anni di carcere. Sulle sue dichiarazioni è intervenuto anche il ministro dell’immigrazione e dell’identità nazionale, Eric Besson, giudicandole insopportabili.

10 marzo: Ue-Marocco-Algeria-Libia. Prima della sua partenza per l’isola di Lampedusa, il vicepresidente della Commissione europea Giustizia e libertà, Jacques Barros, ha chiesto ai paesi del Maghreb, e in particolare al Marocco, l’Algeria e la Libia, dopo il loro rifiuto di sottoscrivere gli accordi di riammissione con l’Ue, di impegnarsi maggiormente nella lotta contro i passeurs e il traffico di migranti ed ha ribadito l’importanza dei pattugliamenti congiunti sulle coste dei paesi del nord Africa.

11 marzo. Svizzera-Repubblica democratica del Congo. E’ stato firmato l’accordo di riammissione tra la Svizzera e la Repubblica democratica del Congo. L’accordo prevede che i migranti di origine congolese a cui non sarà riconosciuto lo status di rifugiato potranno essere rimpatriati. Per i rimpatriati è prevista la costruzione di un centro a Kinshasa, “La maison de Congolais de l’étranger”, in cui risiederanno prima della loro reintegrazione nel paese. La costruzione del centro è stata finanziata dal governo svizzero in partenariato con l’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim).

12 marzo: Francia. La polizia di frontiera francese ha arrestato a pochi metri dalla frontiera spagnola 10 migranti di origine marocchina che stavano rientrando definitivamente in Marocco. Alla fine dei giorni di arresto, i migranti hanno denunciato l’episodio e le condizioni della loro detenzione, oltre alla perdita di tutti i loro bagagli rimasti nel pullman che ha proseguito verso il Marocco. Le associazioni antirazziste francesi denunciano che non si tratta di un episodio isolato, ma che gli arresti dei migranti alla frontiera franco-spagnola avvengono spesso per essere utilizzati nelle quote di espulsione fissate del ministro dell’immigrazione francese. Dopo gli arresti, i migranti vengono detenuti nei centri di detenzione francesi per procedere poi alla loro espulsione.

12 marzo: Messico. Chiapas: 41 migranti originari del Guatemala sono stati individuati dalle autorità mentre viaggiavano a bordo di un autobus di linea nei pressi della città di Arriaga in Chiapas, e ora sono in attesa del rimpatrio. Secondo le fonti del INM (Instituto Nacional de Migración) solo nel 2008 sono stati 40 mila gli immigrati privi di permesso di soggiorno arrestati in questa zona del Messico.

12 marzo: Francia. Nove mesi dopo l’incendio del centro di detenzione (Cra) di Vincennes, avvenuto il 22 giugno 2008, sei delle otto persone arrestate sono ancora in prigione. Oggi è stato liberato Ekma Mouktaré, mentre è stata prolungata la detenzione di Alli Diallo. L’altra persona ad essere stata liberata è Slaheddine El-Ouertani, tunisino, di 35 anni, ricoverato all’ospedale della Salpêtrière dopo essere stato aggredito da un suo compagno di cella. In coma per alcuni mesi, e con i familiari e le associazioni antirazziste che denunciavano di non avere più sue notizie, è stato rimesso in libertà il 3 marzo, nuovamente cosciente ma paralizzato nella parte sinistra del corpo. Gli altri detenuti restano invece in carcere, mentre gli avvocati della difesa denunciano il modo in cui viene condotta l’istruttoria.

13 marzo: Messico-Stati Uniti. L’ambasciata USA in Messico ha informato che le autorità messicane hanno estradato due agenti statunitensi della polizia di frontiera, accusati di corruzione nel traffico di migranti.

13 marzo: Nicaragua. Alcuni migranti africani provenienti da Eritrea, Etiopia e Nepal sono stati ritrovati sulle coste del Nicaragua meridionale dopo essere stati abbandonati dai trafficanti che avrebbero dovuto condurli a destinazione. In attesa dell’arrivo delle delegazioni diplomatiche dei rispettivi paesi, sono stati trasferiti nel centro d’accoglienza nazionale del paese caraibico.

13 marzo: Unhcr. L’Alto commissariato per i rifugiati ha firmato un accordo con il governo pachistano per prolungare il soggiorno dei rifugiati afghani in Pakistan sino al 2012. Secondo i dati ufficiali, sono un milione e settecentomila gli afghani registrati in Pakistan, il 45% dei quali vive nelle zone per i rifugiati. L’accordo firmato oggi prevede l’impegno da parte del governo pakistano concernente il soggiorno temporaneo dei rifugiati afghani, il loro rimpatrio volontario e progressivo e il sostegno della comunità internazionale verso il Pakistan. L’accordo è stato possibile dal momento in cui il presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, ha finanziato con 8 milioni di dollari l’Alto commissariato. Dal 2002, circa 4 milioni e 300 mila afghani sono rientrati in Afghanistan dal Pakistan, dall’Iran e dagli altri paesi in cui erano rifugiati.

13 marzo: Italia. Visita del commissario dell’Unione europea, Jacques Barrot, all’isola di Lampedusa. Nei giorni precedenti la visita è stata preparata attraverso il trasferimento di molti migranti in altri centri di detenzione del territorio italiano, in particolare sono stati trasferiti i migranti trattenuti nella vecchia base Loran, donne, uomini, bambini arrivati sull’isola nelle settimane precedenti, mentre nell’altro centro dell’isola, diventato Centro di identificazione ed espulsione ad di fuori delle procedure di legge, erano stati concentrati i migranti di origine tunisina. Alla fine della visita, il commissario Barrot ha tenuto una conferenza stampa nella quale ha avvallato le scelte del ministro degli interni italiano, compresa la trasformazione in Cie del vecchio centro di primo soccorso e la collaborazione con la Libia e la Tunisia.

14 marzo: Malta. Dopo la visita a Lampedusa, il commissario Europeo Jacques Barrot si è recato sull’isola di Malta dove ha visitato alcuni dei centri di detenzione, incontrandosi anche con i detenuti che hanno denunciato le condizioni della loro detenzione e la lunga durata della stessa.

14 marzo: Spagna. Il consiglio dei ministri spagnolo ha approvato un finanziamento di 141 milioni di euro da destinare ai servizi di accoglienza e integrazione degli immigrati da suddividere tra tutte le Comunità autonome e le autorità municipali. La cifra rileva un taglio del 30% rispetto all’anno scorso.

16 marzo: Italia-Malta. Mentre non si fermano gli arrivi all’isola di Lampedusa, le autorità maltesi bloccano l’approdo a un’imbarcazione con a bordo 76 migranti, tra cui due donne incinte, soccorsi dalla nave Minerva della Marina militare italiana in acque di competenza maltese. L’imbarcazione è stata allora scortata a Porto Empedocle.

17 Marzo: Stati Uniti. Florida: dai recenti report dell’organizzazione Human Rights Watch e del Florida Immigrant Advocacy Center (FIAC) emergono le preoccupanti condizioni di salute fisica e psicologica delle donne migranti che si trovano nei centri di detenzione per migranti. Molte donne in stato di gravidanza hanno raccontato di avere subito abusi e violenza e di non aver ricevuto cure necessarie al loro stato di salute.

17 marzo: Spagna. Cadice: È stato ritrovato il corpo di un giovane di origine subsahariana sulla spiaggia di La Línea de Concepción, in provincia di Cadice, probabilmente trasportato dalle onde del mare agitato di questi giorni.

18 marzo: Bolivia. La Banca Centrale di Bolivia fa sapere che, a causa della crisi economica mondiale, è prevista una forte diminuzione delle rimesse dei lavoratori boliviani all’estero, che contribuiscono circa dell’8 per cento al PIL nazionale. La maggior parte degli emigrati boliviani si trovano negli USA, in Argentina e in Spagna.

21 marzo: Malta-Libia. E’ stato firmato oggi tra i due paesi un impegno bilaterale volto a creare una mutua collaborazione nella gestione delle operazioni di salvataggio dei migranti (operazione SAR, ovvero Search and Rescue) nelle rispettive aree di competenza. L’esercito maltese ha già programmato dei training mirati per formare le forze del paese nordafricano.

22 marzo: Spagna. Francisco Gabella, ufficiale del nucleo di coordinazione dell’immigrazione spagnolo, ha rilasciato un’intervista a Europa Press in cui ha dichiarato che nelle isole Canarie in questi primi mesi dell’anno si è registrata una diminuzione del 15,59% degli sbarchi di migranti rispetto al rispettivo periodo nel 2008. Il servizio di controllo spagnolo avviene attraverso le azioni della Guardia Civil in prossimità delle coste africane, le operazioni portate a termine insieme a Frontex e gli attuali accordi bilaterali creati con la gendarmeria della Mauritania e di paesi vicini.

23 marzo: Ecuador. Oggi il governo ecuadoriano inizierà ad applicare il “registro ampliato” per gli sfollati colombiani presenti alla frontiera, in modo da agevolare le concessioni dello status di rifugiato. In caso di esito negativo i richiedenti riceveranno una certificazione provvisoria. Secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati sarebbero 135 mila i colombiani in cerca di protezione internazionale o di rifugio.

23 marzo: Spagna. Circa 4000 immigrati hanno accettato il piano di disoccupazione proposto dal governo, secondo il quale i lavoratori stranieri senza occupazione riceveranno per tre anni un contributo sociale nel caso in cui decidano volontariamente di rientrare nel paese d’origine.

23 marzo: Malta. Due guardie del Centro di detenzione di Safi e un soldato dell’AFM sono rimasti feriti durante gli scontri tra le forze dell’ordine e i 500/600 migranti richiedenti asilo presenti nel centro. Secondo alcune versioni si sarebbe trattato di un tentativo di fuga. In seguito alla presunta rivolta le guardie avrebbero cercato di far rientrare l’emergenza respingendo con forza i migranti dentro la struttura.

24 marzo: Haiti. L’Ambasciata Usa di Haiti ha informato che lo scorso 18 marzo un’imbarcazione con a bordo 140 migranti haitiani diretta verso le coste degli Stati Uniti rischiò di naufragare al largo delle isole di Turcos e Caicos. I passeggeri furono ricondotti dalla Guardia Costiera statunitense verso il paese d’origine.

24 marzo: Unhcr. L’alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite ha reso noti alcuni dati secondo i quali anche nel 2008 c’è stato un ulteriore incremento delle richieste di asilo da parte di migranti provenienti dal’Afghanistan e dalla Somalia. L’Iraq continua a essere il paese d’origine della maggioranza dei rifugiati presenti nei paesi industrializzati, anche se nel 2008 il loro numero sarebbe calato del 10% rispetto all’anno precedente. Gli Usa continuano invece a essere la meta privilegiata per il 13% del totale dei richiedenti.

24 marzo: Ue. Malta, Italia, Cipro e Grecia hanno proposto alla Commissione europea una roadmap europea con l’obbiettivo di organizzare una politica comune nella gestione dei problemi legati all’immigrazione. La proposta rientrerà nel prossimo piano di lavoro quinquennale UE.

24 marzo: Italia. Negli ultimi giorni la polizia ha evacuato nella città e nella provincia di Milano vari insediamenti rom.

25 marzo: Francia-Inghilterra. Le associazioni francesi di supporto ai migranti che soggiornano nei pressi del Passo di Calais in attesa di riuscire ad arrivare in Inghilterra denunciano il progetto franco-britannico di costruzione di un centro di detenzione in territorio francese ma sotto giurisdizione britannica. E’ dal mese di febbraio che i ministri dell’immigrazione hanno aperto dei negoziati per la realizzazione di tale progetto che, secondo le organizzazioni che lo denunciano, costituirebbe un caso simile a quello della prigione di Guantanamo in territorio francese, vista l’extraterritorialità del centro possibile in base allo statuto legale di “zona di controllo” britannica del porto di Calais secondo un accordo franco-britannico del 2003. L’esistenza di un simile progetto è stata rivelata dal ministro dell’immigrazione inglese, Phil Woolas, secondo il quale i migranti richiedenti sarebbero detenuti nel centro dopo aver passato i controlli del servizio immigrazione britannico e nel caso in cui la loro richiesta d’asilo fosse respinta sarebbero rimpatriati nei loro paesi con dei voli charters.

25 marzo: Corte di Strasburgo-Italia. Secondo la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, l’espulsione dall’Italia di cittadini tunisini comporterebbe il rischio per gli espulsi di essere torturati al loro ritorno in patria e violerebbe dunque l’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che vieta la tortura e i trattamenti inumani e degradanti. La decisione riguarda i ricorsi inoltrati nel 2006 e nel 2007 da otto cittadini tunisini che, dopo la notifica dell’espulsione, paventando il rischio di tortura nel caso in cui fosse stata eseguito l’ordine giudiziario nei loro confronti.

25 marzo: Ue. Il Parlamento europeo ha adottato oggi il rapporto relativo all’introduzione dei dati biometrici nel sistema europeo sui visti (VIS). Il sistema dovrebbe diventare operativo nel dicembre del 2009 e prevede l’istituzione di un sistema di informazioni consolari comuni relativo ai cittadini provenienti da paesi per i quali è previsto il visto di ingresso nell’area Schengen che d’ora in poi dovranno fornire i loro dati biometrici al momento della richiesta. Ne saranno dispensati solo i minori di 12 anni.

26 marzo: Stati Uniti. Amnesty International ha pubblicato un rapporto che denuncia le condizioni di detenzione dei migranti negli Stati Uniti. Tra i detenuti, ci sono richiedenti asilo, vittime di tortura, genitori di bambini di nazionalità americana, così come alcuni minori. Nel 2008 il numero dei migranti incarcerati è stato di 30.000 persone. L’organizzazione denuncia le condizioni di detenzione e il non rispetto dei diritti umani dei detenuti, così come la durata estremamente lunga della stessa, che a volte si protrae per anni.

26 marzo: Algeria-Turchia. 120 migranti di origine algerina sono detenuti da cinque giorni nella prigione di Adana, nel nord ovest della Turchia. Sono stati arrestati dai servizi di sicurezza turchi con l’accusa di immigrazione clandestina e del tentativo di passare illegalmente la frontiera con la Grecia.

26 marzo: Stati Uniti. Texas. Mentre il presidente Obama afferma la necessità di aumentare le misure di controllo alla frontiera tra il Texas e il Messico, le autorità texane hanno installato delle Webcams di sorveglianza lungo i 2000 chilometri della frontiera. Con questo sistema, che ha iniziato a funzionare con le prime 15 webcams nel novembre del 2008, la frontiera diventa virtuale dal momento che può essere controllata dai volontari connessi alla rete al fine di sorvegliarla. Le segnalazioni alle autorità arrivano così dall’Australia, dall’Europa e dall’Asia, anche se la maggior parte continua ad arrivare dal Texas, dal Nuovo Messico e dall’Arizona.

26 marzo: Canada. Negli ultimi quattro anni il Messico è diventato il paese di origine della maggior parte dei richiedenti asilo in Canada. I richiedenti asilo di origine messicana sono infatti quasi triplicati, passando da 3456 nel 2005 a 9456 nel 2008. Secondo le autorità canadesi questo aumento è dovuto alla guerra dei cartelli della droga in Messico.

29 marzo: Algeria-Nigeria. Jeremiah Hassan, ambasciatore nigeriano, ha citato nel corso di un discorso alla News Agency of Nigeria (NAN) in Algeria il caso della morte di una donna migrante in stato di gravidanza, avvenuta durante il viaggio nel deserto insieme a un gruppo di migranti provenienti dall’Africa subsahariana. Il diplomatico ha espresso la sua preoccupazione per le condizioni disperate in cui molti nigeriani e altri africani affrontano questo viaggio, rischiando di morire di fame e di sete. Inoltre ha dichiarato che soltanto la settimana scorsa sono morte in queste circostanze 14 persone, tra cui anche il conducente del mezzo che trasportava i migranti e suo figlio.

30 marzo: Libia. Naufragio a 30 chilometri della costa libica: un peschereccio con a bordo 257 migranti è affondato. A darne la notizia è stato il ministro aggiunto degli Esteri per gli affari consolari egiziano Ahmed Rizk, secondo il quale i migranti sarebbero partiti da Sid Belal Janzur. Solo venti i migranti tratti in salvo, dieci per ora i corpi recuperati.

30 marzo: Italia. Mentre si ha notizia del naufragio avvenuto al largo delle coste libiche, continuano gli arrivi sull’isola d Lampedusa, così come i tentativi di fuga dal centro di identificazione ed espulsione dell’isola: circa venti migranti sono riusciti ad allontanarsi prima di essere bloccati qualche ora dopo dai carabinieri.

31 marzo: Libia. Non è ancora preciso il numero dei dispersi né il numero delle imbarcazioni che sono naufragate al largo delle coste libiche. Secondo alcune ricostruzioni le imbarcazioni naufragate sarebbero addirittura quattro o tre, con oltre 500 migranti dispersi, altre fonti parlano di due, altre ancora di un’unica imbarcazione con a bordo più di 250 persone. 23 sono sinora i sopravvissuti e 21 i corpi trovati in mare. Domenica 29 marzo, invece, un rimorchiatore italiano ha partecipato alle operazioni di soccorso sulle coste libiche traendo in salvo 363 migranti, provenienti dalla Siria, dall’India, dal Bangladesh e da vari paesi dell’Africa. L’alto commissariato dei rifugiati parla di “tragedia della disperazione”, mentre il segretario generale del Consiglio d’Europa Terry Davis lancia un appello ai governi dell’Unione affinché fermino "la trappola mortale creatasi ai confini dell’Europa", creando nei paesi d’origine "le opportunità economiche" per mettere un freno ai viaggi.

31 marzo: Italia. All’ospedale Fatebenefratelli di Napoli è stata denunciata una donna della Costa d’Avorio, Kante, che vi si era recata per partorire. L’episodio risale al 5 marzo, ma è stato reso noto sulla stampa soltanto oggi. Dopo il ricovero, dall’ospedale è scattato un fax verso il commissariato di polizia per chiedere "un urgente interessamento per l’identificazione di una signora di Costa d’Avorio". In tal modo, l’articolo contenuto nel pacchetto sicurezza che prevede la cancellazione della norma che impone ai medici di non denunciare i migranti privi di permesso di soggiorno che ricorrano a cure sanitarie nelle strutture pubbliche, approvata al Senato lo scorso 5 febbraio, ma ancora in attesa di essere approvata alla camera, diventa operativa prima ancora di essere legge. Si tratta di una norma molto contestata tanto dai medici, quanto dal mondo delle associazioni, così come dal Vaticano e fortemente criticata anche da una parte della maggioranza governativa. La donna, che ha partorito un bambino, è arrivata in Italia alcuni anni fa ed è in attesa dell’esito del ricorso per il diniego della sua richiesta di asilo.

marzo 2009: rapporto Fortress Europe. Almeno 316 emigranti e rifugiati morti in un mese alle porte dell’Europa. Strage in Libia: 210 i dispersi, ma il bilancio potrebbe aggravarsi. Una settimana prima c’erano state 67 vittime al largo della Tunisia. Sempre in Italia, 2 morti nei porti dell’Adriatico. E poi tre vittime in Spagna e 14 nel deserto algerino…

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