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INTERVISTA A TEREZA 28/03/2006

NOME INTERVISTATRICE Laura Lobina NOME INTERVISTATA Teresa C. ETÀ’ 47 PROVENIENZA Bacău – Romania TITOLO DI STUDIO diploma ad una scuola professionale per poste e telecomunicazioni PROFESSIONE PRECEDENTE operatrice Telecom Romania PROFESSIONE ATTUALE assistente familiare LUOGO INTERVISTA un bar in centro a Mestre DURATA INTERVISTA 1 ora circa NOTA SULLA RESA FONETICA Le doppie le omette sempre, la gl e la gn ogni tanto si sentono, altre no, davanti alla e spesso dice la i (euro=ieuro)

L: Mi racconti come è successo che hai dovuto emigrare?

T: Iehh…così…volevo…dopo 26 ani lavoro, dopo di più fatica costruire una casa…la casa con tute cose, per cucina, tute cose..perchè…mai avuto qualcosa, tuto questo con debito, facevo debito, pagavo piano piano. Una volta ‘n 2004 sono senza lavoro

L: nel 2004 improvvisamente senza lavoro

T: senza lavoro, io….prima….

L: prima volta…

T: prima volta quando mi ha dato ….un …..qualcosa…un colpo sentito così in testa, iehhh dopo provato moolte cose, provato mi trovo un taltro lavoro, ma dona così 45 ani, dove …busa porta, busa porta …”quanti ani hai?” “ehh …45” “mi dispiace..per voi no trovi, non c’è nente da fare, non c’è…”, dopo provato mi fato picolo negozio

L: Ahhh siii?

T: Mi fato un picolo negozio perché… sono tasse di più, sono dopo sono genteee ….più povere perché sono chiuse fabbriche, sono chiuse, sono gente, più gente senza occupazione, senza lavoro, molto …..

L: sì c’è molta disoccupazione

T: molto, molto, iehh noooo …no fato mai, no fato niente con esto picolo negozio…

L: ma era un negozio di cosa?

T: era un negozio per questo (mi mostra un pinzo della sua maglia), per vestiti, per bambini, per ragazzi, per gioco, questo un negozio…industria si chiama in rumena, con no alimenti, no caffè, no questo perché sono tasse di …ehh…molto alte tasse, io dico provo prima volta con questo quale iè più facilo

L: Ho capito, e questo nella sua città

T: Sì in mia cita

L: E quanto è durato?

T ehhh durato sei mesi, sei mesi sì,

L: Ah!

T: No funzionava io fato tuto, contabilità tuto, tuto, iooo ….portato tute queste cose ….iohhh, fato tuto, ehh no funziona… perché nooo…come dico… soldi..denaro, per mi…niente, lavoravo per nente, perché sono tasse, afito per quelo...tereno per quale…

L: per il negozio

T: per negozio…per tuto…per mi stipendio mai…niente, nente

L: ma vendevi però…

T: vendevo però andava tuto in tasse

L: tutto

T: , sì, sì, sì… e … dopo perché mei genitori sono malati, eh sì e sono… devi portare a dotore, medicina…cosa…è vero verdura, legumi trovi in …orto, ma devi comprare olio,…zucchero,…sale,….medicina,….tante cose, per quelo…

L: e non riuscivi a vendere le verdure, gli animali…niente…

T: No, perché in campana….quelo… a noi uogni familia fa così e…..dopo altra cosa di Romania

ultimo tempo, ultimo tempo, dieci, quindici ani sono di più…nubifragi

L: Ahhh!

T: eh sì e questo…stagion dopo stagione, lavorato, lavorato, lavorato in campo… dopo.. tuto soto acqua

L:. però!

T: quando…

L: E tante volte è successo questo?

T: tante volte

L: ma in che stagione?

T: vara

L: in primavera?

T: vara ! No primavera tuto bene, tuto …giulio, lulio questi due mesi, augusto, questi tre mesi…

L: In estate

T: Sì…hai sentito ano pasato, vara pasata, tuta tuta Romania soto acqua, vedi per…fai vedere come viene per fiume…graaaande grande con case, con machine, con…nubifragio, nubifragio…

L: Disastro..

T: Sì..ehhh par egsempio ano pasato, vara pasata mi madre no fato nente ne a orto

L: Niente?!!

T: No, primavera andare mi fili a lei …fagioli, cipolla, prezzemolo, tute tute cose, carote tuto tuto, e dopo nubifragio….tera sopra ….loro così ….cosa fai senza cipola …tuto questo d’inverno compera cipola, compera fagioli, compera….

L: Devi comperare tutto

T: Comperare tuto, iehhh anche questo e basta, solo solo solo mi salvare, salvare per tuti andare…andare

L: Hai pensato di… ma perché avevi saputo che c’era lavoro per le donne qui in Italia?

T: No. Prima volta io pensavo, comperavo il giornale, e a pubblicità pensavo parto in Israel, perché in Israel… io credo qua ho sbaliato

L: Ah!

T: Perché stateva andata prima volta in Israel, con contrat de lavoro L: Ah! Ma sei andata?

T: No.

L: Ah no?

T: No, così volevo, visto publicità volevo farlo ….telefon… ma sempre mi nipoti mi chiamava telefon, una volta io dicevo “parto”, “dove?”, “in Israel” ”ma cosa tu fai (parole che non capisco) sempre sempre guera, sempre sempre questo, tuo filio ha bisogno di te cooosa fai, vai via sei morta cooosa fai? (parole che non capisco)”

L: Perché in Israele si trovava contratto?

T: si trovava contratto fato a casa

L: in Romania

T: in Romania, sì, sì

L: e per fare cosa ?

T: tuto così badante, domestiche,

L: sempre questi lavori…

T: sì, sì, tuto così, tuto per questo per asistenza, tuto per questo, ieeehh mi nipote mi diceva “va bene, vieni a me”. Io molto difficile per trovare lavoro, devo facio qualcosa, lui parlato, perché lui conoscere di più ragazi questi con machine, burgo picolo con …quatro posti, …sei posti, parlato con ragazzo quelo, parlato a telefon, arivato a mia cita, questo qui…

L: e sei venuta con questo piccolo autobus

T: sì e arivata mi nipote

L: è arrivato lui o te l’ha mandato lui? Non ho capito?

T: No, mi nipote parlava lui con questo signore, sì lui mi preso

L: nella tua città

T: ‘n mia cità, mi ha portato qua ‘n Italia ‘n Mestre

L: Sì, sì ho capito, e hai pagato molto?

T: iehhh…. Cento…centotrenta euro

L: Beh non tantissimo

T: No

L: e il visto ce l’avevi già?

T: No pagato mi nipote qua, quando stato arivato qua, lui pagava centotrenta euro perché …io stateva andata senza soldi…senza nente …perché io mai…

L: ma il visto te l’hanno fatto dove alla frontiera?

T: No a frontiera niente problema perché abiamo pasato…non abiamo bisogna …

L: Non serviva visto?

T: No, no, no, no visto a frontiera,

L: non serviva

T: io fato vedere passaporto metere …per …passaporto e basta …niente, no

L: il timbro turistico per tre mesi ti hanno messo

T: Sì, sì, sì, no per questo…. No mi è fato… stato facile, quando ogni persona visto con passaporto visto metere…semplice, no,no, senza problema e senza …Bene quando, dico io parto, parto, io sola dicevo “devi”, “no poso far più niente”, ….dopo sono una persona di più ativa io, devi sempre qualcosa, dopo mi .(parole che non capisco) …fai vedere qualcosa quando paso ….io indietro qualcosa devi far vedere, così sono io, adeso stateva così, mei genitori deve pagare spese per ompresso…per casa

L: ah perché non è loro la casa?,

T: No! Spese …acqua, luce, queste….

L: Ah! Sì, sì solo per le spese

T: Sì!!!, No, no, grazie a dio siamo tuti con nostre case

L: Case vostre

T: Sì, sì, sì, solo spese acqua, luce, gaso

L: Sì, sì

T: che sono tropo, tropo tropo care

L: sono diventate care

T: Sìììì, sono care, tropo care, ….(pausa) ….”cosa faciamo debiti?, come paghi queste cose”, e mi marito sempre “faciamo noi qualcosa”, “hai visto, hai provato, provato, provato questo, provato quelo”, dopo, niente, dopo un ano de lavoro io…, niente, no avevo ‘n tasca niente

L: Niente, niente …..e anche lui col suo lavoro non riesce…

T: No lui lavora perché…, avevo uno stipendio grande, tuto quelo per quando lavoravo Telecom, quando lavoravo (parole che non capisco) avevo un stipendio grande, sì avamo 700 ieuro per mese…

L: Ah!!!

T: io solo (parole che non capisco) portavo questo casa

L: prendevi più soldi tu di tuo marito?

T: Io sì di tuta famiglia, di tuta famiglia, i miei soldi, pensione di mie genitori, stipendio di mio marito, stipendio di mie filio ….mai uguale con mi stipendio

L: Tutti tre insieme non facevano il tuo stipendio

T: No, no facevano mio stipendio

L: Ah, quindi quando hai perso il lavoro tu è stato un dramma per tutti

T: ..per tuti…drama.. cosa faciamo con stipendio di mi marito pagaremo tute cose spese di casa luce, acqua, gas, telefon …cosa mangi? Devi scarpe, devi (parole che non capisco) vestiti… o lavi cucire poco, dopo …qualcosa di scarpe devi, mangiare devi, cosa faciamo, cosa faciamo…ehhhh solo mi filio mi diceva… mi madre piangeva, mio padre piangeva, tu credi fai qualcosa, tu credi …

L: Credi di poter fare qualcosa?

T: Se hai forza questo..

L: Tuo figlio qui…

T: sì non mi dico vai via, ma dico neanche stai, fai come tu credi, io sono vicino a te

L: lui…

T: sì e dopo io mi preparato non lo so cose…

L: ma e come hai deciso?

T: Io preparato …noooo…non lo so cose

L: ma come hai deciso?

T: Quando ho ompres…novembre…

L: novembre 2004

T: 2004, perché sono arivata qua dicembre 2004, sì ….ie…perché tuto mio lavoro, negozio, campo, tuto rovinato…

L: quando hai visto che tutto non funzionava, a novembre hai deciso

T: sì solo, solo, solo co filo capelli quali devi mi tachi…dico io questo…

L: non ho capito

T: no solo con dico…

L: ah eri legata con un filo

T: Sì, sì… stata andata via, arivata ‘n Italia e behh no poso, no si trova parole cosa sente ….

L: quando si parte…vero?

T: No….

L: Immagino….vuoi che ti ordini del thè?

Qui devo interrompere l’intervista e chiudere il registratore perché Teresa non può continuare tanto è forte in lei il ricordo del momento in cui ha lasciato casa e affetti. Così vado ad ordinare del thè per sottrarre la mia intrusiva presenza davanti al suo dolore.

T: Passa, dopo, tuto pasato

L: e quanto ci hai messo a decidere allora? Hai deciso e basta

T: Ho deciso e basta iee….

L: Non ci è voluto qualche giorno, qualche settimana…?

T: No, perché aviamo paura …i….no penso…iii…paura di partire, aviamo paura , dico …adeso …parto, adeso parto!.. perché dicevo (parole che non capisco).. altra settimana dico io lo so poi partire, no mi cuore cosa diceva, e io sono, così sto io, quando dico facio qualcosa (parole che non capisco).. percé dopo …abituo e basta

L: e quindi ci è voluto quanto tempo poi per partire, per organizzarti

T: da lunedì fino a giovedì

L: dai! Quattro giorni!

T: sì da lunedì fino a giovedì. Domenica sera parlato con mi nipote a telefon, tuta note a mai dormivo tuta note, cosa facio, cosa facio, cosa facio, lunedì matina quando mi svegliato dico: settimana questa parto in Italia, come così, così parto ’n Italia e basta, senza parole senza nente, io parto vado via… e io…dopo…

L: e cosa hai fatto in quei quattro giorni?

T: Cosa ho fato? Ho parlato con loro, pregato, pulizia … e loro lo sa perché… dico sempre sono mato per pulizia ‘n casa, per tute queste cose, per tuto ordonato, tuto…

L: Ah…pulizia…e sei andata a trovare i tuoi forse?

T: Eh… siii…dopo… mi preparato valigia..giovedì matina perché giovedì a pomeriggio stata andata via, giovedì matina mi preparato valigia (ridiamo insieme) così perché no volevo védere valigia preparata prima..

L: prima..

T: ieeehh perché sono molto semplice, vestiti poco, io bisogna un libro per legere, parole crociate..e no so ..libro per preghiera, queste cose…filo per cucinar… øøø hhh per ….

L: cucire

T: per … cucire, per …dopo l’uncineta e queste cose penso con mi

L: Ah!

T: no…

L: Ma e le cose con cui sei vestita adesso le hai comperate qui o le hai portate da casa?

T: øøø hhh … sono comperate qui perché quele da casa no…

L: Hai portato poco?

T: portato poco quele da casa adeso no mi sono bone mai, perché sono grande (ride un po’)

L: perché sei dimagrita?

T: sì

L: Ah! Ma quanto sei dimagrita?

T: Prima volta dieci chili

L: dieci chili

T: dopo adeso di quando no lavoro ogni settimana ompress grami, treciento grami…sì, sì

L: ma e dopo che avevi perso dieci chili ne hai ripreso un po’, quando hai trovato un altro lavoro?

T: Di quando trovato altro lavoro prima messo ….preso cinquanta…no … ompressore grami, meza chilo,

L: solo..

T: solo…dopo ho perso ancora

L: ma da quando sei venuta via a adesso quanto.. quanto peso hai perso?

T: Io ….fino adeso, no lo so …io credo …dodici, tredici

L: però! E’ tanto!

T: Sì

Interruzione perché ci portano il thè che avevamo ordinato e chiediamo se c’è posto all’interno perché fuori io comincio ad avere un po’ di freddo. Il luogo all’interno però non è molto ospitale: c’è musica di sottofondo, il tavolino è molto piccolo e scomodo come pure le sedie perché sono quelle più alte del normale, inoltre comincia ad affollarsi un po’ di clienti, per cui, terminato il thè, decidiamo di tornare al tavolino fuori.

Quando riprendiamo cominciano a suonare le campane di un campanile vicino e la registrazione risulta disturbata

T: io sto a casa, no parto, no vado via, io così pensato, no poso stare qua, no poso stare casa, e che cosa facio (parole che non capisco)..guardare mie genitor come more piano piano, senza …senza medicine e mi guardo come devo prepare mangiare io sono cuoco, cuoco mi piace prepara mangiare, mi piace… cosa metere per tavola? Per …’na fetina picola come faceva ‘na volta ‘n comunism? Con Ciausescu nanche (parole che non capisco) quelo perché tuto così facevo spesa no lo so come perche avamo sempre… frigider sempre… mangiare no quanto ne dava lui…poco…poco buro, poco…

L: sì avevate di più voi

T: Sì.. avamo…

L: e come facevate ad avere di più?

T: Come? Perché dove lavoravo a Telecome conosceva diretore di restaurant, pagam pagam di più, perché io conosceva per lui dicevo mi deve un chilo di zucchero, mi deve un pacheto de buro, mi deve… no lo so un chilo formaggio, mi deve quelo… è vero ….pagam di più, sì perché a restaurante costa di più. No è come ‘nnn…

L: come in negozio

T: come ‘n negozio, no tute queste cose abiamo sempre ‘n casa, sempre …perché…no poso come fai ..mangio uno bambino a cinque ani, quatro ani, a cinque an,i per tuto mese a trenta giorni mangia solo cinquanta grame buro? Ie bastan?

L: Figurati…

T: ie bastan così?

L: Non è possibile!

T: Per uno ..bambino di quatro, cinque an? Ie bastan mezo chilo zucchero per mese, per trenta giorni? Ie bastan così? Perché così abiamo…

L: certo e poi col freddo che fa da voi

T: Sì, ie bastan? Devi ogni giorno un thè un late, un late con taza perché noi così preparamo, …matina, un thé …o ..un late, un late con taze, bevi zucchero perché bambini vole di più dolce

L: Beh, certo

T: Ié abbastanza un chilo? No è abbastanza…

L: non è abbastanza..

T: Familie intere, familie intere così ho mangiato quel tempo, io grazie a dio, grazie a dio, io no, per mio filio

L: Hai resistito…

T: io uscito, io fato tuto queste cose…. Øøø hhh ….pana …in Romania io …pana ..molto, molto bona, mai trovar, mai trovar al mercat, no costa niente, nente, iehhh…poteva una volta con … (parola che non capisco) quando lavoravo, dopo Ciausescu diceva di più bambin,di più bambini, quando veda adeso pana loro diceva ie questa quando si fa pitura per ... muro, dice loro no lo sa ie pana, perché no lo sa perché no se trovava..

L: Non hanno mai….non sapevano cos’era la panna

T: Sì, sì, sì..

L: molti bambini..

T: molti bambini, molti bambini, di più, perché mi filio stateva molto felice L: certo

T: Sì molto felice, molto fortunato perché io stateva molto fortunato con lavoro quale….

L: Sì col tuo lavoro

T: con mio lavoro, sì, sì, ….

L: e per il resto la situazione sociale com’era a quei tempi?

T: tuto gratuito, anche medicina, tuto gratuito, medicina gratuita, perché tute questo cosa ha fato Ciausescu, non lo so come si dice……….pagare….(lunga pausa)…..te spiego presto

L: sì

T: andare a dotore, perché tuto è gratuito, così diceva Ciausescu

L: sì

T: Così devi, gratuito, non paghi ompre, non paghi asistente, quelo che lavora con ompre, non paghi medicina, no paghi medicina, no paghi nente, andare a ompre, ompre mai guardava, dici male mi filio, dico andare con mi filio, mi filio no dorme, tose, io lo so fa febre, fa …ehh lui poco lo guarda..fa.. ahhh nente aspirine, paracetamolo e basta

L: Ah!

T: “dotore è maaale”, “Noooo stai tranquila tu lo sai è male, io sono il datore”, in quelo tempo, in quelo tempo io vado in borsa, bustina con soldi, metere ‘n ….

L: in tasca sua

T: ehhh e in quelo tempo mi diceva “Sì, sì, iè vero, iè vero” e a, dopo guardavi più… facie analisi, faceva tuto…

L: e tutto era così?

T: TUTTO!!! Per tutto, per tutto

L: Perché c’era fame e quindi tutti facevano così

T: Sì tutto, tutto, per tutto

L: dovevi pagare per…

T: io perché conoscevo quelo diretore di restaurante, io quando andava a lui io pago, prezo quelo quanto costa il restaurante e una volta con quelo fato anche un regalo, anche un regalo

L: Certo…

T: così faceva per tuto, per tuto quelo…

L: facevi regali, dovevi pagare bustarelle

T: Sì, sì, sì per tuto, questo capito? Questo …io… anche adeso, perché lo stato mai…

L: Perché lo stato pagava sempre troppo poco

T: Sì

L: e quindi c’è stata una grande corruzione

T: Sì, sempre, corruzione, corruzione, tuti, per questo adeso in Romania iè dove iè per corruzione,

L: perché siete cresciuti così e quindi è anche più facile che si crei la mafia e…

T: anche iè una parola dice ”Quando apre porta o apre con testa, no con mana”, quando apre con testa certo devi fare un regalo, bustina con soldi, devi…

L: Fammi capire cos’è questo?è un detto, un detto, un proverbio

T: Sì un …così adeso si dice, ,

L: la porta la apri con la testa non con la mano

T: non con mano, quando apri con testa certo…queloooo…se dici ie va bene, ie va bene e va bene.. no apri con

L: quindi legalmente niente

T: niente

L: cioè quindi con un modo violento insomma

T: sì

L: e quindi siete tutti cresciuti nell’illegalità, praticamente

T: Sì, sì…

L: E’ terribile questo

T: sì, sì

L: è una cultura questa…dell’ille..

T: avevi paura per malattia, avevi paura per andare a ospedale, perché no avevi niente in tasca e..

L: se non avevi nente in tasca,

T: aspetavi e morivi

L: addirittura?!!

T: Sì,sì

L: ma e l’etica professionale dei medici non esisteva?

T: Niente, no, niente

L: solo se pagavi… ma anche quando vedevano una persona che stava morendo? Niente?

T: Niente

L: Niente?

T: Ti dico niente,niente io ti dico io quando, stata incinta con mi filio stateva di più male, male e in quelo tempo ‘n Romania nooo… i vole per aborto

L: Non si poteva abortire

T: Tute femine, tute femine dala …ehhh ompressore ani di quando ariva ompressore, sempre due a mesi a tre mesi sempre controlo come …come dici porti muca, controlo a ginecologo, loro devi sapeva sempre sei incinta, no sei incinta, sei incinta perché Ciausescu voleva di più bambin

L: Pf!

T: Oni famiglia con bambin,con bambin di più, bambin di più

L: ma…e non dava soldi per più bambini?

T: No, dava soldi dava soldi, poco soldi sì…ieee, e io quando stateva incinta co mie filio stateva di più male io quando mangiato qualcosa…. L: non mangiavi

T: nove mese no mangiato così pane (mi mostra con le dita un piccolo cerchio), così mangiare stateva oni due setimane a ospedale mi facio ….con….

L: flebo

T: flebo così perché no …nove mesi no mangiare

L: ma perché vomitavi?

T: Tuto vomitavo , e acqua,

L: anche acqua

T: tuto, tuto vomitavo, no statevo capace di pensare

L: di mangiare

T: di mangiare no statevo capace di pensare io ho sete, quando pensavo così, tuto….əəəhhhhh ieeh quelo dotore quale stateva io paziente, perché mi chiamava ‘n tuto ospedalo “madre problema” mai mi chiamava Tereza, mai mi chiamava…

L: madre problema

T: maaadre problema

L: ma perché sei stata sempre in ospedale tutti i mesi..?

T: a due setimane ospedale, a due setimane

L: ogni due settimane

T: ogni due settimane sì

L: e per quanti giorni

T: iee per un giorno per mangiare

L: per alimentare

T: per alimentare ie …quel dotore che aveva cure de mi, quel dotore, dopo io …ho partorito prinso dala …diretore del ospedale …prinso soldi de più, da quel dotore no se, no ha avuto cura de mi, fino io pagavo sempre…

L: Ogni due setimane lo dovevi pagare quando lo pagavi?

T: Ogni due setimane, una volta mese, una volta mese

L: lo dovevi pagare

T: pagare..perchè..

L: ma molto?

T: per noi cento, perché rumeno iè leu, un cento….

L: gli davi cento euro

T: no ieuro, leu, un cento lei per noi era di più perché noi con cento lei iè abbastanza due tre giorni per mangiare per tuta famiglia, iera di più

L: era di più e tu prendevi quanto di stipendio?

T: In quelo tempo un…una mila

L: mille

T: sì

L: quindi tu gli davi cento e prendevi mille di stipendio

T: sì

L: gli davi cento ogni…?

T: eeehhh ….ogni, ogni mese, ogni mese, e così io quando ho partorito lui prinse una …uno regalo dela.. sua dirétore de ospidale perché io madre problema eehhh si no … un bambino

L: Ahhhh, come se fosse stato bravo lui

T: Sì, sì

L: ma e il direttore sapeva che anche tu gli davi

T: no, no sapeva,

L: lo immaginava

T: no lo sapeva perché io perdeva quelo bambino io morivo.. così faceva perché io stateva madre problema, ie hai visto, senza mangiare, senza ieeehh….

L: Sì certo, ma poi anche perché era molto incentivato il fatto di avere dei bambini, vero?

T: eeehhh…sì, sì, sì

L: C’era tutta una cultura di incentivazione alle madri per avere più bambini,

T: sì, si alle madri per… per bambini

L: e quindi il medico, il direttore ha dato un premio a questo medico perché ha fatto nascere un altro bambino

T: un altro bambino de una madre problema

L: ho capito

T: e quelo medico stateva sempre, sempre con soldi da mi, con denaro da mi, perché denaro no dotore, tuto asistente, tuto …

L: ma tu nel periodo in cui eri in gravidanza prendevi lo stipendio intero? T: Sì perché io andare a…sempre a lavoro anche a domenica e per quela domenica abiamo una giornata libera e quando io avere giornata libera andare ospedale per…

L: allora alla domenica

T: lavoravo

L: lavoravi e quando facevi la giornata libera?

T: tempo di setimane no lo so martedì, mercoledì, giovedì,

L: un altro giorno e perché?

T: perché lavoravo domenica, perché a telefone si lavorava sempre, sempre

L: ahhh!!! Sì, sì, sì, sempre

T: sempre

L:Certo e quindi ti prendevi un altro giorno

T: un altro giorno per andare a ospedale

L: perché la domenica era chiuso l’ospedale

T: era chiuso sì per… per questo lavoro

L: Sì, sì, sì certo, ho capito

T: e così, così si fato per tuto a farmacia, per tuto, per comperare vestiti, perché a negozio no trovai mai o…dico un scarpe di pele, fato di pele, tuto ….non questo, io con regalo a diretore di magazin, io volio una estivale perché di verno a noi si porta sempre estivale di pele

L: Sì

T: è cosììì…e un scarpe di pele per mi marito, per mi filio, per mi madre, perché no puoi portare goma no puoi portare, ti fa male no?

L: eh sì

T: e per questo io andare diretore con regalo e questo mi portare in un magazin e mi dice …

L: era un magazzino separato

T: no, magazzino, negozio dove sono tute…’ndietro,

L: dietro ci sono tutte …per chi paga qualcosa di più

T: sì, sì,

L: e in tutto così

T: in tuto, in tuto, per tuto, per tuto

L: e anche adesso?

T: adeso, adeso no, adeso ie, di più, tuto come qua in Italia adeso no, no ie dinaro, no sono soldi per comperare perché no iè stipendio..

L: quindi non comperano neanche le cose finte, di… di plastica,

T: no compera cose quanto permisi, quanto…na…misi de lavoro una mese, prendi cento ieuro,

L: cento euro

T: cento ieuro, de lavoro di matina fino a sera, mangiare iè più caro di quanto in Italia e tute queste cosa poi comperare, cosa?

L: E’ più caro che in Italia il mangiare?

T: Sì è più caro, ci sono,

L: Ma dici…

T: di più cose più caro

L: Ma e quindi tu mandi cose a casa anche?

T: Sì,

L: mandi da mangiare?

T: No mangiare, perché mangiare mi costa di più perché devo pago quelo co…de mio lavoro mando soldi

L: mandi soldi,

T: sì,

L: sì certo

T: No mangiare, mangiare non puoi mandare perché mi costa dopo di più, pago una volta qua a negozio dopo pago quelo ragazzo, quelo autista quale mi pasa…

L: ma se tu andassi adesso lì porteresti una borsa di cibo o di medicine…

T: medicine no, medicine no perché medicina quando iè cara iè è medicina noi siamo abituati con medicina quela, nostra medicina, dopo aria, dopo tuto atmosfera, perché prendi medicina di qua no iè ugualo con medicina per tu…no lo so come si dice.. dipende, sì sono medicine e medicine

L: dipende se il principio attivo è lo stesso, è uguale.., paracetamolo ad esempio

T: Ah paracetamolo, aspirina questo sì sono uguali…

L: Ma perché I tuoi genitori devono prendere qualcosa di particolare

T: Ehh… sì, no sono particolare, mi madre ha problema con sanguie iè sempre groso, lei deve prendere sempre pastiglie per sanguie diventa fluido, mio padre con cuore… e tuto così…

L: Ma penso che ci siano anche qui, però certo è così..

T: sì loro prendono medicina quale crive dotore

L: Certo

T: sì è più melio così, io sto più tranquila così, sto più tranquilla perché il dotore…

L: Sì certo perché il dottore li conosce, conosce I loro problemi

T: eh sì., sì, loro conosce e iè più…No medicina, mangiare no perché nu… no lo so quanto iè no lo so com’è, no lo so devi …. Adeso hai soldi? Poi vivere …bene, perché adeso trovi, trovicome

L: trovi tutto

T: trovi tuto, basta avere i soldi, basta avere soldi, basta avere un lavoro con pagamento più melio, no dici bene, bene, più melio magari così magari bastan per spese per casa, tute queste per mangiare, per vivere decente, no fai no lo so quante cose, per vivere decente e io statevo tropo tranquilla da mesi, trovavo un taltro lavoro questo, con stipendi per vivere decento io MAI andata via da casa, MAI!

L: eh sì non saresti mai andata via, certo, certo

T: no …per questo volio vivere decento no…

L: decentemente no la ricchezza certo, questo vuoi dire

T: sì, sì, sì eh (sospiro) e ho sentito ‘n giro dico ho sentito ‘n giro i moldavi vuole tornare ala loro casa in Moldavia perché adeso si trova lavoro ‘n Rusia, lavoro ‘n Rusia con pagamento a seicento ieuro per mese

L: e che tipo di lavori si trovano

T: eehh non lo so, in fabbriche in…. Tute queste cose… perché i moldavi sono cresciuti con rusi

L: Sì certo,

T: ie sono adeso sono moldavi e rusi, (parole che non capisco) loro imparato a scuola insieme tute queste cose, sì, e per loro è più facìle trovare lavoro in Rusia, perché a tre mesi loro ritorno a casa loro, dopo ancora lavoro iè più facìle iè più…

L: semplice

T: semplice certo, certo dove loro andare in Rusia può andare con pulman, sono decine… può andare matina e ritorno sera andietro, certo

L: Ah!

T: ie loro sempre volio vendere lavoro, posto de lavoro

L: vendono i posti di lavoro qui in Italia

T: sì, sempre sempre

L: Ma come sempre, hanno sempre fatto così dici, più i moldavi

T: sì più moldavi, moldavi e ucraini hanno venduto sempre

L: moldavi e ucraini, hanno venduto, sempre?

T: sempre… perché sono posto di lavoro, io lo so adeso una ragazza lavora ‘n Venezia, pulizie scale e l’ha pagato quelo posto con ciento ieuro, senza documenti, lavoro pulizia scale, ho sentito io un lavoro in parte Venezia, dove è Giustizia no lo so una famiglia senza (parole che non capisco) note perché ie no lo so…

Qui è caduto e si è spento il registratore per cui c’è un piccolo salto nella registrazione

L: i moldavi non vogliono parlare coi rumeni?

T: Nnno…no voliono..

L: E perché?

T: Nno lo so anche io no capisco, no capisco questo, io sempre quale sono una romantica, sempre pensato a loro quando stateva lontano, quando (parole che non capisco) loro in Rusia me rumena, perché Ieminescu iè nato in Cernăuţi che adeso è in Ucraina, lo sai chi è Ieminescu,

L: Non mi è nuovo…

T: iè quelo grande poet

L: Ah!

T: quelo grande poet, più grande

L: che è nato in Ucraina

T: sì rumeno nato in Cernăuţi, Cernăuţi …adeso Cernăuţi iè in Ucraina, perché no devi…stateva una volta rumena no Ucraina

L: una volta era rumena

T: Sì, sì stateva una volta rumena, io sempre pensavo a loro, io dicevo, perché no sapevo come loro vive più melio quanto noi in Romania, adeso quando si è fato ponte di fiori a rivoluzie, quando lor no sono con Rusia, sono Moldavia ie Moldavia sono un fiume si chiama Pruto , quelo ponte si fato tuto tuto di fiori perché adeso noi siamo fratelo

L: Ah!

T: eh e tute queste cose a noi ariviam in Moldav in Romania sempre, perché siamo, anche loro sono abituati come anche noi a mangiare, a … tute cose, perché siamo..

L: sì le stesse cose, perché siete uno stesso popolo, sì lo so avete la cucina simile, la lingua simile

T: Sì, sì

L: Sì per tanti secoli siete stati la stessa…

T: quando arivati in Italia, ho visto queste cose, cosa fai …non capisco, io non capisco perché, non capisco

L: Ma tu hai provato a parlare con moldavi

T: ho provato

L: e non vogliono?

T: no parlo, parlo, quando ariva taltro moldavo cosa hai fato hai parlato cosa dici io poso andare a quelo lavoro sinte prima……dopo basta loro …chiudere, …. On ioni volta….

L: Non vogliono parlare

T: no vole parlare… mai

Interruzione perché Teresa deve andare in bagno

L: ma si sente molto la differenza tra il rumeno e il moldavo?

T: là si sente rusa e tute cose rusa, rusa, rusa

L: e quindi il loro moldavo ha un accento russo?

T: sì, un acento ruso

L: e il vostro moldavo è rimasto invece più…

T: sì latino, perché siamo…daci…

L: sì lo so, ma il vostro accento non ha preso inflessioni, è rimasto più puro

T: più puro, sì, loro ie hano preso un acento perché loro parlato in …(parole che non capisco)… di picola rusia…

L: ma i vecchi moldavi avevano imparato il moldavo come voi

T: come noi

L: e quindi lo parlano come voi

T: sì, ma queli sono vechi di otanta ani

L: perciò sono quelli dai sessant’anni in giù che hanno preso l’accento..

T: …ruso, ruso sì

L: ….e quindi c’è questo grosso problema che si vendono il lavoro

T: sì oni giorno, oni giorno, oni giorno, sempre…come…iè quela persona basta è andata via lavoro…

L: Ma forse perché la Romania…no la Romania vorrebbe unirsi alla Moldavia, vero?

T: Sì, sì, loro non vole, non lo so perché

L: non vogliono loro

T: no, loro no vole

L: e quindi loro in Moldavia hanno una visione dei rumeni diversa, da.. da.. dalla visione che hanno dei russi ad esempio…

T: mah

L: forse vedono i russi più industrializzati?

T: eh credo sì, più richi sì, credo sì

L: e verso gli ucraini invece? I moldavi come vedono gli ucraini secondo te

T: No lo so

L: perché ho sentito dire la stessa cosa, che vedono gli ucraini …che gli ucraini si sentono più industrializzati rispetto ai moldavi e quindi anche loro fanno questa differenza

T: no lo so

L: ma infatti io mi sono sempre chiesta come tu, Anna e Liuba siate amiche che siete di tre nazioni diverse

T: Ah Laura io credo questo no iè problema di nazione è problema di cuore, è problema credo che sentire oni persona io

L: Sì ma voi siete un caso particolare…

T: No credo, io credo sono altri casi così, io no credo siamo particolare

L: No, perché se dici che ci sono queste donne moldave che fanno difficoltà alle donne rumene forse una differenza la fanno

T: Io credo sì io credo state contente mi trovo ‘ntraltre amiche moldave, perché no quando visto per prima volta per Liuba sentito no lo so per mi sorela, mi sorela

L: Non hai sentito differenza di nazionalità

T: No, no, no

L: e Anna?

T: ie Ana anche così perché amica de Liuba, e così ompressor insieme… siamo…

L: ma siete voi tre

T: sì

L: e non avete altre amiche?

T: io ho un taltra amica quale iè ucraina Masha, è …molto, iè vero mi visto n insieme ….poche volte perché io lavorato lontano, io ….ehh… anche quando arivato arivato insieme con Natasha io sentita molto bene, nooo…..lei moldava io…

L: sì non ti fa differenza la nazione di una persona, insomma

T: noooo, nesciuna volta mai

L: no ma ci sono molte persone che invece fanno differenza

T: io dico volevo dice, andare a don Sturzo, Senìor Servìce e in quelo ariva anche neri, anche marocchini, anche signora moretina molto bela, diceva una volta da dove stai sei molto bela, sì perché per me no importa colore pele, no importa, quando vede una facia molto serena, molto.. dici.. questa è una persona molto bela, molto con cuore belo..

L: sì, sì

T: vedi nei ochi

L: sì, traspare

T: sì, cosa mi importa per mi iè nera iè giala, iè…quando vedo così no poi stare lontano, no poi

L: Bè, sì bene questo, ma tu non sai se ci sono….persone che…invece sono…la vedono in modo diverso? Conosci persone che la vedono in modo diverso?

T: No, no conosco poche persone qua

L: e anche tuo nipote è così come te

T: Mi nipote sì, anche lui ha un cuore grande e mi nipote iè bruto quando parla, parla bruto sempre bruto ma i ha un cuore grande, io credo iè di più grande di come …come mi, come mi filio, sempre sempre vole aiutar per qualcuno,

L: vuole aiutare qualcuno

T: sempre, sempre, sempre io una volta parlavo con mi filio, perché mi filio iè come abitazione iè come cresiuto, iè no parlo bruto, no parlo…no ..uno cresciuto per strada

L: ma e tuo nipote sì?

T: mi nipote così parla

L: parla male, dice parolacce…così..

T: male, male, molto male

L: Ah!

T: ie dico.. qualcosa no piaceva a mi filio, dico hai sbaliato tu no conosci mai come iè Mario , perché lui parla male, parla male perché lui no vole fare vedere cosa iè suo cuore

L: ah!

T: cosa iè, perché lui no mangia lui ma vole dare (qui non si capisce bene, ma si intende cosa vuol dire)

L: Ah, sì?

T: sì

L: ma perché lui è cresciuto …male? Cioè tua sorella non l’ha cresciuto bene?

T: No, no, lui stateva sempre poverino, sempre poverino, lui svelia ehh…matina…a cinque matina perché devi comperare late

L: il bambino?

T: sì, noooo …perché mi sorela lavorava…no lo so come…sempre ...matina mai stateva a casa, lavorava di note, lui deve andare a mercato per late perché (qui non si capisce bene ) late perdeva scrivo per cartela, de no andare prima a prima ore a cinque e meza mai trova neanche per… cosa…con carta…come stateva per tempo Ceausescu

L: sì, sì con i buoni

T: no trovar neanche quelo

L: con il buono? Non trovava il latte,

T: no, no

L: ma a quanti anni andava lui?

T: sei ani, sete ani

L: piccolissimo così?!!!

T: sì

L: ma perché tua sorella lavorava dove?

T: Stateva un lavoro…no lo so...ièèèè…una fabbrice con acqua minerale, acqua minerale

L: Ah! E lavorava di notte

T: di note sì, perché di matina deve tuta acqua in botilie, tuto…

L: doveva essere pronta

T: sì, sì

L: ho capito

T: e lui

L: e con tuo cognato che era qui viveva?

T: Ehh viveva, lui lavorava sototera ‘n mina

L: Ahhh! Minatore, ma e in che zona della Romania?

T: in Nardal

L: a Nardal

T: a Nardal

L: che è vicina all’Ungheria ?

T: sì, sì, e anche loro parlo ungherese, parlo ungherese

L: ma parlano anche rumeno

T: parlano anche rumeno sì, mi nipote andare, andare a scuola rumena ie ungherese parlo…parlo loro in loco, come….

L: sì, sì, ma sono vicino al confine con...l’Ungheria?

T: sì

L: Beh torniamo alle tue amiche, come ti senti quando sei con loro?

T: Mi ricarica bateri, come si dice..

L: Ti ricarica le batterie

T: sì, carica bateri..ie… sempre parlamo, ne racontamo cosa iè a sua casa, cosa..ah dopo domando cosa fa su filia, io domando per Liuba

L: sì

T: ehh… su sua nipote, nipotina, perché una volta stateva male, tua madre… così parlamo…lei mi raconta mi…Ana..tuto…

L: ma tu non l’hai mai vista lì, non l’hai mai conosciuta in Moldavia…

T: no, no adeso tuto, tuto io credo io mi …trovo con loro…fato, fato, sempre conoscio, certo no visto nesciuna volta da adeso perché sempre raconte de …quele pasate sempre raconte (molto confuso tutto questo pezzo)..una volte fai une fotografie…certo come è …certo

L: eh certo e quindi quando tornerete lì vi troverete forse..

T: certo, certo, certo, perché ie invito un apezamento cuore di cuore, lei iè sento il bisogno anche afeto quando arivo Liuba a stasera (continua ad essere piuttosto confuso il suo discorso qui)

L: Ah la trovi stasera?

T: a stasera sì

L: Ha un’ora libera

T: sì a cinque e meza

L: ah! E dove la vedi?

T: io andare per viale san Marco …lei viene qua …verso qui

L: ah! Si avvicina

T: sì

L: ah è qui vicino

T: no iè vicino perché andare con quindici minuti…da perché …(parole che non capisco)

L: ma lei è libera quanto tempo?

T: un’ora, a cinque e meza a sei e meza

L: un’ora, quindi vai tu verso di lei insomma

T: sì, sì questo

L: e ti ricarica un perché le batterie

T: sì, sì

L: ho capito, ma non succede mai che Liuba viene a casa di tuo nipote, vi fate da mangiare…

T: eh…no, domenica, domenica quando troviamo .. …(parole che non capisco).. perché lei deve adeso molto riposo perché è stanca, perché…io preparo mangiare sabato quando lei ariva metere..riscaldo…lo so ..facio intanto cosa quale lo so i piace

L: quello che le piace, e cosa le fai?

T: ehhh… no lo so,..certo lo so no, sono capace di spiegare, lei prepara qualcosa di farina bianca… fritele, fritele rumene si chiama ompr

L: si chiama?

T: Gogosh, ompr, e…piaceva di più, piaceva questo quando …abitamo in Mestre mi nipote, ni trovaramo sempre in Mestre, domenica lei così faceva sempre, ompr, ompr perché…

L: ma e non cucini carne…maiale che… ne avete tanto!

T: cucinamo anche carne, maiale con purè di patate, con insalata, con questo…ma sempre lei piaceva di più questo ompr, fritele

L: ahhh

T: sììì

L: e allora gliele fai

T: sì, sì, quando mangio qualcosa queste……(parole che non capisco)..quando mangio queste, come faceva lei a casa in Moldavia, per questi iè..perchè….olio in padella per ..nnnn…la forno…

L: sì, sì, sì

T: no sono semplici da fare…

L: ma lei dopo che è morto suo figlio è stata in Moldavia un po’ di tempo?

T: poco tempio,perché suo filio è morto uno novembre…novembrie, deciembrie.. in genaio

L: a gennaio è tornata qui

T: sì

L: e ce la faceva era forte

T: ieee …penso che tornava perché ‘n Mario ha visto un atro filio

L: in Mario ha visto un altro figlio

T: un atro filio per questo, anche Mario stateva vicino a lei, sempre, sempre, quando tempo lei stateva per suo filio in …cimitero, sempre Mario chiamava telefon “Basta piangére, hai perso un filio vieni a casa perché ni vieni a casa presto …(parole che non capisco)..anche io sono tuo filio ie questo lei un po’ forza, un po’…

L: le ha dato forza, ma e sua figlia?

T: lei iè ‘n Moldavia

L: e come sta per la morte del fratello

T: No lo so, cierto come sta, ieehh

L: sarà difficile…

T: molto difficile, perché no…

L: e poi con la madre lontana

T: sì certo

L: e quindi lei ha tenuto duro per tanto tempo ma adesso ha un crollo

T: ancora è dura, ancora è dura

L: è dura sì, ma …è più dura adesso che all’inizio forse?

T: ma no lo so, no lo so, io so una certa cosa…io no poi parlare co Liuba di mi filio perché sempre sempre (mi fa il segno di una lacrima che scende )

L: le vien da piangere

T: piangere, per questo io MAI!, no volio

L: ma suo figlio era primogenito

T: sì, sì

L: terribile

T: un giorno, no so quando diceva qualcosa cosa ho fato a mi filio, sempre …(parole che non capisco)..perchè …

L: figurati, soffre da morire

T: sì

L: Tu hai mai avuto problemi fisici qui in Italia, sei andata dal medico…

T: no, no, no, perché io mi tratto sola, acqua bolente, acqua …bene bolente…io melio pastiglie più modo…

L: acqua bollente

T: sì

L: ma per che tipo di cosa? Per il raffreddore, per cosa?

T: eehh per tuto, per tuto, per topine, per tuto, quando iooo..

L: bevi acqua bollente

T: acqua bollente

L: e ti fa star bene

T: sì

L: ma non con erbe dentro?

T: no, no acqua, solo acqua, solo acqua, casa matina, casa sera

L: ma l’hai imparata a casa questa cosa

T: sì

L: quando uno no sta tanto bene…

T: quando no sta bene quando te no stai bene perché sei sempre stresato, sempre stress e per stresso uno è più melio con acqua bolente, perché di male testa di male stomaco di male fegato, no iè problema co niesciuna, è streso, ia prima volta iè stres, e stres vai via con acqua bolente

L: con l’acqua bollente, ti fa rilassare

T: sì, sì, sì

L: Dimmi hai mai avuto qui momenti di tristezza, malinconia…

T: Sì, sì, sì tristezza molta, ma io sono di più fortunata, dico io, di qalchun atro perché io credo di più in dio

L: ah

T: e dico sempre ti ringrazio dio perché passo io questo, perché io spero, spero dio una volta mi aiuta, facevo di più preghiera

L: hai sempre speranza..

T: sempre, sempre speranza, sempre questo…no ..per questo no dispero perché disperi, disperi iè un grande pecato…invece basta no credere in dio no…

L: sì credere in dio ti aiuta

T: sì, sì

L: certo e quindi non provi mai una vera e propria malinconia…

T: no

L: solo tristezza

T: quando sono …penso sempre a loro, sempre, dico “Grande dio pasami questo”, dopo piano, piano…

L: sì stai un po’ meglio

T: sì, sì, io per questo credo sono un po’ fortunata perché di picola stateva andare a chiesa sempre…

L: perciò potevate andare in chiesa sì durante il comunismo

T: sì, sì, sì, iera un po’ fatica perché tante volte problema, tante volte ti chiamava quando stateva giornata festa Pasqua, Natali eehh …in queste giornate devi lavoro, lavorar di più, di più lavoravo, no mai puoi andare a chiesa a messa

L: ah certo, ma perché quante ore lavoravi?

T: eehh normale oto, dopo, dopo queste oto ore andare …lo so …per pulizia cita, insieme perché così, si chiamava lavoro patriotico (ride)

L: davvero? Raccontami di questo

T: sì certo anche bambini a scuola, anche …

L: e quindi non c’erano lavoratori che facevano questo tipo di lavoro, lo facevano tutti i cittadini

T: lavoravi, lavoravi oto ore, dove tu lavoravi, e questo iè tempo per dove iè …granoturco, mais iè di più ierba quela cativa, sì

L: bisognava togliere

T: con zapa, con zapa, dopo queste oto ore di lavoro, con zapa andare in campo

L: ma chi decideva dove andavi, a chi attribuire…

T: eh il partito comunist

L: ah il partito decideva

T: sì, perché questo lavoro patriottico, per partito

L: ma tutti i giorni?

T: ah no tuti i giorni, nnnaaa…stateva… quando per racoliere (parole che non capisco) racoliere di un campo in questo, ompresso otombrie tuti i giorni, tuti i giorni, lavoravo a casa, per pulire, per mangiare, per lavare sempre note

L: ma una tua giornata tipo, di lavoro, come era, raccontami da che ora lavoravi

T: a sei matina, fino a …a due pomerigio

L: sì, lavoro, poi…

T: a quindici, no quindici, eehh a tredici, no tredici

L: alle tre è alle quindici, qui in italia si dice così

T: sì, lavoro in cita, in parco per pulizia, per questo, fino a cinque pomeriggio, lavoro in campo…per dove iè questo ….granoturco, cos’è in campo, fino a sete di sera

L: ah dipendeva dai lavori… e ogni quanto facevi questo, questo lavoro, una volta alla settimana

T: una volta la setimana in cità e altri giorni per campo, quando è stagione per campo, lavoravo tuta a setimana

L: ah tutti i giorni della settimana!

T: anche domenica…

L: e quanto durava la stagione?

T: ieeh no lo so due o tre, quatro setimane

L: e tutti facevate così?

T: anche bambini nela scuola

L: da che età?

T: eehh … a undici ani

L: dagli undici anni, ho capito e fino a che età?

T: fino dicioto quando finio collegio…quando…

L: no, no ma anche gli adulti fino a? Dagli undici anni fino a ….sessanta?

T: sì, fino a sessanta, sì, sì

L: sessanta, e sessantadue no?

T: no, no,

L: ho capito, e se uno aveva dei problemi, di schiena o di altro tipo, poteva non lavorare?

T: iehhh…. Poteva no lavorare…da….di più, quale abia uuhh… denaro ….‘n tasca, andare a dotore, metere denaro ‘n tasca, dotore dato certificato medico ieee ……andare casa…

L: e chi non aveva soldi?

T: chi no aveva soldi andare a lavoro

L: doveva lo stesso, anche con male alla schiena

T: sì, sì

L: ho capito, .. e come funzionava questa cosa, ti mandavano a casa il…. Dove dovevi andare…in quale parte della città, in quale campo…ti mandavano a casa?

T: No, no, no quando tuo capo

L: avevi un capo?

T: a lavoro

L: ah!

T: quando lavorava lui…per lui chiamava a telefon de la partit, oggi devi...no lo so…dieci, venti persone per quelo lavoro

L: ah ho capito, sì, sì

T: ieehh.. nostro capo veneva una (parola che non capisco) deceva: “Oggi de là fino a là dopo finire..” perché de noi se lavorava de matina fino a note, viene.. io lavoravo a sei a ore le due a pomeriggio e naltri cone iè veneva a due pomeriggio fino a dieci sera

L: dalle due del pomeriggio alle dieci di sera? Ma se mi hai detto dalle… T: no, lavoro dove ho lavorato, sempre il logo de lavoro iè sempre lavoro, no poi lasciare

L: sì, ho capito facevate tre turni

T: eh io lavoravo matina, a pomeriggio andare con tuti colleghi quale lavoravo matina

L: sì, del tuo turno..

T: sì, en cìta per pulire

L: per pulire, ho capito e i bambini fanno questa cosa nelle loro scuole?

T: sì

L: nella scuola

T: la scuola, strada…

L: sempre dagli undici anni?

T: sì

L: più piccoli no?

T: i più picoli no

L: e chi lo fa nelle scuole dei più piccoli?

T: eehh …anche naltri

L: gli altri

T: la scuola iè dietro a casa quela dei picoli, quindi undici ani con sua maestra, con sua…tuto così perché telefonava dala partit, mi devi bambini io lo so parco quelo per carta eh…no lo so, con tuti i bambini pulisco carta , pulisco…con mano, così metere in sachi, dopo metere…portato…

L: ma e … questo faceva in modo che tutti avessero una coscienza civile? E quindi si trovavano poche carte in giro, perché tutti sapevano che dopo qualcuno doveva tirare su

T: poche, poche iè vero, iè vero, iè vero poche perché…

L: e anche più rispetto nella scuola dei banchi, per le sedie, vero?

T: sì, sì

L: è quello che ci vorrebbe qui

T: oni bambino, oni bambino, questo iè (parola che non capisco) di questa sua tavolo dove…

L: sì lo deve tenere bene

T: eh …sì, lui è capo per questo lui deve far rispondere perché questo iè un po’ così

L: certo ma e i libri, i libri di scuola?

T: ehhh ….sono …gratis, senza…

L: tutti gratis, cioè sono libri della scuola, che stanno a scuola

T: sì

L: e quando tu cambi classe li prende un altro bambino

T: sì, antro bambino

L: per cui tu non li devi rovinare

T: no, no

L: perché sono della scuola

T: sì, sì

L: qui non funziona così, qui anche nella scuola pubblica dobbiamo pagare i libri, anche se è scuola obbligatoria, bisogna pagare i libri e tanto anche

T: no, noi no pagamo nanche scola, nanche libri, nanche….pagamento in taltre cose, perché …stanza dove sono bambini eehh… finestra senza tende, senza tappeto, senza …ehh tuto… i genitori comperavo, dove è lì bambino, ‘n quela stanza, comperavo tende, comperavo tappeto, comperavo quelo …

L: ma per….per …la classe dici,

T: per la classe, sì

L: per la scuola?

T: ‘n scuola sì

L: e questo era un regalo alla scuola?

T: sì

L: va bene… e dimmi da casa non ti mandano niente?

T: no, no perché no volio, perché è molto caro mandare da casa qua, dopo io no ho bisonia, io bisonia di poche cose, pochissime cose

L: hai bisogno di poco

T: sì

L: eh, siete abituati a vivere con poco, ah sì e come mandi i soldi a casa?

T: Western Union , manda i soldi presto, iè un po’ caro ma, in due ore sono già lì

L: ma dove in una banca?

T: sì, sono banca, sono agenzi…

L: ed è tuo marito che va a prenderli

T: sì e dopo prendo telefon e dico mandato questo soldi devi prendo numero..per quelo..

L: sì certo e …..tuo marito cosa pensa del fatto che tu sei qui

T: maaahhh… molta fatica, molta fatica per lui, perché deve tene …na… pulizia tuto cose, taltra volta tute queste cose le faciamo ‘nsieme, ‘nsieme tuto tre, mio marito ie mi filio, adeso lui solo

L: deve fare da solo

T: iè solo ompr mi filio

L: e gli manchi tanto? Cosa ti dice quando lo senti?

T: ieehh.. sempre “quando vieni a casa” lui è più (parole che non capisco) e io dico cosa faciamo a casa senza soldi, cosa faciamo? Sì arivo a casa e cosa faciamo

L: Certo, eh sì… ma lui, posso chiederti? Quanto prende in un mese lui?

T: Adeso ….lui prende ompress ieuro per mese

L: Pochissimo

T: Pochissimo e io per questo dispero, no trovo qua lavoro, tuto soldi quale mandato tuto vara (parola che non capisco).. adeso io no so cosa devo facio

L: certo certo e per lui non fa differenza che sei tu che … sì hai sempre preso tu di più, cioè hai sempre preso tu più soldi,

T: io ho preso più soldi

L: e per lui non faceva differenza questo?

T: no, no

L: ma e in generale per gli uomini fa differenza in Romania?

T: nnnnon lo so…

L: cioè è tuo marito che è particolare…

T: no…, no iè qualcosa perché per una famiglia è importante se poi vivere decente, no, nnoo, loro no fa diferenza

L: non fa differenza

T: perché en Romania se lavora di più, come lavoro…

L: no perché capisci che ….ci sono molti uomini in tutto il mondo che si sentirebbero…diminuiti e avrebbero meno stima di sé stessi se lavorassero di meno, cioè prendessero meno soldi della moglie, capito

T: sì ho capito,

L: perché in genere c’è questa differenza, no, nel mondo, in molte parti del mondo, non dappertutto ma in molte parti del mondo, che la donna sta a casa, lavora a casa con i figli e l’uomo lavora fuori, e allora l’uomo prende i soldi e li porta a casa, adesso ci sono molte, moltissime donne in tutto il mondo che lavorano fuori casa, però generalmente lo stipendio più alto è quello dei mariti, capito, e allora per questo ti ho fatto questa domanda

T: sì, sì. No, no, io stateva di più fortunata perché stipendio più grande, perché anche mi marito a lavoro ae un programma più pesante di quanto a mi

L: ah!

T: iè stipendio che è picolo

L: ma lui lavorava quante ore al giorno?

T: ah lavorava …dodici ore

L: dodici ore?

T: no dieci adeso, la prima volta dodici ore di matina sete…

L: e in un’officina vero?

T: iè no officina, lui è mecanic questo, per dove sono fabriche, compresori per motori, questo grande

L: ah in una fabbrica

T: sììì

L: di motori, di motori per cosa?

T: eehh..cosa sono fabbriche ….ieeehhh …… tuto cosa iè motore,… tuto cosa devi fare come…cercato dizionari no trovato, ompressore, tute…

L: compressori

T: compressori, sì

L: ma quindi per frigoriferi, per lavatrici, per fare queste cose qui, o cosa?

T: no, per ompressore ..

L: macchine auto?

T: machine, auto, ompressore queste grande dove se trova in fabbriche, come un compresor no lo so quale fa filo, quale…

L: aahhh! Per le industrie, quindi

T: sì, sì

L: aahhh, ho capito

T: sì, sì

L: motori per macchine industriali insomma,

T: sì, sì, sì

L: capito, e questa non chiude per il momento

T: sì per ‘l momento no

L: e prende solo duecento euro al mese lavorando dieci ore al giorno

T: sì

L: però! Ma questo da quando?

T: ieeehhh …duecento…questo da un ano

L: da un anno, e prima prendeva di più?

T: prendeva poco…un ciento, un cientocinquanta

L: e durante Ciausescu?

T: durante Ciausescu no, durato …tuto, abiamo….durato Ciusescu…tuto stipendio uguale per tuto

L: Ah già! Dappertutto lo stipendio era uguale

T: sì poco diferenza, io lo so…

L: ma anche tu quindi prendevi uguale

T: sì

L: quindi il tuo stipendio è diventato più alto dopo,

T: dopo, sì

L: quindi dopo il ‘91

T: sì

L: ho capito e durante gli anni, cos’hai lavorato tredici anni dopo la caduta del comunismo?

T: sì

L: e sei riuscita a mettere via dei soldi per comperare la casa?

T: No, con debiti comperato casa, nooo! MAI! Perché stateva fermo, acqua calda, tute queste spese….

L: hanno cominciato a crescere tutte le spese subito?

T: subito! Da tute queste pagavo anche per…, pagavo afito, pagavo acqua , pagavo tuto e pagavo di più, di più, e caldo ‘n cas, fino a tredici gradi, acqua calda con program due ore matina, due ore pomeriggio così..

L: e erano aumentati tutti i prezzi subito dopo la caduta di Ciausescu

T: ah è cresciuto anche questo

L: tutto subito

T: tuto subito, perché con Ciuausescu no abiamo nanche luce sera, elettrica, tuto elettrico era chiuso

L: è per questo che andate a letto così presto e vi svegliate così presto

T: sì, sì, sì e mi filio a lampade gaso fato… imparato che fato …eehh.. teme per scuola…stateva una volta…

L: faceva i temi per scuola con la lampada a gas

T: sì

L: ma perché da che ora…

T: dala ora cinque a pomeriggio fino a nove, dieci sera senza luce

L: e dopo …c’era?

T: dopo c’era

L: ma dopo andavi a letto e non serviva più

T: andavo a leto? Noooo ,noi… siamo abituati con lampada a gaso, mi filio in su camera faceva temi e io ‘n cucina preparavo perché devi, non puoi andare in leto, da noi devi prepare, mangiare, devi ….fare qualcosa…perché no poso….un tempo quando…no stateva adeso noi a luce, un tempo questo preparava mangiare, preparava cose quale no serve luce, eehhh….poi lavoravo con lampade gas

L: con le lampade a gas cucinavi..

T: quando arivava luce dopo si o ….lavate ….tante cose…

L: sì, ho capito quindi dopo le dieci di sera dovevi fare…stirare, fare altro, usare l’elettricità insomma di notte

T: sì

L: e mettevi su di notte la lavatrice?

T: Certo, certo! No (parola che non capisco) perché domani matina devo andare a sei taltra volta a lavoro e torni a pomeriggio tardi, sera tardi, cosa fai…

L: eh sì, e la luce non c’era di nuovo quando tornavi e la lavatrice non potevi che metterla su di sera, solo

T: sì, sì

L: e anche il phon per capelli, ti lavavi di sera quando c’era l’elettricità?

T: sì, tuto, tuto programmo, adeso lavoro questo,quando io lavoro questo

L: Ho capito…..e dopo la caduta avevi l’elettricità sempre?

T: Sempre acqua, caldo ….. dopo… si iè fato di più caro eh, di più caro i acqua, i tuto, di più, di più, di più, di più, di più eh…ieeeee…

L: ce l’avevi sempre ma costava di più


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TRADUZIONE DEL RACCONTO AUTOBIOGRAFICO SCRITTO DA TEREZA

(corredata dalle domande-guida che le avevo consegnato. Il testo originario è scritto in rumeno, la traduzione è stata effettuata da Corina, un’amica rumena, sposata con un italiano, che vive e lavora in Italia da parecchi anni)

Mi racconti con tue parole la storia della tua vita e la situazione sociale durante il governo comunista?

Mi chiamo C. Teresa, sono nata in Romania, a Bacau, nel 1959, sono coniugata. Ho finito il liceo PTTR, come tecnico. La mia lingua madre è il rumeno. Adesso parlo un po’ l’italiano, faccio confusione tra francese e l’italiano. Ho un figlio di 26 anni. Ha finito la scuola e lavora soltanto dove trova, per una o due stagioni.

La situazione sociale quando c’era il governo comunista era quella di una vita da cani senza padroni, con il mangiare porzionato e con la paura di parlare del fatto che mancava il cibo, il riscaldamento o l’acqua calda, una trasmissione bella alla televisione od alla radio, dei vestiti belli nei negozi ed altre cose. Tutte le scuole erano obbligatorie e gratuite. L’università ed i corsi post liceali no. Non c’erano tasse per le scuole, ma mancavano le tende, i tappeti, le tovaglie, gli attaccapanni, i PC ed era molto costoso acquistarli. L’orario scolastico era dalle 8 alle 12 per le classi dalla prima alla quarta elementare, con altre attività extra di “pionieri”. Le classi dalla prima alla quarta media studiavano a scuola per 5-6 ore, con altre attività extra di “pionieri” e “UTC”. (es. l’autunno in agricoltura, si raccoglieva la carta, la pulizia della città.). Anche l’attività sportiva era compresa nell’orario di scuola ed obbligatoria. Il servizio sanitario era tutto gratuito.

Io ho lavorato 26 anni alla Telecom, come tecnico, nel periodo di Ceausescu guadagnavo molto poco. Ma dopo guadagnavo molto in comparazione con altri stipendi, (700 € al mese). Mio marito è meccanico d’auto e ha fatto la scuola professionale. I miei genitori hanno lavorato tutti e due ma non come operai, avevano un lavoro come lavoriamo noi qui, come titolo di studio avevano le elementari.

Ci sono divisioni di genere nel lavoro? In Romania le donne fanno gli stessi lavori degli uomini: saldatrice, fabbro, muratori, imbianchino, autiste e il lavoro di casa lo fa in modo uguale tutta la famiglia. In Italia invece non ho visto lavorare gli uomini in casa o non ho avuto ancora l’occasione. In genere fino ad ora in Italia non ho mai visto una donna che fa un lavoro maschile e viceversa..

Nel tuo paese ci sono molte differenze fra come si vive in città e come si vive in campagna? Non ci sono grandi differenze fra città e campagna perché le persone che vivono in città hanno i genitori in campagna. In città si vive in condominio senza giardino. I rumeni, sia quelli di città che di campagna, sono molto religiosi e tutte le tradizioni si mantengono molto vive. I maschi rumeni fanno uso di galateo verso le donne in genere gli studi e il lavoro sono uguali fra uomini e donne. I bambini sono abituati a dare una mano in famiglia in base alla loro età (le pulizie, aiutare a preparare il mangiare, fare piccole spese).

Ora soprattutto nei paesi dell’ex Unione Sovietica ci sono molti problemi legati all’alcolismo maschile tu che notizie hai su questo? E’ molto triste ma è vero. Una persona inizia a bere molto quando rimane senza lavoro. (io li chiamo vigliacchi). Ma penso che possa dipendere anche da altro

Mi racconti qualcosa sulla tua migrazione?Come è successo che hai dovuto decidere di lasciare il tuo paese, se tuo marito, i figli, i tuoi genitori erano d’accordo. Qualcuno di loro non voleva? Dopo 26 anni di lavoro alla Romtelecom, dopo tanti sacrifici per costruirmi una casa decente, sono rimasta senza lavoro. Ho provato con altri lavori: un piccolo negozio e l’agricoltura. Ma data la mia età non trovavo più lavoro. Ma poiché in Romania ci sono molte persone senza lavoro o con stipendi bassi non sono riuscita neanche con il negozio e nemmeno con l’agricoltura. (in Romania negli ultimi anni le tasse per lo stato sono molto aumentate, e poi ci sono state molte inondazioni), quando ho capito che a causa delle continue spese non riuscivo ad avere una vita decente, ho deciso di emigrare. La decisione l’ho presa da sola, infatti nessuno della mia famiglia era d’accordo. Ma sono una persona piuttosto forte e nessuno è riuscito a fermarmi.

Chi ti ha aiutato a decidere di partire ? Quanto tempo ci hai messo? Raccontami come è andata. Mario, mio nipote, il figlio di mia sorella mi ha aiutato a partire, ma non mi ha incoraggiato. Sono partita io perché in quel momento ero senza lavoro e per i miei genitori servivano le medicine. Sapevo benissimo che non sarebbe stato facile, sapevo che avrei fatto un lavoro diverso da quello che facevo prima, ma non mi spaventava niente. Sono una persona paziente e mi fanno pena le persone deboli. Ho deciso in una settimana. Non ho parole per poter descrivere. Ho sentito che si è rotto qualcosa di me, che non sono più una persona intera, che sono solo una foglia portata dal vento. Volevo che quella settimana non finisse più, volevo sistemare tutto per un periodo lungo e al mio ritorno riprendere tutto da quella settimana, così ho preparato la valigia all’ultimo momento.

Quando hai preparato la tua valigia cosa hai messo dentro, cos’era più importante portarsi via, perché ti accompagnasse nel lungo periodo lontana dai tuoi affetti? Ho messo dentro un po’ di vestiti, giornali, cruciverba, foto, Bibbia, rosario, un panino ed una bottiglia d’acqua.

Perché sei venuta proprio in Italia e a Venezia? Qualcuno ti aveva parlato delle possibilità di lavoro che c’erano qui in Italia? La prima volta volevo andare in Israele perché trovavo delle offerte di lavoro nei giornali, ma sono venuta in Italia perché Mario abitava e lavorava qui e si è offerto d’aiutarmi. Mio nipote mi aveva detto che è difficile ma non impossibile. Il viaggio è stato faticoso e non ho conosciuto nessuna persona. Mario aveva parlato al telefono con l’autista per venire a prendermi a casa. Non avevo paura perché sentivo che non esistevo, mi sentivo come un robot, come se stesse succedendo una cosa irreale.

Raccontami del lavoro in Italia. Dopo due settimane ho trovato lavoro in Italia. Adesso lavoro poco, faccio le pulizie. Non posso lamentarmi del modo in cui sono stata trattata, è stato così come me lo aspettavo, come un robot senza anima e senza sentimenti. Ero cosciente del lavoro che dovevo fare da quando sono partita. E non posso lamentarmi con i figli o i parenti perché per loro ero una persona pagata che doveva fare quello che si chiedeva. Con la persona ammalata non ho niente da rimproverare perché non potevo avere pretese. All’inizio ho chiesto e ho guardato come si cucina, dopo ho fatto da sola a mio piacimento ed è piaciuto molto. Dopo le pulizie, mangiare, stirare ed assistere la persona ammalata, dovevo stirare anche per i figli e sistemare fuori.

Hai amici fra gli italiani o sono solo conoscenti? Adesso posso dire sinceramente si. LAURA

Quando sei arrivata qui come ti sei sentita? Come una foglia caduta dall’albero e portata dal vento. Avevo paura perché non parlavo l’italiano, capivo, ma rimanere in Italia non mi faceva paura perché sono una persona credente e so che Dio non mi lascia disperare molto. Le preghiere ed il pensiero a Dio ed alla Madonna mi hanno dato fiducia in me stessa ed alla vita (sono molto fortunata per questo). Quello che poi mi ha fatto stare meglio è stato il pensiero di poter aiutare le persone care a casa. Dopo un mese di lavoro mi sono abituata con il tipo di vita e mi sembrava tutto normale.

Hai mai avuto problemi di salute qui in Italia? Con la salute non ho avuto problemi, solamente ero molto stanca, e mi trattavo con l’auto suggestione. Ho avuto molti momenti difficili ma sempre col pensiero che il sole sorgerà anche per me. Ogni giorno ho momenti di tristezza perché adesso sono senza lavoro ma il pensiero che Dio non mi ha dimenticato mi aiuta ad andare avanti. Dormo poco ma questo da tanti anni, fa parte del mio carattere.

Ogni quanti giorni senti i tuoi familiari o gli amici? Ti senti cambiata nei loro confronti e in generale? Con la famiglia e gli amici parliamo o ci mandiamo messaggi con il telefonino. Sento il bisogno di toccarli di baciarli (vorrei essere tra loro). Ma tutti i miei pensieri sono per il lavoro. Ho una forza in me che lavorerei dalla mattina alla sera per mettere via soldi per tornare a casa ed avere una vita decente. I miei sentimenti per la mia famiglia sono gli stessi di prima. Al telefono ci raccontiamo tutto. Per le altre persone qui non so esattamente, ma sento una differenza nel mio comportamento (ho aiutato sempre le persone vicine ma adesso non ho più la forza di farlo, ma poichè non conosco più i limiti fino a dove posso aiutare una persona, con difficoltà mi trattengo). Sarebbe stato molto meglio aver avuto il lavoro a casa mia, avere una vita decente e stare insieme alla mia famiglia.

Qui in Italia ci sono cose che hai trovato simili a casa tua? Solo la Chiesa ed il lavoro. L’architettura delle chiese e case veneziane mi hanno incantato.

Tra quanto tempo pensi di tornare a casa? Non so. Se avessi con cosa vivere partirei per sempre. Per ora cerco di sopportare semplicemente con molta preghiera la situazione.

Hai delle amiche qui? Di che nazionalità sono? Ho una sorellina moldava e una buona amica dall’Ucraina. Fra di loro non ho fatto alcuna differenza di nazione, per me sono persone, sono miei fratelli della terra perchè abbiamo lo stesso Dio. In più mi piace sentire le loro tradizioni e la loro cultura, ascolterei giorno e notte. Sono una persona che mi farei amici tutte le persone del mondo educate e decenti che mi vorrebbero accettare come amica.. Quando il tempo è bello ci vediamo al parco, quando fa freddo in un bar per bere un caffè o un thè oppure a casa da mio nipote, dove mangiamo insieme e ci raccontiamo quello che è successo durante la settimana qui e a casa, come si cucina, come si lavora la maglia, o se è stato un giorno di festa ci raccontiamo le tradizioni dei nostri paesi. E’ veramente un momento in cui ti dimentichi di te stessa. Sono poche ore dopo una settimana di lavoro, quando non ti senti più d’essere un robot. Ci troviamo spesso per fare da mangiare come nei nostri paesi.

Ti fai mandare qualcosa da casa? Si, due volte per cruciverba, il thè e le medicine che le do alle persone quando hanno bisogno. Non libri perché sono troppo pesanti e li amo tanto per rischiare di perderli. Di vestiti e mangiare non ho bisogno perché quando ho voglia di qualcosa preparo come a casa, la musica no perché mi fa piangere. Mi piace sentire la musica italiana perchè si avvicina alla musica di casa. La mia amica ucraina riceve la musica ed i libri che si trovano al loro mercato alla domenica. Conosco solo queste due amiche che anche loro vorrebbero essere con le loro famiglie.

Il tuo lavoro come ha cambiato la situazione a casa? Mando tutto quello che guadagno a casa. I soldi li mando a casa con W. Union, tengo solo lo stretto necessario per il telefono, i biglietti per l’autobus, sapone, ecc. Mio marito non posso dire che non è contento perché non mando soldi, ma perché non siamo più come prima una famiglia felice, ma nello stesso tempo servono i soldi per i miei genitori e per le spese della casa. Lui è rimasto lo stesso, ma io credo d’essere cambiata, ma non so neanche io come. Ma forse ero come un animale uscito dalla foresta e impaurito dal mondo. Mio figlio prima che partissi mi stava sempre vicino, non sapeva più cosa farmi per vedermi di nuovo felice. Anche i miei genitori erano come mio figlio. Io tutta la vita sono stata una persona piena di vita, ma adesso sono come un animale impaurito. (Un sogno bello che avevo paura che finisse.). Ringrazio Dio che ho tutte queste cose. Credo d’essere stata fortunata, ma anche lo sforzo è stato grande perché ho fatto tutto questo in un tempo che richiedeva molti sacrifici e molti debiti.

Che progetti hai per il futuro? Vorrei mettere via dei soldi per vivere un po’ meglio, finchè la situazione economica non sarà migliore questo è il mio primo sogno. Ma essendo senza lavoro non posso fare progetti per il futuro.

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