1 novembre: Australia-Afghanistan. Il giornale australiano “The Sydney Morning Herald” pubblica oggi la notizia della tortura e dell’uccisione per decapitazione, in Afghanistan, di un cittadino afgano, Mohammed Hussain, che era stato rimpatriato dall’Australia durante il governo di Howard dopo che la sua richiesta di asilo era stata rigettata e dopo la sua detenzione nel centro di Nauru. L’uccisione, compiuta da un gruppo di talebani, è avvenuta davanti a numerosi testimoni, tra cui alcuni membri della famiglia dell’uomo. Non si tratta però di un caso isolato, perché in Afghanistan sarebbero stati uccisi altri venti cittadini afgani riportati in patria dalle autorità australiane.
1 novembre: Corea del Nord-Corea del Sud. Vitit Muntarbhorn, l’inviato speciale dell’ONU per i diritti umani in Corea del Nord, ha denuciato i ricorrenti episodi di violenza (tra cui la tortura) cui i rifugiati nordcoreani vengono sottoposti durante il tragitto verso la Corea del
Sud. La maggioranza dei nuovi arrivi è costituita da donne e stime recenti parlano di decine di migliaia di nordcoreane in transito in Cina dove gli accordi per il rimpatrio firmati dal governo cinese con Pyongyang le espongono al rischio di deportazione. La deportazione nel paese d’origine coincide con violente punizioni e, in certi casi, addirittura con condanne a morte.
2 novembre: Yemen-Somalia-Etiopia. L’organizzazione non governativa Medici senza frontiere ha trovato 60 cadaveri di rifugiati somali ed etiopi lungo le coste dello Yemen. Secondo il racconto dei superstiti, alcuni rifugiati sarebbero stati costretti a gettarsi in mare dai trafficanti quando dall’imbarcazione, già alla deriva da due giorni, si era avvistata la costa, ma in un punto del golfo in cui l’acqua era ancora molto profonda.
3 novembre: Grecia-Ue. Il ministro degli esteri greco, Yannis Valinakis, in visita a Varsavia chiede una maggiore collaborazione di Frontex nelle operazioni di controllo delle coste greche nel quadro della missione Poseidon. Propone, inoltre, la creazione di un centro di gestione dell’agenzia Frontex nella regione est del Mediterraneo, con sede nel Pireo.
4 novembre: Spagna-Marocco. Un contingente della Guardia Civil spagnola è giunto oggi a Melilla per affiancare gli effettivi già presenti nel controllo della zona di frontiera con il Marocco. La decisione è stata presa in seguito alle inondazioni del 26 ottobre 2008 che hanno danneggiato una parte della barriera e ad alcuni tentativi da parte dei migranti di passare a Melilla.
4 novembre: Indonesia. Jakarta: le autorità indonesiane hanno intercettato un’imbarcazione da pesca con a bordo venti persone al largo dell’Isola di Natale, a nord-ovest dell’Australia. Un portavoce della polizia ha affermato che si tratta di dodici afgani e otto pachistani senza documenti ufficiali, arrestati con l’accusa di immigrazione illegale in Australia. La polizia ha anche arrestato otto mozzi indonesiani e i due proprietari dell’imbarcazione.
5 novembre: Spagna. Secondo uno studio dell’Asociación de Solidaridad con los Trabajadores Inmigrantes dal 2005 al 2008 il 13% dei visti di ingresso concessi dalla Spagna per l’immigrazione regolare sono relativi ai ricongiungimenti familiari. Nei tre anni presi in considerazione la Spagna ha concesso 307.984 visti per ricongiungimento familiare, soprattutto dalle aree dell’America del Sud.
5 novembre: Ue-Spagna. Il direttore dell’agenzia Frontex, Ilkka Laitinen, nel sua relazione sulle operazioni di Frontex alla commissione di Giustizia del Parlamento europeo ha fatto sapere che le operazioni che l’agenzia svolge tra il Senegal, la Mauritania e le isole Canaria nell’ambito della missione “Hera” non si concluderanno nel dicembre di quest’anno, come inizialmente previsto, ma continueranno anche nel 2009.
5 novembre: Italia. La polizia municipale di Roma ha picchiato un immigrato proveniente dal Bangladesh, Enanul Hoque. L’episodio si è svolto nei pressi della fontana di Trevi dove Enanul Hoque stava svolgendo il suo lavoro di venditore ambulante. La polizia municipale gli ha dapprima sequestrato gli oggetti che stava vendendo e poi l’ha strattonato e picchiato. Ora è ricoverato all’ospedale dove attende l’intervento chirurgico per la frattura di una gamba.
6 novembre: Francia-Inghilterra. L’associazione francese Cimade, insieme a numerose altre associazioni, lancia un appello ai governi della Francia e dell’Inghilterra affinché rinuncino al progetto di rimpatriare in Afghanistan, attraverso voli charter congiunti, i 57 richiedenti asilo afgani catturati durante un rastrellamento e ora imprigionati nel centro di detenzione di Coquelles (Pas-de-Calais).
6 novembre: Marocco-Spagna. Le autorità marocchine hanno intercettato e arrestato 75 migranti di origine subsahariana partiti da Nouadhibou verso le isole Canarie. Il primo novembre erano stati intercettati altri 78 migranti. Secondo dati ufficiali, le autorità marocchine hanno intercettato 10.235 tentativi di immigrazione dall’inizio del 2008.
6 novembre: Italia. A Genova, per fuggire i carabinieri che l’avevano sorpreso a rubare sulle auto in sosta, un migrante di origini algerine si è gettato da una finestra del commissariato in cui era stato portato. E’ ora ricoverato all’ospedale in stato di coma. Un gruppo di migranti ha protestato davanti alla stazione dei carabinieri.
7 novembre: Francia. Le associazioni umanitarie francesi che fanno parte del collettivo C’Sur (Collectif de soutien d’urgence aux réfugiés) annunciano la loro decisione di porre fine al loro lavoro di assistenza ai migranti del Passo di Calais nel caso in cui lo stato francese e il comune di Calais non dovessero farsi carico del problema lasciandolo unicamente alle associazioni del volontariato. Dalla chiusura del campo di Sangatte, avvenuta nel 2002, l’aiuto e il soccorso ai migranti, sempre più numerosi, sono stati infatti assicurati unicamente dal mondo associativo.
10 novembre: Spagna-Marocco. Tentativo di entrare in Spagna, attraverso la barriera di Melilla, da parte di un gruppo di circa 150 migranti subsahariani. Il tentativo è stato bloccato dalle forze di sicurezza spagnole, con lacrimogeni e proiettili di gomma. Secondo quest’ultime, un gruppo di migranti respinti avrebbero poi tentato nuovamente di entrare lanciando delle pietre contro i loro effettivi. Alcuni agenti sono rimasti intossicati dai gas lacrimogeni e due sono rimasti feriti. Tra i migranti respinti, invece, alcuni sono stati arrestati dalle forze dell’ordine marocchine. Dal 26 ottobre, dopo l’inondazione che ha danneggiato in parte la barriera di sicurezza che separa l’enclave di Melilla dal territorio marocchino, si tratta del quinto tentativo da parte dei migranti.
10 novembre: Capo Verde-Spagna-Ue. La polizia nazione di Capo Verde è collegata a partire da oggi alla rete di comunicazione e informazione sull’immigrazione clandestina della regione dell’Oceano Atlantico. Gli strumenti destinati al centro di comunicazione sono stati consegnati dalla Spagna a Capo Verde nell’ambito del programma Sea Horse Network, finanziato dall’Unione europea. Attraverso tali strumenti Capo Verde potrà entrare in comunicazione satellitare con altri centri simili situati in Spagna, Portogallo, Mauritania e Senegal. Il sistema sarà controllato dalla Spagna, nelle isole Canarie.
11 novembre: Spagna-Marocco. Visita di Consuelo Rumi, Segretaria di stato all’immigrazione, e di Antonio Camacho, Segretario di stato alla sicurezza, a Rabat per una riunione del gruppo permanente di lavoro ispano-marocchino sull’immigrazione per “analizzare la collaborazione tra i due paesi in materia di lotta contro l’immigrazione clandestina”, come suona il comunicato stampa che annuncia l’incontro.
11 novembre: Italia. Comincia oggi al Parlamento la discussione relativa al disegno di legge 733, “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”, ultima parte del cosiddetto “pacchetto sicurezza” presentato nell’estate del 2008. Il testo del disegno di legge prevede: l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno irregolare, che sarà sanzionato con un ammenda da 5.000 a 10.000 euro; la possibilità di rimpatrio senza il rilascio di nulla osta da parte dell’autorità competente; una tassa di 200 euro per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno; la richiesta della cittadinanza italiana in caso di matrimonio potrà essere inoltrata dopo due anni dalla contrazione del matrimonio e dopo tre nel caso in cui il coniuge si trovi all’estero; la necessità di essere in possesso del permesso di soggiorno per poter contrarre un matrimonio in Italia e, in generale, l’esibizione del permesso di soggiorno per ogni richiesta di atto civile; l’obbligo da parte dei Money transfer di richiedere il permesso di soggiorno al fine di operare la transazione e l’obbligo di mantenerne copia per dieci anni; la permanenza all’interno dei centri di detenzione (Cie) sarà di 18 mesi; l’istituzione presso il Ministero dell’Interno di un registro per la schedatura dei senza fissa dimora; la cancellazione anagrafica dopo sei mesi dalla data di scadenza del permesso di soggiorno; l’istituzione del cosiddetto “permesso di soggiorno a punti”. Tra gli emendamenti presentati dalla Lega Nord, anche quello relativo all’obbligo di denuncia da parte dei medici delle strutture sanitarie degli immigrati privi di permesso di soggiorno che vi fanno ricorso alle autorità competenti. Su questo emendamento, in particolare, protestano le associazioni dei medici, facendo presenti gli effetti devastanti sul piano della salute pubblica, oltre che su quello deontologico, che tale norma potrebbe provocare.
12 novembre: Francia-Inghilterra-Afghanistan. Non saranno rimpatriati in Afghanistan i 57 richiedenti asilo afgani arrestati il 6 novembre nella regione di Sangatte e detenuti nel centro di detenzione di Coquelles. Per loro era previsto un volo charter congiunto tra Francia e Inghilterra, il primo dal 2005, ma le proteste delle associazioni francesi, di Amnesty International e di alcuni intellettuali sono riuscite a bloccare l’operazione.
12 novembre: Italia. Sono stati iscritti nel registro degli indagati otto agenti, un ispettore capo e un commissario della polizia municipale di Parma con accuse di calunnia, percosse e falso per il caso di Emmanuel Bonsu Foster, lo studente ghanese fermato, arrestato e picchiato al commissariato della polizia municipale il 29 settembre con l’accusa, rivelatasi falsa, di essere un venditore di sostanze stupefacenti.
13 novembre: Libia-Ue. Sono iniziate oggi a Bruxelles le negoziazioni per un accordo di partenariato tra l’Unione europea e la Libia. Nel 2004 l’Unione europea aveva messo fine alle sanzioni nei confronti della Libia, decretate in seguito all’attentato di Lockerbie del 1988, ma la Libia è rimasta comunque sinora l’unico paese dell’area mediterranea non legata all’Unione europea da nessun accordo. L’unione europea, dipendente dalla Russia per il rifornimento di idrocarburi, è interessata a differenziare le sue fonti energetiche e in questo senso un accordo con la Libia, per determinare una zona di libero scambio, diventa fondamentale. Nel corso di questo primo incontro si è parlato anche di rafforzare la cooperazione per la lotta contro l’immigrazione iniziata nel 2004. In tale ambito è previsto un nuovo progetto di cooperazione per l’inizio del 2009, a fianco dei due progetti già esistenti che vertono sul controllo delle frontiere tra la Libia e il Niger e il « ritorno volontario » dei migranti.
14 novembre: Libia-Mali. Sono stati espulsi ieri dalla Libia 280 migranti di origine maliana. Arrivati all’aeroporto di Bamako, i migranti hanno affermato di essere stati maltrattati dalla polizia libica la quale ha confiscato loro soldi ed effetti personali.
15 novembre: Italia. La polizia giudiziaria ha aperto un’inchiesta sulla gestione dei 49 centri provvisori di accoglienza aperti in Italia nei mesi scorsi in seguito alla proclamazione dello stato di emergenza su tutto il territorio nazionale nel luglio del 2008. La proclamazione dello stato di emergenza, voluta dal ministro Maroni e motivata per “garantire maggiore assistenza ai clandestini in tutte le regioni italiane”, ha permesso l’apertura di queste strutture provvisorie, destinate all’accoglienza soprattutto dei richiedenti asilo, e affidate in gestione tramite trattativa privata a imprese, associazioni, cooperative senza ricorso ad appalti pubblici ma con l’obbligo di rispettare alcune procedure. L’inchiesta giudiziaria sembra però aver accertato che in alcuni casi le strutture acquisite siano prive dei certificati di idoneità. Per questo i carabinieri del Noe si sono presentati al Viminale per requisire la documentazione necessaria per l’inchiesta. Tra le imprese cha hanno destato maggiori sospetti la società “Auxilium” collegata alla cooperativa “La Cascina” .
16 novembre: Francia. Un’immigrata proveniente da Cameroun, Viktorine Dikobo, in Francia dal 2004 con un regolare permesso di soggiorno, in quanto madre di un bambino nato in Francia da padre francese, ha ricevuto ora un decreto di espulsione dalla prefettura di Hauts-de-Seine in considerazione della morte del bambino, avvenuta a tre mesi dalla nascita.
16 novembre: Turchia-Pakistan. Quarantasette pachistani sono stati deportati dalla Turchia con l’accusa di essere entrati sul suolo turco con documenti falsi in viaggio verso diversi paesi d’Europa. La deportazione è partita da Istanbul su un volo della compagnia di bandiera pachistana (PIA). Mentre prendeva in consegna i quarantasette arrestati, l’unità di controllo passaporti all’aeroporto di Benazir Bhutto scopriva la collusione di un ufficiale dell’aviazione civile nel tentativo di aiutare una persona a raggiungere il Sudafrica con documenti falsi.
17 novembre: Stati Uniti-Ue. Sono strati pubblicati i risultati del sondaggio d’opinione Transatlantic Trends: Immigration sui temi dell’immigrazione e dell’integrazione in diversi paesi (Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Germania, Italia, Olanda e Polonia). Gli intervistati del sondaggio mostrano di convergere su due posizioni: preoccupazione per l’”immigrazione clandestina” e convinzione che l’immigrazione non contribuisca ad aumentare il rischio di attacchi terroristici.
18 novembre: Grecia-Turchia. Nel corso degli ultimi giorni ci sono stati numerosi rastrellamenti da parte delle polizia greca tra i migranti che vivono nelle vicinanze del porto di Patrasso in attesa di potersi imbarcare sulle navi in partenza dalla Grecia. Dopo i rastrellamenti e una detenzione a Patrasso, i migranti sono stati portati al centro di detenzione della regione di Evros, alla frontiera con la Turchia, e sono stati poi deportati in Turchia.
18 novembre: Belgio-Inghilterra. Incontro a Londra tra la ministra della Politica dell’asilo e dell’immigrazione belga, Annemie Turtelboom, e il suo omologo britannico, Phil Woolas, per rafforzare la collaborazione tra i due paesi nella lotta contro l’immigrazione illegale, come è stato affermato dai due ministri alla fine dell’incontro. Il Belgio potrà servirsi della banca dati britannica per l’identificazione degli immigrati di origine indiana arrestati sul suo territorio in modo da poterli espellere. Durante il primo semestre del 2008, i Belgio sono stati fermati 1.653 indiani privi di permesso di soggiorno in transito verso l’Inghilterra, il che rappresenta un aumento del 60% rispetto al 2007.
19 novembre: Francia. E’ stata annullata da un intervento del ministro dell’Immigrazione e dell’identità nazionale, Brice Hortefeux, l’espulsione di Viktorine Dikobo. La donna, che aveva ottenuto il permesso di soggiorno in seguito alla nascita di un figlio di padre francese, aveva ricevuto nei giorni scorsi il decreto di espulsione dalla prefettura del suo luogo di residenza in considerazione della morte del figlio, avvenuta però già nel 2004, a tre mesi dalla nascita. Il ministro ha motivato la sua decisione affermando che la “fermezza non si oppone all’umanità”. In difesa di Viktorine Dikobo si erano mobilitate nei giorni scorsi varie associazioni francesi, tra cui “Réseau éducation sans frontières” (RESF), denunciando il caso alla stampa.
19 novembre: Marocco-Costa d’Avorio. Intercettati dalle autorità marocchine su un’imbarcazione in avaria in viaggio verso le isole Canarie, 29 migranti sono stati rimpatriati in Costa d’Avorio.
20 novembre: Francia-Ue. Nel rapporto presentato oggi in seguito alla visite in Francia del 21 e del 23 maggio, il commissario ai diritti dell’uomo del Consiglio europeo, Thomas Hammarberg, critica nuovamente la Francia soprattutto per quanto riguarda le condizioni di detenzione dei migranti e le loro espulsioni. Invita la Francia a non “ricorrere ulteriormente alla determinazione del numero dei migranti da rimpatriare” dal momento che la pressione esercitata da una simile politica spinge le forze dell’ordine a fare ricorso a “metodi a volte contestabili”. Il commissario critica inoltre il fatto che dal 2006 la Francia non preveda modalità precise per regolarizzazione, fatto che accresce “il carattere arbitrario di queste misure” e comporta una “notevole diminuzione delle persone regolarizzate”. Denuncia le condizioni “disumane” di alcuni centri di detenzione e l’aumento della popolazione carceraria.
20 novembre: Francia-Ue. Alcune associazioni francesi, Csdap e Sos soutien au sans papier, hanno bloccato la strada statale tra Tours e Vierzon e tentato di entrare nel Castello di La Boursaisière per impedire la riunione del Consiglio di amministrazione di Frontex all’ordine del giorno della quale era la discussione sulla realizzazione di voli congiunti per il rimpatrio dei migranti. Le associazioni scrivono una lettera a Brice Hortefeux, Ministro francese dell’Immigrazione e dell’identità nazionale, in cui, tra l’altro, sono contenuti i seguenti dati relativi alle operazioni dell’agenzia per il controllo delle frontiere esterne dal momento della sua costituzione, nel 2004 : operativa dal 2005, l’agenzia ha visto aumentare il suo budget dai 6 milioni di euro nel 2005 ai 70 per il 2008. Possiede un equipaggiamento tecnico costituito da: più di cento motovedette, 20 aerei, 25 elicotteri e innumerevoli strumenti di controllo. Dal 2005 ha realizzato 97 corsi di formazione per le guardie di frontiera a cui hanno partecipato 341 persone. Tra il 2006 e il 2007 ha realizzato 9 voli charter congiunti per operazioni di rimpatrio. Frontex ha attualmente in corso operazioni di controllo congiunto in mare al largo delle isole Canarie, della Mauritania, del Senegal e di Capo Verde (operazione Hera); nel Mediterraneo, nelle acque tra la Sicilia, Malta e la Libia (operazione Nautilus); nelle acque tra l’Italia e la Spagna (operazioni Minerva, Indalo, Hermes); e nelle acque tra la Turchia, la Grecia, l’Albania e la Bulgaria (Poseidon). Tra il 2006 e il 2007 più di 53.000 persone sono state bloccate e respinte alle frontiere e 9000 persone sono state espulse, senza precisazione della loro destinazione finale, sono stati individuali 2900 documenti di viaggio falsi e arrestate 58 persone come “passeurs”. Nelle sole isole Canarie, l’avvio dell’operazione Frontex ha determinato una forte diminuzione degli arrivi dei migranti, che sono passati da 31678 nel 2006 a 21478 nel 2007, l’operazione Hera ha intercettato 3910 migranti e respinto 4686. Tra il mese di giugno e luglio 2007, l’operazione Nautilus al largo della Libia ha intercettato 3173 migranti.
20 novembre: Gran Bretagna. Mentre le associazioni francesi e inglesi sono impegnate a impedire i rimpatri di cittadini afgani attraverso i voli charter congiunti Francia-Gran Bretagna, si viene a conoscenza dei seguenti dati: i voli di rimpatrio dei richiedenti asilo afgani che la Gran Bretagna aveva sospeso nel 1995, poiché l’Afghanistan veniva riconosciuto come paese “instabile”, sono ripresi a partire dal 2003, dopo l’invasione dell’Afghanistan nel 2001, dapprima come “ritorni volontari” gestiti dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), e poi come normali rimpatri. Tra il febbraio del 2006 e il maggio del 2007, la Gran Bretagna ha effettuato 18 voli verso l’Afghanistan rimpatriando 415 persone. I voli sono spesso effettuati dalla Hamburg International Airlines.
20 novembre: Spagna. Dalla sezione femminile del centro di detenzione di Malaga, classificato dalla stessa Unione europea come uno dei peggiori d’Europa, sono state espulse oggi una madre e una bambina di 4 anni. Il padre della bambina, detenuto nella sezione maschile dello stesso centro, non è stato avvisato dell’operazione di espulsione e non conosce la destinazione della stessa, dal momento che le autorità spagnole non erano riuscite a identificare il loro paese d’origine. La bambina era nata in Marocco, durante il lungo periodo di attesa della famiglia per riuscire a raggiungere l’Europa.
20 novembre: Ue. Il parlamento europeo ha approvato oggi la proposta presentata dal partito popolare tedesco di istituire una blu card per gli immigrati altamente qualificati provenienti da paesi non europei. La carta avrà una durata di tre anni, rinnovabili per altri due, e la sua richiesta potrà essere rifiutata dall’Ue “per evitare una fuga di cervelli” dai paesi di origine. E’ stato, inoltre, approvato l’emendamento in base al quale «per ragioni di politica del mercato del lavoro gli stati Ue devono considerare in via prioritaria i cittadini dell’Ue».
20 novembre: Italia. A Ostia, tre minorenni hanno picchiato un ragazzino del Bangladesh in un phone center, rubandogli l’incasso della giornata. Il gestore del phone center, il padre del ragazzo undicenne, si trovava in quel momento all’ospedale per assistere un altro figlio e la madre si era allontanata momentaneamente dal negozio. Identificati e denunciati dai carabinieri i tre ragazzi hanno dichiarato che hanno agito per noia.
21 novembre: Francia-Mali. Mentre il ministro degli esteri francese, Bernard Kouchner, incontrerà domani a Bamako il presidente della Repubblica del Mali, Amadou Toumani Touré, la Francia preme affinché il Mali firmi l’accordo bilaterale di “gestione concertata dei flussi migratori”. L’accordo dovrebbe essere stipulato durante la Conferenza interministeriale euro-africana che si terrà a Parigi il 25 novembre. L’accordo prevede un impegno del Mali nel controllo dei flussi migratori, la concessione al rimpatrio dei propri cittadini e di cittadini di paesi terzi transitati sul suo territorio, in cambio di possibilità di una quota di visti di ingresso legali e degli aiuti allo sviluppo. Un simile accordo era stato preso dal Mali con la Spagna nel gennaio del 2008, ma sinora gli 800 visti di ingresso legale in Spagna non sono stati ancora accordati. Il ministro francese dell’Immigrazione e dell’identità nazione, Brice Hortefeux, continua le sue pressioni sul Mali affinché, dopo due anni di resistenza, firmi tale accordo. La comunità maliana residente in Francia è, infatti, particolarmente numerosa, si calcola che sia composta da 120.000 migranti, due terzi dei quali sans-papiers. Accordi simili sono già stati firmati dalla Francia con il Senegal, il Benin, la Repubblica democratica del Congo, il Togo, il Gabon e la Tunisia.
21 novembre: Gran Bretagna. Il nuovo ministro dell’immigrazione inglese, Phil Woolas, dichiara di voler aumentare il numero delle espulsioni dei migranti irregolari e degli stranieri sospettati di attività terroristiche. Nel frattempo, la nuova agenzia creata dal governo inglese sei mesi fa, l’Ukba, che raggruppa i servizi dell’immigrazione, della dogana e della concessione dei visti di ingresso, fa conoscere i dati del suo lavoro dal momento della sua istituzione: 10.200 migranti bloccati alla frontiera con la Francia, circa 1000 passaporti falsi requisiti, più di 5000 espulsioni.
20 novembre: Algeria. Nel deserto di Tanezrouft sono stati ritrovati i corpi di 6 migranti di origine africana in avanzato stato di decomposizione.
20 novembre: Stati Uniti. Il giudice americano Richard Leon ha ordinato il rilascio di sei prigionieri algerini detenuti a Guantanamo Bay. I prigionieri erano illegalmente detenuti da sette anni. La Corte ha dimostrato che cinque di loro erano stati incriminati semplicemente in base a una prova “segreta” apportata da una fonte senza nome. A seguito della decisione, il dipartimento di giustizia ha abbandonato il ricorso contro più di cento prigionieri che hanno chiesto di essere liberati.
22 novembre: Francia-Kosovo. E’ stata espulsa oggi dalla Francia una famiglia kosovara, i due genitori e 4 figli, il più piccolo di 16 mesi. Gli altri figli erano tutti regolarmente scolarizzati e la madre era stata a lungo ospedalizzata per gravi problemi psichici. L’espulsione è avvenuta con una procedura rapida che permette di evitare il passaggio davanti al giudice. Le associazioni antirazziste francesi denunciano la politica di “caccia agli immigrati” istaurata dal ministro dell’immigrazione, Hortefeux.
22 novembre: Gabon. Dopo un’operazione di controllo dei documenti realizzata nella zona nord del paese, le forze dell’ordine della Repubblica gabonese hanno espulso circa 400 migranti di diverse nazionalità.
23 novembre: Francia. E’ stata liberata una madre di origine maliana che era stata arrestata il 21 novembre nei locali della Prefettura di Melun dove si era recata per iniziare una pratica di regolarizzazione. Fatoumata, in Francia dal 2003, madre di una bambina di 5 anni nata in Francia da padre francese, regolarmente scolarizzata, era stata dapprima trattenuta nei locali della Prefettura e poi portata al Centro di detenzione (CRA) di Plaisir, l’unico in Francia che detiene anche i bambini, dove le era stato comunicato che il 23 ci sarebbe stata l’udienza davanti al giudice e che nel pomeriggio sarebbe stata espulsa. Nel frattempo, nella scuola della bambina era partita una mobilitazione per proteggerla dalla polizia e per cercare di liberare la madre rendendo pubblica la vicenda alla stampa. Dopo il caso della famiglia kosovara rimpatriata, quello della donna camerunese che a sua volta aveva rischiato il rimpatrio in seguito alla morte del figlio nato in Francia da padre francese, il caso dei richiedenti asilo afgani per i quali erano pronti i charter comuni anglo-francesi, è questo il quarto caso nel giro di pochissimi giorni in cui le associazioni di difesa dei migranti si mobilitano per rendere palese all’opinione pubblica le conseguenze della politica dei numeri seguita dal ministro dell’immigrazione Hortefeux.
24 novembre: Ue-Africa. In vista della conferenza interministeriale euro-africana in materia di migrazione che si terrà domani a Parigi e che vedrà riuniti i delegati di 80 paesi, la seconda dalla conferenza tenutasi a Rabat nel luglio del 2006, numerose associazioni europee e africane della rete Migreurop chiamano a una mobilitazione della società civile. Nel testo dell’appello denunciano la politica europea in materia di immigrazione e gli scopi che l’Unione europea si prefigge di raggiungere nel corso della conferenza. In particolare, gli accordi di riammissione e di “gestione concertata dei flussi migratori”, all’ordine del giorno della riunione interministeriale. Le associazioni esigono l’annullamento degli accordi e delle clausole di riammissione, con cui gli stati africani si impegnano a riammettere sul loro territorio anche migranti di altri paesi; la fine dei negoziati tra l’Unione europea e i paesi africani, come il Mali, l’Algeria, il Marocco, a cui l’Ue chiede di firmare tali accordi; la trasparenza nei processi di negoziazione degli accordi di riammissione e di gestione concertata dei flussi migratori e una valutazione delle conseguenze degli accordi già sottoscritti.
24 novembre: Francia-Capo Verde. In Francia per partecipare alla conferenza interministeriale euro-africana sulle migrazioni, il ministro degli esteri della Repubblica di Capo Verde, José Brito, ha sottoscritto un accordo di “gestione concertata dei flussi migratori” con il ministro francese dell’Immigrazione e dell’identità nazionale, Brice Hortefeux. L’accordo prevede il rimpatrio dei cittadini di Capo Verde sans-papiers in Francia, il rafforzamento dei controlli alle frontiere dell’isola, e una quota di visto di ingresso per la Francia per un elenco di 40 mestieri. Durante la conferenza stampa, Brice Hortefeux si è felicitato di aver firmato il settimo accordo di questo tipo dal maggio 2007, quando è stato insediato, e ha ricordato il suo impegno per raggiungere la sottoscrizione da parte di altri cinque paesi: il Mali, il Burkina Faso, il Cameroun, Haiti e l’Egitto.
25 novembre: Ue-Africa. Inizia oggi a Parigi la seconda conferenza interministeriale euro-africana in tema di migrazioni. Saranno presenti le delegazioni dei 27 stati membri dell’Ue e di 27 stati africani, tra cui i 15 paesi della Cedeao (Comunità economica degli stati dell’Africa dell’ovest), i 6 del Cemac (Comunità economica e monetaria dell’Africa Centrale), 4 paesi dell’Unione araba del Maghreb (Uma, Libia, Marocco, Tunisia, Mauritania), più l’Egitto e la Repubblica democratica del Congo. Anche in questo caso, come era già avvenuto per la conferenza di Rabat, non sarà presente l’Algeria. La conferenza dovrebbe terminare con l’approvazione di un programma di cooperazione per i prossimi tre anni (2009-2012) che concernerà la lotta contro l’immigrazione “illegale”, l’organizzazione concertata delle migrazioni legali, e il “rafforzamento delle sinergie tra migrazione e sviluppo”.
25 novembre: Francia-Mali. Il governo del Mali continua ad opporre resistenza all’accordo di “gestione concertata dei flussi migratori” che la Francia vuole fargli sottoscrivere. Mentre risulta evidente, infatti, l’interesse francese a un simile accordo, il governo del Mali è consapevole dell’impatto negativo che esso potrebbe avere sulla società di un paese di 14 milioni di abitanti e di 4 milioni di emigrati. La comunità maliana residente in Francia, regolare o meno ma particolarmente numerosa, rappresenta inoltre un’importante spinta allo sviluppo del proprio paese con le rimesse di denaro che i migranti mandano regolarmente alle loro famiglie: 120 miliardi di franchi CFA che corrispondono a 183 milioni di euro all’anno. “Gli emigrati sono i maggiori attori dello sviluppo, non è il caso di privarci del loro contributo”, sostiene un alto rappresentante del Mali presente alla conferenza euro-africana di Parigi. I negoziati, comunque, continueranno anche nei mesi successivi.
25 novembre: Grecia. In un rapporto sulla condizione dei migranti e richiedenti asilo in Grecia, pubblicato oggi (“Stuck in a Revolving Door: Iraqis and Other Asylum Seekers and Migrants at the Greece/Turkey Entrance to the European Union”), Human Rights Watch denuncia la Grecia per i continui maltrattamenti, le condizioni disumane in cui vengono detenuti i migranti e le deportazioni verso la Turchia dei richiedenti asilo. “Sinché la Grecia non cambierà la sua politica, gli stati europei non dovrebbero respingere verso tale paese i richiedenti asilo”, afferma Bill Frelick, direttore del gruppo di lavoro sui rifugiati di Human Rights Watch. (per leggere il rapporto: http://www.hrw.org/sites/default/files/reports/greeceturkey1108web_0.pdf)
26 novembre: Ue-Africa. Al termine della conferenza euro-africana tenutasi a Parigi molti delegati dei paesi africani hanno invitato l’Europa a un politica di maggior apertura delle sue frontiere e criticato il patto europeo sull’immigrazione e l’asilo sottoscritto dagli stati Ue nel mese di ottobre. I rappresentati degli stati partecipanti hanno comunque sottoscritto un testo conclusivo. Nel testo si ribadisce l’importanza della cooperazione tra i paesi europei e africani, mentre vengono evocate le conseguenze che l’attuale crisi potrà avere come impatto sulle migrazioni. Nel documento si parla di rafforzare le possibilità delle migrazioni legali, puntando alla creazione di agenzie per il lavoro già nei paesi di origine dei migranti, e si insiste sul rafforzamento delle migrazioni circolari impegnando i paesi di destinazione a assicurare il ritorno, l’accompagnamento e il reinserimento dei migranti nei loro paesi di origine. Molta attenzione viene dedicata anche ai mezzi per rafforzare la cooperazione nella lotta contro l’immigrazione irregolare e vengono elencate a tal proposito anche una serie di misure per rafforzare l’impegno e la possibilità dei paesi di provenienza del controllo sulla falsificazione dei documenti e sullo stato civile della propria popolazione. Sempre a tale proposito il programma auspica la messa in opera di programmi di sensibilizzazione della popolazione nei paesi di origine contro l’immigrazione irregolare e la realizzazione di programmi regionali di gestione integrata delle frontiere in Africa. Particolare attenzione viene poi dedicata all’apporto della diaspora nello sviluppo dei paesi di origine e alla necessità di facilitare il trasferimento bancario di denaro, riducendone i costi, così come di organizzarne l’impiego nei paesi di origine.
27 novembre: Ue-Iraq. Durante la riunione del Consiglio di giustizia e affari interni che si è tenuta a Bruxelles, il consiglio ha invitato gli stati dell’Unione europea ad accogliere 10.000 rifugiati iracheni. La Germania ha annunciato che ne accoglierà 2500. I rifugiati iracheni sono stati sinora accolti dalla Svezia (1200), dalla Gran Bretagna (1000), dall’Olanda (500) e dalla Finlandia (400). I rifugiati iracheni sono circa 4 milioni, l’Unione europea decide dunque di accogliere una percentuale che equivale allo 0,25 % .
28 novembre: Repubblica democratica del Congo-Onu. E’ iniziata oggi, in Svizzera, una riunione straordinaria del Consiglio dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite sulla situazione nella Repubblica democratica del Congo. Dopo la ripresa dei combattimenti nella regione del Nord-Kivu continuano i massacri della popolazione e l’esodo della stessa verso altre regioni del Congo o verso i paesi confinanti. La portavoce di Amnesty International, in missione in Uganda dove si sono rifugiati migliaia di congolesi, chiede al Consiglio dei diritti dell’uomo dell’Onu di prendere una risoluzione chiara e di fare pressione sulle autorità congolesi e ruandesi affinché non prendano in ostaggio la popolazione civile, afferma, inoltre, l’urgenza di una assistenza umanitaria alla popolazione in fuga e ai profughi.
28 novembre: Stati Uniti –Messico. La crisi economica colpisce il mondo delle rimesse: la stampa riporta che le rimesse provenienti dai due milioni e mezzo di messicani provenienti da Michoacan e residenti negli Stati Uniti sono drammaticamente diminuiti negli ultimi mesi.
29 novembre: Italia. Salvataggio al largo di Lampedusa di 650 migranti avvenuto grazie all’intervento dei pescatori di Mazara del Vallo. I pescatori erano bloccati sull’isola a causa del mare in tempesta ed erano gli unici in grado di affrontare la burrasca quando è arrivato l’Sos lanciato con un satellitare dai migranti a bordo di due imbarcazioni. Le condizioni del mare non permettevano alle motovedette della Guardia Costiera di lasciare gli ormeggi. L’operazione è iniziata nel pomeriggio di ieri e si è conclusa solo all’alba di oggi. Una delle imbarcazioni si trovava in acque di competenza maltese. Arrivati sull’isola, i migranti hanno raccontato che alcuni dei loro compagni di viaggio sono caduti in mare senza che nessuno riuscisse a recuperarli.
29 novembre: Francia. Hanno messo fine all’occupazione della chiesa di Saint-Paul, a Nanterre, i 58 sans-papiers che l’occupavano dal mese di aprile per chiedere la loro regolarizzazione. Si tratta di un’evacuazione negoziata, come affermano gli occupanti, in seguito alla decisione da parte della diocesi di denunciare l’occupazione. I sans-papiers ora occupano la piazza davanti alla chiesa con delle tende e attendono la decisione del prefetto in merito alla loro regolarizzazione.
30 novembre: Francia. E’ stato accompagnato dai poliziotti a scuola, a prendere i suoi figli, ed è stato poi portato insieme a loro al centro di detenzione di Lione. E’ successo ieri pomeriggio a Grenoble e i professori della scuola hanno allertato l’associazioni Cimade, l’unica a poter assistere i migranti nei centri di detenzione. Questa mattina, però, quando l’associazione si è presentata al centro non c’era già più alcuna traccia della famiglia che era stata espulsa al completo.
Novembre 2008: rapporto Fortress Europe: Sono almeno 41 i migranti che hanno perso la vita alle frontiere europee nel mese di novembre. Otto persone sono annegate nel Canale di Sicilia, tre delle quali vittime di un naufragio fantasma avvenuto al largo di Malta tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. Quattro persone sono invece morte alle isole Canarie, dopo essere state ricoverate in condizioni critiche di salute a causa dei viaggi sempre più lunghi. In un caso la piroga era partita addirittura dalla Guinea Conakry, a sud del Senegal, per una traversata durata 12 giorni. Due vittime anche in Grecia, mentre un naufragio al largo dell’isola francese di Mayotte, nell’oceano Indiano, ha fatto 21 morti. Nel deserto algerino di Tanezrouft invece sono stati ritrovati i resti di sei migranti.
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