Nella stessa rubrica

Italia-Tunisia. Accordi tra repressione e falsità (di Monica Scafati, febbraio 2018)

In alto mare, testimonianze da un naufragio. Tunisia 8/9 ottobre 2017 (a cura di Monica Scafati, dicembre 2017)

A volte tornano. Un uomo tunisino sopravvissuto al sequestro libico (video, Italia-Tunisia-Libia, novembre 2017) (Imed Soltani, Monica Scafati)

"Il mio nome è Khalid, vengo dalla Siria. (...)" (video, Italia, Lampedusa, dicembre 2013)

"Sorry for not drowning". The 11th October shipwreck in the Mediterranean Sea (video, october 2013)

Syrians blocked in Calais (video, November 2013)

"Siamo i siriani del naufragio avvenuto l’11 ottobre 2013...." (video, Italia, novembre 2013)

Roma: funerale per il naufragio del 3 ottobre (Italia, ottobre 2013)

Superstiti e bare: il tradimento dell’Europa (video, Enrico Montalbano ottobre 2013)

Marocco/Spagna: tentativo di superare la frontiera (settembre 2013)

Vista da un container. Patrasso, Grecia (ottobre 2008)

"We are here since two days. We are about 40 peoples here, we have many problems here because it is very hot here and even the police didn’t let us to go out for the toilet and they’re bringing just little food in 24 hours and there are some guy that they are beaten by the police yesterday and they have many problems”. Un messaggio da un cellulare, filmato con il videotelefonino e messo su youtube qualche giorno fa. Parla una delle quaranta persone, mentre la telecamera filma l’interno del container in cui i migranti si trovano.

Il porto di Patrasso, in Grecia, è anche questo. Migranti che passano dalla Turchia, in arrivo dall’Afghanistan, dall’Iraq, dall’Iran e ora anche dalla Somalia, rifugiati, dunque, se la Grecia accogliesse le loro domande, le valutasse e non si limitasse e respingerle, come fa sistematicamente. Migranti di passaggio, che cercano altri paesi minimamente più ospitali e che a Patrasso, così come in Turchia, cercano qualche camion in cui o sotto cui nascondersi per altre destinazioni.
Migranti, però, anche di ritorno, o meglio, respinti dagli altri paesi verso cui si dirigono. Uno di questi paesi è l’Italia, che dai porti di Brindisi, di Ancona, Bari e di Venezia, continua a respingere collettivamente molti dei nuovi arrivati. Non importa quali siano le condizioni che troveranno in Grecia, al loro ritorno, un container in cui rimanere rinchiusi per giorni, maltrattati dalla polizia; non importano le continue denunce di tali condizioni da parte delle associazioni greche, le rivolte al porto da parte degli altri migranti, per chiedere la liberazione dei loro compagni; e non importano nemmeno le prese di posizioni di altri stati dell’Unione europea, come la Norvegia e il Belgio, che hanno deciso di sospendere, per i migranti provenienti dalla Grecia, la convenzione di Dublino II che stabilisce che la domanda di asilo deve essere inoltrata e trattata nel primo paese di arrivo. L’Italia è abituata a respingere e deportare senza soffermarsi troppo su cosa avverrà delle persone respinte e deportate, lo fa verso la Libia, da alcuni anni, e ora anche verso la Grecia, o meglio, verso i suoi container.

(novembre 2008)

Patrasso, alla ricerca di un passaggio:

http://it.youtube.com/watch?v=t3MP6zgJpfU

http://it.youtube.com/watch?v=xArEs0LusDQ&feature=related

Il progetto
Français
English

Interviste e racconti
Africa
Europa
Nord America
Sud America
Australia
Asia

Politiche migratorie e dispositivi di controllo
Interviste e documenti
Cronologia

Immagini e Video
Video
Immagini

Links
scritture migranti
escrituras migrantes
Passaparole Milano

Iscriviti alla Newsletter

I video di Ursula Biemann (Federica Sossi, gennaio 2008)