Nella stessa rubrica

Figli lasciati al paese

Il ritorno

Il velo

Giovani generazioni

Educare i figli in un paese straniero

La gravidanza

Il lavoro

Matrimonio combinato

La gravidanza

Mona

Mi chiamo Mona, io ho 35 anni .sono venuta dall’Egitto quasi 13 anni fa. Appena arrivata l’ho trovato proprio male, perché sono rimasta sola dentro la mia casa. Chiusa sempre, non posso esce da sola perché non posso parlare con nessuno, non mi conosce la lingua. Mio marito restava con me soltanto una settimana , poi lui è tornato al lavoro un’altra volta. Per così io sono rimasta da sola dalle 8 la mattina fino dopo la mezzanotte, sempre.
Dopo un mese sono rimasta incinta (sorride). Mi sono scoperta solo dopo quindici giorni, mi sono contentissima per questa cosa, davvero. Non lo so ride, piange, così, non lo so cosa c’è, però me sento qualcosa bella dentro. Soprattutto me sento paura , che cosa fare con questo bambini: prima cosa il primo figlio, seconda cosa ,da sola ma mio perché marito non è con me per sempre. Esco dalla casa solo per la visita o vado al dottore o far l’esame o far qualcosa così, o ecografia di bambini. Sempre rimasta dentro la casa.
Con dottori italiani mi sono proprio trovato malissimo. Non lo so loro come pensa, non lo so loro come sta dentro, come fatto tutto questo tempo per studio per questa cosa, però me sento loro non capisce qualcosa, davvero.
Mi sento dolore da tre giorni, sono andato all’ospedale con mio marito. Io pensa mi ricovera dall’ospitale , allora mi ha detto di no, “ma quando tu abita vicino ritorna a casa tua e ritorna dopo tre giorni”.
E così, sono tornata un’altra volta alla mia casa, rimasta tre giorni con dolore terribile. Non lo sapevo cosa fare con questo dolore, ritornato un’altra volta all’ospitale. Ha detto: “manca per te un giorno, un altro giorno. Ma qui non c’è posto per ricoverare, tu ritorna a casa un’altra volta vediamo che cosa c’è”.
Per forza sono tornata a casa un’altra volta. Prima di mezzanotte, mi sento mio figlio proprio uscito. Io non lo so che cosa fare. Mio marito chiamato ambulanza, mi ha portato l’ambulanza dell’ospitale, poi loro lasciato me ancora un altro giorno aspettare con questa dolore . Così cinque giorni, fino alla fine sono svenuta, come in coma, così, non mi sente niente.
Sono svegliata dopo tre giorni e ho trovato mio figlio vicino a me. fatto cesareo, e non lo so cosa loro hanno fatto con me, non lo sapevo. Sono rimasta dell’ospitale con mio figlio quasi quindici giorni. Dopo quindici giorni sono uscita dell’ospitale con mio figlio. Prima non mi sentivo contenta perché fatto mio figlio, non mi sento qualcosa dentro perché non l’ho visto quando lui nato, perché solo trovato lui…incontrato lui dopo 3 giorni di partorita. Non mi sento qualcosa dentro vicino di lui, non lo so perché.
Ma anche quando tornato a casa mia mi sento la stessa cosa, qualcosa normale, come una bambola portato a casa, non è qualcosa importante per me .
Solo prima volta che lui stato male, mi sento davvero lui è mio figlio, questa prima volta, davvero dopo un mese, mi sento davvero lui mio figlio. Davvero un pezzetto di me.

Io non posso parlare con nessuno, manco una parola solo: grazie, arrivederci, ciao, salute, solo 4 parole. All’ospedale il dottore parla con me e dice “ma perché non parli italiano, io no mi capisce niente per te!” questa è prima cosa. Io non so cosa lui vuole, però mi sono rimasta a piangere . Loro parla, io solo piange. Come un animale avanti me. Non sono una persona incinta, c’ho un bambino dentro. Loro non sente questa cosa, loro pensano che solo italiano sente questo dolore, noi no, noi no sente questo dolore. Invece, quando un’italiana entrata ospitale ricovera subito. Rimasta davvero malissimo dentro con questa cosa, fino adesso mi sento questo dolore.
Ho fatto la mia seconda figlia, loro hanno fatto stessa cosa con me, però adesso parla più, non è come prima. Quando loro dice una parola che non piace, rispondo subito, mi sento più forte. No è come prima, come uno scarafaggio mettono così indietro,non. Perché parla adesso. Adesso capisce che cosa il dottore vuole dire per me: mette qua, mette di là fa così, prende questa medicina. Adesso capisce, non è come prima, andata meglio. No lo so, infermieri io mi sente la differenza per loro parla con italiano non è come parla con me, capito?
Io mi sento una persona pulita, io non mi sente come loro vede me, io no sente questa cosa.
Io sempre dice che loro parla meglio per me perché io mi sente una persona importante per mia famiglia. Ma anche per i bambini loro non fa la stessa cosa con bambini stranieri e con bambini italiani. L’infermiera che lavora al nido una volta viene per portare una mamma per vedere come cambia pannolino, che cosa fa con lui. Invece gli stranieri no, no può entrare nido con bambini. Non è come tutte le mamme italiane, questa è prima cosa e seconda cosa loro portano mio figlio così, e me lo butta , non per terra, ma butta così “dai tiene tuo figlio vedi che c’è , quando cambia pannolino cambia tu, perché c’è tanti bambini di là non posso ritorna prende lui, capito?” Così rimasta lui un giorno intero con me. Loro fatto così con me e pure con una signora vicina straniera. Invece la mamma italiana non, la mamma italiana torna in nido per vedere questa cosa. Io l’ha trovato troppa la differenza, davvero, dentro l’ospitale. E’ uno spettacolo proprio.
Ma anche per mio paese è così, penso la stessa cosa però quando hai i soldi per pagar un’ospitale privato non la trovi questa cosa, però di altri ospitali trova la stessa cosa ,non trova la differenza.
Là non è come qua che non posso parlar con nessuno, non c’è famiglia con me mi sente sempre da sola, no mi sente sempre felice, ma quando fatto il mio figlio non mi sente niente, mi sente rimasta da sola però con bambini, la stessa cosa.

Ahlem

Sono arriva a maggio nel 2002 e mi sono trovata incinta dopo tre mesi di matrimonio. Non me l’aspettavo perché prima era una esperienza per me di venire a un paese, dove non conosco la lingua, non conoscevo le persone.
Volevo fare le bambini, piace tantissimo ,però non volevo il primo anno, volevo studiare la lingua, non studiare per finire la scuola mia diciamo. Volevo imparare la lingua prima, imparare la cultura di questo paese, come pensano, come funzionano e poi fare un bambino. E quindi è venuto così. Avevo 31 anni. La gravidanza è andata benissimo, i nove mesi erano benissimo, un po’ di fatica normalmente come tutte le donne in gravidanza.
Ma con i dottori no, perché ogni volta che vado all’ospedale trovo un dottore, un ginecologo che non è lo stesso. Mai nessuno mi hai detto di fare attenzione de alimentazione, nessuno. Quindi io la prima volta in gravidanza non sapevo niente, senza madre ,senza zia, senza nessuno, non sapevo. Il ginecologo non mi ha detto. Nei nove mesi ho preso 30 chili, da 50 fino a 80 chili. Ho avuto le dolori un martedì alle 6 di mattina , mi sono alzata con le dolori, ho pulito casa, ho preparato a mangià , ho preso una doccia, mentre le dolori. poi è venuto mio marito dal lavoro “che successo? - c’ho le dolori, credo che il parto –allora ti prendo all’ ospedale -ho detto ancora no”. Lui lavorava la notte, lui è andato a lavorare e poi è tornato, mi ha detto no, no ti lascio a casa , ti prendo all’ospedale. Poi siamo andati erano le 4 di mattina, son usciti le dottori, dormivano, e poi mi hanno fatto visita e tutto quanto . Sono rimasta mercoledì tutto giorno. La sera dolori terribile, terribile. Tutti dormono la notte, io chiamavo l’infermiera e mi diceva “che ti faccio io con le dolori ?aspetti non posso fare niente”.
E quindi sono stato fino la mattina le dolori da sola, mio marito lavorava, nessuno l’ha chiamato. Sono stata tutto il giorno giovedì e poi è venuto mio marito. Loro hanno detto che non possiamo fare niente, solo aspettiamo. El dottore prendono cartella, vanno e vengono e vengono, dicevano che tutto normale, tutto normale,altre cose non capisco niente, solo tutto normale . Poi mi hanno fatto un cesareo , mio bambino è nato. Nel mio paese non dico che sono bravi o non dico che…. Sicuro nel privato e una cosa e nell’ospedale di governo è un’altra cosa. Però anche se ci sono dei problemi lì non sei da sola, lì ci sono i genitori, la tua mamma vicino, parli la stessa lingua anche si non ti piace una cosa rispondi, non hai paura perché parlati la stessa lingua, ma qui non , è un’altra cosa una persona che non parla la lingua non può rispondere. Al paese nostro anche si ci sono i problemi non è che è il paradiso, pero quando il dottore sbaglia, paga, perché parli la stessa lingua. L’ infermiera ti dice una parola, tu rispondi per dieci.

Asma

Mi sono sposata in Siria. Primo giorno sposata e il terzo giorno venuta qua in Italia, luna di miele. Dopo 2 anni rimasta incinta perché mio marito mi ha detto prima di sposare: “primo due anni meglio non facciamo bambini così conosce il paese, la lingua poi pensiamo questa cosa piano piano, quando sei pronta facciamo bambino”.
Quando ho scoperto essere incinta, è bellissima notizia, è molto contenta anche mio marito, anche i genitori, nonni perché loro aspettano tanto tempo perché nostro paese non può così aspettare tanto tempo per fare bambini. Quando c’è matrimonio, dopo matrimonio subito fanno i bambini, noi no perché un’altra vita.
Le primo giorno che ho scoperto essere incinta, prima cosa che ho fatto con mio marito siamo andati fontana di Trevi ho buttato soldi dentro fontana, il mio desiderio che el bambino maschio perché a me piace primo figlio essere maschio, anche mio marito, però io non ho detto lui che io vorrei un maschio e anche lui non ha detto. Dopo quattro mesi quando il medico mi ha detto che è maschio lui mi ha raccontato suo desiderio speriamo che sia maschio.
La gravidanza è andata molto bene e mio marito sempre mi aiuti quando non mi sento bene, anche c’è una famiglia italiana vicino a casa, lei è come mia sorella, come mia madre veramente. Sempre chiamo mia madre, mio fratello,mia sorella, parlo con loro “io sto bene, il bambino sta bene, non ho problema” è triste, perché non è vicino a me, però è andata bene alla fine.
Il parto, questo giorno è molto importante per me, mi ha chiamato mia madre, lei mandato un CD con festa del matrimonio di mia sorella che io non può andare là, mi ha detto arriva questo CD alle tre pomeriggio ma io mi sento il dolore per partorisce, non volevo andare all’ospitale prima di vedere questo CD rimasta a casa fino arrivato questo CD, ho visto tutto e poi sono andata all’ospitale per partorisce. Perché mi piace vedere mio padre, mia madre, tutta la famiglia, così mi prendo il coraggio, prendo tante cose, mi sento contenta e così sono andata tranquilla, mi sento tutti vicino a me, anche se loro lontano e allora per quello andata a partorire bene, non mi sento tante dolore solo qualche secondo e poi nata subito bambino.
Medici, infermieri stati molto bravi con me e gentili e aiutatami tanto sempre vicini a me dicono loro “che bella donna, tu sei giovane, tu sei piccola che bel coraggio!!” così sempre dicono.
Quando sono uscita dalla stanza di partorire mi sento bene, mi ha colpito solo senza genitori, senza mia madre perché quando arriva orario di visita, vedo tutta gente con genitori, con madre con nonni, è vero c’è mio marito però… mi manchi qualcosa perché c’è tante cose mi vergogno parlare con mio marito, bisogna una donna… mia madre, mia sorella, parlare con lei.
Certo un uomo non lo sa queste cose, anche quando sono uscita dall’ospitale, quando entrato a casa con il mio primo figlio è così, ho visto la casa vuota, non c’è nessuno perché noi quando nasce il bambino fanno una festa, nonni genitori. Però grazie a Dio perché mio figlio è nato molto bene.

Il progetto
Français
English

Interviste e racconti
Africa
Europa
Nord America
Sud America
Australia
Asia

Politiche migratorie e dispositivi di controllo
Interviste e documenti
Cronologia

Immagini e Video
Video
Immagini

Links
scritture migranti
escrituras migrantes
Passaparole Milano

Iscriviti alla Newsletter