Nella stessa rubrica

Sonia, Corelli brucia. Milano, 11 luglio 2008 (intervista raccolta dal comitato antirazzista milanese)

Corelli: intervista a Nella, Milano, 10 luglio 2008 (intervista raccolta dal Comitato antirazzista milanese)

Almedia, il racconto della rivolta, Milano, 11 luglio 2008 (intervista audio raccolta dalla redazione di Melting pot)

Kostia, perché siamo in sciopero della fame, Corelli, Milano, 6 luglio 2008 (intervista raccolta dalla redazione di Melting pot)

Corelli: intervista a Nella, Milano, 10 luglio 2008 (intervista raccolta dal Comitato antirazzista milanese)

Giovedì 10 luglio: Oggi il passaggio della stradina che porta all’ingresso del Centro è sorvegliato, ma non più blindato. Per questo, nel pomeriggio, alcuni militanti del Comitato antirazzista si sono ritrovati all’ingresso del centro, durante l’orario di visita. I colloquio tra i detenuti e la nostra delegazione continua ad essere negato dalla prefettura, nonostante alcuni detenuti continuino a rifiutare il cibo della Croce rossa e rovesciarlo quando viene portato.

Nella, rilasciata nel pomeriggio dopo due mesi di detenzione, ci fa il seguente racconto.

Nella mia sezione, quella dei trans, alcune di noi sono ancora in sciopero, io l’ho fatto un solo giorno, perché sono sieropositiva. Ieri hanno rilasciato una di noi e oggi toccava a me. Dopo di me, le altre, che sono entrate da poco, usciranno solo alla fine di agosto. Nella sezione delle donne, l’unica con cui noi riusciamo a entrare in contatto, alcune continuano a protestare, ma io non avevo molti rapporti con loro perché stavo sempre nella stanza. Non sto tanto bene, da quando sono qui ho delle macchie su tutto il corpo e per questo ho chiesto di essere portata dal medico dell’ospedale, per fare i miei soliti esami di controllo. Ma per molti giorni mi hanno dato solo una pomata, poi davanti a quelli della Croce rossa, il capitano, ho rovesciato tutti i miei vestiti e le altre cose che c’erano nella stanza e per questo, alla fine, mi hanno portata a fare il controllo. I controlli all’ospedale, per le sieropositive, non li fanno mai. C’era una ragazza che stava male da quando era entrata nel Centro e per 15 giorni è stata sempre male, anche con la febbre molto alta, anche lei era sieropositiva, ma l’hanno ricoverata solo quando la febbre è salita moltissimo, prima lei e noi chiedevamo che venisse portata all’ospedale ma non lo facevano. Poi non è più ritornata al Centro. Alcuni poliziotti ci insultano, soprattutto a noi, trans. Ti direi una bugia se ti dicessi che picchiano ogni giorno, ma ti direi una bugia anche se ti dicessi che non lo fanno mai. Dipende, se protesti un po’ e gli sei antipatica allora arrivano i manganelli. Ma gli insulti sempre. Un giorno uno di loro se la stava prendendo con una mia amica, ma io lo conoscevo e gliel’ho detto, “tu sei quello di via…., con quella macchina grigia, non ti ricordi di me? invece ti dovresti ricordare bene”, così lui se ne è andato, per la vergogna. Quando voi avete fatto quel rumore fuori (sabato pomeriggio) hanno picchiato una ragazza nella sezione delle donne. Poi qualcuno è stato male anche quando eravate qui fuori lunedì e ci chiamavate. Per lo sciopero, era disteso, svenuto, e sono arrivati i medici. Alla fine hanno chiamato l’ambulanza ma l’hanno fatta uscire dall’altra parte (il Centro ha due uscite, una delle quali irraggiungibile), perché da questo lato c’eravate voi. Poi, la notte, quando abbiamo visto che c’erano delle persone fuori e che c’era fumo siamo uscite tutte, ma anche nelle altre sezioni, e gridavamo. I poliziotti si sono preparati per entrare con tutte quelle cose che si mettono, gli scudi, non so come si dica. Nella sezione degli uomini oggi hanno buttato via il cibo della Croce rossa e sono entrati i poliziotti, ma non so che cosa sia successo perché si sentivano solo i rumori”.

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