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Cronologia. Aprile 2008

1 aprile: Spagna-Brasile. Durante l’incontro che si è tenuto oggi tra i rappresentati dei governi spagnolo e brasiliano per risolvere il contenzioso creatosi nei mesi scorsi a proposito dei cittadini brasiliani trattenuti all’aeroporto di Madrid, è stato stabilito che le polizie aeroportuali dei due paesi collaboreranno nei prossimi mesi per far rispettare le condizioni di entrata nell’area Schengen. I passeggeri brasiliani non in possesso dei documenti necessari per l’entrata avranno la possibilità di comperare un volo di ritorno da compagnie aeree diverse da quelle del viaggio di andata. Questo per ovviare alla loro permanenza e lungo trattenimento all’aeroporto spagnolo, in attesa di un volo di ritorno con la stessa compagnia, come era già successo in alcuni casi per i cittadini brasiliani.

1 aprile: Italia. Milano: ennesimo sgombero in un campo rom. Il campo di via Bovisasca a Milano, in cui già la settimana scorsa le ruspe erano entrate in azione, è stato definitivamente sgomberato con l’abbattimento delle 150 baracche che erano rimaste. Nessuna soluzione abitativa alternativa è stata offerta dal comune ai rom che vi risiedevano.

1 aprile: Italia-Ue. I centri di detenzione italiani vengono criticati dal rapporto pubblicato dalla Commissione Ue per le libertà civili. In conclusione, il rapporto Ue denuncia: "Il carattere patogeno della detenzione, causato principalmente dalle strutture e dall’assenza di comunicazione (fino ad atteggiamenti di disprezzo) dei responsabili con le persone trattenute; misure securitarie sproporzionate per persone trattenute in un quadro amministrativo; nessuna assistenza alle persone vulnerabili; servizio medico presente ma carente, soprattutto nei centri altamente popolati; carenza del servizio d’interpreti e traduttori; mancanza di un servizio d’assistenza legale". Per questo si chiede con urgenza, "la ristrutturazione dei centri e l’eliminazione delle gabbie; l’accesso permanente di Ong e giornalisti; il miglioramento dei servizi igienici, medici e legali".

1-4 aprile: Polonia-Ue. Una delegazione della Commissione libertà civili del Parlamento europeo ha visitato alcuni centri di detenzione polacchi, tra cui quello di Lesznowola e quello di Biala Podlaska, per i richiedenti asilo. Alla fine della vista, durante una conferenza stampa, Patrick Guabert, capo della delegazione, ha sottolineato che “ci sono alcuni punti di debolezza nella gestione dei centri”: le difficoltà per accedere all’aiuto giuridico e, soprattutto, la durata della detenzione, che può raggiungere i 12 mesi. Altri membri della delegazione, al contrario, si sono detti soddisfatti rispetto alle situazioni riscontrate in altri paesi. 4 aprile: Francia. Parigi: per fuggire a un controllo della polizia, Baba Traoré, giovane maliano che era arrivato in Francia per donare un rene al fratello, è morto gettandosi nella Marna.

3 aprile: Bruxelles-Grecia. Il Consiglio Europeo per i Rifugiati e gli Esiliati (ECRE) fa pressione sull’Unione Europea per fermare le deportazioni di richiedenti asilo verso la Grecia. Durante una riunione a Bruxelles il Consiglio critica la Grecia (che nel 2007 ha registrato un tasso zero di accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo) e propone una revisione della normativa del Sistema di Dublino. Il sistema stabilisce che spetti al primo paese UE in cui un richiedente asilo approda decidere della sua destinazione finale. L’ECRE propone una revisione del Sistema sottolineando che la chance di essere riconosciuto come rifugiato o richiedente asilo varia arbitrariamente da un paese UE all’altro e raggiunge l’impossibilita’ in un paese come la Grecia.

4 aprile: Spagna. I migranti detenuti nel centro di detenzione di Aluche, a Madrid, hanno iniziato una protesta dichiarando uno sciopero della fame per denunciare le condizioni della loro detenzione.

4 aprile: Marocco. Si insedia oggi a Rabat la sede diplomatica dell’Alto commissariato per i rifugiati. Presente in Marocco da 40 anni, l’Alto commissariato ha ottenuto il riconoscimento della rappresentanza diplomatica dal regno del Marocco nel luglio del 2007. Secondo i dati forniti dall’Hcr, in Marocco ci sono attualmente 807 rifugiati riconosciuti, tra cui 173 bambini/e e 156 donne.

4 aprile: Algeria. Fonti della sicurezza algerina dichiarano di aver trattenuto in prigionia 155 migranti dall’inizio del 2008. L’agenzia di stampa algerina aggiunge che i migranti erano detenuti nella zona est del paese e aggiunge che la guardia costiera, nel corso del 2007, ha imprigionato 1082 migranti.

6 aprile: Libia-Mali. E’ arrivato oggi Bamako un volo speciale di espulsione partito dalla Libia: 110 i migranti a bordo che, al momento dell’arrivo, hanno raccontato di aver trascorso vari mesi nei centri di detenzione e nelle prigioni libiche.

7 aprile: Spagna. La polizia spagnola, in tenuta antisommossa, è entrata nel centro di detenzione di Aluche, a Madrid, per reprimere la protesta dei migranti che da alcuni giorni sono in sciopero della fame. Si ha notizia di alcuni feriti dalle telefonate che arrivano alle associazioni antirazziste dall’interno del centro. I migranti detenuti lamentano le condizioni della detenzione: la presenza costante della polizia, umiliazioni psicologiche, nessuna attenzione alle cure mediche necessarie, alcuni casi di aborto per le condizioni insalubri del centro. In un recente rapporto del Parlamento europeo i centri di detenzione spagnoli (Cie) sono stati indicati tra i peggiori dell’Unione.

8 aprile: Algeria. Ripescati dalla guardia coste algerina i corpi di 8 migranti morti durante un naufragio. I corpi sono stati ritrovati a circa due miglia a nord-est di Cap Carbon ed erano stati prima avvistati da un peschereccio algerino.

8 aprile: Turchia. Il gruppo Helsinki Citizens’ Assemby ha pubblicato un rapporto sulle condizioni dei rifugiati detenuti nel paese: Unwelcome Guests. The Detention of Refugees in Turkey’s ’Foreigners Guesthouses’. Il rapporto si basa su interviste a 40 rifugiati, di 17 diverse nazionalità, trattenuti in sette centri d’accoglienza turchi. Le interviste sono state raccolte tra l’ottobre 2006 e il settembre 2007. Si tratta del primo rapporto sulle condizioni dei rifugiati in Turchia e documenta lo stato di prigionia, abuso, privazione e totale assenza di tutela legale che caratterizza la loro permanenza nei centri di detenzione turchi.

8 aprile: Malta. Cinque migranti trattenuti nel centro di Hal Far a Malta si sono oggi dichiarati colpevoli di aver tentato la fuga su un cargo container. Hanno quindi chiesto alla corte di ascoltare le ragioni del loro tentativo e di potersi difendere. Le richieste del gruppo non sono state accolte.

9 aprile: Italia. Si è concluso oggi, a Catania, il processo per il naufragio del Natale 1996, durante il quale, al largo delle coste Siciliane, a Porto Palo, persero la vita più di 300 migranti. El Hallal, il capitano della Yohan, che con la sua nave urtò il battello dove erano stati fatti scendere i migranti e che lo lasciò affondare senza prestare soccorso, è stato condannato a 30 di reclusione e al pagamento di 20.000 euro alla famiglia di ogni vittima.

9 aprile: Birmania-Thailandia. In un camion che cercava di portare clandestinamente in Thailandia un gruppo di migranti birmani sono stati ritrovati i corpi ormai privi di vita di 54 migranti: 37 donne e 17 uomini. Il conducente non si era fermato quando i migranti, dall’interno del camion, avevano cercato di avvisarlo che il sistema di areazione non funzionava. In Thailandia risiedono, ufficialmente, 500.000 lavoratori birmani, ma secondo le Ong che lavorano con i migranti sono più del doppio e vivono in condizioni di vita miserevoli.

9 aprile: Algeria. Nel corso del 2007, i tribunali algerini hanno condannato 94 migranti presenti sul territorio e privi di permesso di soggiorno. Si tratta di migranti di origine nigeriana, maliana, siriana, libanese, marocchina, turca, cinese, molti dei quali lavoravano in nero come operai o come artigiani. Il primo ministro degli interni, Noureddine Yazid Zerhouni, ha dichiarato che nei prossimi mesi l’Algeria creerà dei centri di « accoglienza » per i migranti privi di permesso di soggiorno dove i migranti saranno detenuti prima di essere espulsi.

9 aprile: Inghilterra. Il comandante di un aereo British Airways ha obbligato 136 passeggeri allo sbarco, prima di prendere il volo per il Lagos con un solo passeggero che veniva deportato. Ad aereo pronto in pista di decollo, da una delle file della classe turistica, un uomo visibilmente imprigionato comincia a urlare “I go die”. I passeggeri intervengono chiamando in causa l’equipaggio e, tra loro, Ayodeiji Omotade, un cittadino inglese di 39 anni, prova a intercedere per il deportato. Il deportato viene immediatamente allontanato dall’aereo e cinque ufficiali salgono, ammanettano e arrestano Ayodeiji Omotade. Quest’azione provoca proteste da parte di tutti i passeggeri e così il pilota decide di far sbarcare tutta la classe turistica, ovvero tutti i passeggeri che avevano assistito all’arresto di Omotade. A quel punto il deportato viene caricato nuovamente a bordo e l’aereo decolla. Tra i 136 passeggeri, l’unico a non essere rimbarcato su un volo successivo è Ayodeiji Omotade che, anzi, viene bandito per sempre da qualsiasi volo British Airways. Ayodeiji Omotade stava volando in Lagos per assistere al matrimonio di suo fratello e portava con se l’anello, la camicia e l’abito dello sposo. Non ha potuto presenziare alla cerimonia. Il suo bagaglio è stato perso e le 1600 sterline che portava con sé per i propri parenti sono state sequestrare e non restituite.

9 aprile: Messico. Un alto ufficiale dell’esercito messicano riconosce pubblicamente le gravi violazioni e irregolarità di cui la marina si è resa colpevole contro un gruppo di migranti centro-americani nello stato di Oxaca, nel Sud del Messico, in data 31 marzo. L’esercito è stato costretto a una dichiarazione quando, all’inizio del mese di aprile, tv e giornali messicani hanno diffuso le immagini del marine Raul Trinidad Hernandez che picchiava violentemente un detenuto. La marina era stata impegnata, in affiancamento agli agenti del Nacional Migration Institute, in un raid a Las Palmas contro un treno di migranti provenienti dal Chiapas. I treni dal Chiapas sono frequentemente usati dai migranti centro americani che tentano di raggiungere gli Stati Uniti. I marines hanno arrestato, imprigionato e picchiato 91 persone. Secondo la testimonianza di alcuni detenuti le violenze sono state perpetrate di fronte ai bambini.

12 aprile: Marocco. Ancora aggressioni ai migranti subsahariani nei quartieri di Rabat. Dopo l’uccisione a gennaio di un migrante di origine nigeriana da parte di alcuni marocchini, caso su cui non è stata aperta nessuna inchiesta, due migranti sono stati oggi aggrediti e feriti. Da alcune settimane le aggressioni si succedono, anche in pieno giorno, senza alcun intervento da parte della polizia marocchina.

13 aprile: Frontex-Malta. Una fonte dell’UE rivela al “Sunday Times” che la prossima operazione anti-immigrazione di Frontex, Nautilus III, partirà nei prossimi giorni. La notizia trapela dopo che 28 migranti sono arrivati a Malta il 9 aprile, inaugurando, a detta dei frontalieri, la stagione degli arrivi sull’isola. La fonte ha anche rivelato che le operazioni di Frontex per il 2008 saranno più diffuse e massicce: Frontex stanzierà più soldi rispetto all’anno scorso nelle operazioni sulla rotta del Mediterraneo; saranno coinvolti 10 stati membri; la durata del presidio sarà di almeno 23 settimane (rispetto alle 8 del 2007). Frontex non conferma e anzi mantiene assoluto riserbo sulla data di inizio e sulla portata di Nautilus III.

14 aprile: Grecia. Il portavoce del governo Theodoros Roussopoulos si è pronunciato in materia di immigrazione: ha difeso il trattamento riservato ai migranti senza documenti da parte delle autorità greche; ha presentato il piano per la costruzione di due nuovi centri di detenzione (Creta e Kos); ha infine sottolineato le reazioni positive della Commissione Europea rispetto al funzionamento dei centri già in funzione sul territorio (Samos e Evros).

15 aprile : Afghanistan. Un rifugiato irakeno in Afghanistan è stato ricoverato all’ospedale di Herat con gravi ustioni dopo essersi dato fuoco per protestare contro la decisione dell’Alto Commissariato dei rifugiati di non concedergli l’asilo politico all’estero. Fawad viveva a Herat da circa un anno e, come molti altri rifugiati irakeni che hanno raggiunto l’Afghanistan, sperava in un trasferimento in un altro paese straniero.

17 aprile: Secondo il rapporto pubblicato oggi dal Consiglio norvegese dei rifugiati, nel mondo ci sono 26 milioni di rifugiati interni, che vivono prevalentemente nei campi profughi allestiti all’interno dei loro paesi e fuggiti dalle loro abitazioni in seguito a guerre, guerre civili, catastrofi naturali, carestie. Il fenomeno concerne 52 paesi, ma il Sudan, la Colombia e l’Iraq sono i paesi più toccati dal fenomeno: 5,8 milioni di rifugiati interni in Sudan, 4 milioni in Colombia e 2,5 milioni in Iraq. Seguono la Repubblica democratica del Congo, con 1,4 milioni di rifugiati e la Somalia (1 milione).

17 aprile: Germania-Libia-Oim. Comparse sulla stampa tedesca del 4 aprile 2008, le prime notizie sull’addestramento della polizia libica da parte delle forze speciali di intervento rapido (SEK) e delle brigate antiterrorismo(GSG 9) della polizia tedesca, in corso dal 2005, hanno trovato conferma e stanno suscitando una vasta polemica in Germania. Il programma di addestramento militare, ovviamente, non è disgiunto dal controllo delle frontiere. La Libia, scrive il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, “ha un ruolo molto importante per la Germania in quanto paese di transito di migliaia di migranti africani. Molti profughi partono dalla Libia verso l’Europa. Già nel 2005 l’allora ministro degli Interni della Germania Otto Schily promosse l’installazione di campi di detenzione in Libia. L’UNHCR e l’Unione Europea collaborano a questo riguardo con la Libia”. Un programma di formazione dei poliziotti libici per il controllo delle frontiere è anche quello fornito dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni, come ammesso in questi giorni dal capo della delegazione in Libia, Luarence Hart durante una trasmissione radio dell’emissione tedesca Ard: “Ai poliziotti, ad esempio, mostriamo come identificare documenti falsi e come trattare le vittime della tratta. Da sempre abbiamo accesso ai centri per i migranti, dove la situazione sicuramente non è di un albergo a cinque stelle. Ma le autorità libiche hanno espresso la volontà di migliorare la situazione e credo che anche qua serva maggiore formazione e più strutture, perché i campi sovraffollati implicano altri problemi ancora.”

17 aprile: Egitto. Spara e uccide ancora la polizia egiziana alla frontiera con Israele. La vittima, in questo caso, è un migrante di origine eritrea. Salgono così a 11 i migranti uccisi dall’inizio del 2008.

18 aprile: Marocco. A 60 chilometri a Sud di Layounne sono stati arrestati 21 migranti di origine subsahariana che, secondo le fonti governative, programmavano di imbarcarsi per le isole Canarie.

21 aprile: Spagna. Al porto di Fuerteventura, nelle isole Canarie, sono stati ritrovati i corpi di due uomini che viaggiavano insieme ad altre 11 persone nella stiva del cargo “Rosa Delmas”. Altri 4 migranti sono stati ricoverati in gravi condizioni.

22 aprile: Egitto. Sono stati arrestati in Egitto 105 migranti eritrei che avevano passato il confine nel nord del Sudan. Da febbraio sono più di 300 gli eritrei che sono stati catturati nella provincia di Aswan dalle guardie di frontiera egiziane.

22 aprile: USA. Il Department of Homeland Security (DHS) annuncia di voler estendere l’obbligo di rilevazioni biometriche ai porti di entrata negli Stati Uniti anche a tutti i porti di uscita, sia aerei che marittimi.

23 aprile: Ue-Frontex. Il Parlamento europeo fa sapere che l’Agenzia per il controllo delle frontiere esterne, Frontex, il cui budget per il 2008 è di 70 milioni di euro, sarà presente quest’anno con quattro missioni: Hera (alle isole Canarie), Hermes (nel Mediterraneo occidentale), Nautilus (a Malta) e Poseydon (nei Balcani). Nel 2007 i migranti intercettati in mare da Frontex sono stati 11.476, contro i 23.438 del 2006.

23 aprile: Frontex-Malta-Francia-Germania. Una fonte UE ha dichiarato al “Sunday Times” che la missione Nautilus III, la cui data di inizio era fissata al 22 aprile, non è potuta partire per un disaccordo di Francia e Germania sui parametri del controllo e in particolare sulla normativa che regola il grado di coinvolgimento degli stati membri. Malta, uno degli attori principali della missione, ha insistito sulla necessità di stabilire regole chiare su chi sia responsabile dei migranti senza documenti fermati in acque non-UE. Germania e Francia non hanno voluto accettare la ripartizione della responsabilità e questo ha impedito il lancio di Nautilus III. I due paesi metterebbero a disposizione le loro risorse purché’ i migranti siano portati a Malta o in Italia ma non sul loro territorio.

24 aprile: Mayotte-Comore-Francia. Il segretario di stato all’Outre-mer Yves Jégo chiede che ci sia una ferma azione diplomatica da parte della Francia rispetto alle Comore, affinché sia possibile rinviare nelle isole dell’arcipelago i migranti in situazione irregolare presenti sull’isola francese. Il ministro degli interni delle Comore aveva infatti affermato che, dal momento che Mayotte è un territorio dell’arcipelago, non è motivato il rimpatrio dei migranti provenienti da Anjouan. Ultimamente sull’isola di Mayotte è stato aperto un centro di detenzione per i migranti provenienti dalle altre isole dell’arcipelago e si parla già della costruzione di un nuovo centro.

24 aprile: Tunisia. Naufragio di un’imbarcazione partita dalle coste vicine a Mahdia e diretta verso il sud Italia. 23 i migranti dispersi, 3 i corpi ritrovati.

24 aprile: EU-Malta. La Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI) ha criticato Malta per la violazione dei diritti umanitari dei migranti senza documenti e per comportamenti che alimentano il razzismo. Si tratta della terza denuncia contro Malta da parte dell’ECRI, un organo indipendente fondato dal Consiglio d’Europa.

25 aprile: Italia. Nel Canale di Sicilia, a 80 miglia dall’isola di Lampedusa, durante le operazioni di soccorso di un’imbarcazione è morto un migrante.

25 aprile: Marocco. Nuova ondata di rastrellamenti e deportazioni a Rabat e Casablanca. Sono circa una sessantina i migranti che sono stati arrestati e portati nei Commissariati di polizia in vista della solita deportazione verso Oujda, al confine con l’Algeria. (Rastrellamenti, Marocco, aprile 2008 (testo di Oued Adama))

26 aprile: Arabia Saudita. Il quotidiano di opposizione yemenita Alsahwa riporta un drammatico evento di un mese fa: le autorita’ saudite hanno dato fuoco a 10 yemeniti in procinto di valicare la frontiera nel villaggio di Khamis Bani Mushait, al confine tra Arabia Saudita e Yemen. Le vittime hanno ricevuto assistenza medica in ospedali yemeniti. In seguito al reportage, le autorità yemenite hanno aperto un’inchiesta mentre nessuna reazione è ancora giunta dalle autorità saudite. Darweesg Salloum, descrive la dinamica dell’incidente: la buca era lunga sette kilometri e ben quattro auto della polizia saudita sono arrivate sul posto per presidiarla e poi per gettare diesel e appiccare il fuoco ai migranti nascosti. Quando sette di loro si sono dati alla fuga in fiamme, la polizia ha cominciato a sparare. Così gli altri 18 sono rimasti dentro alla buca. Solo dopo quattro ore di interrogatorio - tra urla di dolore per le ustioni - i 18 uomini sono stati portati in un ospedale civile dove sono stati curati malamente da dottori filippini che gli cambiavano le bende solo ogni quattro giorni, compromettendo ulteriormente le già acute lesioni alla pelle. Dopo nove giorni all’ospedale, agli uomini e’ stata offerta la seguente alternativa: o essere rimpatriati in Yemen in cambio di dichiarazioni in cui la polizia saudita veniva sollevata da ogni responsabilità rispetto alla loro esperienza o restare in Arabia Saudita fino alla morte. I 18 uomini hanno firmato le liberatorie. In risposta alle accuse dei migranti, la polizia saudita nega ogni responsabilità.

26 aprile: Usa. Alla frontiera con il Messico viene inaugurato un nuovo sistema di vigilanza che vede la collaborazione di un’associazione di cittadini con la polizia frontaliera. Il progetto “The American Border Patrol’s Virtual Vigilance” prevede l’installazione di una rete di telecamere alla frontiera che trasmetteranno un monitoraggio costante ai computer di casa dei volontari che hanno aderito all’iniziativa. Attraverso un sistema di turnazione, i volontari funzioneranno da "occhi" per la polizia, pronti a entrare in contatto non appena avvisteranno qualcuno cercare di attraversare il confine. I volontari di American Border Patrol sottolineano l’efficienza del nuovo sistema anche da un punto di vista economico: un investimento di soli centomila dollari contro i 20 milioni di dollari investiti dal governo federale in recinzioni.

28 aprile: Spagna. L’associazione spagnola Pro Derecho de la Infancia (Prodein) denuncia la detenzione di 45 migranti asiatici nel Ceti (Centro de Estancia Temporal de Inmigrantes) di Melilla in vista di un loro imminente rimpatrio.

28 aprile: Marocco-Spagna. 36 migranti muoiono in un naufragio nelle acque tra il Marocco e la Spagna.

28 aprile: Turchia. A Habur, al confine con l’Iraq, la polizia turca ha gettato nel fiume i migranti che cercavano di attraversare la frontiera. 4 migranti sono morti annegati.

29 aprile: Belgio. Nel corso dell’occupazione davanti all’Ufficio stranieri a Bruxelles da parte dei sans-papiers belgi sono state arrestate più di 100 persone. I sans-papier avevano eretto dieci tende sulla piazza davanti all’ufficio e chiedevano un incontro con il ministro delle migrazioni e dell’asilo per la regolarizzazione di tutti i sans-papiers presenti sul territorio belga.

29 aprile: Italia. Negli ultimi giorni di aprile, circa 1000 migranti, in gran parte partiti dalla Libia, sono arrivati all’Isola di Lampedusa. Alcuni di essi sono stati trasferiti in altri centri di detenzione della Sicilia, mentre altri 200 sono stati trasferiti nel Cpt di Bari attraverso dei voli speciali.

30 aprile: Marocco. Secondo le testimonianze dei superstiti al naufragio del 28 aprile, avvenuto al largo di Hoceima, raccolte da Fortess Europe, il naufragio è stato provocato dagli uomini della marina marocchina che hanno affondato il gommone su cui viaggiavano i migranti tagliando la camera d’aria. Solo successivamente sono intervenuti i soccorsi, quando 36 migranti erano già annegati. I superstiti sono stati poi portati dapprima in un commissariato e poi deportati a Oujda, al confine con l’Algeria.
(http://fortresseurope.blogspot.com/2006/01/aprile-2008.html)

30 aprile: Gran Bretagna-Est Europa. Uno studio del think tank Institute for Public Policy Research (IPRP) ha stimato che tra il milione di migranti est europei che sono arrivati in Gran Bretagna dal 2004, la metà ha fatto rientro nei paesi di origine. La ricerca conclude che il rapido sviluppo economico negli stati dell’Unione Europea coinciderà con una diminuzione dei migranti degli stati dell’est verso il Regno Unito.

Aprile 2008: rapporto Fortress Europe. 101 migranti e rifugiati sono morti alle porte d’Europa nel mese di aprile, in Marocco, Spagna, Tunisia, Italia, Turchia e Egitto. Dal Marocco arriva una agghiacciante testimonianza, raccolta in esclusiva da Fortress Europe tra i migranti sub-sahariani deportati a Oujda. Sono i superstiti del naufragio del 28 aprile, costato la vita a 36 persone tra cui quattro donne e due bambini, e accusano senza mezzi termini gli agenti della marina reale marocchina di avere deliberatamente tagliato il loro gommone con dei coltelli per poi ritornare con i soccorsi soltanto dopo un’ora. Li abbiamo intervistati. In Egitto intanto la polizia continua a sparare sul confine e uccide di nuovo, stavolta un rifugiato eritreo. Scandalo in Turchia, dove quattro iraniani sono morti annegati in un fiume alla frontiera con l’Iraq, dove erano stati gettati dalla polizia turca durante un’espulsione alla frontiera. L’Acnur ha chiesto spiegazioni al governo turco. (http://fortresseurope.blogspot.com/)

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