Nella stessa rubrica

Liberatoria interviste

Format per le collaborazioni

3. Chi siamo?

2. Chi è migrante?

1. Progetto storie migranti

2. Chi è migrante?

Certamente, l’espressione “storie migranti” si riferisce anche alla storia. Ma nel decidere quali storie far confluire in questo archivio abbiamo dovuto confrontarci su quali fossero i soggetti a cui chiedere le storie. Abbiamo cioè dovuto rispondere alla domanda su “chi” fosse migrante.

Senza voler proporre una definizione definitiva proviamo a rispondere in questo modo.

Una donna, un uomo, un bambino. Donne, uomini, bambini. Singolarità e pluralità di esseri umani che come tutti gli esseri umani hanno bisogno di uno spazio per la loro esistenza, ma a cui i dispositivi di controllo sui loro spostamenti o sulle loro stanzialità sottraggono in parte la necessaria adesione allo spazio, rendendo la loro collocazione, per così dire, sospesa. Per questo, il participio presente del verbo migrare, che racchiude il paradosso di rendere duratura un’azione momentanea, quella dello spostamento da uno spazio a un altro, oltre a rimandare più di altri termini alla scelta e all’azione del soggetto che compie tale spostamento, descrive, a nostro avviso, anche questa posizione sospesa. Sospesa nello spazio, perché un ostacolo, una barriera, un limite, un confine, visibili o invisibili, giuridici, politici, sociali, si frappongono alla piena adesione alla terra di donne, uomini e bambini. E sospesa nel tempo, perché un ostacolo, una barriera, un limite, un confine, bloccano lo spostamento, impedendo che il movimento, come tutti i movimenti, si attui da un luogo a un altro e trovi così un momento finale, o perché barriere e confinamenti più sottili e invisibili impongono un residuo di non-ancora al momento finale.

Siamo consapevoli che con questa “prova di definizione” corriamo in parte un rischio. Quello di rispondere a partire da una negatività; o addirittura quello di riprodurre, trasponendola in termini spaziali, come difficoltà rispetto allo spazio prodotta dai dispositivi di controllo e dalle politiche di governo delle migrazioni, l’immagine dei migranti come vittime passive, luogo comune in tanti discorsi mass-mediatici e in tante pratiche associative. Non è certamente questo il nostro intento. Piuttosto, con le storie che proponiamo, anch’esse in continuo movimento, vogliamo provare a collocarci su un crinale. Quello situato tra questa posizione sospesa, determinata dal potere, e tutte le invenzioni di pratiche, azioni, gesti, luoghi, spazi, tempi, altri rispetto a quelli immaginati dai controlli e dai confinamenti, che donne, uomini, bambini migranti, agiscono negli spazi e nei tempi della loro sospensione, facendo così migrare la geografia e la stessa temporalità.

E’ migrante, allora, colei o colui che si sta spostando. E’ migrante, in questo senso, colei o colui che sta attuando un movimento, in senso letterale. Anche per questo abbiamo deciso che una possibile suddivisione del sito fosse quella per continenti, non in quanto luoghi di arrivo o di partenza, ma in quanto luoghi-tempo di racconto, quelli in cui è stata rilasciata l’intervista o in cui qualcuno ha narrato la propria storia. Ma è migrante anche colei o colui che è arrivata/o e che sta, per così dire, spostando lo spazio del suo luogo di arrivo. Ed è migrante, pure, colei o colui che non si è mai spostata/o, in senso letterale, ma che ha bisogno di attuare uno spostamento dello spazio del suo risiedere per potervi trovare piena adesione. E’ migrante, quindi, un ragazzino francese di alcune banlieues francesi, metafore, oltre che luoghi reali, di questo bisogno di spostamento dello spazio; è migrante una ragazzina peruviana nata in Italia ma la cui possibilità di risiedere sul territorio italiano è legata al permesso di soggiorno dei genitori. Non sono migranti, invece, una donna spagnola in Italia, un uomo tedesco in Francia, poiché la loro adesione allo spazio, e in questo caso al territorio francese e spagnolo, o, ancora, al “paese Schengen”, non viene messa in dubbio. Non è migrante un italiano in Albania, un francese in Marocco, perché si trovano su territori che fanno spazio alle loro esistenze e talvolta persino alle loro economie delocalizzate.

Il progetto
Français
English

Interviste e racconti
Africa
Europa
Nord America
Sud America
Australia
Asia

Politiche migratorie e dispositivi di controllo
Interviste e documenti
Cronologia

Immagini e Video
Video
Immagini

Links
scritture migranti
escrituras migrantes
Passaparole Milano

Iscriviti alla Newsletter

Français

English