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La lavanderia, Roma, Italia (racconto di Afis, marzo 2004)

La prima lavanderia di Tiburtina l’ha fatta un sudanese che si chiama Hafis. Hafis ha avuto i documenti in Grecia, non in Italia. Per arrivare in Europa ha fatto il giro dal Libano non dalla Libia: Libano, Turchia, Grecia.

Un giorno di novembre, mentre a Tiburtina sono cominciati i lavori e ci siamo trasferiti nel magazzino grande, Hafis è venuto a Roma a trovare il suo amico Amir, un sudanese che vive a Tiburtina. Hafis ha comprato un generatore grande da 1200 euro, due lavatrici e un asciugatrice usate (tutte e tre insieme le ha pagate 250 euro). Inoltre Hafis ha fatto in modo di far arrivare l’acqua delle ferrovie alle lavatrici e ha pagato cento euro un idraulico egiziano per il lavoro. Le ferrovie volevano che noi attaccassimo il contatore perché dicevano che per noi l’acqua serve a lavorare non come per gli altri per bere cucinare e lavarsi.
Quando Hafis è tornato in Grecia ha lasciato in affitto questa lavanderia ad Amir. Ogni mese Amir spediva duecento cinquanta euro ad Hafis in Grecia.
Amir ha lavorato con la lavanderia fino a febbraio 2004, dopo l’ho comprata io a 1050 euro.
Devo ancora dare cinquanta euro ad Amir.
Le persone portano i vestiti in lavanderia e Ahmed, un ragazzo sudanese che lavora con me, segna su un quaderno di chi sono i vestiti, quanti pezzi ha consegnato e se bisogna solo lavarli o anche stirarli, poi, per riconoscerli, fa un segno a penna o un numero sul vestito che corrisponde al proprietario.
Ogni pezzo da lavare costa cinquanta centesimi, se bisogna anche stirarlo servono altri 50 centesimi. 50 centesimi per stirare le magliette, le camice o i pantaloni, ma per le giacche c’è un altro prezzo, dipende da quanto è grande la giacca, se è grande come un cappotto e occupa da solo una lavatrice allora il prezzo è di 3 euro tutto compreso. In inverno, perché è umido e piove, per asciugare i vestiti usiamo l’asciugatrice, ma a primavera e d’estate stendiamo tutto al sole anche perché l’asciugatrice consuma molta corrente e quindi molta benzina per il generatore. In inverno lavoriamo molto perché l’acqua è fredda, piove e non si sa dove mettere la roba ad asciugare. D’inverno lavoriamo molto, ma a primavera ed d’estate le persone si lavano la roba da sole.
Invece le persone che lavorano non hanno tempo per lavarsi da soli i vestiti e così vengono sempre da noi, sono come clienti fissi, ma gli altri, la maggior parte si lavano i vestiti e poi magari vengono da noi per farseli stirare.
Non posso dire che la lavanderia è un guadagno perché da quando l’ho comprata ancora non ho recuperato i soldi che ho speso. Il generatore costa molti soldi di benzina perché ogni tre ore consuma un pieno da cinque euro.

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