Nella stessa rubrica

Cronologia degli accordi Italia-Ue-Tunisia. 2012-2014 (a cura di Martina Tazzioli, aprile 2014)

Cronologia degli accordi Italia-Tunisia (a cura di Martina Tazzioli, dicembre 2011)

Chronologie critique sur les politiques migratoires en Europe (Migreurop, Alain Morice, 2011)

Il Viminale ai giudici di pace: non liberate i tunisini (Italia, Fortress Europe, agosto 2011)

Frontières (Ceriscope, 2011)

Il governo fa la festa al rifugiato (puntata di Passpartù, giugno 2011)

Passpartù 22: Gelide accoglienze (marzo 2011)

Rights on the Line Human Rights Watch Work on Abuses against Migrants in 2010 (December, 2010)

Cartes des demandes d’asile en Europe et des expulsions en 2009 (Le Monde, septembre 2010)

Global Detention Project

Cronologia degli accordi Italia-Ue-Tunisia. 2012-2014 (a cura di Martina Tazzioli, aprile 2014)

sugli accordi Italia-Tunisia vedi anche: Cronologia degli accordi Italia-Tunisia (a cura di Martina Tazzioli, dicembre 2011)

Accordi Italia-Ue-Tunisia, 2012-2014:

22 marzo 2012: il ministro Cancellieri ha incontrato a Tunisi il ministro dell’Interno e degli esteri tunisini per discutere degli accordi finora raggiunti e di quelli futuri tra i due paesi in materia di immigrazione. Il 31 dicembre 2011 si è concluso l’operato delle navi della Marina Militare italiana in prossimità delle acque territoriali tunisine, al fine di “svolgere una funzione dissuasiva nei confronti dei natanti con a bordo clandestini”. In particolare, i ministri hanno concordato che proseguirà la cooperazione tra i due Paesi sulla falsariga di quanto stabilito nell’accordo del 5 aprile 2011 e che riguarderà sia il campo economico-finanziario sia le operazioni di contrasto all’immigrazione irregolare. L’Italia si impegnerà a rafforzare tale cooperazione attraverso la fornitura e il rinnovo di attrezzature e mezzi tecnici sia contribuendo a costruire un centro di formazione professionale nautico. Il protocollo prevede inoltre che potranno continuare i rimpatri tramite “procedura semplificata” di tutti i tunisini arrivati dopo il 5 aprile 2011, nel limite massimo di due voli charter a settimana; numero che però potrebbe aumentare in caso di “straordinaria necessità e urgenza”.

14 aprile 2012: firmato dai ministri della Difesa di Italia e Tunisia a Tunisi l’accordo di cooperazione militare tra i due Paesi, in conformità con la Convenzione di cooperazione nel campo militare siglata tra Italia e Tunisia nel 1991. L’accordo prevede la collaborazione tra le forze armate dei due Paesi in vari settori.

16 maggio 2012: durante la visita del Presidente della repubblica Giorgio Napolitano a Tunisi, i ministri degli Esteri di Italia e Tunisia hanno firmato un accordo bilaterale di “partenariato strategico” in materia di economia, mobilità e ricerca sceintifica, con cui l’Italia si impegna anche affinchè la Tunisia possa essere ammessa al "partenariato privilegiato" nei confronti dell’Unione europea e possa ottenere un supporto economico adeguato da parte dell’UE per lo sviluppo socio-economico del Paese. Inoltre, l’accordo prevede un supporto da parte dell’Italia alla politica di “sviluppo solidale , rivolta in particolare alle regioni tunisine più svantaggiate”.

25 giugno 2012: I ministri del Turismo di Italia e Tunisia hanno redatto una dichiarazione congiunta con cui viene rafforzata la collaborazione tra i due Paesi in materia di turismo e al fine di stabilire un futuro piano di collaborazione per il biennio 2012-2014. Al centro dell’accordo, la promozione di uno sviluppo economico sostenibile e un potenziamento delle attività turistiche in entrambi i Paesi. A tale scopo, verranno incentivati gli scambi di informazioni tra università, centri di formazione e organismi del settore turistico tra i due Paesi, oltre che lo scambio di esperti in materia di turismo. In secondo luogo, Italia e Tunisia si impegnano a promuovere progetti di cooperazione e sviluppo.

23 giugno 2012: Incontro a Messina in occasione del meeting “La ricerca come motore di sviluppo nel Mediterraneo” tra il ministro dell’Istruzione tunisino, Moncef Ben Salem, e quello italiano, Francesco Profumo. L’incontro si è finalizzato in una dichiarazione congiunta volta a favorire lo scambio tra le università e la mobilità di docenti e studenti, e la partecipazione congiunta a programmi europei per la ricerca.

13 settembre 2012: a una settimana dal naufragio al largo dell’isola di Lampione di un’imbarcazione di migranti tunisini il cui bilancio è di 56 sopravvissuti e 79 dispersi, il Ministro dell’Interno Cancellieri e il Ministro degli Esteri tunisino Rafik Abdessalem si sono incontrati a Roma per discutere del rafforzamento della cooperazione bilaterale in tema di migrazione, “alla luce del comune interesse di Italia e Tunisia al contrasto delle organizzazioni criminali che sfruttano i migranti e alla prevenzione di tragici naufragi nel Mediterraneo”. Tre giorni prima, il segretario di Stato tunisino all’Emigrazione, Houcine Jaziri, si era recato in visita a Lampedusa in seguito al naufragio. Il 13 settembre il Ministro degli Esteri tunsino incontra anche il Ministro degli Esteri italiano Terzi, per discutere del sostegno da parte dell’Italia e dell’Europa ai “processi di transizione democratica in Tunisia”; oltre a questo, l’altro tema al centro del dibattito ha riguardato la collaborazione tra Italia e Tunisia in materia di migrazioni e di “contrasto al traffico di esseri umani”.

30 settembre 2012: Si conclude il finanziamento italiano "Operazione Umanitaria a favore delle popolazioni fuoriuscite dalla Libia". Il progetto che era stato avviato nel marzo 2011 aveva l’obiettivo di sostenere il governo tunisino “nella gestione della crisi umanitaria derivata dall’ingente numero di profughi in fuga dalla Libia” attraverso la gestione dei campi di accoglienza e l’organizzazione dei rimpatri delle persone verso i paesi di origine.
1 dicembre 2012: il Ministro dell’Interno italiano Cancellieri insieme al capo di polizia Manganelli consegnao alla Tunisia due motovedette, nel quadro degli accordi di cooperazione tra i due Paesi in materia di controllo dell’immigrazione “irregolare”.

23 aprile 2013: l’Italia consegna alla Tunisia, tramite il Ministro dell’Interno italiano Cancellieri, due pattugliatori e alcuni fuoristrada da impiegare per contrastare e bloccare le partenze dei migranti. L’Italia dichiara che la cooperazione con la Tunisia ha portato a una considerevole diminuzione degli arrivi sulle coste italiane. Nell’incontro con il Primo Ministro tunisino Ali Laarayed, il Ministro dell’Interno, Lotfi Ben Jeddou, e quello degli Esteri, Othmane Jrand, il Ministro italiano ha ribadito che temi come terrorismo e criminalità organizzata richiedono una forte cooperazione tra i Paesi delle due sponde.

3 settembre 2013: Il Ministro degli Esteri italiano Emma Bonino si è recata a Tunisi per ribadire il sostegno dell’Italia alla “transizione democratica” in Tunisia, incontrando sia le autorità del governo tunisino e il presidente dell’ assemblea costituente Mustapha Ben Jafaar che i rappresentanti delle forze sindacali. L’incontro è servito anche per sottolineare la centralità dei rapporti economici con l’Italia che allo stato attuale rappresenta il secondo partner economico della Tunisia dopo la Francia, con 750 imprese italiane delocalizzate sul territorio tunisino.

26 novembre 2013: la Cgil e l’Ugtt (il sindacato tunisino dei lavoratori) hanno firmato un accordo in materia di emigrazione stagionale agricola e di pensioni, al fine di regolare l’emigrazione stagionale e permanente dei tunisini in Italia. L’accordo prevede anche l’apertua di un ufficio sindacale italo-tunisino nella città di Tunisi per fornire informazioni ai cittadini tunisini che intendono andare in Italia per cercare lavoro.

20 dicembre 2013: In Tunisia si accende una polemica relativa alla possibilià che il govenro abbia ceduto all’Italia la percentuale di gas naturale proveniente dall’Algeria. Il trasferimento in Italia di gas proveniente dall’Algeria passando per il territorio tunisino era stato oggetto di dibattito politico nell’estate del 2013, rispetto all’opportunità o meno di bloccare l’accordo con l’Italia. I diritti di transito del gas venivano pagati alla compagnia tunisina TTPC, appartenente alla compagnia italiana ENI, ma venivano stimati intorno a una somma molto bassa.

28 gennaio 2014: firmata una convenzione tra il segretario di stato del Ministero dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale tunisino Noureddine El Kaabi e l’ambasciatore italiano in Tunisia Remando De Cartona, con cui l’Italia dona alla Tunisa 1,6 milioni di euro per contribuire alla realizzazione di obiettivi relativi allo sviluppo locale, economico e sociale nel governatorato di Tataouine. Il fondo sarà rivolto in particolare alla creazione di posti di lavoro nel settore agricolo-alimentare.

3 marzo 2014: firmata la Mobility Parternship tra Unione europea e Tunisia, dopo due anni e mezzo di trattative iniziate nell’ottobre 2011. Sono dieci gli stati europei direttamente coinvolti nel partenariato: Belgio, Danimarca, Germania, Spagna, Francia, Italia, Polonia, Portogallo, Svezia e Regno Unito. L’obiettivo dichiarato del partenariato consiste nel creare un governo comune e responsabile dei flussi migratori esistenti, includendo procedure semplificate per il rilascio dei visti. Il secondo punto essenziale su cui si concentra l’accordo riguarda il supporto da parte dell’UE per la creazione di un sistema di asilo in Tunisia. L’accordo rafforza e sottolinea la distinzione tra la cosiddetta mobilità selezionata, favorendo le persone che intendono migrare “regolarmente” in Europa o che già vi risiedono, e la migrazione “irregolare”, e prevede “negoziazioni per accordi di riammissione, prevenzione dello human trafficking e incremento della sicurezza dei documenti di identità e di viaggio, così come del governo delle frontiere”.

4 marzo 2014: Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, ha effettuato una visita ufficiale a Tunisi dove ha incontrato il suo omologo Mehdi Jomaa, il Presidente della Repubblica Marzouki e il Presidente dell’Assemblea Costituente Ben Jaafar, oltre che vari esponenti della società civile tunisina e simboli della rivoluzione (come la blogger Lina Ben Mhenni) per discutere del tema della transizione e partecipazione democratica e dello sviluppo socio-economico del Paese.

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