Io non sono un ladro di fiori, io stesso mi son fatto rosa (dal taccuino di Zaher Rezai, dicembre 2008)
Quando il suo corpo è stato ritrovato, a Mestre, in via Orlanda, il 10 dicembre 2008, il documento che portava in tasca ha permesso la sua identificazione: Zaher Rezai, cittadino afghano, 13 anni. Sulla dinamica della morte non c’erano molti dubbi: per eludere i controlli portuali doveva essersi legato sotto il tir che l’aveva schiacciato a quell’incrocio, a 8 chilometri dal porto di Venezia, ormai superato. Qualche dubbio, invece, sul taccuino che potava in tasca, insieme al documento, e sul suo contenuto. Alcuni disegni o schizzi e qualche foglio scritto nella sua lingua.
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“Veli svelati”. Soggettività del velo islamico (Interviste di Donatella Romanelli, Italia 2007)
“VELI SVELATI”
Soggettività del velo islamico.
“[…]La finestra distoglie lo sguardo dal mondo e inizia a guardare me […]”
(Fatima Na’ut, “ Un fiore sulla mano di una donna” in: Colombo 2007)
Sui corpi velati delle donne islamiche si è discusso molto negli ultimi anni probabilmente a causa della rottura che creano con una normatività corporea e culturale di tipo occidentale che è maggiormente sul versante “svelato” piuttosto che “velato”.
La controversia sul velo islamico sembra esser partita in Francia dove i musulmani sono tra i tre e i sette milioni. A tal proposito vi è un’ampia letteratura soprattutto dal 1989. Quell’anno fu caratterizzato dall’increscioso episodio che coinvolse tre studentesse musulmane del collège Gabriel Havez di Creil, alle quali fu impedito di seguire le lezioni finché non si fossero tolte il velo.
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scritture migranti
Sono molti/e, ormai, in Italia gli scrittori e le scrittrici che provengono da altri paesi, o figli/e di migranti, le cui scritture vanno ad arricchire la letteratura in lingua italiana. Storie di testimonianza, racconti, romanzi di finzione; narrazioni, alcune, in cui confluiscono le esperienze di migrazione, altre che portano l’eco dei loro paesi d’origine, altre, ancora, di pura invenzione. Non vogliamo chiamarli scrittori/scrittrici migranti, perché spesso sono loro a contestare questa definizione che rischia di relegare le loro produzioni ai margini della letteratura. Scrittori e scrittrici, invece, le cui scritture contribuiscono ad innovare la lingua e i contenuti di una letteratura, spezzandone dall’interno la monoliticità. Ci limiteremo qui a riportare alcuni link dei loro siti, individuali o collettivi, e a segnalare di tanto in tanto alcuni racconti tra quelli che si trovano su internet.
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